Alla chiesa del Carmine, in corso l’Anno giubilare particolare
05 Feb 2025
di Angelo Diofano
Un grande banner posto lateralmente sulla facciata ricorda ai tarantini che la chiesa del Carmine, in piazza Giovanni XXIII sta vivendo l’Anno giubilare particolare concesso da papa Francesco per i 350 anni di fondazione dell’arciconfraternita Maria SS.ma del Carmine, in corso dal 15 luglio scorso fino al 16 luglio di quest’anno.
Vi si può dunque lucrare l’indulgenza plenaria alle consuete condizioni, con la possibilità di confessarsi nei seguenti giorni: la domenica (dalle ore 9.30 alle 13 con don Luigi Larizza e dalle ore 17.45 alle ore 18.30 con padre Nicola Preziuso), il mercoledì (dalle ore 9 alle 11.30 con il parroco mons. Marco Gerardo e dalle ore 16.30 alle 18 con padre Nicola Preziuso), il martedì e il giovedì (dalle ore 16.30 alle 18, con mons. Marco Gerardo).
Fino al 10 febbraio le Giornate di raccolta del farmaco
05 Feb 2025
di Angelo Diofano
In 66 farmacieTarantoe provincia si svolgerà dal 4 al 10 febbraio (come in tutt’Italia) la 25ª edizione delle Giornate di raccolta del farmaco. L’elenco degli esercizi aderenti è consultabile su www.bancofarmaceutico.org.
Servono, soprattutto, antinfluenzali e medicinali pediatrici, decongestionanti nasali, analgesici, antifebbrili e antistaminici, farmaci ginecologici, preparati per la tosse e per i disturbi gastrointestinali, antinfiammatori, farmaci per i dolori articolari e disinfettanti.
Quanto raccolto servirà a sostenere 39realtà benefiche del territorio jonico che hanno espresso un fabbisogno di circa 15.000 confezioni di farmaci; nel 2024 sono state raccolte 8.419 confezioni (pari a un valore di 68.172 euro) che hanno aiutato gli assistiti di 36 enti di Taranto e provincia.
I farmaci raccolti complessivamente in tutt’Italia nel 2024 ammontano a 588.013 confezioni, pari a un valore di 5.182.368 euro che saranno consegnati a più di 2.000 realtà benefiche che si prendono cura di almeno 436.000 persone in condizione di povertà sanitaria, offrendo gratuitamente cure e medicine.
L’iniziativa è possibile grazie al sostegno di 20.000 farmacisti (titolari e non) che oltre a ospitare le Giornate per la raccolta del farmaco, le sostengono con erogazioni liberali.
La raccolta è supportata da Rai per la sostenibilità – Esg, Mediafriends, La7, Skyperilsociale, Warner Bros. Discovery e PubblicitàProgresso.
“Donare un farmaco è essenziale per migliaia di famiglie che si trovano in gravi difficoltà, perché contribuisce a restituire loro speranza e la possibilità di curarsi; è un gesto semplice che ci fa partecipare della vita di chi ha bisogno, ricordandoci ciò che ci rende davvero umani. «I poveri hanno ancora molto da insegnare, perché in una cultura che ha messo al primo posto la ricchezza e spesso sacrifica la dignità delle persone sull’altare dei beni materiali, loro remano contro corrente evidenziando che l’essenziale per la vita è ben altro», ha detto papa Francesco in occasione dell’8. a Giornata mondiale della povertà. Le Giornate di raccolta del farmaco nascono su questo presupposto e lo traducono in azione. Fare del bene ci fa riscoprire la bellezza della gratuità, e ci fa comprendere come attraverso gesti concreti di condivisione e solidarietà possiamo costruire una società più giusta e fraterna” – ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco farmaceutico ets.
“Come ogni anno le farmacie di Taranto e provincia partecipano attivamente alle Giornate di raccolta del farmaco. Un’iniziativa di gran valore finalizzata ad aiutare concretamente coloro che hanno bisogno” ha dichiarato Rossano Brescia, presidente di Federfarma Taranto.
“Il Banco farmaceutico di Taranto, grato per la numerosa partecipazione delle farmacie di Taranto e provincia e per il prezioso e fattivo sostegno di Federfarma Taranto nell’organizzazione delle Giornata di raccolta del farmaco, invita tutti i cittadini a partecipare a questo importante momento di condivisione e gratuità e ringrazia tutti i farmacisti che hanno aderito sostenendo economicamente l’iniziativa e i numerosi volontari che saranno presenti nelle farmacie”, – ha dichiarato Leonardo Tursi delegato provinciale del Banco farmaceutico.
Aperte le prenotazioni per il centro pastorale Stella Maris, a Lido Silvana
04 Feb 2025
di Angelo Diofano
Don Gerardo Veneziani, rettore della chiesa di Montedarena, è impegnato nel far conoscere alla diocesi il centro pastorale ‘Stella Maris’ a Lido Silvana (viale della Castelluccia s.n, Marina di Pulsano), adatto, nel corso dell’intero anno, a ospitare famiglie, gruppi giovanili e associazioni cattoliche, campi scuola parrocchiali, ritiri spirituali e incontri di formazione. Si tratta di una bella e ampia villa immersa nel verde a pochissimi metri dal mare. con venticinque posti letto, bagni, cucine funzionanti in autonomia e appartamentino per il sacerdote o accompagnatore al seguito della comitiva. Inoltre la villa è provvista di ampio giardino privato di 2000 mq, cucina attrezzata, ampio salone (per simposi, concerti, messe, riunioni), posto auto, 7 condizionatori da 24.000 btu cad.
Possibili organizzazioni su richiesta di servizio pasti in sede e di escursioni a santuari, luoghi sacri e siti archeologici del territorio. A poca distanza è ubicata la chiesa della Stella Maris, attuale sede di rettoria diocesana, inaugurata il 4 luglio del 1964 e fortemente voluta dalla devota pulsanese Angelina Screti e dall’allora parroco don Bruno Falloni. La chiesetta si trova di fronte a una delle principali spiagge del paese e serve spiritualmente i villeggianti e i turisti della zona costiera.
Ogni anno, nelle giornate del 14 e 15 di agosto, la rettoria organizza i festeggiamenti in onore dell’Assunta, declinata come protettrice del mare: in tale occasione si svolge una caratteristica processione in mare che si conclude con i fuochi pirotecnici.
Per informazioni e prenotazioni, telefonare al 339.381.5634, www.marisstella.eu.
Al santuario di San Marzano, per lucrare l’indulgenza plenaria
04 Feb 2025
Nel santuario rupestre intitolato a Maria Santissima delle Grazie, in San Marzano di San Giuseppe, a partire dal 2 febbraio, ogni giorno, alle ore 16.30, ci sarà la recita del santo rosario con la preghiera per lucrare l’indulgenza plenaria giubilare. Nella medesima chiesa, ogni domenica, alle ore 17, viene celebrata la santa messa.
Riferisce il parroco della chiesa madre, don Cosimo Rodia: “Ogni giorno, dal mattino sino al tardo pomeriggio, è possibile visitare il santuario mariano, immergendosi in un’oasi di pace, dove la tranquillità dell’anima si unisce alla forza della fede”.
Risorse di talento: 35 realtà imprenditoriali coinvolte nel progetto Giardini digitali
L’evento si terrà giovedì 6 febbraio a Taranto nel Cortile dei pescatori di Porte dello Jonio, dalle ore 9.30 alle 21
04 Feb 2025
Giardini digitali, progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica digitale – impresa sociale, prosegue nel suo percorso volto a fornire competenze digitali a persone che hanno perso il lavoro o non lo hanno mai avuto. Il percorso formativo a cura del Ciofs/fp-Puglia ets e dalle associazioni: SurfHERS aps, Visonari ets/aps e Stella marina aps, patrocinato da Confindustria Taranto, arriva ad uno step importante, rappresentato da un evento unico nel suo genere, che sarà capace di coinvolgere 35 realtà imprenditoriali le quali entreranno a pieno titolo nell’iniziativa e che si faranno carico del continuum di formazione, promozione e inserimento professionale degli oltre 80 allievi. L’evento ‘Risorse di talento’, parte integrante del progetto, si terrà il 6 febbraio nel Cortile dei pescatori di Porte dello Jonio, Taranto, dalle ore 9.30 alle 21.
Le aziende, comprendendo la bontà del progetto ‘Giardini digitali’, si sono rese disponibili al matching tra i corsisti e le loro realtà dimostrando l’attenzione del tessuto imprenditoriale locale verso i processi di reskilling e le iniziative di innovazione che si cercano di portare sul territorio. All’interno di ‘Risorse di talento’ si cercherà di identificare, reciprocamente, la risorsa e l’azienda ideale dove esprimere al meglio il proprio potenziale e contribuire allo sviluppo del tessuto economico sociale in modo bilaterale.
La giornata si svilupperà, dopo i saluti istituzionali, con una serie di presentazioni delle aziende, al termine delle quali si terranno i colloqui per gli stage riservati ai corsisti di Giardini digitali, con l’auspicio che possano rappresentare un trampolino di lancio verso il reinserimento nel mercato del lavoro.
“Da oltre 20 anni Porte dello Jonio di Nhood è il punto di riferimento per la comunità tarantina – ha detto il direttore Mauro Tatulli –. Siamo orgogliosi di accogliere l’evento ‘Risorse di talento’. Il nostro obiettivo è rendere il centro commerciale un’estensione del cuore della città, dove si incontrano persone, idee e progetti capaci di generare valore per tutti. Con ‘Risorse di talento’, intendiamo contribuire a costruire un futuro in cui ciascuno possa esprimere il proprio potenziale e raccogliere i frutti del proprio impegno”.
Suor Imma Milizia, presidente del Ciofs/fp-Puglia ets – ha affermato: “Come Ciofs/fp-Puglia ci impegniamo quotidianamente a costruire ponti tra le persone e il futuro, e questa iniziativa rappresenta per noi una chiamata concreta a mettere in pratica la nostra missione educativa e sociale. Crediamo fermamente che ogni persona abbia un potenziale unico e, attraverso percorsi di formazione mirati e il supporto della comunità, possiamo accompagnare tanti uomini e donne verso una nuova consapevolezza di sé e delle proprie possibilità. Siamo grati a tutti coloro che si sono impegnati in questa sfida di formazione e matching tra domanda e offerta per aver reso possibile questo evento. Insieme, possiamo coltivare i talenti del presente per costruire il domani”.
Il progetto Giardini digitali è stato selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica digitale – impresa sociale. Il Fondo per la Repubblica digitale è nato da una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri) e, in via sperimentale per gli anni 2022-2026, stanzia un totale di circa 350 milioni di euro. È alimentato da versamenti effettuati dalle Fondazioni di origine bancaria. L’obiettivo è accrescere le competenze digitali e sviluppare la transizione digitale del Paese. Per attuare i programmi del Fondo – che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e dal Pnc (Piano nazionale complementare) -, a maggio 2022 è nato il Fondo per la Repubblica digitale – impresa sociale, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata da Acri.
Per maggiori informazioni: www.fondorepubblicadigitale.it
Domani, mercoledì 5, i funerali di don Fiorenzo Spagnulo
04 Feb 2025
di Angelo Diofano
È deceduto all’età di 84 anni, dopo lunga malattia, don Fiorenzo Spagnulo, parroco emerito della parrocchia della Madonna della Fiducia, ultimo incarico ricoperto. I funerali saranno celebrati mercoledì 5 alle ore 16 nella chiesa dello Spirito Santo (zona Taranto 2) che aveva provveduto a far edificare e proprio dove aveva chiesto si svolgesse la santa messa esequiale, che sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero. La salma sarà esposta già da questa sera, martedì 4, in tale chiesa, dove alle ore 19.30 il parroco don Francesco Tenna presiederà la recita dei vespri e l’indomani, alle ore 8.30, celebrerà la santa messa in suffragio.
Don Fiorenzo era nato a San Pietro Vernotico (Brindisi) il 30 gennaio 1941 da Arcangelo e Giuditta Lacorte, ricevendo il battesimo il 18 febbraio successivo nella chiesa di Santa Maria Assunta. Fu alunno del seminario interregionale campano, dove ricevette l’ordinazione diaconale il 21 dicembre del 1964 dall’arcivescovo di Bari, mons. Enrico Nicodemo. La cerimonia dell’ordinazione sacerdotale, impartita dall’arcivescovo mons. Guglielmo Motolese, si svolse il 3 luglio 1965 nella Collegiata di Grottaglie. Dopo l’incarico di vicario parrocchiale alla San Pio X in Taranto don Fiorenzo Spagnulo è stato, nell’ordine: vicario cooperatore alla Madonna delle Grazie in Taranto (1 agosto 1967), parroco alla Maria Ausiliatrice in Taranto (2 luglio 1972), parroco al SS. Sacramento in Grottaglie (1 ottobre 1986), parroco allo Spirito Santo in Taranto (8 dicembre 1988), amministratore parrocchiale alla San Donato in Talsano (1988), parroco alla Madonna della Fiducia (dal 2004 al 2013). A lungo, infine, ha operato nel mondo della scuola, insegnando filosofia all’istituto magistrale ‘Vittorino da Feltre’.
Ringraziamo per le notizie biografiche don Andrea Casarano, direttore dell’Archivio storico diocesano.
“Abbiamo voluto creare una sorta di ‘casa’ per le nostre pazienti”
Nella Giornata mondiale contro il cancro, abbiamo intervistato il direttore della Breast Unit, Lucio Fortunato, da 30 anni in prima linea contro il carcinoma della mammella
Un’eccellenza della Regione Lazio per le donne con tumore al seno, riconosciuta e certificata anche a livello internazionale. Si tratta dell’Unità operativa complessa (Uoc) di Senologia dell’Azienda ospedaliera (Ao) San Giovanni Addolorata di Roma. In occasione della Giornata mondiale contro il cancro che ricorre oggi 4 febbraio, abbiamo incontrato il direttore della Breast Unit, Lucio Fortunato, da 30 anni in prima linea contro il carcinoma della mammella.
dr Lucio Fortunato – foto ospedale S. Giovanni-Sir
Dal 2017 al 2024, per otto anni consecutivi, il Centro di senologia che lei dirige ha ricevuto la Breast Centers Certification (Certificazione europea di qualità). Dottor Fortunato, qual è il valore di questo riconoscimento e come l’avete ottenuto?
Oltre a far parte della rete italiana dei Centri di senologia, creata nel 2014 e invidiata in tutta Europa e in buona parte del mondo, dal 2017 la nostra Breast Unit ha intrapreso una strada parallela, molto complessa, di ulteriore certificazione a livello europeo. Ogni anno una Commissione internazionale, a seguito di una visita di controllo in loco per un paio di giorni, verifica il raggiungimento dei parametri indicatori di qualità stabiliti da Eusoma (European Society of Mastology), la Società europea di senologia. Un processo certificativo importante perché si traduce per noi in un costante monitoraggio della qualità delle prestazioni sanitarie e dei trattamenti erogati alle pazienti, e ci consente inoltre di individuare e correggere eventuali nostri deficit per raggiungere e mantenere elevati standard organizzativi, diagnostici e terapeutici, e per rimanere sul palcoscenico europeo delle Breast Unit d’eccellenza. Non sono molti i Centri che hanno ottenuto questo riconoscimento. Di questi, una trentina sono in Italia, la maggior parte situati al Nord, 4 al Centro-Sud di cui uno a Roma: la nostra Breast Unit, prima e unica nel Lazio.
Nel 2024, quante sono state le donne trattate chirurgicamente per carcinoma nel suo centro?
Ne abbiamo operato 609, che seguiremo per 5 anni secondo un processo convalidato all’interno del nostro percorso diagnostico-terapeutico. Con la nostra Breast Unit abbiamo voluto creare una sorta di “Casa per le donne con tumore della mammella”. Se una donna con questa neoplasia viene al San Giovanni, come anche in altri centri, trova sempre la porta aperta, uno spazio dedicato e una persona che la può ascoltare per capire da dove bisogni iniziare; già questo è metà dell’opera. Ogni caso viene obbligatoriamente discusso in conferenza multidisciplinare, prima e dopo l’intervento chirurgico, con raccomandazioni scritte e formali di trattamento. Ad ogni paziente garantiamo un percorso di almeno 5 anni, prenotando direttamente dal nostro Centro visite e controlli mammografici ed ecografici successivi, con grande risparmio per loro di tempo ed energie. Siamo una vera e propria Task force contro il cancro al seno. È un po’ complesso, ma è il nuovo modo di fare medicina.
Nel centro che lei dirige vengono organizzate attività di teatro, canto, ballo, ginnastica, il progetto Mindfulness e il progetto “Balla con me”. Quanto è importante aiutare una donna a stare bene, anche psicologicamente, attraverso le cosiddette terapie ‘integrate’?
È importante quasi quanto le cure. Noi siamo medici, lavoriamo per sconfiggere il cancro ma, detto questo, le terapie integrate sono una parte integrante del percorso di cura, e non perché siamo ‘buoni’. In Italia sono oltre 800mila le donne con pregressa diagnosi di cancro alla mammella: mogli, mamme, sorelle, nonne, a volte figlie, lavoratrici. Hanno tutte bisogno di recuperare salute, serenità e ritorno ad una vita “normale”; il loro reintegro e il recupero della ‘normofunzionalità’ sono parte essenziale delle cure, anche in una visione strategica della società.
Qual è l’impatto di una diagnosi di cancro sulla donna che ne viene colpita?
Oggi la maggior parte dei tumori è guaribile o ha una possibilità di recidiva fra il 3 e il 5%, ma l’impatto familiare, sociale ed economico di questo tipo di diagnosi è durissimo, spesso devastante. Un nostro studio su un gruppo di oltre 700 pazienti ci ha mostrato in maniera inequivocabile che il 25% ha sviluppato un problema di ansia o depressione maggiore post-reattivo alla diagnosi; che il 25% ha un problema familiare importante, spesso l’abbandono da parte del marito o del compagno, o la famiglia che va in crisi. Ma per un 15% di donne la diagnosi di cancro comporta anche un’importante “tossicità economica”, insomma costa moltissimo. Chi ha, ad esempio, un esercizio commerciale, sconta la propria diminuzione di efficienza e produttività e quindi un calo dei propri introiti, almeno di un quarto o di un terzo, per mesi o addirittura anni. Non dobbiamo preoccuparci soltanto per quel 3% di rischio recidiva, ma occorre farsi carico anche di questi altri aspetti. Ecco perché le cosiddette terapie ‘integrate” sono parte integrante del nostro percorso e dovranno essere “attenzionate” sempre più dal nostro Ssn.
Stile di vita sano e screening regolari: quanto sono importanti per la prevenzione?
Sono fondamentali ma per gli screening esiste purtroppo un’eclatante disparità Nord- Sud. Nel Nord Italia registriamo un’aderenza del 60-70% che cala fino al 30% al Centro e al Sud. In particolare, dal post-Covid vediamo donne con tumori in fase avanzata, che non vedevamo prima. La prevenzione è strategica perché un tumore piccolo è un tumore guaribile; un tumore grande è molto meno guaribile e molto più difficile e lungo da trattare.
A proposito di trattamenti per la cura del cancro al seno, a che punto sono? In quali casi può essere utilizzata l’immunoterapia?
Per nessun altro tumore c’è stato negli ultimi vent’anni uno sviluppo importante come per quello della mammella. La forchetta di opzioni a disposizione per ogni tipologia di tumore è enorme e passa attraverso la comprensione biologica del comportamento tumorale. Mentre un tempo avevamo il “tumore della mammella”, oggi abbiamo decine di casi diversi, ognuno con propri specifici comportamenti che siamo in grado di comprendere e sui quali possiamo quindi intervenire in modo mirato con proposte di trattamenti personalizzate e molto efficaci, aldilà della chemioterapia “brutale” che si faceva fino a poco tempo fa. Ora disponiamo di farmaci biologici che “spengono” l’acceleratore Her2, oppure siamo in grado con l’immunoterapia di “riparare” il “freno guasto” dei tumori triplo negativi. C’è un’alta speranza di guarigione, anche rispetto a cinque anni fa. Per chi, come me, fa questo mestiere da trent’anni, avere un tumore che nel 90% plus dei casi guarisce è una prospettiva molto incoraggiante, impensabile fino a pochi anni fa. Una prospettiva integrata nella de-escalation: riusciamo a curare le nostre pazienti migliorando qualità e tollerabilità dei trattamenti secondo un approccio innovativo che ha già un ampio campo di applicazione in radioterapia, chemioterapia e chirurgia. Insomma, la parola chiave è speranza.
Staff Breast Unit Ospedale San Giovanni – foto San Giovanni-Sir
Comune: gli asili restano comunali Netto ‘no’ al dissalatore sul Tara
04 Feb 2025
di Silvano Trevisani
Non saranno privatizzati gli asili nido comunali: è questa la conclusione cui la giunta comunale è pervenuta a seguito della riunione tecnica, l’ennesima, svoltasi a Palazzo di Città. Sarà, invece, avviata la sperimentazione di due sole nuove sezioni private previste in consegna nei prossimi mesi. Inoltre il Consiglio comunale, nella seduta monotematica svoltasi oggi, ha approvato una mozione che esprime la contrarietà della città alla realizzazione del dissalatore sul fiume Tara e impegna il sindaco a farsene interprete.
Questi i due fatti principali che si registrano sul fronte comunale.
Asili nido
Iniziamo dagli asili nido: la riunione, cui hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco Rinaldo Melucci, il dirigente alla programmazione economico-finanziaria, Simone Simeone, e la presidente della commissione consiliare, Patrizia Mignolo, ha espresso l’orientamento di non privatizzare gli asili, in vista della prossima convocazione delle parti sociali. La decisione, che segue alla mobilitazione di operatori, famiglie e sindacati contrari alla privatizzazione comporterà, secondo Melucci, “grandi sacrifici” per preservare il patrimonio degli asili gestiti dal pubblico e la relativa dotazione organica. L’amministrazione sta lavorando a una variazione di bilancio di una certa rilevanza e ad un emendamento degli indirizzi programmatici. “Pensiamo perciò – conferma il primo cittadino – di poter confermare che per l’esercizio in corso l’amministrazione non procederà con la devoluzione ai privati delle nove strutture esistenti, ma con la sperimentazione riferibile alle sole due nuove strutture previste in consegna nei prossimi mesi”. Melucci lamenta strumentalizzazioni e invettive “che non tengono in alcun conto le difficoltà oggettive della spesa dell’Ente e gli equilibri raggiunti a favore della comunità in tanti settori critici”. E avvisa che si potrebbero creare altre criticità e altre scelte impegnative nel corso dell’anno in materia del bilancio. “Ad ogni modo, attraverso ulteriori misure di ricognizione e rafforzamento delle entrate, ovvero attraverso le opportunità offerte dalla progettazione europea, confidiamo di entrare in una stagione più favorevole”.
Dissalatore
Nel pomeriggio, inoltre, si è registrato il consenso quasi unanime del Consiglio comunale (nell’immagine una foto di repertorio), con 17 voti su 18 presenti e votanti, nella seduta monotematica, sulla mozione che impegna sindaco e giunta sul dissalatore sul fiume Tara. Dopo un ampio dibattito, che ha vissuto anche momenti di tensione, è stata approvata la mozione che “impegna il sindaco e la giunta a opporsi al progetto di installazione del dissalatore, adoperandosi in tutte le sedi istituzionali per bloccarne la realizzazione; a richiedere alla Regione di valutare siti alternativi, a supportare le associazioni ambientaliste che si battono per la difesa del fiume Tara e a informare periodicamente il consiglio sull’evolversi della vicenda”. La mozione impegna, inoltre, il Comune a ricorrere eventualmente al Tar contro la decisione della Regione ma anche a lavorare per la redazione di un progetto per un parco dei fiumi carsici del comprensorio, comprendente, oltre al Tara, i fiumi: Galeso, Cervaro, Patemisco e Lenne, in coordinamento con il Parco delle gravine e quello del Mar Piccolo.
Le attività degli alunni della scuola Don Bosco per il ‘loro’ santo
04 Feb 2025
Giovedì 30 gennaio gli alunni dell’istituto comprensivo San Giovanni Bosco di Taranto hanno partecipato ai festeggiamenti in onore del santo dei giovani a cura della parrocchia intitolatagli in via Capitanata. I bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia, le classi della primaria e una rappresentanza degli alunni della secondaria di primo grado si sono recati in chiesa, accompagnati dai docenti, per vivere un momento di festa in onore del santo, dal tema ‘Don Bosco giocoliere di Dio’. Durante la manifestazione i partecipanti hanno potuto rivivere, attraverso le presentazioni multimediali preparate dai docenti e i racconti del vicepreside Roberto Ceci e del parroco don Giovanni Monaco, la straordinaria esistenza di San Giovanni Bosco. I bambini della scuola dell’infanzia e di quella primaria, grazie alla guida dei docenti, hanno allietato la mattinata con canti preparati in onore del santo mentre gli alunni della secondaria di primo grado hanno esposto degli elaborati grafico-pittorici da loro prodotti, guidati dai docenti proff. Annamaria Lo Savio e Domenico Ble. Gli alunni sono poi stati coinvolti in un divertente spettacolo di magia a cura di Mago Stefan, che ha fatto gioire e rallegrare l’assemblea con diversi giochi di prestigio, così come don Bosco, che volle imparare a fare il saltimbanco, prestigiatore, cantore, giocoliere, per poter attirare a sé i giovani e tenerli lontani dal peccato. I bambini della scuola primaria, in collaborazione con le famiglie, hanno poi allestito, in maniera volontaria, dei cesti con viveri e propri giocattoli che sono stati donati alla Caritas parrocchiale. Al termine delle attività, i bambini delle classi quinte della scuola primaria sono stati chiamati ad ammirare i lavori prodotti dai compagni della secondaria di primo grado, scegliendo poi i tre lavori più meritevoli che hanno ricevuto in dono il libro di Claudio Russo dal titolo ‘Don Bosco, una vita in gioco’.
I lavori grafico-pittorici realizzati resteranno alcuni in chiesa per essere ammirati dai parrocchiani.
L’Istituto superiore di scienze religiose metropolitano Giovanni Paolo II vivrà un importante appuntamento, lunedì 10 febbraio in Concattedrale dalle ore 17.30 alle 20, per l’inaugurazione dell’anno accademico: sarà presente il cardinale Marcello Semeraro, teologo, prefetto del Dicastero per le cause dei santi, che terrà la prolusione con una riflessione sul tema del ‘Giubileo e speranza: aspetti teologici e risvolti ecclesiali’.
Il programma prevede gli arrivi alle ore 17.30; la preghiera iniziale e i saluti istituzionali alle ore 18; l’introduzione alle ore 18.15; la prolusione del cardinale Semeraro alle ore 18.30; le conclusioni alle ore 19.30.
“L’iniziativa – spiega il direttore dell’istituto, don Francesco Nigro – è rivolta non solo alla comunità accademica, docenti e studenti, ma a tutti gli insegnanti di religione, ai presbiteri e agli operatori pastorali, con l’intento di vivere un momento culturale ed artistico per promuovere gli studi in teologia e scienze religiose per tutti i fedeli delle tre diocesi della metropolia di Taranto, guidati dai rispettivi vescovi, auspicando una sempre maggiore formazione del laicato per rendere vivo e concreto il cammino sinodale che la Chiesa tutta porta avanti da alcuni anni”.
I vari momenti della serata saranno intervallati da alcuni brani musicali che saranno eseguiti dell’Orchestra Ico della Magna Grecia.
“Francesco chiede di trasformare i segni dei tempi, in segni di speranza. I segni dei tempi sono quelli di un Mediterraneo lacerato da discordie e da conflitti. Abitare questo tempo con la cura significa trasformare ciò che altrimenti sarebbe un motivo di dolore, in un motivo di speranza che comincia da noi”: così mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, ha presentato il progetto ‘Prendersi cura – Una famiglia per ogni comunità’, lanciato giovedì 30 gennaio a Roma dal Consiglio dei Giovani del Mediterraneo, dalla Rete Mare Nostrum e dalla Fondazione Giorgio La Pira, in “continuità allo spirito che ha animato gli incontri dei vescovi di Bari e Firenze. Un’iniziativa – ha aggiunto il segretario generale della Cei – che nel contesto storico in cui viviamo e nel contesto ecclesiale del Giubileo, è davvero un conforto, una di quelle carezze di misericordia che legittimano la speranza”. “Il papa – ha proseguito Baturi – richiamando il tema della speranza richiama il tema della costruzione del futuro. Senza speranza o perché si è troppo amareggiati o perché si è troppo presuntuosi, non c’è costruzione di futuro. È necessario sempre guardare la speranza, ritenendo possibile che il proprio desiderio di bene possa realizzarsi”. Inoltre, “non c’è speranza di bene che non comprenda anche gli altri”. In questo senso la speranza è strettamente connessa all’amore, perché “chi ama, spera. E come l’amore è vivere per gli altri, la speranza esige una condivisione. Prendersi cura è una cosa straordinaria in questo momento in cui spesso lamentiamo violenza, indifferenza e incuria. Prendersi cura significa osservare il dolore dell’altro e non voltarsi indietro. Significa accompagnare l’altro nel suo cammino”.
A presentare nei dettagli l’iniziativa sono state Tina Hamalaya e Nicholle Salerno, rispettivamente segretaria e delegata della Cei al Consiglio dei Giovani del Mediterraneo
Il progetto – hanno spiegato – viene proposto alle singole Conferenze episcopali e Patriarcati. Si comincia con un incontro dei giovani con i presidenti delle loro Conferenze episcopali che a loro volta lo faranno conoscere alle loro diocesi e realtà periferiche. Si costituisce in loco un gruppo di persone con lo scopo di fare il punto sulle realtà di povertà, disagio ed emarginazioni presenti; si passa infine alla fase più operativa con l’individuazione delle azioni che si vuole avviare. Ogni progetto sarà quindi inviato entro la data del 31 marzo 2025 alla segreteria generale del Consiglio dei giovani del Mediterraneo.
Patrizia Giunti, presidente della fondazione La Pira
Il progetto è rivolto in modo particolare a beneficio di emigranti, rifugiati, richiedenti asilo ma, se ritenuto utile e praticabile, lo si può estendere a tutte quelle situazioni di disagio e criticità che vedono coinvolti senza fissa dimora, famiglie in condizioni di disagio, madri in difficoltà, donne esposte alla tratta, giovani: “tutte quelle situazioni di fragilità e di condizioni di vita drammatiche, che con numeri sempre più preoccupanti, caratterizzano purtroppo la nostra società”. Ogni Chiesa, diocesi, realtà promotrice poi lo potrà “declinare” in relazione alle varie e talvolta diversissime situazioni locali. Si sono già avviate idee e gemellaggi. Come quella – ha raccontato Nicholle – tra la diocesi di Brindisi – città che si affaccia al Mediterraneo e con una lunga storia di accoglienza – e Beirut con il vicariato apostolico dei Latini, volto di un Libano, terra di migrazioni. I giovani chiedono alle Chiese del Mediterraneo di mettere l’accoglienza e la solidarietà al “centro dell’impegno giubilare”, e di “essere disponibili a dare una mano, a curare le ferite di chi ha bisogno”. Patrizia Giunti, presidente della Fondazione Giorgio La Pira, ha ricordato il pensiero dello statista fiorentino sul ‘ruolo strategico’ del Mediterraneo. “Il Mediterraneo – ha detto – è un moltiplicatore di effetti. E dunque, un Mediterraneo pacificato è un Mediterraneo che veicola nei tre continenti un modello di pace. Ma un Mediterraneo, miccia sempre accesa, è un veicolo di instabilità per l’intero pianeta”.