Eventi religiosi cittadini

In San Domenico, concerto del coro e dell’orchestra della diocesi

09 Set 2024

di Angelo Diofano

Proseguono a Taranto nella chiesa di San Domenico le celebrazioni in onore della Beata Vergine Addolorata a cura della confraternita Addolorata e san Domenico. Mercoledì 11, per il settenario, alle ore 18 possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione; alle ore 18.30 santo rosario e alle ore 19 santa messa. Al termine, concerto dal titolo ‘Vergine cattedrale del silenzio’ eseguito dal coro e dall’orchestra della diocesi di Taranto, diretti dal maestro don Fabio Massimillo. Durante la serata ci sarà l’estrazione dei premi della lotteria organizzata dalla confraternita, il cui ricavato sarà devoluto alle opere di solidarietà ‘C.a.s.a’ e ‘Opera Sant’Anna’.
Alle ore 17 alle ore 20 dinanzi alla scalinata della chiesa sosterà l’autoemoteca dell’associazione ‘Nicola Scarnera-Bambino Microcitemico’ per la donazione del sangue.

Ricordiamo infine che la processione per le vie del centro storico è stata spostata da domenica 15 (tradizionale data della terza domenica di settembre) a domenica 22, per la concomitanza della cerimonia in concattedrale dell’imposizione del pallio all’arcivescovo mons. Ciro Miniero.

Ecclesia

Don Fabio Massimillo alla Settimana liturgica nazionale

09 Set 2024

di Angelo Diofano

Un sacerdote tarantino ha partecipato alla Settimana liturgica nazionale, su tema ‘Nella liturgia la vera preghiera della Chiesa: Popolo di Dio e ars celebrandi (Il frutto di labbra che confessano il suo nome Eb. 13,15) ’ svoltasi dal 26 al 29 agosto a Modena. Si tratta del prof. don Fabio Massimillo, 39 anni, liturgista e composizione noto a livello internazionale che ha tenuto un intervento su “Canto e musica: pregare nell’assemblea liturgica” nell’ambito del focus di approfondimento incentrato su ‘Il noi della liturgia: per un’autentica ars celebrandi’.

Don Fabio ha esordito ricordando che “il rito romano non ha mai conosciuto una liturgia non cantata e tutto ciò che non si canta si può omettere, come l’omelia”. Quindi il relatore ha richiamato importanti interventi magisteriali, come il motu proprio “Tra le sollecitutici”, dove si afferma che la musica sacra è parte “integrante” della liturgia (n.1) e, tra gli altri, la Costituzione dogmatica “Sacrosanctorum Concilium”, dove si afferma che essa è parte “integrante e necessaria” (n.112).

La Settimana liturgica nazionale è stata conclusa dall’intervento di mons. Claudio Maniago, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace e presidente del Centro Azione liturgica.

Angelus

La domenica del Papa – Sordi alla Parola di Dio

foto Vatican media-Sir
09 Set 2024

di Fabio Zavattaro

È da una periferia delle periferie che papa Francesco lancia un nuovo appello alla pace. Lo fa al termine della messa celebrata nella capitale di Papua Nuova Guinea, Port Moresby, un territorio caratterizzato di una vastissima diversità biologica, isole circondate dalla barriera corallina che devono fare i conti con i cambiamenti climatici, l’innalzamento delle acque che potrebbero sommergere vaste aree del paese, e poi i disastri naturali causati da vulcani e tsunami.

L’angelus

Il papa celebra messa lì dove ventinove anni fa Giovanni Paolo II ha proclamato il primo beato dell’isola, il catechista Peter To Rot. All’angelus, Francesco invoca “da questa terra così benedetta dal Creatore”, il dono della pace per tutti i popoli: “lo chiedo per questa grande regione del mondo tra Asia, Oceania e Oceano Pacifico. Pace, pace per le Nazioni e anche per il creato. No al riarmo e allo sfruttamento della casa comune! Sì all’incontro tra i popoli e le culture, sì all’armonia dell’uomo con le creature”.
Chiede a Maria, qui chiamata ‘Maria Helpim’, di “aiutarci a convertirci ai disegni di Dio che sono disegni di pace e di giustizia per la grande famiglia umana”.
In questa sua prima tappa in Oceania, nel pomeriggio, le sette della mattina di domenica per noi, è andato nell’isola di Vanimo – “una terra meravigliosa, giovane e missionaria” – il paese più povero del continente, dove ha portato una tonnellata di medicine destinate alla popolazione e chieste dai missionari, tre dei quali sono argentini. Un luogo che si può raggiungere dal mare o in aereo, dove scarseggiano acqua potabile e si può morire per una malattia facilmente curabile; una popolazione cui manca quasi tutto, in un territorio conteso dalle multinazionali per la sua ricchezza di oro, argento, rame, gas e petrolio.

Giustizia sociale

Per questo, prima della celebrazione eucaristica, Francesco, parlando alle autorità, ha chiesto giustizia nei rapporti tra grandi interessi e piccole comunità locali, e ha invocato uno “sviluppo sostenibile ed equo, che promuova il benessere di tutti, nessuno escluso, attraverso programmi concretamente eseguibili e mediante la cooperazione internazionale, nel mutuo rispetto e con accordi vantaggiosi per tutti i contraenti”.
Alla messa a Port Moresby, il Vangelo di Marco, la guarigione del sordomuto, è stato al centro della riflessione del vescovo di Roma, che ha voluto evidenziare due aspetti del testo: la lontananza del sordomuto e la vicinanza di Gesù. Ha lasciato Tiro è passato per Sidone e è giunto nel territorio della Decàpoli verso il mare di Galilea, come dire, periferia lontana da Gerusalemme, territorio abitato da pagani.  Qui portano a Gesù quest’uomo sordomuto, metafora della condizione del non credente incapace di ascoltare la Parola e, dunque, nell’impossibilità di ripeterla ad altri. Quando si perde “la capacità di ascoltare, di parlare, di comunicare con Dio e con gli altri” diceva Benedetto XVI commentando questo passo evangelico, “si diventa allora ciechi perché incapaci di vedere la realtà”. E Francesco ricorda che si può essere ‘sordomuti’ quando si è tagliati fuori dall’amicizia con Dio e con i fratelli; “ci sono una sordità interiore e un mutismo del cuore che dipendono da tutto ciò che ci chiude in noi stessi, ci chiude a Dio e, ci chiude agli altri: l’egoismo, l’indifferenza, la paura di rischiare e di metterci in gioco, il risentimento, l’odio, e l’elenco potrebbe continuare”. Questo ci allontana da “Dio, dai fratelli, e da noi stessi, e ci allontana dalla gioia di vivere”. Scegliamo di tenerci a distanza da Dio, dai fratelli, da chi è diverso da noi, ci barrichiamo, diventiamo “sordi alla Parola di Dio e al grido del prossimo e perciò incapaci di parlare con Dio e col prossimo”.
Ecco la parola straordinaria che cambia la storia: effatà, cioè apriti. Ecco allora la vicinanza di Gesù “il Dio vicino, il Dio compassionevole che si prende cura della nostra vita, che supera tutte le distanze”; guarisce “il mutismo e la sordità dell’uomo”; che ci aiuta nella ‘seconda guarigione’, ovvero la guarigione dalla paura che ci spinge a emarginare il povero, il diverso.
Il Vangelo, afferma Francesco, deve diventare “la bussola della nostra vita”.

 

Editoriale

Se un furto in Biblioteca fa tanto discutere: al sindaco replica il consigliere Liviano

07 Set 2024

di Silvano Trevisani

Un furto con scasso avvenuto nella biblioteca “Acclavio” fa discutere e pone seri interrogativi. Precisiamo, in primo luogo, che i ladri sono penetrati nei locali della biblioteca, dopo aver rotto il vetro e hanno rubato l’incasso di distributori automatici di bevande e snack. Si tratta, quindi, di un semplice atto di microcriminalità, ma su di esso si sta sviluppando un dibattito, dopo che il sindaco Melucci, con una nota molto dura, ha stigmatizzato l’atto come un attacco alla cultura tarantina.

Una presa di posizione alla quale replica, ora, il consigliere comunale Gianni Liviano, proprio nel tentativo di dare una lettura più realistica dell’atto delinquenziale.
Secondo Melucci, infatti, “Questo deplorevole atto non solo rappresenta un danno economico (è stato rubato l’incasso dei distributori automatici di bevande e snack), ma desta sconcerto in quanto colpisce profondamente uno dei poli culturali più importanti della nostra città. Come dimostrano le numerosissime e variegate iniziative intraprese, da anni la biblioteca “Acclavio” è un luogo di conoscenza, incontro e crescita per tutta la comunità e gesti criminosi come quello verificatosi dimostrano una spiccata mancanza di rispetto e attenzione verso il patrimonio culturale che ci appartiene. Purtroppo, episodi del genere evidenziano come una parte della nostra città, in più di una circostanza, si dimostri distratta, disinteressata e non sempre apprezzi, tuteli e valorizzi adeguatamente i suoi presidi culturali che sono il motore di quel processo di rigenerazione sociale che Taranto ha avviato da anni grazie al programma tracciato dall’Amministrazione guidata dal sindaco Rinaldo Melucci”.

Nel lunghissimo comunicato Melucci invita, tra l’altro, cittadini e istituzioni, in collaborazione, perché “proseguano e rafforzino il loro impegno volto a promuovere e proteggere questi luoghi di cultura, affinché gli stessi possano continuare a svolgere il proprio ruolo educativo e sociale”.

Insomma: Melucci intravede in quest’atto, un attacco alla cultura che, in realtà, non si configura affatto come tale. Anzi: questa lettura potrebbe risultare fuorviante e, nel tentativo di esaltare impegni e luoghi culturali, perseguire un vittimismo che di solito è appannaggio di altri ambienti politici.

Al sindaco replica, come detto, Gianni Liviano, che così scrive nella sua nota: “Temo che il sindaco commetta nella sua analisi, un errore di valutazione: Il furto nel distributore automatico di bevande sito in biblioteca, è esattamente equiparabile a tutti i furti compiuti in ogni luogo e questo non perché la biblioteca non rappresenti, come giustamente il sindaco dice, la casa della cultura, ma perché per profanare un luogo bisogna che il profanante comprenda fino in fondo il valore simbolico di quel luogo e deliberatamente decida di arrecare un danno ad un elemento contenuto in quel luogo (in questo caso il distributore automatico) con il chiaro intento di arrecare in maniera simbolica, il danno al luogo stesso.
In questo caso chi ha compiuto il furto è stato probabilmente un portatore di disagio con l’obbiettivo, non di arrecare un danno simbolico alla casa della cultura tarantina, ma di prendersi quei due soldi che stavano nel distributore automatico. Egli, chiunque sia stato, a mio parere non ha proprio fatto (perché probabilmente non aveva gli strumenti valoriali e culturali per farlo) alcuna valutazione sul valore del luogo in cui si trovava il distributore. A lui interessava accaparrarsi quei soldi che stavano nel distributore, non profanare il luogo del quale probabilmente non era neanche capace di percepire l’importanza.

“Anziché esprimermi con dichiarazioni retoriche e in verità un po’ superficiali, se fossi il sindaco, mi interrogherei invece sulle cause del disagio diffusissimo nella nostra città e mi chiederei se le politiche sociali e culturali che il Comune (con risorse infinite) sta adottando, stiano davvero raggiungendo l’obbiettivo di aiutare la nostra comunità crescere e ad evolversi, fornendo risposte alle tante situazioni di disagio. Forse interrogandosi sul lavoro che in questi ormai sette anni egli e le sue molteplici giunte, hanno messo in campo, il sindaco potrebbe forse accorgersi al contrario che le politiche finora adottate potrebbero essere riviste, modificate, abbandonando per esempio la cultura degli eventi e valorizzando attenzione verso le famiglie e verso le persone in situazioni di maggiore difficoltà, attraverso processi che partano dal basso e non scelte sempre calate dall’alto che tardano ad essere inclusive verso i tanti nostri concittadini in situazione di disagio”.

Questa la dichiarazione di Liviano che certamente propone spunti realistici e interessanti. Se l’interesse verso la cultura che i cittadini di Taranto dimostrano dovesse essere proporzionale a quello dei ladri di monetine, che non hanno nessuna contezza del patrimonio librario e culturale, ci sarebbe davvero da chiedersi che il concetto di cultura perseguito dalle istituzioni sia quello che va correttamente inteso.

Iniziative estive

‘Magna Grecia: gli Dei, i Ludi, gli Atleti e gli Eroi’

06 Set 2024

di Angelo Diofano

Domenica 8 settembre al castello Muscettola di Leporano alle ore 19 si terrà un incontro con lo scrittore Gigi Vellucci che presenterà il suo ultimo libro ‘Magna Grecia: gli Dei, i Ludi, gli Atleti e gli Eroi’. Si tratta di una raccolta dei frammenti più significativi del passato antico e glorioso della Magna Grecia che ha rivelato storie di templi, città, paesi lontani nel tempo e pur vivi nella memoria, con storie di uomini e donne da riscoprire non solo in quella che era la loro vita, ma anche nella forza d’animo e nella sensibilità religiosa.

L’iniziativa è organizzata dall’associazione Nepolites, dal Comune di Leporano, nell’ambito delle iniziative ‘Rivivi l’estate leporanese’, voluta dal sindaco Vincenzo Damiano e dall’assessore alla cultura Iolanda Lotta. La serata sarà introdotta dal prof. Giovanni Battafarano e prevede anche un reading poetico sui temi del libro.

Confraternite

Da domenica 8 in San Domenico, il settenario dell’Addolorata

06 Set 2024

di Angelo Diofano

Inizia domenica 8 nella chiesa di San Domenico il settenario in onore della Beata Vergine Addolorata, a cura della confraternita di Maria Ss.ma Addolorata e San Domenico. Questo, nell’ambito della tradizionale ‘festa grande’ che si concluderà domenica 22 settembre con la processione per le vie della Città vecchia, posticipata per la coincidenza della tradizionale data della terza domenica di settembre con la cerimonia in concattedrale della imposizione del pallio all’arcivescovo mons. Ciro Miniero.

Il programma di domenica 8 (come per tutto il settenario, che sarà predicato da don Maurizio Donzella) prevede alle ore 18 la disponibilità dei sacerdoti per il sacramento della riconciliazione; alle ore 18.30 la recita del santo rosario e alle ore 19 la celebrazione eucaristica presieduta dal padre spirituale della confraternita, mons. Emanuele Ferro. Quindi avrà luogo la cerimonia d’intronizzazione della venerata immagine della Beata Vergine Addolorata.

Popolo in festa

I ‘Wake Up Gospel’ in concerto sul sagrato del SS. Crocifisso

foto Pasquale Reo
06 Set 2024

di Angelo Diofano

Nell’ambito dei festeggiamenti in onore del Santissimo Crocifisso, sabato 7, sul sagrato della omonima chiesa al Borgo, alle ore 20.15, si terrà il concerto del gruppo ‘Wake Up Gospel’ diretto dal m° Graziano Leserri. Questo gruppo musicale, nato nel 2005 a Martina Franca e affermatosi da subito come nuova e travolgente realtà italiana della gospel music, realizza un progetto  finalizzato a unire assieme qualità musicale e testimonianza, divertimento e interazione col pubblico, rompendo la formalità tipica del concerto.
I riconoscimenti non sono mancati, tant’è che i “Wake Up Gospel” sono stati premiati nel 2011 a Torino come miglior gruppo gospel italiano, annoverando sei primi premi a concorsi internazionali, diversi lavori discografici e presenze nei principali festival nazionali ed internazionali di questo genere musicale.

Numerose le collaborazioni con prestigiosi artisti di calibro nazionale e internazionale fra i quali  Amii Stewart, Neri Per Caso, Karima, Ronn Moss, Achille Lauro, Mahmood, Mariella Nava, Renzo Rubino, Mario Rosini, Iskra, Luca Pitteri, Cheryl Porter, Sherrita Duran, Louvain Demps, Isaac Cates, Rosey Cosby, Knagui Giddins, Orlando Johnson, Dave Randolph, Joel Polo Jr., Moisès Sala, Graziano Galatone.

Ad Alessano (in provincia di Lecce) hanno anche reso omaggio a don Tonino Bello con un concerto davanti alla sua tomba.

Sport

Basket B/F, la Nuovi Orizzonti si rimette in marcia

06 Set 2024

di Paolo Arrivo

Ambizione ed entusiasmo. Voglia di divertirsi e di crescere ulteriormente giocando a basket: sono gli ingredienti principali del gruppo Dinamo Taranto, che ha fatto ritorno sul parquet del PalaMazzola per preparare la stagione agonistica 2024/25 nel campionato di serie B femminile. Il primo allenamento della Nuovi Orizzonti è andato in scena lunedì scorso. A guidare le ragazze c’era Giulio Caricasole subentrato a William Orlando. Una grande sudata, allietata dalla presenza a bordo campo delle piccole cestiste delle società partner, come la Eden Boys Statte 1987.

NUOVI ORIZZONTI, SQUADRA E STAFF- Marzia Varvaglione, Nataliya Smaliuk, Silvia Gobbi, Claudia Tagliamento, Francesca Gismondi, Annapia Molino, Erika Martelli, Carol Manco e Luna Saponaro: sono le atlete confermate che rivedremo in campo. Tre le new entry. Si tratta di Anna Maria Kolyandrova, Andrea Iob e Chiara Mastrototaro. La prima, bulgara classe 1997 che gioca nel ruolo di playmaker / guardia, ha disputato la scorsa stagione nello Skn St-Poelten in Austria. L’ala Mastrototaro, classe 2023, proviene da Ariano Irpino: è già nota alla Nuovi Orizzonti perché affrontata da avversaria. Mentre la pivot Iob ha indossato la maglia del Casarsa in serie B dopo un’esperienza triennale in A2. Il gruppo è forte e compatto. Quanto allo staff tecnico, sono confermati l’assistente coach Mimmo Calviello, il preparatore atletico Pierpaolo Songia e Gabriele Cardellicchio. Franco Tucci e Beniamino Mignogna completano il quadro dirigenziale.

IL CAMPIONATO- Taranto rientra nel girone B insieme a queste squadre: Catanzaro, Fasano, Battipaglia, Basket Femminile Stabia, Magnolia Campobasso e New Cap Marigliano. La regular season avrà inizio il 12 ottobre per concludersi il 18 gennaio. Il primo scoglio per la Dinamo ha nome Catanzaro Centro Basket, che sarà ospite del PalaMazzola, sabato dodici ottobre. Ultimo atto sempre a Taranto contro Campobasso. Seguirà la fase a orologio e l’appendice playoff. A completare questa prima fase del torneo, nel girone A troviamo: Potenza, Trani, Pink Sport Time Basket – Bari, Angri pallacanestro, Bim Bum Rende, Ariano Irpino e Virtus Academy. Sarà un cammino lungo e complicato.

L’OBIETTIVO- Sebbene non si parli apertamente di promozione, la Nuovi Orizzonti, massima espressione del basket rosa in riva allo Jonio, vuole fare meglio di quanto raggiunto nello scorso campionato. Allora l’obiettivo principale era la salvezza. Ma si sono raggiunti i playoff, senza approdare alla fase nazionale. Un gruppo riuscito a generare entusiasmo grazie ai risultati. È lecito quindi aspettarsi che questa squadra possa giocarsela sino in fondo per un posto in serie A. Nel breve termine c’è la Coppa Campania, primo test per le ragazze di coach Caricasole: sabato ventotto settembre (ore 18.30), al PalaMazzola, arriverà Fasano. La squadra che la spunterà nella prima giornata affronterà la vincente tra Trani e Bari. Taranto, testa di serie in questa competizione rientrante nella Coppa Italia, potrebbe sfruttare il fattore campo.

Francesco vola in Papua Nuova Guinea e si congeda dall’Indonesia con un telegramma al presidente

foto Vatican media-Sir
06 Set 2024

Questa mattina, dopo aver celebrato la messa in privato, papa Francesco si è congedato dal personale e dai benefattori della nunziatura apostolica di Giacarta e si è trasferito in auto all’aeroporto internazionale Soekarno-Hatta dove ha avuto luogo la cerimonia di congedo dall’Indonesia.
Al suo arrivo all’aeroporto, il papa è stato accolto dal ministro per gli Affari religiosi. Dopo il saluto delle rispettive delegazioni e del seguito locale, il santo padre è partito, alle ore 10.37 (5.37 ora di Roma), diretto a Port Moresby, in Papua Nuova Guinea, seconda tappa del suo viaggio in Asia e Oceania. L’atterraggio a Port Moresby è previsto dopo circa 6 ore di volo. Subito dopo la partenza dall’aeroporto di Giacarta, il papa ha fatto pervenire al presidente della Repubblica di Indonesia, Joko Widodo, un telegramma in cui si legge: “A conclusione della mia visita in Indonesia, desidero esprimere la mia profonda gratitudine a sua eccellenza, alle autorità locali e a tutti gli indonesiani per l’assistenza e i numerosi gesti di fraternità a me rivolti nei giorni passati. Proseguendo il mio viaggio apostolico in Papua Nuova Guinea, Timor Leste e Singapore, sorvolerò lo spazio aereo indonesiano in diverse occasioni. Ogni volta, ricorderò intensamente il suo Paese, sul quale volentieri invoco abbondanti benedizioni divine”.

Peregrinatio in diocesi

Da domenica la peregrinatio delle reliquie del beato Novarese

06 Set 2024

di Angelo Diofano

“Preghiamo perché la presenza in diocesi delle reliquie del beato Luigi Novarese possa essere un evento significativo per tutti gli appartenenti al Centro volontari per la sofferenza e per coloro che potranno conoscere il carisma associativo. Alla preghiera uniremo l’azione, impegnandoci, per quanto possibile, a collaborare con la presenza nelle parrocchie coinvolte nell’iniziativa”: così don Cristian Catacchio, assistente ecclesiastico del Centro Volontari per la Sofferenza, annuncia la peregrinatio delle reliquie del beato che si terrà in diocesi da domenica 8 fino al 14 settembre. L’avvenimento s’inserisce nell’ambito del quarantesimo anniversario di Novarese e nel sessantacinquesimo di presenza del Centro Volontari della sofferenza a Taranto.

La peregrinatio prenderà il via questa domenica dalla parrocchia Madonna della Fiducia di Taranto dove l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la santa messa alle ore 11.30. Queste le tappe successive: il 9 alla San Giovanni Battista (Monteiasi); il 10 alla Madonna del Rosario (Grottaglie); l’11 alla Sant’Egidio (Tramontone-Talsano); il 12 alla rettoria di Santa Maria di Talsano; il 13 all’Addolorata (Taranto); il 14 al Cuore Immacolato di Maria (Taranto).

Mons. Novarese nasce il 29 luglio 1914 a Casale Monferrato. A 9 anni si ammala di Tbc, allora incurabile e invalidante. Dopo 8 anni guarisce per intercessione dell’Ausiliatrice e di don Bosco e decide di dedicare la propria vita agli ammalati e intraprende gli studi di Medicina. Alla morte della mamma vuol diventare sacerdote per servire gli ammalati ed è ordinato il 17 dicembre 1938 in San Giovanni in Laterano. Dal 1941 lavora nella Segreteria di Stato Vaticana e nel tempo inventa un nuovo apostolato che rende le persone ammalate e handicappate “apostoli e protagonisti”. Nel maggio del 1943 il sacerdote e sorella Elvira Myriam (sempre al suo fianco), esortati dalla Segreteria di Stato Vaticana, danno origine alla “Lega Sacerdotale Mariana”, per sovvenire alle necessità dei presbiteri ammalati o bisognosi, nel vincolo di Maria. L’attività si estende anche ai laici con il Cvs. Si afferma con forza il pieno impegno battesimale della persona sofferente, non solo “oggetto” di assistenza ma “soggetto” di azione. All’interno del movimento è avvertita la necessità di definire un gruppo di persone che garantisca continuità all’opera assumendo ruoli direttivi, vivendo la radicalità della dedizione all’apostolato mediante la pratica dei consigli evangelici. Primi “Silenziosi operai della Croce”, gli ammalati o disabili già aderenti alla spiritualità del Cvs. Gli accompagnatori, gli amici, i familiari dei Volontari della Sofferenza, assumono il nome di Fratelli degli Ammalati, evidenziando con tale nome il profondo inserimento nel cammino spirituale e apostolico del Cvs e la fattiva vicinanza ai sofferenti. L’intera opera di mons. Novarese e sorella Elvira è accompagnata ed autenticata dal magistero pontificio con numerosi discorsi rivolti agli associati, a partire da quelli di Pio XII (7 ottobre 1957, primo decennale di apostolato). Le idee portanti del Cvs sono presenti in documenti del magistero universale dedicati al tema della sofferenza e dell’apostolato laicale. Il 20 luglio 1984 mons. Novarese muore a Rocca Priora (Roma).

Missione

Il ‘grazie’ di p. Marino Gemma, missionario in Kenya, per il sostegno al Progetto Istruzione

06 Set 2024

Per il cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale, mons. Marco Morrone nei mesi scorsi ha chiesto ad amici e a parrocchiani del Santissimo Crocifisso, dove collabora con il parroco don Andrea Mortato, di aiutarlo nell’opera di sostegno di un progetto per l’istruzione dei bambini in Kenya, attraverso padre Marino Gemma dei missionari della Consolata. La risposta è stata generosa, tanto che, in più riprese, sono stati raccolti complessivamente ben 25.000 euro. La somma è stata inviata al missionario originario di Martina Franca, del quale pubblichiamo la lettera di ringraziamento, preceduta dalla citazione di un popolare proverbio della Costa D’Avorio: “Invece di dare da mangiare il pesce a un bambino, è meglio insegnargli a pescare”:

“Carissimi tutti, in qualità di Rettore del Giardino della Resurrezione, ma soprattutto a nome di genitori e bambini/e, desidero esprimere la mia più sincera gratitudine per la generosa donazione ricevuta di 25.000 euro in occasione del 50.mo anniversario di ordinazione presbiterale del rev. sacerdote don Marco Morrone. Un grande grazie a don Marco per la sua sensibilità e per aver accolto e promosso il nobile Progetto Istruzione e a ciascuno di voi nell’aver aderito a rendere possibile un basilare diritto umano: andare a scuola. Da pochi giorni, oramai, si sono riaperte le scuole e il vostro aiuto si rende già visibile nel sostenere le rette scolastiche di bimbi/e provenienti da famiglie molto povere.
La vostra carità si è trasformata in fraternità e a sua volta in benedizione su ciascuno di voi. Di tutto cuore vi ringrazio e se non riesco a trovare le parole giuste nell’esprimere la mia gratitudine, porto all’altare tutto ciò che in questo momento vi sta più a cuore.

Un caro saluto
Vi benedico

p. Marino Gemma

Città

Tanti impegni per la ripresa: ex Ilva, Comune, soprintendenza, “Garibaldi”…

Nave Garibaldi (foto Marina Militare)
05 Set 2024

di Silvano Trevisani

La lunga pausa estiva, che si sta chiudendo con un bilancio del tutto interlocutorio, sia dal punto di vista economico che politico, sta per lasciare lo spazio a tutta una serie di appuntamenti. Il futuro dello stabilimento siderurgico, il rimpasto dell’amministrazione comunale sono forse le scadenze più importanti, ma la città deve affrontare altri problemi scottanti. Alcuni dei quali riguardano la dimensione culturale e quella turistica: di entrambe si parla molto ma finora con scarsi risultati. All’orizzonte ci sono i rischi di ridimensionamento della soprintendenza nazionale per l’archeologia subacquea, di cui ci occupiamo in altro servizio, e la vicenda della portaerei “Garibaldi” che, in via di dismissione, è richiesta sia da Taranto che da Genova, per essere trasformata in museo.

Siderurgia

Per quanto riguarda Acciaierie d’Italia, com’è noto, entro il 20 settembre dovranno giungere le manifestazioni d’interesse da parte di aziende o gruppi interessati all’acquisto dell’azienda. Ricordiamo che i rappresentanti dei gruppi siderurgici Stelco (canadese, di proprietà degli statunitensi di Cleveland-Cliffs), Metinvest (Ucraina), Vulcan Steel e Steel Mont (indiani) hanno visitato gli impianti, in vista di una possibile acquisizione magari in tandem con un’azienda italiana, Arvedi o Marcegaglia. Che pure hanno mostrato interesse ma solo per i tubifici. Il 31 luglio scorso Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha firmato l’autorizzazione alla pubblicazione del bando per manifestare interesse per l’acquisizione dei beni e delle attività aziendali di Ilva in amministrazione straordinaria e Acciaierie d’Italia in AS, nonché delle altre società appartenenti ai rispettivi gruppi.

A riprendere al più presto l’interlocuzione con il governo e con l’azienda puntano i sindacati, per i quali, come ha sottolineato il segretario nazionale della Cisl Valerio D’Alò, “resta prioritario che si parli di un ‘unico blocco’, che non si proceda cioè a una ‘vendita-spezzatino’, e che quindi si possa garantire la piena occupabilità di tutto il gruppo in tutti i siti. Ma anche soprattutto quali saranno, da parte dei nuovi investitori, i progetti industriali per il rilancio degli impianti, il rientro dei lavoratori della cassa integrazione, e quali sono gli obiettivi dal punto di vista ambientale e del ciclo produttivo”.

L’associazione delle imprese dell’indotto Aigi, da parte sua, chiede che lo Stato, chiunque dovesse essere il nuovo acquirente della fabbrica, conservi quote azionarie di minoranza che possano fungere da garanzia e clausola sociale, per l’area jonica, le sue imprese, la totalità dei lavoratori impegnati, sia quelli diretti che indiretti”.

Politica

Il sindaco Rinaldo Melucci ha svolto, nei giorni scorsi, una serie di confronti con le forze politiche che sostengono la maggioranza, in visto di un ipotetico rimpasto della giunta o di un avvicendamento alla guida delle municipalizzate. L’obiettivo chiaro è quello di allargare la maggioranza con l’inserimento attivo di Italia Viva, che fa riferimento a quel Massimiliano Stellato che fu, due anni fa, all’origine dello scioglimento del primo consiglio e della giunta a guida Melucci. Si attendono decisioni nelle prossime ore e sembra più probabile l’avvicendamento alla guida delle municipalizzate, con il possibile arrivo alla presidenza dell’Amiu di Nicola Infesta, cui lascerebbe il posto Mancarella, che verrebbe nominato direttore generale di Provincia o Comune. Altre nomine arriverebbero per Kyma mobilità e la costituenda Kyma energia. Di sicuro non vi sarà un rientro in giunta del Pd.

Vertenze culturali

Quando alle questioni “culturali”, per la soprintendenza si ipotizza l’indizione di una seduta monotematica del Consiglio comunale perché affronti politicamente la questione. Nonostante generiche assicurazioni e prese di posizione, infatti, non è ancora chiaro se Taranto manterrà intatta la soprintendenza nazionale subacquea o se la creazione di una nuova soprintendenza Sabap Lecce-Brindisi-Taranto dovrà comportare una ridistribuzione di competenze.

Altra questione aperta e complessa è quella della portaerei “Garibaldi” che, a quarant’anni dal varo, è vicina al pensionamento. Vi sono diverse proposte, da Taranto, ma soprattutto da Genova, per trasformarla in museo ed è in atto uno scontro che vede impegnati, in queste settimane, sia gli ambienti culturali che quelli imprenditoriali.
È ancora presto per capire come finirà ma se si segue la stessa strada che portò alla demolizione del “Vittorio Veneto” dopo anni di battaglie, l’ottimismo si attenua sensibilmente.