Diocesi

Gli auguri al nostro arcivescovo

ph G. Leva
31 Gen 2026

Sabato 31 gennaio, festa di San Ciro, è una data doppiamente speciale per il nostro arcivescovo mons. Ciro Miniero in quanto ricorre sia l’onomastico sia il compleanno, essendo egli nato a Napoli il 31 gennaio 1958.

Al nostro amato pastore vanno i più fervidi auguri di Nuovo Dialogo.

 

Il servizio fotografico è di G. Leva

Diocesi

Celebrazioni per don Bosco al Sacro Cuore

ph ND
30 Gen 2026

di Angelo Diofano

“La nostra è una parrocchia nata e cresciuta sotto il segno di don Bosco, in quanto precedentemente fu affidata ai salesiani. Per questo sentiamo il dovere e la gioia di rendergli onore come merita con un ciclo di celebrazioni”: così don Francesco Venuto, parroco del Sacro  Cuore (via Dante) annuncia i festeggiamenti in corso del santo patrono dei giovani, “cui ha dedicato la sua vita, soprattutto i più poveri e abbandonati – evidenzia – indicando loro la via della santità attraverso l’allegria, la fiducia in Dio e l’amore educativo. Questo triduo vuole aiutare la comunità a riscoprire il suo carisma e affidare a lui i giovani, le famiglie, gli educatori”.

Venerdì 30, vigilia della festa, giornata dedicata al tema ‘Don Bosco: Santo della fiducia e della speranza’, alle ore 17.30 si terrà l’adorazione eucaristica cui seguirà la santa messa solenne con preghiera a San Giovanni Bosco; al termine sarà effettuata ai fedeli la consegna della calamita con l’immagine del santo, “con il desiderio di tenere don Bosco sempre davanti agli occhi nella quotidianità, un piccolo segno da portare con sé ogni giorno per ricordarci di credere nel bene, di non smettere mai di educare con amore”, dice don Francesco.

Sabato 31, solennità di san Giovanni Bosco, alle ore 18 sarà recitato il santo rosario; alle ore 18.30 santa messa solenne con preghiera a San Giovanni Bosco; al termine verrà consegnato il tradizionale panino con la mortadella.

Nella circostanza don Francesco Venuto ringrazia la comunità parrocchiale per la generosità dimostrata nel voler collaborare per coprire le spese necessarie al rifacimento della facciata della palazzina dove sono attivi i servizi Caritas e i laboratori per i giovani.

Diocesi

La Giornata per la vita consacrata in diocesi

30 Gen 2026

Lunedì 2 febbraio, festa della Presentazione di Gesù al Tempio, anche nella nostra diocesi sarà celebrata  la 30ª Giornata mondiale per la vita consacrata.

Questo è il programma approntato in diocesi dall’ufficio per la Vita consacrata e le società di vita apostolica, diretto da mons. Giuseppe Ancora: ore 17, accoglienza dei consacrati e delle consacrate nella chiesa Maria SS.ma del Monte Carmelo, in Taranto; ore 17.30, celebrazione dei vespri; ore 18, benedizione dei ceri e processione verso la chiesa di San Pasquale Baylon dove la santa messa sarà presieduta dall’arcivescovo, concelebranti il mons. Giuseppe Ancora,  mons. Marco Gerardo (parroco alla Maria SS. del Monte Carmelo), padre Vincenzo Chirico (parroco alla San Pasquale), padre Massimiliano Carucci (responsabile del Cism), mons. Francesco Nigro (vicario episcopale per la liturgia e la ministerialità), don Marco Peluso (cerimoniere) e don Luciano Matichecchia (segretario particolare dell’arcivescovo).
L’Usmi curerà l’animazione dei vari momenti della Giornata, con i canti che saranno guidati dal coro parrocchiale della  San Pasquale; presteranno servizio liturgico i ministranti della parrocchia Maria SS. del Monte Carmelo e i seminaristi del seminario arcivescovile ‘Poggio Galeso’.

Istituita da San Giovanni Paolo II, la Giornata mondiale per la vita consacrata costituisce un invito a riscoprire la bellezza della vita consacrata, dono prezioso per la Chiesa e per il mondo. La celebrazione offre anche l’opportunità di rinnovare l’impegno missionario dei consacrati, in piena comunione con il Santo padre.

 

Ecclesia

La fede che guarisce oltre ogni magia

ph Gris
30 Gen 2026

di Luana Comma

Qual è la differenza tra la magia e l’intervento miracoloso?
Per avvicinarci a questa domanda è opportuno sostare, anzitutto, su una pagina del Vangelo. L’evangelista Marco racconta la storia di una donna afflitta da emorragia da dodici anni (cfr. Mc 5,25-34). La sua è una condizione di perdita e di marginalità: ha consumato ogni risorsa, è esclusa dalla vita sociale e religiosa, vive ai margini. Eppure non si lascia sopraffare dalla disperazione.

Dentro questa situazione di fragilità, la donna continua a cercare. Sa ascoltare, discernere, e viene a conoscenza di Gesù. Nasce in lei il desiderio di avvicinarsi, di raggiungerlo, nonostante la folla che lo circonda e che sembra impedirle ogni accesso. Attraversa l’ostacolo, si fa strada nel caos, e tocca il mantello di Gesù. Da quel gesto scaturisce la guarigione.

A uno sguardo superficiale, questo evento potrebbe apparire come uno dei tanti fenomeni straordinari riconducibili all’ambito dell’occulto. In questa prospettiva, Gesù non si distinguerebbe dai numerosi maghi, guaritori o taumaturghi che, ieri come oggi, promettono soluzioni immediate al dolore umano. E tuttavia, proprio qui emerge un elemento decisivo, che introduce una frattura radicale tra la magia e il miracolo: la fede.

La fede non è una tecnica, né uno strumento da maneggiare per ottenere risultati; è piuttosto l’atteggiamento di chi riconosce il Signore all’opera nella propria storia e si affida liberamente al suo agire. Essa implica un rapporto personale, non un meccanismo causale; un affidamento, non una pretesa di controllo. In questo senso, la fede non elimina il mistero, ma lo accoglie. Non forza l’evento, ma attende che esso si compia secondo una logica che non è quella del possesso, bensì quella del dono.

Questa riflessione non intende certo condurre a una forma di fideismo ingenuo o di rifiuto della ragione. La tradizione biblica è chiara nel riconoscere alla scienza e alla conoscenza un valore autentico: «Dio ha dato agli uomini la scienza perché si glorino delle sue meraviglie» (Sir 38,6-7). La ricerca, lo studio, la cura dell’umano sono parte integrante della vocazione dell’uomo e rientrano nel disegno creatore di Dio. Il problema sorge quando, smarrito il senso dell’attesa, l’uomo pretende risposte immediate e assolute, riducendo la salvezza a un risultato da ottenere qui e ora.

È in questo scarto che la magia trova il suo spazio. Essa promette soluzioni rapide, bypassa il tempo della maturazione interiore, elimina il rischio dell’affidamento. Là dove la fede accetta il limite e attraversa l’attesa, la magia vuole dominare l’evento; là dove la fede apre alla relazione, la magia riduce il sacro a funzione. Il miracolo, invece, non è mai separabile da un cammino: non risponde a una richiesta di potere, ma a una disponibilità del cuore.

Così, tanto nella scienza quanto nella fede, vi è un elemento imprescindibile che l’uomo contemporaneo fatica ad accettare: l’attesa. Attendere non significa passività, ma riconoscere che la verità non si produce, si riceve; che la guarigione non è sempre immediata, ma può diventare un processo; che il senso non si impone, ma si rivela. È proprio questa attesa abitata dalla fiducia che distingue il miracolo dalla magia e restituisce all’uomo la sua dignità di interlocutore di Dio, non di manipolatore del sacro.

Il Vangelo non presenta il miracolo come un fatto isolato o come una dimostrazione di potere, ma come il segno di una salvezza che nasce dalla relazione. Ciò che realmente salva non è il gesto in sé, né l’evento straordinario, ma l’incontro con Cristo. È la fede a rendere possibile la guarigione, perché apre la vita all’azione di Dio e riconosce in Lui l’origine e il compimento di ogni bene.

La magia si fonda su una concezione del sacro come forza impersonale da controllare; la fede, invece, riconosce Dio come soggetto libero che si dona. Là dove la magia pretende di disporre del divino, la fede si affida alla sua iniziativa. Per questo il Vangelo continua a risuonare con forza anche oggi: non sono i prodigi a generare la fede, ma è la fede che apre lo spazio alla salvezza. Là dove l’uomo si affida, Cristo passa, guarisce e salva.

* referente della comunicazione Gris (Taranto)

Libri

Maria nella storia della salvezza

30 Gen 2026

di Roberto Cavallo

Mons. Mauro Carlino, leccese, parroco della Basilica di Santa Croce nel capoluogo salentino, è autore di molti articoli scientifici in campo storico. L’anno scorso ha scritto per le Edizioni VivereIn di Monopoli un testo di apologetica mariana: “Maria, Madre dell’Altissimo nella storia della salvezza.”. Un altro libro su Maria? Sì, perché, come ricordava tanti anni fa mons. Francesco Ruppi nella sua introduzione all’iniziale lavoro dell’autore, concluso nel 2025, “de Maria, nunquam satis…”. Ma questo libro ha una molto originale peculiarità, perché mostra Maria attraversare il tempo e la storia della salvezza, dalla Genesi al Nuovo Testamento; perciò tutta la Sacra Pagina biblica. Né poteva essere altrimenti, racconta mons. Carlino, visto che uno solo è il vero Autore della Sacra Pagina – lo Spirito Santo – e Maria è la sua Sposa. È come se Dio avesse chiamato Maria dall’eternità per accompagnare ciascuno di noi nel viaggio della salvezza: dunque è socia Cristi, fatta non solo a sua immagine ma pure a sua somiglianza. Se Dio è Re, Maria è regina; se Dio è salvatore, Maria è causa di salvezza; se Dio è onnipotente, Maria è l’onnipotente per grazia. Così la presenza di Maria viene pian piano svelata non solo dalle scarne notizie contenute nelle pagine dei Vangeli, ma da tutti i libri biblici, iniziando dalla Genesi, nell’Eden, dove la donna, che pure aveva precorso l’uomo nel peccato, in Maria si fa prima alleata di Dio: “Alleata perfetta di Dio e nemica del diavolo, ella fu sottratta completamente al potere di Satana nell’immacolato concepimento …”. Nell’Antico Testamento, Maria è riverbero di alcune figure femminili (Rebecca, Rachele, Deborah, Giaele, Rut, Ester, Anna, ecc. …) ma anche, per esempio, di Abramo, lui padre nella fede come lei madre nella fede. Nei Profeti, Maria con la sua maternità verginale diviene compimento esatto delle profezie. Nel Nuovo Testamento, i riferimenti a Maria si fanno più precisi e evidenti, anche se avvolti dal nascondimento: dall’Annunciazione al primo miracolo del Figlio da lei sollecitato a Cana di Galilea; dallo “stabat Mater” sotto la Croce alla prima apparizione del Figlio risorto alla madre, anche se in questo caso nessun Vangelo, quasi per soprannaturale pudore, ne riferisce in modo esplicito. La visibilità e l’opera di Maria non si esauriscono con le due versioni testamentarie, perché la Vergine – ora Madre della Chiesa – prosegue la propria missione nella storia, tant’è che, evidenzia l’autore, anche per uno storico non dovrebbe essere difficile, per esempio, far memoria della battaglia di Lepanto. L’anniversario della vittoria cristiana contro la flotta turca diventa l’occasione per festeggiare Maria Regina del rosario. L’autore sottolinea: “La Chiesa ha sempre ricordato con ammirazione tale evento, per cui non smette di pregare: O augusta regina delle Vittorie, o Madre nostra cara”. Soprattutto il novecento, con l’avanzare del secolarismo, è stato il tempo di Maria nella storia: dalle apparizioni di Fatima alle lacrime di Siracusa, dall’intervento provvidenziale in piazza San Pietro – salvò da morte sicura San Giovanni Paolo II – al giorno del crollo del muro di Berlino in cui la Chiesa festeggia la Dedicazione della Basilica Lateranense, madre di tutte le chiese del mondo… Pure nei nostri giorni, che ci vedono tutti ondeggiare fra sconforto e speranza, per l’autore il segreto è sempre quello di rivolgersi a Maria, specie perché protegga tutti da falsi profeti e falsi maestri. E se mai troppo fosco fosse il quadro tinteggiato, va ricordato: “In questi tempi, il Demonio sembra essersi scatenato, ma questo egli fa, perché sa che la sua fine è vicina. Non scoraggiamoci quando tutto sembra andare male. Maria, unita al suo Figlio, ci apre le porte che conducono alla vittoria sul Maligno: laddove si contorse, là ricadde finito!”. Non a caso, citando padre Gabriele Amorth, l’autore ricorda che il demonio negli esorcismi è più infastidito dal nome di Maria che dal nome di Gesù, perché è “… più umiliato ad esser vinto da una semplice creatura”. Da una così confortante consapevolezza, conclude l’autore, deriva la necessità, ma anche la gioia, di riprendere in considerazione – con nuovo  rispetto – tutta la serie di pie pratiche tradizionali che sono state abbandonate. Prima fra tutte, c’è la devozione mariana: “Nonostante si cerchi di diminuire il ruolo, ieri come oggi, la fede cristiana esprime le sue filiali devozioni alla Madre, ne riconosce le materne cure che esercita su ciascuno dei suoi figli e ne esalta la fede…”. In una recensione, non sono riproponibili tutte le citazioni dei Padri della Chiesa e degli scrittori ecclesiastici richiamate nel libro, che nel tempo hanno contribuito a cogliere i caratteri mariani nascosti nei versetti della Scrittura. Li lasciamo così alla meditazione del lettore, con questa peculiare biografia di Maria, che nella Sacra Pagina trova la sua fonte principale.

 

Mons. Mauro Carlino, “Maria, Madre dell’Altissimo nella storia della salvezza. Meditazioni mariane sulla Sacra Pagina”, Edizioni VivereIn, Monopoli, 2025, pagg. 240

Diocesi

Corso gratuito per animatori ed educatori di oratorio Anspi

30 Gen 2026

Il comitato zonale Anspi Taranto, in collaborazione con il servizio diocesano per la pastorale giovanile, organizza il corso gratuito per animatori ed educatori di oratorio che si terrà quest’anno nei diversi oratori della diocesi.

Il primo incontro si terrà sabato 31 gennaio nell’oratorio San Giuseppe in Faggiano dalle ore 16 alle ore 18.30 mentre i successivi avranno luogo sabato 21 febbraio e sabato 21 marzo nell’oratorio della Santa Famiglia alla Salinella e l’11 aprile nell’oratorio della parrocchia San Vito in Taranto. Vi si svilupperanno diverse tematiche: progettazione di incontri, comunicazione, intelligenza artificiale, inclusione, SportOratorio e fraternità fino ad arrivare al lancio del sussidio estivo nel mese di maggio.

Gli incontri prevedono un intervento di orientamento contenutistico e una parte laboratoriale; sono invitati a parteciparvi animatori, educatori, religiosi, volontari e catechisti a partire dai 15 anni.

È possibile richiedere un attestato finale di frequenza utile ai fimi del riconoscimento dei crediti formativi.

Il presidente del comitato zonale Anspi Taranto, Cristian Piscardi, annuncia infine che durante questi mesi ci saranno anche degli eventi formativi che faranno riflettere molto sull’importanza della fede e dell’amore verso il prossimo.

Per informazioni, contattare Cristian Piscardi, cel. 3402515192/ anspitaranto@gmail.com

Dipartita

La scomparsa del papà di mons. Giovanni Chiloiro

30 Gen 2026

Un grave lutto ha colpito mons. Giovanni Chiloiro, parroco al Cuore Immacolato di Maria, a Taranto. È infatti deceduto l’amatissimo padre, sig. Pietro Chiloiro. I funerali saranno celebrati venerdì, 30 febbraio, alle ore 16.30, nella chiesa madre di San Marzano di San Giuseppe.

La redazione di Nuovo Dialogo si stringe attorno al caro don Giovanni e ai suoi familiari.

L'argomento

Il Comune è “salvo”: non dovrà restituire a Banca Intesa i 250 milioni di Boc

29 Gen 2026

di Silvano Trevisani

Finalmente una buona notizia per Taranto: l’Amministrazione comunale non dovrà restituire a Banca Intesa i 250 milioni di euro, oltre interessi, dei Boc, i Buoni ordinari comunali, che vennero sottoscritti dalla giunta Di Bello oltre vent’anni fa. La Corte d’appello di Lecce, infatti, ha sentenziato la “nullità del rapporto contrattuale per l’immoralità della negoziazione”. Insomma: quel prestito sicuramente non andava richiesto ma altrettanto sicuramente non andava erogato. Lo ha comunicato il sindaco Piero Bitetti che, assieme alla giunta comunale e agli avvocati Sticchi Damiani e Correa, collegati in streaming, ha convocato la stampa per dare la notizia. Che solleva sicuramente l’attuale amministrazione comunale, che prudentemente aveva accantonato 48 milioni di euro, data l’incertezza della vicenda, anche dal rischi incombente di un nuovo dissesto finanziario, ma che fa bene a tutta la città che per anni ne ha pagato le conseguenza del dissesto del 2006, con il blocco a tutti i finanziamenti comunali e la maggiorazione delle tassazioni locali.

Bitetti ha espresso la soddisfazione propria e di tutta l’amministrazione per una sentenza che consente al Comune di guardare con serenità alle prossime sfide, senza più la spada di Damocle di una imminente condanna a risarcire una somma proibitiva. Vero è che la Banca, a sua volta, potrà far ricorso alla Corte di cassazione avverso la sentenza della Corte d’appello ma, secondo i legali, proprio la natura della sentenza, che si è addentrata nel merito oltre che nel metodo, rende molto improbabile la sua riforma.

Bitetti ha reso  merito ai legali “con i quali – ha detto - ci siamo confrontati più volte da settembre a qualche giorno fa. Loro hanno colto la nostra preoccupazione, la nostra ansia nel dover gestire questo momento e hanno fatto ricorso a tutta la loro professionalità, molto alta, perché ci hanno confortato e oggi mi sento di poter riconoscere il contributo fondamentale che ci hanno reso”.
Commentando la sentenza ha così dichiarato: “Ci siamo sgravati di un enorme peso e da oggi possiamo pensare alla nostra come a un'amministrazione normale, che può guardare avanti con fiducia, concentrando la sua attenzione alla gestione della cosa pubblica. Questa sentenza ci dà la possibilità di poter pensare a qualche opera in più a poter mettere in programma, iniziative rivolte soprattutto alle fasce deboli della popolazione. Disporremo di risorse più adeguate, anche se non immediatamente utilizzabili, ma magari per il breve termine potremo pensare intanto di alleggerire l'accantonamento di 48 milioni, così da poterci organizzare meglio nell'interesse del bene comune  di tutta la cittadinanza”. 
Al sindaco abbiamo chiesto:
Sarà possibile alleggerire i contribuenti tarantini, che sono i più gravati della Regione, dei carichi contributivi? Soprattutto per quel che riguarda le scuole dell'infanzia, che sono poche e che comportano, per le famiglie tarantine, contributi che sono i più alti della regione?Credo che potremo concentrarci su quelle che sono le entrate, che stiamo provando a migliorare, su un piano di razionalizzazione che resta molto attento ma chiaramente con dei termini diversi per una programmazione più a medio-lungo periodo. Per quanto riguarda gli asili, la scelta più facile per il Comune era rendere privati quelli comunali. Ma abbiamo assunto un impegno che abbiamo voluto mantenere: quelli attuali resteranno pubblici. Ma per gli asili che  si apriranno non riusciamo a impegnarci con delle risorse dirette. Ma insieme agli amici che formano la squadra di maggioranza stiamo individuando delle soluzioni che garantiscano sempre il controllo pubblico ma che possano prevedere una convenzione. Preferiamo dare la possibilità di aumentare i posti ed avvicinarci quanto più possibile alla media nazionale ma, dovendo fare sempre ancora i conti con le risorse a disposizione, non potevamo fare diversamente: rischiavamo di non poter dare seguito alle nuove apertura. Abbiamo preferito individuare un modello nuovo di gestione che ci consenta appunto di dare risposte ai bimbi e alle loro famiglie”.

Libri

Francesco d’Assisi: il ritratto corale che unisce Oriente e Occidente

29 Gen 2026

di Floriano Cartanì

Arriverà presto in libreria Francesco d’Assisi, il nuovo volume edito da Solfanelli di Marco Solfanelli, frutto di un progetto corale coordinato scientificamente da Pierfranco Bruni e curato da Franca De Santis. Un’opera che non si limita solamente a inserirsi nel calendario delle celebrazioni francescane, ma che ambisce a restare, a sedimentare, a interrogare. Perché un libro su Francesco non può essere soltanto commemorazione, deve essere attraversamento, frattura, viaggio, domanda. I testi del libro si muovono lungo direttrici le quali, più che linee di studio vere e proprie, sembrano traiettorie di un percorso: il rapporto tra Francesco e la spiritualità del cuore, intrecciata alla teologia del pensiero.
Lo scavo letterario e storico che scaturisce dagli autori coordinati magistralmente da Pierfranco Bruni, provvede a restituire alla fine un Medioevo tutt’altro che oscuro, anzi riesce a trasmettere soprattutto incroci di un viaggio. Una sorta di camminamento in cui il santo di Assisi torna a mostrarsi nella sua natura più radicale e quotidiana, fatto di ponti, soglie, dialoghi.

Il volume in parola insiste su un punto troppo spesso trascurato, che vede in Francesco non soltanto il padre della letteratura ‘volgare’, colui cioè che inaugura una lingua capace di parlare al popolo. Francesco è infatti anche il protagonista di un incontro che anticipa di secoli il dialogo interreligioso. Il suo confronto con il ‘sultano superbo’ non è un episodio marginale, ma la chiave per comprendere come, attraverso di lui, Islam, Cristianesimo ed Ebraismo trovino un terreno comune: Francesco quindi, come incarnazione della Croce. Il libro, nelle sue molte voci, costruisce una sorta di “città di Dio” contemporanea, evocando Agostino e al tempo stesso superandolo, perché qui l’Oriente non è più un altrove, ma un elemento interno all’Occidente. Una presenza bizantina che attraversa crocifissi, icone, simboli, fino a ridare senso al presepe stesso nel ricordo del del Poverello di Assisi, letto come gesto narrativo e dialogico, non come semplice tradizione. Ne emerge allora un tempo luminoso, fatto di città che nascono, cattedrali che si innalzano al cielo, ordini religiosi che si strutturano, in una etica federiciana che fa da sfondo a un’epoca più complessa di quanto la manualistica abbia voluto raccontare. Gli studiosi coinvolti compongono un mosaico coerente proprio perché eterogeneo: ogni contributo è un tassello che non pretende di chiudere il discorso, ma di aprirlo. Le voci sono tante e diverse: Maria Teresa Alfonso, Arianna Angeli, Micol Bruni, Floriano Cartanì, Antonetta Carrabs, Marilena Cavallo, Franca De Santis, Maria Grazia Destratis, Tonino Filomena, Alberico Guarnieri, Pasquale Guerra, Roberta Mazzoni, Antonietta Micali, Annarita Miglietta, Marino Pagano, Ippolita Caterina Patera, Giovanna Pezzillo, Rosaria Scialpi, Gioia Senesi, Patrizia Tocci, Maria Stella Tonti, Matilde Tortora e Cristiano Vignali.

Francesco d’Assisi si presenta così come un testo di quelli da leggere attentamente e rileggere, da sottolineare gli spunti, da discutere. Un libro che lascia sicuramentre traccia e non si esaurisce nelle celebrazioni, ma invita a ripensare l’identità francescana come un’eredità viva, capace di parlare al presente con la stessa forza con cui ha attraversato i secoli. Una sfida culturale e spirituale se volete, che non teme la complessità, anzi la rivendica.

Eventi in diocesi

‘Custodi di pace’: sabato 31, incontro al Rosario di Talsano

29 Gen 2026

‘Custodi di pace’: questo è il tema dell’incontro che si svolgerà sabato 31 gennaio, a partire dalle ore 19.30, nella chiesa del Rosario di Talsano.
L’appuntamento, organizzato dalla parrocchia e dal gruppo parrocchiale di Ac, chiude idealmente il Mese della pace, con le numerose iniziative proposte anche a livello diocesano da Azione cattolica nei primi trenta giorni dell’anno, iniziati con il messaggio del Santo padre, per Capodanno.
Sarà la prof.ssa Giada Di Reda, docente dell’istituto superiore di Scienze religiose ‘Giovanni Paolo II’ di Taranto, a guidare una rilettura dei testi magisteriali che nel corso dei secoli – ma in particolare negli ultimi 135 anni – hanno segnato una traccia lineare e coerente contro qualsiasi conflitto.
“Solo per una coincidenza, il nostro incontro – ha puntualizzato don Armando Imperato, parroco del Rosario di Talsano – chiuderà un mese che oramai tantissimi definiscono il Mese della pace, da un’intuizione dell’Azione cattolica nazionale. Ma questa coincidenza mi piace molto, perché sono orgoglioso che anche dalla nostra parrocchia si alzi forte il ‘Sì’ alla pace e il ‘No’ a qualsiasi tipo di conflittualità. Non esistono guerre ‘giuste’!
Esistono sempre – ha concluso don Armando, presentando la conferenza di sabato 31 – i margini del dialogo e quindi del negoziato per vivere come Dio comanda: in santa pace!
Se vogliamo la pace, allora, prepariamoci… alla pace”.

 

Festeggiamenti patronali

Grottaglie: La festa di San Ciro entra nel vivo con la “Foc’ra” dei record

29 Gen 2026

di Silvano Trevisani

A Grottaglie cresce l’attesa per l’accensione del monumentale falò divenuto, in questi giorni, meta per tanti visitatori, turisti, cittadini e intere classi scolastiche. La maestosa piramide in legna, per tradizione composta da fascine di ulivo e tralci di vite, dedicata al santo compatrono di Grottaglie, San Ciro, darà vita, una volta accesa, a uno dei fuochi più grandi d’Europa. Una struttura imponente: la base è di 32 per 32 metri, l’altezza è di bel 29 metri, toccando un nuovo record. Per le feste patronali si uniscono tradizione, passione, culto e devozione, ma anche un grande momento di incontro della comunità. Realizzata con le fascine portate dai fedeli per devozione, come è scritto nella tradizione secolare, la foc’ra ha una grande camera interna visitabile.

La Foc’ra di Grottaglie è patrocinata e promossa dal Comune e organizzata dall’associazione Amici della fo’cra, tra loro molti giovani, che si sono avvicinati a questa storica arte della costruzione dei falò, custodendo la tradizione e diffondendola nella contemporaneità. La grande manifestazione gode di numerosi patrocini ed è riconosciuta manifestazione ufficiale del PACT – Rete dei Fuochi di Puglia.

Fino al 29 gennaio è possibile visitare, a cura della Pro loco, la Foc’ra allestita nella grande area di via Pasolini, nella 167/bis, fino alle ore 21. Numerosi i gruppi che in questi giorni visitano la pira, comprese numerose scolaresche, provenienti anche dalla vicina San Marzano di San Giuseppe, e, tra gli altri, gli utenti dei Centri diurni di Ceglie Messapica e San Giorgio Jonico. All’interno della grande camera in legna, i fedeli e i visitatori lasciano un messaggio per San Ciro; i bambini hanno realizzato e affisso disegni e letterine.

Il 30 gennaio, dalle 7 alle 17,30 i fedeli potranno ricevere in Chiesa Madre l’antico sacramento dell’unzione con l’olio benedetto di San Ciro, recitando la preghiera utilizzata da san Francesco de Geronimo. Alle ore 11 la Santa Messa sarà animata dall’Unitalsi, alle 11,45 la benedizione del pane di san Ciro. Dalle 12 alle 16 ci sarà la tradizionale “Varda a San Ciro”, ovvero la “guardia” ossia la presenza continua dalla dalle donne devote davanti alla statua del santo. Alle 18, solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Ciro Miniero che alle 20 presenzierà alla benedizione e accensione della pira nella 167 bis, assieme alle autorità cittadine.

Ore 21, Concerto di pizzica salentina sul palco di piazza A. Fago, si esibirà il gruppo musicale salentino I Calanti.

Infine il 31 gennaio, giorno della festa patronale, alle ore 10 solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo emerito di Potenza, Salvatore Ligorio, mentre alle 13,30 muoverà la solenne processione che attraverserà la principali vie cittadine. A conclusione, alle 20,30 spettacolo pirotecnico di contrada Paparazio a cura della ditta Senatore Fireworks di Cava dei Tirreni.

Nell’area spettacolo, sarà allestita una zona food di prodotti enogastronomici tipici pugliesi (bombette martinesi, zampina, porchetta, caciocavallo impiccato, focaccia barese, spaghetti all’assassina, crepes dolci e salate, dolce ungherese e prodotti di Norcia).

La sera, nell’area spettacolo si esibirà il gruppo dei Liberanos a Malo, tribute band ufficiale di Ligabue.

I festeggiamenti si concluderanno domenica 8 febbraio con il riporto, alle ore 16, della venerata immagine del santo nella Chiesa dei paolotti, seguita da fuochi pirotecnici.

Presteranno servizio: Banda Città di Grottaglie del M° Antonio L’Assainato, Banda di Grottaglie “Opus in Musica”, Service audio e luci a cura della ditta Roberto Cifarelli di Grottaglie; l’addobbo in Chiesa sarà curato dalla ditta Aventaggiato di Castrignano dei Greci (LE) Curerà l’artistica illuminazione la ditta di Corigliano Calabro (CS)

In occasione dei festeggiamenti in onore del patrono della città di Grottaglie, San Ciro, il 30 e 31 gennaio 2026, per effetto di ordinanza dirigenziale è stato istituito il divieto di circolazione e sosta con rimozione coatta per tutti i veicoli dalle ore 14 alle ore 24 nelle seguenti vie e piazze:

Via B. Lista; Via Pasolini; Piazza Angelo Fago incr. D’Addario; Piazza Angelo Fago incr. Fanigliulo; Via Rodari tratto compreso tra via D. Luigi Sturzo e rotatoria viale dello Sport; SS7 viale Rodari contrada Paparazio; Via Rodari “lato cancellata scuola Savarra”.

A partire dalle ore 19 di venerdì 30 gennaio entrambe le uscite Paparazio dalla Strada Statale 7, in direzione Taranto e in direzione Brindisi, saranno chiuse al traffico veicolare. Per tutti i veicoli uscenti dalla Zona 167/bis è previsto l’obbligo di svolta a sinistra per complanare via delle Betulle/S. Catoto.

È stato, altresì, disposto il senso unico di marcia per tutti i veicoli su via delle Betulle con senso di marcia da viale Ariosto a Ciro Fanigliulo e l’obbligo di svolta a destra per tutti i veicoli uscenti da via Lupo per via Fanigliulo complanare via delle Betulle/S. Catoto; chiusura della uscita SS.7 da e per contrada Paparazio/Grottaglie direzione Brindisi/Taranto.

In data 30 e 31, vi è l’istituzione di area di sosta riservata ai veicoli al servizio di persone disabili, nel rispetto del 5° comma dell’art. 381 del Regolamento di esecuzione del Nuovo Codice della Strada (D.P.R. 495/1992), su via B. Lista (area parcheggio delimitata) dalle ore 12 del 30.01.2026 alle ore 24 del 31.01.2026.