Diocesi

L’ordinazione sacerdotale di Antonello Bruno e Antonio Acclavio

ph G. Leva
09 Dic 2025

di Angelo Diofano

Venerdì 6 dicembre, nei primi vespri della seconda domenica d’Avvento, una folla festosa ha fatto da cornice alla solenne celebrazione in Concattedrale presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero per l’ordinazione sacerdotale di don Antonio Acclavio e don Antonello Bruno. Con il nostro pastore hanno concelebrato l’arcivescovo emerito di Potenza-Muro Lucano-Marsico nuovo, mons. Salvatore Ligorio e numerosi presbiteri e religiosi della nostra diocesi.

Particolarmente pregne di significato e di esortazione per i due ordinandi le parole di mons. Ciro Miniero durante l’omelia.

ph G. Leva

Molto toccante è stato il momento dell’imposizione delle mani da parte dell’arcivescovo e dei sacerdoti, in particolare dei parroci presso i quali i due novelli sacerdoti prestano servizio, cioè don Armando Imperato per don Antonio Acclavio e mons. Emanuele Ferro per don Antonello Bruno.

Al termine della celebrazione, il commosso abbraccio ai novelli sacerdoti da parte dei genitori, dei parrocchiani e di tutti gli amici che hanno accompagnato con la preghiera il loro cammino vocazionale.

Una festosa e affollata agape svoltasi nel seminario di Poggio Galeso ha coronato la serata.

 

Diocesi

Confraternita di Sant’Egidio, sabato 6 la raccolta alimentare

05 Dic 2025

di Angelo Diofano

Per ‘La Bisaccia di Sant’Egidio’, sabato dicembre la confraternita di Sant’Egidio della omonima parrocchia terrà una raccolta alimentare davanti alla filiale della Lidl di via Mediterraneo (zona Tramontone) dalle ore 8 alle ore 20.

Si possono donare generi alimentari non deteriorabili (pasta, riso, salsa, pelati, tonno, biscotti, caffè, zucchero, olio ecc.) assieme a prodotti per l’infanzia (pannolini omogeneizzati, materiale scolastico ecc.).

Quanto verrà raccolto sarà distribuito ai bisognosi del quartiere.

Il priore della confraternita, Pino Lippo, invita tutti a collaborare: “Vieni anche tu ad indossare la pettorina di volontario, il cui ruolo è fondamentale per sensibilizzare la società sul problema della povertà. Egli svolge principalmente compiti di assistenza e organizzazione, come invitare i clienti dei supermercati a donare, raccogliere le donazioni all’uscita e collaborare con gli altri addetti. Dedica mezz’ora, un’ora, i minuti che puoi a questa iniziativa. Ti aspettiamo!”.

 

Eventi in diocesi

Sabato 6, serata mariana in Concattedrale

05 Dic 2025

Serata mariana sabato 6 dicembre in Concattedrale, subito dopo le ordinazioni sacerdotali: alle ore 21, sarà proiettato il film ‘In fondo alla salita: Medjugorje, il richiamo di una madre’ prodotto da ‘Una mano dal Cielo aps’. Seguirà la testimonianza di Emanuele Marzani, ideatore del film e attore protagonista.
Ingresso libero.

 

Società

Tracce e il comitato per il museo delle scienze di Taranto alla Giornata di studi dell’Inu

Due realtà di cittadinanza attiva tarantina alla prestigiosa Giornata internazionale di studi dell’Istituto nazionale di urbanistica, a Napoli

05 Dic 2025

Transizioni mirate, transizioni deviate”: questo il tema della XIV Giornata internazionale di studio dell’Inu (Istituto nazionale di urbanistica), che si terrà venerdì 12 dicembre nel dipartimento di architettura dell’università Federico II di Napoli.

Uno degli appuntamenti più rilevanti in Italia su ‘pianificazione urbanistica, territorio e trasformazioni urbane’ vedrà la partecipazione di sei realtà tarantine, due delle quali ‘dal basso’, ossia pensate progettate e articolate da cittadini attivi.

Una presenza tutt’altro che marginale quella della città di Taranto che è emblema della motivazione dell’evento campano: “la consapevolezza che la transizione ecologica non stia procedendo in modo lineare, tra pressioni politiche, costi sociali non equamente distribuiti e casi come quello di Milano, la comunità scientifica è chiamata a interrogarsi su cosa significhi davvero accompagnare i territori in un cambiamento giusto, efficace e democratico”.

I due progetti della cittadinanza attiva che saranno presentati ad accademici, ricercatori, amministratori e professionisti da tutta Italia sono “TRACCE: integrare i servizi ecosistemici nella pianificazione bioculturale e rigenerativa di Taranto” e “Dal bisogno sociale alla rigenerazione urbana: la proposta di un Museo delle scienze nel 65° deposito A.M. di Taranto”.

Tracce (Taranto rigenerata attraverso cultura comunità ed ecologia) presenta un metodo per integrare i servizi ecosistemici nei processi di pianificazione urbana e territoriale di Taranto, con l’obiettivo di rendere la rigenerazione della città più realistica, misurabile e coerente con le sue caratteristiche ambientali, sociali e culturali.

     

L’approccio adottato è quello bioculturale, che considera insieme due dimensioni spesso trattate separatamente: la componente ecologica e la componente culturale e sociale.

Il progetto per la realizzazione del Museo delle scienze all’ex 65° deposito dell’A.M. sul Mar piccolo di Taranto nasce da un percorso di community planning promosso da cittadini, professionisti e associazioni: trova le sue radici da una petizione lanciata sul web e dal desiderio condiviso di dotare la città di un presidio educativo, scientifico e culturale. Parte dall’idea che una visione partecipata sia la vera chiave per rigenerare il territorio, valorizzare la memoria collettiva e promuovere un futuro sostenibile per le nuove generazioni.

   

«Per me essere presente alla Giornata internazionale di studio dell’Inu – sostiene Gladys Spiliopoulos, economista ambientale e referente del coordinamento scientifico-economico e progettazione ecosistemica di Tracce – non è una semplice partecipazione scientifica. È portare dentro un luogo autorevole tutte le voci che ho incontrato in questi anni nelle strade, nelle assemblee, tra le famiglie che convivono ogni giorno con gli effetti di decisioni calate dall’alto. È il modo più onesto che conosco per dire che Taranto non è un problema da gestire, ma un patrimonio vivo da comprendere, rispettare e rigenerare.
Presentare Tracce all’Inu significa affermare che anche dai territori più feriti può nascere una visione solida, fondata sui dati e sulla responsabilità.
Tracce è la nostra voce, un atto di rivoluzione per la nostra terra – come direbbe Diodato -, costruito con studio, metodo e un amore ostinato per questa meravigliosa città.

Con Giada e Giuseppe – miei compagni di viaggio – ci siamo conosciuti nelle piazze, in un’estate in cui Taranto attendeva decisioni cruciali prese lontano. Non ci eravamo mai incontrati prima, ma è bastato tratteggiare questo progetto, perché riconoscessimo lo stesso bisogno di verità, di rigore e di cambiamento. Prim’ancora di leggerlo, ne hanno colto subito il senso profondo: la volontà di generare possibilità reali e bellezza.
Da quel momento abbiamo lavorato insieme, costruendo network con tante realtà nazionali ed europee che hanno vissuto in modo vincente la deindustrializzazione (Ruhr, Bilbao). Essere stati invitati a Napoli significa restituire dignità a questo impegno e trasformarlo in una forza propulsiva. Il nostro impegno quotidiano si nutre della convinzione che il cambiamento non vada atteso, ma va costruito, perché amiamo la nostra terra sopra ogni cosa!»

   

“Crediamo fermamente – ci dice Noemi La Sorsa, portavoce del comitato promotore per la realizzazione del Museo delle scienze di Taranto – che una visione partecipata sia la vera chiave per rigenerare il territorio, valorizzare la memoria collettiva e promuovere un futuro sostenibile per le nuove generazioni. Per questo, il nostro intervento alla Giornata di studio dell’Inu si pone come momento di confronto, proposta e attivazione sociale: speriamo di incontrare altri soggetti interessati per condividere esperienze e aprire nuovi spazi di collaborazione.

Vogliamo che questa vetrina faccia conoscere ancora meglio questo progetto a cittadini, istituzioni, associazioni, professionisti affinché chiunque lo condivida incominci a seguirci unendosi a noi in questo percorso: insieme possiamo trasformare un’ex area militare in un luogo di conoscenza, partecipazione e speranza per Taranto, perché è necessario educare al bisogno di cultura e ricerca. Soltanto così cresceremo una generazione migliore della nostra”.

 

 

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Diocesi

Sono terminate giovedì 4 le catechesi per adulti della San Roberto Bellarmino

05 Dic 2025

di Lorenzo Musmeci

In concomitanza con il viaggio apostolico di Sua santità Leone XIV in Turchia e in Libano, abbiamo deciso, come comunità parrocchiale, di riscoprire il senso profondo della ‘professione di fede’. Il viaggio di papa Leone XIV è iniziato, infatti, con un pellegrinaggio a Iznik, città turca anticamente nota con il nome di Nicea. Ed è proprio in occasione del 1700° anniversario del celebre Concilio di Nicea che il Santo padre ha deciso di visitare questi luoghi. È dal Concilio di Nicea (325), ma anche da quello di Costantinopoli (381), che prenderà forma la ‘professione di fede’, che è conosciuta con il nome di simbolo niceno-costantinopolitano.

Il Credo comincia con l’affermazione solenne dell’unicità, della paternità, dell’onnipotenza e dell’opera creatrice di Dio. La parte più lunga della “professione di fede” è quella dedicata al “Signore, Gesù Cristo, unigenito figlio di Dio”, nella quale si affermano i misteri della generazione eterna del Verbo, dell’incarnazione nel grembo di Maria, nonché della sua passione, morte e risurrezione.

Nella terza parte del Credo si sottolinea l’inseparabile unità delle tre persone divine e la funzione propria di ciascuna di loro; lo Spirito Santo è il primo a destare la nostra fede e a suscitare la “vita nuova” che consiste nel “conoscere” il Padre e colui che Egli ha mandato, Gesù Cristo. Collegata al precedente articolo sullo Spirito Santo è l’affermazione “Credo la Chiesa”; quest’ultima è professata con quattro aggettivi che ne esprimono i doni e i compiti: una, santa, cattolica e apostolica.

Come comunità, dunque, abbiamo compreso che nel Credo abbiamo a disposizione il ‘tesoro prezioso’che ci sostiene nel cammino nella verità, da custodire e da meditare nel cuore quale ‘sigillo spirituale’, come lo definiva Sant’Ambrogio, che ci permette di essere in comunione con la Trinità di Dio e con la fede di tutta la Chiesa (cf. CCC 197).

Le catechesi, rivolte agli adulti, si sono svolte nel mese di novembre (6 – 13 – 27) e all’inizio del mese di dicembre,  giovedì 4, e sono state tenute dal parroco, don Antonio Rubino, al quale va il ringraziamento della comunità parrocchiale per l’iniziativa altamente formativa.

 

Diocesi

Fede e ragione: il Gris di Taranto, un faro di discernimento

ph Gris Taranto
05 Dic 2025

di Valerio De Cataldis *

In un tempo segnato dal proliferare di nuove spiritualità, culti alternativi e un diffuso relativismo religioso, il bisogno di chiarezza non è mai stato così urgente.
Come orientarsi tra le tante voci che promettono salvezza e benessere interiore, distinguendo ciò che è autentico da ciò che rischia di allontanare dalla Verità?
È per rispondere a questa sfida che l’arcidiocesi di Taranto accoglie e sostiene l’attività del Gris (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa).


Chi siamo e cosa facciamo

Il Gris è un’associazione privata di fedeli, culturale e religiosa, senza scopo di lucro, che opera in stretta obbedienza al magistero della Chiesa. La sezione diocesana di Taranto, costituita ufficialmente come articolazione locale dell’associazione nazionale con sede a Bologna, ha il compito di promuovere la ricerca, lo studio e il discernimento sulle religioni, le sette e la fenomenologia a esse correlata.
Lungi dall’essere un tribunale inquisitorio, l’associazione si muove guidata da un principio caritatevole fondamentale, caro a San Giovanni XXIII: “Discernimento dell’errore e amore per l’errante”. L’obiettivo non è giudicare le persone, ma fornire strumenti culturali, scientifici e pastorali per comprendere fenomeni complessi che spesso toccano la vita di famiglie e comunità.
Per comprendere l’utilità di questo servizio ecclesiale, basta osservare quanto il panorama spirituale odierno sia divenuto articolato e complesso. Accanto alla tradizione cristiana, assistiamo oggi al diffondersi di una ‘nuova religiosità’ fluida, caratterizzata spesso da un sincretismo che mescola elementi di fede con pratiche che attingono al mondo del benessere alternativo, dell’esoterismo o di spiritualità autonome. In questo contesto variegato, dove non mancano aggregazioni che operano con l’inganno, il fedele può talvolta sentirsi disorientato di fronte a proposte che appaiono rassicuranti ma che necessitano di una serena verifica. Il Gris nasce proprio per offrire un supporto culturale e informativo che aiuti a leggere questa realtà con consapevolezza.

Un servizio alla persona e alla Verità

L’attività del Gris di Taranto si declina in due direzioni principali: la formazione e l’ascolto. Da un lato, il gruppo si impegna a organizzare convegni, corsi e incontri multidisciplinari — avvalendosi di teologi, medici, psicologi e legali — per formare educatori e fedeli sulle dinamiche dei nuovi movimenti religiosi e parareligiosi. Dall’altro, offre un servizio di consulenza e sostegno concreto a chi vive situazioni di disagio spirituale, psicologico o reale causato dall’impatto con la fenomenologia pseudoreligiosa. Il lavoro del Gris si fonda su un metodo rigoroso, oggettivo e documentato, che tenta di offrire un servizio alla Chiesa e alla società.

La nostra presenza in diocesi

Il Gris diocesano ha la sua sede naturale nel cuore della nostra Chiesa locale, nel palazzo arcivescovile in largo Arcivescovado 8.
Il gruppo è guidato dalla presidente Rosanna Cannalire, supportata dal consiglio direttivo e dall’assistenza spirituale, che assicura al nostro cammino una piena dimensione ecclesiale. Un invito all’incontro Le porte della nostra associazione sono aperte.
Invitiamo i lettori di Nuovo Dialogo — sacerdoti, laici impegnati, educatori o semplici ricercatori della verità — ad avvicinarsi alle nostre attività. Che sia per formarsi, per chiedere un consiglio o per offrire la propria competenza professionale, il vostro contributo è prezioso per costruire una comunità cristiana più consapevole e attenta alle sfide del presente.

Per informazioni, segnalazioni o per conoscere il calendario dei prossimi incontri, è possibile contattare l’associazione ai seguenti recapiti:

Sede: palazzo arcivescovile, largo Arcivescovado 8, 74123 Taranto.
email: gris@taranto.chiesacattolica.it

Vi aspettiamo per camminare insieme nella luce della fede e della ragione.

* consigliere direttivo

Sport

Prisma La Cascina, il momento è difficile: urge una scossa

Il sostegno prezioso dei supporter - ph G. Leva
05 Dic 2025

di Paolo Arrivo

Ripartire dall’ottimo primo set dell’ultima partita rocambolesca giocata al Palafiom. Ritrovare la continuità, una maggiore combattività, la capacità di gestire i momenti chiave della partita: questo doveva essere l’obiettivo della Prisma nel percorso di avvicinamento al nuovo impegno che chiamerà a raccolta in casa la tifoseria per la terza domenica consecutiva. Nel mezzo c’è stato il turno infrasettimanale valevole per l’ottava giornata d’andata del campionato della serie A2 Credem Banca. La trasferta a Lagonegro ha detto che l’obiettivo non è stato raggiunto. La salita, anzi, si è fatta più ripida: gli ionici sono stati sconfitti da La Rinascita con un secco 3-0 (25-21, 25,23, 25-16). Un passo indietro. Non solo per il risultato, per non essere riusciti a strappare nemmeno un set a una formazione di livello non superiore, ma anche in termini di prestazione.

La classifica

Taranto è fermo a quota sei al penultimo posto. In coabitazione con Porto Viro nella graduatoria della serie A2 Credem Banca, ma con un quoziente set inferiore. Significa che, se il campionato finisse oggi, la Prisma verrebbe retrocessa in serie A3. Altro che ritorno immediato in Superlega… La fotografia del fallimento incompleto lascia intravvedere spiragli di luce: l’ottavo posto, l’ultimo utile a entrare nella griglia playoff, dista cinque punti. Non una distanza incolmabile, quando ci sono da giocare altre 5 partite prima del girone di ritorno. Nulla è perduto. Ma occorre rimboccarsi le maniche, e non ripetere gli stessi errori. La classifica è corta: al decimo posto, 10 punti, c’è Banca Macerata Fisiomed, che mercoledì scorso ha sconfitto Siena al tie-break. È il prossimo avversario della Prisma nel nono turno. Una sfida, quella con Macerata, da vivere intensamente, nuovamente sotto la spinta del pubblico amico – appuntamento al Palafiom, domenica, alle ore 18. I supporter restano un alleato prezioso. E in quel palazzetto, capace di trasformarsi in una bolgia, non vanno delusi ancora.

I guai della Prisma

Tornando alla trasferta di Lagonegro, c’è da sottolineare che coach Lorizio non l’ha vissuta come una partita qualsiasi: è stata per lui un gradito ritorno, in un ambiente dove il tecnico pugliese originario di Putignano ha lavorato nelle ultime tre stagioni, e dove lasciato tanti amici e ricordi. Le soddisfazioni sul piano umano non fanno il paio con quelle sportive in riva allo Jonio. “Per diventare una squadra abbiamo tanto da lavorare. Ancora non lo siamo: pensiamo troppo a tante cose che sono extra campo, e questo alla fine dei set lo paghiamo”, ha detto nel post gara l’allenatore della Prisma. Il problema (uno dei problemi) è l’approccio. Perché i suoi giocatori non entrano in campo con la giusta cattiveria e concentrazione. Se la squadra inizialmente difende bene, a mancare è la capacità di finalizzare l’azione di contrattacco. Anche nell’ultimo match giocato al Palafiom avevamo visto azioni prolungate proprio grazie all’efficacia della difesa. A dimostrazione che non manca la voglia di lottare su ogni pallone. In altri momenti, però, la squadra molla. E cala la notte.

Concerto natalizio

Il ‘Wakeup Gospel Project’ alla Santa Famiglia di Taranto

05 Dic 2025

Appuntamento imperdibile quello della vigilia dell’Immacolata, domenica 7 dicembre, alla parrocchia della Santa Famiglia, al quartiere Salinella. Alle ore 20, infatti, sarà in scena il ‘Wakeup Gospel Project’ con il bellissimo e suggestivo repertorio gospel per un indimenticabile ‘Concerto di Natale’, a cura di Comune e Regione Puglia. Il gruppo martinese sarà accompagnato dall’orchestra della Magna Grecia, diretti entrambi dal m° Gaziano Leserri. Ingresso libero.

Il concerto sarà preceduto dalla benedizione del grande presepe impartita dal parroco don Alessandro Solare e dall’accensione delle luminarie.

 

Lavoro

Urso: L’ex Ilva non chiude… ma gli impianti sì

Bitetti oggi a Roma

05 Dic 2025

di Silvano Trevisani

“Non ci sarà nessun piano di chiusura di Acciaierie d’Italia”: sono le parole dette ministro delle Imprese e Made in Italy, Urso, nel question time nel corso del quale, alla Camera dei deputati, ha risposto a varie interrogazioni parlamentari. Precisando anche che “a Genova nessuno andrà in cassa integrazione, con salario integralmente corrisposto”.

Ma le parole del ministro sembrano contraddite pienamente gli atti. Per questo, mentre a Genova Cornigliano la protesta va avanti con i lavoratori che chiedono che l’impianto per la lavorazione della zincatura non si fermi, come invece ha previsto da qui a fine febbraio il governo, a Taranto si insiste nel chiedere la convocazione urgente e unitaria del sindacato per tutti gli stabilimenti. E questo alla luce dell’annunciata chiusura delle cokerie e dello stop ai due altoforni.

Su questo tema Urso ha replicato che: “Lo stop ai due altoforni di Taranto incide solo temporaneamente sulla produzione a Genova” e che l’obiettivo è far ripartire a marzo la produzione con le nuove spedizioni di rotoli di acciaio da Taranto verso Genova per la lavorazione dello zincato nello stabilimento di Cornigliano. Urso ha aggiunto anche che a livello nazionale il piano, dopo le opere di manutenzione, è quello di riportare a quattro milioni le tonnellate di produzione e che per Genova la “produzione deve seguire l’accordo di programma” con la possibilità di far insediare “nuove attività sulle aree di Cornigliano”. È poi tornato sulla gara in atto (“i negoziati sono difficili perché l’obiettivo è sfidante”), e sul presupposto per la decarbonizzazione prevista che è la fornitura di gas, mentre Taranto ha detto no alla nave rigassificatrice.

Ha poi parlato di reindustrializzazione, sia per Taranto che per Genova, ma restando sul vago, e di concorrenza dell’acciaio asiatico, per il quale la Ue prevede di alzare di dazi. Infine ha anche parlato dell’azione risarcitoria nel confronti di Arcelor Mittal per cinque miliardi di euro. La multinazionale indiana ha danneggiato gli impianti ma quello che è avvenuto è anche colpa del nostro Paese, per il semplice fatto che Mittal era considerato un imprenditore inaffidabile, come sempre abbiamo raccontato, e non gli andava certo ceduta una produzione strategica come l’acciaio.

Ebbene, anche dell’intervento di Urso si è occupato il consiglio di fabbrica permanente delle rsu di Fim Fiom Uilm e Usb sia di AdI in As, che di Ilva in As ma anche dell’appalto, che intanto vede accentuarsi la crisi, come dimostra il licenziamento, da parte della Semet, di 220 lavoratori.

Per martedì 9 dicembre alle 10 è stato indetto un consiglio di fabbrica, nel quale incontreranno istituzioni locali e regionali per “discutere ed affrontare come traguardare il processo di decarbonizzazione, partendo dalla garanzia della continuità produttiva degli stabilimenti del gruppo ex Ilva”.

Quello che Urso ha detto alla Camera, sostengono in una nota, contraddice quanto realmente accade negli stabilimenti, a partire dalla chiusura delle cokerie prevista dal 1 gennaio 2026. I primi effetti del piano di chiusura stanno emergendo in queste ore con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 220 lavoratori della Semat ma registriamo anche notevoli difficoltà di altre aziende dell’appalto e dell’indotto che sono strettamente collegate alla fermata degli impianti annunciati dallo stesso ministro e che ovviamente tali difficoltà si ripercuotono sui lavoratori.

Intanto, per quanto riguarda la riunione con le istituzioni locali convocata per oggi a Roma, il sindaco Bitetti dichiara: “Ritengo pienamente comprensibile e legittima la linea finora adottata dalle organizzazioni sindacali. Le loro proteste rappresentano un segnale drammatico che le istituzioni non possono ignorare. Condividiamo le loro motivazioni, non si può dividere Nord e Sud, non si può pensare ad uno “spezzatino”, e non si può slegare il tavolo dall’ampiezza del ragionamento. Sarò a Roma in primis per dare voce a queste preoccupazioni e per sostenere una soluzione che tuteli lavoratori, ambiente e futuro della città. Domani poi intendo aprire un nuovo capitolo nella complessa vicenda dell’ex Ilva. Chiederò innanzitutto al ministro Urso di fornirci un quadro puntuale e trasparente degli investimenti, o potenziali investimenti, destinati a Taranto”.

Bitetti intende, poi, chiedere l’istituzione di un ‘Tavolo Taranto’ stabile, sotto il coordinamento della presidenza del Consiglio dei ministri, non limitato al solo ministero del Made in Italy, ma esteso al ministero dell’Ambiente e al ministero dell’Università e della Ricerca.

Iniziative solidali

Al Paolo VI, La Bottega di Betlemme

ph ND
05 Dic 2025

Domenica 7 dicembre, dalle ore 9 alle ore 12, all’ingresso della parrocchia Corpus Domini (quartiere Paolo VI) sarà realizzata la ‘Bottega di Betlemme’ con alcuni stand dove saranno presenti creazioni artigianali perfette per i regali di Natale.

Per tutti i bambini, al termine della santa messa delle ore 10.30, sarà offerta una gustosa merenda

Chi desidera può donare alla parrocchia, tra sabato e domenica, un dolce da mettere in vendita (ciambelle, crostate, biscotti…) indicando sulla confezione gli ingredienti. Il ricavato sosterrà le attività di catechesi e di oratorio.

 

Diocesi

In Cattedrale per Santa Barbara

04 Dic 2025

Giovedì mattina, 4 dicembre, nella basilica cattedrale di San Cataldo l’arcivescovo mons. Ciro Miniero ha presieduto la celebrazione eucaristica per la ricorrenza di Santa Barbara, patrona della Marina Militare e dei Vigili del fuoco. Assieme all’arcivescovo hanno concelebrato il parroco della cattedrale mons. Emanuele Ferro, il cerimoniere don Marco Peluso, il cappellano del Castello aragonese, don Pasquale Di Donna, i vari cappellani militari e il diacono don Antonello Bruno.

Fra le autorità presenti, il sindaco Piero Bitetti, l’amm. di divisione Andrea Petroni e il comandante dei vigili del fuoco Lorenzo Elia, il vice prefetto dott. Eufemia Tarsia, e la dott.ssa Pina Montanaro, procuratrice della Repubblica del tribunale dei minori.

 

 

Giubileo2025 in diocesi

Il Giubileo degli amministratori locali

04 Dic 2025

di Angelo Diofano

Si celebra venerdì 5 dicembre il Giubileo degli amministratori locali a cura della commissione diocesana per la pastorale sociale e d’intesa con l’arcivescovo mons. Ciro Miniero. L’invito a parteciparvi (senza distinzione di colore politico) è rivolto ai sindaci, ai consiglieri comunali, ai componenti dell’esecutivo e a tutti gli amministratori delle società partecipate dei Comuni della provincia compresi nel territorio della nostra diocesi.

Il primo luogo d’incontro è alle ore 17.15 in piazza Monteoliveto (città vecchia) da dove si snoderà un breve pellegrinaggio giubilare verso la basilica cattedrale di San Cataldo, dove alle ore 18 verrà celebrata la santa messa presieduta dall’arcivescovo. A conclusione, le preghiere per ottenere l’indulgenza, secondo le intenzioni del Santo padre.

Nella lettera d’invito, don Antonio Panico, direttore dell’Ufficio di pastorale sociale, lavoro, giustizia, pace e custodia del Creato, scrive che “Il Giubileo, dedicato al tema della Speranza, è l’occasione migliore per credenti e non credenti, soprattutto in questi tempi difficili, per riscoprirsi comunità e per mettere al centro dell’opera di ciascuno, in ogni ambito di vita, la ricerca del Bene comune, di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. La politica che, come ha affermato san Paolo VI, è la forma più eminente di servizio al Bene comune, ha la responsabilità di guidare le comunità verso un futuro di speranza, seminando già nell’oggi azioni concrete che le diano gambe e respiro”.