Diocesi

Kyma Mobilità, celebrazione di Natale con l’arcivescovo Ciro Miniero

23 Dic 2025

In un’atmosfera di profonda condivisione e spiritualità, si è tenuta ieri mattina, 22 dicembre, nell’officina centrale di Kyma Mobilità, la tradizionale santa messa di Natale. La funzione è stata officiata dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero che ha portato un messaggio di speranza e unità alla comunità aziendale e cittadina. “Celebrare il Natale non è una fantasia ma contemplazione di un mistero che ancora oggi sconvolge la nostra mente e i nostri cuori. Viviamo il Natale nella disponibilità del cuore e nell’attenzione continua verso le persone che ci circondano” – ha detto mons. Miniero.

Alla cerimonia hanno preso parte autorità civili, politiche, religiose e militari del territorio, a testimonianza del ruolo centrale che l’azienda di trasporto pubblico riveste nel tessuto sociale di Taranto. A fare gli onori di casa, la presidente di Kyma Mobilità, avv. Giorgia Gira, insieme ai componenti del consiglio di amministrazione, a una folta rappresentanza di dipendenti e ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

Nel suo intervento a margine della funzione, la presidente Giorgia Gira ha rivolto un sentito ringraziamento ai presenti: «Celebrare il Natale nel cuore operativo della nostra azienda, tra i mezzi e i lavoratori che ogni giorno garantiscono la mobilità della nostra città, ha un valore simbolico altissimo. Ringrazio mons. Miniero per la sua preziosa presenza e tutte le autorità che hanno voluto condividere con noi questo momento di riflessione. Il mio grazie più grande va ai dipendenti di Kyma Mobilità: il loro impegno è il motore che ci permette di guardare al futuro con fiducia».
L’incontro, oltre a rappresentare il tradizionale momento per lo scambio degli auguri natalizi, ha vissuto un momento di particolare emozione con la consegna delle borse di studio ai figli dei dipendenti di Kyma Mobilità. Il premio, istituito dall’azienda, rappresenta un riconoscimento tangibile per l’eccellenza e l’impegno profuso negli studi, nonché un sostegno economico concreto per incentivare il proseguimento della carriera accademica delle giovani generazioni.
«Investire nella formazione dei figli dei nostri collaboratori significa investire nel futuro del nostro territorio – ha concluso la presidente Gira – Queste borse di studio sono un premio al merito e un incoraggiamento a perseguire i propri obiettivi con la stessa dedizione che i loro genitori dimostrano quotidianamente sul lavoro».
La mattinata si è conclusa con un momento di convivialità, suggellando il legame tra l’azienda, le istituzioni e le famiglie dei lavoratori in vista delle festività.

 

Giubileo2025 in diocesi

L’incontro degli studenti con l’arcivescovo:
disegnare nuove mappe di speranza

23 Dic 2025

di Paolo Simonetti

Il Giubileo della speranza si avvia verso la conclusione ma gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado della nostra arcidiocesi non hanno voluto perdere l’occasione di incontrarsi per condividere le consegne di questo tempo straordinario. Lo scorso 17 dicembre, infatti, i ragazzi, accompagnati dagli insegnanti di religione cattolica e non solo, insieme ad alcuni dirigenti scolastici, hanno dato vita ad una vivace e coinvolgente mattinata di ascolto e condivisione in Concattedrale.

L’Ufficio educazione, scuola, insegnamento religione cattolica, università ha delineato un interessante percorso di preparazione che è stato proposto agli insegnanti di religione cattolica così da raccogliere le intuizioni e i suggerimenti degli studenti a partire dall’invito di papa Leone XIV a “costruire piccoli passi possibili di pace”. Nella lettera di presentazione inviata ai dirigenti scolastico così si è espresso il direttore del competente ufficio diocesano, mons. Ciro Marcello Alabrese: “La situazione mondiale interpella quotidianamente tutti i cittadini del mondo ad agire concretamente a favore della pace; rilanciando il Patto educativo globale, papa Leone XIV, durante il Giubileo del mondo educativo, ha affermato che “non basta, infatti, far tacere le armi: occorre disarmare i cuori, rinunciando a ogni violenza e volgarità”. La scuola, attraverso il piano triennale dell’offerta formativa, può rappresentare un laboratorio territoriale dove si può apprendere l’arte di praticare una pace ‘disarmata e disarmante’; consentendo a tutti gli studenti di ogni ordine e grado di attivare un cambiamento concreto, fattibile e verificabile nel modo di agire personale e comunitario. La pace deve essere disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di sciogliere i conflitti, aprire i cuori e generare fiducia, empatia e speranza.
Non basta invocare la pace, bisogna incarnarla in uno stile di vita che rifiuti ogni forma di violenza, visibile o strutturale”.

Durante la mattinata, al ritmo dei canti proposti e animati dal prof. Michele Mancone, gli studenti hanno apprezzato i contributi presentati dalle scuole presenti e hanno ascoltato le parole chiare e incoraggianti dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero.
In apertura dei lavori anche il rappresentante dell’ufficio scolastico provinciale, il dott. Francesco Marinaro, ha rivolto ai presenti il suo indirizzo di saluto.
L’incontro ha contribuito ad aumentare la consapevolezza che, in un tempo segnato da conflitti e tensioni diffuse, è necessario rimettere al centro della vita sociale il valore della pace, con un duplice obiettivo: da un lato, superare l’assuefazione al clima di guerra che rischia di spegnere la coscienza critica collettiva; dall’altro, rafforzare la rete di soggetti che già operano per costruire percorsi educativi ispirati ad uno stile di vita nonviolento e partecipativo.

Le scuole presenti provenivano da tutto il territorio della diocesi: ic ‘Frascolla’ di Taranto; ic ‘Martellotta’ Taranto, ic ‘Moro’ Taranto, ic ‘Volta’ Taranto, ic ‘Vico – De Carolis’ Taranto, ic ‘Severi – Mancini’ Crispiano, ic ‘De Amicis’ Grottaglie, Iiss ‘Liside – Cabrini’ Taranto, Iiss ‘Maria Pia’ Taranto, Iiss ‘Pacinotti’ Taranto, liceo ‘Battaglini’ Taranto, liceo ‘Ferraris’ Taranto.

Al termine dell’incontro, l’arcivescovo ha consegnato a dirigenti e docenti una copia della lettera apostolica in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione conciliare ‘Gravissimum educationis’ dal titolo “Disegnare nuove mappe di speranza”.

 

 

Diocesi

‘Giù alla Salinella’ in festa per la Santa Famiglia

23 Dic 2025

Il parroco don Alessandro Solare annuncia i festeggiamenti in onore della Santa Famiglia, che si terranno, sabato 27 e domenica 28 dicembre a cura della omonima parrocchia, “giù alla Salinella”, come ama indicare il suo quartiere.

“La Santa Famiglia – ha continua il sacerdote – ci dimostra che ‘insieme’ si può camminare verso la patria del Cielo, che ‘insieme’ la santità diviene un cammino possibile, che il calore del focolare domestico che è nella Chiesa è ancora per noi una fiamma ardente e ristorante”.

Alquanto ricco il programma delle iniziative:

Domenica 21 dicembre ha presieduto la santa messa delle ore 11 l’arcivescovo mons. Ciro Miniero il quale nell’omelia ha dato modo di ricordare quanto importante sia Colui che sta nascere per noi, benedicendo poi i bambinelli del presepe, come ha fatto papa Leone XIV durante l’angelus. La celebrazione è stata anche occasione per ricordare con affetto e gratitudine gli scomparsi parroci don Romano Carrieri (per trent’anni alla guida della comunità) e don Franco Bonfrate, deceduto lo scorso luglio.

Sabato 27, alle ore 18 santa messa solenne nei primi vespri della solennità con la benedizione e la consegna degli scapolari; alle ore 20.30, concerto del ‘Francesco Greco Ensemble’ in ‘Violin live show Christmas’. La serata si concluderà alle ore 22.30 con i fuochi d’artificio della ditta Il pirotecnico di Taranto.

Domenica 28,  solennità della Santa Famiglia, alle ore 10 santa messa solenne presieduta dall’arcivescovo emerito mons. Filippo Santoro con la benedizione delle famiglie e il rinnovo delle promesse matrimoniali; alle ore 11.30, concerto dell’orchestra ‘Emozioni sonore’ diretta dal m° Stefania Guidato e la direzione artistica e musicale del m° Rosanna Miccolupo, con la partecipazione dei bambini e ragazzi della comunità parrocchiale.

“Occorre fin da ora – ha concluso don Alessandro Solare – ringraziare i tanti volontari che renderanno tutto questo possibile. Li ringraziamo per la passione, il tempo dedicato, la tenacia e le professionalità messe a disposizione. Grazie!”.

Diocesi

‘La città del Vangelo’ fra i vicoli del centro storico

23 Dic 2025

Si terrà il 27 e il 29 dicembre ‘La città del Vangelo’, terza edizione Presepe vivente, a cura della basilica cattedrale San Cataldo inserita all’interno della manifestazione del Comune ‘Natale Diffuso’. Si tratta di un percorso tra vicoli chiese e affacci sconosciuti ai più per raccontare come avvenne la nascita del Salvatore attraverso tableaux vivant, danze, narrazioni, drammatizzazioni, proiezioni, istallazioni, e musiche della banda Santa Cecilia, degustazioni, per riflettere e godere del Primo Natale. L’evento itinerante vede anche la partecipazione straordinaria del Presepe vivente di Crispiano, Studio 1 Centro formatori danzatori, Preinciso accademia di ballo.

Accoglienza in piazza Duomo, primo tour ore 16.30, ultimo alle 20.15.

Le tappe: santuario Madonna della Salute, chiesa di San Giuseppe, vico Zippro, Via di mezzo, largo Fuggetti, Le Fornaci, centro San Gaetano, via Cava, salita San Martino, arco San Domenico, via Duomo, Cattedrale.

Al tour si accede su prenotazione, con un contributo di € 2,00 a sostegno del progetto Oratorio Diffuso, previo contatto al 3520488486 oppure alla mail symbolumets@gmail.com  oppure prenotando direttamente sulla piattaforma www.prenotaunposto.it e cercare “’Città del Vangelo’ oppure dal cellulare con i link  http://pupx.it/eda1095 per la serata del 27 e: http://pupx.it/e05378a per la serata del 29.

 

Natale a Taranto

La processione del Bambinello in città vecchia

23 Dic 2025

di Angelo Diofano

Nella mattinata del 25, in città vecchia, si rinnova l’appuntamento con la processione de ‘’U Bammine curcate’ (Gesù Bambino nella culla) organizzata dalla confraternita della Trinità, i cui aderenti indossano la caratteristica mozzetta rossa recante la ‘cozza San Giacomo’, simbolo dei pellegrini che si recavano a San Giacomo di Compostela.

Dopo la santa messa nella basilica cattedrale di San Cataldo celebrata alle ore 10, l’immagine di Gesù  Bambino sarà portata per via Duomo, pendio San Domenico, piazza Fontana, via Garibaldi, vico Vianuova, postierla Vianuova, via Duomo e piazza Duomo con rientro nella basilica cattedrale. Le tradizionali pastorali natalizie saranno eseguite dalla banda musicale cittadina ‘Santa Cecilia’.

Diocesi

La ‘Luce della pace’: l’esperienza del gruppo scout Taranto14

22 Dic 2025

Riceviamo e pubblichiamo questa nota del gruppo scout Taranto14 sull’arrivo della ‘Luce della pace’:
“Tra le tante iniziative di noi scout , una di queste è la ‘Luce della pace’.  Tante volte mi sono ritrovata a raccontare ai miei ragazzi com’è nata questa incredibile avventura. Dovete sapere che nella Chiesa della Natività a Betlemme vi è una lampada che arde perennemente da moltissimi secoli, alimentata dall’olio donato a turno da tutte le nazioni cristiane della Terra. E a dicembre, ogni anno da quella fiamma ne vengono accese altre e poi diffuse su tutto il pianeta come simbolo di pace e fratellanza fra i popoli. Per questa bellissima tradizione, noi scout dobbiamo ringraziare un bambino, che poco prima di Natale, andò appositamente dall’Austria nella Grotta della Natività e accese una luce dalla lampada nella Grotta di Betlemme e la riportò a Linz con un aereo della linea austriaca: era il 1986. Da allora gli scout viennesi decisero di collaborare alla distribuzione della Luce della Pace, mettendo così in pratica uno dei punti chiave dello scoutismo, l’amore per il prossimo espresso nella ‘buona azione’ quotidiana. Di anno in anno è cresciuta la partecipazione e l’entusiasmo per la consegna della ‘Luce della pace” tramite i gruppi scout.

Da sempre il nostro gruppo scout il Taranto14 della parrocchia Gesù Divin Lavoratore ai Tamburi  è presente e partecipa all’evento. La ‘Luce della pace’ 2025 è arrivata nella nostra città su di una barca a remi alla Lega navale, un luogo suggestivo e così e ricco di emozioni. Eravamo in tanti ad aspettare la luce e nell’attesa abbiamo cantato e pregato per la pace. È stata poi realizzata una grande barchetta di carta e al suo interno sono state inserite delle barchette più piccole con i pensieri di pace che i bambini e i ragazzi hanno affidato al mare.

La ‘Luce della Pace’ va diffusa a più gente possibile: ricchi e poveri, religiosi ed atei, la Pace è patrimonio di tutti e la Luce deve andare a tutti. Si vorrebbe che la luce della pace arrivasse in special modo nei luoghi di sofferenza, ai gruppi di emarginati, a coloro che non vedono Speranza e futuro nella vita. L’occasione della distribuzione può essere occasione di ‘buone azioni’: fare compagnia a chi è solo, visitare gli ammalati ecc. la Pace va portata! Come diceva papa Francesco: La pace è un artigianato: si fa ogni giorno, con le proprie mani’”.

Iniziative solidali

Prezioso supporto a Migrantes da parte di istituzioni e realtà locali

22 Dic 2025

Un significativo gesto di solidarietà ha visto coinvolti tutti i comandi di giurisdizione e numerose istituzioni del territorio, che hanno voluto esprimere la loro concreta vicinanza alla Migrantes diocesana.
Marina Militare, Scuola Carabinieri, Comando della Guardia di Finanza, Aeronautica Militare, Coordinati Ddl, Comando interregionale Marina Sud, Prefettura, Tribunale per i minorenni di Taranto e le ditte portuali hanno offerto un importante supporto, riconoscendo il valore dell’impegno sociale che la Migrantes svolge da anni nelle strade della città, accanto alle persone e alle famiglie che vivono situazioni di maggiore fragilità. Un gesto – commenta Migrantes – che rappresenta non solo motivo di gratitudine, ma anche uno stimolo a proseguire con rinnovata forza un servizio di prossimità e solidarietà, reso ancora più significativo dalla collaborazione e dalla vicinanza delle istituzioni.

Diocesi

Le celebrazioni dell’arcivescovo Ciro Miniero nel periodo natalizio

ph ND
22 Dic 2025

Riportiamo di seguito il calendario delle celebrazioni dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero nel periodo natalizio, comunicateci dall’ufficio diocesano per la Liturgia:

Mercoledì 24 dicembre

Alle ore 23.30 mons. Ciro Miniero presiederà la messa della notte di Natale nella basilica cattedrale di San Cataldo, che sarà preceduta dalla processione  di Gesù Bambino, che muoverà alle ore 23 dal Castello aragonese e giungerà in cattedrale, accolta dal canto della Kalenda.

Giovedì 25

Alle ore 11.30 mons. Ciro Miniero presiederà la messa del giorno di Natale nella concattedrale Gran Madre di Dio. Al termine l’arcivescovo impartirà la benedizione papale con l’indulgenza plenaria.

Domenica 28

Alle ore 18 mons. Ciro Miniero presiederà la celebrazione eucaristica nella basilica cattedrale di San Cataldo per la conclusione nella Chiesa diocesana dell’anno giubilare, al termine della celebrazione ci sarà il canto del ‘Te Deum’ per ringraziare il Signore dei doni spirituali dell’Anno santo.

Giovedì 1° gennaio

Alle ore 11.30  mons. Ciro Miniero presiederà la celebrazione eucaristica nella concattedrale ‘Gran Madre di Dio’.

Martedì 6

Alle ore 11.30 mons. Ciro Miniero presiederà la celebrazione eucaristica dell’Epifania nella basilica cattedrale di San Cataldo.

Iniziative solidali

Un pasto caldo per i più bisognosi

22 Dic 2025

Bellissima iniziativa quella svoltasi  nell’imminenza del Santo Natale, nei giorni scorsi con un gesto di grande generosità rivolto alle persone meno fortunate e senza fissa dimora, nell’impossibilità di procurarsi un pasto caldo. L’associazione ‘Taranto in diretta’, guidata da Angelo Galasso, insieme a In rada restaurant, di Emanuele Battista in via Garibaldi, hanno provveduto alla consegna di 27 pasti caldi. Il menù prevedeva orecchiette con acciughe, capperi e pomodorino, accompagnate da una frittura di calamaretti.

Per l’opportuna distribuzione, i pasti sono stati consegnati in singoli sacchetti alla Caritas diocesana, nelle mani della volontaria Tina Tamborrino, che quotidianamente si prende cura delle persone che vivono in condizioni di difficoltà.

Un gesto semplice ma dal valore immenso, capace di regalare un sorriso a chi, troppo spesso, non riesce più a sorridere, soprattutto nel periodo più significativo dell’anno.

Ecclesia

Card. Pizzaballa: “Dalla comunità cristiana gazawa una grande testimonianza di fede”

ph Patriarcato latino
22 Dic 2025

di Daniele Rocchi

“A Gaza ho trovato un clima molto cambiato: ci sono ancora episodi di attacchi, ma non c’è la guerra. Quindi ho visto una certa ripresa della vita e ho percepito un desiderio molto chiaro di ricominciare a vivere. Si vede più gente in giro, il cibo c’è. Bisogna riconoscere che adesso gli aiuti entrano, anche se sono soprattutto commerciali e poco umanitari”: così il patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, ha commentato la sua visita alla parrocchia latina della Sacra Famiglia di Gaza che si è chiusa domenica 21 (era iniziata venerdì 19 dicembre).
In quei due giorni il cardinale ha incontrato gli oltre 400 rifugiati accolti nelle strutture parrocchiali, parlato con loro, amministrato il sacramento del Battesimo ad un bimbo di tre mesi, che è stato chiamato Marco, e celebrato sette prime comunioni. Non è mancata anche una ricognizione all’esterno della parrocchia fino alla spiaggia dove sono state collocate vaste tendopoli allagate e divelte dal vento e dalla pioggia di questi ultimi giorni. Rispetto alla sua ultima visita a Gaza, a luglio di quest’anno – effettuata insieme al patriarca greco-ortodosso, Teofilo, in seguito all’attacco alla parrocchia latina – il cardinale ha spiegato che, se da un lato, “oggi si trova un po’ di tutto e non c’è la fame, e questo va detto”, dall’altro “la situazione è pressoché invariata con la gente vive nelle tende senza nulla. Adesso, con il freddo, ciò che manca sono le coperte, le strutture per ripararsi dal vento e dalle piogge. Le condizioni di vita sono povere e ci sono un sacco di bambini per le strade, senza scuola”. “Gaza – ha aggiunto – è un po’ un simbolo oggi. Lo si voglia o no, è un simbolo del conflitto che si sta vivendo, della fatica di starci dentro e della tentazione della fuga. E la comunità cristiana di Gaza, con la sua presenza e impegno costante nell’aiutare la popolazione, è esemplare nel testimoniare che questo è quello che siamo e questo è quello che saremo. È una comunità che ha dato la sua testimonianza di fede”.

 

Angelus

La domenica del Papa – Giuseppe, uomo giusto

ph Vatican media-Sir
22 Dic 2025

di Fabio Zavattaro

In questa domenica, che precede il Natale, l’Avvento giunge a compimento: Dio sceglie non solo di visitare, ma di vivere in mezzo al suo popolo; sceglie uno sconosciuto villaggio della Palestina, Betlemme. Sceglie ancora di nascere in una mangiatoia da una povera ragazza di Nazareth, Maria: sarà lei a dare corpo e volto all’Emanuele, Dio con noi.

Ma è anche la domenica di Giuseppe “uomo giusto” come scrive Matteo. Giuseppe viene a sapere la maternità della sua promessa sposa Maria, e, proprio perché uomo giusto, non vuole accusarla pubblicamente ma pensa di ripudiarla in segreto. Il fidanzamento ebraico costituiva un vero e proprio vincolo giuridico e la sua violazione, come si legge nel Deuteronomio, era considerata adulterio. L’evangelista, dice all’angelus papa Leone, ci presenta Giuseppe “nel momento in cui Dio gli rivela, in sogno, la sua missione. Ci propone così una pagina molto bella della storia della salvezza, il cui protagonista è un uomo fragile e fallibile, come noi, e al tempo stesso coraggioso e forte nella fede”. Giuseppe, diceva papa Benedetto XVI, è “l’uomo nuovo, che guarda con fiducia e coraggio al futuro, non segue il proprio progetto, ma si affida totalmente all’infinita misericordia di colui che avvera le profezie e apre il tempo della salvezza”.

Nella prima lettura troviamo nel testo del profeta Isaia l’annuncio che questi fa al re di Giuda Acaz: “il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele”. Un testo che viene spesso letto e collegato con il brano di Matteo come una profezia del concepimento verginale di Gesù.

Nasce, dunque, in un piccolo paese Gesù, una terra circondata dalle superpotenze dell’epoca: Roma, l’Egitto dei faraoni e la Persia; nasce lui stesso profugo, lontano dalla terra dei suoi genitori. “Il Figlio di Dio ‘viene’ nel suo seno [di Maria] per diventare uomo e lei lo accoglie” affermava papa Francesco. “Così, in modo unico, Dio si è avvicinato all’essere umano prendendo la carne da una donna”.

Sappiamo che Giuseppe non solo non ripudia segretamente Maria, “e così – afferma Leone XIV all’angelus – mostra di cogliere il senso più profondo della sua stessa osservanza religiosa: quello della misericordia”. Ma di più, in questo accettare la volontà del Signore “la purezza e la nobiltà dei suoi sentimenti diventano ancora più evidenti” afferma Papa Prevost; e nell’accogliere “il ruolo inaspettato che dovrà assumersi” Giuseppe “con un grande atto di fede, lascia anche l’ultima spiaggia delle sue sicurezze e prende il largo verso un futuro che è ormai totalmente nelle mani di Dio”. Così cita sant’Agostino il Papa per dire che “alla pietà e alla carità di Giuseppe nacque dalla vergine Maria un figlio e proprio il Figlio di Dio”.

“La volontà di Dio per lui – scrive Benedetto XVI nel suo libro L’infanzia di Gesù – non è una legge imposta dall’esterno, ma gioia. La legge gli diventa spontaneamente vangelo, buona novella, perché egli la interpreta in atteggiamento di apertura personale e piena di amore verso Dio, e così impara a comprenderla e a viverla dal di dentro”. E in quanto figlio di Davide, ricorda ancora Benedetto XVI, Giuseppe sa che “deve farsi garante della fedeltà di Dio”.

Ma torniamo alle parole del Papa che all’Angelus spiega come “pietà e carità, misericordia e abbandono” sono le virtù dell’uomo di Nazaret che “la liturgia oggi ci propone, affinché ci accompagnino in questi ultimi giorni di Avvento, verso il Santo Natale”. Atteggiamenti importanti, li definisce, che “educano il cuore all’incontro con Cristo e con i fratelli, e che possono aiutarci ad essere, gli uni per gli altri, presepe accogliente, casa ospitale, segno della presenza di Dio”. L’invito di Leone XIV è di non “perdere occasione per praticarli: perdonando, incoraggiando, dando un po’ di speranza alle persone con cui viviamo e a quelle che incontriamo; e rinnovando nella preghiera il nostro filiale abbandono al Signore e alla sua Provvidenza, affidandogli tutto con fiducia”.

Angelus nella domenica in cui bambini e ragazzi sono in piazza per la benedizione delle statuette del presepio. L’auspicio del Papa è che “tutti i bambini del mondo possano vivere nella pace che “esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince. La pace – scrive il pontefice nel messaggio per la giornata del primo gennaio – ha il respiro dell’eterno: mentre al male si grida ‘basta’, alla pace si sussurra ‘per sempre’”. Scrive ancora Leone: “anche nei luoghi in cui rimangono soltanto macerie e dove la disperazione sembra inevitabile, proprio oggi troviamo chi non ha dimenticato la pace. Come la sera di Pasqua Gesù entrò nel luogo dove si trovavano i discepoli, impauriti e scoraggiati, così la pace di Cristo risorto continua ad attraversare porte e barriere con le voci e i volti dei suoi testimoni”.

Natale a Taranto

La processione a mare nella notte della Vigilia di Natale

ph G. Leva
22 Dic 2025

di Angelo Diofano

Ritorna la processione a mare di Gesù Bambino che si terrà la notte della Vigilia di Natale, organizzata dalla basilica cattedrale di San Cataldo.
S’inizierà alle ore 22 circa dalla chiesa di San Giuseppe, in via Garibaldi (la ‘marina’) da dove il Bambinello sarà accompagnato dalle confraternite della città vecchia e dalla banda musicale Santa Cecilia diretta dal m° Giuseppe Gregucci, percorrendo via Garibaldi, piazza Fontana, ponte di pietra e piazzale Democrate. Quindi, un breve momento di riflessione e di preghiera cui seguirà l’imbarco sulla motonave messa a disposizione da Kyma Mobilità. Dopo un breve tragitto attraverso Mar piccolo e il canale navigabile, l’approdo sarà alla banchina del Castello aragonese, nella cui cappella di San Leonardo si ricomporrà nuovamente il corteo.
Accompagnato dai vogatori del ‘Palio di Taranto’ con i remi in spalla, la processione giungerà, attraverso via Duomo, fino alla Cattedrale dove, alla mezzanotte, avrà inizio la messa della Notte di Natale presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero.

È possibile richiedere il biglietto gratuito per la traversata a mare alla chiesa di San Giuseppe il 22 e 23 dicembre dalle ore 17.30 alle 19.30;
per informazioni, inviare mail a: santamariadicostantinopoli@confraternite.taranto.it