Sport

Elogio del Var, quando i risultati non ci danno ragione

Il goal negato agli azzurrini nella partita con la Francia
26 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Avete mai visto una partita del Taranto calcio con gli strumenti della tecnologia in campo? No. In serie C, non c’è Var né goal line technology. In questa stagione nessuno se n’è lamentato. Ma non si sono visti nemmeno errori clamorosi, come quelli che hanno portato alla sconfitta la nazionale italiana Under 21, contro la Francia, nella partita inaugurale dell’Europeo organizzato da Romania e Georgia – almeno un rigore e un goal negato agli azzurrini. La questione allora è emersa sollevando un polverone esauritosi solo in parte.

Var, la marcia indietro dell’Uefa

Nessuna novità nella fase a gironi. Ma a partire dai quarti, l’Uefa introdurrà il Var. La decisione è arrivata il giorno dopo il grave danno inflitto dal direttore di gara, l’olandese Allard Lindhout, sui calciatori allenati da Paolo Nicolato. Un’azione comunque tardiva. Perché la tecnologia, a lungo invocata, è diventata uno strumento imprescindibile sui campi di gioco, da assicurare in competizioni importanti. La stessa può prevenire ingiustizie ovvero non falsare l’esito delle partite giocate. Gli amanti del calcio romantico direbbero che sono belli anche gli errori… Pensiamo al goal di mano realizzato contro l’Inghilterra da Diego Armando Maradona (1960-2020). Era la ‘Mano de Dios’, diceva il Pibe de Oro. Mettiamo che sia stato un bene: la legge della compensazione, allora, quando il Var non esisteva, faceva sì che la squadra penalizzata dagli errori potesse essere poi risarcita in qualche modo. Ovvero che la fortuna girasse a proprio favore. Ciò accade in un campionato, in un lungo cammino, sportivo, come in quello esistenziale. Negare invece l’ausilio della tecnologia in alcune gare significa condannare a morte la squadra vittima della malasorte o della malafede.

Euro U21

Al di là degli errori, la Francia ha meritato di vincere, giovedì scorso: queste, nel post partita, erano state la parole oneste di mister Nicolato, comunque consapevole della buona prova offerta dai suoi giovani uomini. L’Italia era chiamata al pronto riscatto nel match contro la Svizzera. Come una finale da vincere ad ogni costo, per continuare a sperare nella qualificazione alla seconda parte del torneo. E il riscatto è arrivato nel modo più inaspettato. Infatti, dopo un primo tempo dominato, col risultato che sembrava messo in cassaforte (3-0 grazie alle reti di Pirola, Gnonto e Parisi), gli azzurrini hanno subito due goal in sei minuti restando fino al 90esimo col patema d’animo. La Svizzera ha confermato le proprie potenzialità. I tre punti conquistati rilanciano le ambizioni della stessa squadra di mister Nicolato. Che dopodomani ventotto giugno dovrà vedersela con la Norvegia, alla Cluj Arena di Cluj-Napoca. Oltre ad avere chance di passaggio, l’Italia potrebbe finire al primo posto del girone, qualora la Svizzera dovesse battere per 1-0 o 2-1 la Francia. Arrivare davanti ai transalpini sarebbe una bella rivincita per sanare l’ingiustizia della prima gara.

Sport

Benedetta Pilato, la medaglia più pregiata è tra i banchi di scuola

23 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Chissà se l’emozione per l’esame di Stato o Maturità è grande quanto la finale di una gara del campionato del mondo. Di una finale che vale l’oro. Non nell’immediato, di certo; ma quel momento che segna il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, da lasciare intatto al termine del percorso di studi, ovvero da assicurare anche alle future generazioni, viene ricordato per tutta la vita. L’emozione del grande esame avrà raggiunto anche Benedetta Pilato che è stata tra i banchi di scuola all’istituto Maria Pia. La prima prova scritta, nella città in cui è nata e cresciuta; poi la seconda, ieri, prima di prendere l’aereo per Roma, dove si è presentata al trofeo internazionale Settecolli. Il tutto in poche ore.

Una gara importante, per giunta, il Settecolli: l’obiettivo dei partecipanti è la conquista dei tempi minimi di qualificazione per i prossimi Mondiali in programma in Giappone, a Fukuoka, in programma dal 14 al 20 luglio. Benny è la campionessa in carica dei 100 metri rana e medaglia d’argento nei 50 conquistata lo scorso anno a Budapest.

Benedetta Pilato tra vasca e scuola

Gli impegni ravvicinati si sono fatti sentire in termini di mancata brillantezza. La campionessa tarantina, infatti, impegnata nelle batterie del mattino, non è riuscita a conquistare la finale del 100 metri rana. Prestazioni non esaltanti anche per la primatista italiana Arianna Castiglioni e Martina Carraro. L’atleta tesserata per Fiamme Oro e Aniene, allenata da Vito D’Onghia, ha chiuso la prova in 1’07”96, all’undicesimo posto – il miglior tempo lo ha fatto registrare la giapponese Reona Anoki (1’06”20), terza la Castiglioni. Significa che Benedetta Pilato non è riuscita a strappare il pass per i mondiali.

Ad ogni modo, potrà partecipare alla massima competizione nei 50, la distanza prediletta, nella quale la sua esplosività va rimessa in moto. La priorità adesso è tra i banchi di scuola. Dopo le due prime prove scritte, c’è l’orale da sostenere, tra qualche giorno. Successivamente potrà dedicarsi a tempo pieno a ciò per cui è stata messa al mondo.

Sport

Aquathlon, una grande occasione per la stessa disciplina a Taranto

I vincitori dello scorso anno
22 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Dalla terra al mare. A quella risorsa naturale, per una città come Taranto, sulla quale trovano espressione e gratificazione le discipline acquatiche. Un appuntamento che si rinnova è quello con il campionato italiano di Aquathlon. Per il secondo anno consecutivo, infatti, (nel 2022 era stata un’assoluta novità) il capoluogo ionico lo ospiterà, domenica 2 luglio. Un grande evento che chiamerà a raccolta centinaia di atleti provenienti da tutta Italia – si dovrebbero raggiungere le 350 presenze. L’organizzazione è a cura dell’Asd Triathlon Taranto.

L’Aquathlon

Si tratta di una specialità del Triathlon articolata su due frazioni di corsa da 2,5 km e una di nuoto da un chilometro. Gli stessi atleti, che sanno correre su strada, ma anche nuotare, legano la terra al luogo dell’incontro e della speranza. Quale dovrebbe essere il mare. Questo sport richiede un notevole impegno fisico, versatilità; la manifestazione da realizzare garantirà un contenuto agonistico elevato, e assegnerà i titoli di campione italiano maschile e femminile della Federazione italiana Triathon.

Lo spettacolo

I luoghi toccati dalla gara sono quelli più attrattivi della città di Taranto. Ovvero castel Sant’Angelo, meglio noto come castello aragonese, canale navigabile e lungomare. Un’occasione per rimettere in vetrina i simboli della prossima sede dei Giochi del Mediterraneo. I concorrenti, che avranno al seguito accompagnatori e staff tecnici, percorreranno il ponte girevole e il lungomare sino a piazza Ebalia; poi torneranno indietro verso la discesa Vasto. Sulla banchina del castello Aragonese sarà allestita la zona cambio. Gli atleti nuoteranno per un chilometro, sotto il ponte girevole, nelle acque del canale navigabile; usciti dal mare, indosseranno nuovamente le scarpette per l’ultima frazione di corsa, che si concluderà in piazza Castello.

Guardando ai Giochi del Mediterraneo

“Torniamo a Taranto che abbiamo negli occhi e nel cuore le immagini della gara spettacolare dello scorso anno. La città offre uno scenario unico, ci ha accolti benissimo, ed ha messo in campo una forte collaborazione e un gioco di squadra con Marina militare, Regione Puglia e Comune di Taranto”. Lo ha detto il presidente nazionale Fitri Riccardo Giubilei intervenendo alla conferenza stampa di presentazione dell’evento tenutasi nel Salone degli Specchi a Palazzo di città. Lo stesso ospite ha aggiunto che “la nostra Federazione ha avviato una serie di contatti con gli organizzatori dei Giochi del Mediterraneo, perché auspichiamo e pensiamo che il Triathlon debba essere inserito nelle discipline dei Giochi che si disputeranno a Taranto”.

Il fuoriprogramma

L’anticiclone africano si è impossessato in queste ore dell’Italia. E il caldo e il sole dovrebbero perdurare, farla da padrone in questo avvio di estate. Ma domenica 2 luglio, in caso di condizioni meteo-marine avverse, la frazione a nuoto si terrà sul versante Mar Piccolo, più riparato dalle correnti. Così ha deciso l’organizzazione auspicando il successo dell’evento in ogni dettaglio.

Sport

Festa del volley, preludio ai grandi successi da firmare in riva allo Jonio

21 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Effetto Gioiella Prisma Taranto. L’eccellenza, l’esempio virtuoso che sa farsi trascinante, fuori e dentro il parquet di gioco: quella andata in scena sabato scorso alla Villa Peripato, nel capoluogo ionico, è stata una festa della pallavolo, voluta dall’Asd New Orchidea Volley. Circa 400 i piccoli atleti protagonisti insieme a oltre 15 società. Si è trattato dell’ultimo appuntamento Volley S3 della stagione. Senza alcuna posta in palio, i piccoli si sono sfidati pensando solamente al divertimento.

La risorsa “sport”, volano di sviluppo del territorio

“È bello promuovere la pallavolo, con le associazioni della nostra città e non solo, in un posto come la Villa Peripato di Taranto, uno dei luoghi più belli dal quale si può ammirare il mare di Taranto. Questo evento ci permette d’ora in poi di lanciare le tante iniziative di sport che si svolgeranno nel prossimo futuro a Taranto”. Così l’assessore allo Sport Gianni Azzaro aveva benedetto l’iniziativa posta in essere. Sulla stessa lunghezza d’onda, il presidente di Fondazione TA25 Fabio Tagarelli ha sottolineato il merito dell’essere riusciti a coinvolgere, per l’occasione, tantissimi ragazzi.

La soddisfazione della New Orchidea Volley

Domenica Di Corato ha parlato di “giornata riuscitissima” con riferimento agli stessi numeri. Alla presenza di oltre 400 atleti provenienti dall’intera provincia ionica e dal brindisino. “Sicuramente è stata una giornata all’insegna del divertimento, e questa è la nostra priorità – ha aggiunto l’allenatrice della New Orchidea Volley – quest’anno l’evento è stato bellissimo, riuscitissimo, con tante iscrizioni e siamo contenti che la Federazione ci abbia permesso di organizzare questa festa del volley”. Così coach Montanino ha espresso il ringraziamento al Comune di Taranto per la disponibilità della location. Che è il polmone verde della città, contenitore di diversi eventi ludici e culturali. Ringraziamenti anche per Fondazione Taranto25, e naturalmente ai genitori e agli atleti che hanno partecipato.

Serie tv

Elodie e il racconto della sua voce in “Sento ancora la vertigine”

La cantante romana all'ultimo Festival di Sanremo
20 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Sente di stare ancora dentro la Notte della Taranta, un caleidoscopio di emozioni, anche contrastanti, nella dimensione della festa predominante. E si gode il suo momento che ha meritato. Perché quando nasci in certi contesti, ai bordi della periferia romana, nel suo caso (tra le case popolari del Quartaccio), per emergere devi faticare più degli altri. È la stessa Elodie a confidarlo. La storia del suo successo, l’ultima parte, è racchiusa in “Sento ancora la vertigine”. Un viaggio dentro l’Italia, il racconto a puntate della carriera della cantante arriva dopo il Festival di Sanremo a cui ha preso parte – la docuserie è sempre disponibile su Prime Video. Tre puntate per ammirare la voce grintosa, calda, che racconta la sensualità, la determinazione e la conflittualità della sua terra natale. C’è il percorso di avvicinamento a Sanremo 2023 nella scelta del brano. Gli eventi più recenti, i momenti vissuti insieme al suo team, inteso come ambiente familiare. I tre episodi, prodotti da Matteo Rovere e Leonardo Godano, con la direzione di Nicola Sorcinelli, raccontano Elodie nel suo essere costantemente in bilico tra la continua voglia di migliorarsi e la paura di non essere mai abbastanza.

Elodie dal palcoscenico al set cinematografico

Il secondo episodio si apre con Elodie in una versione inedita. È l’attrice che ruba la scena alla cantante: l’esperienza di “Ti mangio il cuore”, film ambientato in Puglia, diretto da Pippo Mezzapesa, è la riprova che la donna è una personalità forte. Curiosa al punto da mettersi in gioco e da avventurarsi in un mondo dove potrebbe non sentirsi a proprio agio. La musica, poi, si riprende presto la scena in tutta la sua forza. Elodie lavora e incanta. Passano i mesi, si avvicina la settimana sanremese, e anche una fuoriclasse deve superare le difficoltà, i momenti di prova. Tornando all’opera del regista pugliese, incentrata sulla storia della prima pentita della mafia garganica, vanno sottolineati i riconoscimenti dei quali sta facendo incetta: il film ha ricevuto 3 candidature ai Nastri d’Argento 2023, che si concludono quest’oggi a Roma nell’arena del museo Maxxi. Elodie si è già aggiudicata il Premio come miglior canzone originale alla 68esima edizione dei David di Donatello – il brano cantato con Joan Thiele si intitola Proiettili. Una sorpresa per i fan che apprezzano anche la performance attoriale.

Due

Superata la crisi legata alla scelta del primo brano, Elodie Di Patrizi trova nella sua famiglia d’origine una nuova linfa vitale. Insieme al suo entourage sa cosa deve fare per farsi trovare pronta sul palco dell’Ariston. Ovvero lavorare sui colori, sui dettagli, oltre alla mera esecuzione del brano: presenta “Due” in gara. Al Festival ci arriva con la voglia di stupirsi e di spaccare. Sento ancora la vertigine, produzione Groenlandia, dura poco più di un pezzo musicale. Giusto il tempo di lasciarti addosso quella voce ruvida, che è impastata di ogni ferita, degli umori e degli odori della terra della Penisola.

Sport

Nations League, l’Italia c’è

Davide Frattesi, il protagonista delle ultime gare della nazionale di Mancini
19 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Un terzo posto che è una bella consolazione. Non la vittoria nella finalissima, dove la Spagna ha avuto la meglio sulla Croazia dopo i tempi supplementari, ai calci di rigore, ma il successo ottenuto nella “finalina” della Nations League dimostra che la squadra allenata da Roberto Mancini è ancora viva. L’Olanda è stata domata per 3-2 al termine di una bella e spettacolare partita. Il successo si colloca nel percorso di crescita e valorizzazione dei giovani: dal gruppo Under20, protagonista ai Mondiali in Argentina, alla nazionale maggiore, agli azzurrini che nei prossimi giorni saranno impegnati nel Campionato europeo: il calcio italiano non è affatto al capolinea. I giocatori ci sono. Il potenziale va solo sfruttato, e messo nelle condizioni migliori per esprimersi.

Dalla Nations League all’Europeo

L’Italia è campione d’Europa in carica. Non dimentichiamolo. Per confermarsi, per continuare a scrivere altre belle pagine sportive, il gruppo di mister Mancini deve ritrovare quello spirito che le aveva consentito di trionfare a Wembley nel 2021. A lanciare l’allarme nelle scorse ore è stato Gianlugi Donnarumma. “Non ci divertiamo più come prima”, aveva detto, dopo la sconfitta contro la Spagna. Lo stesso portiere del Paris Saint-Germain ha fatto retromarcia, poi, spiegando che le sue parole sono state strumentalizzate. La sostanza non cambia. E pure il difetto di comunicazione, da parte sua: ha chiarito che si riferiva alla spensieratezza e al divertimento nel giocare la palla. Non a problemi interni al gruppo.

I volti nuovi

Le ultime due partite della nazionale hanno fatto salire le quotazioni di alcuni giocatori. Su tutti, Davide Frattesi: il centrocampista del Sassuolo, conteso tra Inter, Milan, Roma e Juve, è stato il grande protagonista sia nella gara con la Spagna che nella finale per il terzo posto. La Var gli ha negato la gioia del goal. Un fuorigioco millimetrico che ha cambiato il destino della semifinale di Nations League. Il nuovo che avanza si chiama anche Alessandro Buongiorno. Positivo l’esordio in azzurro del difensore del Torino. La conferma è Federico Chiesa: uno di quei talenti dei quali non si può fare a meno, per dare qualità e concretezza al gioco – il suo goal con l’Olanda, ieri, è stato un colpo da biliardo, da maestro.

Gli addii

Per dar spazio ai giocatori più giovani, più motivati e più in forma, sarà inevitabilmente sacrificare qualcuno: i riflettori sono puntati su Leonardo Bonucci. Ma anche su Ciro Immobile e Jorginho. Il primo, pilastro della difesa pronto a smettere, con il suo clamoroso errore nei primi minuti di gioco, ha di fatto regalato alla Spagna il biglietto per la finale giocata ieri. Mentre Jorginho non si è più ripreso da quei pesanti penalty falliti con la Svizzera. L’auspicio è che nelle prossime sfide, partite più importanti e decisive (il match col Malta, di qualificazione al Campionato europeo, si giocherà il 14 ottobre a Bari, al San Nicola), l’Italia sappia coniugare novità ed esperienza, perché possa continuare a vincere e a divertire.

Sport

Dall’Africa all’Italia, la pallanuoto come strumento di riscatto

16 Giu 2023

di Paolo Arrivo

“Aiutiamoli a casa loro”, dice qualcuno, per non occuparsi concretamente della questione migranti. Qualcuno lo fa per davvero e con ottimi risultati. È il caso di Asante Sefa-Boakye, pallanuotista californiano, che qualche anno fa ha fatto ritorno nella terra d’origine della sua famiglia per sviluppare un progetto ambizioso e nobile: portare la pallanuoto nell’Africa subsahariana. Segnatamente nel Ghana. L’uomo si è attivato nella raccolta fondi ed ha portato la pallanuoto in diverse città. In un Paese dove le piscine accessibili al pubblico sono una rarità. E in quella dell’Awutu Wintor Water Polo Club, presso l’University of Ghana, ha preso avvio il progetto ad Accra.

La pallanuoto e la grande opportunità

Ottantadue giocatori in totale. Provenienti da diverse aree del Ghana, dieci di questi ragazzi raggiungeranno Lignano Sabbiadoro per prendere parte al HaBaWaBa International Festival (Happy Baby Water Ball) con  una formazione U12. Sono persone alle quali la vita non ha offerto tante opportunità. Come spiegato dallo stesso Sefa-Boakye, per partecipare all’HaBaWaBa stanno vivendo una serie di “prime volte”: per la prima volta hanno ottenuto dei documenti, il loro primo passaporto; per la prima volta prenderanno l’aereo e usciranno dal Paese; per la prima volta parteciperanno a una competizione sportiva internazionale. Soprattutto “non hanno ancora idea di come la loro vita cambierà”. Va sottolineato anche che i protagonisti del progetto Black Star Polo, prima di giocare, hanno dovuto imparare a nuotare – il nuoto non fa parte della loro cultura.

HaBaWaBa International Festival Lignano Sabbiadoro 2023

Giunta alla 15esima edizione, la competizione coinvolge atleti e allenatori, famiglie, dirigenti e appassionati di sport; vede i più piccoli confrontarsi nello sport della pallanuoto. Si svolgerà da domenica prossima 18 al 25 giugno. I bambini e le bambine che giocheranno in acque rappresenteranno 136 squadre di 10 Paesi diversi: Italia, Francia, Svizzera, Spagna, Principato di Monaco, Turchia, Ungheria, Grecia, Egitto e Brasile. Sono 112 le formazioni iscritte al torneo U11, 24 all’U9. Ci sarà spazio anche per la settima edizione dell’HaBaWaBa Plus U14. Che si disputerà con sessantaquattro squadre. La scorsa edizione dell’HaBaWaBa è stata un successo. Quest’anno, per le tante crisi aperte a livello internazionale, si carica ulteriormente di significato: lo sport per invocare la pace. Le discipline acquatiche, in particolare, come simbolo della vita da preservare. Attraverso l’integrazione e la ricerca dei legami interpersonali.

Black Star Polo U12

Questi i giovanissimi atleti della squadra di pallanuoto affidata a Sefa-Boakye, e agli altri allenatori Richard Senyo e Enoch Nii Nortey: Kingsley Appiah, Daniel Buabeng, Ebenezer Arthur, Elisha Eshun, Emmanuel Mensah, Kwabena Boateng, John Tadeah, Isaac Ntim, Bright Robert Berko e Derrick Tetteh. È facile immaginare il loro entusiasmo, bello riportare i loro nomi. Con il rispetto che si deve ad ogni essere umano.

Scienza

Le zanzare sono sempre più pericolose: per combatterle entrano in azione i robot

15 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Tra gli effetti del cambiamento climatico c’è anche l’aumento delle malattie portate dagli insetti più fastidiosi del mondo. Ovvero le zanzare. Che possono essere pure assai pericolose, entro e oltre i confini dell’Italia: l’incidenza delle infezioni causate da arbovirus, come Dengue e Chingungunya, è cresciuta notevolmente negli ultimi decenni. Lo ha denunciato l’Oms. Siamo arrivati al punto che buona parte della popolazione mondiale, circa la metà, è a rischio Dengue. Si parla, per ogni anno, di un numero compreso tra i cento e i 400 milioni di infezioni. Ecco che la scienza studia la strategia dei veicoli robot.

La ricerca condotta a Taiwan

L’obiettivo della nuova tecnologia è scovare ed eliminare i punti più nascosti in cui le zanzare proliferano e si diffondono. Sempre secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, sono circa 390 milioni le persone infettate ogni anno dal virus della febbre dengue nel mondo: il problema non riguarda più solamente i Paesi tropicali e subtropicali. Lo studio proposto porta la firma dei ricercatori del Taiwan National Mosquito-Borne Diseases Control Research Center. Ne sono protagonisti veicoli senza pilota che possono essere utilizzati per identificare ed eliminare le fonti di riproduzione delle zanzare: per le Aedes sono le fognature l’habitat ideale. L’utilizzo dei robot è stato testato in cinque distretti dell’area urbana di Kaohsiung. Come confermato dagli autori dello studio, l’uso diffuso può potenzialmente eliminare alcune delle fonti di riproduzione delle zanzare vettoriali, riducendo in tal modo la prevalenza annuale della febbre dengue nella stessa città.

Il cambiamento climatico c’entra anche con le zanzare

È l’emergenza di cui si dovrebbero occupare tutti i governi prioritariamente. Il cambiamento climatico impatta negativamente sulla convivenza tra la natura e l’essere umano, incide anche sulla circolazione delle zanzare che ogni anno guadagnano 5 chilometri, portando le malattie con loro: la malaria è tra le più pericolose, insieme all’infezione da virus zika, oltre alla stessa dengue. Un recente studio pubblicato su Biology Letters da un gruppo di ricercatori della Georgetown University di Washington rivela l’avanzata nel continente africano delle zanzare Anopheles. Gli spostamenti sono guidati dalle temperature in aumento, per effetto del riscaldamento globale. Così la zanzara tigre asiatica (nota come Aedes albopictus) che si sposta a latitudini più settentrionali. Una specie aggressiva, attiva in ogni momento della giornata. Gli effetti sulla salute non sono affatto trascurabili. Si pensi che le creature più letali del mondo sono proprio le zanzare, le quali, a causa delle malattie trasmesse, uccidono un milione di persone all’anno! Il cambiamento climatico è allora responsabile del numero crescente di focolai. Altri fattori di rischio, riconducibili all’attività umana, sono la deforestazione e l’urbanizzazione. Mentre le zanzare si adattano sempre meglio ai nuovi ambienti procurando guai.

Sport

Le atlete dell’Asd Elios Fitness brillano al Campionato nazionale di pole sport posa

14 Giu 2023

di Paolo Arrivo

La sorpresa sta nel meraviglioso mondo di cui fa parte. Una disciplina ancora poco conosciuta, inesplorata. Ma Luna Lonoce, nonostante la giovanissima età (12 anni), è una conferma nella pole dance, attraverso i risultati e i traguardi che ha tagliato. L’ultimo è la conquista del prossimo mondiale che si terrà in Finlandia. Un risultato che inorgoglisce la comunità di San Marzano di San Giuseppe, tra la quale LN è nata; motivo d’orgoglio per la provincia ionica e l’intera Italia, rappresentati dall’atleta della nazionale italiana di Posa (Pole Sports & Arts World Federation). L’ultima medaglia conquistata da Luna Lonoce le permette di avere nel mirino il grande appuntamento in programma dal 23 al 25 novembre. Un argento che vale come oro, nella competizione andata in scena domenica 4 giugno a Bologna.

Il talento precoce

I riflettori sono puntati inoltre su un’altra atleta ancora più giovane. Si chiama Marisol Presicci, ha 8 anni, e si è laureata campionessa italiana Pole sport junior Varsity competitive 2023. Per lei è arrivata la medaglia d’oro nella finale del campionato nazionale di pole sport. E l’accesso al suo primo Europeo, che si terrà la settimana prossima, dal 23 al 25 giugno, a Bologna. Dulcis in fundo, la stessa competizione ha visto brillare Sophia Anastasia, salita sul secondo gradino del podio. Ha solamente 7 anni la più piccola del gruppo.

Le atlete dell’Asd Elios Fitness

I risultati conseguiti dalle atlete inorgoglisce più di tutti Anna Rita De Padova. “Avete ricevuto tanti complimenti dai tecnici, tanti applausi: siete state meravigliose”, dichiara la coach dell’Asd Elios Fitness di San Marzano di San Giuseppe soffermandosi sull’impegno della loro piccola mascotte, Sophia Anastasia: “Il lavoro fatto ti ha aiutata a crescere e ad abituarti alla grande arena della competizione”. “Ora si guarda avanti con determinazione”, aggiunge l’allenatrice esortando tutte le atlete a fare del loro meglio. Ovvero a non arrestare proprio il loro straordinario percorso di crescita.

Musica

Russell Crowe a Taranto per realizzare la sua vocazione originale

L'attore e regista premio Oscar ne "Il gladiatore"
13 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Nessuno avrebbe immaginato di vederlo in riva allo Jonio. O meglio, si poteva ipotizzare che ci sarebbe arrivato in veste di turista, come le tante star che scelgono la Puglia per le loro vacanze; oppure per fare ciò che lo ha reso famoso in tutto il mondo: il mestiere dell’attore. Invece Russell Crowe sarà a Taranto per suonare. Accadrà il 22 giugno, quando il premio Oscar si esibirà con il suo gruppo denominato “Indoor garden party”, affiancato dai The gentlemen barbers. Location dell’evento sarà l’Arena della Villa Peripato. Si tratta di un appuntamento fuori cartellone dell’Orfeo summer festival.

Indoor garden party

Un evento, una band, un happening. Così Russell Crowe ha definito l’Indoor garden party. “È fluido – aggiunge, chiarendone la sostanza – il personale cambia, ma è sempre numeroso. È come un festival in cui raduno persone che ammiro, musicisti e cantastorie, e mettiamo su uno spettacolo”. Una presenza importante è la cantante irlandese Lorraine O’Reilly. Quella di RC è sempre assicurata, con la sua voce e la chitarra imbracciata. Nel 2017 il gruppo ha pubblicato l’album The Musical.

Russell Crowe, il Gladiatore che sognava di essere una rockstar

Prima di vincere l’Oscar con il film di Ridley Scott, tanto famoso, fortunato, quanto amato, l’attore e regista neozelandese si faceva chiamare Russ Le Roq: il suo sogno era di realizzarsi e guadagnare la fama come cantante. Un cantautore che incontrò difficoltà. Tuttavia, ha continuato a coltivare la passione per la musica. Dai Roman Antix ai 30 Odd Foot of Grunts a The Ordinary Fear of God (La consueta paura di Dio) a Indoor garden party: negli anni, a partire dagli Ottanta, sono cambiati i nomi e gli elementi delle band che non ha mai smesso di formare. La musica continua ad avere un posto importante nella sua esistenza intensa e gratificante. Lui stesso lo ha dichiarato, ricordando che la vera svolta è arrivata con l’avvento del punk, inteso come la classica mentalità ribelle, la volontà di andare controcorrente.

Il tour in Italia

Il gruppo Indoor garden party debutterà martedì prossimo 20 giugno a Catanzaro. L’evento sarà occasione anche per celebrare i 20 anni del Magna Grecia Film festival. Il 25 giugno, dopo Taranto, raggiungerà Roma capitale. Poi Bologna il 27. E gli incassi del concerto in Emilia Romagna andranno a sostegno degli alluvionati: un gesto encomiabile, segno di rispetto attenzione sensibilità, che non ha avuto Bruce Springsteen a Ferrara, proprio nell’immediatezza della catastrofe portatrice di morti e danni – era il 18 maggio. Ampio il repertorio che la band presenterà. Un mix di rock, folk e country, tra cover e brani originali, tanti dei quali portano la firma di Russell Crowe come co-autore. Il nome è di grande richiamo. Ci sarà poi, all’Arena della Villa Peripato (start alle ore 21), la curiosità di vedere se la musica portata sul palco vale quanto la spada di Massimo Decimo Meridio, che gli ha dato la libertà.

Sport

La Gioiella Prisma Taranto può essere la mina vagante del campionato

Il neo schiacciatore rossoblu Giacomo Raffaelli – foto Legavolley
12 Giu 2023

Un nuovo allenatore e una grande campagna acquisti. Ci sono tutti gli ingredienti, compresa la fiducia rinnovata, per veder brillare la Gioiella Prisma Taranto nella prossima Superlega Credem Banca. Ci credono i tifosi e i giocatori arrivati alla corte di coach Mastrangelo. Un gruppo impreziosito dalla presenza di nazionali: dal giovane opposto azzurro Lorenzo Sala al centrale della nazionale statunitense Jeffrey Jendryk. A chi ha giocato e vinto con l’Italia – Filippo Lanza.

Gioiella Prisma Taranto come bella sorpresa

“Il team nel complesso mi piace. È una bella squadra, un mix tra giovani ed esperienza, che secondo me può fare bene: conosco tanti nomi e sono contento perché comunque so già con chi andrò a vivere questa stagione in Puglia, e non vedo l’ora di iniziare questo percorso tutti insieme, e calarmi nel vivo del campionato”. Queste le impressioni di Giacomo Raffaelli. Che interpellato sulle squadre che sorprenderanno nel prossimo campionato, risponde: “Speriamo noi!” “Adesso vediamo come verrà costruita Catania – continua il neo schiacciatore della Gioiella Prisma Taranto – e le altre squadre contro cui dovremo misurarci per gli scontri diretti. Potremmo essere anche noi la bella sorpresa, certo con l’obiettivo sempre importante della salvezza che non ci dobbiamo mai dimenticare”.

Il lavoro da pianificare

Nel pomeriggio di mercoledì scorso la Prisma ha tenuto un allenamento dimostrativo al Palasport Giovanni Paolo II di Massafra. Gli ionici hanno incontrato le società di volley locali, con l’obiettivo di mettere a rete le stesse realtà, di accrescere lo spirito di collaborazione, utile alla promozione della pallavolo sul territorio. L’iniziativa è stata apprezzata. Merito della Asd Pallavolo Massafra, che l’ha voluta. Il lavoro deve ancora cominciare. E nella prossima fase la figura del preparatore atletico (riconfermato Pascal Sabato) ha un ruolo chiave nel preparare i muscoli dei giocatori ai grandi sforzi da compiere nel prossimo campionato. Dove Taranto non sarà più l’unica squadra a rappresentare il Sud Italia. Perché il titolo di Vibo Valentia che, promossa dalla serie A2, ha dovuto rinunciare alla Superlega Credem Banca, è stato acquisito da Catania.

Il cauto ottimismo della società

A proposito di obiettivi, in una recente intervista pubblicata sul Corriere dello Sport, Vincenzo Mastrangelo ha ribadito che la salvezza è lo step fondamentale. Dopodiché non ci si dovrà accontentare. Lo stesso tecnico subentrato a Vincenzo Di Pinto alla guida della Gioiella Prisma Taranto (i due si sentono ancora, nonostante qualche divergenza passata), ha però messo in guardia dai rischi dell’eccesso di entusiasmo, dalle previsioni ottimistiche poi smentite dalla realtà: si pensi a quanto capitato a Perugia, che dopo la cavalcata trionfale nella stagione regolare, è uscita di scena già ai quarti di playoff scudetto, per mano di Milano. Ma il bello dello sport è proprio questo, se vogliamo. Che non si può dare niente per scontato.

Scienza

Sonno, la singolare scoperta: dormire con la finestra chiusa giova al colesterolo

09 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Meglio fare un bagno di sudore che avere guai più seri in corpo. Se avete l’abitudine di lasciare aperte le finestre, magari per avere un po’ di refrigerio durante la stagione estiva, per favorire il sonno della notte, sappiate che non è una buona idea: lo stress al quale l’organismo è sottoposto risulta essere maggiore di quanto ce ne possa essere in chi tiene la finestra chiusa. E peraltro, in questo modo, non permette l’ingresso di polveri e inquinamento. Che sono altrettanto dannosi. Dormire con la finestra chiusa di notte previene l’aumento nel sangue del livello del colesterolo. La spiegazione: nella stanza in cui si dorme c’è meno rumore. E la finestra chiusa aiuta a ridurre al minimo la quantità di sostanze irritanti. Contrariamente a quanto si possa pensare, il cervello è sempre attivo, anche durante il sonno, particolarmente sensibile ai rumori che causano un forte stress.

Finestra aperta o chiusa, le ricadute sulla qualità del sonno

L’organismo, in quelle condizioni, produce cortisolo e altri ormoni che possono portare ad un aumento della pressione sanguigna e del colesterolo. Diversamente le persone che tengono chiuse le finestre di notte sono meno stressate. Questa è la conclusione di uno studio condotto dai ricercatori della Johannes Gutenberg University in Germania. Va da sé che le conseguenze negative dei rumori riguardano soprattutto gli abitanti delle città più rumorose, laddove gli schiamazzi provenienti dai centri di aggregazione rappresentano un fattore di rischio per la salute. Con la finestra chiusa, dovrebbe essere più semplice cercare di ottenere il silenzio. A meno di rumori interni provenienti dai vicini o dalle persone che condividono il nostro appartamento.

Le cattive abitudini

La qualità del sonno notturno incide sulle attività del giorno. È risaputo che dormire poco o male non faccia bene alla salute; e se è vero che è soggettivo il fabbisogno, sono davvero poche le persone al mondo che possono permettersi poche ore di riposo. Tutti sono tenuti a favorire il sonno. Come? In primis, “spegnendo il cervello” prima di andare a dormire, qualche ora prima. Ovvero dedicandosi alle attività meno impegnative. L’errore più comune è quello di continuare ad usare i dispositivi elettronici. I danni sono accertati, tanto che si parla di insonnia da smartphone: oltre a peggiore la qualità del sonno, il cellulare, soprattutto se usato oltre di sessanta minuti, può provocare mal di testa e spossatezza. O persino ansia e vertigini. Quanto al televisore, va bene guardarlo in una stanza attigua alla camera da letto. Non in quest’ultima. La causa risiede sempre nel cervello che, con la luce accesa, tende a restare sempre sveglio. Ovvero in allerta.

Dormire di giorno

Con la finestra chiusa o aperta, fa bene la cosiddetta pennica? Pare di no. Infatti, gli esperti dell’ospedale Juan Ramon Jimenez hanno scoperto che dormire più di 30 minuti al giorno raddoppia il rischio di aritmia. Che tuttavia si riduce di oltre il 42 per cento nel caso di un vero riposino. Ovvero per le persone che dormono meno di quindici minuti durante il giorno. Insomma, non bisogna mettere la sveglia, ma appisolarsi solo quando se ne avverte il bisogno. E per il tempo che serve.