Pace

Leone XIV: “Accordo sull’inizio del processo di pace ha regalato una scintilla di speranza in Terra Santa”

ph Vatican media-Sir
13 Ott 2025

“Negli ultimi giorni, l’accordo sull’inizio del processo di pace ha regalato una scintilla di speranza in Terra Santa”: lo ha detto papa Leone, durante l’angelus di ieri, domenica 12 ottobre, a conclusione della messa presieduta in piazza san Pietro per il Giubileo della spiritualità mariana. “Incoraggio le parti coinvolte a proseguire con coraggio il percorso tracciato, verso una pace giusta, duratura e rispettosa delle legittime aspirazioni del popolo israeliano e del popolo palestinese”, l’appello di Leone XIV: “Due anni di conflitto hanno lasciato ovunque morte e macerie, soprattutto nel cuore di chi ha perso brutalmente i figli, i genitori, gli amici, ogni cosa. Con tutta la Chiesa sono vicino al vostro immenso dolore. Oggi soprattutto a voi è rivolta la carezza del Signore, la certezza che, anche nel buio più nero, Egli resta sempre con noi: ‘Dilexi te – Ti ho amato’. A Dio, unica Pace dell’umanità, chiediamo di guarire tutte le ferite e di aiutare con la sua grazia a compiere ciò che umanamente ora sembra impossibile: riscoprire che l’altro non è un nemico, ma un fratello a cui guardare, perdonare, offrire la speranza della riconciliazione”.

Angelus

La domenica del Papa – Una scintilla di speranza nell’accordo tra Israele e Palestina

ph Vatican media-Sir
13 Ott 2025

di Fabio Zavattaro

“Una scintilla di speranza”: così papa Leone XIV, all’angelus, ha definito l’accordo sull’inizio del processo di pace tra israeliani e palestinesi, in questa domenica in cui si celebra il Giubileo della spiritualità mariana e in piazza San Pietro è presente la statua della Madonna di Fatima. Si rivolge alle “parti coinvolte” e chiede loro di proseguire “con coraggio il percorso tracciato, verso una pace giusta, duratura e rispettosa delle legittime aspirazioni del popolo israeliano e del popolo palestinese”. C’è tanta incertezza ma anche molta speranza dopo due anni di conflitto. Così il vescovo di Roma dice che questo tempo di odio e guerra ha “lasciato ovunque morte e macerie, soprattutto nel cuore di chi ha perso brutalmente i figli, i genitori, gli amici, ogni cosa. Con tutta la Chiesa sono vicino al vostro immenso dolore”.

Ma c’è un’altra guerra ancora più lunga per la quale al momento non ci sono scintille di speranza. In Ucraina ci sono stati nuovi “violenti attacchi” a città e infrastrutture civili che hanno provocato “la morte di persone innocenti, tra cui bambini, lasciando moltissime famiglie senza elettricità e riscaldamento”. Parla di sofferenze, di una popolazione “che da anni vive nell’angoscia e nella privazione”, e rinnova l’appello “a mettere fine alla violenza, a fermare la distruzione, ad aprirsi al dialogo e alla pace”.

Di pace il Papa aveva parlato anche la sera di sabato nella Veglia di preghiera e Rosario per la pace, chiedendo al Signore di disarmare “la mano e prima ancora il cuore”, perché la pace, ha affermato, è “disarmata e disarmante. Non è deterrenza, ma fratellanza; non è ultimatum, ma dialogo. Non verrà come frutto di vittorie sul nemico, ma come risultato di semine di giustizia e di coraggioso perdono”. Con accanto la statua della Madonna di Fatima, il Papa ha chiesto ai potenti del mondo di “mettere via la spada”; a quanti guidano le sorti dei popoli ha chiesto: “abbiate l’audacia del disarmo”. E a ciascuno di noi di essere “sempre più consapevoli che per nessuna idea, o fede, o politica noi possiamo uccidere”.

La Madonna di Fatima – ha ricordato il Pontefice – da oltre un secolo parla di pace al mondo: dalle apparizioni ai tre pastorelli nel 1917 fino al proiettile che San Giovanni Paolo II volle collocare nella corona della statua, a ricordo dell’attentato del 13 maggio 1981. La spiritualità mariana, ha affermato Papa Leone, “ci immerge nella storia su cui il cielo si è aperto, ci aiuta a vedere i superbi dispersi nei pensieri del loro cuore, i potenti rovesciati dai troni, i ricchi rimandati a mani vuote. Ci impegna a ricolmare di beni gli affamati, a innalzare gli umili, a ricordarci la misericordia di Dio”.

Soffermandosi sul Vangelo della domenica, il Papa ha richiamato l’episodio dei dieci lebbrosi guariti, dei quali solo uno – un samaritano, “straniero ed emarginato” – torna a ringraziare Gesù: “Ci ricordano che la grazia di Dio può raggiungerci e non trovare risposta, può guarirci e non coinvolgerci”. “Guardiamoci da quel salire al tempio che non ci mette alla sequela di Gesù”, ha ammonito Leone XIV, perché “esistono forme di culto che non ci legano agli altri e ci anestetizzano il cuore”. Il cammino cristiano, come quello di Maria, “è dietro a Gesù, e quello di Gesù è verso ogni essere umano, specialmente verso chi è povero, ferito, peccatore”.

“In questo mondo assetato di giustizia e di pace – ha concluso il Papa – teniamo viva la spiritualità cristiana, la devozione popolare a quei fatti e a quei luoghi che, benedetti da Dio, hanno cambiato per sempre la faccia della terra. Facciamone un motore di rinnovamento e di trasformazione, come chiede il Giubileo”. Con Maria, ha esortato infine, “torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto. In lei vediamo che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti, i quali non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti”.

Diocesi

Le reliquie di Carlo Acutis alla Gesù Divin Lavoratore

Carlo Acutis - ph Siciliani Gennari-Sir
13 Ott 2025

Domenica 12 ottobre sono arrivate alla Gesù Divin Lavoratore (al quartiere Tamburi) le reliquie di San Carlo Acutis, esposte per la venerazione. 

Nel corso della settimana nella parrocchia verranno organizzati diversi momenti di preghiera, adorazione e riflessione con i bambini ragazzi e adulti.

«Carlo è stato un modello di vita per i giovani e un messaggio di amore per tutti – riferisce il parroco don Gianni Passacantilli -. Dobbiamo avere la stessa fede e lo stesso coraggio di San Carlo per combattere le piccole battaglie della vita di tutti i giorni».

Confraternite

L’arciconfraternita del Carmine inaugura l’anno sociale

10 Ott 2025

di Angelo Diofano

A Taranto, con la santa messa che sarà celebrata nella chiesa del Carmine sabato 11 ottobre alle ore 18.30 dal padre spirituale mons. Marco Gerardo e la successiva processione per le vie del Borgo del quadro della Madonna del Rosario di Pompei (accompagnata dalla banda ‘G. Chimienti’ di Montemesola) partono le attività dell’anno sociale dell’arciconfraternita del Carmine.

Certamente gli eventi e i riti della Settimana Santa rappresentano il momento di maggiore attenzione, ma è anche vero, si legge nella nota-stampa, che le intenzioni del priore Antonello Papalia e del consiglio di amministrazione sono quelle di valorizzare e solennizzare tutti gli eventi del calendario liturgico, perché ciò s’inquadri nel più ampio progetto che ha motivato il desiderio di dare linfa continua e programmi rinnovati all’intero anno sociale.

Fra gli appuntamenti, si ricorda innanzitutto la santa messa sociale dell’arciconfraternita il sabato alle ore 18,30 (fino al 14 febbraio 2026 per poi passare alla domenica alle ore 17.30), la preghiera a Gesù Morto del giovedì alle ore 20,30, la catechesi mensile del primo giovedì di ogni mese alle ore 19.30 (dal 6 novembre) e il corso per il noviziato che sarà inaugurato il 13 novembre alle ore 20.30 A tutto ciò si aggiungono le assemblee sociali, tutte le processioni, la messa nelle cappelle gentilizie, l’Ottavario di Natale, le Quarantore, le Via crucis, gli eventi della Settimana Santa, la Novena e la festa della Madonna del Carmine. Non mancheranno gli appuntamenti letterari e gli scambi culturali.

Ecclesia

Il 28 ottobre, Leone XIV sarà al Colosseo per “osare la pace”

10 Ott 2025

Nel pomeriggio di martedì 28 ottobre, papa Leone XIV sarà al Colosseo per partecipare alla Cerimonia solenne per la pace, organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio in occasione del tradizionale incontro internazionale per la pace, dal titolo Osare la pace, che riunirà rappresentanti delle grandi religioni, del mondo della cultura, della società civile e della politica, per affrontare insieme le sfide più urgenti del nostro tempo: la convivenza pacifica, la solidarietà e la costruzione di nuove visioni di pace. Prima della cerimonia – informano i promotori dell’iniziativa – si svolgeranno preghiere per la pace secondo i riti delle diverse tradizioni religiose, in luoghi diversi nelle vicinanze del Colosseo, mentre la preghiera dei cristiani si terrà all’interno del Colosseo stesso, in un abbraccio simbolico tra culture e fedi diverse. La sessione inaugurale dell’incontro si svolgerà nel pomeriggio di domenica 26 ottobre all’auditorium Parco della musica, alla presenza di alte autorità istituzionali. Nei giorni successivi il programma prevede tavole rotonde tematiche e incontri pubblici con personalità di rilievo internazionale.

Diocesi

L’Oratorio delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Taranto inaugura il nuovo anno oratoriano

Domenica 12 ottobre, a partire dalle ore 11, ai Giardini Virgilio prenderà il via la nuova avventura educativa dal tema ‘Saldi nella fede: costruiamo spazi generativi’

10 Ott 2025

Domenica 12 ottobre, a partire dalle ore 11 ai Giardini Virgilio, l’oratorio delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) darà ufficialmente il via al nuovo anno pastorale con un momento festoso di giochi, incontri e condivisione aperto a tutta la città. L’inaugurazione sarà un’importante occasione per far conoscere le numerose attività interne all’oratorio, e presentare le tante proposte educative e ludiche che accompagneranno bambini, ragazzi, giovani e famiglie durante tutto l’anno. Il filo conduttore di questa nuova avventura educativa targata FMA sarò il tema della proposta pastorale ispettoriale, ‘Saldi nella Fede: costruiamo spazi generativi’, pensata con l’obiettivo di «ravvivare l’impegno di prenderci cura e di accompagnare le nuove generazioni, rinnovando la passione per un’educazione più aperta, orientata a formare persone preparate ad affrontare la vita in tutta la sua complessità»[1].
L’oratorio intende, così, rilanciare la sua missione: essere una casa che accoglie, una scuola che avvia alla vita, un cortile dove incontrarsi e un luogo in cui crescere sentendosi parte di una famiglia. Durante la mattinata non mancheranno i momenti di animazione, ballo, giochi a stand e convivialità, in pieno stile salesiano con l’entusiasmo travolgente che da sempre caratterizza la grande famiglia di Don Bosco, Madre Mazzarello e tutti i ragazzi che vivono quotidianamente i cortili dell’oratorio.

Con questo spirito, le Figlie di Maria Ausilaitrice invitano tutta la cittadinanza a partecipare e a condividere la gioia dell’inizio di un nuovo cammino insieme. L’appuntamento è, dunque, a domenica per vivere un’occasione luminosa e spensierata, ritrovarsi e dire insieme che «L’oratorio è una casa che accoglie, in cui sentirsi parte di una grande famiglia».

 

[1] Madre Chiara Cazzuola, ‘Per un futuro del Carisma’, Conferenza interispettoriale Medio Oriente ed Europa, 12/01/25.

 

Sport

Luci a San Siro, perché il ricordo non può essere demolito

10 Ott 2025

di Paolo Arrivo

Una decisione sofferta. Un evento storico, la demolizione dello stadio Giuseppe Meazza alias San Siro, che arriverà dopo la vendita della struttura all’Inter e al Milan, approvata dal Consiglio comunale di Milano. Si tratta di una scelta urbanistica discutibile. E se è vero che la demolizione prevede la conservazione di alcuni frammenti della struttura, c’è poco di cui gioire. Resteranno i ricordi di chi da tutta Italia ha raggiunto San Siro. Al lettore verrà in mente il campo di gioco associato alle partite delle due grandi squadre milanesi, o agli incontri della nazionale. Ma sono tantissimi gli eventi che si sono tenuti in una delle arene più iconiche non solo d’Italia ma dell’Europa.

Gli eventi sportivi a San Siro

Dai campionati mondiali di calcio alle finali europee di club, dalle partite di rugby alla boxe: il grande sport è stato di casa nella struttura milanese. Tanti i campioni che hanno calcato quell’erba nel mondo del pallone. Pensiamo a Roberto Baggio, ad esempio, che ha vestito sia la maglia dell’Inter che quella del Milan. Oppure a Ronaldo Il Fenomeno (anche lui fu nerazzurro e poi rossonero). Pensiamo al Trio delle Meraviglie, che offrirono spettacolo nel Milan di Berlusconi: gli olandesi Ruud Gullit, Marco Van Basten e Frank Rijkaard. I momenti di grande calcio si mescolano alle massime delusioni. Pensiamo a Italia-Svezia, il 13 novembre 2017: nel ritorno dello spareggio per i Mondiali della Russia, gli azzurri allenati da Gian Piero Ventura non andarono oltre lo 0-0, mancando la qualificazione, per la seconda volta nella storia. Quella fu l’ultima partita in nazionale di Gigi Buffon. Che lasciò il campo in lacrime, e tra le polemiche. Non meno esaltanti furono le successive partite della Nations League. E pensare che negli anni Ottanta e Novanta San Siro veniva considerato un fortino.

Il tempio della musica

Tanti gli artisti italiani e internazionali che hanno convertito il campo sportivo a uso loro e del grande pubblico. Il primo fu Bob Marley, in concerto il 27 giusto 1980 con il tour Uprising. Gli altri big: da Bruce Springsteen  ai The Rolling Stone, da Madonna agli U2 passando per Ed Sheeran, Elton John e Taylor Swift. Tra gli italiani Vasco Rossi detiene il record di concerti. Un numero che fa impressione: 29. In altrettanti anni, dal 1990 al 2019. Il primo concerto ha rappresentato una vera e propria svolta storica. Perché Vasco chiamò a raccolta 75mila spettatori. Un numero impensabile per un artista italiano negli anni in cui a riempire un intero stadio erano soltanto gli stranieri. L’ultimo grande nome è Elisa, che si è esibita a San Siro con un concerto-evento lo scorso 18 giugno. Si pensi a quanti milioni di spettatori, di lacrime e di emozioni si sono susseguiti in quel luogo magico, nato nel 1926, quando si tenne l’inaugurazione. Cento anni di vita. Un traguardo da festeggiare; e a dir la verità, l’età giusta per lasciar andare via una creatura, il cui spirito resterà nei luoghi che ha vissuto.

Oratori Anspi

Martina Franca, la parrocchia Santa Teresa-santuario Madonna della Sanità ha il suo oratorio

10 Ott 2025

A Martina Franca la parrocchia Santa Teresa del Bambino Gesù – santuario Madonna della Sanità ha ufficialmente fondato il suo oratorio, entrando a far parte della rete del comitato zonale Anspi Taranto. “Si tratta di un traguardo che segna l’inizio di un’avventura meravigliosa per le famiglie della nostra comunità dice il parroco don Damiano Nigro – L’oratorio sarà un punto di riferimento per bambini e ragazzi dove alimentare le loro passioni e lasciare spazio ai talenti. Non solo ci divertiremo ma soprattutto impareremo il valore dell’amicizia, del rispetto e della condivisione, crescendo insieme e creando legami”.

“Nulla è impossibile – conclude – quando si ha la volontà di credere nel futuro e l’appoggio di una squadra pronta a investire tempo e risorse per la parrocchia”.

Diocesi

Le festa di San Pio X, occasione per ricentrare la vita sulla Parola

Il parroco (a dx) della San Pio X, don Francesco Curlacci
09 Ott 2025

di Angelo Diofano

Questo fine settimana si festeggia a Taranto San Pio X nella parrocchia intitolata al santo pontefice, nel rione Italia, alla confluenza fra corso Piemonte e via Puglie.

La parrocchia fu istituita il 2 luglio del 1956 dall’allora arcivescovo mons. Ferdinando Bernardi, in una zona allora pressoché deserta del quartiere Italia-Montegranaro e che si sarebbe caratterizzata da una grande (e disordinata) espansione edilizia. L’attività di culto inizialmente ebbe luogo in un fabbricato oggi adibito ad auditorium. La nuova chiesa sorse un decennio più tardi.

Il programma dei festeggiamenti è stato illustrato mercoledì sera in chiesa dal parroco don Francesco Curlacci, che ha innanzitutto annunciato per venerdì 10 ottobre (dopo la santa messa delle ore 18 presieduta da don Luigi Sergio, vicario parrochiale alla Don Bosco) la riapertura alle ore 20.30 dell’auditorium, dopo i lavori di ristrutturazione, con la commedia ‘Doje gioielle de nepùte’ a cura della compagnia teatrale ‘La Rotaia’. E già alrtre compagnie si sono prenotate per rappresentare i propri lavori. Ma l’auditorium non sarà l’unica struttura che sarà a disposizione del territorio, in quanto presto sarà riaperta, dopo interventi di riqualificazione, la mensa serale per i bisognosi, che finora ha funzionato solo per i pasti d’asporto.

Sabato 11 ottobre, alle ore 18 la celebrazione eucaristica sarà presieduta da don Giampiero Savino, parroco allaSan Girolamo Emiliani (Statte) e alle ore 20 uscirà la processione per le vie del quartiere accompagnata dalla banda musicale ‘Euterpe-Città di Pulsano’ diretta dal m° Francesco Bolognino, al rientro, alle ore 20.30, in piazza, concerto della cover band di Claudio Baglioni dal titolo ‘Con Voi’.

Domenica 12, infine, santa alle ore 18 presieduta da mons. Salvatore Ligorio, arcivescovo emerito di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo.

Invece in piazza, dalle ore 11 alle 13, ‘Open day’ di disegno a cura di ‘Grafite’ e animazione a cura dell’associazione di promozione culturale ‘Ideal Panda’; a seguire, pranzo a sacco comunitario per adulti e bambini. Nel pomeriggio, in piazza, animazione per i ragazzi dai 10 ai 18 anni a cura dei giovani di Azione Cattolica; alle ore 19.30, premiazione della mostra su San Pio X e alle ore 19.45 spettacolo di batteria a cura del gruppo ‘Children of the Sun’. La serata continuerà alle ore 20.30 con il concerto della band ‘Altafrequenza’ e alle ore 22.30 con lo spettacolo pirotecnico della ditta ‘Il Pirotecnico’ di Gaetano Insogna.

Questo il messaggio che il parroco ha rivolto alla comunità in occasione dei festeggiamenti: “La festa patronale ci ricorda alla luce della testimonianza di vita del Santo, l’importanza di ricentrare la nostra vita sulla Parola di Dio, che deve aiutare ciascuno di noi a sentirsi parte attiva e integrante della comunità per debellare una partecipazione troppo abitudinaria e statica. Ma lo Spirito Santo, per fortuna, ci permette di abbattere tutte le convinzioni sbagliate che abbiamo verso la fede, la Chiesa e verso Dio per comprendere che, se tutti abbiamo un’idea del Signore (forse costruita a partire dal carattere di ciascuno, dall’esperienza personale e dall’ambiente in cui siamo cresciuti) non è più sufficiente una fede che continua a proiettare su di Lui i nostri bisogni e le nostre speranze. Questo modo di vivere la fede è troppo datato e poco ragionato. Guardando all’esempi del nostro Santo, dobbiamo chiederci con passione: ‘Chi è il Dio in cui crediamo?. È la domanda fondamentale della fede, l’interrogativo che ci costringe a mettere tra parentesi tutto ciò in cui crediamo di credere, l’invito a conoscere sempre più quel Dio che Gesù ci racconta nei Vangeli””.

 “Approfittiamo della festa di San Pio X per aiutarci a stare insieme, a ritrovarci, incontrarci, salutarci…  – è l’auspicio del parroco – Ciascuno di noi sperimenti la bellezza di starci, non per fare numero, ma perché è la Chiesa che deve farsi presente, sapendo cogliere tutte le occasioni per testimoniare la gioia della propria fede. Solo intessendo relazioni autentiche possiamo trasmettere agli altri la nostra fede”.

Esortazione apostolica

Leone XIV nella Dilexi te: “Ascoltare il grido dei popoli più poveri della terra”

ph Vatican media-Sir
09 Ott 2025

“La condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa”: lo scrive Leone XIV, nell’esortazione apostolica, in cui fa sua – aggiungendo alcune riflessioni – l’esortazione apostolica sulla cura della Chiesa per i poveri e con i poveri che papa Francesco stava preparando negli ultimi mesi della sua vita, in continuità con l’enciclica Dilexit nos. Il Papa missionario, che conosce bene il volto dei poveri, rilancia il sogno rivelato ai media da Francesco, tre giorni dopo la sua elezione: “Ah, come vorrei una Chiesa povera per i poveri!”.

“Dobbiamo impegnarci sempre di più a risolvere le cause strutturali della povertà – il grido d’allarme -; la mancanza di equità è la radice dei mali sociali”, perché “molte volte i diritti umani non sono uguali per tutti. O riconquistiamo la nostra dignità morale e spirituale o cadiamo come in un pozzo di sporcizia. È compito di tutti i membri del popolo di Dio far sentire, pur in modi diversi, una voce che svegli, che denunci, che si esponga anche a costo di sembrare degli stupidi”.

“L’impegno a favore dei poveri e per rimuovere le cause sociali e strutturali della povertà, pur essendo diventato importante negli ultimi decenni, rimane sempre insufficiente”, denuncia il Papa, elencando le forme delle vecchie e nuove povertà, tra cui quella delle donne, “doppiamente povere” perché vittime di esclusione, maltrattamento e violenza. Ma la povertà “non è una scelta”: “anche i cristiani, in tante occasioni, si la sciano contagiare da atteggiamenti segnati da ideologie mondane o da orientamenti politici ed economici che portano a ingiuste generalizzazioni e a conclusioni fuorvianti”.
“Chiunque, perfino il nemico, si trovi in difficoltà, merita sempre il nostro soccorso”, afferma Leone XIV. “La Chiesa deve essere la Chiesa delle beatitudini”, il mandato per la comunità ecclesiale. Sì alle opere di misericordia, no al “rischio di vivere le nostre relazioni nella logica del calcolo e del tornaconto”, l’indicazione di rotta, sulla scorta della vita delle prime comunità cristiane, perché “la carità non è un percorso opzionale”.

Nel testo, Leone cita tra l’altro la figura di Sant’Agostino come “luce sicura” per la Chiesa, l’attività di quest’ultima per la cura dei malati, attraverso gli ospedali cattolici definiti “ospedali da capo nelle zone di guerra”, l’opera di monaci come San Benedetto e degli Ordini mendicanti per contrastare “la cultura dell’esclusione”, l’attenzione alla liberazione dei prigionieri e alla condizione dei carcerati. Come ispirazione di fondo dell’esortazione apostolica, San Francesco d’Assisi, “icona” di questa “primavera spirituale”, la cui vita “fu una continua spogliazione”.

“L’educazione dei poveri, per la fede cristiana, non è un favore, ma un dovere”, il riferimento al contributo che i diversi Ordini religiosi che operano in tale ambito hanno dato nella storia della Chiesa. “La Chiesa ha sempre riconosciuto nei migranti una presenza viva del Signore”, l’accenno a uno dei temi portanti del magistero del suo predecessore. “La tradizione dell’attività della Chiesa per e con i migranti continua e oggi questo servizio si esprime in iniziative come i centri di accoglienza per i rifugiati, le missioni di frontiera, gli sforzi di Caritas Internationalis e di altre istituzioni”, fa notare Leone: “il Magistero contemporaneo ribadisce chiaramente questo impegno”, aggiunge menzionando papa Francesco e i quattro verbi in cui ha riassunto la sfida delle migrazioni: “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. Verbi che “non valgono solo per i migranti e i rifugiati”, ma “esprimono la missione della Chiesa verso tutti gli abitanti delle periferie esistenziali”. “La Chiesa, come una madre, cammina con coloro che camminano”, commenta ancora il Pontefice: “in ogni migrante respinto è Cristo stesso che bussa alle porte della comunità”.

Non manca, nell’esortazione, un appello, rivolto ai politici e alla Chiesa, ad ascoltare i movimenti popolari, altrimenti “la democrazia si atrofizza”. “La carità è una forza che cambia la realtà, un’autentica potenza storica di cambiamento”, assicura il Papa, esortando ad avviare “con urgenza” ogni impegno per “risolvere le cause strutturali della povertà. Si tratta di ascoltare il grido di interi popoli, dei popoli più poveri della terra”.

“È doveroso continuare a denunciare la dittatura di un’economia che uccide e riconoscere che mentre i guadagni di pochi crescono esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal benessere di questa minoranza felice”, scrive Leone XIV sulla scia di papa Francesco, stigmatizzando lo “squilibrio” prodotto da “ideologie che difendono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria” e “negano il diritto di controllo degli Stati, incaricati di vigilare per la tutela del bene comune”, instaurando “una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone, in modo unilaterale e implacabile, le sue leggi e le sue regole”. “La dignità di ogni persona umana dev’essere rispettata adesso, non domani”, l’appello del Papa, che citando la Dilexit nos parla di “alienazione sociale”, per cui “diventa normale ignorare i poveri e vivere come se non esistessero”.

Per il cristiano, i poveri non sono “un problema sociale”, ma “una questione familiare”: “Sono dei nostri”, non possono essere abbandonati al proprio destino. “Vedere qualcuno che soffre ci dà fastidio, ci disturba, perché non vogliamo perdere tempo per colpa dei problemi altrui. Questi sono sintomi di una società malata, perché mira a costruirsi voltando le spalle al dolore”. “Non di rado il benessere rende ciechi, al punto che pensiamo che la nostra felicità possa realizzarsi soltanto se riusciamo a fare a meno degli altri”, osserva Leone, secondo il quale “i poveri possono essere per noi come dei maestri silenziosi, riportando a una giusta umiltà il nostro orgoglio e la nostra arroganza”. I poveri, allora, possono evangelizzarci, perché “ci fanno riflettere sull’inconsistenza di quell’orgoglio aggressivo con cui spesso affrontiamo le difficoltà della vita. Rivelano la nostra precarietà e la vacuità di una vita apparentemente protetta e sicura”. L’opzione preferenziale per i poveri “è determinante”, conclude il Papa, perché “i poveri per i cristiani non sono una categoria sociologica, ma la stessa carne di Cristo”.

Eventi in diocesi

Alla San Nunzio Sulprizio, incontro sulla figura di don Giovanni Minzoni

09 Ott 2025

Il periodo storico che stiamo vivendo apre scenari di sofferenza e dolore a cui è necessario rispondere con azioni che testimonino la “Speranza”.
In questa prospettiva, la comunità Masci Taranto 5 organizza per il 17 ottobre alle ore 18 nel salone della parrocchia San Nunzio Sulprizio un incontro di approfondimento sulla figura di don Giovanni Minzoni, sacerdote di frontiera in terra socialista/repubblicana ucciso dai fascisti.
L’incontro ha la finalità di porre l’attenzione all’educazione dei giovani per una ricostruzione etica del tessuto sociale.
“La società moderna si presenta con bisogni e caratteristiche nuove, c’è la necessità di formare delle coscienze solide con attenzione particolare ai giovani”

 

Sovvenire

Sostegno economico alla Chiesa: incontro regionale in seminario

Massimo Monzio Compagnoni - ph Marco Bergamaschi
09 Ott 2025

Il Servizio regionale Cep per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica terrà sabato 11 ottobre al seminario diocesano di Taranto un incontro per una panoramica circa la situazione delle nostre diocesi e per migliorare il servizio alle comunità. Il tema  sarà ‘Uniti Possiamo: la forza del noi, il successo della raccolta’.

Il programma prevede alle ore 10 l’accoglienza, alle ore 10.30 l’inizio lavori e la preghiera iniziale guidata dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, vescovo delegato Cep per il Sovvenire, alle ore 11 una breve introduzione dei referenti, alle ore 11.15 le relazioni del direttore del Servizio Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica, Massimo Monzio Compagnoni, e della coordinatrice della rete territoriale, Letizia Franchellucci, alle ore 12.30 interventi in aula e alle ore 13,30 il pranzo.

Le parrocchie della diocesi sono invitate a essere presenti con un sacerdote e/o un loro referente.