Settimana santa a Taranto

Presentato il nuovo gonfalone del Carmine con i dipinti di Roberto Ferri

foto Valentina Tortorella
07 Apr 2025

di Angelo Diofano

La prossima processione dei Misteri a Taranto presenterà una sostanziale novità: il nuovo gonfalone, realizzato in occasione dei 350 anni dell’arciconfraternita del Carmine. Si tratta della grande bandiera nera confraternale posta quasi all’inizio della sacra rappresentazione della Passione e Morte per le vie cittadine e che quest’anno, com’è noto, percorrerà anche le stradine della città vecchia.
La presentazione dell’opera si è svolta sabato 5 aprile mattina, nella chiesa del Carmine in una conferenza stampa coordinata da Kimberly Celestiano, consorella assistente del sodalizio tarantino.
Il particolare più significativo del nuovo gonfalone è costituito dal fatto che i due dipinti che vi appaiono (l’angelo e Gesù coronato di spine) sono stati realizzati da un artista tarantino di fama: Roberto Ferri, classe 1978, diplomatosi al liceo artistico tarantino, che vanta innumerevoli partecipazioni a personali e collettive in tutto il mondo grazie ad opere caratterizzate dall’influenza della pittura antica, nella tecnica caravaggesca, fusa con quella accademica dell’Ottocento.

“Oggi per noi è una giornata veramente importante perché abbiamo avuto la gioia di poter realizzare un progetto cui tenevamo tanto – ha esordito il priore cav. Antonello Papalia –. Inoltre, grazie al contributo del maestro Roberto Ferri, mettiamo la tarantinità al centro della nostra attività, legando questo particolare momento alla necessità dell’arricchimento del patrimonio artistico confraternale che avviene nel segno dell’innovazione della tradizione: un obbiettivo che perseguiamo da sempre. La novità del nuovo gonfalone è la presenza non di stampe serigrafate, come in quello precedente, ma di due dipinti in copie autenticate – ha continuato Papalia – Gli originali saranno esposti permanentemente nella cappella del Crocifisso, come segno di devozione e di valore artistico”.

Dal canto suo, il padre spirituale dell’arciconfraternita, mons. Marco Gerardo, ha parlato della forte carica evangelizzatrice della pietà popolare, che fa riferimento soprattutto alle immagini, come avviene appunto nelle processioni. “Il gonfalone, rappresenta l’identità stessa della confraternita e nel contempo il suo sentimento di lutto nel Venerdì Santo, il giorno della morte del Signore – ha detto –. La scelta della realizzazione della nuova opera – ha continuato – fa fondamento sulla esigenza che ogni comunità cristiana deve sforzarsi di valorizzare il proprio patrimonio artistico-culturale: quindi non solo custodirlo ma anche di accrescerlo, come ci viene insegnato nella parabola evangelica dei dieci talenti. E questo noi lo abbiamo fatto attraverso una delle tante eccellenze che Taranto è capace di offrire al mondo intero, come lo è appunto Roberto Ferri”.

“È stata veramente molto bello aver ottenuto tale importante riconoscimento dalla mia città natale, cui tengo moltissimo. Ricordo ancora con grande emozione il momento dell’arrivo della mail con cui il priore dell’arciconfraternita mi proponeva l’incarico al quale ho dedicato tutto me stesso in un lavoro durato alcuni mesi – ha detto successivamente Roberto Ferri, descrivendo l’opera, costituita da olii su tela con l’utilizzo della particolare tecnica della velatura, cioè la sovrapposizione degli strati pittorici -. Per la particolare espressività dei volti mi sono servito di due modelli, uno dei quali pugliese utilizzato per la raffigurazione dell’angelo” – ha aggiunto.
Sulla possibilità di tenere una mostra dei suoi lavori a Taranto, il maestro Ferri ha detto: “Spero proprio di farla, in quanto torno sempre molto volentieri nella mia città.

Il nuovo gonfalone è stato realizzato materialmente dalla ‘Ars Aurea’ di Gabriele Maria Cosma Baldaro, il quale ha parlato di “un’opera a dieci mani realizzata in quindici giorni”, evidenziando inoltre la particolarità dei preziosi ed elaborati fregi che adornano i due dipinti.
Il vecchio simbolo, ha infine tenuto a precisare mons. Marco Gerardo, sarà custodito nella ‘sala delle troccole’, quasi un piccolo museo dell’arciconfraternita, assieme al primo abito dell’Addolorata.

 

foto Valentina Tortorella

 

foto Valentina Tortorella

Francesco

La prima uscita di papa Francesco, dopo il ricovero

Il Santo Padre, convalescente dopo 38 giorni di ricovero, è apparso a sorpresa in piazza San Pietro per il Giubileo degli ammalati

foto Vatican media-Sir
07 Apr 2025

di Maria Michela Nicolais

“Buona domenica a tutti! Buona domenica a tutti! Grazie tante!”: sono le parole pronunciate da papa Francesco, apparso a sorpresa sul sagrato di piazza San Pietro al termine della messa per il Giubileo degli ammalati, presieduta da mons. Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per l’evangelizzazione, che poco prima aveva letto l’omelia preparata proprio dal Santo padre per l’occasione. In sedia a rotelle e con le cannule nasali, il Papa – accompagnato dal suo infermiere personale, Massimiliano Strappetti – ha percorso il tratto che lo separava dalla postazione al centro del palco. Accolto da un fragoroso applauso delle migliaia di fedeli presenti, ha poi benedetto la folla e salutato alcune persone.
Malato tra i malati, il Santo padre con questa sua prima uscita pubblica ci ha tenuto a condividere l’appuntamento giubilare che più si riferisce alla sua attuale condizione di convalescente, in cui si trova da due settimane dopo il ricovero di 38 giorni al Policlinico Gemelli per una polmonite bilaterale. Poco prima di comparire a sorpresa in piazza San Pietro – ha riferito infatti la sala stampa della Santa sede – si è unito al pellegrinaggio giubilare degli ammalati e del mondo della sanità: ha ricevuto il sacramento della riconciliazione nella basilica di San Pietro, si è raccolto in preghiera e ha attraversato la Porta Santa, pellegrino tra i pellegrini. L’ultima immagine pubblica del Papa, fino ad oggi, dopo il ricovero del 14 febbraio, risaliva al suo affaccio dal balcone del nosocomio romano, il 23 marzo, quando è stato dimesso con l’indicazione di trascorrere la convalescenza in dimissione protetta e ha fatto poi ritorno a Casa Santa Marta.

Il testo dell’omelia

“La malattia è una delle prove più difficili e dure della vita, in cui tocchiamo con mano quanto siamo fragili”, si legge nel testo preparato per l’omelia della messa in piazza San Pietro in occasione del Giubileo degli ammalati e del mondo della sanità, letto da mons. Fisichella. “Anche in questi momenti, Dio non ci lascia soli e, se ci abbandoniamo a lui, proprio là dove le nostre forze vengono meno, possiamo sperimentare la consolazione della sua presenza”, assicura Francesco: “Perciò a Lui possiamo dire e affidare il nostro dolore, sicuri di trovare compassione, vicinanza e tenerezza”. “Permettete che la presenza dei malati entri come un dono nella vostra esistenza, per guarire il vostro cuore, purificandolo da tutto ciò che non è carità e riscaldandolo con il fuoco ardente e dolce della compassione”, le parole rivolte ai medici.
“Con voi, poi, carissimi fratelli e sorelle malati, in questo momento della mia vita condivido molto: l’esperienza dell’infermità, di sentirci deboli, di dipendere dagli altri in tante cose, di aver bisogno di sostegno”, quelle indirizzate ai malati: “Non è sempre facile, però è una scuola in cui impariamo ogni giorno ad amare e a lasciarci amare, senza pretendere e senza respingere, senza rimpiangere e senza disperare, grati a Dio e ai fratelli per il bene che riceviamo, abbandonati e fiduciosi per quello che ancora deve venire”. Per Francesco, “la camera dell’ospedale e il letto dell’infermità possono essere luoghi in cui sentire la voce del Signore. Benedetto XVI – che ci ha dato una bellissima testimonianza di serenità nel tempo della sua malattia – ha scritto che ‘la misura dell’umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza’ e che ‘una società che non riesce ad accettare i sofferenti è una società crudele e disumana’. È vero: affrontare insieme la sofferenza ci rende più umani e condividere il dolore è una tappa importante di ogni cammino di santità”.
“Non releghiamo chi è fragile lontano dalla nostra vita, come purtroppo oggi a volte fa un certo tipo di mentalità, non ostracizziamo il dolore dai nostri ambienti”, l’invito finale del testo: “Facciamone piuttosto un’occasione per crescere insieme, per coltivare la speranza grazie all’amore che per primo Dio ha riversato nei nostri cuori e che, al di là di tutto, è ciò che rimane per sempre”.

Il testo dell’Angelus

Anche nel testo preparato per l’angelus il Santo padre fa cenno al suo ricovero e all’attuale convalescenza, come tempi in cui – scrive – “sento il dito di Dio e sperimento la sua carezza premurosa”. “E prego per i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari, che non sempre sono aiutati a lavorare in condizioni adeguate e, talvolta, sono perfino vittime di aggressioni”, prosegue il Papa: “La loro missione non è facile e va sostenuta e rispettata. Auspico che si investano le risorse necessarie per le cure e per la ricerca, perché i sistemi sanitari siano inclusivi e attenti ai più fragili e ai più poveri”.
“Continuiamo a pregare per la pace”, l’ennesimo appello papale: “nella martoriata Ucraina, colpita da attacchi che provocano molte vittime civili, tra cui tanti bambini. E lo stesso accade a Gaza, dove le persone sono ridotte a vivere in condizioni inimmaginabili, senza tetto, senza cibo, senza acqua pulita”. “Tacciano le armi e si riprenda il dialogo; siano liberati tutti gli ostaggi e si soccorra la popolazione!”, la richiesta di Francesco: “Preghiamo per la pace in tutto il Medio Oriente; in Sudan e Sud Sudan; nella Repubblica Democratica del Congo; in Myanmar, duramente provato anche dal terremoto; e ad Haiti, dove infuria la violenza, che alcuni giorni fa ha ucciso due religiose”.

Diocesi

Alla San Giuseppe Moscati, incontro con il cappellano del carcere minorile di Milano

07 Apr 2025

di Angelo Diofano

Lunedì 7 aprile alle ore 19.30, per la serie di appuntamenti di ‘Quaresima 2025: fatti di Speranza’, alla San Giuseppe Moscati (quartiere Paolo VI) il parroco don Marco Crispino ha invitato don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile ‘Cesare Beccaria’ di Milano e fondatore di ‘Kayros’, per parlare di ‘La speranza, questione di incontri’.

 

Eventi a Taranto e provincia

Domenica 6, la presentazione di un libro su don Giussani

Curato da Davide Prosperi, sarà oggetto di conversazione tra l’avv. Cesare Pozzoli, e l’arcivescovo emerito, mons. Filippo Santoro

ph G. Leva
05 Apr 2025

‘Luigi Giussani: una rivoluzione di sé la vita come comunione (1968-1970)’ è il titolo del libro, a cura di Davide Prosperi, edito da Rizzoli che sarà presentato domani, domenica 6 aprile, alle ore 17.30, nell’aula magna Giovanni Paolo II in piazza Santa Rita, 3.

Questo volume raccoglie per la prima volta le trascrizioni delle lezioni tenute da don Giussani ai giovani del Centro Péguy dal 1968 al 1970, nell’arco di tre anni di incontri e riflessioni intorno a una intuizione che sarà gravida di conseguenze: solo nella comunione cristiana – secondo Giussani – si può sperimentare la liberazione, cioè l’avvento di un mondo più umano.

Attento osservatore della società, don Giussani guarda al sommovimento politico, sociale e culturale portato dal Sessantotto cogliendo l’istanza profonda che sta alla base del fenomeno – il risveglio del desiderio di autenticità nella vita e di cambiamento nel mondo – e leggendo gli anni della contestazione giovanile come il crinale di un «cambiamento d’epoca» che si stava preparando già da tempo. E la forza della proposta di don Giussani si rivela intatta, se non ancora più dirompente, al giorno d’oggi, in una società segnata dall’individualismo, da un tessuto sociale sempre più logoro e da nuove tecnologie che invece di avvicinarci, nella comunione che il sacerdote auspicava, ci allontanano inesorabilmente gli uni dagli altri. 

Del libro e del patrimonio di idee lasciato da don Giussani ne parleranno l’avv. Cesare Pozzoli, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione e l’arcivescovo emerito, mons. Filippo Santoro.

L’ingresso è libero

 

Appuntamenti di Quaresima

Via Crucis della Don Bosco per le vie della parrocchia

ph G. Leva
04 Apr 2025

Venerdì 4  aprile alle ore 19.30 i salesiani della parrocchia di San Giovanni Bosco terranno la Via crucis per le vie del territorio parrocchiale. Questo l’itinerario: via Capitanata, via Calabria, via Pio XII, via Umbria, via Emilia, via Marche, corso Italia, via Giovan Giovine, via Vaccarella, via Maturi, via Plinio, via Poliziotti, via Calabria, via Capitanata.

Diocesi

Storie di re e profeti: esercizi spirituali alla Santa Maria La Nova

ph G. Leva
04 Apr 2025

di Angelo Diofano

La parrocchia di Santa Maria La Nova a Pulsano (parroco, don Davide Errico) terrà gli esercizi spirituali parrocchiali sul tema ‘Storie di re e profeti’ da lunedì 7 a mercoledì 9 aprile, guidati da padre Franco Guida, gesuita. 

Le giornate inizieranno alle ore 7 con la santa messa, proseguendo con l’adorazione al Santissimo Sacramento fino alle ore 19, quando avrà luogo la celebrazione eucaristica; alle ore 19, padre Franco Guida terrà la lectio divina.
Infine, giovedì 10, alle ore 19.30, si terrà la liturgia penitenziale con i sacerdoti della vicaria.

Ecclesia

Al Tarentum ‘Sorella Ombra’, lo spettacolo ispirato al Cantico delle creature

04 Apr 2025

Dopo il successo registrato al teatro Abeliano di Bari, approda a Taranto ‘Fratello Sole e Sorella Ombra’, lo spettacolo promosso dai frati minori di Puglia e Molise, dai frati minori di Lecce e da Oikos Mediterraneo, in occasione dell’ottavo centenario del ‘Cantico di frate sole’. L’appuntamento è per lunedì 7 aprile alle ore 19.30 al teatro Tarentum.
Lo spettacolo è una suggestiva narrazione e attualizzazione del Cantico di frate Sole di San Francesco d’Assisi, apice e sintesi della sua vita. Si tratta di un viaggio emozionante tra luci, ombre e musica che interpella lo spettatore sulle grandi domande dell’esistenza. In un tempo in cui è facile smarrire il senso profondo del vivere, ‘Fratello Sole e Sorella Ombra’ invita il pubblico a riscoprire l’essenziale. Le ombre, lontane dall’essere solo assenza di luce, diventano maestre di umanità mentre la musica, con la sua forza e delicatezza, guida in questo cammino verso l’essenziale.
In scena va uno staff eterogeneo d’eccezione con musicisti, cantanti e attori della scena pugliese noti a livello internazionale: Annacinzia Villani – voce e organetto; fra Gabriele Graniello – percussioni, piano, didgeridoo; Michele Lobaccaro – chitarra, basso e voce; Silvio Gioia – teatro d’ombre; Angel Lysimacha Mcneer e Michael Esposito – interpreti.

Info: fra Gabriele Graniello, cell. 393 1174974.

 

Diocesi

Il calendario delle celebrazioni dell’arcivescovo Ciro Miniero per la Settimana Santa

04 Apr 2025

Pubblichiamo di seguito il calendario delle celebrazioni dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero per la Settimana Santa:

Domenica delle Palme e della Passione del Signore (13 aprile)

Alle ore 9.50 l’arcivescovo mons. Ciro Miniero, presiederà la  commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme con la benedizione dei rami di ulivo e di palma presso il cortile del palazzo arcivescovile.

Alle ore 11.30  l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme e la santa messa nella concattedrale ‘Gran Madre Dio’.

Giovedì Santo (17 aprile)

 Alle ore 10 l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la santa messa del Crisma nella concattedrale ‘Gran Madre di Dio’ durante la quale i presbiteri rinnoveranno le promesse sacerdotali e saranno benedetti gli olii degli infermi e dei catecumeni e consacrato il Sacro Crisma per la celebrazione dei sacramenti nel corso dell’anno.

 Alle ore 18 nella basilica cattedrale di San Cataldo, l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la santa messa nella Cena del Signore. Durante la celebrazione avrà luogo il rito della lavanda dei piedi e la solenne reposizione del Santissimo Sacramento per l’adorazione dei fedeli.

Venerdì Santo (18 aprile)

Alle ore 18 nella concattedrale ‘Gran Madre di Dio’. l’arcivescovo metropolita di mons. Ciro Miniero presiederà la celebrazione della Passione del Signore.

Veglia pasquale nella Notte Santa (19 aprile)

Sabato 19 aprile alle ore 22 l’arcivescovo metropolita mons. Ciro Miniero presiederà la veglia pasquale nella notte santa nella concattedrale ‘Gran Madre di Dio’ durante la quale  saranno conferiti i Sacramenti dell’Iniziazione cristiana ad un adulto.

Pasqua di RisurrezioneMessa del giorno (20 aprile)

Domenica 20 aprile alle ore 11.30  l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la santa messa del giorno nella concattedrale ‘Gran Madre di Dio’. Al termine della celebrazione egli impartirà la benedizione papale con l’indulgenza plenaria.

Sport

DueMariRun, il primo test per la maratona aspettando i Giochi del Mediterraneo

04 Apr 2025

di Paolo Arrivo

Lo sport ionico in fermento. Gli eventi non sono tanti, in verità, ma fatti oggetto di valorizzazione, nella città dei due mari: questo fine settimana, sulle strade cittadine, si correrà la DueMariRun. Si tratta della seconda edizione, dopo quella realizzata sei mesi fa. Un successo in termini di pubblico e di partecipanti. Che va replicato sicuramente.

DueMariRun 2025

Terza tappa del circuito Corripuglia, quarta del Gran Prix provinciale “Sulle strade dello Jonio”, la gara podistica Fidal è organizzata dalla Asd Nuova Atletica Taranto. Attraverserà la città con partenza e arrivo in viale Virgilio. Al di là dell’aspetto agonistico va sottolineata la cura sul piano ambientale e della sostenibilità. Infatti, DueMariRun sarà una gara a impatto zero, grazie alla collaborazione con Plastic Free. Al posto delle bottiglie di plastica, nei punti di ristoro verranno infatti utilizzati bicchieri compostabili, che verranno raccolti dai volontari dell’organizzazione. Lo ha sottolineato il presidente della Nuova Atletica Taranto Vincenzo De Benedetto.

L’auspicio è che possa essere una bella mattinata di sport, quella di domenica 6 aprile, nella città dei due mari. Per la società organizzatrice si tratta di un’altra sfida importante. Va ricordato che la Nuova Atletica Taranto è una giovane realtà, nata meno di due anni fa. Un progetto ambizioso il cui motto è “Siate vento e mai bandiere”.

Verso i Giochi del Mediterraneo

“La gara di domenica prossima è importante perché è un test per la prossima maratona. La Regione Puglia è in campo per supportare tutte le realtà sportive pugliesi, tutti i giorni: la strada che stiamo seguendo è quella di Taranto Capitale dello Sport 2025, di Puglia Regione Europea dello Sport 2026 fino ad arrivare ai prossimi Giochi del Mediterraneo”. Così Vincenzo Di Gregorio intervenendo alla conferenza stampa di presentazione tenutasi la scorsa settimana. Il consigliere regionale è consapevole di quanto la strada sia in salita: “È un lavoro duro, ma bisogna fare rete e continuare a lavorare”.

In questo percorso si colloca la DueMariRun. Una tappa propedeutica alla maratona, ribadiamo: la regina dell’atletica leggera è un evento straordinario, che ha ricadute positive per il territorio, in termini economici. Perché tanti atleti può ospitare. E mettere in mostra le bellezze di Taranto, ha evidenziato il delegato provinciale Fidal Marcello De Cesare. I Giochi bussano alla porta, ormai. E bisogna andare “di corsa”. Ovvero spediti verso la meta, come faranno gli atleti della DueMariRun.

I possibili disagi

La gara podistica comporterà delle modifiche alla viabilità. È il Comune di Taranto a informare la cittadinanza, con una ordinanza, che prevede interdizioni temporanee alla circolazione e alla sosta veicolare lungo la sosta di gara, nella mattinata di domenica. Per conoscere quali sono le vie interessate rimandiamo il lettore alla stessa ordinanza. A tutti gli automobilisti, potremmo aggiungere, va raccomandata una giusta dose di pazienza.

Cammino sinodale

Assemblea sinodale: il testo finale a fine ottobre

ph Siciliani Gennari-Sir
04 Apr 2025

Il documento finale della seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia verrà votato il 25 ottobre, in occasione del Giubileo delle équipe sinodali e degli organismi di partecipazione. Farà seguito la fase di ricezione. È quanto si legge nella mozione votata e approvata dai circa mille partecipanti che si sono riuniti in questi giorni per esaminare le 50 ‘proposizioni’ che hanno fatto da sfondo ai lavori. Nel Consiglio episcopale permanente di mercoledì 2 sera, inoltre, è stato approvato all’unanimità il rinvio a novembre dell’Assemblea della Cei di maggio. “Cogliendo la ricchezza della condivisione – si legge nella mozione – questa Assemblea stabilisce che il testo delle Proposizioni, dal titolo ‘Perché la gioia sia piena’, venga affidato alla presidenza del Comitato nazionale del Cammino sinodale perché, con il supporto del Comitato e dei facilitatori dei gruppi di studio, provveda alla redazione finale accogliendo emendamenti, priorità e contributi emersi”.

Il bilancio dei lavori
“In queste giornate assembleari sono emerse sottolineature, esperienze, criticità e risorse che segnano la vita e la vitalità delle Chiese in Italia, con uno sguardo partecipe e responsabile”, il bilancio stilato da mons. Erio Castellucci, presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale: “L’Assemblea di martedì mattina e le moltissime proposte di emendamento avanzate dai 28 gruppi richiedono un ripensamento globale del testo e non solo l’aggiustamento di alcune sue parti”, ha spiegato Castellucci: “i gruppi in queste due mezze giornate hanno lavorato molto bene, intensamente e creativamente, ritrovando nel testo talvolta anche ricchezze che non emergevano ad una prima lettura, e hanno integrato e corretto il testo; che tuttavia non si presenta ancora maturo”. “È stata definita da alcuni un’Assemblea ribelle, ma è stata piuttosto un’Assemblea viva: critica, leale, appassionata per la Chiesa e la sua missione”, la lettura del vescovo, che ha fatto notare come il percorso sinodale “rappresenta una novità per le Chiese del nostro Paese”.

Il messaggio al Papa e il briefing
“Una palestra di sinodalità, che ci ha insegnato uno stile da mantenere anche in futuro”: così i quasi mille partecipanti descrivono a papa Francesco, in un messaggio, le quattro giornate romane, definite dal card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, durante il briefing finale con i giornalisti “una bella testimonianza di comunione”: “Siamo una Chiesa viva, e abbiamo voglia di vivere”. “L’Assemblea è stata caratterizzata da una vivacità prorompente, da una grande libertà ma anche da un grande senso ecclesiale”, ha commentato Zuppi: “Sarebbe stato fuori della storia e contro la comunione rispettare tappe che non corrispondono alla vita, alla storia, alle necessità delle nostre comunità. Nell’esaminare le Proposizioni, l’Assemblea ha ritenuto più opportuno avere un tempo congruo di maturazione, e da qui è nata la decisione presa all’unanimità dal Consiglio permanente. C’è una grande attesa di tradurre questo testo in scelte, per prendere decisioni ancora più profonde che riguardano il futuro della Chiesa”. “Occorre più tempo, soprattutto per affrontare meglio alcune questioni”, gli ha fatto eco mons. Valentino Bulgarelli, segretario del Comitato. Secondo Zuppi, “tra i partecipanti ha prevalso il desiderio di creatività, di farsi guidare dalla realtà e non da schemi prefissati”. “Avremmo preferito tutti quanti che venisse rispettato il calendario che ci eravamo dati – ha poi osservato –, ma non basta fissare un calendario e stabilire un organigramma più o meno puntuale, perché prevale la necessità di procedere in modo sinodale”. “È stata una lezione che si cerca di imparare”, ha aggiunto Castellucci: “in me resta la gioia di aver visto un’Assemblea che esprime in maniera quasi unanime l’attesa di qualcosa di più avanzato in senso evangelico”.

Le priorità
Tra i temi giudicati prioritari e maggiormente emendati delle 50 Proposizioni, c’è quello del ruolo delle donne all’interno della corresponsabilità missionaria e della guida delle comunità ecclesiali. Lo ha rivelato Pierpaolo Triani, della presidenza del Comitato nazionale del Cammino sinodale, durante il briefing. Il tema, ha spiegato, si trova nella terza sezione del documento, che contiene 16 Proposizioni ed è stato esaminato da 10 gruppi di lavoro. Nove su dieci di essi hanno indicato, tra le quattro priorità da affrontare, il tema della “responsabilità ecclesiale e pastorale delle donne”. Altre priorità indicate dai gruppi di lavoro di questa sezione: l’obbligatorietà dei Consigli pastorali (8 gruppi su 10) e la riconfigurazione territoriale per una pastorale condivisa, con la possibilità di una “guida sinodale” delle comunità (7 su 10). Nella prima sezione delle Proposizioni esaminate dall’Assemblea, ha reso noto il relatore, 25 Proposizioni riguardavano il “rinnovamento sinodale e missionario della mentalità e della prassi pastorale”. Tra le quattro priorità, 8 gruppi di lavoro su 10 hanno indicato la Proposizione n. 5, sull’accompagnamento delle persone “in situazione affettiva particolare”, e la Proposizione n. 6, sulle Chiese locali e gli ambienti educativi. Sette gruppi su 10 hanno segnalato invece come prioritario l’accompagnamento personale dei giovani, 6 su 10 la cura delle persone fragili nelle Chiese locali. Nella seconda sezione delle Proposizioni, 8 gruppi su 8 hanno segnalato la necessità di “formare la maturità della fede attraverso la Parola di Dio” e un “percorso nazionale rinnovato dell’iniziazione cristiana”, mentre 6 gruppi su 8 hanno indicato come prioritaria la formazione integrale dei formatori.

Diocesi

‘Crocevia’ alla basilica di San Martino a Martina Franca

04 Apr 2025

Lunedì 7 aprile in San Martino, a Martina Franca, a cura della medesima basilica e della confraternita Natività e Dolori, alle ore 20 avrà luogo ‘Crocevia’, azione teatrale intorno alla Croce, su idea di Paolo Elettrico e Concetta Vitale realizzata dai giovanissimi della parrocchia di Santa Maria Goretti di Crispiano.