Card. Zuppi: “Non ci rassegniamo davanti alla realtà malata della società”

ph Siciliani Gennari-Sir
01 Apr 2025

“Oggi torniamo qui dove tutto era iniziato: nella sede di Pietro, il 30 gennaio 2021, quando rivolgendosi all’Ufficio catechistico nazionale, il Papa ci incoraggiò a intraprendere in modo deciso il Cammino sinodale. Lo ringraziamo per l’attenzione paterna che sempre rivolge alle Chiese in Italia e gli assicuriamo la nostra preghiera per la sua salute”. Nell’introdurre la seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia – dopo la prima svoltasi a novembre nella basilica di San Paolo fuori le mura – il primo pensiero del card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei è andato al Santo padre, che sta trascorrendo la convalescenza a Casa Santa Marta, dopo il ricovero di 38 giorni al policlinico Gemelli per una polmonite bilaterale. E pur non essendo presente, papa Francesco ha voluto inviare un messaggio ai mille partecipanti, tra vescovi delegati delle diocesi e invitati.

ph Siciliani Gennari-Sir

“La gioia cristiana non è mai esclusiva, ma sempre inclusiva, è per tutti – vi si legge -. È dono di Dio; non è una facile allegria, non nasce da comode soluzioni ai problemi, non evita la croce, ma sgorga dalla certezza che il Signore non ci lascia mai soli. Ne ho fatto esperienza anch’io nel ricovero in ospedale, e ora in questo tempo di convalescenza”.
“La Chiesa non è fatta di maggioranze o di minoranze” avverte Francesco esortando la Chiesa italiana a lasciarsi guidare “dall’armonia creativa che è generata dallo Spirito Santo”. In un mondo “attratto dalla forza di un io che si impone e risolve, con sintesi che a volte appaiono grottesche, altre preoccupanti e pericolose”, la gioia cristiana “è comunitaria, ecclesiale, non per élite di Chiesa, ma finalmente al plurale e per tutti”, l’affresco del presidente della Cei. Perché “non c’è gioia cristiana senza inserimento pieno nella storia, senza coinvolgimento attivo nelle vicende della gente, senza lettura dei segni dei tempi, senza amore per tutti, soprattutto per quanti si trovano relegati, loro malgrado, nelle periferie esistenziali”. “La gioia che vogliamo annunciare è nostra nel senso che è di tutta la Chiesa ed è anche aperta, offerta con rara gratuità a ogni donna e uomo di questo nostro tempo”, ha proseguito Zuppi, secondo il quale “un primo risultato del Cammino sinodale è stato lo stile dell’ascolto ecclesiale, a cui è corrisposta la libertà di chi si è espresso sentendosi partecipe e accolto. Non dovremo perdere questo slancio anche in futuro”.

“Tutti noi sappiamo che sono le persone a cambiare le strutture, e non viceversa”, la consegna per questa fase finale: “Non ci sottrarremo certo alla responsabilità di cambiare le procedure, a livello diocesano, regionale e anche nazionale, se lo riterremo necessario: ma non perdiamo l’orizzonte spirituale entro cui ci muoviamo”.
“Non ci rassegniamo davanti alla realtà malata della società, come se non si avesse niente da dire o da dare”, ha affermato Zuppi: “Dalla fraternità dei pochi alla fraternità senza confini. Questo è il mio augurio: che alla fine di questa Seconda Assemblea sinodale delle Chiese che sono in Italia tutti insieme si possa dire che costruiamo comunità aperte, piene di Dio e di umanità”.

“La nostra Chiesa è viva”, ha detto mons. Erio Castellucci, presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale, tracciando un bilancio dei i frutti del Cammino sinodale già maturati e presentando le ‘proposizioni’ che verranno votate nella seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia, per poi fare da base al documento finale che uscirà dalla prossima assemblea della Cei di maggio: “certo in forme diverse rispetto al passato anche recente, ma è comunque viva, non sta vegetando, non si trova in uno stadio terminale; semplicemente sta cercando di ascoltare la voce dello Spirito, che reclama modalità di presenza e azione rinnovate.
Né facili entusiasmi che preconizzino una nuova primavera della Chiesa, né facili scoraggiamenti che annuncino un declino inevitabile”,
la sintesi di Castellucci, secondo il quale “chi ha preso parte, in qualsiasi modo, al Cammino sinodale, adotta piuttosto un sano realismo, a partire da un dato di fede: lo Spirito del Signore Risorto non si è ritirato a vita privata, ma continua a soffiare nella vita normale delle nostre comunità. Questa quotidiana trama di bene, che sfugge alle statistiche, è anche la ricchezza più grande – e spesso nascosta – rilevata nei quattro anni sinodali”.

“Snellire: alleggerire quanto è diventato troppo pesante per camminare insieme”: così Lucia Capuzzi, membro del Comitato nazionale del Cammino sinodale, ha sintetizzato la suggestione dell’ultima fase del percorso. “Lungi dal rimpiangere un potere e un prestigio mondani perduti, i grandi numeri e le impalcature imponenti, l’interrogativo che, con cuore sincero, ci poniamo è come e cosa dobbiamo cambiare nelle forme storiche e nello stile per continuare, in quest’epoca, a rendere ragione della nostra speranza”, ha spiegato ripercorrendo le tre fasi del Cammino sinodale – narrativa, sapienziale e profetica – finalizzate a dare corpo alle intuizioni di papa Francesco nella Evangelii gaudium: “una Chiesa evangelica, accogliente e ospitale, attenta più alle relazioni e alla testimonianza che alla conservazione delle strutture. Una Chiesa determinata a un’opzione preferenziale per i poveri. Una Chiesa capace di contrastare l’iniquità, di ricucire le relazioni rotte e i fili spezzati di un mondo in frantumi. Di farsi strumento di pace mentre infuria la guerra e si moltiplicano i fronti. Di tessere alleanze buone con tutte le donne e gli uomini di buona volontà, di diverse appartenenze religiose e culturali, per farsi promotrice di fraternità. Per forgiare insieme alternative di vita umane e umanizzanti mentre la disumanità avanza”.

 

La Giornata giubilare parrocchiale della Don Bosco di Taranto

foto Salvatore Catapano
01 Apr 2025

di Salvatore Catapano

La parrocchia Don Bosco di Taranto ha vissuto una giornata intensa e significativa in occasione della Giornata giubilare parrocchiale, un momento di condivisione e di preghiera che ha coinvolto tutta la comunità in un’esperienza di fede e di fraternità.

La giornata è iniziata con la partecipazione dei fedeli, adulti, giovani, ragazzi e bambini, ai diversi momenti di catechesi e alla liturgia penitenziale. I gruppi sono stati suddivisi in base all’età, offrendo così un’opportunità di riflessione e di spiritualità adatta a ciascuna fascia della comunità. Un’occasione di crescita personale e comunitaria, dove ciascuno ha potuto avvicinarsi alla Parola di Dio e prepararsi interiormente al momento giubilare.

Al termine della mattinata, tutti i partecipanti si sono ritrovati per un pranzo condiviso, un momento di convivialità che ha rafforzato il legame di comunità. La tavola, simbolo di unione, ha rappresentato un luogo di fraternità, dove si è potuto scambiare non solo il cibo, ma anche pensieri e gioia, sotto lo sguardo attento di Don Bosco.

Nel pomeriggio, il pellegrinaggio alla porta giubilare della Concattedrale: numerosi fedeli delle parrocchie della vicaria (Madonna della Fiducia, Sacro Cuore, San PioX e San Roberto Bellarmino), hanno partecipato con fervore a questo cammino di fede, simbolo di una Chiesa che si fa pellegrina, che cerca il perdono e si apre alla misericordia di Dio. Un pellegrinaggio che ha unito diverse realtà parrocchiali in un unico grande abbraccio spirituale.

La giornata si è conclusa con la santa messa celebrata da mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta, che ha sottolineato l’importanza di vivere ogni giorno l’invito del giubileo non solo a perdonare ma a condonare: solo così l’esperienza vissuta non rimarrà il ricordo di una sola giornata ma diverrà un’opportunità di conversione e di misericordia. Dunque, un momento forte di preghiera, che ha visto la partecipazione attiva e devota di tutta la comunità.

La Giornata giubilare parrocchiale è stata, senza dubbio, un momento significativo di fede, di riflessione e di condivisione, che ha fortemente unito la comunità di Taranto nella bellezza della Chiesa che cammina insieme, vivendo la misericordia e la gioia del Vangelo. Un’esperienza che ha lasciato nei cuori dei partecipanti il segno di una rinnovata speranza e di un amore fraterno che si rafforza nella fede.

Un grazie particolare alle suore Figlie di Maria Ausiliatrice che hanno messo a disposizione i loro spazi per la buona riuscita dell’esperienza e tutti coloro che si sono impegnati.

 

foto Salvatore Catapano

 

foto Salvatore Catapano

Diocesi

‘Guarire dalle ferite dell’anima’, esercizi spirituali alla Madonna della Sanità

01 Apr 2025

Da mercoledì 2 a venerdì 4 aprile al santuario della Madonna della Sanità, a Martina Franca, si terranno gli esercizi spirituali di comunità sul tema ‘Le ferite dell’anima – Signore, se vuoi, puoi purificarmi’
Invitato dal parroco don Damiano Nigro, terrà le meditazioni mons. Emanuele Ferro, parroco della basilica cattedrale di San Cataldo, portavoce dell’arcidiocesi e direttore di ‘Nuovo Dialogo’.

Settimana santa a Taranto

Concorso ‘la Lunga notte della Madre’, esposizione delle foto vincitrici

01 Apr 2025

di Angelo Diofano

Nell’ambito delle attività culturali relative alla Settimana Santa, la confraternita SS. Addolorata (priore, Giancarlo Roberti) terrà in San Domenico dal 2 al 4 aprile la mostra fotografica con le immagini vincitrici del concorso fotografico dal titolo ‘La lunga notte della Madre’. Saranno esposte anche le opere più significative partecipanti alla medesima iniziativa, organizzata da tre anni dal medesimo sodalizio, assieme ai simboli antichi ed odierni del pellegrinaggio dell’Addolorata del Giovedì Santo. Sono previste anche mostre in tema di alcuni fotografi locali in altre chiese della città vecchia: ai Santi Medici, Giovanni Ottomano; in San Giuseppe, Daniela Battista; alla Madonna della Salute, Christian Attanasio; nella cripta di San Cataldo, Arturo Russo. Inoltre nel chiostro del conservatorio musicale ‘G. Paisiello’ (ex  convento San Michele) si terrà la mostra ‘Il Cuore della Madre’, costituita dalle opere realizzate dagli studenti del liceo artistico Calò di Taranto.

Le mostre saranno visitabili dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 20.

Nell’ottica della sensibilizzazione e di un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni ai riti e alle tradizioni della Settimana Santa, la confraternita ha invitato alle varie esposizioni, le scuole, che hanno volentieri prenotato la loro partecipazione. Nell’ambito dei ‘pcto’ gli studenti del liceo artistico Calò accompagneranno le varie scolaresche alla scoperta della città vecchia, completando la visita con riferimenti storici e culturali, mentre quelli dell’ites ‘Pitagora’ offriranno un servizio di guida in lingua inglese ai turisti che visiteranno la mostra in San Domenico.