Sport

Superlega, Cisterna passa al PalaMazzola. Ma la sconfitta è agrodolce per la Gioiella

Filippo Lanza in ricezione - foto G. Leva
10 Feb 2025

di Paolo Arrivo

Scacciare un incubo. Risalire in fretta la classifica, l’ultima posizione alla quale ci avevano condannati, due settimane fa, i campioni d’Italia di Perugia: era questo l’obiettivo della Gioiella Prisma Taranto alla vigilia del match contro il Cisterna Volley, valevole per l’ottava giornata di ritorno della Superlega Credem Banca. La gara si preannunciava complicata, per il buon momento di forma attraversato dall’avversario. E Cisterna si è confermato squadra ostica. Tanto che gli ionici hanno dovuto soccombere per 2-3 (25-23, 23-25, 23-25, 25-22, 11-15). Tuttavia, essendo riusciti a portare il match al tie break, hanno conquistato un punto utile a lasciare l’ultima piazza – complice la caduta della Mint Vero Volley Monza a Verona. Resta il rammarico per l’andamento del secondo e del terzo parziale. Oltre alla conclusione dell’incontro. Dall’altro lato vanno riconosciuti i meriti dei padroni di casa che, apparsi demoralizzati nel quarto set, sotto nel punteggio, sono riusciti a rimontare prolungando una battaglia durata quasi due ore e mezza.

Cosa è mancato contro Cisterna

Tim Held ha espresso il proprio rammarico proprio per l’andamento del secondo e del terzo set, particolarmente: “È stata una partita difficile, con tanti alti e bassi. In alcune situazioni, trovandoci sotto, abbiamo tirato fuori carattere e siamo riusciti a rientrare in partita. Forse siamo stati un po’ beffati nel secondo e nel terzo set, entrambi finiti a 23: mancava davvero poco”. “Ci tenevamo a vincere questa partita – ha aggiunto lo schiacciatore della Gioiella – ma alla fine abbiamo portato a casa un punto. Siamo un po’ tristi, ed è normale, perché perdere una gara così importante genera rabbia e frustrazione”.

Occorre ripartire da quanto si è fatto di buono per affrontare al meglio le ultime tre partite della regular season. Lo ha detto lo stesso Tim Held riconoscendo che serve più aggressività e maggiore consapevolezza. La Prisma era stata pressoché perfetta nel primo set, condotto interamente, quando aveva approfittato dell’elevata fallosità in battuta di Cisterna.

Il campionato

Domenica prossima 16 febbraio la Gioiella sarà impegnata in casa della Lube Civitanova, che ha perso per 3-1 in casa di Modena: la voglia di riscatto accrescerà le quotazioni della terza forza della Superlega. La formazione di coach Boninfante ha l’obbligo di crederci ugualmente. Tanto più che, nel girone d’andata, fu proprio Taranto a imporsi al tie break, in rimonta. A riprova del valore di una realtà meritevole di restare nel massimo campionato nazionale di pallavolo.

La strada resta in salita. Il punto di vantaggio su Monza non può far dormire sonni tranquilli alla Prisma: il fanalino di coda del torneo è tutt’altro che una squadra scarsa, incapace di fare punti negli ultimi incontri. A dire il vero, non esistono squadre materasso in Superlega. Lo dimostra anche la risalita del Grottazzolina. Un contributo importante, ai fini della salvezza, potrebbe arrivare dal pubblico del PalaMazzola, che ritroverà la Gioiella domenica due marzo nell’ultima sfida contro Verona.

Taranto-Cisterna nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

Diocesi

Madonna di Lourdes: le ‘Quindici Visite’ nella chiesa di S. Antonio

10 Feb 2025

di Angelo Diofano

Si rinnova nella cripta di Santa Rita della parrocchia di Sant’Antonio da Padova, al Borgo, la tradizionale pia pratica delle ‘Quindici Visite’ alla Madonna di Lourdes, in corso dal 27 gennaio. Ogni giorno, dopo le sante messe delle ore 7.30 e delle ore 18, ci sarà la recita della “Visita” del giorno.

Domani, martedì 11, festa della Madonna di Lourdes, sante messe saranno celebrate alle ore 7.30 – 9- 11-15 con supplica a mezzogiorno; alle ore 17.30 il santo rosario e alle ore 18 la santa messa; a conclusione, processione aux flambeaux per le strade attorno alla chiesa, con i canti tipici della ricorrenza mariana.

Le “Quindici Visite” intendono ripercorrere le altrettante apparizioni mariane che Bernadette Soubirous ebbe nel 1858 nella grotta in località Massabielle: “Volete farmi il favore di venire qui per quindici giorni?” – ebbe a chiederle, con grande dolcezza e delicatezza, la Beata Vergine. Nella grotta, divenuta subito diventata meta di pellegrinaggio,  nel luogo in cui la Madonna chiese alla veggente di scavare, vi è  una sorgente: una delle otto nella zona che alimentano il fiume Gave De Pau, le cui acque  sono utilizzate dai pellegrini  per il bagno nelle vicine piscine.

La devozione delle ‘Quindici Visite’ fu istituita nella chiesa di via Duca degli Abruzzi negli anni Cinquanta dall’allora parroco don Angelo D’Ettorre all’indomani di un suo pellegrinaggio a Lourdes, dove acquistò una statua della Madonna, proprio con le sembianze con cui apparve alla veggente. La statua fu poi posizionata all’interno della ricostruzione della celebre grotta che si può ammirare nella cripta intitolata a Santa Rita.

Ricorrenze

I sessant’anni del seminario

ph seminario di Taranto
10 Feb 2025

Per i sessant’anni dell’istituzione del seminario di Poggio Galeso è stato approntato un ciclo di iniziative e celebrazioni in programma nella medesima struttura.

 S’inizierà mercoledì 12 febbraio, alle ore 19.30,con la presentazione del volume commemorativo ‘Il seminario di Poggio Galeso: sessant’anni di cammino’, a cui interverranno l’arcivescovo mons. Ciro Miniero, il curatore del libro mons. Alessandro Greco e il prof. Vittorio De Marco, docente all’Università del Salento; durante la serata ci saranno interventi musicali a cura del m° Simone Spada e saranno inaugurate la mostra fotografica e la nuova biblioteca intitolata a mons. Guglielmo Motolese.

Giovedì 13, alle ore 19.30, si terrà un oratorio musicale sul tema ‘Ti seguirò’ eseguito della corale della parrocchia Madonna della Fiducia; gli intermezzi narrativi saranno a cura dei seminaristi liceali diretti da Giovanni Guarino

Venerdì 14, infine, alle ore 11.30 avrà luogo la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero; sono invitati a concelebrare i vescovi, i sacerdoti della diocesi e quelli che sono stati  alunni e formatori del Poggio Galeso; l’animazione musicale sarà curata da don Maurizio Donzella.

 

Angelus

La domenica del Papa – Vide, salì, sedette

10 Feb 2025

di Fabio Zavattaro

“Tacciano ovunque le armi e si ascolti il grido dei popoli, che chiedono pace”. Nella domenica in cui si celebra il Giubileo delle Forze armate, di Polizia e di sicurezza, papa Francesco torna a chiedere la fine dei conflitti e la pace in Ucraina, in Palestina, Israele, Myanmar, in tutto il Medio Oriente, nel Kivu, in Sudan. Nel rivolgersi a militari e agenti il papa, all’angelus, cita il Concilio Vaticano II e dice loro di considerarsi “servitori della sicurezza e della libertà dei loro popoli”. Il loro servizio armato “va esercitato solo per legittima difesa, mai per imporre il dominio sulle altre Nazioni, sempre osservando le convenzioni internazionali in materia di conflitti. E prima ancora nel sacro rispetto della vita e del creato”.

Presiede la messa in piazza San Pietro, Francesco; legge solo una parte della sua omelia, “per difficoltà nel respiro”, dice. Alle Forze armate, alla Polizia, alle donne e uomini impegnati nella sicurezza è affidata “una grande missione, che abbraccia molteplici dimensioni della vita sociale e politica: la difesa dei nostri Paesi, l’impegno per la sicurezza, la custodia della legalità e della giustizia, la presenza nelle case di reclusione, la lotta alla criminalità e alle diverse forme di violenza che rischiano di turbare la pace sociale”. Un pensiero rivolge anche a quanti svolgono un “importante servizio nelle calamità naturali, per la salvaguardia del creato, per il salvataggio delle vite in mare, per i più fragili, per la promozione della pace”.

Nell’omelia il pontefice legge il testo del Vangelo di Luca – l’incontro di Gesù con i pescatori Simone, Giacomo e Giovanni, e la pesca miracolosa – attraverso tre verbi: vide, salì, sedette; verbi che diventano messaggio anche per il personale militare e di sicurezza presente.

Vide. Sguardo attento quello di Gesù che, in mezzo alla folla, vede i tre uomini che stanno pulendo le reti dopo una pesca infruttuosa. “Dio è vicino, Dio è tenero, Dio è compassionevole, sempre”, dice il Papa; sguardo che coglie lo scoraggiamento nei tre pescatori “la frustrazione di aver lavorato per tutta la notte senza prendere nulla, la sensazione di avere il cuore vuoto proprio come quelle reti che ora stringono tra le mani”.

Allora sale sulla barca: “Gesù non si limita a osservare le cose che non vanno” e non si chiude, come facciamo noi, nel lamento e nell’amarezza; invece prende l’iniziativa e va incontro a Simone e gli dice di prendere il largo. Chissà come avranno guardato quest’uomo, che non è un pescatore, e che non sa che hanno faticato inutilmente tutta la notte. Ma dalla bocca di Pietro non viene un “no” e fa sua la richiesta di Gesù: “sulla tua parola getterò le reti”. Decide dunque di salire “sulla barca della sua vita”: sarà “pescatore di uomini”.

Infine, il terzo verbo: sedette nella barca. Cioè, insegna, annuncia la buona novella, ovvero porta luce “dentro quella notte di delusione, per narrare la bellezza di Dio dentro le fatiche della vita umana, per far sentire che c’è ancora una speranza anche quando tutto sembra perduto”.

Come coniuga papa Francesco questi tre verbi a militari e agenti? Vedere: “siete chiamati ad avere uno sguardo attento, che sa cogliere le minacce al bene comune, i pericoli che incombono sulla vita dei cittadini, i rischi ambientali, sociali e politici cui siamo esposti”.

Salire. Dice loro che la disciplina, “il coraggio che vi contraddistingue, il giuramento che avete fatto, sono tutte cose che vi ricordano quanto sia importante non soltanto vedere il male per denunciarlo, ma anche salire sulla barca in tempesta e impegnarsi perché non faccia naufragio, con una missione al servizio del bene, della libertà, e della giustizia”.

Infine, sedersi. Con la loro presenza nelle città, afferma il vescovo di Roma, il loro “stare sempre dalla parte della legalità e dalla parte dei più deboli, diventa per tutti noi un insegnamento: ci insegna che il bene può vincere nonostante tutto, ci insegna che la giustizia, la lealtà e la passione civile sono ancora oggi valori necessari, ci insegna che possiamo creare un mondo più umano, più giusto e più fraterno, nonostante le forze contrarie del male”.

Diocesi

L’Unitalsi jonica celebra la Madonna di Lourdes

10 Feb 2025

di Angelo Diofano

Martedì 11 febbraio l’Unitalsi-sottosezione di Taranto si ritroverà nella chiesa di San Lorenzo da Brindisi, in viale Magna Grecia, per la festa liturgica della Madonna di Lourdes, nell’anniversario della prima delle apparizioni a Santa Bernardette Soubirous nella Grotta di Massabielle (1858). Convergeranno a Taranto per l’occasione anche i gruppi di Martina Franca, Statte, Crispiano, Talsano, San Giorgio jonico.

Il programma della giornata, come comunicatoci dal presidente della sottosezione jonica Gianfranco De Giorgio, in collaborazione con la parrocchia dei frati cappuccini, prevede a mezzogiorno la supplica alla Madonna e alle ore 13 il pranzo comunitario nel salone parrocchiale. Dopo un momento conviviale, alle ore 17, alla luce delle fiaccole, si snoderà la processione attorno alla chiesa con l’immagine della Madonna di Lourdes. Al rientro, alle ore 18, la recita del santo rosario e alle 18.30 circa, la celebrazione eucaristica che sarà presieduta dall’assistente diocesano dell’Unitalsi, mons. Giovanni Chiloiro, durante la quale saranno nominati i nuovi soci effettivi, una decina circa.

Infine a breve sarà resa nota la data dell’inaugurazione della nuova sede dell’Unitalsi, in via Lago di Varano 1.

 

Salute

‘Autismo e ambiente: correlazioni e buone prassi’, un convegno domani a Taranto

07 Feb 2025

Si terrà, alle ore 17.30 di sabato 8 febbraio, nel salone degli specchi di Palazzo di città di Taranto, l’evento pubblico ‘Autismo e ambiente: correlazioni e buone prassi’, promosso dalla rete di “BES-T Community in Best Practice”, un progetto selezionato da ‘Con i Bambini’ nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

L’evento è coordinato dal partner Centro servizi per il volontariato della Provincia di Taranto, nell’ambito dell’intervento Community e Capacity building, ed è patrocinato dall’Ordine dei medici e vede la collaborazione di Isde medici e ambiente – sezione di Massafra.

Dopo un’apertura in musica a cura del duo SbadAut con Antonio Salvato e Alessandro Cecere, il convegno ‘Autismo e ambiente: correlazioni e buone prassi’, moderato dalla giornalista Paola Casella, sarà aperto dalla responsabile di progetto Lucia Lazzaro che illustrerà il progetto “BES-T Community in Best Practice”, per poi coordinare il tavolo dei relatori durante l’evento; seguirà il saluto di Caterina Buonomo, presidente della coop. sociale Logos, il soggetto responsabile di progetto.

Il convegno vuole rappresentare l’inizio di un percorso di condivisione e confronto con l’intera comunità – istituzioni, stakeholder e terzo settore – di una importante ricerca scientifica pubblicata sulla prestigiosa rivista ‘Nature’.

I risultati dello studio ecologico hanno evidenziato l’insistenza a Taranto e Statte, la cosiddetta ‘area Sin’, del 50 per cento in più di casi di disturbo autistico rispetto al resto della provincia ionica e a quella di Lecce; la ricerca ha confrontato il numero di bambini e di ragazzi nella fascia 6-18 anni con diagnosi e sostegno a scuola.

La ricerca scientifica è stata elaborata da un team di medici ed esperti, tra i quali la dottoressa Annamaria Moschetti (nella foto), pediatra di Isde, presidente della commissione Ambiente dell’Ordine dei medici di Taranto e responsabile dell’Associazione culturale pediatri di Puglia e Basilicata per le malattie dei bambini legate all’inquinamento, che relazionerà al convegno.

Dopo la sua relazione, interverrà il dottor Roberto Lucchini, professore ordinario di Medicina del Lavoro all’Università di Modena e alla Florida International University, nonché coordinatore dello studio Iseia Impatto sulla salute dell’esposizione a inquinanti ambientali che, portato avanti in collaborazione con il Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto, ha evidenziato disturbi neuro comportamentali nei bambini risiedenti nei quartieri più prossimi all’area industriale.

In seguito interverrà la dottoressa Anna Cristina Dellarosa, direttore della Npia e del Dipartimento di salute mentale Asl Taranto.

Sarà Damiano Cecere, presidente dell’associazione ‘Autisticamente’, a presentare le buone pratiche del progetto “BES-T Community in best practice” che, tra l’altro, prevede la definizione di numerosi Progetti di vita, in linea con la nuova legge sulle disabilità, intesi quali strumenti essenziali per la realizzazione degli obiettivi della persona con disabilità, per migliorare le condizioni personali e di salute nei diversi ambiti di vita, facilitandone l’inclusione sociale e la partecipazione nei diversi contesti di vita su base di uguaglianza con gli altri.

Una lettura da “Il Paese di Bellosguardo” a cura della cooperativa teatrale Crest e un aperitivo sociale concluderanno la serata.

Con soggetto responsabile di progetto la cooperativa sociale Logos, il partenariato di “BES-T Community in Best Practice”, comprende Provincia di Taranto, Comune di Taranto, Asl Taranto, IISS Archimede, IC Galilei, ic Vico De Carolis, soc. coop. Crest arl, Centro Servizi per il volontariato della Provincia di Taranto ets, Jonian Dolphin Conservation ets, associazione Autisticamente Aps, Circolaboratorio nomade aps, Associazione Enjoy your Dive, Associazione Pugliese per la Retinite Pigmentosa, La Casa di Sofia, La Coda di Ulisse impresa sociale, Learning Cities Impresa Sociale e ASVAPP.

Società

Servizio civile: c’è tempo fino a martedì 18 per i 187 posti ancora disponibili in Italia e i 38 all’estero

07 Feb 2025

C’è tempo fino alle ore 14 di martedì 18 febbraio per presentare la candidatura prevista dal bando per la selezione di 62.549 giovani tra i 18 e i 28 anni che intendono diventare operatori volontari in progetti di Servizio civile universale in Italia e all’estero, con un impegno di 25 ore settimanali ed una durata variabile dagli 8 ai 12 mesi. “Per i giovani il Servizio civile universale è un’opportunità unica di partecipazione civica a servizio della collettività, e al contempo di crescita personale – dichiara Matteo Fadda, responsabile generale della Comunità papa Giovanni XXIII -. Un’esperienza di prossimità alle persone fragili e a rischio di esclusione, ma anche di prossimità ai problemi, ai bisogni, che rappresenta il primo passo per costruire una società più giusta, solidale e nonviolenta”.
Sono 187 in Italia i posti disponibili con la Comunità papa Giovanni XXIII e 38 all’estero, distribuiti nei tanti Paesi di destinazione: Albania, Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Germania, Kenya, Paesi Bassi, Romania e Zambia. In ciascun progetto, le attività dove i volontari e le volontarie in servizio civile si troveranno coinvolti vanno dall’assistenza a minori e disabili, al supporto a persone con problemi di dipendenza o che vivono in strada, da attività di monitoraggio e denuncia di violazioni dei diritti umani alla condivisione della quotidianità con persone che stanno scontando una pena alternativa al carcere.

Mondo

Proteste negli Stati Uniti: mobilitazione nazionale contro le politiche di Trump e Musk

ph Ansa-Sir
07 Feb 2025

di Maddalena Maltese

Si sono dati appuntamento a Washington D.C. davanti al Capitol. Hanno sfidato le temperature gelide del Michigan ritrovandosi sotto la sede del Congresso statale di Lansing. Non li ha frenati il caldo torrido di Austin, in Texas, e neppure quello di Atlanta, in Georgia. Sotto un solo slogan, #50501, ovvero 50 proteste, 50 stati, in un giorno, e #buildtheresistance – costruiamo la resistenza, centinaia di americani si sono recati davanti alle sedi del governo statale per denunciare le politiche messe in atto dal presidente Donald Trump e dal suo braccio destro, il miliardario Elon Musk, a capo di un dipartimento non autorizzato dal Congresso e incaricato dallo stesso Trump di rivedere le spese del governo.

I cartelli che ciascun manifestante tiene in mano spiegano le ragioni della protesta, organizzata online in poche ore e materializzatasi in strada: la repressione dell’immigrazione, dei programmi di pari opportunità riservati a donne, afroamericani, minoranze e anche transgender e appartenenti alla comunità Lgbt. Manifestano contro la proposta di trasferimento forzato dei palestinesi fuori dalla Striscia di Gaza, gridano contro la soppressione di Usaid, l’agenzia di sviluppo internazionale statunitense, contro l’epurazione dei funzionari dell’Fbi, del Dipartimento dell’Istruzione e della Salute e si scagliano senza mezzi termini contro il Progetto 2025, un manuale di estrema destra, scritto da ex collaboratori di Trump e diventato il codice per modificare l’ordinamento del governo e la società americana. Si oppongono all’uscita dal Patto di Parigi sul cambiamento climatico, alle politiche sui combustibili fossili e alla guerra commerciale con Canada e Messico, nonostante lo stesso Trump, nella sua prima amministrazione, avesse ridefinito le politiche di scambio con i due Paesi, annullando il Nafta (North American Free Trade Agreement) e riproponendo un trattato nuovo di zecca nel 2020, l’Usmca.

I dimostranti a Phoenix hanno scandito “deportate Elon” e “niente odio, niente paura, gli immigrati sono benvenuti qui”. Ad Albany hanno esposto cartelli che dicevano “non ho eletto Musk” e “fermate l’ascesa dei miliardari”. Una donna, davanti al Campidoglio di Washington, ha invece sventolato il manifesto “Cristiani per l’Usaid”, ricordando che l’agenzia umanitaria Usa è uno dei principali finanziatori dei Catholic Relief Services (Crs), la Caritas statunitense, e di altre agenzie di varie Chiese che si occupano di assistenza in tutto il mondo.

Il sito National Catholic Reporter ha riferito che, a causa del congelamento dei fondi, la Crs prevede di tagliare fino al 50% del suo personale quest’anno, mentre la chiusura repentina di alcuni programmi finanziati dall’Usaid, che fornisce circa la metà del budget di 1,5 miliardi di dollari dell’organizzazione cattolica, ha già lasciato a casa alcuni impiegati e nel limbo migliaia di assistiti. Il vicepresidente JD Vance, convertito al cattolicesimo, intervenendo sulla rete Cbs, ha dichiarato che i vescovi cattolici degli Stati Uniti si occupano di “reinsediare immigrati illegali”, senza mostrare alcuna prova, e li ha accusati di essere interessati solo “al loro tornaconto finale”.

Peggio, se così si può dire, è andata alla Lutheran Immigration and Refugee Service, l’organizzazione luterana che, insieme ad altre agenzie, collabora con il governo federale per assistere i rifugiati legalmente presenti nel Paese. Nel fine settimana, Elon Musk, che si definisce “cristiano per cultura”, ha citato su X, la sua piattaforma social, il post di Michael Flynn, un cattolico e generale dell’esercito in pensione che in precedenza era stato consigliere del presidente Donald Trump.

Flynn ha pubblicato una schermata del computer che dettagliava i finanziamenti federali erogati a gruppi luterani negli ultimi due anni, accusandoli, senza prove, di “riciclaggio di denaro”. Musk ha dichiarato che “il team (del Dipartimento per l’efficienza governativa) sta rapidamente bloccando questi pagamenti illegali”.

Va precisato che, nell’anno fiscale 2024, l’Usaid ha ricevuto più di 44 miliardi di dollari, pari allo 0,4% dell’intero bilancio federale, mentre nell’anno fiscale 2023 gli Usa hanno stanziato 916 miliardi di dollari per la difesa, ovvero il 3,4% del Pil, e il Dipartimento della Difesa ha richiesto 849,8 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2025. I vescovi luterani sono dovuti intervenire per difendersi da accuse ingiuste e false, ma intanto l’organizzazione è stata data in pasto alla rete, che nella sua ferocia non sta risparmiando alcun ente benefico di ispirazione religiosa.

 

*inviata a New York

Diocesi

Lunedì 10, l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto di scienze religiose

07 Feb 2025

di Giada Di Reda

In un tempo di ricerca di senso, in cui il mondo ha bisogno di riscoprire la condivisione e la speranza, l’inaugurazione dell’anno accademico dell’istituto di scienze religiose è un’occasione per rilanciare la formazione teologica, attraverso la cultura, l’impegno e l’umanità.
Lunedì 10 febbraio alle ore 17:30 si terrà nella concattedrale Gran Madre di Dio, l’inaugurazione dell’anno accademico dell’istituto di scienze religiose metropolitano Giovanni Paolo II. Un momento di condivisione che vedrà la partecipazione di docenti, studenti, insegnanti di religione, operatori pastorali, istituzioni e parrocchie delle tre diocesi della metropolìa.
Un’occasione di riflessione e condivisione umana e culturale per ripensare il tempo presente. L’evento, infatti, è un’occasione per promuovere gli studi in teologia e scienze religiose, ma anche per riflettere sul tempo presente, al fine di donare concretezza al cammino sinodale della Chiesa; un’opportunità per riscoprire il valore della formazione teologica e del dialogo tra fede e cultura.

Questo appuntamento si inserisce nel contesto dell’ampio impegno accademico e pastorale, che l’istituto di scienze religiose da sempre porta avanti, attraverso la ricerca, lo studio e il confronto, ponendosi come punto di riferimento per la formazione teologica, personale, nonché per la costruzione e il rafforzamento di una fede concreta e consapevolmente radicata nel tempo.
Si inizierà con una preghiera, accompagnata dai saluti istituzionali e dall’introduzione. Seguirà la prolusione del cardinal Marcello Semeraro, teologo, prefetto del Dicastero per le cause dei santi, con una riflessione sul tema ‘Giubileo e speranza: aspetti teologici e risvolti ecclesiali’.
Ad intervallare i vari momenti ci saranno i brani musicali eseguiti dall’orchestra della Magna Grecia.
La riflessione sul significato del Giubileo come tempo di speranza e di rinnovamento per la Chiesa e la società, si unirà in questa occasione, alla condivisione di cultura, impegno e fede, in un contesto di partecipazione comunitaria per la costruzione di un dialogo vivo e costruttivo.

 

 

Diocesi

San Simone (Crispiano), la novena per la Madonna di Lourdes nelle case degli anziani ed ammalati

07 Feb 2025

In questi giorni a Crispiano i volontari della locale sottosezione dell’Unitalsi stanno celebrando la novena in preparazione alla festa della Madonna di Lourdes nelle abitazioni degli ammalati e degli anziani. L’appuntamento conclusivo sarà nel giorno della grande festa mariana, martedì 11 febbraio, nella chiesa di San Michele Arcangelo alle ore 9.30 per la recita del santo rosario e alle ore 10 per la celebrazione della santa messa che sarà presieduta dal parroco don Francesco Simone.

Festival

Festival di Sanremo 2025, per Bianca Guaccero è già un successo

La pugliese con Nek alla conduzione del programma "Dalla strada al palco"
07 Feb 2025

di Paolo Arrivo

Una scommessa vinta in partenza. Un risultato che sa di consacrazione: dopo il trionfo a “Ballando con le stelle”, in coppia con Giovanni Pernice, Bianca Guaccero può salire sul palco dell’Ariston per godersi il suo momento d’oro sfruttandone la scia. La Puglia tifa per l’attrice e conduttrice televisiva che sarà tra le protagoniste del Festival di Sanremo 2025 – la kermesse canora partirà martedì prossimo 11 febbraio, per concludersi il quindici. Simpatica, spigliata e avvenente, nella giusta misura: così la bitontina classe 1981 ha conquistato, negli anni, il grande pubblico. I pugliesi la conoscono a partire dalle sue apparizioni televisive in Mudù. Dal serio al faceto, dalla recitazione alla conduzione passando per il ballo del sabato sera: tante le sfide che si sono succedute. E lei le ha sempre affrontate con impegno e dedizione.

Bianca Guaccero, conduttrice del Primafestival

Il Festival è un appuntamento annuale al quale non ci si può far trovare impreparati. Bianca Guaccero, allora, è stata tra le prime a raggiungere la città dei fiori. Si è detta felicissima ed emozionata. Il suo lavoro partirà già domani otto febbraio: PrimaFestival tornerà con un mix di intrattenimento e spettacolo. La striscia quotidiana affidatale sarà condivisa con Gabriele Corsi. Ogni sera, subito dopo il Tg1 delle 20, PrimaFestival offrirà un racconto esclusivo, per catturare la frenesia che lì si respira, e i retroscena.

Dalla strada al palco

Un programma che ha acceso i riflettori sugli artisti di strada. Lo sta conducendo, in prima serata su Rai2, proprio Bianca Guaccero, affiancata da Nek, il quale aveva già condotto le prime edizioni di questo show. Questa sera il gran finale con eccezionale trasferimento sulla prima rete della televisione pubblica: “Dalla strada al palco” è un varietà che ha conquistato il pubblico. La coppia funziona. Lo spettacolo, pure. Tra i passaggi più significativi, l’omaggio della pugliese a Raffaella Carrà, per la quale la stessa ha sempre avuto una profonda ammirazione. È un sogno che si avvera, per chi ha sempre anelato al grande varietà televisivo, vecchio stile. La televisione invecchia ma non muore. Ne è la riprova lo stesso Festival di Sanremo, giunto all’edizione numero 75.

Gli esordi di Bianca

Facendo un passo indietro, agli albori: oltre al Mudù, alla collaborazione con Uccio de Santis, va ricordata la presenza dell’attrice nel cast di “Terra bruciata”, film del 1999 diretto da Fabio Segatori. Il successo arriva l’anno dopo con Faccia di Picasso di Massimo Ceccarini. Sul piccolo schermo invece, nel 2006, interpreta Assunta Spinta. Poi è Carolina nella serie tv Capri. Seguono altri lavori. Anche un programma televisivo: dal 2018 al 2022 conduce Detto Fatto, intrattenendo il pubblico del pomeriggio su Rai2. Ma prima ancora non possiamo dimenticare il 2008. È l’anno in cui Bianca calca per la prima volta il palco dell’Ariston affiancando nientemeno che Pippo Baudo nella conduzione del Festival di Sanremo: un saggio delle sue doti di presentatrice e intrattenitrice, che negli ultimi anni si sono irrobustite.

Stagione teatrale del Crest

«Ilva Football Club»: una storia di calcio e acciaio

Sabato 8, alle 21, per «Periferie» del Crest al TaTÀ di Taranto, pièce teatrale tratta dall’omonimo libro di Lorenzo D’Alò e Fulvio Colucci

ph Pietro Pingitore
07 Feb 2025

La storia della più grande acciaieria d’Europa s’intreccia con la leggenda di una piccola squadra nata sotto le ciminiere della fabbrica, la fantomatica Sidercalcio. La raccontano due tra le più attive realtà della scena teatrale contemporanea, Usine Baug e Fratelli Maniglio, cui si deve la creazione di «Ilva Football Club», spettacolo in scena sabato 8 febbraio (ore 21) per la stagione «Periferie» del Crest sostenuta dalla Regione Puglia all’auditorium TaTÀ di Taranto, all’ombra di quelle stesse ciminiere sotto le quali la storia è ambientata. La pièce, interpretata da Fabio e Luca Maniglio, Ermanno Pingitore, Stefano Rocco e Claudia Russo, è ispirata all’omonimo libro di Fulvio Colucci e Lorenzo D’Alò, che a loro volta saranno protagonisti alle ore 19 di un incontro con gli artisti nel foyer del TaTÀ, appuntamento coordinato dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Mimmo Mazza.
Per «Ilva Football Club», allestimento nato da un dettagliato lavoro di ricerca (tutti i testi sono tratti da archivi storici, documentari e interviste fatte a Taranto), la compagnia ha avuto la fortuna di poter lavorare attivamente sul territorio anche grazie all’accoglienza della cooperativa teatrale Crest, situata proprio nel quartiere Tamburi di Taranto, e alla partecipazione di Pietro Pingitore in qualità di documentarista e antropologo visuale. «Ilva Football Club» utilizza la narrazione calcistica (rendendola accattivante anche per i non calciofili) per raccontare la vita e la storia della città di Taranto, strettamente legata alla storia dell’ex Ilva: l’acciaieria più grande e più inquinante d’Europa.
Con leggerezza e ironia lo spettacolo analizza la storia di oltre sessant’anni del centro siderurgico, mostrando come la promessa di progresso e prosperità si siano lentamente trasformate in disillusione, rabbia, prigione e ricatto intorno al drammatico dilemma salute o lavoro.
La composizione scenica è, pertanto, basata su colori, materiali, luci e suoni dell’Ilva: l’acciaio, il rosso delle polveri, il nero lucido delle cozze che non si possono più mangiare, le maglie da calcio che brillano di minerali dopo il turno in fabbrica o dopo una partita sul terreno inquinato, i suoni incessanti delle macchine e degli altiforni, il chiarore dell’Ilva di notte e i fumi grigi che coprono il paesaggio: elementi che danno vita a uno spettacolo visuale e immaginativo intessuto con diversi linguaggi teatrali.
Cinque attori si palleggiano le narrazioni tra racconti corali e coreografie, monologhi, immagini, telecronache, pubblicità e moviole, con l’estetica calcistica che si traduce attraverso quadri fisici in movimento, sovrapposti a testimonianze audio in un gioco di doppie immagini e i significati. La realtà delle voci ascoltate incontra così la loro trasposizione teatrale fatta da attori e attrici che a Taranto non hanno mai vissuto ma che di Taranto raccontano l’essenza stessa attraverso due piste narrative strettamente connesse.
La narrazione è guidata da un presentatore di un programma sportivo che, abbattendo la quarta parete, tra aneddoti e telecronache, racconta la storia della Sidercalcio, alias Ilva Football Club, una piccola squadra composta da operai che, un po’ per fortuna, un po’ per talento e tenacia, sorprende tutto il Paese facendosi strada tra le più grandi squadre di professionisti, fino ad arrivare alla finale di Coppa Italia. Un sogno che lentamente si scontra con la realtà, si sgretola, portando lo spettatore dentro il dramma della seconda pista narrativa, quando alla narrazione calcistica si intrecciano monologhi e momenti corali che compongono un’altra storia, più intima: la storia di una «famiglia Ilva» nata e cresciuta ai piedi della fabbrica-mostro.
Dopo lo spettacolo gli artisti incontreranno il pubblico nel consueto spazio-intervista condotto nel foyer dalla giornalista Marina Luzzi.
Info e prenotazioni 333.2694897. Biglietti acquistabili anche online su Vivaticket attraverso il sito www.teatrocrest.it.