Diocesi

Settimana della fede, le adorazioni eucaristiche nelle vicarie

27 Feb 2026

di Angelo Diofano

Dopo gli incontri in Concattedrale, la 54ª edizione della Settimana della fede è continuata giovedì sera con l’adorazione eucaristica vissuta a livello vicariale.
Così commenta mons. Gino Romanazzi, direttore degli eventi diocesani. “Si è dimostrata di grande aiuto per la comunità diocesana l’intuizione dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero di predisporre questi appuntamenti decentrati, subito dopo gli incontri in concattedrale, che hanno registrato un cospicuo coinvolgimento dei fedeli” – ha detto.

“In particolare – ha continuato – nell’adorazione vicariale nella Taranto orientale I, vissuta nella chiesa di Santa Rita, si è avuta una risposta molto bella e significativa da parte delle comunità appartenenti. Questo incontro ci ha permesso di guardare attraverso l’eucarestia, esposta solennemente, che Dio è in mezzo a noi e che ci aiuta a sostenere ogni giorno le sfide della vita e a pregare sempre per la pace. Il testo approntato dall’Ufficio liturgico diocesano, che ci ha guidato in questo momento di preghiera è stato bello, con letture dense di significato che sono state di grande aiuto per una meditazione che ha coinvolto appieno ognuno di noi in questa dinamica dell’esperienza del vivere la drammaticità del male, consegnandoci a Colui che ha vinto il male”.

La Settimana della fede si concluderà questa sera, venerdì 27, con la via crucis che si svolgerà in tutte le parrocchie.

 

Eventi in diocesi

Strade di fede: mostra delle immagini e dei simboli della Passione a Talsano

27 Feb 2026

Un cammino tra arte, storia e devozione popolare: sono queste sono le finalità della mostra ‘Strade di fede: viaggio tra le immagini e i simboli della Passione’ che si terrà da domenica 1 a sabato 7 marzo a Talsano, a cura della parrocchia Maria Ss.ma del Rosario, delle confraternite del Rosario e del Carmine e della Proloco talsanese. L’esposizione avverrà nella chiesa del Carmine, nelle stanze parrocchiali in via Garibaldi e via San Francesco e nel salone parrocchiale del Rosario.

Una particolarità degno di rilievo è che i reperti in mostra della Proloco – che sono di un certo valore artistico – subito dopo la chiusura, partiranno per Granada per un’importante esposizione.

Nell’ambito della mostra, domenica 1 marzo alle ore 20 il gruppo corale degli ‘Harmonici Concentus’ diretto dal m° Palmo Liuzzi terrà un concerto in parrocchia.

 

Quaresima

“È bello, Signore, essere qui”: la Trasfigurazione e lo sguardo della fede

L’itinerario proposto prende avvio dalla narrazione evangelica della Trasfigurazione (Mt 17,1-9), in cui si dischiude, per un istante, il mistero dell’identità di Cristo: vero uomo e vero Dio. A partire dal racconto evangelico, si sviluppa una riflessione che, alla luce del magistero di Paolo VI, interpella il credente sulla conoscenza autentica di Gesù. La Trasfigurazione emerge così come anticipazione della gloria pasquale e come paradigma della trasformazione dell’esistenza: un cammino che, attraversando la croce, conduce alla pienezza della vita in Dio

ph Vatican media-Sir
27 Feb 2026

di Luana Comma

Nel Vangelo proclamato in questa II Domenica di Quaresima secondo Matteo (Mt 17,1-9), la Chiesa ci conduce sul monte della Trasfigurazione. Gesù prende con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e, davanti ai loro occhi, il suo volto risplende come il sole e le sue vesti diventano candide come la luce. Accanto a lui appaiono Mosè ed Elia, segno che in Cristo trovano compimento la Legge e i Profeti. La nube luminosa che avvolge i discepoli e la voce del Padre — «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo» — rivelano l’identità profonda di Gesù e anticipano, nel cuore della Quaresima, la gloria della risurrezione. È un evento breve, ma decisivo: uno squarcio di cielo che prepara allo scandalo della croce.

La Trasfigurazione non è solo un episodio della vita di Gesù, ma un evento che ha segnato profondamente anche la vita e il magistero di Paolo VI. Più volte egli ha riconosciuto in questo mistero una chiave decisiva per comprendere Cristo e, insieme, la vocazione del credente. Al centro della sua riflessione ritorna con forza una domanda essenziale, che attraversa i secoli e interpella ogni coscienza: chi è davvero Gesù Cristo? Come lo pensiamo, come lo annunciamo, come lo viviamo? Non si tratta di una questione astratta o teorica, ma del cuore stesso della fede cristiana.

Paolo VI osserva con lucidità come, di fronte a questa domanda, molti rimangano in silenzio o rispondano in modo vago. Su tanti intelletti pesa una sorta di nube oscura, fatta di ignoranza, di indifferenza o di rifiuto. Cristo è conosciuto in modo confuso, ridotto a figura del passato o percepito come presenza ingombrante. La sua proposta di essere guida e maestro viene spesso respinta, perché l’uomo moderno preferisce fare a meno di Dio, tenendolo ai margini della vita personale e sociale. In questa prospettiva, il laicismo non è soltanto una posizione culturale, ma diventa una vera rimozione del volto di Cristo dalla storia.

E tuttavia la provocazione del Papa non si ferma agli “altri”. Essa raggiunge anche coloro che si dicono credenti. Noi che pronunciamo il nome di Gesù, che lo confessiamo come Signore, sappiamo davvero chi egli è? Siamo capaci di chiamarlo con verità Maestro, Pastore, Salvatore? Oppure il rischio è quello di una fede abitudinaria, che non nasce da un incontro vivo? Il Vangelo della Trasfigurazione, in questo senso, diventa una chiamata a lasciarci illuminare interiormente, fino a poter ripetere con Pietro non solo un’esclamazione di entusiasmo, ma una confessione profonda: è bello stare davanti a Te, Signore, perché in Te si rivela il senso della vita.

Gesù, infatti, si presenta con un duplice aspetto. Da un lato, la sua umanità concreta, quotidiana, storica; dall’altro, una singolarità che attraversa e trasfigura questa umanità. Anche chi ha tentato di ridurlo a un semplice uomo ha dovuto riconoscere in lui qualcosa di unico: una sapienza senza paragoni, una purezza disarmante, una carità capace di raggiungere i cuori. Sul monte, gli occhi degli apostoli sono resi capaci di vedere oltre l’apparenza: nella persona di Gesù abita una vita più profonda, una natura che supera quella umana. Egli è, per usare un’espressione cara a Paolo VI, come un “tabernacolo in cammino”: l’Uomo che porta in sé la presenza di Dio.

Questa rivelazione non è riservata a pochi privilegiati. Anche a noi è offerta, sebbene in modo diverso. Non attraverso visioni straordinarie, ma mediante lo sguardo della fede, capace di riconoscere, nei segni umili della storia, la realtà del mistero. La Trasfigurazione educa così a una contemplazione che non evade dal reale, ma lo attraversa, cogliendo in esso la presenza del Signore.

Non è un caso che il termine biblico usato per descrivere questo evento sia metamorfosi, trasformazione. Nel Cristo trasfigurato si rivela il significato più profondo della fede: un cammino di trasformazione che coinvolge tutta l’esistenza. La vita umana è già, in sé, un continuo mutamento; ma il Vangelo annuncia qualcosa di radicalmente nuovo. In Cristo, la metamorfosi non si chiude nella morte, ma si apre alla risurrezione. La fede diventa così il luogo in cui l’uomo matura verso il definitivo, imparando a lasciarsi trasformare fino in fondo. Per questo la croce, come ricorda l’evangelista Giovanni, è già glorificazione: nell’ultima consegna di sé, la vita raggiunge il suo compimento. La Trasfigurazione, posta nel cuore della Quaresima, ci orienta proprio verso questo orizzonte: una trasformazione che passa attraverso la croce, ma conduce alla luce, perché in Cristo la nostra storia è già abitata dalla promessa della gloria.

 

* referente della comunicazione Gris (Taranto)

Diocesi

Taranto, celebrazioni per Santa Maria di Costantinopoli

ph ND-G. Leva
27 Feb 2026

di Angelo Diofano

Sono in corso a Taranto nella rettoria di Santa Maria di Costantinopoli, le celebrazioni  in onore della titolare approntati  dal rettore don Mimmo Bucci. La graziosa chiesetta è ubicata al quartiere Porta Napoli, nei pressi del capolinea dei bus extraurbani e di quelli di Kyma mobilità.

Le celebrazioni saranno all’insegna della semplicità, come semplice è l’architettura del tempio.

Domenica 1 marzo alle ore 17 si terrà la Via Crucis seguita dalle ore 18 dalla santa messa con la partecipazione dei Lions Taranto host in occasione dell’anniversario dei loro 70 anni. “Sarà un modo per ringraziarli per la premura e l’attenzione che hanno verso la chiesa e le famiglie bisognose della zona” – spiega don Mimmo.

Martedì, festa di santa Maria di Costantinopoli, alle ore 17.30 ci sarà la recita del santo rosario seguita alle ore 18 dalla santa messa con la partecipazione di tutti i gruppi che animano la vita della rettoria.

I canti saranno eseguiti dal coro ‘Santa Maria di Costantinopoli’ della rettoria.

Sport

Eccellenza Puglia, il Taranto a Canosa inseguendo il “sogno” playoff

ph G. Leva
27 Feb 2026

di Paolo Arrivo

Le difficoltà sono innegabili. Il percorso altalenante: dai sei successi consecutivi, quando Ciro Danucci è stato richiamato ad allenare, all’ultima vittoria schiacciante sul Bisceglie passando per il pareggio deludente col Toma Maglie. Così mutevole è l’umore della tifoseria che aveva contestato duramente la squadra. Grosso è il rammarico per i punti persi contro formazioni che erano alla portata del Taranto, in un girone nel quale gli ionici avrebbero potuto fare la voce grossa dominandolo. Domenica prossima in casa del Canosa l’obiettivo non può che essere conquistare un’altra vittoria.

Il Canosa

Il gruppo allenato da Pasquale De Candia viene da tre vittorie consecutive. L’ultima, in trasferta, di misura contro il Bitonto. In classifica il Canosa occupa la quarta posizione a tre punti dal Taranto. Ma ha una gara in meno disputata (28). Si tratta pertanto di uno scontro diretto in vista del playoff, nel quale sperano entrambe. Questa squadra viene considerata una big del campionato: sconfiggerla non sarà affatto facile, in considerazione anche del rendimento poco proficuo dei rossoblu fuori casa. Nel girone d’andata furono gli ionici a imporsi per 3-1. Andò a rete anche Francesco Losavio, che attualmente è tra i giocatori più in forma a disposizione di mister Danucci.

Campionato

Due partite ravvicinate. Dopo il match col Canosa, infatti, giovedì prossimo 5 marzo si tornerà in campo per il turno infrasettimanale: il Taranto ritroverà le mura amiche dello stadio “Italia” di Massafra per ospitare la formazione locale. Anche questa partita si giocherà a porte chiuse. Per volere della Prefettura di Taranto, nell’ambito delle misure adottate per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica. Nella successiva giornata, la 33esima, i rossoblu riposeranno. Poi mancheranno cinque partite al termine della stagione regolare. Complessivamente i punti a disposizione sono 18, pertanto.

Playoff

L’impresa è disperata. Il destino, infatti, non è solamente nelle mani del Taranto: il regolamento prevede che al termine della regular season di Eccellenza, Promozione, Prima, Seconda e Terza categoria c’è da guardare non solo alla distanza tra la seconda e la terza classificata ma anche a quella tra la seconda e la quinta. Il distacco deve essere inferiore ai 7 punti. Diversamente il playoff non verrà disputato, e ad accedere al turno successivo sarà la seconda classificata. La regola dei sette punti vale anche per il distacco tra la terza e la quarta classificata. In quel caso a passare al turno successivo sarebbe la terza. In sostanza, al momento la classifica dice che il Taranto è fuori dai giochi perché la distanza tra le due squadre di Bisceglie, tra la seconda del girone e la quinta, è proprio di 7 lunghezze. Distacco che peraltro pare essere destinato ad aumentare. Perché il Bisceglie, a cinque punti dalla capolista Brindisi, ha 27 gare disputate – 29 l’Unione Calcio e il Taranto.

 

Taranto – Bisceglie, l’ultimo match di campionato nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

Diocesi

L’esortazione di don Ciro Santopietro ai due candidati al diaconato nella messa al Carmine di Grottaglie

27 Feb 2026

Nella chiesa del Carmine di Grottaglie si sta svolgendo il triduo in preparazione alla celebrazione dell’ordinazione diaconale di Roberto Carbotti e Samuele Pio de Vergiliis, a cura dei sacerdoti che li hanno accompagnati a questa importante tappa del cammino del sacerdozio, come don Ciro Santopietro – per anni parroco del Carmine – che è stato particolarmente vicino ai due giovani. Ecco cosa egli ha ribadito nell’omelia:

“Quando nel 2015 sono approdato verso di voi come parroco – ha detto – eravate studenti appassionati e gioiosamente operativi in questa comunità, con il cuore già in discernimento per la vocazione sacerdotale, insieme abbiamo percorso un pezzo significativo di strada verso la maturazione di un ‘sì’ che fra qualche giorno si concretizzerà con l’ ordinazione diaconale. Questo evento non è semplicemente il passaggio verso il sacerdozio, ma l’assunzione di una forma di vita che rimarrà impressa per sempre: quella di Cristo Servo. Il diacono è posto sulla soglia: tra l’altare e la strada, tra la liturgia e la carità, il termine greco diakonìa non significa solo “servizio” ma indica l’azione di chi si mette in movimento per portare un messaggio o un aiuto. L’icona del grembiule che richiama la lavanda dei piedi di Gesù (Gv 13) è lo specchio del diacono. Gesù si toglie le vesti e si fascia i fianchi. L’ordinazione non vi riveste di un onore, ma vi abilita a un servizio che richiede di sapersi ‘abbassare’  è una sfida. In un mondo che cerca il potere e la visibilità, il diacono sceglie l’ultimo posto. Non è un ‘mini-prete’ ma il richiamo vivente per tutta la Chiesa che nessuno può presiedere l’eucarestia se non è disposto a lavare i piedi ai fratelli”.

Don Ciro ha parlato degli impegni radicali dell’ordinazione che trasfigurano la libertà. Innanzitutto c’è  il celibato, che non è una mancanza di amore, ma una sovrabbondanza, segno di un cuore indiviso, pronto a farsi prossimo di chiunque senza preferenze e testimonianza che Dio solo basta a riempire una vita. Quindi, l’obbedienza, quale la garanzia che non si sta portando avanti un progetto personale ma come inviati e  quella al vescovo inserisce nel corpo della Chiesa, rendendo il servizio un atto di comunione non di individualismo.

“San Policarpo – ha continuato – diceva che i diaconi devono essere ‘misericordiosi, attivi, camminando secondo la verità del Signore, il quale si è  fatto servo di tutti’. Non abbiate paura della vostra fragilità. L’olio dell’unzione che riceverete nell’ordinazione sacerdotale, non serve a rendervi perfetti ma a rendervi consacrati, cioè messi a disposizione di Dio. Portate la gioia, il diacono è il volto gioioso di una Chiesa che sa ancora piegarsi sulle ferite del mondo”.

Il celebrante si è quindi soffermato sulla lettura del giorno che insegna come la preghiera sia necessaria nella vita del diacono, affinché il suo servizio agli uomini abbia il sapore, il gusto della missione gioiosa e liberatrice, con essa il diacono attualizza il servizio più prezioso e vitalmente efficace per la comunità. Con la preghiera a favore del popolo di Dio il diacono si fa canale della potenza della grazia e ha come conseguenza l’azione plasmatrice del cuore del diacono che è così reso capace di amare con lo stesso cuore di Cristo.

“Ricordatevi – ha concluso – non tralasciate mai la preghiera, la prima opera che Satana compie nella vita del presbitero è l’eliminazione del tempo della preghiera, condannando il consacrato a costruire sulla sabbia. Mai camminare senza l’amicizia con Cristo, coltivata nella preghiera costante e gioiosa. Amate Maria Vergine del Monte Carmelo, guardate a lei, Vergine dell’ascolto. Sia lei la maestra della preghiera e del servizio discreto e solerte. Sia lei la stella del mare, del vostro mare, anche quando sarà in tempesta, e sicuramente non perderete mai la rotta della pace e della gioia del cuore. Il Signore vi benedica e Maria con tutti i Santi vi proteggano e assistano fino alla fine e fino in fondo”.

Società

Riforma ‘Disabilità’, Ricotti (patronato Acli): principi condivisibili ma le modifiche incidono sull’accesso ai diritti

ph Siciliani Gennari-Sir
27 Feb 2026

La riforma della disabilità contiene principi importanti e condivisibili, ma nella fase sperimentale ha finito per complicare l’accesso ai diritti anziché semplificarlo. Le difficoltà operative e i cambiamenti procedurali, pur sottolineando le ampie sinergie e condivisioni attivate con la direzione generale dell’Inps, stanno ricadendo direttamente sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie”: così Paolo Ricotti, presidente del patronato Acli, ha commentato la sperimentazione della nuova normativa sull’accertamento della disabilità, che dal 1° marzo in poi sarà estesa ad altre 40 province italiane, che si aggiungono alle 20 già coinvolte. L’ampliamento segna una nuova fase di attuazione della riforma e un passaggio verso l’uniformità delle procedure su scala nazionale.
La riforma introduce nuovi criteri e modalità di accertamento della disabilità, prevedendo una valutazione di base unitaria affidata all’Inps. Le novità riguardano le persone e le famiglie che presentano una nuova domanda di invalidità civile, di indennità di accompagnamento o di riconoscimento dello stato di handicap ai sensi della legge 104/1992.
Le domande presentate entro il 28 febbraio 2026 nelle nuove 40 province sperimentali continueranno a essere definite secondo la normativa precedente fino alla loro conclusione.
Una delle principali novità introdotte dal decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62 riguarda l’avvio del procedimento valutativo. La tradizionale domanda amministrativa è sostituita dall’invio del certificato medico introduttivo, che dà avvio all’accertamento e determina la decorrenza dell’eventuale prestazione assistenziale a partire dal primo giorno del mese successivo all’invio.
Resta aperto il nodo dei costi. Il certificato medico introduttivo ha un costo variabile tra 150 e 250 euro, interamente a carico delle famiglie.
Dai nostri uffici territoriali emerge con chiarezza che questo costo rappresenta, soprattutto per le situazioni più fragili, un ostacolo economico all’accesso ai diritti – sottolinea Ricotti -. Il rischio è che una riforma nata per garantire equità finisca per accentuare le disuguaglianze”.
Il patronato Acli invita i cittadini a presentarsi tempestivamente presso le proprie sedi con una copia del certificato medico introduttivo e della ricevuta di presentazione, per consentire la corretta trasmissione dei dati socioeconomici all’Inps e garantire un’assistenza completa durante l’intero procedimento.
Al medico per trasmettere il certificato, al patronato per la tutela dei diritti – conclude Paolo Ricotti, presidente del patronato Acli -. In una fase di cambiamento così delicata, l’accompagnamento è essenziale per non perdere le prestazioni a cui si ha diritto”.

Diocesi

Festa patronale a San Crispieri-Faggiano nel segno della pace

27 Feb 2026

Sono in corso a San Crispieri-Faggiano i festeggiamenti patronali in onore di Santa Maria di Costantinopoli, a cura della medesima parrocchia guidata da don Ezio Succa che così li presenta: “L’appello di papa Leone parla di una pace ‘disarmata e disarmante’, la Chiesa italiana ci invita ad ‘educare’ alla pace. L’arcivescovo ci guida per cammini parrocchiali e vicariali di ‘comunione all’interno di ogni singola parrocchia e tra le parrocchie della medesima vicaria’. Per questo saranno i preti della vicaria ad accompagnarci nelle varie celebrazioni. Ogni cambiamento ha bisogno di un cammino educativo per far maturare una nuova solidarietà universale e una società più accogliente. La festa patronale è momento di condivisione e di celebrazione per educarci alla Pace. La Pace sia con Voi! Questo saluto di pace entri nel nostro cuore, nelle nostre famiglie, in tutte le persone, ovunque siano, in tutti i popoli, su tutta la terra. Ci sostenga, in questo percorso di ‘Festa educativa alla pace’ san Francesco d’Assisi: dopo otto secoli continua ad educarci alla pace, lui, l’uomo della pace che ‘in ogni suo sermone, prima di comunicare la parola di Dio al popolo radunato, augurava la pace dicendo: ‘Il Signore vi dia la pace!’.

I festeggiamenti sono iniziati sabato 21 febbraio con la santa messa presieduta da don Pompilio Pati parroco di San Pasquale in Lizzano; al termine, Nello spirito di San Francesco d’Assisi, uomo della pace, si è svolta l’iniziativa a cura dei bambini del catechismo ‘Un fiore di pace a Maria’.

Sabato 28, alle ore 18, santa messa presieduta da don Pino Calamo, già parroco di Faggiano-San Crispieri e direttore diocesano della Migrantes cui seguirà la festa della pace nell’incontro dei bambini del catechismo con alcuni bambini migranti, con raccolta viveri per un mondo di pace.

Domenica 1 marzo, sante messe alle ore 11 (presieduta da don Cosimo Monopoli, ricordando la mamma Addolorata Massaro) e alle ore 18: (presieduta da don Franco Damasi, presente nella nostra vicaria da oltre 50 anni).

Lunedì 2, alle ore 18 la santa messa sarà presieduta da don Danilo Minosa e animata dalla comunità di Torricella. Costantinopoli (Istanbul) sul tema ‘Le religioni costruiscono ponti di pace’.

Martedì 3, festa di Santa Maria di Costantinopoli, santa messa alle ore 10 presieduta da don Davide Errico, vicario zonale, sul tema ‘Disarmare le parole’; alle ore 11, premiazione di alcuni elaborati sulla pace in onore della Madonna realizzati dai bambini di alcune classi dell’ic Madonna della Camera, sezione di Faggiano; alle ore 18.30, celebrazione eucaristica presieduta da don Francesco Santoro, parroco di Faggiano, gemellata con Betlemme, sul tema ‘Terra Santa, Terra desiderosa di pace’.
Seguirà processione per le vie di San Crispieri, accompagnata dalla banda ‘Armonie’ di San Marzano, con spettacolo pirotecnico presso l’antico santuario.

Questa, infine, la preghiera alla Celeste Patrona di San Crispieri:

“O Maria, Madonna di Costantinopoli, tu sei Madre, ci ami e ci conosci: madre di misericordia, tante volte abbiamo sperimentato la tua tenerezza, la tua presenza che riporta la pace, perché tu sempre ci guidi a Gesù, Uomo della pace. Tu, stella del mare, non lasciarci naufragare nella tempesta della guerra. Tu, arca della nuova alleanza, ispira progetti e vie di riconciliazione. Tu, ‘terra del Cielo’, riporta la concordia di Dio nel mondo. Estingui l’odio, placa la vendetta, insegnaci il perdono. Madre della famiglia umana, mostra ai popoli la via della fraternità. Regina della pace, aiutaci ad essere costruttori di pace. Amen”.

Ecclesia

Principato di Monaco, Africa e Spagna: tre viaggi apostolici in tre mesi per papa Leone

ph Vatican media-Sir
26 Feb 2026

Tre viaggi apostolici internazionali in meno di tre mesi. Dopo il suo primo viaggio apostolico, svoltosi in Turchia e in Libano dal 27 novembre al 2 dicembre 2025, papa Leone XIV – come ha annunciato il direttore della sala stampa della Santa sede, Matteo Bruni, rimandando ai programmi dei tre viaggi papali, che verranno resi noti a suo tempo – si prepara a raggiungere, in ordine cronologico, il Principato di Monaco, l’Africa e infine la Spagna.
Il viaggio nel Principato di Monaco, in programma il 28 marzo prossimo, segnerà la prima visita di un Papa nel Principato nella storia moderna, e arriva due mesi dopo l’udienza concessa dal Pontefice al principe Alberto II di Monaco il 17 gennaio scorso.
Molto intenso e impegnativo si profila il viaggio più lungo dei tre annunciati, quello in Africa – dal 13 al 23 aprile – che lo porterà sulle tracce di sant’Agostino in Algeria (Algeri e Annaba); quindi in Africa centrale, in Camerun (Yaoundé, Bamenda e Douala); in Angola (Luanda, Muxima e Saurimo) e infine in Guinea Equatoriale (Malabo, Mongomo e Bata). Il primo Papa agostiniano della storia, dunque, affronterà il continente africano innanzitutto facendo memoria del santo di Ippona, per poi raggiungere due Paesi in via di sviluppo ma alle prese con la povertà, come il Camerun e l’Angola, il primo dei quali, nella zona settentrionale, è in preda da dieci anni a una guerra civile. La Guinea Equatoriale, ultima tappa del viaggio papale in Africa, è invece l’unico Paese africano dove si parla spagnolo. Per la durata, il viaggio apostolico nel continente africano è paragonabile a quello compiuto nello stesso continente, nel 1985, da Giovanni Paolo II, che aveva visitato 7 Paesi in 11 giorni.
Dal 6 al 12 giugno, infine, papa Leone XIV visiterà la Spagna: finora non sono state rese note le tappe del viaggio, ma il Papa potrebbe verosimilmente iniziare il suo itinerario a Madrid e poi raggiungere Barcellona, per inaugurare la nuova e più alta torre della Sagrada Familia, capolavoro di Antoni Gaudí, nel centesimo anniversario della morte dell’architetto catalano, dichiarato l’anno scorso, venerabile. Altra possibile tappa, stando alle indiscrezioni provenienti dalla Spagna, le Isole Canarie.

Emergenze ambientali

Dal Tribunale di Milano stop all’Ilva
I sindacati si autoconvocano a Roma

26 Feb 2026

di Silvano Trevisani

Il futuro dell’ex Ilva, problema cardine per l’economia e la società tarantine, si fa sempre più nebuloso. Agli interrogativi sulla imminente vendita dell’azienda si aggiunge oggi la decisione del Tribunale di Milano che, accogliendo il ricorso presentato da un’associazione ambientalista, ha deciso lo stop della produzione dell’area a caldo. Tale decisione diventerà esecutiva il prossimo 24 agosto se non sarà impugnata e se non saranno adottate misure che modifichino in maniera sostanziale le attuali condizioni produttive, ritenute dannose per la salute.

Intervenendo su specifiche prescrizioni della discussa Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale del 2025, i giudici della Sezione XV del tribunale evidenziano la necessità di accelerare gli interventi di tutela ambientale nello storico impianto siderurgico.

Il Tribunale civile di Milano, in particolare, ha valutato gli aspetti legati al monitoraggio di pm10 e pm2,5, al regime dei cosiddetti ‘wind days’, all’installazione di serbatoi contenenti sostanze pericolose, alla temperatura minima di combustione delle torce per i gas di affinazione dell’acciaio e alla completa intercettazione delle emissioni diffuse durante il trasferimento del coke. Come spiegano i giudici, “non erano stati previsti termini certi per l’esame e la realizzazione degli interventi di ambientalizzazione, rendendo necessaria un’accelerazione della loro attuazione”.

Il provvedimento, precisano i vertici del Tribunale, Fabio Roia e Angelo Mambriani, che entrerà in vigore se non verrà impugnato, ha l’obiettivo di proteggere non solo i ricorrenti, ma anche tutti i cittadini residenti a Taranto, Statte e nei quartieri limitrofi, richiamando anche la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 25 giugno 2024, che aveva affrontato questioni analoghe in materia di tutela ambientale e salute pubblica. Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, Acciaierie d’Italia Holding e Ilva in a.s., hanno la possibilità di richiedere un’integrazione dell’Aia 2025, con indicazione di tempi certi e ragionevolmente brevi per l’attuazione dei piani di ambientalizzazione ritenuti non ancora eseguiti.

Resta caldo anche il fronte sindacale: il ministero del lavoro ha convocato i sindacati per discutere la proroga della Cassa integrazione straordinaria (Cigs) richiesta da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, una misura che riguarda circa 4.450 lavoratori, di cui 3.803 nello stabilimento di Taranto, a partire dal 1° marzo 2026 e per un anno.

Ma i sindacati Fiom Fiom Uilm, che chiedevano di essere immediatamente convocati dal governo per conoscere lo stato della discussione sul futuro della più grande azienda siderurgica italiana e sul destino di 20.000 dipendenti, non avendo ricevuto riscontro della loro richiesta hanno deciso di autoconvocarsi a Roma per il 9 marzo, a Palazzo Chigi.

Per Valerio D’Aló, segretario nazionale Fim Cisl e coordinatore nazionale del settore siderurgico, “non c’è più tempo da perdere: non basta discutere soltanto di ammortizzatori sociali. Se l’azienda non porterà elementi concreti per un vero confronto, non ci saranno margini”.

Diocesi

Le regole del discernimento spirituale: ritiro a Casa San Paolo

ph ND-G. Leva
26 Feb 2026

di Angelo Diofano

‘Le regole del discernimento spirituale’ (seconda parte) è l’argomento che sarà trattato nel  ritiro spirituale, rivolto al laicato, guidato da mons. Ciro Marcello Alabrese a Casa San Paolo – Martina Franca dal 27 febbraio all’1 marzo, prendendo spunto dal seguente passo della Lettera agli Efesini (5,17): ‘Un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce’.
Il ritiro – spiega don Ciro – approfondirà le regole della desolazione che indicano il modo di comportarsi durante le tentazioni per resistere con frutto.

Questo il programma:
Venerdì 27 febbraio: ore 16, arrivo a Casa San Paolo; ore 17, introduzione al ritiro spirituale e meditazione (1Re 19,1ss – 5ª regola ES, n. 318); ore 18.30 vespri – santa messa; ore 19.30 cena; ore 21, istruzione.

Sabato 28: ore 8, lodi;  ore 8.30, colazione; ore 9.30, meditazione (Ebrei 12,1-12 – 6ª regola ES, n. 319); ore 12 santa messa; ore 13, pranzo; ore 16.30, meditazione (1 Samuele 17, 38-51 – 7ª regola ES, n. 320; 1 Pietro 1,6ss – 8 ª regola ES, n. 321); ore 19, vespri; ore 19.30, cena; ore 21, istruzione.

Domenica 1 marzo: ore 8, lodi; ore 8.30, colazione; ore 9.30, meditazione (Luca 23, 40-43; 11,9-11; 22,37 – 9ª regola ES, n. 322); ore 12, santa messa; ore 13, pranzo; ore 15, istruzione e vespri; ore 16, partenza.

Per adesioni: mons. Ciro Marcello Alabrese (3285669986); Cira Caretta (3339195745)

Diocesi

Samuele Pio de Vergiliis verso il diaconato: la mia storia vocazionale

26 Feb 2026

Sabato 28 febbraio alle ore 17 nella parrocchia del Carmine di Grottaglie l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la celebrazione eucaristica durante la quale conferirà l’ordine sacro nel grado del diaconato a Roberto Carbotti e a Samuele Pio de Vergiliis.

Ecco come Samuele Pio de Vergiliis presenta il suo percorso vocazionale:

“Mi chiamo Samuele Pio, ho 25 anni e ho sempre frequentato la parrocchia Maria Santissima del Monte Carmelo di Grottaglie. La mia vocazione, però, è iniziata in un luogo nuovo e insolito: l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, dove sin da molto piccolo sono stato ricoverato per lunghi periodi a causa di diversi problemi di salute. In quel tempo è stato fondamentale il sostegno della mia famiglia: mamma Melisoa Fanja, papà Giovanni e mio fratello Pierre Louis. È proprio lì che, all’età di 13 anni, ho smesso di pensare solo alle mie sofferenze e ho iniziato a guardarmi intorno. Cominciai ad aggirarmi nelle stanze del reparto in cui ero ricoverato, a pregare insieme alle famiglie dei bambini e a farmi prossimo con parole molto semplici.

Tornato in parrocchia dopo il ricovero, ho dato pian piano un senso a ciò che stavo vivendo, iniziando anche una vita più attiva nella comunità: nel 2014 sono entrato nel gruppo dei ‘Giullari di Dio’ e ho iniziato il servizio come aiuto catechista.

Un evento che oggi, più di ieri, riconosco come una vera benedizione sono state le umili parole che don Pasquale Laporta mi rivolgeva nelle situazioni più disparate, nei momenti di crisi, di tristezza o di gioia. Grazie al suo esempio di sacerdote e di padre ho scoperto la bellezza di un sacerdozio umile e paterno.

Il mio rapporto con Dio cresceva sempre di più, soprattutto in ospedale, dove i volti dei bambini e dei loro genitori siintrecciavano con il volto di Cristo, che soffriva con loro e, alcune volte, moriva con loro. È da lì che ho iniziato a rileggere le parole del libro di Giobbe: «Comprendo che tu puoi tutto e che nessun progetto per te è impossibile. Chi è colui che, da ignorante, può oscurare il tuo piano? Davvero ho esposto cose che non capisco, cose troppo meravigliose per me, che noncomprendo. Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto» (Gb 42,2-3.5).

Dopo questa esperienza ho cercato, giorno dopo giorno, di comprendere a cosa il Signore mi stesse chiamando, finché ho ripreso in mano le parole di un santo a me molto caro, San Benedetto: «Se infatti parlare e insegnare è compito delmaestro, il dovere del discepolo è tacere e ascoltare» (Regola, cap. VI). Grazie a queste parole ho provato a fare silenzionella mia vita, cercando di ascoltare a cosa realmente mi chiamasse il Maestro.

Parlandone con il parroco, si è concretizzata la volontà di partecipare agli incontri vocazionali diocesani, iniziati nel 2019. Questi incontri sono stati molto importanti per la mia ricerca vocazionale e mi hanno posto in una seria e profonda ricerca.In quel tempo risuonavano in me le parole del Beato papa Giovanni Paolo I, a me molto caro: «Quando chiama Dio, la cosa è diversa; niente di scritto o di forte o di evidentissimo: un sussurro lieve… che sfiora l’anima».

Con queste parole è iniziato il cammino del propedeutico e, dopo un serio momento di crisi, ho deciso di riprendere in mano la mia vita e la mia vocazione, vivendo una relazione più sincera e profonda con il Signore. Proprio attraverso questa relazione ho intrapreso il cammino in seminario, accompagnato dai miei fratelli seminaristi, dagli educatori don Michele Caputo e don Claudio Maino e dai miei padri spirituali don Davide Errico e, dal quinto anno, don Angelo Valente.

Molto importanti nel mio cammino vocazionale sono stati anche i seminaristi Roberto Carbotti, con cui ho condiviso lo stesso percorso, Cristian Candiota e il nostro fratello più piccolo Pierpaolo Galiano, che è in seminario minore.

Infine, ringrazio don Alessandro Giove che, pur essendo arrivato alla fine del mio cammino in seminario, mi staaccompagnando nel reinserimento in diocesi e per me è sempre più fratello e padre, ed un umile esempio di sacerdote. Infine come ricorda ancora San Benedetto nel Prologo della Regola: «Prima di tutto chiedi a Dio con costante e intensa preghiera di portare a termine quanto di buono ti proponi di compiere, affinché, dopo averci misericordiosamente accolto tra i suoi figli, egli non debba un giorno adirarsi per la nostra indegna condotta». Questoè ciò che cerco di fare ogni giorno. Questa è, in parte, la mia storia vocazionale, una storia che cresce e crescerà ogni giorno di più”.