Angelus

La domenica del Papa – Il grido dei poveri

ph Vatican media-Sir
17 Nov 2025

di Fabio Zavattaro

“Ascoltare il grido dei poveri”: è molto più di un invito che papa Leone XIV rivolge ai capi degli Stati, ai responsabili del mondo. È un vero appello a cambiare prospettiva perché “non ci potrà essere pace senza giustizia e i poveri ce lo ricordano in tanti modi, con il loro migrare come pure con il loro grido tante volte soffocato dal mito del benessere e del progresso che non tiene conto di tutti, e anzi dimentica molte creature lasciandole al loro destino”.

Nella giornata in cui si celebra il Giubileo dei poveri, continuando la scelta voluta da papa Francesco, Leone XIV ricorda che tante “povertà opprimono il nostro mondo! Sono anzitutto povertà materiali, ma vi sono anche tante situazioni morali e spirituali, che spesso riguardano soprattutto i più giovani”. Ma c’è un dramma che attraversa tutte le povertà, la solitudine che ci sfida “a guardare alla povertà in modo integrale, perché certamente occorre a volte rispondere ai bisogni urgenti, ma più in generale è una cultura dell’attenzione quella che dobbiamo sviluppare, proprio per rompere il muro della solitudine”.

C’è Francesco, ma c’è soprattutto Paolo VI nelle parole che Leone pronuncia all’omelia nella basilica vaticana di San Pietro. Montini con la sua enciclica Populorum progressio, 1967, aveva parlato di sviluppo nuovo nome della pace, dell’urgenza di affrontare in modo organico il problema del sottosviluppo perché, scriveva, “i popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell’opulenza. La chiesa trasale davanti a questo grido d’angoscia e chiama ognuno a rispondere con amore al proprio fratello”.

Per la celebrazione, San Pietro è insufficiente per accogliere tutti, e moltissimi sono rimasti in piazza e assisteranno alla messa dai maxischermi; a loro il Papa dal sagrato dice: “vi ringrazio per la vostra presenza, la basilica diventa un po’ piccola”. Con 1.300 di loro e una cinquantina di transessuali si fermerà poi al pranzo nell’aula Paolo VI, organizzato dalla San Vincenzo.

Ascoltare i poveri, dunque, chiede Il vescovo di Roma, in un tempo in cui scenari di guerra “presenti purtroppo in diverse regioni nel mondo, sembrano confermarci in uno stato di impotenza”. Se Francesco a Lampedusa aveva parlato di globalizzazione dell’indifferenza, Leone parla di globalizzazione dell’impotenza. Parole già presenti nel videomessaggio in occasione della candidatura dell’isola a Patrimonio immateriale dell’Unesco, che ripropone domenica ricordando che “la globalizzazione dell’impotenza nasce da una menzogna, dal credere che questa storia è sempre andata così e non potrà cambiare. Il Vangelo, invece, ci dice che proprio negli sconvolgimenti della storia il Signore viene a salvarci. E noi, comunità cristiana, dobbiamo essere oggi, in mezzo ai poveri, segno vivo di questa salvezza”.

La povertà interpella i cristiani, i quali sanno che “nelle persecuzioni, nelle sofferenze, nelle fatiche e nelle oppressioni della vita e della società, Dio non ci lascia soli. Egli si manifesta come colui che prende posizione per noi. Tutta la Scrittura è attraversata da questo filo rosso che narra un Dio che è sempre dalla parte del più piccolo, dalla parte dell’orfano, dello straniero e della vedova”. Interpella anche i potenti, i responsabili delle nazioni chiamati a ascoltare il grido dei più poveri, perché “non ci potrà essere pace senza giustizia”.

All’angelus, il Papa parla della persecuzione dei cristiani che accade “non solo con le armi e i maltrattamenti, ma anche con le parole, cioè attraverso la menzogna e la manipolazione ideologica”. Proprio davanti a questi “mali fisici e morali, siamo chiamati a dare testimonianza alla verità che salva il mondo, alla giustizia che riscatta i popoli dall’oppressione, alla speranza che indica per tutti la via della pace”.

Discriminazioni e persecuzioni avvengono in diverse parti del mondo: Leone XIV cita il Bangladesh, Nigeria, Mozambico, Sudan e altri Paesi, “dai quali giungono spesso notizie di attacchi a comunità e luoghi di culto. Dio è Padre misericordioso e vuole la pace tra tutti i suoi figli”. Poi prega per le famiglie nella Repubblica Democratica del Congo, dove, nella regione di Kivu, “c’è stato un massacro di civili, almeno venti vittime di un attacco terroristico. Preghiamo che cessi ogni violenza e i credenti collaborino per il bene comune”.

Infine, il conflitto in Ucraina. Il Papa segue “con dolore” le notizie di attacchi che “continuano a colpire numerose città, compresa Kiev: causano vittime e feriti, tra cui anche bambini, e ingenti danni alle infrastrutture civili, lasciando le famiglie senza casa mentre il freddo avanza”. Esprime vicinanza alla popolazione duramente provata: “non possiamo abituarci alla guerra e alla distruzione”. E prega per “una pace giusta e stabile nella martoriata Ucraina”.

Diocesi

‘Testimoni di Speranza’: la Giornata diocesana dei giovani

17 Nov 2025

di Francesco Mànisi

La Chiesa di Taranto si prepara a vivere con entusiasmo la Giornata diocesana dei giovani, in programma domenica 23 novembre, solennità di Cristo Re, nella parrocchia Santa Teresa di Taranto, dalle ore 9 alle 16. Si tratta di un appuntamento atteso, rivolto a tutti i giovani della diocesi (gruppi parrocchiali, associazioni, movimenti, scout e studenti) dai 12 ai 35 anni, per condividere una giornata di fede, fraternità e impegno, alla luce del tema scelto da papa Leone XIV: “Anche voi date testimonianza, perché siete con me” (Gv 15,27)

Il Santo padre invita a fare un ulteriore passo nel cammino del grande Giubileo 2025: dopo essere stati pellegrini di speranza a Roma, i giovani sono chiamati a diventare testimoni di speranza nel mondo. Un invito che l’équipe di pastorale giovanile diocesana ha accolto con entusiasmo, scegliendo di declinare il tema della testimonianza nella prospettiva cristiana della pace: chi vive il Vangelo con autenticità non può fare a meno di diventare artigiano di pace, costruttore di ponti e segno di speranza per gli altri.

La giornata prenderà il via alle ore 9 con l’accoglienza e l’animazione, momento di incontro e festa tra i giovani provenienti da tutta la diocesi. Alle ore 10 l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la santa messa, cuore pulsante di tutta la giornata.

Seguirà, alle ore 11, la testimonianza di Cristina Castronovi, giovane volontaria tarantina di ‘Operazione Colomba’ (il corpo nonviolento di pace della Comunità papa Giovanni XXIII) impegnata negli scorsi mesi in una missione di pace in Ucraina.

Dopo un breve break, i partecipanti vivranno il laboratorio ‘Sentieri di pace’, un percorso esperienziale e interattivo che aiuterà i giovani a riflettere sulla chiamata evangelica ad essere operatori di pace nelle relazioni di ogni giorno: nella famiglia, tra gli amici, nella scuola, nel mondo digitale.

Dopo il pranzo al sacco, il pomeriggio continuerà in clima di festa con giochi e animazioni proposti dall’Anspi, seguiti alle ore 15 dalla tradizionale pettolata, simbolo tipicamente tarantino di convivialità e amicizia.

La giornata si concluderà alle ore 16 con un momento di saluto e invio, come segno di continuità del cammino giovanile diocesano.

Ogni gruppo potrà iscriversi compilando il modulo online disponibile al link:

 https://forms.gle/xELJM7smdSyGX3vZ6

 

Iniziative solidali

Sabato 15, Giornata nazionale della Colletta alimentare

ph Banco alimentare
14 Nov 2025

di Angelo Diofano

“La povertà ha cause strutturali che devono essere affrontate e rimosse. Mentre ciò avviene, tutti siamo chiamati a creare nuovi segni di speranza che testimoniano la carità cristiana… Aiutare il povero è infatti questione di giustizia, prima che di carità”, si legge nel messaggio di papa Leone XIV per la nona Giornata mondiale dei poveri, che il Banco alimentare ha fatto proprio per la Giornata nazionale della Colletta alimentare, che sarà celebrata sabato 15 novembre.

Anche a Taranto e provincia c’è grande mobilitazione per questa grande iniziativa di solidarietà, in cui le Caritas parrocchiali e gli altri enti impegnati nella solidarietà verso i bisognosi saranno presenti con propri volontari davanti ai supermarket e agli ipermercati per la raccolta di generi di prima necessità. Questi ultimi, assieme a quant’altro raccolto analogamente in tutta la regione, confluiranno poi alla sede regionale del Banco alimentare, a San Giorgio jonico, che provvederà, attraverso le medesime Caritas e le altre realtà preposte, alla distribuzione alle famiglie bisognose di tutta la Puglia in stato di necessità, di cui ben quattordicimila nella provincia tarantina.

In particolare sono richiesti: olio, verdure e legumi in scatola, tonno e carne in scatola, conserve di pomodori e sughi pronti, alimenti per l’infanzia, riso.

Alla ‘Giornata’ parteciperà anche il nostro arcivescovo mons. Ciro Miniero, che sarà presente a partire dalle ore 9.30 a Porte dello Jonio, indossando la tradizionale pettorina gialla data in dotazione ai volontari.

Facendo un resoconto di quanto realizzato nello scorso anno, il presidente regionale di Banco Alimentare, dott. Gigi Riso, riferisce che nella passata edizione della grande Colletta alimentare, nei supermercati della Puglia, in particolare nella provincia di Taranto, Bari, Bat, Lecce e Brindisi sono stati raccolti circa 123. 300 kg di alimenti, così suddivisi: Bat 7.800, Bari 45.000, Brindisi 14.500, Lecce 21.000, Taranto 35.000 (con la partecipazione anche degli studenti degli istituti superiori Pitagora, Pacinotti e Maria Pia).

Vi sono stati coinvolti anche i detenuti del carcere di Bari e Taranto hanno donato generi alimentari per un valore di 2.460 euro e anche  la Marina Militare ha partecipato all’iniziativa donando le eccedenze alimentari di cibo cotto prodotto nelle mense interne per un totale di kg.288.

Infine al 31 marzo scorso (secondo i dati forniti dalle  156  associazioni caritative preposte) in Puglia circa cinquantamila persone che hanno usufruito dell’aiuto alimentare, cui sono stati distribuiti complessivamente 1.868.375 kg di generi di prima necessità per un valore di circa 5 milioni di euro. Una situazione di povertà generale che va aumentando, specialmente nella provincia jonica per la grande crisi industriale e a fronte della quale il Banco alimentare fa appello al grande senso di solidarietà da sempre mostrato della nostra popolazione.

 

Crimini contro l'umanità

Orrore senza fine: i ‘turisti-cecchini’ di Sarajevo

Sarajevo-statua in ricordo del massacro di Srebrenica - ph Marco Calvarese-Sir
14 Nov 2025

di Renato Sacco *

Si sapeva che c’erano i cecchini a Sarajevo. Non a caso, il viale principale era stato rinominato ‘viale dei cecchini’. Quando il 12 dicembre 1992 abbiamo percorso le strade di Sarajevo, sotto assedio da diversi mesi, con don Tonino Bello, don Albino e altri 500 tra  donne e uomini disarmati, con la Marcia della pace, ricordo ancora quell’uomo che mi tira per la giacca e, portandomi al riparo vicino ad una fontana dietro ad un muro, indicandomi le montagne mi dice: be careful, ‘snipers’! I cecchini!
Del resto, la voce che cecchini arrivassero anche da altri Paesi circolava da tempo. A guerra finita, poi, mi è capitato anche di vedere alcune delle postazioni nelle quali si sistemavano gli snipers. Ho visto anche casse di munizioni, made in Italy, sicuramente utilizzate per colpire gli abitanti di Sarajevo, dalle montagne che la circondano, durante l’assedio iniziato nell’aprile ’92 e terminato alla fine del ’95.
Confesso, però, che mai avrei immaginato di leggere sui giornali, in questi giorni, che “turisti cecchini” partivano anche dall’Italia alla volta di Sarajevo per sparare, pagando, su donne e bambini. Leggo su Avvenire di mercoledì 12 novembre: “Ritrovarsi a Trieste, prendere un aereo e volare a Sarajevo per sparare a donne e bambini, pagando le milizie serbe appostate sulle colline. Come un incubo orribile, dopo 30 anni, riemerge la storia dei ‘cecchini turisti’, fra cui ‘molti italiani’, che durante la guerra nell’ex Jugoslavia partivano per la loro caccia disumana. Vecchi ricordi e voci in queste ore si rincorrono: a riaprire il vaso di Pandora è stato un esposto presentato alla procura di Milano dallo scrittore giornalista Ezio Gavazzeni. Partito da un documentario del 2022, ‘Sarajevo Safari’, di Miran Zupanic, ha iniziato a scavare”.

La procura di Milano indaga. E speriamo sia fatta piena luce su questa vicenda abominevole.
Restano alcune riflessioni da fare: cosa ha spinto queste persone? Quale motivazione li ha portati a pagare per uccidere? Una partecipazione a dir poco onerosa, visto che si parla di somme molto alte, per persone ricche quindi e che forse, godevano nel proprio ambito sociale e familiare anche di una buona rispettabilità.
Ma erano uomini che sparavano a bambini, donne, uomini, simili a quelli lasciati nella propria casa o nel proprio paese. Nel centro di Sarajevo c’è un giardino con un monumento sul quale sono scolpiti i nomi di tutti i bambini uccisi durante l’assedio.

Siamo nell’anno del Giubileo, un tempo per fermarsi, che invita alla conversione e a riflettere. Non è possibile fare l’abitudine davanti a questo scempio, a un gesto così spregevole e infame. Eppure, guardando qualche notiziario, sembrava ci fosse più passione e indignazione per il concorso di Miss Universo, che non per la notizia sui cecchini italiani a Sarajevo. Una notizia questa, raccontata, a mio avviso, in modo asettico, come se si parlasse dell’esonero di un allenatore di calcio. Se ci abituiamo anche a questo, rischiamo di abituarci a tutto. È la globalizzazione dell’indifferenza. Rischiamo di non sperare più in un mondo disarmato. Di non sostenere i giovani impegnati in tantissime esperienze di pace, a iniziare dal servizio civile. Ci abitueremo sempre più alle Fiere che espongono armi e le presentano ai bambini. Abituarci ad una serie di attività “formative” e “culturali” che educano alla guerra. E quando si apre anche solo uno spiraglio alla guerra, il rischio è che porta si spalanchi e tutto può succedere. Anche diventare cecchini per divertimento. Perché questa è la guerra, con tutte le sue aberrazioni.

*consigliere nazionale di Pax Christi

Sport

Mondiali, nessuno fischi la nazionale: per tornare tra i grandi serve unità

14 Nov 2025

di Paolo Arrivo

Doveva essere una squadra aggressiva, capace di cambiare atteggiamento in base alle situazioni tattiche e agli avversari: questo lasciava presagire le scelte di Rino Gattuso, i cambi apportati per le partite contro la Moldavia e la Norvegia. Due appuntamenti da non fallire. Un avversario modesto, il primo; poi lo scontro diretto con la sorprendente Norvegia. Il destino della nazionale italiana era e resta nelle proprie mani. E un imperativo categorico la qualificazione ai Mondiali di calcio, che si terranno in Canada, Messico e Stati Uniti d’America, la prossima estate. La squadra che segnava una caterva di gol, però, non si è vista. Non c’è stata. Un’Italia sterile, per quasi tutta la gara, ha sconfitto la Moldavia solamente nei minuti finali, grazie al colpo di testa di Gianluca Mancini (un tuffo spettacolare) e a quello di Pio Esposito.

Onore alla nazionale italiana

“Ho visto un’Italia che ha giocato: i ragazzi hanno avuto possibilità, loro non hanno mai tirato in porta. Partite facili non esistono”. Così mister Gattuso nell’immediato post gara. “Sono molto soddisfatto, abbiamo fatto quello che dovevamo: abbiamo dato minutaggio a dei ragazzi che hanno giocato meno. Sappiamo qual è l’obiettivo e continuiamo a lavorare”. Il commissario tecnico della nazionale italiana ha difeso i suoi uomini respingendo le contestazioni partite dagli spalti (“Non è il momento di contestare la squadra”), contestando pure la formula moderna alla quale si deve sottostare: “Quando giocavo io, la seconda andava ai Mondiali, oggi no”. Il tecnico inoltre si è dato tutte le attenuanti per aver messo in campo giocatori nuovi. Al punto che alla vigilia contemplava la possibilità di perdere la gara, ha confidato. È giusto guardare ai numeri. Alle sei vittorie consecutive ottenute nelle partite di qualificazione ai Mondiali (le ultime cinque sotto la gestione Gattuso). Le contestazioni allora sono state ingenerose. Si può anche sbagliare una partita, riuscendo comunque a portare a casa il risultato. Quello che non si può fare è contestare in modo incivile (protagonisti gli spettatori presenti allo stadio Zimbru di Chisinau con i cori ai calciatori “andate a lavorare”) spegnendo l’entusiasmo legato a un nuovo inizio, a un nuovo corso da caldeggiare. Così il processo di ricostruzione deve continuare.

I playoff

Premesso che solo l’aritmetica non condanna la nazionale italiana (dovrebbe battere la Norvegia con 9 goal), la qualificazione ai Mondiali passa dagli spareggi in programma a marzo. Vi prenderanno parte tutte le squadre che chiuderanno al secondo posto il raggruppamento in ognuno dei dodici gironi che le ha viste impegnate.  Le altre quattro contendenti invece saranno le migliori 4 vincitrici dei gironi della Nations League. Per conoscere il prossimo avversario dell’Italia bisognerà attendere il sorteggio che si terrà la prossima settimana (giovedì 20, alle ore 13), le 16 squadre sorteggiate in 4 percorsi di spareggi (A, B, C, D) si sfideranno in semifinale e finale. Due match quindi separano l’Italia dal Mondiale. Due partite secche, di sola andata, che non si possono sbagliare. L’importante è vincere. Giocando bene o male: se ne facciano una ragione gli pseudo tifosi che pretendono i miracoli.

A Taranto

Test sul diabete alla Gesù Divin Lavoratore

14 Nov 2025

‘Diabete, no grazie’ è l’iniziativa sanitaria che si terrà domenica 16 novembre alla chiesa di Gesù Divin Lavoratore, al quartiere Tamburi, a cura di Lions Club Taranto Poseidon distretto 108AB.

La diagnosi precoce e prevenzione si baserà sulla misurazione glicemia (attraverso un test rapido capillare) con consulenza medica a cura della dott.ssa Eleonora Devangelio. Attivo dalle ore 9 alle ore 14, il servizio sarà completamente gratuito.

Iniziative solidali

La Bottega di Betlemme al Corpus Domini

14 Nov 2025

di Angelo Diofano

Domenica 16 e 30 novembre e 7 dicembre, dalle ore 9 alle 12, all’ingresso della parrocchia Corpus Domini, al quartiere Paolo VI sarà attiva la ‘Bottega di Betlemme’ (alla prima edizione) in cui alcuni stand esporranno creazioni artigianali fatte con il cuore, che sono perfette per i regali di Natale: ne dà notizia il parroco, don Marco Salustri.

Per tutti i bambini, al termine della santa messa delle 10.30, ci sarà una gustosa merenda offerta dalla parrocchia.

Infine, chi desidera può donare un dolce (ciambelle, crostate, biscotti, ecc.) indicando all’esterno gli ingredienti e da consegnare in parrocchia tra sabato e domenica prossimi. I dolci saranno messi in vendita e il ricavato sosterrà le attività di catechesi e di oratorio.

 

Diocesi

Al quartiere Paolo VI entra nel vivo la festa di San Giuseppe Moscati

14 Nov 2025

Entrano nel vivo al quartiere Paolo VI i festeggiamenti sul tema ‘La speranza della pace’ in onore di San Giuseppe Moscati a cura della parrocchia a lui intitolata, che si svolgeranno fino a domenica 16 novembre.

San Giuseppe Moscati, medico e laico, ha vissuto nell’amicizia con il Signore la sua vita, la sua professione e la ricerca scientifica.

Come ogni anno sarà intenso il pellegrinaggio dei devoti per venerare il santo, ritratto in un’artistica statua in cartapesta con il camice bianco e lo stetoscopio; in chiesa è esposto anche un reliquiario con due ricette mediche autografe. Per l’occasione si potrà venerare anche la reliquia di primo grado ‘ex corpore’del santo, che sarà posta nell’altare della nuova chiesa.
Il programma dei festeggiamenti prevede ogni sera, in chiesa, santo rosario alle ore 18 e santa messa alle ore 18.30 celebrata dal parroco.

Venerdì 14, durante la santa messa delle ore 18.30, sarà amministrato il sacramento dell’Unzione degli infermi ad anziani e ammalati; alle ore 19.30, presentazione della mostra ‘Profezie per la pace’.

Sabato 15 la parrocchia parteciperà alla Giornata della Colletta alimentare con propri centri di raccolta davanti ad esercizi commerciali della zona.

Domenica 16, solennità di San Giuseppe Moscati, alle ore 10 l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà all’aperto la solenne celebrazione eucaristica. Seguirà la processione con l’immagine del santo per piazza Pertini, viale Cannata, via Del Bene, via Prusciano, via Torraco, via Tagariello, viale della Liberazione, via Del Vecchio, viale Cannata con rientro in chiesa. Presterà servizio la banda musicale ‘Maria SS.ma Addolorata’ di Talsano. In serata, santa messa alle ore 18.30.
Alle ore 19.30, nella cornice delle luminarie, si terrà la festa popolare in piazza con animazione per bambini con mascotte e balli di gruppo cui seguirà il concerto della ‘The Greys Cover Band’ con esibizione delle scuole di ballo ‘A Tiempo’ e ‘Nevida Dance’. Nel corso della serata funzioneranno il parco giochi dell’oratorio Anspi e il banco gastronomico.

In parrocchia – informa il parroco, don Marco Crispino – sarà anche aperto un gruppo di preghiera intitolato a San Bartolo Longo, grande amico e paziente del ‘medico santo’ Moscati, legati entrambi dalla grande venerazione per la Madonna del Rosario di Pompei.
Il gruppo di preghiera avrà come fondamento la diffusione in parrocchia della preghiera del santo rosario, a supporto degli anziani e degli ammalati, nonché la visita frequente a questi ultimi, recando loro la devozione alla Madonna.

Infine continua la campagna ‘Dona un mattoncino’ (https://forms.gle/vrUsxdiuF7ypPQsc7) con cui è possibile donare un simbolico mattoncino per la posa della prima pietra della chiesa, che recherà il nome del donatore o della sua famiglia (iban: IT86K0538715802000043053366).

Giubileo2025 in diocesi

Pellegrinaggio giubilare della vicaria di San Giorgio jonico

ph ND
13 Nov 2025

di Angelo Diofano

La vicaria di San Giorgio jonico terrà il proprio pellegrinaggio giubilare nel pomeriggio di sabato 15 novembre alle ore 16 nel santuario rupestre di San Marzano di San Giuseppe intitolato alla Madonna delle Grazie. Ne dà notizia il vicario zonale, don Giovanni Nigro.

Le parrocchie della vicaria guidate dai rispettivi parroci (comprendente le comunità di Monteiasi, Carosino, Monteparano, Roccaforzata, Fragagnano, San Marzano di San Giuseppe e, naturalmente, San Giorgio jonico) si daranno appuntamento in anticipo sull’orario della santa messa nei pressi del santuario, dove vi si recheranno processionalmente per la celebrazione, che sarà presieduta dal vicario generale mons. Alessandro Greco.

Anticipa don Giovanni Nigro che, se la partecipazione dei fedeli dovesse risultare particolarmente cospicua così da non poter essere contenuta nella chiesa, si potrebbe anche decidere di celebrare all’aperto.

Eventi culturali in provincia

Storie di fede, memoria e umanità al circolo Agnini, a San Giorgio jonico

13 Nov 2025

Sabato 15 novembre, alle ore 19, a San Giorgio jonico, nella suggestiva cornice del circolo culturale ‘Agnini’  sarà presentato il nuovo romanzo del giornalista e scrittore Floriano Cartanì intitolato ‘La Chiesa dei miracoli e altre storie’, opera che ha già conquistato lettori e critica per la sua intensità narrativa e la profondità dei temi trattati. A dialogare con l’autore sarà Elena Manigrasso, docente e scrittrice di spicco nel panorama letterario pugliese, che guiderà il pubblico in un confronto ricco di suggestioni, tra le pieghe di un libro che intreccia mistero, radici e fede popolare.

Cartanì, con il suo stile sobrio e incisivo, costruisce un mosaico di racconti che affondano nelle atmosfere delle province jonico-salentine, restituendo voce e dignità a storie spesso dimenticate, ma capaci di parlare al cuore del presente. Il romanzo non si limita a narrare eventi, ma esplora l’animo umano, le sue fragilità e speranze, attraverso personaggi che sembrano emergere dalla nebbia del tempo per raccontare l’universalità della provincia.

Un’opera che si fa specchio di un Sud ancora animato da spiritualità e devozione, dove la narrazione diventa strumento di memoria e resilienza sociale. La serata sarà impreziosita dalle letture sceniche di alcuni brani del libro curate dalla Comunità CulturAmic@ di Monteiasi e dalle esecuzioni musicali di Arcangelo Conzo, Salvatore e Piero Conte, in un intreccio di linguaggi capace di coinvolgere mente e cuore. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di San Giorgio Jonico,

I saluti saranno porti dal sindaco, Mino Fabbiano, dall’assessore alla cultura, Maria Grazia Tasco, e da Rosanna Fabbiano, presidente del circolo Agnini, che si conferma così come luogo di fermento intellettuale e custode della memoria collettiva, nel solco del grande maestro Lino Agnini, cui è intitolato.

 

Mostra fotografica

‘Profezie di pace’, mostra alla San Giuseppe Moscati

13 Nov 2025

di Angelo Diofano

“Dentro questo mare di odio, di guerre, dolore e paura, serve essere capaci di vedere le realtà belle, di cercare le persone che spendono la propria vita per qualcosa di bello: sono i risorti di oggi che ti dicono che c’è ancora luce”. Prendendo spunto dalle parole del card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, don Marco Crispino annuncia la mostra ‘Profezie per la pace’ (promossa da Gioventù studentesca al Meeting di Rimini 2025) in corso fino a domenica 16 nella parrocchia di San Giuseppe Moscati, al quartiere Paolo VI, nell’ambito de festeggiamenti parrocchiali. Si potrà meditare sulle foto di volti che la guerra tende a cancellare e che invece vanno recuperati, osservati e indicati a tutti come possibilità concreta di speranza. Dalla Palestina ad Haiti, dal Rwanda fino al Myanmar, la mostra riporta dieci testimonianze dei protagonisti di queste storie, ‘artigiani’ di una pace che si costruisce ‘dal basso’, a partire dal cuore dell’uomo – come indicato da papa Leone XIV.

La mostra è visitabile tutte le sere dopo la messa delle ore 18:30 e su prenotazione chiamando o mandando un messaggio whatsapp allo 0996712533, con possibilità di visite guidate.

 

Lettera apostolica

Navigare nuovi spazi: la lettera di papa Leone XIV su educazione e Ai

ph Vatican media-Sir
13 Nov 2025

di Andrea Ciucci

Il 28 ottobre scorso, papa Leone ha pubblicato una lettera apostolica sull’educazione intitolata: ‘Disegnare nuove mappe di speranza’. Leggetela. Breve e bella. Sapiente e confortante. Regalatela a maestri e professori, catechisti ed educatori, a tutti gli appassionati del futuro della nostra umanità.

Il testo nasce in occasione del LX anniversario della Dichiarazione conciliare Gravissimum educationis, un documento che, secondo papa Leone, ha aperto una stagione di fiducia: ha incoraggiato ad aggiornare metodi e linguaggi.
Il paragrafo nove di questo documento, che inizia con questo giudizio, è esattamente quello dedicato alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale. Il titolo del paragrafo è Navigando nuovi spazi.

In poche righe il Papa da un giudizio preciso sulle nuove tecnologie utilizzate in ambito educativo e pone una serie di condizioni e di attenzioni.
Davanti alla perplessità e, talvolta, alla paura che caratterizzano non poche reazioni del mondo educativo e scolastico di fronte all’irruzione obiettivamente violenta e fulminea dell’Ai, il Papa dice che bisogna “evitare ogni tecnofobia. Il nostro atteggiamento nei confronti della tecnologia non può mai essere ostile, perché «il progresso tecnologico fa parte del piano di Dio per la creazione». Così, quell’incoraggiamento carico di fiducia che Gravissimus Educationis offriva incoraggiando l’aggiornamento dei metodi e dei linguaggi, oggi vale in modo specifico per la rivoluzione digitale in atto.

Il giudizio del Papa è certamente molto positivo, ma non ingenuo, Per questo, dopo aver invitato tutti ad aprirsi con fiducia all’accoglienza di nuove tecnologie in campo educativo, il Pontefice richiama alcuni criteri con cui questa adozione può essere davvero positiva.

Il primo riguarda il fine: Le tecnologie devono servire la persona, non sostituirla; devono arricchire il processo di apprendimento, non impoverire relazioni e comunità. […] L’intelligenza artificiale e gli ambienti digitali vanno orientati alla tutela della dignità, della giustizia e del lavoro.

Per custodire queste finalità, Leone chiede poi di “rafforzare la formazione dei docenti anche sul piano digitale; valorizzare la didattica attiva; promuovere service-learning e cittadinanza responsabile. Ma soprattutto “chiede discernimento sulla progettazione didattica, sulla valutazione, sulle piattaforme, sulla protezione dei dati, sull’accesso equo”.

Infine, nel documento appare un rischio che un’errata comprensione e un uso insipiente di queste tecnologie può generare. Richiamando un’idea di educazione squisitamente umana e molto ben delineata nei paragrafi precedenti, nell’introdurre fiduciosamente strumenti digitali vanno evitati l’efficientismo senza anima e la standardizzazione del sapere, che diventa poi impoverimento spirituale. […] In ogni caso, nessun algoritmo potrà sostituire ciò che rende umana l’educazione: poesia, ironia, amore, arte, immaginazione, la gioia della scoperta e perfino, l’educazione all’errore come occasione di crescita.

Il punto decisivo – conclude papa Leone – non è la tecnologia, ma l’uso che ne facciamo. [Questi strumenti] vanno governati con criteri di etica pubblica e partecipazione; vanno accompagnati da una riflessione teologica e filosofica all’altezza.

In sintesi, per abitare questi spazi occorre creatività pastorale, è necessaria una visione.

Siano le nostre scuole, le nostre università, i nostri percorsi educativi parrocchiali e associativi, luoghi creativi e visionari, capaci di abitare e servire questo tempo con fiducia, saggezza e coraggio. La lamentela è sterile, l’irrigidimento del “si è sempre fatto così” è demoniaco, la ripetizione impaurita di un passato apparentemente rassicurante è illusoria e deludente.