Tragedie

Dopo il crollo della Torre dei Conti: “Garantire ai lavoratori assoluta tutela in ambito di sicurezza”

ph Siciliani Gennari-Sir
05 Nov 2025

“La priorità di riportare al centro delle scelte politiche e sociali la necessità di garantire ai lavoratori assoluta tutela in ambito di sicurezza si unisce alla fragilità del patrimonio storico e culturale della nostra città, che richiede sempre più attenzione e costante vigilanza”: è il commento di mons. Francesco Pesce, incaricato dell’Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato del vicariato di Roma, dopo la morte di Octay Stroici, l’operaio rimasto coinvolto nel duplice crollo della Torre dei Conti, avvenuto lunedì mattina, 3 novembre, ed estratto dopo undici ore di ricerche. “Il lavoro, dono di Dio, non deve mai diventare strumento di oppressione o causa di morte – sottolinea -. Ogni volta che accade, è tradita la missione dell’uomo nella creazione”. Il sacerdote esprime “gratitudine per l’instancabile servizio degli uomini del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco di Roma e di tutto il sistema di soccorso”.

 

Il Garden club festeggia i 25 anni con un convegno sui cambiamenti climatici

05 Nov 2025

Il Garden club di Taranto festeggia il quarto di secolo con un evento che abbraccia virtualmente tutto il territorio, offrendo alla città un convegno nel quale si uniranno competenze e passione, senso dell’amicizia e rispetto per il territorio. Venticinque anni di vita, dedicati all’amore e alla cura per il verde si tradurranno in un incontro tra soci, istituzioni, amici e tutti coloro che hanno a cuore il rispetto per la natura.

La conferenza celebrativa si terrà giovedì 6 novembre a partire dalle ore 16:30 a Palazzo di città.
Dopo l’introduzione della prof.ssa Ottavia Zaccheddu, presidente onoraria del Garden club Taranto, relazioneranno la prof.ssa Maria Letizia Gargano, docente di Botanica ambientale e applicata al Di.S.S.P.A all’Università degli studi di Bari: L’influenza dei cambiamenti climatici sulla biodiversità dei giardini, ed il dott. Filippo Marroccoli, agronomo paesaggista: La risposta degli alberi al cambiamento climatico. I lavori saranno moderati dalla giornalista Gabriella Ressa.

Il primo club per giardinieri in Italia fu fondato da Flaminia Goretti Spact nel 1956. L’idea di riunire un gruppo di persone diverse tra loro ma accomunate dalla passione per il verde si diffuse rapidamente. Nacquero i Garden club, con lo scopo di divulgare la conoscenza delle piante, dei giardini, del paesaggio. Il club tarantino nacque nel 2000 ad opera di: Ottavia Zaccheddu, Ludovico Pollastro, Annamaria Miloro, Liliana Scaioli, Vittoria Granato, Maria Cervone, Fulvia Colella, Rita Macripò, Lavinia Tamborrino. In questi 25 anni ha legato le sue attività alle caratteristiche del territorio, tenendo presente clima e flora tipica, svolgendo attività di divulgazione e di restauro del patrimonio botanico di alcune zone.

In questi 25 anni di attività l’associazione culturale Garden club ha operato con il fine di promuovere la conoscenza della botanica e la protezione dell’ambiente nei vari aspetti naturalistici e culturali. Ha collaborato con enti ed istituzioni cittadine, contribuendo alla riqualificazione di alcuni siti del capoluogo jonico: un’aiuola di macchia mediterranea nella villa Peripato, un boschetto di lecci nella zona del fiume Galeso, laboratori a cielo aperto nel plesso scolastico Ungaretti – scuola Pirandello, quattro palme in Piazza Maria Immacolata, il riordino e riassetto della vegetazione presente nel Chiostro di Sant’Antonio e in quello di Santa Chiara, il riordino e la sistemazione di una porzione di giardino nell’Ospedale Militare di Taranto, chiamato il roseto delle delizie.

Eventi in diocesi

Incontro con Adriano Bordignon, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari

04 Nov 2025

Il Forum delle associazioni familiari di Puglia e il Forum delle associazioni familiari della provincia organizzano la presentazione del libro ‘Rivoluzione Famiglia – un ecosistema per il futuro’ di Adriano Bordignon, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, che si terrà venerdì 7 novembre alle ore 19 nella sala ‘Laudato si’ della chiesa del Cuore Immacolato di Maria. L’evento avrà il patrocinio di Comune, Arcidiocesi di Taranto, Ufficio pastorale familiare e Ufficio pastorale sociale e del lavoro della diocesi.

La serata prevede i saluti istituzionali della dott.ssa Emanuela Zucchetta Cafiero,  presidente provinciale Forum associazioni familiari di Taranto e del dott. Gianni Liviano, presidente del consiglio comunale. Dopo l’introduzione dell’avv. Gianni Brunetti, del direttivo provinciale Forum associazioni familiari di Taranto, dialogherà con l’autore la giornalista Nicla Pastore. Le conclusioni del dott. Marino Albergo, presidente emerito del direttivo provinciale Forum associazioni familiari di Taranto. Interverranno alcuni candidati al consiglio regionale appartenenti ai diversi partiti.

L’incontro rappresenta un’occasione di dialogo e riflessione sul ruolo della famiglia come nucleo essenziale della società e come protagonista di un nuovo modello di sviluppo sostenibile e solidale. Sarà certamente un momento di condivisione e arricchimento culturale, ma anche strumento di dialogo tra mondo associativo, istituzioni e candidati al consiglio regionale pugliese, per promuovere un’opportunità di riflessione sulla famiglia e il suo futuro in Puglia.

“Adriano Bordignon – spiega Emanuela Zucchetta Cafiero – offre uno sguardo diverso e nuovo sulla famiglia: è un organismo vivente, parte di un ecosistema relazionale interdipendente”.

Sarà a disposizione parcheggio auto gratuito.

 

Rassegna letteraria

Al via, a Taranto, la rassegna letteraria ‘Il coraggio tra le pagine’

Per il primo incontro, giovedì 6, a Mercato nuovo, arriva là scrittrice veneta Mariapia Veladiano

04 Nov 2025

Giovedì 6, a Mercato Nuovo comincia la seconda edizione del progetto di Volta la carta, in collaborazione con Alzàia. Primo appuntamento, alle 18.30, con la scrittrice veneta che presenterà il romanzo “Dio della polvere”. L’ingresso è gratuito

Quando affrontare determinati temi rimane un’urgenza, c’è una cosa da fare: continuare a parlarne, magari in pubblico. Volta la carta lo fa, come sempre, attraverso i libri. E quindi ecco la seconda edizione della rassegna letteraria Il coraggio tra le pagine, organizzata in collaborazione con Alzàia onlus che gestisce il Centro Antiviolenza “Sostegno Donna” di Taranto. Saranno tre appuntamenti da non perdere in cui verranno presentate storie di libertà, consapevolezza e autodeterminazione. E a raccontarle ci saranno le autrici che le hanno immaginate e scritte. Gli appuntamenti avranno luogo a Mercato Nuovo, il live club in zona Porta Napoli, a Taranto. L’ingresso è gratuito. Questa rassegna è vincitrice dell’avviso pubblico “Futura. La Puglia per la parità” del Consiglio Regionale della Puglia.

Questo il programma completo della rassegna letteraria Il coraggio tra le pagine:


Mariapia Veladiano
Dio della polvere (Guanda)
6 novembre – ore 18.30

Mariapaola Pesce
Emmeline Pankhurst (BeccoGiallo)
20 novembre – ore 18.30

Mavie Da Ponte
La disobbediente (Marsilio)
2 dicembre – ore 18.30

Scuola e università

Venerdì 7, il ‘Graduation day’ 2025 alla Lumsa

ph G. Leva
04 Nov 2025

Venerdì 7 novembre alle ore 17, nell’aula magna ‘Giovanni Paolo II’ della sede della Lumsa – sezione Edas in piazza Santa Rita a Taranto, avrà luogo il sesto ‘Graduation day’ del corso di laurea in Servizio sociale e del No profit. Si tratta di una festosa cerimonia, dalle origini statunitense in uso negli atenei, in cui gli studenti presentano sinteticamente i contenuti delle ricerche attinenti le loro lauree, già conseguite, alla presenza delle famiglie.

La giornata si svolgerà con il seguente programma: introduzione della prof.ssa Marinella Sibilla, nel ruolo anche di moderatrice; saluto dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero, di don Giuseppe Carrieri (presidente del consiglio di amministrazione dell’Edas) e delle autorità; illustrazione delle principali attività accademiche svolte a cura del prof. Antonio Panico, coordinatore delle attività accademiche, intervento del prof. Gennaro Iasevoli, prorettore alla ricerca Lumsa su ‘Ricerca e innovazione: quale sfida per la formazione’; illustrazione del significato storico del ‘Graduation day’; breve presentazione delle tesi ad opera dei laureati; consegna delle pergamene di laurea; proclamazione del codice del laureato Lumsa da parte degli studenti; saluto finale del prof. Antonio Panico.

Diocesi

Da giovedì 6, le catechesi per adulti della ‘San Roberto Bellarmino’

foto G. Leva
04 Nov 2025

di Lorenzo Musmeci

Il Giubileo della Speranza, che stiamo vivendo, ci offre l’occasione di riflettere sulle verità di fede che proclamiamo nel credo durante le celebrazioni domenicali e le solennità. La coincidenza, poi, con il 1700° anniversario del Concilio di Nicea (325), antica località dell’Asia minore, oggi corrispondente alla città turca di Iznik, ci incoraggia a proporre tre catechesi sulla ‘professione di fede’ che è frutto anche del Concilio ecumenico di Costantinopoli (381) e che, per questo, prende il nome di simbolo niceno-costantinopolitano.

Il Credo ci trasmette la testimonianza del periodo in cui, terminate le persecuzioni contro i cristiani, cominciarono le grandi discussioni teologiche: tra i vari dibattiti, uno dei più sofferti fu quello contro gli ariani che sostenevano la non perfetta uguaglianza tra il Padre e il Figlio, considerando quest’ultimo una creatura che ha avuto inizio nel tempo.

La dichiarazione solenne dei circa 330 padri di Nicea precisò allora la divinità di Gesù Cristo, attraverso una serie di affermazioni poste di seguito, una dopo l’altra: «unigenito Figlio di Dio, nato dal padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza delPadre».

Il successivo Concilio di Costantinopoli si pronuncerà sullo Spirito Santo, all’interno del mistero di un solo Dio in tre persone: verità di fede che costituisce il vertice della rivelazione cristiana e che dischiude il nostro destino di comunione eterna con Dio.

Nella ‘professione di fede’ abbiamo, dunque, a disposizione il ‘tesoro prezioso’ che ci sostiene nel cammino nella verità, da custodire e meditare nel cuore quale ‘sigillo spirituale’, come lo definiva Sant’Ambrogio, che ci permette di essere in comunione con la Trinità di Dio e con la fede di tutta la Chiesa (cf. CCC 197).

Le catechesi che vengono proposte dalla comunità parrocchiale di San Roberto, rivolte agli adulti, si svolgeranno nel mese di novembre, 6 -13 – 27, nelle aule di catechismo con inizio alle ore 19 e saranno tenute dal parroco, don Antonio Rubino.

 

Percorsi di pace

PeaceMed, una rete di giovani costruttori di pace in 19 Paesi

04 Nov 2025

Un progetto che mira a costruire la pace dal basso nel cosiddetto Mediterraneo allargato (un concetto geopolitico che comprende anche Medio Oriente, Nord Africa, Sahel), coinvolgendo 19 Paesi e 32 organizzazioni della società civile, tra Caritas e realtà partner. Si chiama PeaceMed, ed è promosso per la prima volta da Caritas italiana con il cofinanziamento del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e in collaborazione con Rondine Cittadella della pace. L’obiettivo è ambizioso: formare operatori locali per la trasformazione non violenta dei conflitti, la riconciliazione e la costruzione della pace, partendo dalle comunità. Oggi si conclude a Roma la seconda tappa formativa del percorso di sei giorni, inframezzata da incontri on line del gruppo costituito da una trentina di persone, soprattutto giovani. I partecipanti vengono, tra l’altro, da Siria, Libano, Palestina, Iran, Iraq, Somalia, Paesi che vivono da decenni situazioni di guerra. La prima tappa è stata a marzo a Cipro, poi in questi giorni Roma; il percorso formativo si concluderà a febbraio 2026 in Egitto.


Formazione e network

“È un percorso che non si ferma alla formazione – spiega Danilo Feliciangeli, di Caritas italiana, referente del progetto – ma punta anche a creare una rete stabile tra i partecipanti, che possa continuare a lavorare insieme anche dopo la fine del progetto. Abbiamo dovuto posticipare la formazione in Italia a causa dell’attacco di Israele all’Iran ma ora siamo qui, con un gruppo motivato e coeso”. L’elemento in comune che emerge tra i partecipanti, è “la difficoltà a immaginare un futuro diverso, perché molti di loro sono nati durante la guerra e non hanno mai conosciuto la pace”.

Durante il percorso sono nate idee concrete

“Caritas Siria e Caritas Libano stanno progettando un campo estivo in Siria per giovani siriani e libanesi, dedicato alla cittadinanza attiva e alla riconciliazione. È significativo che due organizzazioni di Paesi in conflitto riescano a pensare ad un’iniziativa comune”, precisa.

Il progetto affronta anche la multiconflittualità: non solo guerre tra Stati, ma tensioni all’interno di uno stesso Paese tra comunità, religioni, gruppi etnici. “In molti contesti – spiega Feliciangeli – la violenza è l’unica risposta conosciuta. Il nostro compito è aiutare le persone a immaginare un’alternativa”. “Lavoriamo anche sui conflitti interpersonali e comunitari – aggiunge– da affrontare con strumenti di dialogo”. Grazie al supporto di Rondine Cittadella della Pace il tema è stato affrontato attraverso le testimonianze degli studenti che vivono esperienze di incontro tra “nemici”: “Abbiamo appreso come è possibile superare la barriera della spersonalizzazione del nemico: quando si riesce a vedere l’altro come persona, con una storia e un vissuto, si può costruire un’immagine diversa e aprirsi alla possibilità di un futuro di pace”.

Un esempio emblematico è il conflitto israelo-palestinese

“Dobbiamo favorire l’incontro tra le due società – sottolinea – perché chi vuole la guerra impedisce il dialogo. L’israeliano vede il palestinese come terrorista, il palestinese vede l’israeliano come chi bombarda i bambini. Ma ci sono parti importanti di entrambe le comunità che rifiutano questa logica. Su queste dobbiamo lavorare”. Nel gruppo ci sono due palestinesi, uno di Betlemme e uno di Ramallah, e un rappresentante del Patriarcato latino che lavora in Israele. “Non è ebreo, ma sarà il nostro ponte per avviare attività anche lì”. Un esempio è un centro che si occupa di dialogo interreligioso tra cristiani e musulmani, che partecipa al percorso insieme a Caritas Gerusalemme. “Finora non sono riusciti a coinvolgere anche gli ebrei – precisa -. Il prossimo passo sarà ampliare il dialogo anche agli israeliani, un obiettivo molto complesso. Non pretendiamo di risolvere un conflitto che dura da oltre 70 anni, ma vogliamo dare il nostro contributo, e poter dire che ci abbiamo provato”.

Tra le esperienze emerse, spicca il centro giovanile di Caritas Siria a Damasco, che promuove la riconciliazione attraverso arte e artigianato. “È uno spazio dove i giovani possono esprimersi, incontrarsi e superare le divisioni”, racconta Feliciangeli. Caritas Libano sta organizzando invece un festival sportivo che coinvolgerà giovani libanesi e di altri Paesi. “Lo sport diventa strumento di incontro e di pace, un linguaggio universale che unisce”.


Piccoli passi per costruire la pace

Di fronte al senso di impotenza che opprime l’opinione pubblica di fronte ai conflitti, con le decisioni prese solo dai leader a seconda delle opportunità del momento, Feliciangeli osserva: “Se aspettiamo il momento giusto, non arriverà mai. Dobbiamo prepararci ora, anche con piccoli progetti. È un dovere, soprattutto per noi europei che viviamo in pace. Non possiamo permetterci di non avere speranza”.

La speranza: una alternativa alla guerra è possibile

Finora il progetto sta andando molto bene. “Oggi si conclude il secondo modulo, e uno dei due obiettivi principali – la creazione di un gruppo coeso – è già stato raggiunto. La sfida sarà mettere in pratica quanto appreso, una volta tornati nei propri contesti”. Il prossimo passo sarà la preparazione dell’incontro di febbraio, preceduto da due appuntamenti online. “Questa esperienza ci sta dando una speranza – conclude Feliciangeli – la speranza che un’alternativa alla guerra sia possibile. E noi ci crediamo”.

Mondo

Card. Tempesta: “La vera pace non si impone, si costruisce con dialogo e fiducia”

Le parole dell’arcivescovo di Rio de Janeiro dopo il sanguinoso blitz della polizia

ph Ansa-Sir
04 Nov 2025

di Bruno Desidera

La vera pace “non si impone, si costruisce”. E in questo cammino la Chiesa di Rio de Janeiro è stata presente, lo è e lo sarà. Questo il messaggio che il cardinale Orani João Tempesta, arcivescovo di Rio de Janeiro, ci affida qualche giorno dopo il sanguinoso blitz della polizia dello scorso 28 ottobre contro il cartello del narcotraffico Comando Vermelho, nelle favelas della zona nord della metropoli. Un’operazione che ha provocato, secondo le cifre aggiornate, 138 morti, tra cui 4 agenti.

Eminenza, ciò che è successo lo scorso 28 ottobre era prevedibile e c’erano segnali?
I tristi avvenimenti del 28 ottobre rivelano una complessa realtà sociale che si accumula da più di trent’anni. La violenza e la paura sono frutto di un contesto segnato da disuguaglianze, esclusioni e mancanza di opportunità, dato che la presenza dello Stato nelle comunità è molto compromessa.
La vera pace non nasce dalla forza, ma dal dialogo e dalla paziente costruzione di vincoli di fiducia.
È necessario riconoscere il bisogno di politiche pubbliche e il rafforzamento di una cultura di dialogo, di amore e di pace, capaci di restaurare la convivenza e la fiducia reciproca tra le persone e le istituzioni. Il cammino della pace deve essere sempre costruito in modo congiunto, con dialogo, prevenzione e impegno solidale per la vita.

ph Siciliani Gennari-Sir


Questo tipo di risposta è efficace o solo spettacolare? Che impatto ha sulla popolazione dei quartieri poveri?

La Chiesa riconosce il legittimo ruolo delle autorità nella ricerca della sicurezza e nella preservazione dell’ordine. Tuttavia, è essenziale che ogni azione sia condotta nel rispetto della vita umana e del bene comune. La pace non si impone, si costruisce, e questo processo esige dialogo, ascolto e presenza solidale accanto a coloro che soffrono. Non si tratta solo di valutare strategie, ma di ricordare che ogni vita è importante.
Il dolore delle famiglie e la sofferenza delle comunità non possono essere trattati come numeri o effetti collaterali. In ogni volto colpito dalla violenza c’è il volto dello stesso Cristo, che continua a soffrire con il suo popolo. Di conseguenza, non si tratta di una risposta efficace, perché non risolve il problema in sé. Tuttavia, esiste la difficoltà della presenza dello Stato nelle comunità, a causa del “potere parallelo” presente e attivo in esse. Per questo la Chiesa rimane vicina, come è sempre stata, cercando di trasformare il dolore in amore e la sofferenza in comunione, aiutando le comunità a ritrovare cammini di riconciliazione e di speranza, affinché crescano il dono della vita e la dignità umana.

Quali sono le principali linee di azione della Chiesa di Rio nei quartieri poveri e nelle favelas?
La presenza della Chiesa nelle comunità e nelle favelas di Rio de Janeiro è antica, costante e profondamente radicata nella fede e nella solidarietà. In ogni territorio della città la Chiesa si fa prossima al popolo, condividendo gioie, dolori e speranze. Attraverso le parrocchie, le cappelle e i centri comunitari, l’arcidiocesi svolge un vasto lavoro pastorale, sociale ed educativo. Il vicariato per la Carità sociale, specialmente tramite la Pastorale delle favelas e la Pastorale sociale, opera nella promozione della dignità umana, nel rafforzamento dei vincoli comunitari e nella difesa della vita in tutte le sue forme. In particolare, la Pastorale delle favelas è attiva da 48 anni a Rio de Janeiro e il suo percorso nasce dalla preoccupazione della Chiesa per i più bisognosi e dalla promozione della dignità umana e della cittadinanza a favore dei residenti delle comunità. Diverse opere e iniziative legate alla Chiesa (asili, rifugi, progetti di doposcuola, corsi di formazione professionale, programmi alimentari e accompagnamento a famiglie in situazione di vulnerabilità) testimoniano l’impegno concreto con il Vangelo e con il bene comune.
Oltre all’azione assistenziale, la Chiesa promuove la formazione della coscienza cristiana e civica, incentiva la partecipazione sociale, la cura dell’altro e la coltivazione della speranza, specialmente tra i giovani.
Questa presenza discreta, ma perseverante, è stata fonte di consolazione e di trasformazione in mezzo alle realtà più impegnative della città. L’impegno ecclesiale è di essere sempre vicino dove la vita è più fragile, rafforzando la cultura dell’incontro e contribuendo, con gesti semplici e perseveranti, alla ricostruzione della pace e della fiducia reciproca.

Come evitare che giorni così drammatici si ripetano?
Evitare che episodi così dolorosi tornino a verificarsi richiede l’impegno di tutti nella promozione della vita, del dialogo e dell’inclusione sociale. È necessario che le autorità civili, ai loro diversi livelli, pensino a strategie per portare sviluppo e pace in tutto il territorio e siano unite in favore del bene comune. La Chiesa continuerà a pregare e a collaborare affinché Rio de Janeiro ritrovi il cammino della fraternità, della serenità e della speranza. Affidiamo all’intercessione della Vergine Maria, Regina della Pace, tutte le vittime, i loro familiari e la nostra città. Che Dio riversi su Rio de Janeiro il dono della riconciliazione e dell’amore, affinché il dolore si trasformi in vita nuova e in comunione.

Diocesi

Oggi, martedì 4 novembre, in Concattedrale l’assemblea diocesana

ph G. Leva
04 Nov 2025

Si svolgerà martedì 4 novembre, alle ore 19 nella Concattedrale ‘Gran Madre di Dio’ l’assemblea diocesana convocata dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero in cui saranno presentate le sintesi delle risposte alle domande formulate nel messaggio dell’arcivescovo per l’inizio del nuovo anno pastorale e rivolte ai consigli parrocchiali.

Riportiamo di seguito il testo della convocazione dell’arcivescovo:

 

“Carissimi fratelli e sorelle,

 il 29 settembre ho consegnato ai nuovi vicari episcopali e ai direttori degli uffici di Curia, il mio messaggio per l’inizio del nuovo Anno pastorale, con cui desidero incoraggiarvi nel ministero, indicando alcune priorità da privilegiare.
Per l’avvio dell’anno ho pensato ad un solo incontro sia per l’inaugurazione che per l’assemblea diocesana.

Pertanto, convoco tutto il clero diocesano e religioso, i consigli pastorali parrocchiali e i consigli parrocchiali per gli Affari economici, il 4 novembre, alle ore 19, alla Concattedrale Gran Madre di Dio, in Taranto.

 

Programma

18,45: accoglienza, preghiera iniziale

19,00: comunicazione dei risultati degli incontri dei gruppi

20,15: brevissimo dialogo a piccoli gruppi; interventi

Conclusioni dell’arcivescovo.

Per favorire il dialogo nei consigli parrocchiali, indico alcuni punti, con relative domande già contenute nel messaggio. I risultati dei confronti parrocchiali saranno consegnati al proprio vicario foraneo che ne farà una sintesi. Don Gino Romanazzi entro il 29 ottobre raccoglierà le sintesi per presentarle all’assemblea diocesana.

  1. Vivere bene la pastorale ordinaria: verificare come si vive la pastorale del quotidiano e avanzare proposte per crescere nella comunione con tutti e nella fede
  2. Accompagnare i giovani verso Cristo: vogliamo interrogarci sulla condizione dei giovani dal punto di vista della fede? La Diocesi può avvicinarli per orientarli meglio a conoscere Gesù? Quali i punti critici circa la loro presenza nelle parrocchie, associazioni, gruppi e movimenti? Come proporre loro percorsi validi di spiritualità e di formazione? Come proporre l’ideale della vita consacrata? E il servizio di pastorale giovanile e vocazionale, non solo a livello diocesano, mavicariale e parrocchiale, quale contributo può offrire?
  3. Per il cammino sinodale: interroghiamoci circa la comunione all’interno di ogni singola parrocchia e tra le parrocchie della medesima vicaria. Si potrebbe pensare, in alcuni ambiti, di realizzare un cammino insieme?
  4. In un mondo lacerato dall’odio e dalle guerre: nelle nostre famiglie, negli ambienti di lavoro, nelle comunità parrocchiali, nei luoghi di ritrovo e nel tempo libero, come noi viviamo questa tensione per costruire un mondo di pace? Come proviamo concretamente a superare divisioni e contrasti?

Sono certo che da un sereno confronto su questi punti potranno scaturire proposte utili e costruttive per il cammino della nostra comunità diocesana.

In Cristo,
† Ciro Miniero
arcivescovo metropolita di Taranto

Eventi culturali in città

Al MuDi, giornata di studi su ‘Il Silenzio: interpretazione e rappresentazione’

03 Nov 2025

Mercoledì 5 novembre alle ore 16,30 appuntamento al MuDi (Museo diocesano di Taranto) per la giornata di studio dal titolo ‘Il Silenzio. Interpretazione e rappresentazione’, primo capitolo di una trilogia di eventi culturali promossi dall’Ufficio diocesano per la cultura, ispirati alle opere della collezione museale e dedicati ai temi Silenzio, Cielo e Leggerezza, che saranno letti e interpretati da molteplici punti di vista, dalla psicanalisi, alla letteratura, alla storia dell’arte, all’architettura, al cinema e al teatro.
Il progetto è ideato dall’architetto Augusto Ressa e coordinato da don Francesco Simone, direttore del MuDi, mentre l’organizzazione è stata affidata a Museion soc. coop. nell’ambito dell’attività di gestione e valorizzazione del Museo diocesano di Taranto.

Il silenzio

Viviamo in un’epoca in cui la comunicazione ha invaso a tutti i livelli la nostra esistenza con immagini e suoni che orientano forzatamente la nostra attenzione, spesso limitando la nostra capacità di sviluppare un pensiero autonomo. La ricerca del silenzio assume perciò un ruolo di difesa da questo continuo bersagliamento, consentendoci il risveglio in un mondo più vero in cui l’interiorità dà senso alla nostra vita. Nei riti della società umana, il silenzio assume molteplici valori simbolici che saranno esplicitati dai relatori esperti nelle varie discipline. Il silenzio è al tempo stesso una forma di linguaggio muto rivelatore di una complessa gamma di sentimenti, la cui riconoscibilità presuppone la conoscenza di specifici codici interpretativi.

I prossimi appuntamenti della trilogia sono previsti per i mesi di marzo e maggio 2026 e ne sarà data ampia diffusione.

Per info è possibile scrivere a museodiocesanotaranto@gmail.com o telefonare al 338.5009239

Di seguito il programma della giornata di studio dedicata al silenzio, che vedrà la partecipazione dell’Ordine degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della Provincia di Taranto.

Interventi di:

Giancarlo Magno, psicanalista docente di Psicologia delle religioni – Il silenzio e i suoi significati simbolici – l’interpretazione in chiave psicologica e sociale;

don Francesco Simone, direttore MuDi – Il silenzio nell’arte e nell’architettura cristiana;

Augusto Ressa, architetto – Il silenzio nell’arte. Dal silenzio delle icone alle performance di Marina Abramovic.

Dopo la pausa caffè,

Paolo Bruni, architetto presidente OAPPC Taranto – Percepire il silenzio in architettura;

Gemma Lanzo, critico cinematografico – Il silenzio al cinema. Dal cinema muto all’invenzione del silenzio.

Modera l’architetto Antonella Carella.

 

Eventi a Taranto e provincia

Il mindset di uno startupper: Marco D’Angelo a Taranto per Giardini digitali

Giovedì 6 novembre all’hotel Delfino di Taranto dalle ore  17 alle ore 20, il ceo di beeco per la prossima masterclass di Giardini digitali

03 Nov 2025

Dalle serre intelligenti alle scuole, dai prototipi all’impatto sociale concreto: la prossima masterclass di Giardini digitali, il  progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica digitale – impresa sociale ospiterà l’ esperto di innovazione sostenibile, visione sistemica, modelli circolari in un’economia sostenibile Marco D’Angelo, il ceo di beeco che parlerà di: ‘Il mindset di uno startupper’.

Giardini digitali è il progetto  a cura di Ciofs/fp-Puglia ets e delle associazioni: SurfHERS aps, Visonari ets/aps e Stella Marina aps, con il patrocinio di Confindustria Taranto, nel quale  si coltivano talenti e si raccolgono frutti con l’obiettivo di diffondere la cultura digitale e formare nuove competenze in territori ad alto potenziale umano.

La masterclass si terrà giovedì 6 novembre, all’hotel Delfino di Taranto dalle ore  17 alle ore 20.

 “Non piantiamo solo semi – afferma D’Angelo quando parla della sua attività – coltiviamo ecosistemi”. Imprenditore, innovatore, formatore, il ceo di beeco, che  supporta il settore dell’agrifoodtech in modo innovativo  promuovendo pratiche sostenibili e sinergie, proporrà uno speech dedicato a chi vuole capire cosa significa oggi fare impresa con impatto, sostenibilità e visione sistemica. D’Angelo, che si  concentra sulla crescita e lo sviluppo di startup innovative in agricoltura, agisce come un facilitatore tecnologico per le comunità.  Da qui la possibilità di trarre ispirazione per acquisire sia strumenti che mindset per cambiare il proprio futuro.

L’evento sarà avviato da suor Imma Milizia del Ciofs/fp-Puglia ets e dal progettista dott. Francesco Giuri.

Ingresso gratuito con registrazione obbligatoria.
Iscrizioni su: masterclass.giardinidigitali.it. Info: info@giardinidigitali.it,
oppure: 338 5967886.

 

Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e associazione di fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal Pnrr e dal Pnc ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come Neet, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it

Violenza contro le donne: tre incontri per informare e prevenire alla Sapienza di Roma

ph Siciliani Gennari-Sir
03 Nov 2025

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), Sapienza Università di Roma lancia l’iniziativa ‘Una giornata non basta. Sapienza contro la violenza di genere’, un ciclo di tre incontri aperti alla comunità universitaria per affrontare le molteplici forme della violenza di genere.

Il primo appuntamento – dal titolo ‘Cittadinanza digitale e responsabilità: discorsi d’odio e violenza di genere online’ si sta tenendo questa mattina, lunedì 3 novembre in aula magna. Ad aprire l’incontro la rettrice Antonella Polimeni; seguirà il panel “Essere cittadini digitali” introdotto da Leonardo Querzoni, prorettore alle Tecnologie digitali e cybersecurity. Interverranno Raffaella Messinetti, ordinario di diritto privato; Bruno Frattasi, direttore generale Agenzia per la cybersicurezza nazional; Giacomo Lasorella, presidente AgCom.  Il secondo panel sarà dedicato “La responsabilità online: gender-based violence e hate speech”.  Introdurrà Anna Maria Giannini, delegata pari opportunità. Interverranno Pasquale Stanzione, presidente Garante per la protezione dei dati personali; Roberto Politi, presidente Tar Lazio; Roberto Baiocco, presidente Cug Sapienza.
“La violenza di genere – afferma la rettrice Polimeni – è una sfida che interpella la responsabilità di tutte e tutti”. Gli altri due incontri si terranno il 12 e 19 novembre su formazione, rappresentazione sociale, violenza economica e disuguaglianze di genere. In adesione alla campagna “Orange the World” di UN Women, i propilei di piazzale Aldo Moro saranno illuminati di arancione, simbolo dell’impegno costante dell’Ateneo.