Lotta alla povertà

Per l’Osservatorio di Antoniano la povertà aumenta tra chi lavora

31 Mar 2026

di Silvano Trevisani

La povertà in Italia aumenta cambiando il volto. Se fino a qualche anno fa era soprattutto legata alla disoccupazione e all’emarginazione sociale, adesso vi si affaccia una quota sempre più consistente di “working poor”, ovvero: “lavoratori poveri”, le persone e i nuclei familiari, cioè, che pur avendo un lavoro, restano nel bisogno. Un fenomeno che mostra una realtà in cui avere un’occupazione non è più sufficiente a garantire una vita dignitosa.

Una conferma della crescente consistenza di questo fenomeno viene dall’Osservatorio di Antoniano sulla povertà in Italia, che conferma sostanzialmente per il 2025 quanto aveva già rilevato l’Eurostat nel 2024: in Italia oltre un lavoratore su dieci (11,8%, contro il 10,9% della media europea) si è infatti trovato in una condizione di rischio povertà, ossia con un reddito disponibile inferiore al 60% del reddito mediano nazionale. Secondo i dati raccolti da Antoniano, nel 2025 è aumentato del 3,52% il numero di persone con un lavoro che si sono rivolte alla rete di Operazione Pane, la campagna di Antoniano nata nel 2014 per raccogliere fondi a sostegno delle 20 realtà francescane presenti in Italia e delle 5 attive nel mondo.

Nel tempo, Operazione Pane, che concentra l’attenzione particolarmente su dieci regioni italiane, tra le quali anche la Puglia, si è evoluta creando una solida rete di realtà francescane e trasformando l’Antoniano in un punto di riferimento per l’analisi della povertà e del disagio sociale in Italia. Per rendere conto di questo lavoro e dei risultati ottenuti grazie al contributo di tutti, l’Antoniano diffonde i dati di Operazione Pane relativi al 2025 sulla povertà nel Paese. “Un modo per mostrare l’impatto positivo delle attività svolte e l’importanza di un impegno condiviso per costruire un futuro più inclusivo”.

Dai dati diffusi dall’Osservatorio si rileva che l’aumento del costo della vita, l’inflazione e i salari che non riescono a tenere il passo con le spese essenziali stanno ridefinendo i contorni della povertà in Italia. I dati 2025 dell’Osservatorio di Antoniano mostrano infatti una realtà in cui la precarietà lavorativa, i contratti part-time involontari e la crescente insicurezza economica spingono sempre più persone verso una condizione di difficoltà: tra i 6.696 singoli assistiti da Operazione Pane, 765 rientrano nella categoria dei “working poor”, rivelando la fragilità di un sistema economico dove il lavoro non è più sinonimo di sicurezza.

A conferma del fenomeno anche il significativo calo percentuale delle persone senza dimora che si sono rivolte alla rete: se nel 2024 queste rappresentavano il 59,36% del totale dei singoli aiutati da Operazione Pane, nel 2025 la percentuale è scesa al 24,72%, a dimostrazione di un ribaltamento degli stereotipi che associano la povertà a persone che non hanno una casa o uno stile di vita stabile.

Antoniano ha rilevato un aumento complessivo dei singoli assistiti e alla ricerca di aiuto, registrando nel 2025 un +13,57% rispetto al 2024. Tra le persone supportate si nota anche un numero elevato di cittadini italiani, che quest’anno hanno rappresentato il 20,19% dei singoli che si sono rivolti alla rete di solidarietà per un aiuto.

Settimana santa in diocesi

Santa messa della Cena del Signore

ph G. Leva
31 Mar 2026

di Angelo Diofano

Alle ore 18 di Giovedì Santo, nella basilica cattedrale di San Cataldo, l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la santa messa nella Cena del Signore, durante la quale avrà luogo il rito della lavanda dei piedi e la solenne reposizione del Santissimo Sacramento per l’adorazione dei fedeli.

Animerà i canti il coro ‘Alleluja’ di San Domenico diretto dal m° Francesco Marangi.

 Presteranno servizio liturgico le confraternite della città vecchia mentre per l’accoglienza gli olii provvederanno i ministri straordinari, una famiglia della comunità della città vecchia con un bambino che si prepara a ricevere il Battesimo e i cresimandi della Cattedrale. La lavanda dei piedi sarà fatta ad alcuni confratelli, ai cavalieri del Santo Sepolcro e a quelli di Malta.

Diocesi

Carosino: il respiro profondo dei riti pasquali

31 Mar 2026

di Floriano Cartanì
A Carosino, la Settimana Santa non è soltanto un appuntamento liturgico: è un ritorno collettivo alle radici, un gesto corale che ogni anno rinnova un patto silenzioso tra fede, memoria e tradizione. Qui tutto ha avuto inizio già nella notte tra il Martedì grasso e il Mercoledì delle Ceneri, quando la grande statua del Crocifisso ha lasciato la chiesa di San Francesco d’Assisi per raggiungere la chiesa matrice. Un passaggio breve nella geografia del paese, ma lunghissimo nella profondità del sentimento popolare, che ha sempre risposto alla grande a questa usanza, perché quella traslazione è ormai percepita come un vero e proprio ingresso nella dimensione quaresimale. Il cammino dopo le Ceneri è proseguito fino al 27 marzo, giorno dedicato alla meditazione dei Sette Dolori di Maria e alla Via Matris, una processione che si caratterizza nella sobrietà quasi raccolta del percorso fatto, attraversando alcune vie del paese dopo la messa vespertina. La riconsegna della statua dell’Addolorata accompagnata dal parroco don Filippo Urso e dai fedeli alla stessa chiesa di partenza, è vissuta come a chiudere un cerchio di profonda riflessione e attesa, tipici di questi giorni. Tutto rappresenta il preludio al cuore pulsante dei riti quaresimali che, anche quest’anno, si sono arricchiti nuovamente di appuntamenti culturali e devozionali. Si è cominciato lunedì 30 marzo con ‘Musica per l’anima’, concerto di musica sacra e meditazione curati dall’associazione ‘Musicisti jonici’ di Fragagnano. Questo concerto ha  rappresentato un vero e proprio ponte sonoro che porta la comunità e le voci del cantato a quelle melodie musicali che accompagnano questo periodo pasquale. Per mercoledì 1 aprile è prevista invece una particolare apertura alle visite della chiesa di San Francesco, per far vedere da vicino i simulacri della Processione dei Misteri. Nelle giornate successive, si entra nel periodo pasquale più densamente vissuto e praticato anche da tutta la popolazione. Il Giovedì Santo, con la visita agli altari della reposizione e la Santa Messa in Coena Domini (ore 18.30), sarà seguita alle ore 22 dall’adorazione eucaristica comunitaria. Questi atti rituali segnano l’inizio di un pellegrinaggio intimo, fatto di passi lenti e sguardi sospesi. In queste giornate fa venire in mente uno dei preziosi libretti tratti dalle omelie dell’amato don Tonino Bello, edito da La Meridiana, dal titolo ‘Dalla testa ai piedi – la Quaresima tra cenere e acqua’, che si consiglia vivamente di leggere. Diceva a tal proposito il vescovo di Molfetta: “Tra questi due riti, si snoda la strada della Quaresima. Una strada apparentemente poco meno di due metri ma, in verità molto più lunga e faticosa”. Proprio il Venerdì Santo rappresenta il vertice emotivo della Settimana, con la santa messa e il racconto delle sofferenze e morte di Gesù, che attirano il cuore dei fedeli. La successiva processione dei Misteri, con i suoi nove simulacri, rappresenta visivamente il racconto plastico della Passione di Gesù: dall’orto del Getsemani alla Croce, ogni statua è un frammento di dolore e di amore di Gesù Cristo verso di noi. Ci piace pensare che chi porta quei pesi statuari sulle proprie spalle, lo fa per ragioni che potrebbero fuggire dalle categorie razionali, come fede o tradizione in primis. Ma può anche essere appunto un voto, un’eredità familiare, oppure un modo per dire “Signore, ci sono anche io ad accompagnarti”: è un gesto che non si può spiegare, si vive e basta. Questa processione organizzata grazie allo straordinario impegno del comitato Riti Settimana Santa, farà un giro grande del paese, toccando molte zone dell’abitato.
Prenderà le mosse dalla chiesa di San Francesco il 3 aprile alle 19, preceduta dall’Adorazione della Croce alle 16:30. Il rientro avverrà poi in tarda serata. Il Sabato Santo culmina, tra l’altro, nella cosiddetta messa alle ore 22, preludio carico di fede alla Santa Pasqua. Ma a Carosino la festività pasquale non  si esaurisce con la Resurrezione  prolungandosi fino al Lunedì dell’Angelo, quando la comunità rende omaggio alla copatrona Madonna delle Grazie, sigillo finale di un percorso che ogni anno rinnova la stessa certezza che qui la fede non è solamente un rito da calendario, ma una trama viva che continua a tenere insieme la comunità.

Eventi in diocesi

Mysterium: mercoledì 1 aprile, Dalla culla alla croce

31 Mar 2026

Mercoledì 1 aprile alle 21.00 al Teatro Orfeo di Taranto, altro appuntamento all’interno della dodicesima edizione del Mysterium Festival: “Dalla culla alla croce – La vita di Cristo nel presepe di San Francesco”. oratorio per voci, coro, orchestra e strumenti popolari.
Con l’Orchestra ico della Magna Grecia diretta dal m° Michele Nitti, e il Lucania Apulia Chorus diretto da Maestro Alessandro Fortunato, Mario Incudine (voce e strumenti popolari) e Grazia Di Michele (voce). Fra gli altri protagonisti dell’opera con testi e musica firmati dallo stesso Incudine, Anita Vitale (voce) e Davide Rondoni (voce recitante), con Antonio Vasta (fisarmonica, zampogna e pianoforte), Michele Piccione (ghironda, lira, chitarra battente, tamburi a cornice e fiati etnici), Pino Ricosta (ukulele basso, contrabbasso e percussioni), Francesco buongiorno (batteria e percussioni).

Il 24 dicembre nel 1223 a Greccio, su ispirazione di Francesco d’Assisi, venne realizzato il primo presepe vivente della storia. Con l’opera “Dalla culla alla croce – La vita di Cristo nel presepe di San Francesco”, si vuole non soltanto celebrare la ricorrenza degli ottocento anni da quello straordinario avvenimento, ma anche raccontare la vita di Cristo attraverso lo sguardo inedito dei personaggi che affollano il presepe.
Ogni protagonista di quella magica notte prende vita e si fa canto, accompagnando il pubblico verso una narrazione circoscritta nel buio di una notte eppure destinata a superare le barriere del tempo e dello spazio rinnovandosi anno dopo anno, in un perenne rimandare al passato e slanciarsi al futuro, tra premonizioni e ricordi, nostalgie e inossidabili verità.

Un’opera teatrale circolare, gioiosa e sofferta in cui Maria, Giuseppe, gli angeli, i Re Magi, i pastori, la levatrice e persino il bue e l’asinello diventano strumento per compiere la volontà divina e per cantare la vita di Colui che cambiò la storia.

Il Mysterium Festival, rassegna di Fede, Arte, Storia, Tradizione e Cultura, è una produzione realizzata da Le Corti di Taras in collaborazione con ico Magna Grecia, L.A. Chorus, ARCoPu e Arcidiocesi di Taranto, con il patrocinio del Comune di Taranto, della Regione Puglia, del Ministero della Cultura e in collaborazione con BCC Banca di Credito Cooperativo San Marzano di San Giuseppe, TP Italia, Varvaglione Vini, Caffè Ninfole, Programma Sviluppo, Baux Casa, Comes, Chemipul italiana. Direzione artistica del m° Pierfranco Semeraro in collaborazione con il m° Piero Romano, direttore artistico dell’ico Magna Grecia.

Mercoledì 1 aprile alle 21.00 al teatro Orfeo di Taranto: “Dalla culla alla croce – La vita di Cristo nel presepe di San Francesco”.
Poltronissima: 15euro;
Platea e Prima galleria: 10euro;
Seconda e Terza galleria: 5euro.

Eventi su prenotazione gratuita: eventbrite. Biglietti online: Vivaticket.
Info: Le Corti di Taras – via Ciro Giovinazzi 28 (392.9199935).
Sito: orchestramagnagrecia.it
Social: Facebook e Instagram.

 

Diocesi

Grottaglie, esercizi spirituali alla Santa Maria in Campitelli

ph G. Leva
31 Mar 2026

di Angelo Diofano

Da ieri, lunedì 30 marzo, al primo aprile alla parrocchia di Santa Maria in Campitelli, a Grottaglie,  si terranno gli esercizi spirituali in preparazione al triduo pasquale col seguente programma quotidiani: ore 8, santa messa presieduta da mons. Salvatore Ligorio; dalle ore 9 alle 11.30, celebrazione delle lodi mattutine ed esposizione solenne del Santissimo Sacramento per l’adorazione personale, durate la quale un sacerdote sarà a disposizione per le Confessioni; ore 11.30, ora media; ore 12, Angelus, benedizione eucaristica e reposizione del Santissimo Sacramento; ore 17.30, esposizione solenne del Santissimo Sacramento e adorazione personale, con possibilità di confessarsi;ore 19, vespri e benedizione eucaristica; ore 19.30, meditazione comunitaria su ‘Passione, Croce e Resurrezione nel Vangelo di Giovanni’ a cura di padre Franco Anncchiarico, con animazione liturgico-musicale a cura del coro ‘Santa Maria in Campitelli’.
Infine, Mercoledì Santo, tutta la comunità è invitata a portare in parrocchia un fiore bianco e una piantina di grano per allestire l’altare della reposizione.

Diocesi

Il precetto pasquale della Polizia di Stato

31 Mar 2026

Lunedì mattina nella chiesa dello Spirito Santo, officiata dal cappellano della Polizia di Stato don Santo Guarino ed alla presenza del questore dott. Michele Davide Sinigaglia, si è svolto il precetto pasquale per il personale della Polizia di Stato e dell’amministrazione civile dell’Interno.
La celebrazione da sempre costituisce un’occasione per riflettere sul significato profondo della Pasqua e per riaffermare i valori di solidarietà e di vicinanza della Polizia di Stato.
Successivamente nella sala conferenza ‘Domenico Pellegrino’ il questore ha consegnato le uova pasquali ai figli dei dipendenti inseriti nel piano di assistenza della Polizia di Stato ‘Marco Valerio’. Si è trattato di un piccolo gesto di sostegno e di attenzione nei confronti di chi affronta con coraggio le difficoltà della vita quotidiana.

Settimana santa a Taranto

Giovedì santo, al centro di accoglienza ‘San Cataldo vescovo’

31 Mar 2026

I responsabili del centro di accoglienza notturno per i senza fissa dimora ‘San Cataldo vescovo’, in vico Seminario (città vecchia), informano che anche quest’anno, la sera del Giovedì Santo, saranno possibili i momenti di venerazione e di preghiera personale all’altare della reposizione che sarà allestito nella cappellina.

Iniziative solidali

600 pasti Slow food per le mense Caritas di Puglia

ph Opera San Francesco
31 Mar 2026

Oggi, martedì 31 marzo nelle sedi Caritas di Bari, Brindisi, Lecce, Barletta, Foggia e Taranto saranno serviti circa 600 pasti da parte di Slow Food Puglia. A Taranto il pranzo sarà servito alle ore 12 nella sala mensa del Centro di accoglienza notturno per i senza fissa dimora ‘San Cataldo vescovo’ in vico Seminario, 17  (città vecchia).

“La Santa Pasqua è anche per noi, della Slow Food Puglia – si legge in una nota –  il tempo per riscoprire la solidarietà verso gli ultimi, verso chi ha bisogno. Contidividere un pasto fraterno ci aiuta ad apprezzare il valore della convivialità e della fraternità. Quest’anno, sempre nell’ottica di lasciare segni tangibili sul territorio, Slow Food Puglia, insieme ad alcune mense gestite dalle Caritas diocesane dei capoluoghi pugliesi, ha organizzato un pasto conviviale. L’iniziativa è stata fortemente voluta dal presidente Slow Food Puglia, Marco Dadamo e dal segretario della Caritas di Puglia, don Mimmo Francavilla. Un’occasione in cui si intrecciano i valori e le attenzione che le due organizzazioni condividono: il valore della comunità, l’attenzione alla biodiversità, la condivisione di un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti, il rispetto verso chi lo produce e l’attività di collaborazione e sostegno fra società civile ed istituzioni.Un gesto che ci spinge a vivere il tempo pasquale in maniera solidale, prendendosi cura di fa fatica nella vita e può trovare un p’ di ristoro e di pace che il Signore dona ai suoi amici”.

Avevo fame e mi avete dato da mangiare (Matteo 25,35). Potrebbero dire così i tanti poveri bisognosi che ogni giorno frequentano la mensa della Caritas – si legge in una nota Caritas – È un rito ricco di bontà d’animo e di disponibilità dei volontari preparare, per i propri fratelli e sorelle bisognosi, un buon cibo caldo ma anche (e, perché no) di qualità secondo la grande tradizione gastronomica della nostra bell’Italia. Quando si visita una mensa del volontariato Caritas si tocca con mani, occhi e cuore, una realtà vera e per certi versi amara, anche molto amara. Una realtà che sa di marginalità, di bisogni primari non visibili ai più e soprattutto neanche tenuti in considerazione dai mass media e dalle Istituzioni civili. È un mondo sommerso, quello dei cosiddetti invisibili! La domanda che ci si pone però è piuttosto amara: perché si continua a considerarli tali per tutto il resto del tempo senza provvedere ad offrire loro una soluzione, se pur minima, almeno per restituire un po’ della dignità perduta di persona e cittadino? Una dignità che significa la possibilità di una propria dimora, di un lavoro – come dice la Costituzione -, quello che nobilita la persona? Ogni città, ogni luogo della nostra Terra hanno tanto da offrire per essere curati secondo l’Inno alla bellezza .In fin dei conti è proprio questo il significato dell’azione continua e quotidiana degli operatori e dei volontari: riabilitare il bisognoso che bussa alla porta della Caritas. Però per realizzare questo nobile fine è necessario assolutamente ottenere la collaborazione fattiva delle istituzioni civili che governano la città… anche con il voto dei cosiddetti invisibili”.

 

 

Diocesi

SS.Crocifisso, sante messe all’istituto Maria Immacolata

ph ND-G. Leva
31 Mar 2026

Per consentire il tradizionale allestimento dell’altare della reposizione alla parrocchia-santuario del Santissimo Crocifisso, l’amministratore parrocchiale, mons. Marco Morrone, informa che nei giorni di lunedì 30, martedì 31 marzo e mercoledì 1 aprile le sante messe delle ore 18.30 saranno celebrate nella cappella dell’istituto Maria Immacolata, in via Mignogna, dove mezz’ora prima sarà offerta l’opportunità di confessarsi.

Settimana santa a Taranto

Giovedì Santo, la santa messa crismale

31 Mar 2026

di Angelo Diofano

Giovedì Santo alle ore 10 nella concattedrale ‘Gran Madre di Dio’ l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la santa messa del Crisma durante la quale i presbiteri rinnoveranno le promesse sacerdotali e saranno benedetti gli olii degli infermi e dei catecumeni e consacrato il Sacro Crisma per la celebrazione dei sacramenti nel corso dell’anno.

Il servizio liturgico sarà affidato ai seminaristi liceali e teologi della diocesi e ad alcuni ministranti; animerà la celebrazione il coro e l’orchestra della diocesi ‘San Giovanni Paolo II’ diretti dal m° don Fabio Massimillo e preparato da Emanuele Spagnulo (all’organo, il m° Nunzio Dello Iacovo).

Gli olii verranno portati all’altare da alcune persone appositamente designate e dai diaconi; per l’olio degli infermi ci saranno un infermiere e una dama dell’Unitalsi; per gli olii dei catecumeni e del crisma, tredici catecumeni che riceveranno l‘iniziazione cristiana; l’offertorio con il pane e il vino sarà fatto da due famiglie della diocesi. Inoltre saranno presenti tutti i ministri istituiti, con i lettori e gli accoliti che presteranno servizio all’altare. Quest’anno ci saranno tutti i ministranti delle parrocchie, con i propri abiti liturgici, che lo desidereranno.

 

Eventi a Taranto e provincia

Dal 17 al 21 giugno torna a Taranto il Medimex 2026

30 Mar 2026

Pet Shop Boys DREAMWORLD The Greatest Hits Live (prima data del tour estivo europeo – esclusiva Centro Sud Italia), Suede (unica data italiana), Slowdive (unica data italiana), NYC Redux Band playing the music of Ramones (anteprima mondiale, produzione originale del Medimex a cura di Marc Urselli) e Agents of Time sono gli ospiti delle due serate di concerti del Medimex 2026, International Festival & Music Conference promosso da Regione Puglia e Puglia Culture nell’ambito del progetto per lo sviluppo del sistema musicale regionale Puglia Sounds, in programma dal 17 al 21 giugno a Taranto. Medimex torna con un programma che propone grandi concerti internazionali, attività professionali e di networking per gli operatori musicali e gli artisti pugliesi, showcase per presentare le novità della scena regionale e nazionale, incontri, mostre, racconti dedicati ai grandi della musica mondiale, presentazioni e attività per avvicinarsi al mondo della musica. Un’edizione che compie un ideale viaggio dal punk al pop – due generi musicali che nel corso degli anni si sono contaminati e hanno pervasivamente influenzato l’immaginario collettivo e la cultura mondiale – attraverso un fitto calendario che compone un mosaico di appuntamenti, esperienze, approfondimenti rivolti a operatori del settore, giovani, artisti e appassionati di musica.

“L’edizione di quest’anno ruota intorno a due espressioni artistiche apparentemente in contrasto ma in realtà con tanti punti in comune: la Cultura Pop e il Punk – dichiara Cesare Veronico, coordinatore artistico Puglia Sounds/Medimex – La Pop Culture e il Punk sono stati due potenti acceleratori culturali. Entrambi immediati, anti-elitari, democratici, provocatori, iconografici. Approfondiremo questi temi da diverse prospettive. Le loro espressioni più importanti saranno i concerti principali con headliner due importanti pop band: Pet Shop Boys, definiti dal Guinness dei Primati ” il duo britannico pop di maggior successo degli ultimi 40 anni” e Suede, fondatori del Britpop insieme a Blur, Oasis e Pulp. Anche quest’anno le band che abbiamo scelto rappresentano i valori sui quali si poggia il Medimex: Il pacifismo, il rispetto dei diritti civili, la tolleranza, il rispetto per la diversità. Una delle novità principali di questa edizione è un progetto speciale del Medimex in anteprima mondiale a cura del pugliese pluripremiato Grammy Award Marc Urselli: NYC Redux Band- Playing the Music of the Ramones. Una super band composta da musicisti newyorkesi che militano in rock band alternative e che, nel cinquantennale del Punk, celebreranno la musica dei Ramones in un evento senza precedenti. Completeranno la line up una band pugliese di elettronica, ben nota soprattutto all’estero, Agents of Time. E infine una delle band preferite di Robert Smith dei Cure, headliner anch’essi del Medimex 2026: Slowdive, precursori dello stile sonoro shoegaze. Sempre al Punk sarà dedicata una prestigiosa mostra, insomma un Medimex da non perdere con un programma ricco di appuntamenti che presenteremo nel corso delle prossime settimane”.

 

“Una manifestazione di spessore capace di attirare pubblico a livello nazionale e internazionale – il commento di Pietro Bitetti, sindaco di Taranto– Regione Puglia con il Medimex ci aiuta a far crescere la nostra città, ad aumentare l’attrattività attraverso ospiti di grande livello e i concerti che si svolgono in un luogo simbolo della città, un sito importante e molto centrale per la città che nei prossimi vorremmo valutare e verificare”.

Sono due le serate di grande musica internazionale in programma sulla rotonda del lungomare di Taranto. Sabato 20 giugno arrivano i Pet Shop Boys DREAMWORLD The Greatest Hits Live, il duo delle meraviglie, che in quarant’anni di attività ha inanellato numerosi record e plasmato il genere pop con hit indimenticabili, presenta un live show immersivo e tecnologico che il The Times ha consacrato come “lo spettacolo pop più affascinante dell’anno”. Nella stessa serata sul palco anche Agents of Time, formazione elettronica pugliese, composta dai producer Andrea di Ceglie e Luigi Tutolo, che dal 2013 si è esibita nei principali festival e dancefloor mondiali e ha remixato un brano di The Weeknd.  Domenica 21 giugno sono previsti tre concerti. Il Medimex celebra i 50 anni del punk con NYC Redux Band playing the music of Ramones, anteprima mondiale, produzione originale del Medimex a cura di Marc Urselli, i brani del disco omonimo di debutto dei Ramones reinterpretati da un supergruppo che riunisce alcuni dei più importanti musicisti della scena statunitense: Brian Chase (Yeah Yeah Yeahs), Sami Yaffa (Michael Monroe, Joan Jett), Steve Conte (New York Dolls), Kid Congo Powers (ex-Bad Seeds), Luis Accorsi (Toxic Tito), Eugene Hutz (Gogol Bordello), Victoria Espinoza (Puzzled Panthers/Gogol Bordello) e Tammy Faye Starlight. Tornano al Medimex, dopo l’indimenticabile concerto del 2017 a Bari, gli Slowdive, band britannica imprescindibile per gli appassionati di shoegaze con all’attivo album e live di culto. E infine Suede, capostipiti del britpop a Taranto per presentare i brani più celebri del loro repertorio e l’osannato Antidepressants, ultimo disco pubblicato nel 2025. Prevendita per le due serate attiva dalle ore 13.00 del 30 marzo nei circuiti Vivaticket e Ticketone.

Prevista anche una programmazione di showcase – selezionati attraverso una call pubblica disponibile sul sito web medimex.it – per presentare i progetti più interessanti della nuova scena musicale pugliese e nazionale. Anche quest’anno la manifestazione si avvale della consulenza artistica, a titolo gratuito, di Antonio Diodato e Michele Riondino che affiancano il coordinatore artistico Cesare Veronico. Antonio Diodato presenta la seconda edizione de Le Strade del Mediterraneo, progetto speciale realizzato per portare nuove sonorità e creare una forte connessione tra le sponde del nostro mare, mentre Michele Riondino propone un progetto speciale tra musica e teatro. Tornano le attività professionali e di networkingrealizzate per facilitare l’incontro e la connessione tra il settore musicale pugliese e rappresentanti del music business italiano. In programma panel, tavole rotonde, masterclass in collaborazione con alcuni tra i principali network musicali italiani: Assomusica, Keepon Live, I-Jazz, Italia Jazz Club Rete Italiana World Music e Desk Italia Europa Creativa. Confermato il segmento di attività formative con Medimex Music Factory rivolta ad autori, produttori e compositori e un appuntamento, novità assoluta, dedicato alla cultura Hip Hop con laboratori su scrittura, composizione e graffiti. Ai Ramones e ai cinquant’anni del punk sono dedicati un’importante mostra fotografica e il video mapping, che approfondisce il legame tra il punk e il pop.  Tornano anche i Racconti, le grandi storie dei protagonisti della musica mondiale, e i libri musicali, con le tradizionali e sempre più seguite presentazioni con l’autore. Il programma completo sarà annunciato nel dettaglio nel corso delle prossime settimane, aggiornamenti costanti sono disponibili sul sito web medimex.it.

Medimex, International Festival & Music Conference è promosso da Regione Puglia e Puglia Culture nell’ambito del progetto per lo sviluppo del sistema musicale regionale Puglia Sounds,  intervento finanziato con risorse del Fondo di Rotazione POC 2021-2027 nel quadro dell’accordo tra Puglia Culture e Regione Puglia Sezione Turismo, evento realizzato in collaborazione con Ministero del Turismo – Fondo Unico Nazionale Turismo, con il sostegno di Siae  – Società Italiana degli autori ed editori.

Lavoro

Ilva: le parole di mons. Ciro Miniero e le conclusioni di ‘Dataroom’

30 Mar 2026

di Silvano Trevisani

Inizia citando l’arcivescovo Miniero il ‘Dataroom’ odierno del ‘Corriere della sera’, a firma di Michelangelo Borrillo, Milena Gabanelli e Mario Geverini sulla vicenda Ilva, titolato ‘Ilva di Taranto, la resa dei conti’. “L’arcivescovo di Taranto, Ciro Miniero – scrivono, sintetizzando un po’ drasticamente – lo ha detto senza filtri: dopo tanti sacrifici e nessun risultato tenere aperta quella che fu la più grande acciaieria d’Europa non conviene più”.

Il reportage che i tre giornalisti propongono nella pagina del più diffuso quotidiano nazionale ricostruisce la vicenda dell’impianto, a partire dal 2012, l’anno di svolta che vide l’arresto dei vertici dell’azienda e il sequestro degli impianti per ordine del giudice Todisco. Da allora, si legge, l’impianto siderurgico è costato 4 miliardi allo Stato, che continua finanziarne la sopravvivenza, nella duplice consapevolezza della sua strategicità e degli effetti che una sua chiusura avrebbe non solo sull’industria italiana ma soprattutto sull’occupazione e ancora di più sul costo che il sostegno economico a tutte le maestranze e il risanamento ambientale (il cui costo è per ora calcolato tra i 4 e i 5 miliardi di euro) comporterebbero.

Nel reportage si ricostruiscono tutte le fasi di una gestione partita nel 2012 con il primo commissariamento e poi proseguita inanellando tutta una serie di errori, la cui portate era ampiamente prevedibile già al tempo della loro effettuazione: leggi di scudo penale prima varate poi ritirate; aste pubbliche raffazzonate e affrettate con conseguenti gestioni fallimentari; appendici giudiziarie che riguardano un po’ tutti: gestori vecchi e nuovi, acquirenti, amministratori. E oggi siamo alla resa dei conti. La fretta del governo di liberarsi degli impianti è conseguente sia alla incapacità di gestirli, sia alla carenza di fondi a disposizione per il risanamento (anche quelli destinati alla ‘transizione’ sono stati di fatto annullati). Ma la fretta cozza con due proposte d’acquisto assolutamente inadeguate e prevedibilmente inefficaci. La prima, quella del finanziere americano Flacks è pura teoria economica, poiché la sua impresa a conduzione familiare non ha soldi e pretende che sia lo Stato a prestarglieli, con l’impegno che lui li restituirà. Ma assicura che occuperà, a regime, circa 8.500 dipententi. La seconda, quella dell’indiana Jindal, vuole ridimensionare drasticamente gli impianti e mantenere al lavoro la metà dei dipendenti previsti da Flacks. perché il grosso della produzione d’acciaio, con forni elettrici, la farà in Oman, dove sta realizzando già un impianto.

Stando così le cose, i tre giornalisti giungono a una conclusione condivisibile, che già tante volte abbiamo caldeggiato, e che è la seguente: “Forse hanno ragione i sindacati quando chiedono di destinare i soldi pubblici alla tutela del lavoro e della salute con l’adeguamento degli impianti, per tornare a produrre in casa, con continuità di gestione, quell’acciaio di cui abbiamo tanto bisogno”.

Di certo la produzione dell’acciaio è redditizia: lo dimostrano le floride imprese italiane e lo dimostravano i capitali enormi accumulati da Riva! Lo Stato più produrlo, a patto che non mantenga boiardi di Stato compromessi e parassiti della politica. I soldi? Non sarebbero un problema, se si pensa che l’inutile e propagandistico ponte sulla Stretto costerebbe quattro volte di più che rifare gli stabilimenti!