Abu Mazen annuncia il restauro della grotta della Natività a Betlemme

Betlemme, grotta della Natività - ph Sir
12 Nov 2025

di Ibrahim Faltas

Più volte, durante la sua recente visita a Roma, Abu Mazen ha fatto riferimento alla ripresa dei lavori di restauro alla basilica della Natività, voluti con un decreto del presidente palestinese e che in questa nuova fase riguarderanno la Grotta dove è nato il Principe della pace.
Il presidente palestinese ne ha parlato anche a papa Leone XIV e li ha annunciati inaugurando la mostra ‘Bethlehem Reborn’ ospitata nel complesso di San Salvatore in Lauro.
Abu Mazen mi ha detto con orgoglio: “Riprendere i lavori è un segno di speranza e di rinascita per la Terra santa. Sono molto contento”.

La Terra santa ha sofferto e ancora soffre a causa della violenza: morte e distruzione a Gaza, limitazioni, povertà e gravi difficoltà in Cisgiordania e a Gerusalemme sono ancora presenti nel periodo dell’anno che, per fede e per tradizione, è il più sentito e atteso in questa terra benedetta.

Betlemme, albero Natale 2022 – ph A. Sigilli

Per le festività natalizie degli ultimi due anni, Betlemme non aveva avuto luci, canti e segni esteriori di una Festa che appartiene a tutta la città e non solo alla comunità cristiana. Betlemme solitamente colorata e festosa nei giorni del Natale, nel 2023 e nel 2024 è apparsa particolarmente vuota, triste e buia. Per due anni sono mancati i pellegrini per il Santo Natale ed è mancata la gioia condivisa con i fratelli di Gaza ma le celebrazioni religiose sono state vissute con forte intensità e fede profonda dai cristiani locali.

Il presidente mi ha confermato la sua presenza alla santa messa della Notte di Natale dopo l’assenza degli ultimi due anni. Abu Mazen spesso ripete che ogni anno festeggia tre volte il Natale a Betlemme, con noi cattolici, con i greco-ortodossi e con gli armeni.

L’annuncio dei lavori alla Grotta da parte del presidente è stato accolto con entusiasmo in Terra santa. I restauri daranno anche un sostegno a molte famiglie dei lavoratori impegnati in questo importante progetto e di conseguenza all’economia di Betlemme, così provata dalla mancanza di pellegrinaggi.

Da sei secoli, la Grotta della Natività non aveva ricevuto interventi di restauro: la cura per un luogo di tale importanza per la cristianità e non solo, era diventata urgente e necessaria. È la stessa cura per la vita e per il rispetto della vita che chiediamo alla comunità internazionale per gli innocenti e per gli indifesi della Terra santa e del mondo. È necessario e urgente continuare a lavorare perché si fermino definitivamente le armi e le violenze e si torni al rispetto di leggi internazionali che tutelino la pace, la giustizia e la verità.

Gesù Bambino è nato povero, al freddo, nel buio di una grotta, circondato e avvolto dall’amore di Maria e Giuseppe. La sua luce era attesa da tempo e subito si diffuse nel mondo. La ripresa dei lavori di restauro sia il segno di una luce nuova e parte da quel luogo santo che più di duemila anni fa aveva visto nascere la Luce vera. Cura, attenzione e amore per l’umanità siano un vero segno di speranza e di pace.

 

* Custode della Terra santa

Ecclesia

Firmata a Roma la nuova Charta Œcumenica: “Un passo storico verso l’unità dei cristiani in Europa”

ph Ccee
11 Nov 2025

di Maria Chiara Biagioni

Con “un passo storico verso l’unità dei Cristiani”, la versione aggiornata della Charta Œcumenica è stata presentata nei giorni scorsi a Roma nella Chiesa del martirio di San Paolo nell’Abbazia delle Tre Fontane a Roma, dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e dalla Conferenza delle Chiese europee (Cec). Frutto di “un lungo e meticoloso processo di revisione iniziato nel 2022”, “questo documento congiunto – scrivono i due organismi europei in un comunicato – segna una tappa fondamentale nel cammino ecumenico delle Chiese europee, rinnovando il loro impegno a camminare insieme nel dialogo, nella comprensione reciproca e nella testimonianza condivisa in risposta alle sfide del nostro tempo”. La Charta aggiornata è stata firmata dall’arcivescovo Nikitas di Thyateira e Gran Bretagna, presidente del Cec, e da mons. Gintaras Grušas, arcivescovo di Vilnius e presidente del Ccee. Insieme, hanno rinnovato “il loro impegno a costruire ponti tra le Chiese in Europa”.

Arcivescovo Nikitas di Thyateira e Gran Bretagna (Cec) e mons. Gintaras Grušas (Ccee) – ph Ccee


“Questa Charta Œcumenica è una chiamata alla coscienza e alla cooperazione”, ha affermato l’arcivescovo Nikitas. “Il nostro impegno reciproco come Chiese non è astratto, ma si fonda su una fede condivisa, vissuta nel dolore, nella divisione e nella speranza. In un’Europa frammentata e secolarizzata, la Charta ci spinge a riscoprire la forza della nostra comunione e l’urgenza della nostra missione.
Dobbiamo proclamare insieme il Vangelo, sostenere la dignità umana e lavorare fianco a fianco per la giustizia, la pace e la cura del creato. Questa è la nostra vocazione ecumenica: non solo parlare di unità, ma viverla”.

L’arcivescovo Grušas ha sottolineato che l’aggiornamento della Charta arriva in un momento cruciale per il cammino dell’Europa. “Le nostre Chiese sono chiamate a essere segni di unità e di speranza, non solo a parole ma anche nei fatti. Questa Charta ci permette di rispondere insieme alle ferite della guerra, agli sfollamenti e alle sfide etiche poste dalle nuove tecnologie. Ci esorta a camminare con umiltà, ad affrontare i fallimenti del passato ed a creare spazi di guarigione e riconciliazione. Ci invita, inoltre, ad ascoltare le voci dei giovani e a coinvolgerli nell’ideazione del percorso futuro. Siamo più forti quando siamo uniti”.

Roma, 5 novembre 2025, firma della Charta Oecumenica – ph Ccee/Cec


Il documento affronta le urgenze del mondo di oggi, tra cui la ricerca di pace e della riconciliazione, l’accoglienza dei migranti e dei rifugiati, la salvaguardia urgente del creato e il rafforzamento delle relazioni con le comunità ebraiche e musulmane. Firmata per la prima volta nel 2001, a Strasburgo, questa versione della Charta è stata sviluppata attraverso un ampio e inclusivo processo di consultazione che ha coinvolto Chiese, conferenze episcopali e organizzazioni ecumeniche in tutta Europa e oltre.
“Sebbene non abbia alcuna autorità legale o dottrinale – precisano Cec e Ccee -, la sua forza risiede nell’impegno morale e spirituale delle Chiese a riceverla e ad applicarla liberamente e in modo congiunto”.

Il testo si divide in 4 paragrafi: il primo è dedicato al tema “Crediamo nella “una santa chiesa cattolica e apostolica” – “Chiamati insieme all’unità nella fede”. Il secondo ha per titolo “In cammino verso l’unità visibile delle chiese”, in cui i cristiani di tutte le Chiese sono invitati a “muoversi gli uni verso gli altri”; “Testimoniare insieme”, “Proseguire nel dialogo e agire insieme” e soprattutto a dare spazio ai “giovani nelle Chiese e nell’ecumenismo”. Il terzo paragrafo affronta i diversi “Ambiti di incontro in Europa”, esortando le Chiese a “partecipare alla costruzione dell’Europa in un mondo che cambia”, a “rafforzare le relazioni con gli ebrei e l’ebraismo”, “i musulmani e l’Islam” e a “interagire con altre religioni e visioni del mondo”. Nel quarto paragrafo vengono indicati i diversi “Ambiti di responsabilità e impegno condivisi in Europa”: impegno per la pace e la riconciliazione; salvaguardia del creato; migranti, rifugiati e sfollati; impegno con le nuove tecnologie.

Chiesa del martirio di San Paolo presso l’Abbazia delle Tre Fontane a Roma – ph Ccee


“Al centro di tutto – spiegano Cec e Ccee – c’è l’impegno a offrire una voce cristiana unita nella sfera pubblica, basata sulla compassione, sulla giustizia e sulla responsabilità condivisa per il futuro dell’Europa. Con uno spirito di umiltà e speranza – scrivono ancora i due organismi ecumenici europei -, la Charta aggiornata non esita ad affrontare le ferite del passato e i fallimenti istituzionali. Al contrario, offre una rinnovata chiamata alla guarigione, alla responsabilità e alla trasformazione, esortando i Cristiani a vivere la loro unità attraverso azioni e testimonianze concrete”.

Rigenerazione ecologica

Cop30: a Belém la Chiesa è presente con proposte, idee, eventi

ph Ansa-Sir
11 Nov 2025

A tutto campo e a diversi livelli. Mai, forse, come stavolta, alla Cop30 di Belém, la Chiesa è stata presente, con proposte, idee, eventi, capacità di mettere in rete movimenti popolari, a una Conferenza mondiale sul clima. All’evento, le varie espressioni ecclesiali, a tutti i livelli e prevalentemente in alleanza con molte realtà della società civile, si sono preparate per tempo. A essere sotto i riflettori del mondo, in questi giorni, è la città di Belém do Pará, capitale, appunto, dello Stato brasiliano amazzonico del Pará.

A Belém l’arcidiocesi presente in quattro poli. “Già nel 2024, papa Francesco affermò che ‘la distruzione dell’ambiente è un’offesa a Dio, un peccato non solo personale ma anche strutturale’. In sintesi, il messaggio del Santo padre indica una crisi ambientale e climatica sempre più grave. Dobbiamo agire perché c’è ancora tempo, ma il momento è adesso!”: a parlare  è dom Paolo Andriolli, vescovo ausiliare di Belém, incaricato di coordinare, a livello diocesano, le molte iniziative promosse dalla Chiesa locale per l’evento. “L’intera Chiesa del Brasile – prosegue il vescovo, missionario saveriano di origini vicentine – si è organizzata realizzando delle ‘pre-Cop’, con l’obiettivo di raccogliere le richieste popolari e le possibili soluzioni.

Ancora una volta abbiamo visto che le soluzioni sono chiare, e vanno nella direzione della diminuzione dell’uso di materiali fossili, dell’investimento in energie rinnovabili, del pensare a un’economia solidale, orientata al bene integrale.

Come Chiesa di Belém, siamo coscienti che dobbiamo collaborare, affinché questa visione sia conosciuta e divulgata. Pertanto, abbiamo organizzato varie attività in quatto poli della diocesi”.

Un programma ampio e variegato, che prevede laboratori tematici, spazi espositivi, dibattiti, celebrazioni liturgiche, presentazioni culturali e attività di sensibilizzazione. A partire dal domani, 11 novembre, e fino al 16 novembre, il collegio di Santa Caterina ospiterà il “polo sociale”, la sede dell’Università Cattolica il polo relativo a Istruzione e Salute, i santuari di San Giovanni Battista e Nostra Signora delle Grazie il polo della Gioventù, Santa Barbara il polo della Sostenibilità.

“Per coordinare questo cammino abbiamo costituito, da tempo un’apposita équipe – spiega suor Regiane Lima Costa, che fa parte del gruppo coordinatore –. Sono, così noti, questi quattro poli, dentro ai quali conviveranno dibattiti, celebrazioni, presentazione di buone pratiche, avendo come riferimento la Laudato si’ e la Laudate Deum di Papa Francesco, e il contesto dell’Amazzonia, dove la realtà degli attentati all’ambiente e alla vita è sempre più grave”. Un appello che, a Belém, soprattutto, riguarda la difesa dell’acqua, lungo la quale vivono migliaia di persone che appartengono alle comunità rivierasche dei numerosi fiumi (ribeirinhas, in portoghese), come Leticia Freitas, una delle leader di queste comunità, che sottolinea la speranza che, in questi giorni, venga data voce ai popoli indigeni, “alla loro visione di sostenibilità, frutto di una cultura basata sull’armonia tra uomo e natura”.

Attenti alle “false soluzioni”. A Belém sono anche presenti delegazione di numerosi organismi ecclesiali, come ricorda padre Dario Bossi, missionario comboniano, da molti anni in Brasile e attivo in numerose realtà. Tra queste, la Commissione per l’ecologia integrale e l’estrazione mineraria della Chiesa brasiliana, collegata alla rete continentale Iglesias y Minería.

“Proprio in questi giorni – ricorda padre Bossi – ricordiamo i dieci anni della criminale tragedia di Mariana, dove il crollo di una diga ha travolto le vite di 20 persone e ha contaminato l’intero bacino del rio Doce.
Il tema chiave, per quanto riguarda il nostro contributo, è la denuncia delle ‘false soluzioni’, che è anche uno dei temi forti del documento delle Chiese del Sud globale. C’è il rischio, in particolare, che la transizione energetica di per sé importante e urgente, possa diventare un mito, e un ‘cavallo di Troia’ per le comunità del Sud globale. Portiamo la denuncia di quello che sta succedendo con i minerali critici, i minerali di transizione, specialmente il litio”.

Il missionario fa presente, poi, quella che è una forte preoccupazione: “Alla Cop 30 viene presentato il Tfff, sigla per Tropical forest forever facilities, un meccanismo di finanziamento per le foreste del Brasile, della Repubblica democratica del Congo e dell’Indonesia, le tre principali foreste tropicali al mondo. È un’idea che, da 15 anni, la Banca mondiale e, di recente, il G20, stanno portando avanti. Il Brasile ha adottato questa proposta, con qualche aggiustamento, e l’ha rilanciata in questi giorni, suggerendo che si raccolgano investimenti di 125 miliardi di dollari, prestati a interessi del 4% e reinvestiti nel mercato finanziario a interessi del 7%. Questa differenza di interessi genererà valori che saranno investiti per la preservazione delle foreste. Finora sono stati raccolti solo 5,5 miliardi”.

Malgrado la proposta sia è stata accolta da diverse organizzazioni, anche indigene, padre Bossi ricorda che più di 150 organismi della società civile, tra cui molte espressioni della Chiesa, hanno firmato un documento critico rispetto al Tfff: “Il problema è che questo meccanismo si consegna alla speculazione al sistema finanziario e al mercato di investimenti, spesso poco trasparente. In particolare, chi ci assicura che per ottenere questo 3% di differenza di interessi per le donazioni non si investirà in azioni e imprese a rischio e con un profilo etico ambiguo? Inoltre, si privano i popoli indigeni e le comunità locali del loro protagonismo. Anche questa, ci pare una falsa soluzione”.

Diritti negati

Mons. Gian Carlo Perego: “Bocciare il referendum su cittadinanza, uno strabismo legislativo”

ph Siciliani Gennari-Sir
11 Nov 2025

di Patrizia Caiffa

“Questa Italia non può avere come risposta solo il decreto legge del 28 marzo 2025, convertito nella legge n. 74 del 23 maggio 2025, che ha introdotto modifiche al principio dello ius sanguinis, limitando la cittadinanza automatica a due generazioni di discendenza, con qualche eccezione. Al contempo, è stato bocciato un referendum sulla riduzione dei tempi della cittadinanza da 10 a 5 anni, anche per il 65% dei bambini nati in Italia da genitori di altre nazionalità e che frequentano le nostre scuole: uno strabismo legislativo”. lo ha affermato mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni della Conferenza episcopale italiana e della Fondazione Migrantes, presentando il rapporto ‘Italiani nel mondo 2025’.

Cei

Cei e Pisai, dialogo interreligioso: presentate le ‘Schede per conoscere l’islam’

ph Siciliani Gennari-Sir
11 Nov 2025

di Maria Chiara Biagioni

“Queste schede sono dei ponti. I ponti servono per essere attraversati, per unire sponde diverse, per favorire che le parti non siano rivali, ma strumenti di pace e comunicazione”: lo ha detto mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, intervenendo alla presentazione delle ‘Schede per conoscere l’islam’, un articolato progetto frutto di un lavoro durato alcuni anni che ha visto impegnati vari uffici Cei e il Pontificio Istituto di studi arabi e d’islamistica (Pisai).

Baturi ha sottolineato come la presentazione di questo lavoro avviene nell’anno in cui si celebrano i 60 anni Dichiarazione conciliare Nostra Aetate in cui al numero 3 si afferma che “la Chiesa guarda anche con stima i musulmani.
Non possono negarsi momenti di frizione, momenti di conflitto – ha detto Baturi -. È nostra responsabilità oggi investire nel presente favorendo una volontà nuova di comprensione, di collaborazione e di stima. Ma non può esserci stima senza conoscenza.
Questi sono i valori – ha proseguito il segretario generale della Cei – che hanno guidato il lavoro che oggi presentiamo, in cui autori cattolici e musulmani hanno messo insieme le loro competenze, hanno dato prova che è possibile collaborare, nel rispetto della propria identità e nella valorizzazione reciproca”.

Il progetto – ha poi osservato Baturi – è finalizzato all’educazione dei giovani e dei ragazzi, “in un momento storico in cui si parla di emergenza educativa e si invoca la necessità di alleanza educativa”. Ricordando quanto affermava papa Francesco secondo il quale l’educazione è un fattore di umanizzazione e di trasformazione del mondo, Baturi ha aggiunto: “Se assumiamo davvero il tema della pace e dell’umanizzazione di questo tempo, non possiamo non pensare soprattutto all’educazione dei più giovani. La scuola, da questo punto di vista, è davvero un modello che può guardare al futuro se diventa un laboratorio di responsabilità, di alleanza, di incontro”. Baturi ha quindi fatto riferimento all’insegnamento della religione cattolica a scuola. “È un’occasione straordinaria per l’approfondimento del senso religioso del mondo e delle sue espressioni più significative nella prospettiva di collaborazione per la pace e per il bene”.

Testimonianza cristiana

Ho scelto Gesù: Alessandro Greco e Beatrice Bocci alla Madonna della Fiducia

11 Nov 2025

di Angelo Diofano

Una bella e significativa testimonianza di conversione sarà il tema che animerà la serata di giovedì 13 novembre alla parrocchia della Madonna della Fiducia, alle ore 19 e che vedrà protagonista il noto artista tarantino Alessandro Greco (già presentatore di ‘Unomattina estate’ e soprattutto di ‘Furore’) la moglie Beatrice Bocci, anche lei conduttrice ed ex modella. Con loro ci sarà don Gianni Castorani, autore del libro ‘Una vita in più’, edito da Piemme. La pubblicazione parte dal presupposto che anche dalle situazioni più oscure e misteriose può fiorire qualcosa di inatteso e straordinariamente bello. Infatti sembrava una sera di aprile come tante quella in cui don Gianni si è ritrovato, da un momento all’altro, con la vita appesa a un filo. Non sapeva se si sarebbe salvato ma sapeva che, qualunque fosse stata la sua sorte, l’avrebbe accettata con serenità, senza paura. Quella notte ha segnato per lui un prima e un dopo: quando tutto sembrava sul punto di svanire, ma un miracolo ha fatto sì che qualcosa di nuovo nascesse. Certo, quella non era la prima volta che il destino lo coglieva di sorpresa: Gianni Castorani era un semplice impiegato di banca quando, folgorato dall’incontro con padre Daniel Ange, fondatore della scuola di evangelizzazione ‘Jeunesse Lumière’, aveva deciso di lasciare tutto per seguire una chiamata che non poteva più attendere. Da allora, dopo aver dato vita a ‘Jeunesse Lumière Italia’ ed essere diventato sacerdote, non ha mai smesso di dedicarsi a un’instancabile opera di evangelizzazione nelle piazze, sulle spiagge e nelle discoteche. In questo libro, scritto insieme a Gaia Corrao, don Gianni racconta la straordinaria bellezza di una vita segnata da incontri decisivi, episodi sconvolgenti e coincidenze che hanno dell’incredibile, se non vengono lette con gli occhi della fede. Un racconto autentico che parla al cuore di tutti: di chi quella fede l’ha trovata e di chi, forse, la sta ancora cercando.

 

Cambiamenti climatici

Cop30, Save the Children: “Circa 136mila bambini al giorno colpiti da disastri climatici”

11 Nov 2025

“La crisi climatica è una crisi dei diritti dell’infanzia che colpisce prima e in maniera peggiore i bambini, minacciandone la salute, l’istruzione e il futuro, soprattutto nei Paesi più vulnerabili”: lo afferma Save the Children in una nota diffusa nel giorno in cui si apre a Belém, in Brasile, la Cop30 (Conferenza delle parti della Convenzione delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici).
“La crisi climatica riguarda tutti noi, i bambini e il pianeta che condividiamo – afferma Martina Bogado Duffner, senior climate advocacy advisor di Save the Children -. L’urgenza di affrontare gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici sui più piccoli non è mai stata così evidente. Negli ultimi 30 anni, dall’inizio della Cop, una media di 136mila bambini al giorno è stata colpita da disastri climatici e tanti altri dovranno convivere con gli effetti della crisi climatica se non lavoreremo collettivamente per limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C. Anche di fronte alle enormi sfide climatiche non dobbiamo perdere la speranza o la motivazione, perché esistono delle soluzioni. È ancora possibile realizzare ambiziosi tagli alle emissioni, passare alle energie rinnovabili e abbandonare urgentemente i combustibili fossili. Ciò è necessario per garantire i diritti dei bambini e rispettare gli obblighi dei paesi, sanciti dal diritto internazionale, di proteggere il pianeta”.

Ecclesia

Ad Assisi dal 17 al 20 novembre l’81ª Assemblea generale Cei con la conclusione di papa Leone XIV

ph Siciliani Gennari-Sir
11 Nov 2025

Si terrà ad Assisi, dal 17 al 20 novembre, la 81ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, ospitata alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli. A concludere i lavori sarà papa Leone XIV, che incontrerà i vescovi giovedì 20 novembre, alle 9.30, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. Non è prevista la presenza della stampa. L’Assemblea si aprirà alle 16 di lunedì 17 con l’introduzione del card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. Al centro delle riflessioni le linee di indirizzo e le decisioni a conclusione del Cammino sinodale delle Chiese in Italia. Dopo l’approvazione del Documento di sintesi da parte della terza Assemblea sinodale, i vescovi saranno chiamati a confrontarsi su priorità, delibere e note elaborate a partire dal testo votato. Martedì 18, dopo il saluto di mons. Thibault Verny, presidente della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, i lavori proseguiranno nei gruppi di studio. All’ordine del giorno anche l’approvazione del documento “L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo” e la presentazione di ‘Educare alla pace’. Tra i momenti significativi, martedì 18 alle 19.15 la preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, presieduta da mons. Ivan Maffeis; mercoledì 19, alle 19, la preghiera per la pace con appello del card. Zuppi.

Eventi in diocesi

‘Rivoluzione Famiglia-un ecosistema per il futuro’: Adriano Bordignon a Taranto

Ha suscitato grande interesse il dibattito che si è svolto nelle sale della chiesa Cuore Immacolato di Maria alla presenza del presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari

ph G. Leva
11 Nov 2025

Venerdì  7 novembre Taranto, nella sala Laudato si’ della parrocchia Cuore Immacolato di Maria, patrocinata dal Comune e dall’Arcidiocesi, si è tenuta la presentazione del libro ‘Rivoluzione Famiglia-un ecosistema per il futuro’, scritto dal presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Adriano Bordignon, con la prefazione del card. Zuppi. Hanno presenziato numerosi esponenti di Azione Cattolica, Anffas, Ates, Tribunale, ‘Melograno’, i consultori ‘Il Focolare’ e ‘Gemelli’, le associazioni ‘Papà per sempre’ e ‘Famiglie per l’accoglienza’.

Dopo i saluti iniziali del parroco mons. Giovanni Chiloiro, di Gianni Liviano, in qualità di presidente del consiglio comunale, del presidente regionale del Forum, Giovanni Gallo, e di quello provinciale, Emanuela Zucchetta Cafiero (che ha illustrato la storia della realtà del Forum nata nel 1992), con la moderazione dell’avv. Gianni Brunetti, si è passati alla conversazione tra l’autore del libro e la giornalista Nicla Pastore.

Il tema della serata ha subito catturato l’attenzione del pubblico – molto folto, nonostante la concomitanza di altri eventi in città – per l’innovativo sguardo sulla famiglia, il cambio del suo statuto ontologico, non più oggetto ma soggetto sociale, un organismo vivo in rete di relazioni dinamiche, interagenti nei contesti sociali, economici, culturali e spirituali, inserito nella creazione. Dal dibattito sono emersi ulteriori spunti circa la narrazione della famiglia, che non è un problema, ma la soluzione ai problemi. La presenza dei candidati alle prossime elezioni regionali ha permesso un confronto importante sulla centralità delle politiche familiari, raccogliendo il loro impegno alla cura e all’attenzione alle stesse politiche familiari distinte da quelle meramente assistenziali. Le conclusioni del presidente emerito del Forum provinciale, dott. Marino Albergo, hanno chiuso un evento che per la complessità degli argomenti trattati ha sforato abbondantemente i tempi previsti.

Diocesi

I 200 anni della parrocchia Santa Maria della Neve

11 Nov 2025

di Angelo Diofano

La parrocchia Santa Maria della Neve di Crispiano avvia le proprie celebrazioni giubilari per i 200 anni dall’istituzione con la solenne concelebrazione eucaristica di giovedì 13 alle ore 18 che sarà presieduta dall’arcivescovo emerito mons. Filippo Santoro, con benedizione e inaugurazione dell’opera segno del Giubileo.

Fu mons. Giuseppe Antonio de Fulgure, arcivescovo di Taranto dal 1818 al 1833, a istituire il 13 novembre 1826 la prima parrocchia crispianese denominandola appunto ‘Santa Maria della Neve’, quando Crispiano era ancora un villaggio dipendente amministrativamente da Taranto (sarebbe divenuto comune autonomo nel 1919).

Il parroco don Michele Colucci informa che per tutto l’anno giubilare sarà possibile ottenere l’indulgenza plenaria alle consuete condizioni.

In preparazione all’avvenimento sono stati organizzati due incontri: sabato 8 novembre il prof. Giorgio Sonnante, docente di scuola secondaria di primo grado nonché storico, ha parlato sul tema ‘Giubileo parrocchiale: la storia, le chiese, la comunità’; domenica 9 mons. Marco Gerardo, direttore dell’ufficio diocesano per la liturgia, ha trattato l’argomento ‘Giubileo parrocchiale: conversione, indulgenza, opere di carità’.

Scuola e università

Lumsa Taranto: illustrati gli obiettivi durante il ‘Graduation day’

ph G. Leva
11 Nov 2025

Una realtà universitaria sempre più impegnata nella ricerca ed aperta al mondo del lavoro. Questo il profilo della Lumsa, sezione Edas di Taranto, tratteggiato l’altra sera nell’aula magna ‘Giovanni Paolo II’ in piazza Santa Rita, in occasione del sesto ‘Graduation day’ del corso di laurea in Servizio sociale e del no profit. Alla cerimonia hanno preso parte l’arcivescovo mons. Ciro Miniero, don Giuseppe Carrieri, presidente del consiglio di amministrazione dell’Edas, il prof. don Antonio Panico, coordinatore delle attività accademiche, e la prof.ssa Marinella Sibilla, nel ruolo di moderatrice. Tra le autorità presenti, il vicesindaco Mattia Giorno, e l’assessore ai servizi sociali Sabrina Lincesso (laureatasi proprio alla Lumsa di Taranto), il comandante provinciale dei Carabinieri Antonio Marinucci, la consigliera segretario Maria Carmela Notarnicola ed il presidente Giuseppe De Palo degli Ordini professionali degli assistenti sociali rispettivamente della Puglia e della Basilicata.

 

ph G. Leva

 

L’importante evento accademico si è caratterizzato per la presenza, in veste di relatore, del prof.Gennaro Iasevoli, prorettore alla ricerca Lumsa che ha parlato di ‘Ricerca e innovazione: quale sfida per la formazione’. Nel corso dell’incontro è emerso quanto sia richiesta la figura dell’assistente sociale, non solo a livello locale ma anche nazionale. In gran parte delle realtà presenti sul territorio vi sono professionisti che hanno ricevuto la propria formazione proprio alla Lumsa di Taranto, dove è stata acquisita, oltre ad una solida preparazione professionale, anche una particolare attenzione verso la persona. Il prof. Iasevoli ha sottolineato la necessità della formazione continua: «Chi opera nel sociale deve studiare molto, deve studiare sempre, l’aggiornamento deve essere continuo. Questa è una professione dinamica».

 

ph G. Leva

 

Mons. Ciro Miniero si è soffermato su un altro importante aspetto: «Attraverso il vostro lavoro è possibile entrare nella realtà sociale per portare aiuto, ma soprattutto per donare uno sguardo di speranza rivolto al futuro». Don Giuseppe Carrieri ha parlato, invece, del «lavoro silenzioso e quotidiano di tanti docenti e dell’intero personale che credono fortemente nell’importanza della formazione di professionisti all’altezza delle sfide di oggi».

 

ph G. Leva

 

Il prof. Antonio Panico ha ricordato, oltre all’attività accademica ordinaria, l’impegno nella ricerca: «Abbiamo completato le nostre attività nel Progetto “Calliope-Casa dell’innovazione per il One Health, Casa delle Tecnologie Emergenti di Taranto” finanziato dal Ministero delle imprese e del Made in Italy. Sono proseguite le attività relative al progetto “Life: the itaLian system wIde Frailty nEtwork”, finanziato dal Ministero della Salute e che ha come capofila l’Istituto Superiore di Sanità e che vede anche qui il coinvolgimento di altre importanti realtà come l’Università di Perugia ed il Politecnico di Bari. Abbiamo ricevuto un compito molto complesso dall’Area Sud dei Consigli degli Ordini professionali degli assistenti sociali e la Fondazione Firss ed abbiamo portato a termine la lettura dei dati raccolti con una ricerca su “La Metamorfosi del lavoro sociale professionale” che ha coinvolto ben 12.505 professionisti e che ha visto l’impegno di nove docenti della nostra sede nella realizzazione di un report pubblicato con l’editore Maggioli». Dalla presentazione di questo lavoro è pervenuta la richiesta da parte di alcuni enti del Terzo settore della provincia di Foggia di lavorare su un progetto di ricerca che avrà come oggetto di studio i minori e il loro rapporto con la famiglia ed il mondo della scuola.

L’università lavorerà, inoltre, alla presentazione di almeno un progetto per il Just Transition Fund e continuerà in sinergia con altre università europee ed extraeuropee a lavorare per la presentazione di un progetto Horizon Europe. A gennaio partirà un corso di perfezionamento su “L’ascolto del minore vittima di abusi nei procedimenti penali e civili” aperto a tutti i professionisti e gli operatori dei settori Giustizia (avvocati e consulenti tecnici, assistenti sociali, psicologi, educatori…) e investigazione (appartenenti alle forze dell’ordine e investigatori privati). Stanno per essere pubblicati i bandi relativi a due master interamente finanziati dal ministero del lavoro e delle politiche sociali: Master di I livello per la specializzazione in metodi e pratiche di rafforzamento dei percorsi di presa in carico e accompagnamento sociale Masmep; Master di II livello in pianificazione, programmazione, attuazione, gestione, monitoraggio e valutazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali Pagiss.

Accoglienza migranti

Migranti: quasi uno sbarcato su cinque è minore non accompagnato

Da inizio anno sono 61.452 le persone arrivate sulle nostre coste

ph Croce Rossa italiana
10 Nov 2025

di Alberto Baviera

Sono finora 61.452 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 58.481 mentre nel 2023 furono 146.556. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Negli ultimi giorni sono state 802 (237 venerdì, 466 sabato e 99 ieri) le persone registrate in arrivo sulle nostre coste che hanno fatto salire a 2.506 il totale delle persone arrivate via mare in Italia a novembre. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 8.124, mentre nel 2023 furono 8.317. Dei quasi 61.500 migranti sbarcati in Italia nel 2025, 18.730 sono di nazionalità bengalese (30,5%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (8.447, 13,8%), Eritrea (7.311, 11,9%), Pakistan (4.115, 6,7%), Sudan (3.674, 6%), Somalia (2.995, 4,9%), Etiopia (2.092, 3,4%), Iran (1.628, 2,6%), Tunisia (1.613, 2,6%), Guinea (1.347, 2,2%), Algeria (1.310, 2,1%), Siria (1.292, 2,1%), Nigeria (850, 1,4%), Mali (799, 1,3%), Afghanistan (695, 1,1%) a cui si aggiungono 4.554 persone (7,4%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi sono stati 11.088 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a oggi, lunedì 10 novembre. I minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2024 sono stati 8.752, 18.820 nel 2023, 14.044 nel 2022, 10.053 nel 2021, 4.687 nel 2020, 1.680 nel 2019, 3.536 nel 2018 e 15.779 nel 2017.