Diocesi

Chiesa di San Giuseppe: ‘La buona notizia’

12 Nov 2024

Ogni lunedì, fino al 9 dicembre, nella chiesa di San Giuseppe, in via Garibaldi, alle ore 19, sarà possibile vivere un tempo di ascolto e di preghiera sul tema “La buona notizia”. Durante la serata, a cura della basilica cattedrale San Cataldo, ci sarà l’esposizione eucaristica con possibilità di accostarsi al sacramento della Confessione.

 

Diocesi

A Taranto la VIII Giornata mondiale dei Poveri

12 Nov 2024

La VIII Giornata mondiale dei Poveri del prossimo 17 novembre, che ha come tema «La preghiera del povero sale fino a Dio» (cfr. Sir 21,5) e che ci prepara anche all’inizio del Giubileo, rappresenta per tutte le Caritas un’occasione straordinaria di animazione. Attraverso la pedagogia dei fatti, siamo chiamati a educare alla carità; ciò significa impegnarci personalmente e aiutarci reciprocamente, sia come singoli cristiani sia come comunità, a tradurre in azioni concrete il progetto di Dio.
La Giornata mondiale dei Poveri è una delle iniziative nate dal Giubileo della Misericordia, affinché la Chiesa, attraverso le azioni tangibili delle comunità cristiane, diventi sempre più segno della carità di Cristo verso gli ultimi e i bisognosi. Questa Giornata si propone di incoraggiare innanzitutto i fedeli a opporsi alla cultura dello scarto e dello spreco, abbracciando invece la cultura dell’incontro.
Papa Francesco, che ha voluto quest’iniziativa, ha fin da subito chiarito il fine di questa iniziativa: «Desidero che le comunità cristiane, nella settimana precedente la Giornata mondiale dei Poveri, si impegnino a creare tanti momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto. In questa domenica, se nel nostro quartiere vivono dei poveri che cercano protezione e aiuto, avviciniamoci a loro: sarà un momento propizio per incontrare il Dio che cerchiamo. Secondo l’insegnamento delle Scritture accogliamoli come ospiti privilegiati alla nostra mensa; potranno essere dei maestri che ci aiutano a vivere la fede in maniera più coerente. Con la loro fiducia e disponibilità ad accettare aiuto, ci mostrano in modo sobrio, e spesso gioioso, quanto sia decisivo vivere dell’essenziale e abbandonarci alla provvidenza del Padre» e aggiunge «A fondamento delle tante iniziative concrete che si potranno realizzare in questa Giornata ci sia sempre la preghiera».

La Caritas diocesana di Taranto, che da sempre si occupa dei bisognosi, ha accolto l’invito di papa Francesco e ha organizzato due giorni di preghiera e riflessione.

Sabato 16 novembre, alle ore 17, nella cattedrale di San Cataldo è prevista la recita dei Vespri a cui seguirà l’adorazione eucaristica presieduta da don Fabio Raffone.

Domenica 17 novembre, alle ore 11, sempre nella cattedrale di San Cataldo, incontro dei volontari e degli ospiti per partecipare alle 11.30 alla santa messa presieduta dall’arcivescovo Ciro Miniero.

A seguire, un rinfresco al centro di accoglienza San Cataldo.

 

Sport

Ordinato, vincente e fortunato: è il nuovo Taranto

Il goal di Fabbro - foto G. Leva
12 Nov 2024

di Paolo Arrivo

Chiamatela cura Cazzarò, che da due partite siede in panchina al posto di Carmine Gautieri. Chiamatela cura Campbell, che si fa sentire anche fisicamente, vedere allo stadio. Chiamatela come vi pare. Sta di fatto che dopo le “cinque pappine” rifilate dal Potenza, il Taranto è cambiato. È una squadra che tiene il campo e dimostra carattere. Non fa calcio champagne, ma il massimo delle sue possibilità, per portare a casa il risultato. Tre punti d’oro che giovano alla classifica della serie C girone C. Gli ionici infatti non sono più ultimi, a chiusura della 14esima giornata di campionato – superata la Juventus Next Gen, a quota nove, nonostante i 4 punti di penalizzazione arrivati la scorsa settimana.

Una vittoria pesante

L’ultimo successo, sull’Audace Cerignola, ieri sera allo stadio Erasmo Iacovone di Taranto, porta la firma di Michael Fabbro. Il quale ha segnato nel finale. Le emozioni sono arrivate tutte nel secondo tempo, dopo una prima frazione che ne è stata avara: al rigore sbagliato al 60’ da Francesco Salvemini, o meglio parato da Mattia Del Favero, ha risposto il numero 10 al minuto 87, lanciato da Gianmarco Zigoni verso l’area. I rossoblu hanno centrato la seconda vittoria consecutiva, senza subire reti, contro formazioni di prima fascia. E questo accresce i meriti dei calciatori scesi in campo.

Il Cerignola ha da recriminare per non essere riuscito a sbloccare la gara. Poche occasioni, in verità, la più ghiotta è stata il penalty non capitalizzato. I padroni di casa non hanno dominato ma nemmeno subito l’avversario. Hanno avuto un solo calcio d’angolo, contro gli undici dell’altra parte. Verosimilmente ci sarà da soffrire nel resto del campionato. Oggi, però, è giusto festeggiare, e guardare ai progressi che fino a poche ore fa erano insperati.

I meriti del Taranto

“I nostri avversari hanno avuto l’opportunità di segnare su rigore, ma non lo hanno fatto. L’Audace Cerignola è forte: è una squadra che gioca insieme da diversi anni, e noi sapevamo che dovevamo chiudere gli spazi. Sul finale ci è andata bene ma abbiamo sofferto con il cuore e meritato i tre punti”. Così Michele Cazzarò nel post gara si è complimentato con i suoi uomini per la prova offerta in campo. Ritenendo appunto meritato il successo, al netto dell’episodio che ha condizionato la gara. Ovvero proprio la rete di Fabbro. Il quale era in fuorigioco, come documentato dalle immagini. Cazzarò può considerare quell’episodio una forma di risarcimento – compensazione per quanto ha dovuto subire il Taranto nelle scorse settimane. Si pensi che i punti di penalizzazione sono solo l’ultimo atto di una stagione sciagurata, nella quale però si intravvede la luce in fondo al tunnel, grazie alla nuova proprietà.

Il campo dirà se la strada intrapresa è quella giusta. Il prossimo terreno di gioco sarà quello della Cavese, che ospiterà gli ionici domenica prossima diciassette novembre, allo stadio Lamberti. Un’altra sfida da vivere con intensità contro una formazione di metà classifica da non temere né sottovalutare.

 

Taranto-Cerignola nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

Rigenerazione sociale

I pasticcieri della tv nel carcere di Taranto per una masterclass con i detenuti

12 Nov 2024

Eleonora Occhinegro, Davide Cavasin, Maurizio Santanniello, Roberta Caruso: sono i concorrenti dell’undicesima edizione di “Bake Off Italia – Dolci in forno” che questa mattina hanno tenuto una masterclass all’interno del carcere di Taranto con i detenuti attualmente impiegati nel laboratorio di pasticceria gestito dalla cooperativa sociale “Noi e Voi”.
Il laboratorio di pasticceria, rimesso a nuovo e da oltre un anno nuovamente attivo con fondi dell’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva per il piano di rigenerazione sociale (interventi volti a garantire sostegno assistenziale e sociale per le famiglie disagiate nei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola art. 1 comma 8.5, d.l. 4 dicembre 2015, n. 191, e s.m.i, ndr), produce e vende tutto l’anno anche salato e dà lavoro a tre detenuti oltre che ad un professionista esterno, Pierluigi Barbaro, che svolge il ruolo di insegnante. Da un mese, inoltre, in previsione del periodo natalizio, nel team di lavoro è stato inserito un quarto detenuto.
Da oggi parte la campagna benefica di vendita dei panettoni artigianali prodotti. Tra questi uno particolarmente pregiato, gusto fichi e cioccolato, firmato dai concorrenti, insieme al maestro pasticciere Barbaro.
L’intero progetto è stato presentato stamani in una conferenza stampa che si è tenuta proprio nel laboratorio di pasticceria di via Magli e a cui hanno partecipato, tra gli altri, il direttore del carcere di Taranto, Luciano Mellone, l’assessora comunale Angelica Lussoso, il presidente della cooperativa “Noi e Voi” Antonio Erbante, la pasticciera e vice presidente di Abfo, Eleonora Occhinegro, il presidente della Camera penale di Taranto, avv. Vincenzo Vozza, il direttore di Confcooperative Taranto, Carlo Martello.

«Nella pasticceria si lavora tutte le mattine, tranne nel giorno di colloquio con le famiglie. Per tutta l’estate abbiamo sfornato prodotti per la prima colazione, dolci di pasta di mandorla e poi focaccia barese, friselle, friselline e tarallini, vendendoli prima all’interno e poi pian piano anche all’esterno del carcere – racconta Antonio Erbante, presidente della cooperativa ‘Noi e Voi’ – e anche in questo periodo di lavoro più intenso, per la produzione dei grandi lievitati, continuiamo con la vendita ordinaria. L’obiettivo di quest’anno è vendere almeno 3000 panettoni. L’anno scorso, era la prima volta e siamo arrivati a mille. Quindi vi chiediamo aiuto per sostenere questo progetto benefico acquistando i panettoni. Un gesto che ha una doppia valenza sociale, perché se da una parte sostiene le attività di volontariato dell’associazione ‘Noi&Voi’ e della cooperativa ‘Kairos’, vuole offrire sostegno anche ad altre realtà associative del territorio. Quest’anno abbiamo scelto l’Abfo e il progetto ‘Lievito’ pensato da Eleonora Occhinegro e dai pasticcieri di “Bake Off- Dolci in forno” ma contiamo, con colombe pasquali e panettoni, ogni anno di sposare anche ulteriori iniziative benefiche di altre realtà associative di Taranto e provincia».

«Devo ringraziare tutti i soggetti coinvolti in questo progetto. Per l’istituto penitenziario – ha spiegato il direttore della casa circondariale tarantina Luciano Mellone – è fondamentale fare sì che nel recupero delle persone detenute ci sia una possibilità lavorativa da poter spendere nel momento in cui terminano di scontare la pena. Per le persone che lavorano in pasticceria queste sono giornate di grande soddisfazione. L’ideale sarebbe poter far lavorare, in questo genere di attività, un numero sempre maggiore di detenuti. Poi qui si punta anche sulla qualità, che permette di fidelizzare i clienti. Perché se una volta si compra per curiosità o per dare un contributo, se il prodotto si rivela buono è più facile che si continui ad acquistare. Quest’anno l’obiettivo di vendita è triplicato. Speriamo, con il contributo di tutti, che si riesca a raggiungerlo».

«L’esperienza di “Bake Off – Dolci in forno”, oltre a farmi crescere professionalmente in quella che è la grande passione che ho per la pasticceria – spiega Eleonora Occhinegro, vice presidente di Abfo, associazione Benefica Fulvio Occhinegro –  mi ha soprattutto portato a legare con alcuni dei concorrenti, ormai per me diventati fratelli. Con loro condivido quindi non solo l’amore per i dolci ma anche l’impegno per il sociale. Così li ho coinvolti in un progetto chiamato ‘Lievito’, sposato dalla direzione del carcere. Ovviamente non è solo un gioco di parole legato alla lievitazione dei panettoni che produrremo in carcere in collaborazione con i detenuti della pasticceria gestita da ‘Noi e Voi’ ma fa soprattutto riferimento al potenziale di riscatto che vogliamo coltivare con i detenuti con cui collaboreremo. Dietro sbarre e muri così alti ci sono spesso persone che meritano di non essere definite solo per il loro passato e di poter avere una seconda opportunità per il bene di tutti, anche della collettività. Partiamo da Taranto ma ci saranno altre tappe, come nel carcere di Turi, in Sicilia e in altre strutture detentive in giro per l’Italia. Ringrazio nell’occasione, oltre ai miei compagni di viaggio pasticcieri, mia sorella Fiorella Occhinegro, che ci darà una mano importante nella vendita».

I panettoni potranno essere acquistati nella rivendita ufficiale della pasticceria Fieri potest, al Mudit di via Plateja (gestito dalla cooperativa Noi&Voi) e in bar, birrerie, pub e macellerie della città.

Hanno aderito: Jerome Chocolat, Friscenne e Mangianne, Bar nirvana, Bar Aurora, Birroteca di Puglia, The Hops, Caffè al volo, Ottica occhinegro, Primo vino, Bar Woodstock, Aperno – Il macellaio.

Archeologia

Dal 14 novembre, torna la Lex Municipii Tarentini da Napoli al MArTa

12 Nov 2024

Dal 14 novembre 2024 fino al 28 febbraio 2025 il MArTa espone la tavola bronzea originale della Lex Municipii Tarentini, rinvenuta a Taranto nel 1894 e confluita nella collezione del Museo archeologico nazionale di Napoli.
Si tratta di un evento di portata nazionale considerato il valore culturale, archeologico e storico del reperto rinvenuto a fine ‘800 durante lavori di scavo in un pozzo, dall’archeologo Luigi Viola, istitutore di quello che poi diventerà il Museo archeologico nazionale di Taranto.
Il ritorno, seppur temporaneo, della lastra superstite dello Statuto municipale, databile al I sec. a.C., fornisce l’occasione per discutere ed approfondire le tematiche legate alla progettazione urbanistica di Taranto partendo dalla città antica fino all’epoca contemporanea, nell’ambito di un progetto scientifico elaborato dal MArTa insieme al dipartimento di Ricerca e innovazione umanistica e al Dipartimento jonico dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro.
Nella sede del Dipartimento jonico il 15 novembre si terrà un convegno dal titolo “Il progetto della città in età romana tra fonti giuridiche ed evidenze archeologiche”, a cui seguirà il 21 febbraio 2025 un secondo convegno dal titolo “Lo Statuto municipale di Taranto tra epigrafia e storia giuridica”.
Il progetto prevede incontri aperti alla cittadinanza: il 10 dicembre si discuterà su “La salute al centro di ogni politica urbana: il concetto di ‘Urban Health’”, a cura di Calliope.

Lotta all'emarginazione

La ministro Locatelli: “Il fumetto ‘L’importante è vincere… insieme’ sarà esposto al Palazzo di vetro per Giornata internazionale diritti”

foto ufficio stampa ministro Alessandra Locatelli
12 Nov 2024

di Gigliola Alfaro

“In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, il fumetto ‘L’importante è vincere… Insieme’, realizzato dal giovane disegnatore Tommaso Cordelli e nato dalla collaborazione tra l’Osservatorio sulla condizione delle persone con disabilità della Regione Umbria e la Scuola umbra di Amministrazione pubblica, sarà esposto nella ‘Delegates’ entrance’ del Palazzo di Vetro a New York”: ad annunciarlo il ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, durante il punto stampa che si è svolto in Prefettura a Perugia.
La mostra sarà aperta dal 3 dicembre per la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità e verrà inaugurata il 5 dicembre alla presenza del ministro, che ha invitato a prendere parte a questo momento la Scuola umbra, il coordinatore dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità (Ond), Serafino Corti, il presidente della Fand, Nazaro Pagano, e il presidente della Fish, Vincenzo Falabella.
Le venti tavole grafiche sono state esposte al Castello di Solfagnano in occasione del primo G7 Inclusione e disabilità che si è tenuto in Umbria dal 14 al 16 ottobre.
“Il progetto di sensibilizzazione e valorizzazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, è stato pensato e realizzato dalla Regione Umbria, per questo ringrazio il suo presidente Donatella Tesei, la Scuola umbra di Amministrazione pubblica, l’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità e il suo presidente Paola Fioroni. Sono molto soddisfatta per il lavoro svolto e sono rimasta molto colpita dalla semplicità e dall’immediatezza del fumetto realizzato da Tommaso Cordelli, che in questo modo riesce a raggiungere anche i giovani”, ha affermato Locatelli.
“Quest’anno l’Italia ha celebrato i 15 anni dalla ratifica della Convenzione e questo progetto penso potrà continuare a promuoverne i contenuti anche nelle scuole – ha sottolineato il ministro -. C’è ancora tanta strada da fare e iniziative come queste sono preziose per aumentare la consapevolezza di tutti sui diritti delle persone con disabilità, per combattere i pregiudizi e promuovere i valori fondamentali della Convenzione delle Nazioni Unite”.
“Ho chiesto alla Scuola umbra di collaborare con il ministero per la realizzazione di un altro progetto che possa promuovere al meglio anche le priorità della Carta di Solfagnano che proprio in Umbria è stata firmata il 16 ottobre 2024”, ha concluso Locatelli.

 

Emergenze ambientali

Cop29, fermare in tempo la ‘guerra’ contro i cambiamenti climatici

foto Ansa-Sir
12 Nov 2024

In Italia abbiamo assistito a un sostanziale disimpegno politico in un anno caratterizzato da ogni tipo di eccesso meteorologico: dalle prolungate siccità di questa estate alle continue frane ed esondazioni dell’autunno. Se guardiamo alla Spagna, poco al di fuori dei nostri confini, la situazione è addirittura tragica. La scienza ci dice che il clima globale si regge su un complesso sistema di meccanismi atmosferici ed oceanici e su situazioni localmente più circoscritte, caratterizzate da un andamento in una certa misura prevedibile. La coincidenza della crescita esponenziale delle concentrazioni di gas serra con l’aumento della gravità degli eventi meteorologici al suolo, oltre a confermare la relazione fra le due cose che ormai è una certezza scientifica, ci dice che stiamo entrando in un campo del tutto nuovo ed inesplorato; stiamo pericolosamente perdendo il controllo della situazione. L’enorme numero di vittime, oltre 220 a Valencia, è davvero impressionante.
Sul finanziamento dei piani di riduzione delle emissioni e il supporto ai Paesi poveri, la situazione è estremamente carente da far supporre che anche alla Cop29 di Baku, si voglia rinviare la questione al G7 dove siedono Paesi impegnati in guerre senza vie di uscita e ad accrescere le loro spese militari.

Ma la ‘guerra’ che stiamo perdendo è la più pericolosa: è quella contro il clima, che, se non la fermiamo in tempo, durerà per generazioni. L’obiettivo firmato a Parigi nel 2016 di restare al di sotto di 1,5-2 °C è ormai una chimera irraggiungibile. Il mondo si muove su un percorso che ci porterà entro a fine del secolo verso i 2,5-3 °C, con conseguenze difficilmente affrontabili da gran parte dell’umanità.
Non c’ è uniformità neppure su come realizzare quegli inventari nazionali delle emissioni che dovrebbero consentire di effettuare bilanci mondiali e monitorare l’avanzamento dei risultati. Non c’è un programma globale che distribuisca equamente gli impegni fra Paesi poveri e Paesi ricchi, fra Paesi con alte emissioni e Paesi con basse emissioni.
Nella assenza di impegni chiari e condivisi ha facile gioco chi fa accordi con i Paesi poveri per l’estrazione massiccia di metano, anziché aiutarli ad effettuare quella transizione verso le energie pulite e rinnovabili, quali eolico, solare, geotermia, moto ondoso, legno da coltivazioni forestali sostenibili, ecc.

Ormai, i danni climatici attribuibili alle fonti fossili sono giunti al punto che in molte regioni di Italia e del mondo le compagnie assicurative non riescono più a coprire le perdite. Questa è la dimostrazione che abbiamo perso di vista l’economia del benessere condiviso e siamo entrati in una economia del danno da ripianare; ma questo è un percorso disseminato di miseria e di sofferenza, che non porta lontano. È interesse di tutti assumere una posizione costruttiva e responsabile e tornare da Baku con risultati concreti e tangibili. Questo è possibile e questo ci aspettiamo avvenga.

 

* direttore scientifico di Grenaccord

Avvicendamenti in diocesi

In curia, cerimonia di commiato per mons. Emanuele Tagliente

foto ND
11 Nov 2024

di Angelo Diofano

Stamattina, lunedì 11, ha avuto luogo in curia la cerimonia di commiato di mons. Emanuele Tagliente, dimissionario per ragioni di età dal suo incarico di economo della diocesi, con il ‘passaggio di consegne’ al suo successore, mons. Luca Lorusso.
Don Emanuele, che proprio ieri, 10 novembre, ha festeggiato i 79 anni, fu ordinato presbitero il 2 luglio 1969 dall’arcivescovo mons. Motolese. Il suo primo incarico è stato in Curia, dove ha servito la Chiesa di Taranto per oltre cinquant’anni

Presente al festoso incontro assieme a tutto il personale di curia, l’arcivescovo mons. Ciro Miniero il quale ha donato a don Emanuele un ritratto di San Cataldo, con la seguente dedica “Con questo dono voglio esprimerti la gratitudine per i molti anni a servizio di questa curia metropolitana con dedizione, fedeltà e competenza: sono tue doti a noi ben note. La riproduzione su tela del nostro patrono San Cataldo è un segno di affetto che so che custodirai con devozione. Voglia il Signore donarti salute e vigore per questa tua nuova fase del mistero sacerdotale, poiché Dio renderà feconda ogni stagione della tua vita secondo la sua grazia e la sua bontà. Ti affido alla Vergine Santa perché ti custodisca e ti protegga. Grazie di cuore con la mia benedizione e l‘affetto di tutti noi”.
“Questo rapporto con te non si scioglie perché resta il legame di fraternità, sacramentale e di amicizia stretta con tanti che hai avuto di incontrare non solo per il bene della diocesi ma anche per quello delle persone. Ecco perché ci piaceva lasciarti come segno San Cataldo, che è il nostro patrono al cui culto so che tieni tanto. Sono scuro che San Cataldo ti guarderà sempre in modo sereno e giovanile per questa vita che il Signore concederà”.

Così mons. Emanuele Tagliente ebbe a dichiarare in occasione dei suoi cinquant’anni di sacerdozio: “Essere prete non consiste soltanto nel celebrare messa e confessare (quello non mi è mai mancato) ma nel presentare il volto misericordioso del Padre, anche nelle circostanze più difficili.  La mia vita sacerdotale è stata caratterizzata da mille esperienze. Non immaginavo all’inizio di dover fare anche il ragioniere, il predicatore, il muratore, l’architetto, l’ingegnere, il giurista, il presidente del tribunale ecclesiastico, il presidente dell’Edas ecc. Posso però sostenere di aver fatto sempre il prete, comunque e dovunque,  anche quando dovevo affrontare difficili situazioni, come quelle lavorative, evitando per esempio di licenziare i dieci dipendenti di Villa Serena a Martina Franca, destinata alla chiusura, riconvertendola all’accoglienza dei minori migranti non accompagnati”.
“Ho colto ogni occasione per annunciare la parola di Dio anche quando dovevo aver a che fare con fornitori, tecnici, impiantisti ecc… – aggiunse – Qualcuno di loro si è anche inginocchiato e si è confessato proprio in questo ufficio. Evangelizzavo anche quando a Roma prendevo il taxi, iniziando col chiedere al conducente come stesse la famiglia e se c’erano situazioni di convivenza, facevo piccole catechesi sul matrimonio, convincendo a regolarizzare il tutto davanti a Dio. Proprio uno di quei tassisti in seguito mi ringraziò del consiglio, riferendomi che nel corso prematrimoniale comprese tante cose a lui prima ignote”.

Arte

Fino al 20 novembre, nelle sale del Crac Puglia la mostra: Relazioni possibili nel contemporaneo

11 Nov 2024

di Silvano Trevisani

Resterà aperta fino al 20 novembre la mostra “Relazioni possibili nel contemporaneo. Linguaggi interconnessi tra contaminazioni e sconfinamenti” in corso nelle sale del Crac Puglia. Inaugurata in occasione della ventesima Giornata del contemporaneo, promossa da Amaci (Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani), la mostra del Centro di ricerca arte contemporanea della Fondazione Rocco Spani, si inserisce nel progetto “Innovart 2024-2025: l’esperienza delle arti visive per immaginare, progettare e creare – la mostra”.

È una full immersion nelle tendenze e negli stili che la contemporaneità dell’arte ha conosciuto a partire dalla seconda metà del Novecento questa collettiva curata dalla critica e storica dell’arte Sara Liuzzi. La mostra propone, infatti, la campionatura di trentatré opere di noti artisti nazionali e internazionali appartenenti a geografie, formazione, poetica, codice linguistico e modus operandi eterogenei. Il progetto, come suggerisce lo stesso titolo, pone al centro dell’attenzione la potenza dei linguaggi artistici e la rilevante influenza che essi hanno l’uno con l’altro e che, se pur diversi, creano per l’appunto delle solide relazioni possibili.

La mostra presenta una vasta gamma di opere di arte contemporanea: dipinti, sculture, assemblage,
terracotta, libri e scatole d’artista, collage, tecniche miste, serigrafie, grafica seriale, multipli, incisioni, calcografie, litografie, fotografia, ecc. Opere che dialogano tra loro, offrendo momenti di riflessione sull’excursus e sul background che attraversa ricerche e sperimentazione di ogni singolo artista: dalla progettazione all’azione, dal gesto al segno, dalla materia alla forma, al volume, dal colore alla luce. L’arte è rivelatrice profonda dei mutamenti sociali, culturali, spirituali, politici e tecnologici.
L’evento è patrocinato da varie istituzioni e associazioni. Durante il periodo della mostra, si terranno visite guidate, incontri d’esperienza e laboratori didattici per le scuole del territorio. La mostra del Crac Puglia, in corso Vittorio Emanuele II n. 17 è visitabile, con ingresso libero, dal martedì al sabato e festivi solo su appuntamento. Info www.cracpuglia.it email cracpuglia@gmail.com, tel. 099.4713316 / 348.3346377.

Questi gli artisti presenti nella mostra: Kengiro Azuma, Enrico Baj (nella foto in basso), Miguel Berrocal, Aldo Calò, Carmelo Cappello, Bruno Cassinari (nella foto al centro), Riccardo Dalisi, Giulio De Mitri, Lucio Del Pezzo, Pericle Fazzini, Enzo Ferrari, Giosetta Fioroni, Walter Fusi, Piero Gilardi, Robert Indiana, Iginio Iurilli, Giuseppe Maraniello, Umberto Mastroianni (nella foto in alto), Achille Pace, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Luca Maria Patella, Lamberto Pignotti, Pino Pinelli, Concetto Pozzati, Fabrizio Plessi, Man Ray, Giuseppe Santomaso, Mario Schifano, Toti Scialoja, Mauro Staccioli, Giulio Turcato, Laura Valle .

Festival

A Taranto dal 15 al 17 il primo Festival della filosofia ‘Perìpatos’

A colloquio con Ida Russo che è l’ideatrice

11 Nov 2024

di Silvano Trevisani

La giornata mondiale della filosofia, istituita dall’Unesco, è stata l’occasione per realizzare a Taranto il primo Festival della filosofia: “Perìpatos”. In realtà, come ha spiegato Ida Russo, che della manifestazione è ideatrice, l’evento avrebbe dovuto tenersi a partire dal terzo giovedì di novembre, ma cadendo quest’anno a ridosso della Festa di Santa Cecilia, che per Taranto segna da sempre l’inizio delle festività natalizie, si è inteso anticiparne lo svolgimento. Si parte, quindi, il 15 novembre per concludere il 17.
Il festival è stato presentato nel Museo diocesano, con la partecipazione, oltre che della professoressa Russo, presidente della Società filosofica italiana, sezione di Taranto, di Aldo Siciliano, presidente dell’Istituto per la storia e l’archeologia della Magna Grecia e di Silvio Busico, direttore generale di Programma sviluppo, partner dell’iniziativa.
Obiettivo dell’iniziativa, organizzato dalle sedi di Taranto Salento della Società filosofica italiana è quello di coinvolgere studenti, mondo accademico ed esperti della comunicazione nella riscoperta in chiave contemporanea del pensiero filosofico classico. Tra gli ospiti Luca Maria Scarantino e il giornalista Ferruccio De Bortoli.

A Ida Russo abbiamo rivolto alcune domande:

Che senso può avere oggi un festival dedicato alla filosofia?

Un senso molteplice che parte, innanzi tutto, da una più precisa considerazione del ruolo avuto da Taranto nell’antichità. Non legato soltanto alla storia o alla monumentalità, ma anche al pensiero. Archita di Taranto è stato l’ultimo importante esponente della scuola pitagorica,che però ha portato la filosofia al potere. Il pensiero filosofico nato in Magna Grecia si sviluppa poi in Grecia e da lì, nei secoli successivi, informa tutta la civiltà occidentale.

E quale peso il pensiero antico ha sull’oggi?

Ha un senso storico che, col recupero delle radici, che può essere attualizzato. Prendiamo il concetto di “koinonia”, una parola greca che significa convivenza civile, comunanza di intenti. Il tentativo è, appunto, quello di riscoprire le nostre radici per ritrovare e rivalutare le ragioni della convivenza e del buon vivere, quantomai auspicabile in un periodo segnato da gravi e profondi conflitti”.

A chi si rivolge?

Il Festival, in realtà, mette insieme tre mondi: la scuola, attraverso la Rete dei licei in cui si insegna la filosofia; il mondo accademico, che fa ricerca e attualizza il pensiero filosofico; la comunicazione perché la filosofia è divulgazione, diffusione di idee. Ma uno degli scopi fondamentali della filosofia è quello di insegnare il pensiero critico. ed è proprio questo che vogliamo trasferire alla città.

Il programma

L’evento si celebrerà a Taranto i prossimi 15, 16, 17 novembre, nella sede del dipartimento jonico dell’Università “Aldo Moro” di Bari. Si aprirà nella mattinata di venerdì 15. Dopo i saluti istituzionali, sarà il giornalista Rosario Tornesello, direttore del “Quotidiano di Puglia”, a introdurre i lavori che entreranno nel vivo con lo spazio Agorà affidato agli studenti dei licei della provincia di Taranto, autentica novità e punto di forza del Festival. Nel pomeriggio si svolgerà la prima sessione del convegno su: “Koinonìa, le ragioni del buon vivere” e in serata il concerto di Dante Roberto (pianoforte) e Grazia Maremonti (voce) al Museo diocesano. Sabato mattina nuovo spazio Agorà durante il quale gli studenti saranno ancora protagonisti con i loro elaborati e i lavori di ricerca. Sempre nello spazio Agorà è previsto un contributo dell’attore e regista tarantino Michele Riondino. Nel pomeriggio di sabato proseguirà la sessione dedicata al tema del Festival con l’intervento, tra gli altri, di Luca Maria Scarantino, presidente della Fisp (International federation of philosophical societies).

Alle 21 al teatro Fusco, è in programma la conversazione del giornalista e scrittore, Ferruccio De Bortoli, già direttore del “Corriere della Sera “sul tema: “Individuo, comunità e capitale sociale”. La serata è ad ingresso libero. Domenica mattina si svolgeranno la passeggiata filosofica “Sulle tracce di Archita” con narrazione dell’attore Giovanni Guarino, il reading filosofico a cura dell’attore Massimo Cimaglia, l’intermezzo musicale del quartetto d’archi del conservatorio “G. Paisiello”, la coreografia di danze Magnogreche “Le Nereidi di Taras” e il Pranzo solidale che riprende un’antica tradizione, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza all’Unicef di Taranto.

Tracce

Quella tempesta che incomincia nel far west

(Photo Ansa/Sir from website https://www.agensir.it/)
11 Nov 2024

di Emanuele Carrieri

Meglio di otto anni fa. Un boom, un trionfo, in realtà un plebiscito su di lui, un esito positivo al di là di ogni misura per un candidato di un partito repubblicano, riadeguato a propria immagine e somiglianza. È una pesante sconfitta per la democratica Kamala Harris: voto dei grandi elettori, quello popolare, conquista del Senato e, forse, anche della Camera. Un blocco sociale –ricchi, bianchi poveri, latinos – che raduna sotto la stessa insegna vincitori e vinti della globalizzazione. In più, in primo piano, Elon Musk, l’avanguardia assai controversa di una tecnocrazia anarchico-conservatrice. Un vasto potere, dunque, fra esecutivo e legislativo, pur all’interno di un sistema istituzionale fatto in teoria di “pesi e contrappesi”, ma in una società fratturata e dallo sguardo all’indietro. Se la prima presidenza di Trump non può essere rimpianta, quella che inizierà il prossimo 6 gennaio promette “una nuova età dell’oro”. L’uomo è imprevedibile e nessun inquilino della Casa Bianca è riuscito a mettere in pratica tutto ciò che aveva annunciato. Meglio così: un mondo impaziente richiede leader che sappiano agire con il senso della misura. L’amministrazione Trump del futuro appare più omogenea e più radicale rispetto a quella del 2017, ma con una sostanziale diversità: allora il partito repubblicano esisteva nella sua identità storica, tentando anche di controllare gli eccessi e le intemperanze della massima autorità. Quel partito, così come il popolo statunitense l’ha conosciuto, non esiste più. Il primo mandato ha stressato l’Occidente e, in particolare, l’Europa, dopo è arrivato il turno di Biden, e lo scontro è rientrato. Il secondo giunge in una fase più tesa: la guerra in Ucraina e a Gaza, le sovreccitazioni nella Nato, il contenzioso economico con la Cina e i contraccolpi sul Vecchio continente per dazi e protezionismi. Il ciclone Trump è nato nell’anno della Brexit e da allora sovranismi e compagnia bella sono transitati dalla protesta chiassosa alla fase di lotta e di governo nelle istituzioni. Potrebbe arrivare un rinnovato effetto domino, nel senso che i veti dei sovranisti europei – vedasi l’entusiasmo di Orban e non solo – troverebbero una sponda al di là dell’Atlantico. Le reazioni nel mondo ripresentano le crepe geopolitiche fra l’ordine liberale e chi, quel mondo, lo vede in decadenza. Zelensky non può essere allegro, perché gli aiuti all’Ucraina non sarebbero più un fatto sicuro: Trump dice di perseguire la pace, ma – è forte il timore – a scapito di Kiev. E Putin? È presto per dire qualcosa. Si dovrà aspettare l’insediamento alla Casa Bianca, dopo il quale, forse, incomincerà qualche trattativa ufficiale. Nel frattempo la Russia, che da agosto ha accelerato la sua avanzata in Donbass anche a scapito di subire immani perdite, avrà la necessità di migliorare la sua posizione negoziale. Lo stesso è per l’Ucraina: l’amministrazione democratica uscente, invece, si leverà i classici sassolini dalle scarpe. Biden darà il via libera all’utilizzazione di armi Usa in territorio russo? Il rischio di un inasprimento è dietro l’angolo. I toni a Pechino paiono calibrati, le parole di von der Leyen rientrano nel garbo diplomatico, Germania e Francia sono costrette a fare buon viso a cattivo gioco e Netanyahu pensa di avere le mani libere. Come saranno le relazioni internazionali con questa America intenzionata a tornare grande in modalità prepotente e unilaterale? Da Obama in poi, Washington vuole limitare il proprio impegno nel mondo per concentrarsi sull’area del Pacifico nell’antagonismo con la Cina e su vicende interne. Da sempre democratici e repubblicani la pensano alla stessa maniera su molti temi, cambiano però i modi di porsi. Il ritiro dall’Afghanistan, negoziato da Trump con i talebani e gestito catastroficamente da Biden, indica una precisa deviazione dall’internazionalismo statunitense, rettificata ma non smentita dal sostegno all’Ucraina e dall’attivismo diplomatico nel Vicino Oriente. Gli Stati Uniti restano in ogni caso il perno di un sistema mondiale a cui aderiscono sessanta paesi alleati. È un mix di potenza militare, a cui aggiungere dollaro, valori, scienza e tecnologia. L’economia è in eccellente salute, ma i tagli fiscali annunciati da Trump sono molto costosi: l’aumento dei dazi su beni e servizi importati accenderebbe altre guerre commerciali e ulteriori crisi valutarie. Il protezionismo e la stretta contro i migranti avrebbero una ricaduta potenzialmente inflazionistica, ritardando nuovi tagli dei tassi. L’agenda di “America first” prevede che alleati e avversari siano valutati in base al surplus commerciale con gli Stati Uniti, con un impatto nocivo per l’Europa, che già ha faticato a seguire il protezionismo alla Biden e si è divisa sui dazi alle auto elettriche cinesi. Ma l’altra questione scivolosa è la Nato, il trattato che definisce il perimetro della sicurezza in Europa. Trump non ama i negoziati globali, ama le trattative bilaterali e agli alleati sollecita più sovvenzioni: la difesa, su cui Parigi e Berlino non si capiscono, è materia delicatissima per governi e per governanti. Il prossimo inquilino della Casa Bianca, proprio su questo argomento, è nelle condizioni di ingrandire le crepe già visibili fra i paesi dell’Ue: metterli nelle condizioni di dover scegliere nell’immediato fra burro e cannoni significa voler rompere un equilibrio precario e destinato a perdurare. C’è proprio da stare poco tranquilli.

Sport

Gioiella Prisma Taranto, sconfitta indolore contro i campioni di Perugia

foto G. Leva
11 Nov 2024

di Paolo Arrivo

Nessun miracolo al PalaMazzola. La Gioiella Prisma Taranto è stata infatti superata dai campioni d’Italia della Sir Susa Perugia, che in riva allo Jonio hanno conquistato l’intera posta in palio, nel settimo turno della Superlega, e il primato in classifica. Il risultato finale è un impietoso 0-3 (18-25, 14-25, 29-31). Ma la squadra di coach Boninfante ha battagliato, soprattutto nel terzo interminabile set, che avrebbe meritato di vincere, se avesse beneficiato di un pizzico di fortuna. L’esperienza ha invece premiato la squadra pigliatutto, che nella scorsa stagione si è aggiudicata campionato italiano e mondiale per club, Coppa Italia e Supercoppa. Il divario tecnico tra le due formazioni si è visto solamente nella seconda frazione. Complessivamente, Perugia ha fatto la differenza nel fondamentale della battuta.

Il match Taranto – Perugia

Gli ionici soffrono il servizio degli umbri. Che si portano sull’1-6 costringendo Dante Boninfante a chiamare timeout. Perugia, però, ha il controllo della prima metà del parziale (4-13): Taranto rosicchia qualcosa fino al 13-17, ma gli ospiti non si lasciano sorprendere e al secondo set point chiudono la frazione. Nella seconda non cambia la musica. Ace di Simone Giannelli (2-5) in avvio, e parziale mai messo in discussione. Che si chiude con un passivo ancora più pesante per la Gioiella Prisma. Il terzo set vede un sostanziale equilibrio, con Brodie Hofer protagonista. Il pubblico fa sentire la sua voce. Taranto mette il muso avanti (9-7) grazie al muro di Filippo Lanza. Ma Perugia piazza un break di quattro punti (9-11) costringendo nuovamente Boninfante alla sospensione del gioco. I suoi uomini si rifanno sotto (15-16) sul turno in battuta di Jan Zimmermann. Gli umbri sono più fallosi, i rossoblu ne approfittano per restare agganciati (19-20), trascinati da Fabrizio Gironi.

Il finale è bellissimo e dall’esito incerto. Si va ai vantaggi, con tante occasioni da parte ospite: una magia di Giannelli, tra i più acclamati dagli amanti della pallavolo, regala ai suoi compagni l’ennesimo match point, ma la conquista del set e dell’incontro arriva dopo.

Il campionato

Perugia ha conquistato la vetta solitaria della classifica, ed è l’unica squadra imbattuta. Alle sue spalle c’è Trento che ha sconfitto in rimonta Verona al termine di una partita molto combattuta. L’unica squadra del Meridione occupa la nona posizione in graduatoria. Parliamo ovviamente della Gioiella Prisma, che domenica prossima diciassette novembre giocherà in casa del Cisterna Volley. Un avversario sulla carta più abbordabile di Perugia, che però è stato capace di andare a vincere al tie break a Modena, e precedentemente di sconfiggere Padova in quattro set – la formazione veneta si era invece imposta, in rimonta, al PalaMazzola. Nell’anticipo della decima giornata di Superlega era andata ko a Milano. Ma per 4 set ha combattuto. Sarà pertanto una squadra da affrontare con la giusta concentrazione, al fine di evitare brutte sorprese, e con l’obiettivo di riprendere la marcia nel massimo campionato italiano di pallavolo.

Taranto-Perugia nel racconto fotografico di Giuseppe Leva