Città

Al via i laboratori partecipativi per il futuro del Mar piccolo

Lunedì 16 marzo, alle ore 15.30, al Dipartimento jonico dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro, in via Duomo 259, a Taranto

13 Mar 2026

Prendono ufficialmente avvio i laboratori partecipativi del progetto ‘Nuovi approcci partecipativi per la tutela e valorizzazione del Mar piccolo di Taranto’, sostenuto nell’ambito dell’iniziativa #PugliaPartecipa della Regione Puglia con il sostegno della legge regionale della Puglia n. 28/2017 .

Il primo incontro si terrà lunedì 16 marzo, alle ore 15.30, al Dipartimento jonico dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro, in via Duomo 259, a Taranto.

Il percorso, coordinato scientificamente dalla prof.ssa Maria Casola, si sviluppa nell’ambito delle attività di ricerca e di terza missione del Dipartimento jonico sui temi della partecipazione pubblica, della governance territoriale e della valorizzazione del Mar piccolo. L’iniziativa si pone in continuità con il lavoro già avviato nel 2024 con la redazione della Carta del Mar piccolo, documento condiviso che ha raccolto principi, priorità e azioni strategiche per la tutela e la valorizzazione di quest’area di straordinaria rilevanza ambientale, storica ed economica per la città di Taranto.

I laboratori partecipativi rappresentano una nuova fase di confronto pubblico e costruzione collettiva di proposte, finalizzata a sperimentare strumenti di governance partecipativa applicati ai processi di rigenerazione territoriale e di valorizzazione dei beni comuni.

Il percorso si articolerà in sette laboratori partecipativi tematici, dedicati ai progetti sul Mar piccolo, alla valorizzazione dei beni comuni, alle comunità patrimoniali, alla governance partecipativa e agli strumenti di monitoraggio civico. Prevede, inoltre, la realizzazione di un articolato percorso relativo ad alcuni degli interventi previsti per il Mar piccolo nel quadro dei fondi Jtf e intende inoltre valorizzare nuovi strumenti normativi come leva attiva per la rivalorizzazione e la riqualificazione dei luoghi.

L’obiettivo finale è la costruzione di un documento di sintesi e di raccomandazioni, capace di raccogliere in forma strutturata i contributi emersi nel corso del percorso e di restituirli alla comunità territoriale e alle istituzioni competenti.

Ad aprire i lavori saranno la prof.ssa Maria Casola, referente scientifica del progetto, e il prof. Paolo Pardolesi, Direttore del Dipartimento jonico dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio quadro di dialogo e collaborazione tra università, istituzioni e comunità locali, volto a rafforzare i processi di rigenerazione, tutela e valorizzazione del Mar piccolo.

Diocesi

Martina, via crucis nel centro storico

13 Mar 2026

A Martina Franca, la basilica di San Martino e la parrocchia di San Domenico terranno congiuntamente una via crucis per le viuzze del centro storico, domenica 15 marzo con inizio alle ore 19.30.
Si partirà dalla basilica per percorrere piazza Plebiscito, via Cirillo, via Chiara, via Chirulli, via Pulcinella, via Mercadante, via Calvino, via Gioberti, largo Sa Pietro, via Vico, via Presacaro, vico I Garibaldi, via Garibaldi, via Valente, via Erbaiolo, via Milano, via Ghibellini, via Cairoli, via Monte d’oro, via Umberto con ingresso nella chiesa di San Domenico.

 

Eventi in diocesi

Fragagnano, domenica 15 torna il ‘Rito dei Santi’

13 Mar 2026

di Angelo Diofano

Fede, memoria collettiva e cultura popolare a Fragagnano si uniscono nella 19ª edizione del ‘Rito dei Santi’, domenica 15 marzo alle ore 18.45 nella chiesa del Carmine. L’evento è promosso dalla Proloco con la partecipazione dell’Ordine francescano locale e la collaborazione della confraternita del carmine. L’edizione 2026  si inserisce negli eventi dell’Anno giubilare francescano, un’occasione per riflettere sulla vita e sul messaggio di San Francesco d’Assisi, simbolo di pace, fraternità e povertà evangelica.

Attorno a una tavola si ritroveranno nove partecipanti, in una suggestiva rievocazione simbolica dell’Ultima Cena. A presiedere idealmente il banchetto sarà san Giuseppe, riconoscibile dal tradizionale bastone fiorito, simbolo della sua elezione a sposo della Vergine Maria. Gesù Bambino sarà interpretato dal piccolo Nicholas, di quattro anni.

«Il nostro impegno è continuare a preservare le radici per trasmettere le tradizioni di Fragagnano alle nuove generazioni – sottolinea la presidente della Proloco, Nunzia Digiacomo – custodendo i valori di comunità, memoria e devozione. Il ‘Rito dei Santi’ per questo non è solo una tradizione, ma patrimonio culturale e religioso da conservare e valorizzare, guardando al futuro».

Si inizierà con la lavanda delle mani, in segno di purificazione spirituale, e proseguirà con la chiamata dei santi e la disposizione dei partecipanti attorno alla tavola. Il simbolico colpo di bastone sul pavimento da parte di San Giuseppe darà il via al banchetto, mentre il tintinnio della forchetta sul piatto, annuncerà l’arrivo delle tredici pietanze rituali. Dal pane alle fave, dal baccalà ai cavolfiori fritti, per ogni alimento un significato antico, tramandato di generazione in generazione.

La regia dell’evento è affidata ad Alfredo Traversa, ideatore del Teatro della fede. «Partecipare al ‘Rito dei Santi’ – spiega Traversa – è sentirsi a casa in una chiesa, ritrovando la dimensione della comunità. Vivere la tavola come luogo di accoglienza e condivisione attraverso 13 pietanze della tradizione è magia che solo a Fragagnano si trasforma in rito pubblico e al contempo interiore, attraverso un linguaggio povero, profondo e sincero, nella semplicità dell’incontro».

Il ‘Rito dei Santi’ è patrocinato da Regione Puglia e Comune di Fragagnano, con il partenariato di Unpli Puglia, la Confederazione degli Italiani nel Mondo e Salento delle Murge. L’ingresso  è libero.

«Sostenere questa XIX edizione – commenta il commissario prefettizio Guendalina Federico – specialmente in un anno così significativo come quello giubilare francescano, significa investire nella memoria storica come motore di coesione sociale. Questo rito è un potente messaggio di accoglienza e solidarietà che, dalla chiesa del Carmine, parla a tutto il territorio regionale. Un plauso va alla Proloco e a tutti i partner per la dedizione nel custodire una bellezza che attraversa i secoli e che oggi, con la partecipazione dei più piccoli, guarda con speranza al futuro».

Quaresima

Dalla cecità alla fede nell’incontro con Cristo

Come ricorda Agostino d’Ippona, tutti i prodigi del Signore sono insieme dei fatti e delle parole, segni che rivelano il mistero di Dio.

13 Mar 2026

di Luana Comma

La IV Domenica di Quaresima, tradizionalmente chiamata Laetare, introduce nel cammino penitenziale una luce particolare: non è ancora la Pasqua, ma già se ne intravede il chiarore. Il Vangelo proposto dalla liturgia (cf. Gv 9,1-41) narra la guarigione del cieco nato e si presenta come una delle pagine più dense della teologia giovannea, dove il segno compiuto da Gesù Cristo diventa rivelazione progressiva della sua identità e, nello stesso tempo, itinerario di fede per l’uomo.

Il racconto si apre con uno sguardo: «Passando, Gesù vide un uomo cieco dalla nascita» (cf. Gv 9,1). Non è l’uomo che cerca Cristo, ma è Cristo che per primo si accorge della sua condizione. Questo dettaglio, apparentemente semplice, racchiude una verità teologica decisiva: l’iniziativa della salvezza appartiene sempre a Dio. La cecità di quest’uomo non è soltanto una condizione fisica, ma diventa nel racconto il simbolo della condizione dell’umanità intera, segnata dal limite e incapace di vedere pienamente la verità.

Di fronte a quell’uomo i discepoli pongono una domanda che riflette una mentalità diffusa nel mondo antico: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?» (cf. Gv 9,2). Si trattava di una concezione teologica che stabiliva un legame diretto tra peccato e malattia, interpretando la sofferenza come conseguenza immediata di una colpa. Gesù rifiuta questa logica: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui si manifestino le opere di Dio» (cf. Gv 9,3). Con questa risposta egli sposta radicalmente la prospettiva: non si tratta di cercare un colpevole nel passato, ma di riconoscere ciò che Dio vuole compiere nel presente.

Subito dopo Gesù pronuncia una delle grandi affermazioni cristologiche del quarto Vangelo: «Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo» (Gv 9,5). La guarigione che segue non è dunque un semplice gesto taumaturgico, ma un segno che rivela la sua identità. Egli è la luce capace di dissipare le tenebre dell’uomo, la presenza divina che illumina la storia e apre alla verità.

Il gesto con cui avviene la guarigione è ricco di simbolismo. Gesù fa del fango con la saliva, lo spalma sugli occhi del cieco e poi gli ordina di andare a lavarsi alla piscina di Siloe, il cui nome significa “Inviato”. L’uomo obbedisce, si reca alla piscina e, dopo essersi lavato, ritorna con gli occhi aperti alla luce. La tradizione cristiana ha spesso riconosciuto in questo gesto un richiamo alla creazione: il fango evoca l’argilla con cui Dio plasmò l’uomo nel racconto della Genesi. Cristo appare così come il nuovo Creatore che restituisce all’uomo la capacità di vedere, cioè di vivere nella verità.

Il racconto evangelico non si ferma tuttavia al miracolo. L’evangelista costruisce una lunga serie di interrogatori che progressivamente svelano il significato del segno. I vicini, i farisei e persino i genitori del guarito si interrogano sull’accaduto. E qui emerge un paradosso: mentre il cieco nato acquista la vista, coloro che ritengono di vedere restano chiusi nella loro cecità.

L’uomo guarito compie invece un vero cammino di fede. All’inizio conosce Gesù soltanto come «l’uomo chiamato Gesù»; successivamente lo riconosce come «profeta»; infine, quando Cristo lo incontra nuovamente e gli rivela la sua identità, egli giunge alla confessione decisiva: «Credo, Signore!» (cf. Gv 9,38). Il segno della guarigione diventa così un itinerario spirituale: dalla cecità alla luce, dall’ignoranza alla fede.

Diversa è la posizione dei farisei. Custodi della Legge e convinti di possedere la verità, essi si chiudono progressivamente nel rifiuto. Non riescono a riconoscere l’opera di Dio perché restano prigionieri di uno schema religioso che pretende di controllare la rivelazione. Così, mentre il cieco viene illuminato, coloro che si ritenevano maestri rimangono nelle tenebre.

È proprio in questo contesto che Gesù pronuncia parole di grande forza: «Io sono venuto in questo mondo per un giudizio: perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi» (cf. Gv 9,39). Non si tratta di un giudizio che condanna dall’esterno, ma di una rivelazione che mette in luce la verità del cuore umano: chi riconosce la propria cecità si apre alla luce, mentre chi presume di vedere si chiude alla salvezza.

Su questo punto si inserisce una riflessione particolarmente penetrante di Benedetto XVI, il quale ha sottolineato come in questo episodio emerga una dinamica spirituale decisiva: Gesù viene a separare coloro che si lasciano guarire da coloro che, presumendo di essere già “sani”, rifiutano la luce. Il Papa metteva in guardia da una tentazione molto profonda nell’uomo, quella di costruirsi sistemi di sicurezza ideologici, nei quali si cerca protezione e stabilità. Persino la religione — se ridotta a schema o a garanzia — può diventare parte di questo sistema. In tal modo, però, l’uomo finisce per rimanere prigioniero del proprio egoismo e incapace di accogliere la luce che viene da Dio.

Il Vangelo della IV Domenica di Quaresima diventa così un invito alla conversione dello sguardo. Non basta possedere una tradizione religiosa o una conoscenza dottrinale; ciò che conta è lasciarsi raggiungere dalla luce che viene da Cristo. Solo chi riconosce la propria cecità può essere realmente guarito.

Nel cammino verso la Pasqua, la Chiesa invita dunque ogni credente a fare verità davanti a Dio, confessando le proprie cecità e le proprie miopie spirituali. In questo percorso di purificazione e di luce, come ricordava ancora Benedetto XVI, accompagna la presenza materna di Maria, che generando Cristo nella carne ha donato al mondo la vera luce.

Così, attraverso il segno del cieco nato, il Vangelo rivela il cuore della missione di Cristo: egli viene per illuminare l’uomo, per liberarlo dalle tenebre dell’orgoglio e per condurlo alla gioia di una fede autentica, capace di riconoscere nella sua luce il senso ultimo della vita.

 

* referente della comunicazione Gris (Taranto)

Sport

Volley A2, Prisma La Cascina attende Porto Viro e la vera svolta

ph G. Leva
13 Mar 2026

di Paolo Arrivo

Una gran fatica. Alti e bassi, innumerevoli battaglie sportive per ritrovare la griglia playoff alla 20esima giornata della serie A2 maschile Credem Banca: per rilanciare l’obiettivo del ritorno immediato in Superlega, dopo un anno di Purgatorio. Così la Prisma aveva benedetto la preziosissima vittoria ottenuta in rimonta al tie break a Santa Croce sull’Arno contro la Emma Villas Codyeco Lupi. Poi il turno infrasettimanale col Lagonegro, tra le mura amiche del Palafiom, aveva confermato i progressi e migliorato ulteriormente la classifica. A dispetto del risultato finale, un secco 3-0, la gara è stata tiratissima in tutti i parziali. Gli ionici se la sono aggiudicata grazie al carattere e alla lucidità dimostrata nei momenti chiave della partita. Domenica scorsa invece, a Macerata, il capitombolo inatteso, ha ridimensionato ancora i piani de La Cascina: una brutta prestazione offerta da una squadra apparsa decisamente scarica. Domani contro l’Alva Inox 2 Emme Service Porto Viro bisognerà tornare alla vittoria. Ovvero riscrivere un nuovo capitolo di questa avventura travagliata.

Porto Viro, un avversario temibile

Insolitamente giocata al sabato, alle ore 17.00, la sfida di domani vedrà il ritorno della Prisma al Palafiom, che si spera sia gremito – per l’occasione, la società ha previsto un biglietto unico al prezzo speciale di 10 euro. Nel girone d’andata fu Porto Viro a imporsi in soli tre set. Stavolta sarà un’altra partita, si spera. Porto Viro viene dalla bella vittoria ottenuta nello scontro diretto con la Essence Hotels Fano. Un netto 3-0 in trasferta. Sarà scontro diretto anche con La Cascina. Le due squadre, infatti, hanno gli stessi punti in classifica (28). Taranto occupa la decima posizione, i veneti l’11esima. Gli ionici sono chiamati a conquistare la vittoria e a rientrare nella zona playoff. Salvo che l’obiettivo di questa stagione non sia la salvezza. Alla permanenza in serie A2 pensano gli uomini allenati da Matteo Bologna che, prima della trasferta di Fano, avevano sconfitto anche la capolista Prata, sempre per 3-0. Il gruppo pertanto attraversa un ottimo momento di forma. E si è peraltro rinforzato con l’innesto dello schiacciatore sloveno Jan Klobucar.

La regular season

Quattro partite. Quattro finali: sono quelle da disputare sino al termine della stagione regolare. Dopo la sfida di sabato la Prisma giocherà ancora in casa. Pochi giorni dopo, mercoledì diciotto, per il turno infrasettimanale contro Pineto. Il primo step è proprio voltare pagina. “Dobbiamo assolutamente dimenticare la partita a Macerata in cui non siamo mai riusciti a imporci e abbiamo subìto il gioco dei padroni di casa – ha detto il libero Davide Luzzi nel pre gara – siamo consapevoli e pronti a ritrovare il nostro gioco e ritmo di fronte ai nostri tifosi. Siamo tornati subito in palestra con il giusto piglio per affrontare una squadra che è in fase positiva, per cercare di interrompere la loro striscia e fare più punti possibili da qui alla fine della stagione”.

Taranto – Lagonegro, l’ultimo match al Palafiom nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

Eventi in diocesi

‘I 3 archi’ al Rosario di Talsano

13 Mar 2026

Domenica 15 marzo alle ore 19.30 nella chiesa della Madonna del Rosario, a Talsano, su iniziativa del parroco, don Armando Imperato, avrà luogo il concerto ‘I 3 archi’, con meditazione sulla Passione. Il gruppo musicale è composto da Marco Marzialetti al violino, Carmine Fanigliulo alla viola e Daniele Pozzessere al violoncello, con la partecipazione di Cosimo Ciquera alla chitarra.

 

Eventi a Taranto e provincia

Incontro con la scrittrice Teresa Manes alla scuola ‘Pascoli’ di San Giorgio

13 Mar 2026

Si prevede il ‘tutto esaurito’ sabato 14 – a partire dalle ore 10:30 – nell’auditorium ‘Crisigiovanni’ della scuola G. Pascoli di San Giorgio ionico, edificio dell’i.c. Maria Pia-Pascoli, l’incontro con Teresa Manes, l’autrice di ‘Andrea-Oltre il ragazzo dai pantaloni rosa’, a cura dell’Anspi e dell’oratorio San Giuseppe dal Cuore castissimo – San Giorgio. L’iniziativa fa parte di un percorso avviato con la scuola attraverso incontri e testimonianze con gli studenti dell’istituto che culminerà con il confronto con l’autrice. Il libro strizza l’occhio all’analisi e all’approfondimento sul bullismo e sulle relazioni a tutto tondo, sulla scorta di una narrazione dolorosa ma che lascia spazio di pensare a un mondo migliore che possa ruotare intorno alle ragazze e ai ragazzi.

Teresa Manes è laureata in giurisprudenza ed è scrittrice, insignita dell’onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica, conosciuta a livello nazionale per avere promosso campagne  di prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo e del disagio giovanile. Scrive immaginando di parlare ai giovani e contemporaneamente mandando messaggi agli adulti. Nella prefazione del suo libro si legge che si tratta di ‘un testo che possiede la materialità della vita; perché è un testo sapienziale’. La storia di Andrea, il ragazzo dai pantaloni rosa ha un suo ‘oltre’ che Manes racconta. Le sue parole avranno una eco straordinaria tra i tanti giovani e adulti che hanno chiesto di partecipare all’incontro che metterà al centro di interesse l’autrice oltre gli interventi della prof.ssa Sonia Mappa, referente del bullismo della stessa scuola e di Cristian Piscardi, presidente provinciale dell’Anspi.

 In un mondo dove spesso si scontrano fragilità e supponenze, la cronaca nera , travestita di rosa o di qualche altro colore poco importa, richiama poi tutti a fare luce sugli eventi dolorosi. Il cammino tra le scolaresche con il contributo qualificato e sensibile di Teresa Manes, scelta non a caso dalla progettualità dell’Oratorio Anspi nel travaso progettuale finanziato dalla regione Puglia in collaborazione anche con il comune di San Giorgio Ionico, per scardinare le ultime resistenze a creare una sorta di alleanza educativa per prevenire quelle stesse note nere che occupano le prime pagine di giornali e dei rotocalchi lasciando mestizia e senso di impotenza. Le parole hanno un senso straordinario e quelle di Teresa Manes colpiscono al cuore e all’intelletto dei giovani e dei ‘boomer’ che non vogliono mollare, desiderosi di fare qualcosa per le generazioni connesse o meno in rete e nella vita per tessere trame di amore e di solidarietà.

 

Diocesi

Martina Franca: ‘Consummatum est’, serata alla San Domenico

13 Mar 2026

‘Consummatum est: le Sette Parole di Gesù in Croce’ è il tema della serata di meditazione e preghiera con canti liturgici e testi dei Vangeli che si terrà sabato 14 marzo alle ore 19 a Martina Franca nella chiesa di San Domenico, a cura del gruppo ‘Accordo tra amici’ di Mesagne. Le voci saranno quelle di Cosimo Fragnelli, Dino Fragnelli, Francesco M. Facecchia, Francesco Perrimo; all’organo, Maria Caliandro e al flicorno, Francesco Poci; lettrice, Grazia Dongiovanni.

 

Appuntamenti di Quaresima

I Sette Dolori al ‘San Brunone’

ph G. Leva
13 Mar 2026

Sabato 14 marzo la confraternita dell’Addolorata e San Domenico terrà la celebrazione della commemorazione dei Sette Dolori di Maria per i viali del cimitero San Brunone con inizio alle ore 9.30, animata dai confratelli e dalle consorelle in abito di rito. Le preghiere e le meditazioni saranno intervallate dalle musiche eseguite dalla banda  ‘Santa Cecilia-Città di Taranto’ diretta dal m° Giuseppe Gregucci.

Eventi in diocesi

‘Diciamolo con l’arte’ al Carmine

12 Mar 2026

Prosegue alla parrocchia del Carmine, a Taranto, nei sabati di Quaresima, alle ore 18.30, il ciclo di incontri quaresimali ‘Diciamolo con l’arte’ su quelle opere artistiche che reinterpretano i Vangeli domenicali del ciclo A, detto ‘ciclo battesimale’. Sabato 14 marzo si parlerà di ‘Gesù e il cieco nato’ prendendo spunto dal ‘Codex Purpureus’ di Rossano, del VI secolo.
Infine sabato 21 marzo sarà la volta di ‘Gesù e Lazzaro’ attraverso le opere di Sebastiano del Piombo (1517-1519) e Josè Clemente Orozco (1943).

 

Diocesi

Le reliquie di San Pio a Crispiano

12 Mar 2026

Le reliquie di San Pio saranno esposte sabato 14 marzo nella chiesa intitolata alla Madonna della Neve in Crispiano. L’accoglienza sarà alle ore 17, cui seguiranno alle ore 17.30 la recita del santo rosario e alle ore 18 la celebrazione della santa messa. Al termine Irene Gaeta, figlia spirituale di padre Pio, terrà una testimonianza. Successivamente sarà possibile la venerazione personale delle reliquie.

 

Quaresima in diocesi

‘Sulle orme della Croce – nella luce e nel suono’, via crucis al Sacro Cuore

12 Mar 2026

Venerdì 13 marzo alle ore 19.15 la comunità della parrocchia del Sacro Cuore (in via Dante, a Taranto) vivrà un momento intenso di preghiera e meditazione con una speciale via crucis dal titolo ‘Sulle orme della Croce – nella luce e nel suono’, un cammino spirituale pensato per aiutare tutti a entrare più profondamente nel mistero della Passione di Cristo.

La serata inizierà alle ore 18 con la preghiera del santo rosario e alle ore 18.30 sarà celebrata la santa messa, cuore della vita cristiana, nella quale la comunità si unirà al sacrificio di Cristo e si preparerà interiormente al cammino meditativo della via crucis. Quindi, alle ore 19.15, avrà inizio la via crucis ‘Sulle orme della Croce – nella luce e nel suono’.

“Non sarà soltanto una semplice lettura delle stazioni – dice il parroco, don Francesco Venuto – ma un’esperienza spirituale coinvolgente che aiuterà i partecipanti a rivivere il cammino di Gesù verso il Calvario. Durante ogni stazione verranno riprodotti suoni e atmosfere che accompagneranno la meditazione, per favorire un coinvolgimento più profondo e immedesimarsi nei momenti della Passione: passi, silenzi, rumori e suggestioni che aiuteranno a contemplare il dolore e l’amore di Cristo.

A rendere ancora più suggestivo questo percorso ci saranno anche grandi croci illuminate dalle candele, che lentamente prenderanno forma nella luce, diventando segno visibile della speranza che nasce dalla Croce. La luce delle candele, simbolo della fede e della presenza di Cristo, accompagnerà i fedeli lungo il cammino di preghiera.

Sarà un momento forte di silenzio, contemplazione e comunità – è l’invito del parroco – per fermarsi nel tempo della Quaresima e lasciarsi guidare dalla Croce verso la luce della Risurrezione. Tutti sono invitati a partecipare per vivere insieme questo cammino di fede e di preghiera, lasciandosi condurre ‘Sulle orme della Croce’”.