Pianeta verde

Emergenza climatica, i condizionatori contribuiscono al surriscaldamento globale

25 Lug 2023

di Paolo Arrivo

Non possiamo farne a meno, ormai. Li teniamo sparati in qualsiasi luogo al chiuso e in ogni momento della giornata. Particolarmente in queste giornate di caldo eccezionale. Ma i condizionatori, sebbene siano alleati della salute, specie dei soggetti più fragili, contribuiscono proprio al surriscaldamento globale. Così siamo arrivati a questo paradosso. Che l’aria condizionata fu ideata per rendere il caldo sopportabile: ora, però, dobbiamo convivere e combattere con temperature ancora più elevate.

L’inquinamento

Entro il 2050 il consumo elettrico legato all’utilizzo dei condizionatori produrrà tra i 7 e i 17 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 in Europa. E tra i 38 e i 160 milioni di tonnellate in India. Lo attesta uno studio pubblicato su Scientific Reports, coordinato da Francesco Colelli, economista ambientale dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, per il quale il consumo dell’aria condizionata potrebbe raddoppiare in Europa e persino quadruplicare in India entro quella stessa data. I responsabili dell’inquinamento sono i gas refrigeranti che circolano all’interno dei climatizzatori. Si tratta degli idrofluorocarburi (Hfc), i quali contribuiscono all’effetto serra più dell’anidride carbonica.

Più condizionatori in tutto il mondo: come usarli

Nell’ipotesi più temuta, quella che vedrà un aumento della temperatura media globale di 4 o 5 gradi, si stima che in Italia il fabbisogno annuale di picco di elettricità si incrementerà di 10 GW. Ovvero un 16 per cento in più rispetto ai livelli attuali. Inevitabilmente questo avrà ricadute negative sull’ambiente, e prima ancora sulle tasche degli italiani. I quali possiedono almeno un condizionatore in casa. E i condizionatori consumano tanta elettricità: più di qualsiasi altro elettrodomestico, contribuiscono al 10% dei consumi globali. Va detto che nelle economie emergenti, come l’India e l’Indonesia, solo una famiglia su dieci ha accesso all’aria condizionata, rivela l’International Energy Agency. Sono i Paesi più ricchi ad avere maggiore disponibilità. E quindi a impattare sulle emissioni inquinanti in modo importante.

Il riscaldamento e raffreddamento degli edifici sono responsabili di circa il 15 per cento delle emissioni di gas serra. Cosa si può fare? A fronte dell’aumento della domanda (anche nei Paesi meno ricchi è lecito aspettarselo), si mettono in campo strategie, esperimenti, utili a soddisfare il bisogno senza provocare un ulteriore riscaldamento globale. Tecnologie più efficienti sono al vaglio di aziende e startup. L’obiettivo è alleggerire la rete elettrica per sostenere temperature più elevate. Mentre l’utilizzo di nuovi materiali, come il sale liquido per asciugare l’aria, abbassa il tasso di umidità. Che è poi una delle variabili più importanti nella percezione del caldo che dobbiamo sopportare. Al netto delle soluzioni da trovare, occorre buonsenso intanto: evitiamo gli sprechi, stiamo sotto l’aria condizionata, e godiamocela, solo quando il caldo si fa insopportabile.

Sport

Tour de France tra ciclismo romantico e innovazione: il trionfo di Jonas Vingegaard

La maglia gialla con Giulio Ciccone - foto Ansa
24 Lug 2023

di Paolo Arrivo

Li abbiamo visti sfrecciare a velocità esagerate – toccate punte superiori ai 100 km/h in discesa. Tanto che si potrebbe parlare di MotoGP, di gare da motociclismo, anziché di ciclismo su strada: i corridori che hanno affrontato il Tour de France non si sono risparmiati in alcuna tappa. Questo peraltro è il trend delle ultime stagioni. Sempre più bravi e preparati i ciclisti, professionali e maniacali su ogni dettaglio; sempre più veloci e performanti i mezzi con i quali fanno fatica. La vittoria della Grande Boucle è andata al danese Jonas Vingegaard. Che ha centrato l’obiettivo per la seconda volta, secondo anno consecutivo.

Vingegaard vs Pogacar

La penultima tappa, ultima di montagna, ha regalato a Tadej Pogacar la soddisfazione del successo parziale. Ma lo sloveno è uscito senz’altro a pezzi dal Tour de France. A 7 minuti e ventinove secondi di distacco dal primo in classifica. Tour che avrebbe potuto anche vincere, se si fosse presentato al grande appuntamento con una preparazione adeguata: la caduta alla Liegi-Bastogne-Liegi, con conseguente frattura multipla dello scafoide, un incidente brutto, lo aveva costretto al cambio di programma. Allo sforzo supplementare per recuperare una parte dei tanti giorni di allenamento saltati. Ad ogni modo, il fuoriclasse arrivato secondo anche lo scorso anno, è stato in partita sino alla terza settimana, duellando con la maglia gialla Vingegaard. Lo spettacolo offerto da questi due marziani del ciclismo potrebbe rinnovarsi nel 2024. I loro duelli all’arma bianca, dal sapore antico, ci riportano agli anni di Bartali e Coppi. O ai più recenti, alle poche ma intense sfide tra Armstrong e Pantani in salita. Altri tempi. Finiti quando il Pirata arrivò davanti all’americano a Courchevel, il 16 luglio del 2000, conquistando la sua ultima vittoria.

Giulio Ciccone maglia a pois

Le aspettative sugli azzurri non potevano essere di certo elevate alla vigilia. L’unico che si è fatto onore, confermando il proprio valore, è stato Giulio Ciccone: il corridore abruzzese ha vinto la classifica degli scalatori. Il risultato mancava da oltre trent’anni all’Italia – l’ultimo a riuscirci, nel ’92, fu “El Diablo” Claudio Chiappucci. La maglia ha reso felice il portacolori della Lidl-Trek che la sognava sin da quando era bambino. Secondo sui Pirenei, nella frazione di Brecciarola, non è riuscito a vincere una tappa in tutto il Tour; ma poco importa.

L’ultimo atto della corsa a tappe più importante del mondo, 115 chilometri da Saint-Quentin-en-Yvelines, ci restituisce tutta le bellezza e il fascino della capitale Parigi, minacciati dagli episodi di violenza verificatesi nei giorni scorsi: dalle proteste di piazza più sanguinose che hanno messo a ferro e fuoco la città e il Paese, agli atti di criminalità che hanno colpito anche il portiere della nazionale italiana di calcio Gigio Donnarumma, e la sua compagna, vittime di una rapina. Ad aggiudicarsi lo sprint sugli Champs Elysées è stato Jordi Meeus. Una vittoria a sorpresa, quella conquistata dal velocista della Bora – hansgrohe, al fotofinish su Philpsen, Groenewegen e Pedersen. Una tappa portata a termine senza colpi di scena nel tradizionale ultimo giorno di scuola.

Scienza

Disconnessi, come riappropriarsi del tempo ricaricando corpo e mente

21 Lug 2023

di Paolo Arrivo

Dieci giorni senza pc e senza cellulare. Va bene anche meno: il necessario per “staccare la spina” in senso letterale. Un esperimento che andrebbe provato, in modo da ricaricare il corpo e la mente, almeno una volta, o ogni tanto. Cosa accade, quando riusciamo a farlo? Il tempo scorre più lentamente. Ce n’è per guardarsi intorno: per ascoltare il rumore delle cicale fino a sera tarda, quando si sta all’aria aperta; tempo per dare più attenzione a se stessi o agli altri; per far riemergere freschi o vecchi ricordi; per ordinare i pensieri, o per lasciarli in disordine. Una scelta controcorrente, stare “disconnessi”. Perché siamo immersi in tempi nei quali l’utilizzo delle tecnologie si fa sempre più dirompente. Ma pur controcorrente, la stessa scelta consente di risintonizzarsi con la maggioranza. Ovvero con le abitudini perpetuate per millenni dall’essere umano – fino agli anni Novanta del secolo scorso.

Disconnessi, ma riposati

È risaputo che i dispositivi elettronici sono nemici del sonno. Lo attestano diversi studi e ricerche effettuate. Non avere, allora, cellulare o tablet quando si va a letto, giova al riposo notturno. Ovvero alla qualità del sonno. Stare disconnessi per qualche giorno potrebbe essere il miglior rimedio per combattere la vera e propria insonnia da smartphone che colpisce gli italiani, adulti e adolescenti, in numero sempre crescente: la luminosità del display tiene in qualche modo attivo, ancora sveglio il cervello, sollecitandolo inoltre agli stimoli provenienti dall’esterno. Col risultato di favorire le apnee notturne e le interruzioni del sonno. La notte come di giorno, il cellulare crea una vera e propria e subdola dipendenza. Dalla quale occorre disintossicarsi in qualche modo. Va da sé che per favorire il riposo notturno non basta liberarsi di questi aggeggi: occorre spegnere le preoccupazioni, e combattere altri fattori di disturbo. Quali possono essere le zanzare pericolose e il gran caldo di questi giorni.

Elogio della lentezza

Andiamo sempre di corsa. Rallentare i ritmi, riallineandoli a quelli dei nostri antenati, quando l’evasione dalla ruotine e dalla quotidianità diventa una concreta possibilità (il momento migliore per fare questa esperienza è senz’altro la vacanza), significa abbattere lo stress godendosi il panorama. Riprendere il contatto con la realtà senza lasciarsi fagocitare dalla stessa. E se il corpo rallenta, assecondando il passo dell’eleganza, l’agilità mentale migliora, si rafforza. Così la capacità di analisi e di approfondimento. Stare disconnessi, e magari riprendere le letture più impegnate, come le riviste settimanali o i romanzi “mattone” lasciati impolverati durante l’anno, stimola la curiosità rispetto a ciò che ci accade intorno. Senza l’assillo di dover rispondere a chiamate e messaggi, appena li riceviamo, potremmo dare la precedenza ad altro. Riscoprire anche la noia. Che per qualche giorno soltanto, può diventare una compagnia salutare. L’otium può prendersi la rivincita sul suo contrario.

Sport

Ju Jitsu, Ruben Cassano e Giulia Plumitallo oro ai Mondiali di Ulan Bator

20 Lug 2023

di Paolo Arrivo

La disciplina è una di quelle che merita più attenzione da parte delle istituzioni locali e regionali. Gli atleti, almeno, dovranno ricevere un’accoglienza festosa al loro ritorno nella città dei due mari: Ruben Cassano e Giulia Plumitallo hanno portato alto il nome di Taranto e della Puglia ai campionati mondiali di Duo system in Mongolia conquistando la medaglia d’oro. Tutto il mondo della arti marziali esulta per questo straordinario risultato.

Dagli Emirati Arabi all’Asia: Ruben Cassano e Giulia Plumitallo

La medaglia più pregiata è sempre una sorpresa. Ma i due atleti avevano dato già prova del loro valore, nel percorso affrontato, tanto da meritare la convocazione in nazionale ai mondiali di Ju Jitsu: diversi titoli conquistati, regionali e nazionali, bronzo mondiale a novembre scorso, nella massima competizione tenutasi ad Abu Dhabi. Ruben Cassano e Giulia Plumitallo si allenano a Taranto, alla palestra Asd Yawara in via Tito Livio. Sotto l’egida dei maestri Massimo Cassano, Rinaldo Zamarian, Mimmo D’Alessandro e Gianni Castellano. L’ultima medaglia ripaga i due combattenti di Taranto dei tanti sacrifici fatti per amore di questo sport che richiede un’abnegazione totale. Anche sacrifici economici, per sostenere i costi della trasferte, in mancanza di sponsor interessati.

La competizione

Ai mondiali che si concluderanno quest’oggi, giovedì 20 luglio, nella capitale della Mongolia (Ulan Bator), ha brillato un’altra coppia, tra gli azzurri in gara: Ben Brahim Salah e Elisa Marcantoni, saliti sul terzo gradino del podio, nella categoria (A)word. Nelle prestazioni individuali, la bolognese Antonella Farné è finita seconda nel Fighting System -52 kg. Terzo posto -48 kg per Martina Porcile.

Il “Duo System”

La specialità che aveva visto brillare Giulia Plumitallo e Ruben Cassano già ad Abu Dhabi è una branca del Ju Jitsu che prevede un confronto tra più coppie, composte da due atleti della stessa società – può dividersi in coppia maschile, femminile, oppure mista. La valutazione è data da una giuria formata da 3 arbitri di sedia. L’arbitro centrale è preposto a dare avvio agli incontri, e a segnalare alla stessa giuria eventuali errori commessi dagli atleti nella esecuzione degli attacchi.

Tornando ai due tarantini, va sottolineato che la loro ambizione, alla vigilia della competizione mondiale, era quella di salire sul podio. Obiettivo per il quale si erano preparati. Se sono andati oltre le previsioni più rosee, anziché soltanto confermarsi, è merito loro, che avevano già visto nella partecipazione al Mondiale un traguardo. Motivo d’orgoglio per la Puglia e per Taranto è stato la presenza degli unici pugliesi in una competizione così importante. Ambedue giovani, ma nella pieno della maturità (Giulia ha 26 anni, Ruben è 27enne), grazie a questo risultato hanno trovato la consacrazione nella disciplina praticata, al punto da poter essere annoverati tra le eccellenze dello sport made in Taranto.

 

Sport

I sogni che si avverano: la Nuovi Orizzonti Taranto Basket è in serie B

Il gruppo della scorsa stagione - foto G. Leva
19 Lug 2023

di Paolo Arrivo

L’avevamo lasciata alla partita più dolorosa. L’ultima giocata tra le mura amiche del Palamazzola, la sconfitta inflitta dalla Juve Trani, aveva negato alle cestiste allenate da William Orlando la gioia di centrare quello che era il grande obiettivo. Le sensazioni comunque erano positive. Rispetto all’avverarsi di una sorpresa ufficializzata nelle scorse ore. La Nuovi Orizzonti Taranto Basket prenderà parte al campionato di serie B nazionale nella prossima stagione. L’ufficio centrale affiliazioni della Federazione italiana pallacanestro ha ratificato l’accordo per il trasferimento del titolo sportivo tra la Pallacanestro Partenope Sant’Antimo e l’Asd Dinamo Taranto. A darne notizia, con una nota, è stata la stessa società ionica.

Nuovi Orizzonti, il traguardo raggiunto

“Un risultato importante che premia gli sforzi ed il lavoro della dirigenza, degli sponsor, dello staff tecnico, ma soprattutto ha voluto premiare l’entusiasmo di tutti coloro che hanno supportato i nostri colori nella stagione agonistica appena conclusa”. Così il gruppo Nuovi Orizzonti motiva il traguardo raggiunto rinsaldando il legame tra la cittadinanza e questa realtà sportiva. Senza dimenticare il contributo offerto da tutte le giocatrici che hanno disputato la scorsa stagione, e battagliato in ogni partita.

Il futuro

L’auspicio è che la serie B funga da stimolo per tutte le realtà imprenditoriali del territorio. Perché questa compagine va supportata lungo tutto il percorso sportivo, e la categoria deve rappresentare, per il basket tarantino, il punto di partenza e non quello di arrivo. Le ambizioni quindi si rinnovano nella città che si è riappassionata alla pallacanestro femminile. Lo dimostra la buona partecipazione di pubblico, spettatore delle partite dello scorso campionato di serie C.

La scorsa stagione

Le ragazze della Nuovi Orizzonti hanno disputato un campionato di ottimo livello. In particolare, nella prima parte del torneo, chiusa al primo posto in classifica, a pari punti con Trani. Con un pizzico di fortuna, e una miglior condizione mentale e fisica, si sarebbero potuti vincere anche i playoff promozione. Poco male. La serie B nazionale è arrivata ad ogni modo, e rappresenta un traguardo strameritato per lo stesso gruppo. Che, siamo certi, ci regalerà ulteriori e più grandi soddisfazioni nel percorso a seguire.

Pianeta verde

La vera emergenza da affrontare: il caldo non soffoca il negazionismo climatico

Roma bollente - foto Ansa
18 Lug 2023

di Paolo Arrivo

Non si parla d’altro. Nei tg, con tanti servizi dedicati, sui giornali. Ed è giusto farlo: le temperature elevate che avvolgono in queste ore l’Italia, catturando l’interesse dei media internazionali, rappresentano un’anomalia da denunciare. Il caldo ci mette alle strette. Ma la vera emergenza da affrontare è quella del negazionismo climatico. Che neppure in questi giorni tace. Al netto delle opinioni espresse dai politici, dei quali non ci occupiamo, basta fare un giro sul web, sui social, per leggere sentenze del tipo “è normale che in estate faccia caldo”. Noi guardiamo alla scienza. E ci fidiamo di quanto ha detto, ad esempio, Luca Mercalli, il quale mette in relazione le ondate di calore con i cambiamenti climatici. In particolare, il meteorologo sottolinea l’eccezionale durata di questa ondata, che ha già superato i dieci giorni. E che sembra non volersi arrestare – al Centrosud andrà avanti fino al 26 luglio, per poi smorzarsi.

Dal caldo al disastro

“Questa situazione è il risultato di una gigantesca irresponsabilità politica. Il discorso è sempre lo stesso: le emissioni di gas a effetto serra non vengono ridotte, nonostante le raccomandazioni degli Accordi di Parigi”. Così l’esperto meteo, volto noto della trasmissione televisiva Che tempo che fa, punta il dito contro chi è corresponsabile del cambiamento climatico. E mette in guardia dal rischio di uno scenario catastrofico. Quello definito dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, al verificarsi dell’aumento delle temperature globali di quasi 3 gradi. L’aumento della quantità di gas a effetto serra nell’atmosfera è responsabile non solo del riscaldamento globale ma anche di altre anomalie climatiche. Pensiamo alle precipitazioni abbandonanti, che precedono o seguono le stesse ondate di caldo.

Parola agli esperti

Parlare del caldo è giusto, sacrosanto. Lo ribadiamo. Ma probabilmente, in tv, sono i toni e i contenuti che si sbagliano: anziché fare interviste a turisti e bagnanti, riproporre i soliti servizi con le solite raccomandazioni da osservare (bere tanto, evitare le ore più calde della giornata), sarebbe opportuno stimolare il vivace e proficuo dibattito, tra quanti hanno le competenze per affrontarlo. Il primo passo dovrebbe essere zittire proprio i negazionisti del cambiamento climatico. I quali contribuiscono ad allargare le dimensioni del disastro in atto.

Un futuro rovente

Il mondo si prepari a ondate di caldo sempre più intense. Le quali trovano nel fenomeno El Niño (riscaldamento periodico delle acque dell’Oceano Pacifico centrale) un alleato dalla forza dirompente. Questo è il monito lanciato dalle Nazioni Unite, con riferimento all’impennata delle temperature avvertita nei Paesi dell’emisfero settentrionale: dal Mediterraneo all’Africa, dal nord America all’Asia. La matematica non è un’opinione. I numeri dicono che, nello stesso emisfero settentrionale, il numero delle ondate di calore simultanee è aumentato di sei volte a partire dagli anni Ottanta.

 

Sport

Dalla nazionale italiana alla Gioiella Prisma Taranto: il grande volley al Palamazzola

La squadra di coach Fanizza nel quadrangolare giocato nel capoluogo ionico
17 Lug 2023

di Paolo Arrivo

Per quanti si fossero persi lo spettacolo, all’inizio del mese, lo ricordiamo attraverso le foto allegate in coda. Il capoluogo ionico ha ospitato il quadrangolare internazionale “Torneo dei due Mari”. A sfidarsi, l’Italia con l’Olanda, la Tunisia e il Giappone. Un evento riuscito al meglio. Infatti, il trionfo degli azzurri U23 che guidati da coach Fanizza, hanno vinto tutti e tre gli incontri, fa ben sperare per la crescita del movimento in tutta la Penisola. Inoltre è stata un’occasione per fare incetta di grande volley. Che ha avuto già nella Gioiella Prisma Taranto la squadra portacolori del Meridione nel massimo campionato italiano di pallavolo. E la stessa società continuerà a portare alto il nome della città bimare, in Superlega, nella prossima stagione.

Il grande volley

Per assicurarci un’altra grande stagione è fondamentale il contributo di tutti. Di quanti amano questo sport e il territorio. Infatti, il presidente Bongiovanni ha lanciato un appello nelle scorse ore. “Affrontiamo ogni campionato con grande entusiasmo, anche di fronte alle difficoltà che ci porterà ad affrontare”. “Il campionato 2023-24 della Gioiella Prisma Taranto – ricorda – sarà per il quarto anno una stagione in cui i colori della Puglia e della nostra città risplenderanno nei prestigiosi palazzetti del nostro Paese nel campionato più forte e spettacolare del mondo. Abbiamo costruito una squadra che pensiamo abbia tutti i requisiti per poter competere con chiunque e togliersi molte soddisfazioni”. Il presidente guarda già alla prima sfida col Verona. L’auspicio è che il Palamazzola possa essere gremito di appassionati e tifosi. Perché il sostegno, prezioso, va dato lungo tutto il percorso.

Gioiella Prisma Taranto, le gare della prossima stagione

Il calendario della Superlega Credem Banca, giunta alla 79esima edizione, è stato ufficializzato nei giorni scorsi. Per Taranto il cammino prenderà avvio il 22 ottobre prossimo. A raggiungere il parquet del Palamazzola sarà Verona. Catania, invece, l’ultimo avversario della regular season. Che si concluderà il 3 marzo dell’anno prossimo. Ecco il calendario completo:

1 giornata: 22 ottobre 2023 Gioiella Prisma Taranto- Rana Verona/ ritorno  30 dicembre 2023

2 giornata: 29 ottobre 2023 Itas Trentino- Gioiella Prisma Taranto/ ritorno 7 gennaio 2024

3 giornata: 5 novembre 2023 Gioiella Prisma Taranto- Pallavolo Padova/ ritorno 14 gennaio 2024

4 giornata: 12 novembre 2023 Vero Volley Monza – Gioiella Prisma Taranto/ ritorno 21 gennaio 2024

5 giornata: 15 novembre 2023 Gioiella Prisma Taranto -Sir Susa Vim Perugia/ ritorno 24 gennaio 2024 (infrasettimanale)

6 giornata: 19 novembre 2022  Cisterna Volley- Gioiella Prisma Taranto /ritorno 4 febbraio gennaio 2024

7 giornata 26 novembre 2022 Cucine Lube Civitanova- Gioiella Prisma Taranto/ ritorno 11 febbraio 2023

8 giornata: 3 dicembre 2023 Gioiella Prisma Taranto – Modena Volley /ritorno 14 febbraio 2024 (infrasettimanale)

9 giornata 10 dicembre 2023 Gioiella Prisma Taranto- Gas Sales Bluenergy Piacenza/ ritorno 18 febbraio 2024

10 giornata 17 dicembre 2023 Allianz Milano- Gioiella Prisma Taranto /ritorno 25 febbraio 2024

11 giornata: 26 dicembre 2023 Gioiella Prisma Taranto – Farmitalia Catania/ritorno 3 marzo 2024

 

Torneo dei Due Mari, photogallery by Giuseppe Leva

 

 

Musica

Nicola Piovani, cresce l’attesa per l’atto conclusivo del “Taranto Opera Festival”

Foto: Fondazione Musica per Roma / Musacchio-Ianniello-Pasqualini
30 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Il suo nome è legato a doppio filo al film “La vita è bella” di Roberto Benigni. Solo per fare un esempio della grandezza e della fama del compositore e direttore d’orchestra: Nicola Piovani lega le sue note alle opere capolavoro. Anche sul piano architettonico. Così la moderna Concattedrale Gran Madre di Dio, l’opera di Gio Ponti voluta da monsignor Guglielmo Motolese, potrà essere una meta ambita dallo stesso premio Oscar, che sarà a Taranto nella serata di venerdì 7 luglio.

Nicola Piovani in concerto

Lo spettacolo che andrà in scena in Concattedrale alle ore 21 (ingresso alle 20) si intitola “Note a Margine”. È una sorta di racconto autobiografico, commissionato al compositore dal Festival di Cannes nel 2003. Sono condensati le esperienze e i ricordi condivisi con il pubblico in oltre 40 anni di carriera. Naturalmente anche le emozioni. Nicola Piovani accompagnerà questi episodi con il suo pianoforte, insieme al contrabbasso e al sassofono. Il protagonista assoluto dell’evento sarà una insostituibile presenza, agli occhi dell’artista. Che va ripetendo: “Non ricordo un solo momento della mia vita in cui non ci sia stata la musica”.

Gli esordi

Tanto si può dire del Maestro famoso. È bello ricordare gli anni in cui, per guadagnarsi da vivere, suonava in un locale di cabaret. Possiamo rivederlo in compagnia di Vittorio De Sica che canta Parlami d’amore Mariù. Lui ha l’onore di accompagnarlo, una sera. Gli incontri che segnano la sua carriera sono quelli avuti con il compositore greco Manos Hadjidakis, e con Fabrizio De Andrè, dal quale viene coinvolto come coautore di due brani: Non al denaro non all’amore né al cielo e Storia di un impiegato. Poi viaggia per l’Italia con la compagnia teatrale di Carlo Cecchi. Il resto è più noto. I grandi nomi, restando in tema di incontri che hanno segnato il suo percorso artistico, sono quelli di Federico Fellini, i fratelli Taviani e Vincenzo Cerami. Oltre naturalmente a Roberto Benigni. Col quale ha trionfato aggiudicandosi il premio Oscar per la miglior colonna sonora, grazie al film del 1999.

Taranto Opera Festival 2023

Il concerto Note a Margine rientra nel Festival lirico organizzato dall’associazione musicale Domenico Savino con il patrocinio del Comune. Cominciato il 31 maggio scorso al Teatro Orfeo, “Taranto Opera Festival- l’emozione della lirica” ha riscosso successo con “La Traviata”, ed ha il suo punto apicale proprio nell’incontro con Nicola Piovani, per l’evento conclusivo del 7 luglio. Anche quest’anno la kermesse ha avuto la direzione artistica del maestro Paolo Cuccaro. Dalla celebre opera di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave agli eventi successivi, il pubblico più raffinato ha gradito.

Ricordiamo ciò che più interessa al lettore. La modalità di accesso al concerto conclusivo: per biglietti, abbonamenti, informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere alla segreteria dell’associazione musicale Domenico Savino, in via Cavour 24 – tel. 3757044367

Letteratura

Il calcio secondo Lorenzo Tomaselli: un fuoco sempre acceso

30 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Un viaggio a ritroso nei momenti più gioiosi. Nel passato calcistico, per far riemergere fatti e testimonianze che non possono finire nel dimenticatoio. Questo ed altro è “Rotola pallone…non fermarti mai” di Lorenzo Tomaselli. Il libro indaga sul rapporto personale dell’Autore con la cosiddetta sfera magica, che ha rappresentato una fetta consistente della sua vita. E nella dimensione comunitaria, vuole essere testimonianza di quello che eravamo e da dove veniamo, per mezzo delle ricerche effettuate, interviste e notizie estrapolate da vecchi giornali. Quelle emozioni uniche continuano ad essere irrinunciabili per l’Autore.

Lo sport che insegna ancora

Per Lorenzo Tomaselli il calcio ha significato la possibilità di crescere sul piano sportivo, e prima ancora come persona. Ovvero di instaurare innumerevoli rapporti umani. Il mondo del pallone, quindi, viene riconosciuto come punto di riferimento educativo per i giovani. Che continuerà ad esserlo per le prossime generazioni. Il calcio è il luogo nel quale si può fortificare il carattere di chi gioca, e ampliare le conoscenze all’interno dello stesso ambiente ambito da ogni giovane. Perché la magia che ruota attorno al pallone resiste ancora. E, potremmo dire, viene prima della prospettiva economica offerta al più promettente calciatore.

“Rotola pallone…non fermarti mai” di Lorenzo Tomaselli: la presentazione

Il libro sarà presentato domani primo luglio a Fragagnano, ai Giardini Carducci Agustini Dell’Antoglietta, in via Trento. All’incontro, coordinato da Nunzia Digiacomo, presidente della Pro Loco di Fragagnano, interverranno: il primo cittadino di Fragagnano, Giuseppe Fischietti; l’assessore alla Cultura, Lucia Traetta; don Graziano Lupoli e don Ezio Succa. A dialogare con l’Autore ci sarà Gianni Sebastio. Il direttore di Antenna Sud è uno di quelli che capisce di “pallone”, appassionato alle stesse passioni vissute dalle comunità della provincia ionica. Laddove lo sport si fa sempre più vettore di sviluppo del territorio.

L’Autore

Classe 1958, nato a Fragagnano, Lorenzo Tomaselli coltiva la passione per la scrittura che riesce a coniugare con gli impegni familiari. L’altra grande presenza nella sua vita è naturalmente il pallone. Fin da quando era bambino, e lo considerava il giocattolo più bello del mondo: dalla strada ai campi di gioco, è stato calciatore; poi tecnico, dirigente, direttore sportivo. Con questo libro autopubblicato su Amazon offre una testimonianza preziosa. Anche sulla conoscenza del calcio fragagnanese: il calciatore cominciò la sua avventura dilettantistica con la maglia dell’A.S. Fragagnano nel 1973, in Prima Categoria. Nello stesso paese natio fece ritorno dopo aver giocato a Mesagne, a San Marzano e a Lizzano. Luoghi che si incrociano. Tempi che possono essere messi a confronto: il calcio moderno e ipertecnologico di oggi non è così distante da quello romantico di una volta, per il complesso di ideali e valori del quale continua a farsi portatore.

Scienza

Integratori alimentari, quando possono essere dannosi

29 Giu 2023

di Paolo Arrivo

La loro pericolosità viene sottostimata. Soprattutto nella stagione più calda, quella appena entrata: è facile il ricorso agli integratori alimentari, come i sali minerali, acquistati in farmacia o semplicemente al supermercato, senza che ve ne sia un reale bisogno. Servono davvero? A parere di Silvio Garattini, questi prodotti non solo sono inutili, ma possono anche fare male. Certamente alleggeriscono il portafoglio di chi ricerca il benessere attraverso il farmaco.

“Ormai è pacifico che questi prodotti sono inutili, piuttosto si sta indagando per capire se non siano portatori di effetti tossici”, ha detto l’oncologo, farmacologo e ricercatore, presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. Il famoso e autorevole scienziato aggiunge che per assicurarsi vitamine e sali minerali è sufficiente la cara dieta mediterranea. Anche quando, per il gran caldo, la sudorazione si fa abbondante.

Il business degli integratori alimentari

Una ricerca interessante arriva dagli Stati Uniti d’America. Si stima che, ogni anno, 23mila persone finiscono al pronto soccorso per i gravi effetti avversi attribuiti proprio agli integratori alimentari: giovani adulti di età compresa tra i 20 e i 34 anni, nel 30 per cento dei casi; nel 20% si tratta di bambini che hanno raggiunto questi prodotti senza alcun controllo da parte del pediatra. E in Italia? È certo che un italiano su due, la metà della popolazione, 30 milioni di persone, fa ricorso agli integratori alimentari. Si tratta soprattutto di adulti di età compresa tra i 35 e i 54 anni. Lo ha rivelato l’Unione Italiana Food, attraverso un’indagine realizzata dal Future Concept Lab. L’Italia è il Paese d’Europa che consuma in maggior quantità questi prodotti.

La dieta sana

Premesso che la miglior strategia, da adottare tutto l’anno, è mangiare di tutto in modo equilibrato, i cibi che contengono maggiori dosi di sali minerali sono: frutta, verdura, legumi e yogurt; alimenti di origine animale come carne, pollo, e poi pesce, contengono buone dosi di ferro in particolare. La buona notizia è per gli amanti del gelato. Che contiene vitamine, in abbondanza (vitamina A, B1, B2, B6, B12, C, D, E e K) e sali minerali. Il gelato è un gustoso alimento completo contenente proteine e carboidrati. E, ahinoi, anche grassi.

Le controindicazioni

L’utilizzo degli integratori viene sconsigliato nel caso nel caso di supplemento della vitamina A: gli stessi, secondo alcune ricerche, potrebbero persino aumentare i rischi di tumore. Meglio il pesce o il latte con i suoi derivati. Così ci si può assicurare quella vitamina, che è fondamentale per la crescita e per la vista. Alcuni integratori non saranno dannosi ma non hanno alcuna efficacia. Tra questi, la vitamina C, proprio la più venduta. Bastano frutta e verdura per assimilarla. E meno male che ce lo ripetono fino alla nausea… Crediamo allora alla vecchia, intramontabile dieta mediterranea, e osserviamola, per vivere più a lungo e sani.

Sport

Trofeo città di Mottola, Quero-Chiloiro e Pugilistica Castellano si passano i guantoni

29 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Correva l’anno 2015 quanto i fratelli Francesco e Giandomenico Castellano presero ad allenare gli atleti mottolesi. Non sono tanti gli anni, ma nemmeno pochi: la 14esima edizione dell’evento ideato da loro, il trofeo Città di Mottola, è un appuntamento importante che si rinnova. La manifestazione andrà in scena domani trenta giugno sulla terrazza dello Jonio. E lì, presso il Kuelle sports center di via Giuseppe Di Vagno, sport e spettacolo possono trovare sintesi e fusione.

Dalla città dei due mari a Mottola

A rinnovarsi è anche il sodalizio tra due realtà sportive. Anche quest’anno, infatti, al fianco della Pugilistica Castellano c’è la Quero-Chiloiro: la storica società ionica ha seguito Francesco in tutto il suo percorso pugilistico, da dilettante e da professionista – da pro ha collezionato 12 incontri come supermedio e mediomassimo. Le doti del pugile e l’esperienza possono essere messe al servizio dei più giovani. Dei talenti che non mancano sul territorio. Basti ricordare le sette medaglie conquistate recentemente nell’epilogo della fase regionale dello sparring-io a Matera.

Il 14° trofeo Città di Mottola

Ad aprire la manifestazione saranno le esibizioni di kick-boxing. Insieme all’allenamento funzionale e alle gare giovanili di sparring-io, a partire dalle ore 19.00. Un’ora dopo prenderanno avvio gli incontri di boxe dilettantistica AOB maschili e femminili. Al confronto regionale prenderanno parte la Habachi boxe Corato, la Uppercut boxing club Trani, la Team boxe Mesagne, la Boxe team Morrone e la Nuova evergreen San Donaci. Oltre naturalmente alla Pugilistica Castellano e alla Quero-Chiloiro.

I pugili

Questi gli atleti della Pugilistica Castellano che saranno schierati per le qualifiche élite: Giovanni Sarnacchiaro (80kg), Cosimo Putino e Giuseppe Galante (71 kg), Roberto Tagliente e Leonardo Acquaro (63,5 kg). Per la Quero-Chiloiro: Domenico Maffei (élite, 60 kg), Gaetano Barbati (youth, 71 kg), Ettore Pelonzi (junior, 70 kg), Nicola Cesarano e Giuseppe Del Giudice (junior, 60 kg) e Angelica Semeraro (élite, 60 kg).

Sport

Trofeo città di Taranto, il ritorno del ciclismo su strada nel capoluogo ionico

La scorsa edizione nel 2021
27 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Una giornata particolare. Quella in programma domenica prossima due luglio sarà vissuta all’insegna dell’agonismo multidisciplinare in riva allo Jonio: dal campionato italiano di Aquathlon al nuovo appuntamento firmato Fics (Federazione italiana canottaggio sedile fisso), al ciclismo su strada. Protagonista della corsa ciclistica è la Upj Taranto. Che è riuscita ad organizzare e riprogrammare la gara nella città dei due mari. La seconda edizione del “Trofeo città di Taranto” si sarebbe dovuta tenere, infatti, il mese scorso.

Il percorso del Trofeo città di Taranto

I corridori affronteranno un circuito cittadino ed extraurbano di 8 chilometri. Andrà ripetuto 9 volte per complessivi 72 km – il primo giro sarà di prova, utile a provare il tracciato. Si tratta dello stesso percorso disegnato per la prima edizione del Trofeo città di Taranto, disputatosi due anni fa. Un circuito veloce dove è vietata alcuna distrazione. Ritrovo in viale Unicef, presso la pizzeria Nirvana, partenza alle ore 10.00 e arrivo in via Galilei, nelle adiacenze dell’Istituto tecnico Maria Pia. Previste due partenze intervallate da tre minuti. A partire per primi saranno gli atleti Elite Sport, M1, M2 e M3; le atre categorie, MC e donne a seguire.

I successi dei tarantini

Ai nastri di partenza saranno presenti gli atleti tesserati per la Upj Taranto, la società presieduta da Franco Scotti, i cui figli Stefano e Federico continuano a fare incetta di risultati oltre i confini della regione Puglia, nelle diverse gare del Centro-Sud. L’ultimo è la maglia tricolore granfondo conquistata da Stefano a Camerino nella competizione che assegnava i titoli italiani Gf sotto l’egida della Federazione ciclistica italiana. Un ulteriore motivo di soddisfazione per il tarantino e per la sua squadra, l’HG Cycling Team, nella quale milita anche il fratello Federico, salito sul secondo gradino del podio nella categoria di cui fa parte – master 2. Lo stesso ha concluso in seconda posizione la prestigiosa Granfondo dei Borghi, domenica scorsa, in terra laziale, a Castelnuovo di Farfa.

La maglia tricolore di Stefano Scotti

L’impegno della Upj Taranto

La gara ciclistica amatoriale di domenica prossima sarà la 126esima corsa organizzata dalla società a partire dal 1980. Valida come prova del Campionato regionale strada Csi, è aperta a tutti gli Enti, ai ciclisti tesserati che vogliano misurarsi con gli altri, nel confronto con loro stessi. L’auspicio della Upj Taranto è che la manifestazione si possa svolgere regolarmente grazie alla collaborazione di quanti devono garantire la sicurezza dei corridori. Per gli accompagnatori c’è la possibilità di usufruire di un bus navetta per raggiungere parco Cimino dal luogo del raduno: in alterativa al mare, in una mattinata estiva, il polmone verde della città che affaccia sul Mar Piccolo è sempre una meta attrattiva. Così, dal borgo alla periferia, Taranto pullula di presenze e di eventi utili ad incentivare il turismo sportivo.