Unione europea

Ue: a 75 anni dalla Dichiarazione Schuman

È più che mai necessario mettere in luce pur con il linguaggio di oggi l’anima dell’Europa, i valori e gli ideali che erano alla sua origine

08 Mag 2025

di Paolo Bustaffa

“La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano. Il contributo che un’Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche”: si apre con queste parole la dichiarazione Schuman. Era il 9 maggio 1950 quando a Parigi nel ‘Salone dell’orologio’ del ministero degli Affari esteri il documento veniva presentato dallo stesso Robert Schuman. Sono trascorsi 75 anni e queste parole se negli scorsi decenni hanno trovato attuazione all’inizio del percorso comunitario non trovano riscontro o lo trovano in piccola parte.
Perché allora fare memoria della Dichiarazione, perché fare memoria di colui che l’ha scritta e per il quale è in corso il processo di beatificazione? Perché fare memoria di quanti hanno condiviso e iniziato a tradurre in realtà il ‘sogno’ europeo? La complessità di oggi rende difficile se non impossibile richiamare il valore educativo della memoria europea.
Eppure, non se ne può fare a meno a patto di non ridurla a nostalgia, a narrazione fredda di fatti storici, oppure a insipide ovvietà.
Invece non se ne può fare per non tradire il futuro. È più che mai necessario mettere in luce pur con il linguaggio di oggi l’anima dell’Europa, i valori e gli ideali che erano alla sua origine subito dopo la seconda inutile strage mondiale.
Valori e ideali che hanno profonde radici nel cristianesimo, in quel dialogo tra fede e ragione che è scuola di una laicità che rispetta ed è rispettata. Una laicità che ha fatto dell’Europa ‘l’unità delle diversità’.

Sono trascorsi 75 anni e il cammino appare interrotto, non si vedono oggi profili politici, umani e spirituali come quelli dei padri e dei loro immediati successori. Neppure si vede una grande passione popolare europea. Dalla dichiarazione Schuman viene a questo punto un segnale di speranza: “L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”.
Chiaro l’invito a non stancarsi di pensare Unione europea rinnovata, di rimuovere quelle pietre d’inciampo che gli egoismi nazionali hanno posto e pongono sul suo cammino.
Non c’è in gioco solo il suo futuro ma il futuro del mondo è in bilico.
Con questa preoccupazione Schuman scriveva: “l’Europa sarà in grado di proseguire nella realizzazione di uno dei suoi compiti essenziali: lo sviluppo del continente africano”.
Questo purtroppo non è avvenuto o è avvenuto in minima parte mentre si è dato spazio a una rincorsa alle armi che non è la difesa comune europea pensata come frutto di una politica fondata su valori e non su una cultura bellicista.
La strada è ancora lunga e difficoltosa ma rinunciare a percorrerla sarebbe tradire il futuro. A coloro che negli ultimi tempi della sua vita, chiedevano a Robert Schuman cosa fosse meglio fare di fronte agli errori e ai ritardi si sentivano rispondere “Continuer, continuer, continuer…” nella direzione della pace, della solidarietà, del bene comune.
Del “sogno” di Schuman parlò papa Francesco nel ricevere il premio Carlo Magno il 6 maggio 2016 in Vaticano e così, nove anni fa, così concluse il discorso: “Sogno un’Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stato la sua ultima utopia”.

Gaza sotto assedio

Striscia di Gaza, padre Gabriel Romanelli: “Bombardamenti ovunque, manca di tutto”

ph Afp-Sir
08 Mag 2025

di Daniele Rocchi

“La situazione continua a essere molto grave. Ci sono bombardamenti tutto il giorno e anche nella zona della parrocchia, qui a Gaza City. Delle schegge di bombe sono cadute all’interno di alcune nostre strutture ma grazie a Dio non ci sono stati feriti. Stiamo tutti bene”. Da Gaza, a parlare è il parroco della parrocchia latina della sacra Famiglia, padre Gabriel Romanelli. A preoccupare adesso sono anche le notizie di un’ulteriore intensificazione del conflitto armato e l’approvazione da parte di Israele di un un piano per occupare l’intera Striscia con il conseguente sfollamento di centinaia di migliaia di palestinesi.

foto Afp-Sir

“Da oltre due mesi – dice il parroco, missionario di origini argentine – non arrivano aiuti umanitari all’interno della Striscia di Gaza e la popolazione è allo stremo. Mancano, cibo, acqua, medicine. In giro si vedono lunghe file di gente in attesa di prendere qualche litro di acqua potabile e qualche razione di cibo”. In questa situazione la piccola parrocchia, l’unica cattolica della Striscia, continua ad essere “una vera e propria oasi di pace e di aiuto per tutti, nessuno escluso”. Ricorda padre Gabriel: “Come parrocchia cerchiamo di fare il possibile per sostenere, sin dallo scoppio della guerra, migliaia di famiglie che vivono in quel che resta del nostro quartiere. Stiamo utilizzando l’aiuto che abbiamo avuto dal Patriarcato latino di Gerusalemme, grazie all’impegno del patriarca, card. Pierbattista Pizzaballa. Adesso stiamo razionalizzando il cibo così da continuare ad aiutare le famiglie più in difficoltà. Siamo riusciti a purificare l’acqua che preleviamo all’interno della parrocchia ma i bisogni restano enormi. In parrocchia al momento ci sono circa 500 rifugiati della comunità cristiana locale oltre a numerosi bambini disabili custoditi dalle suore di Madre Teresa”. “Tutto intorno la desolazione – aggiunge il parroco – nulla fa pensare ad un cessate il fuoco e al rilascio degli ostaggi. Niente induce la popolazione locale a sperare di poter restare nella propria terra e a ricostruire la propria vita. Con la piccola comunità cristiana rifugiata cerchiamo di alimentare la speranza attraverso la condivisione materiale e spirituale. Preghiamo ogni giorno, lavoriamo con i gruppi dei giovani, delle famiglie, facciamo formazione cristiana, leggiamo la Bibbia, prendiamo esempio dalla vita dei santi, animiamo l’oratorio dei più piccoli, ma sempre all’interno della parrocchia per motivi di sicurezza”.

Gaza, parrocchia Sacra Famiglia -foto Ilquddas Ara

Infine l’ennesimo, accorato, appello dalla piccola comunità cristiana gazawa, tanto amata da papa Francesco: “A tutti gli uomini e le donne di buona volontà sparsi nel mondo chiediamo di lavorare e pregare per la pace. Uniti chiediamo a Dio che ci conceda e questo dono, che ponga fine a questa guerra e che ci sia pace per israeliani e palestinesi. Uniamo la nostra preghiera a quella della Chiesa universale per l’imminente Conclave. Che lo Spirito Santo scenda con potenza sui cardinali chiamati ad eleggere il successore di Pietro”.

 

Conclave

15 cose da sapere sul Conclave per eleggere il Papa

ph Vatican media-Sir
08 Mag 2025

C’è un luogo, nel cuore del Vaticano, dove il silenzio parla più di ogni parola, dove ogni gesto è regolato da secoli di tradizione e ogni decisione pesa sulla storia della Chiesa. Il conclave non è solo un rito: è un mondo chiuso e solenne, denso di simboli, regole, segreti e curiosità che raccontano molto più di quanto si immagini.
Dalla serratura che dà il nome alla clausura, alle fumate rese leggibili con la chimica; dalle sedi storiche fuori Roma agli episodi di tensione tra cardinali, fino all’attuale quorum necessario per eleggere il nuovo Papa: in questo viaggio in quindici tappe scopriamo i volti meno noti di un’elezione che resta unica al mondo.

foto Benotti-Sir

L’origine del termine “conclave”
Il termine “conclave” deriva dal latino cum clave, cioè “con chiave”. La parola nasce durante il conclave di Viterbo (1268-1271), il più lungo della storia, durato 1.006 giorni. Esasperati dall’attesa, gli abitanti rinchiusero i cardinali nel Palazzo dei Papi, sprangando le porte a chiave e razionando il vitto per accelerare l’elezione. Da qui il termine e la consuetudine della clausura.

Il conclave più lungo e quello più breve
Il conclave più lungo si tenne a Viterbo tra il 1268 e il 1271, con quasi tre anni di stallo prima dell’elezione di Gregorio X, un record mai eguagliato. Il più breve avvenne nel 1503: l’elezione di Giulio II fu completata in un solo scrutinio in circa un giorno, grazie a un consenso preesistente tra i cardinali, rendendolo uno dei conclavi più rapidi della storia.

Il conclave più lungo e le sue conseguenze
Al termine del conclave di Viterbo fu eletto Gregorio X, che con la costituzione “Ubi Periculum” (1274) stabilì regole stringenti per l’elezione del pontefice: clausura assoluta, riduzione progressiva del vitto e isolamento totale. Queste norme, nate da quell’esperienza estrema, regolano ancora oggi i conclavi.

foto Benotti-Sir

Cosa contiene la scheda di voto
Ogni cardinale riceve una scheda con la formula latina:
Eligo in Summum Pontificem
(“Scelgo come Sommo Pontefice”)

Il giuramento personale
Prima di deporre la scheda nell’urna, il cardinale pronuncia:
Testor Christum Dominum, qui me iudicaturus est, me eligere in Summum Pontificem eum, quem secundum Deum iudico eligi debere
(“Attesto davanti a Cristo Signore, che mi giudicherà, di eleggere come Sommo Pontefice colui che secondo Dio ritengo debba essere eletto”)

Come si svolge la votazione
Il rito della votazione avviene in tre fasi: preparazione, scrutinio e accettazione. Ogni cardinale, a turno, si reca all’altare sotto l’affresco del Giudizio Universale, tiene in alto la scheda ripiegata e la deposita nell’urna pronunciando il giuramento. Al termine, tre scrutatori estraggono le schede, le leggono ad alta voce e registrano i voti. Se nessuno raggiunge il quorum, le schede vengono bruciate con sostanze che producono fumata nera. In caso di elezione valida, si produce la fumata bianca. Segue l’accettazione da parte dell’eletto e la scelta del nome papale.

Qual è il quorum richiesto
Perché un candidato sia eletto Papa, deve ottenere la maggioranza qualificata dei due terzi dei voti. Attualmente i cardinali elettori aventi diritto al voto sono 133, pertanto il quorum è fissato a 89 voti. Questo requisito garantisce un’ampia convergenza ed evita elezioni decise da esigue maggioranze.

foto Sir

Conclavi recenti: numero di scrutini e durata
• 1958 – Giovanni XXIII: 11 scrutini in 4 giorni
• 1963 – Paolo VI: 6 scrutini in 3 giorni
• 1978 (agosto) – Giovanni Paolo I: 4 scrutini in 2 giorni
• 1978 (ottobre) – Giovanni Paolo II: 8 scrutini in 3 giorni
• 2005 – Benedetto XVI: 4 scrutini in 2 giorni
• 2013 – Francesco: 5 scrutini (più uno nullo) in circa 36 ore

Episodi di tensione e conflitto
Il conclave del maggio 1605, che elesse Leone XI, fu segnato da forti tensioni, con scontri verbali e probabilmente fisici tra cardinali, a causa di rivalità politiche tra fazioni. Sebbene non vi siano prove definitive di feriti, l’episodio riflette il clima conflittuale di alcuni conclavi storici.

L’influenza delle potenze straniere
Per secoli, le monarchie cattoliche esercitarono il diritto di veto. Nel 1655, la Spagna bloccò l’elezione del cardinale Sacchetti, considerato troppo vicino alla Francia. Questi interventi, aboliti ufficialmente nel 1904 da Pio X, dimostrano quanto il conclave fosse un evento cruciale nella politica europea.

Le sedi alternative del conclave
Sebbene oggi sia associato alla Cappella Sistina, in passato i conclavi si sono svolti in città come Viterbo, Perugia, Avignone e Venezia. Nel 1823, il conclave che elesse Leone XII si tenne al Quirinale, a causa delle precarie condizioni igieniche del Vaticano.

Vita in clausura: cosa possono (e non possono) fare i cardinali
• Niente telefoni, internet, radio o giornali
• Isolamento totale dal mondo esterno
• Alloggio nella Domus Sanctae Marthae
• Spostamenti limitati alla Cappella Sistina per le votazioni
• Stanze bonificate contro intercettazioni e dispositivi elettronici

foto Benotti-Sir

L’evoluzione delle fumate
In passato, le fumate erano spesso ambigue a causa della scarsa qualità dei materiali. Oggi, grazie a reagenti chimici, la fumata bianca (elezione) e quella nera (nessuna elezione) sono chiaramente distinguibili, garantendo una comunicazione immediata e visibile in mondovisione.
Per quanto riguarda gli orari orientativi delle fumate, quelle mattutine saranno dopo le 10.30 (se la fumata è bianca) e dopo le 12.30. Alle 12.30 è previsto il rientro a Casa Santa Marta per il pranzo, dopo il quale, alle 15.45, i cardinali elettori si avvieranno nuovamente verso il Palazzo apostolico, dove si ritireranno nella Sistina per poi cominciare, al termine dei vespri, le operazioni di voto. Gli orari orientativi delle fumate pomeridiane sono intorno alle 17.30 (se la fumata è bianca) e intorno alle 19.

Età e provenienza dei papi: due estremi, una sola Chiesa
• Il più giovane: Giovanni XII, eletto a 18 anni
• Uno dei più anziani: Celestino V, circa 85 anni
• Per secoli solo italiani, poi il mondo:
– Polonia: Giovanni Paolo II
– Germania: Benedetto XVI
– Argentina: Papa Francesco

Può essere eletto un laico?
Tecnicamente sì: ogni battezzato maschio può diventare papa. Se non è vescovo, deve essere ordinato sacerdote e vescovo subito dopo l’elezione. Tuttavia, dal XVI secolo, tutti i papi sono stati scelti tra i cardinali.

I nomi papali e le loro rarità
Alcuni nomi sono stati usati spesso: Giovanni (21 volte), Gregorio (16), Benedetto (16). Altri, come Lando, solo una volta. La scelta del nome è simbolica, richiamando la missione del nuovo pontefice o figure ecclesiali di riferimento.

Lo sapevi che…?
• Il termine “conclave” fu usato per la prima volta in un documento ufficiale solo nel XIV secolo.
• Alcuni conclavi si svolsero con cardinali in abiti civili a causa di guerre o fughe improvvise.
• Papa Celestino V, eletto nel 1294, fu l’unico pontefice a stabilire formalmente che un papa potesse dimettersi.
• I cardinali votano con penne stilografiche identiche, fornite dal Vaticano.
• Durante il conclave del 1846, i romani offrirono gelati ai cardinali… per alleviare il caldo estivo.

Conclave

Conclave: la prima fumata è nera

45mila fedeli in attesa a piazza San Pietro

foto Sir
08 Mag 2025

La prima fumata del comignolo della Cappella Sistina, dove da questo pomeriggio i 133 cardinali elettori sono riuniti per eleggere il nuovo papa, è nera. Alle 21 precise infatti si è visto chiaramente uscire il fumo nero, segno della mancata elezione del pontefice. Dopo l’‘extra omnes’ e la meditazione del cardinale Raniero Cantalamessa, dunque, i porporati hanno deciso dunque di effettuare il primo scrutinio – l’unico facoltativo, come stabilisce l’Universi Dominici Gregis –  così come era avvenuto nel Conclave del 2013 e in quello del 2005.
Nel 2013 la prima fumata nera era stata alle 19.41. Intanto spontaneamente dal tardo pomeriggio circa 45mila fedeli sono convenuti attorno al colonnato del Bernini, per il primo appuntamento con il tradizionale segnale che fa stare i fedeli col naso all’insù, in attesa di conoscere il nome del 267° papa. L’atmosfera sembra serena e gioiosa, sia pure ancora sospesa. Il responso del Conclave più affollato della storia della Chiesa non è ancora giunto.

Cataldus d'argento

Domani, venerdì 9, la cerimonia dei Cataldus d’argento

08 Mag 2025

La giornata di venerdì 9 maggio, la seconda dei festeggiamenti patronali in onore di San Cataldo vescovo, sarà caratterizzata dalla consegna dei ‘Cataldus d’argento’ nella basilica cattedrale di San Cataldo con inizio alle ore 19. La serata vedrà il conferimento del premio a tarantini distintesi nei vari ambiti di vita cittadina, scelti dal comitato festeggiamenti e dalla Camera di Commercio. L’edizione 2025 del ‘Cataldus d’argento” avrà come titolo ‘Su di te sia pace’ e a tal proposito è prevista la testimonianza di personalità che si prodigano nell’impegno per la pace.
La cerimonia, che si terrà alla presenza dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero, avrà la partecipazione straordinaria della cantautrice tarantina Mariella Nava che interpreterà alcuni brani del suo repertorio.
La cerimonia del ‘Cataldus d’argento’ sarà preceduta, sempre in basilica, alle ore 16.30, dalla celebrazione dei primi vespri della solennità di San Cataldo presieduti da mons. Emanuele Tagliente, arcidiacono del Capitolo Metropolitano, con la partecipazione di tutti i canonici; seguirà alle ore 17 la concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero con il conferimento dei ministeri laicali.

Intanto continuano le visite alla mostra allestita al Museo diocesano dal titolo ‘Solemnitas: testimonianze documentarie dal XV al XX secolo per la festa di San Cataldo’, a cura dell’ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici in collaborazione con l’Archivio di Stato, l’Archivio storico diocesano e la Biblioteca arcivescovile ‘Giuseppe Capecelatro’. La mostra chiuderà i battenti il 10 maggio.

Va infine segnalata anche la mostra ‘Mare nostrum’ allestita dal circolo fotografico ‘Il castello’ nel centro San Gaetano (chiusura il 30 maggio): si tratta di un viaggio visivo lungo le acque del nostro territorio che nasce dal desiderio di catturare l’anima profonda di u mare che da secoli è crocevia di culture, civiltà e sogni.

 

Giornata cataldiana

Nicola Sammarco e il suo Nicopò alla ‘Giornata cataldiana della scuola’

foto G. Leva
07 Mag 2025

Si è svolta stamattina, mercoledì 7, in Cattedrale, la seconda ‘Giornata cataldiana della scuola’ a cui – questa volta – hanno partecipato gli alunni della scuola primaria intrattenuti dal giovane e bravissimo disegnatore tarantino Nicola Sammarco e il suo Nicopò.
Successivamente i ragazzi si sono recati in via Cava, interessata a una particolare ambientazione con la riproduzione dei personaggi del cartone animato realizzato da Sammarco, e poi hanno raggiunto il centro San Gaetano, dove è stato allestito il ‘Villaggio di Nicopò’, per catturare, con gli attrezzi della pesca, i ‘plasticotti’, sagome in plastica riciclata da loro precedentemente realizzate a scuola.
Alle ore 12, a conclusione, in piazza San Gaetano, tutti i bambini hanno ricevuto un gadget che li identificherà come ‘sentinelle’ del mare.

 

 

Gli elaborati dei bambini:

 

Altri scatti della Giornata

Verso il Conclave

Pronta la Stanza delle lacrime: attende il futuro papa

ph Vatican media-Sir
07 Mag 2025

È pronta la cosiddetta Stanza delle lacrime, il locale attiguo alla cappella Sistina dove il nuovo Papa si ritira immediatamente dopo l’elezione. Le immagini diffuse dal Vaticano mostrano il luogo allestito con le tre vesti bianche di taglie diverse, preparate dalla sacrestia pontificia, insieme a camici, mantelle, fasce e accessori liturgici. La stanza è semplice, con arredi essenziali: un appendiabiti, un tavolo con scatole ordinate, una specchiera, alcune sedute. Secondo la tradizione, il neoeletto vi sosta pochi minuti per cambiarsi e raccogliersi prima di ricevere l’omaggio dei cardinali e comparire sulla loggia di San Pietro. Il nome ‘Stanza delle lacrime’ nasce da un’antica consuetudine, documentata nel Novecento, che vuole alcuni papi visibilmente commossi in quel momento riservato.

ph Vatican media-Sir

L’ambiente si trova all’interno della sacrestia della Cappella Sistina e non è accessibile al pubblico. Viene predisposto in occasione di ogni Conclave dalla Sacrestia pontificia. La sistemazione attuale segue quella già utilizzata nel 2005 e nel 2013. La stanza resterà chiusa e custodita fino al momento dell’Habemus Papam.

Verso il Conclave

Alla dodicesima Congregazione generale, l’intento di “portare avanti le riforme di papa Francesco”

ph Vatican media-Sir
07 Mag 2025

Alla dodicesima Congregazione generale del collegio cardinalizio hanno partecipato 173 cardinali, di cui 130 elettori: lo ha reso noto il direttore della sala stampa della Santa sede, Matteo Bruni, nel briefing di martedì 6 maggio.
Ventisei gli interventi dei porporati alla Congregazione, iniziata alle 9 e conclusasi alle 12.30. Tra i temi affrontati: le riforme di papa Francesco, “che hanno bisogno di essere portate avanti nel tempo a venire”, come la legislazione sugli abusi, l’economia, la Curia, la solidarietà, il lavoro per la pace e la cura del creato, questi ultimi due temi sulla base delle encicliche Fratelli tutti e Laudato si’. Si è parlato, inoltre, della comunione “come chiamata per il nuovo Papa e proposta per la vita della Chiesa”. Dagli interventi è scaturito anche l’identikit di “un papa che possa essere pontefice, cioè creatore di ponti, e pastore, maestro di umanità, volto di una Chiesa samaritana”. “In tempi di guerra, violenza e profonda secolarizzazione”, temi urgenti diventano la pace, la solidarietà, la misericordia e la speranza. Anche il tema del diritto canonico è tornato negli interventi cardinalizi, così come quello delle divisioni e del “modo di essere cardinali nella Chiesa”. Sono state citate anche due festività per la loro vicinanza: la Giornata mondiale dei poveri, istituita da papa Francesco, e la solennità liturgica di Cristo Re, “due festività vicine da leggere anche insieme”, è stato detto. È stata invocata, inoltre, la necessità di riunioni del Collegio cardinalizio in occasione dei Concistori, e si è parlato di iniziazione cristiana e formazione dei battezzati “come atti missionari”. Sono stati menzionati anche la memoria e la testimonianza dei martiri della fede nelle zone di conflitto, dove è in pericolo la libertà religiosa, e il tema del cambiamento climatico, in base ad alcuni Paesi di provenienza dei cardinali. Si è citata anche la Pasqua, il Concilio di Nicea e il dialogo ecumenico.

Festeggiamenti patronali

Giovedì 8 iniziano i festeggiamenti patronali in onore di San Cataldo

foto G. Leva
07 Mag 2025

di Angelo Diofano

Giovedì 8 maggio entrano nel vivo i festeggiamenti patronali in onore di San Cataldo vescovo che inizieranno alle ore 17  con il corteo delle autorità  da Palazzo di città diretto in episcopio, dove sarà in attesa l’arcivescovo assieme al capitolo metropolitano e ai seminaristi. Al corteo prenderanno parte anche gli atleti del Palio di Taranto che, dopo la benedizione dell’arcivescovo, si recheranno alla sede nautica di corso Vittorio Emanuele per dare inizio alla regata ‘Torneo dei rioni’, attorno alla città vecchia.

In Cattedrale alle ore 18, mons. Ciro Miniero presiederà la liturgia della Parola, alla quale seguirà la cerimonia de “’u pregge”, cioè la consegna del simulacro del santo patrono al commissario straordinario al Comune, Giuliana Perrotta.

Alle ore 18.30 San Cataldo, attraverso corso Vittorio Emanuele, sarà portato in processione  verso il molo Sant’Eligio dove avverrà l’imbarco sulla motonave Cheradi, messa a disposizione dalla Marina Militare; alle ore 19.30 circa avrà inizio la grandiosa processione a mare.
Nel corso della serata, la fanfara dipartimentale di Marina Sud si esibirà su corso Due mari, accompagnando anche la cerimonia dell’ammainabandiera.
Dopo l’apertura del ponte girevole, alle ore 20 circa, inizierà il transito del corteo delle imbarcazioni dal canale navigabile, con la benedizione alle navi dell’arcivescovo Ciro Miniero e la cascata pirotecnica dagli spalti del Castello aragonese. Alle ore 21, la motonave attraccherà alla banchina del castello per lo sbarco e il rientro di San Cataldo in basilica; l’uscita del simulacro dal Castello aragonese sarà salutata dai fuochi d’artificio.

Presteranno servizio alla processione le bande musicali cittadine ‘Lemma’ e ‘Santa Cecilia’.

Conclave

Dal Conclave all’elezione del nuovo papa

foto Vatican media-Sir
06 Mag 2025

Cresce l’attesa per l’elezione del nuovo papa. Nei giorni scorsi, come avviene di prassi in prossimità dell’inizio del Conclave, è  stato montato il comignolo sul tetto della Cappella Sistina. Si tratta di uno dei momenti più iconici che ci accompagneranno nel periodo del Conclave, fino all’elezione del nuovo papa, il 267° successore di Pietro. È proprio da quel comignolo, infatti, che il mondo apprenderà dell’elezione avvenuta e l’attesa comincia già da ora, visto che il Conclave è ormai prossimo e comincerà domani 7 maggio alle 10, con la messa “Pro eligendo pontifice”, e l’ingresso dei cardinali nella Cappella Sistina in processione, alle 16.30. Poi il giuramento e l’‘extra omnes’ (fuori tutti) pronunciato dal Maestro delle cerimonie, mons. Diego Ravelli.
La fumata bianca sarà il segno che la cristianità ha un nuovo leader. Tra le curiosità dello scorso Conclave, la presenza di un gabbiano che ha stazionato proprio sul comignolo più famoso al mondo, subito prima la fumata bianca che di fatto ha inaugurato il pontificato di Jorge Mario Bergoglio, per la gioia dei fotografi. Chissà se la scena si ripeterà ancora, fra pochi giorni.  Dal comignolo issato oggi sul tetto della Sistina il mondo – attraverso le fumate – saprà quando sarà eletto il nuovo papa.

I cardinali

Alla scomparsa del pontefice, il Collegio cardinalizio durante le Congregazioni generali, decide la data del Conclave per l’elezione del nuovo papa, da tenersi tra i quindici e i venti giorni in Vaticano, nella Cappella Sistina.
Il termine Conclave deriva dal latino “cum clavis”, cioè un luogo chiuso a chiave, dove si riuniscono i cardinali per eleggere il nuovo papa, in segretezza e senza alcuna possibilità di contattare l’esterno. Gli alloggi sono allestiti a Casa Santa Marta, scelta come residenza di papa Francesco per i suoi dodici anni di pontificato.

Le votazioni

Con la Costituzione entrata in vigore nel 1996, la Universi Dominici Gregis, Giovanni Paolo II ha abolito due dei tre metodi tradizionali di voto. Non è più possibile la nomina per acclamazione unanime da parte del collegio dei cardinali e l’elezione per compromesso, ovvero il sacro Collegio non può più delegare la decisione a un gruppo di grandi elettori (composto da 9 a 15 cardinali). Oggi per eleggere il Papa è necessaria la maggioranza qualificata (due terzi) dei voti espressi da tutti i cardinali. Con la Lettera apostolica De aliquibus mutationibus in normis de electione Romani Pontificis, dell’11 giugno 2007, Benedetto XVI ha infatti ristabilito la norma, sancita dalla tradizione, secondo la quale per la valida elezione del Romano Pontefice “è sempre richiesta la maggioranza dei due terzi di voti dei Cardinali elettori presenti”, per tutti gli scrutini e indipendentemente dalla durata del Conclave. Attualmente sono 133 i cardinali candidabili al soglio pontificio, dopo dieci Concistori convocati da papa Francesco in dodici anni di pontificato. Servono quindi 89 voti tra i porporati per essere eletti a successore di Pietro. Due i cardinali che hanno segnalato la loro assenza dal conclave per motivi si salute: i cardinali Cantonio Cañizares Llovera e John Njue. Quattro, al momento i cardinali elettori che devono ancora raggiungere Roma. Il cardinale Vinko Puljic ha comunicato invece che sarebbe giunto nella Capitale.

Le fumate

Al momento del primo scrutinio, i cardinali scrivono il nome del loro candidato su una scheda, la piegano e la depositano in un calice. Le schede vengono poi scrutinate e i risultati vengono annunciati. Se nessuno ottiene la maggioranza richiesta (due terzi dei voti), le schede vengono bruciate, producendo una fumata nera che segnala al mondo che l’elezione non è ancora avvenuta, e si passa dunque ad una nuova votazione. Nelle votazioni dalle quali emerge il nome del nuovo Papa, le schede vengono bruciate con paglia secca, la cui combustione dà luogo alla classica fumata bianca.

L’elezione e l’accettazione

Una volta raggiunto il quorum per l’elezione canonicamente valida del nuovo papa, il cardinale decano – in questo caso il presidente dell’assemblea, che è il cardinale Re – si rivolge a lui con la domanda: “Accetti la tua elezione canonica a Sommo pontefice?” E, dopo la risposta, l’altra domanda: “Con quale nome vuoi essere chiamato?”. Dopo questa breve cerimonia nella Sistina, avviene la bruciatura delle schede e la fumata, che è bianca se l’accettazione è avvenuta viene accompagnata dal suono delle campane. A quel punto, il pontefice nuovo va nella cosiddetta ‘Stanza delle lacrime’, per indossare le vesti papali e torna nella Sistina, dove c’è un’altra piccola cerimonia con una preghiera, la lettura di un passo del Vangelo tipicamente legato al ministero petrino, e una preghiera in cui entrano come attori il primo dell’Ordine dei diaconi, il primo dell’Ordine del presbiteri, il primo dell’Ordine dei vescovi. Segue l’atto di ossequio e di obbedienza dei cardinali al nuovo successore di Pietro, sempre nella Sistina.

L’affaccio e il primo ‘Urbi et orbi’

Il nuovo papa, appena eletto, mentre esce dalla Cappella Sistina dopo l’atto di omaggio dei cardinali, per andare alla Loggia passa attraverso la Cappella Paolina e fa una breve preghiera personale, silenziosa davanti al Santissimo Sacramento. Poi riprende il cammino e si affaccia alla Loggia delle Benedizioni per dare alla folla in Piazza san Pietro il suo saluto e impartire la prima benedizione ‘Urbi et Orbi’. In quest’occasione il protodiacono, attualmente Dominique Mamberti, ha il compito di annunciare al mondo, dalla loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro, la celeberrima frase “Habemus Papam”, seguita dal nome del nuovo pontefice.
In quell’occasione, il protodiacono annuncia anche l’indulgenza, come si fa a Pasqua e a Natale. All’annuncio segue il primo incontro tra il nuovo vescovo di Roma e il suo popolo che dall’elezione di Giovanni Paolo II ha ormai un cerimoniale tutto suo legato al momento. Ciò che non cambia è che il nuovo papa si affaccia dalla loggia e impartisce la sua prima benedizione Urbi et Orbi.

Giornata cataldiana

Grande entusiasmo per la performance di Giorgio Consoli alla Giornata cataldiana della scuola

06 Mag 2025

C’è stato un grande entusiasmo per ‘San Cataldo pellegrino’, la Giornata cataldiana della scuola, dedicata agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, nell’ambito dei festeggiamenti patronali in onore di San Cataldo.

Questa mattina, nel chiostro del MuDi, gli studenti delle medie inferiori e superiori della nostra diocesi hanno seguito la performance teatrale di Giorgio Consoli – prodotto da Ethra archeologia e turismo – sulla vita di San Cataldo, dal titolo Il viaggio di un santo migratore”.

 

Proponiamo alcuni scatti dell’evento a cura di G. Leva

Diocesi

Al Carmine, in preghiera per il conclave

ph G. Leva
06 Mag 2025

di Angelo Diofano

Nella chiesa del Carmine di Taranto in questi giorni il parroco mons. Marco Gerardo chiede di raccogliersi in preghiera per invocare l’assistenza dello Spirito Santo sui cardinali chiamati a eleggere il nuovo papa.

Per l’occasione, oggi martedì 6 alle ore 20, ci sarà l’ostensione della colonna su cui San Pietro celebrò i Divini Misteri, attualmente custodita nell’altare maggiore.

Mercoledì 7, alle ore 10, trasmissione televisiva in chiesa della messa pro eligendo pontefice; alle ore 16.30 trasmissione televisiva in chiesa dell’ingresso dei cardinali in conclave.

Giovedì 8, alle ore 11.30 esposizione del Santissimo Sacramento e recita del santo rosario; a mezzogiorno, supplica alla Madonna di Pompei.