Sport

La Fidelis Andria e il Taranto si equivalgono: al “Degli Ulivi” il pari è giusto

Il Taranto nell'ultimo match allo Iacovone - foto G. Leva
23 Gen 2023

di Paolo Arrivo

Un derby è sempre un derby. Una partita a se stante, dove tutto può succedere: anche che la squadra prima in classifica, la più forte, perda contro l’ultima. Non era il caso del Taranto. Che invece, dopo il pareggio con la Turris, doveva inseguire la vittoria come l’unico risultato possibile, per non arrestare la marcia e corsa alla salvezza. Un importante scontro diretto, quello andato in scena sul campo della Fidelis Andria, ieri sera, contro una formazione rinvigorita dal cambio dell’allenatore – Bruno Trocini ha preso il posto dell’esonerato Diaw Doudou. È finita zero a zero. E il pari appare giusto, in qualche modo accontenta, per quanto visto nell’arco dei novanta minuti di gioco: la partita disputata sotto la pioggia sul manto erboso dello stadio “Degli Ulivi” ha detto che il Taranto e la Fidelis Andria, in sostanza, si equivalgono. Un tempo per parte. Meglio il Taranto nel primo: i rossoblu in maglia gialla hanno costruito, e colto tre legni. Poi i padroni di casa hanno preso il sopravvento. Il digiuno dalla rete continua per gli ionici che, da quattro partite, non segnano.

Il match con la Fidelis Andria

Il Taranto scende in campo con l’inedita coppia offensiva formata da Bifulco e Semprini, insieme a inizio gara per la prima volta. Al 20’ sono proprio gli ionici a creare la prima occasione da goal: dagli sviluppi di calcio di punizione battuto da Romano, la deviazione su Provenzano finisce sulla traversa. Un minuto dopo il capovolgimento di fronte. L’opportunità per la Fidelis è clamorosa: Bolsius serve in area Ekuban, il quale dopo aver superato Vannucchi non riesce a metterla in rete. Poi Mastromonaco, al minuto 24, fa partire un tiro cross che colpisce il palo alla sinistra del portiere Vandelli. La partita è equilibrata e gradevole. Al 34’ Bifulco riceve palla da Semprini, che si gira abilmente e tira di destro colpendo il palo su deviazione di Vandelli.

Nel secondo tempo sono i padroni di casa a sfiorare il goal. Protagonista Finizio, servito in area da Ekuban: la palla finisce sopra la traversa. Tre minuti dopo il Taranto si getta avanti in mischia ma non riesce a trovare la porta. Aumenta l’intensità della pioggia. Al 58’ Arrigoni da punizione è pericoloso. Sale in cattedra Ciotti tra la Fidelis, che sembra prevalere in questa fase sugli ionici. Al 68’ il Taranto gioca due volte di tacco, verso Bifulco, che però si fa anticipare da Vandelli. Cinque minuti dopo c’è l’uscita sventurata dello stesso portiere nato a Modena, e Rossetti per poco non ne approfitta. A un minuto dallo scadere arriva l’occasione più ghiotta dell’incontro. Arriva dai piedi di Dalmazzi, nel cuore dell’area di rigore, da posizione favorevole: la risposta di Vannucchi è miracolosa. Dopo quattro minuti di recupero il signor Kevin Bonacina di Bergamo decreta la fine dell’incontro.

Il campionato

Grazie a questo pareggio, il Taranto sale a quota 29 punti in classifica – gli stessi di Avellino e Latina che sono in zona playoff. Nella prossima giornata, la 24esima, gli uomini allenati da Eziolino Capuano dovranno vedersela in casa con la Gelbison, che nell’anticipo di sabato scorso si è imposta per 2-0 sulla Virtus Francavilla.

Sport

Viesti, un compleanno coi fiocchi: “Il basket è uno degli amori più grandi”

foto G. Leva
21 Gen 2023

di Paolo Arrivo

Trent’anni vissuti dentro e fuori il campo. Per un atleta, il miglior modo di festeggiare un traguardo importante è giocando: prendendo parte a una gara, o semplicemente allenandosi. Sudare per uno degli amori più forti, più grandi, che ha nome basket. Parola della playmaker Alessandra Viesti. Che questa sera ha festeggiato sul parquet del Palamazzola il suo compleanno. La veterana, una delle migliori giocatrici della Nuova Orizzonti basket Taranto, ha dato il suo contributo all’ultimo successo della squadra nella prima giornata di ritorno della serie C femminile Puglia, contro la Mens Sana Mesagne – 7 punti realizzati, una regia impeccabile, quando la tarantina è stata chiamata in causa da coach Orlando. Una vittoria netta, legittimata a metà gara, che consente alla formazione ionica il consolidamento del primato. C’era Alessandra Viesti. Come sempre, tra le file della formazione di Taranto negli ultimi anni. La sua presenza è una certezza che rassicura in campo: vederla spuntare con la sua chioma fluente raccolta in fascia, la figura agile, scattante, è sempre uno spettacolo che fa bene a tutto il movimento del basket. Ad Alessandra Viesti, alla cestista e alla donna, facciamo i migliori auguri partendo dal match, dalla disamina.

I quarantuno punti di scarto (62-21 il risultato finale) la dicono tutta sulla differenza tecnica con l’avversario. Che partita è stata?

“Abbiamo iniziato un po’ con il freno a mano tirato. Avevamo bisogno di capire l’avversario, anche se il livello già lo conoscevamo. Queste comunque sono partite insidiose. Dopo quell’avvio abbiamo poi sfruttato soprattutto i contropiedi e la velocità, e siamo riuscite a prendere il margine”.

Il prossimo step?

“Ci aspetta un’altra partita di questo genere: conosciamo il valore degli avversari, dovrebbe essere alla nostra portata, di preparazione al derby, che è tra due settimane. Il match col Ruvo sarà un banco di prova”.

Quindi, come si affrontano queste gare?

“Ci si adatta al gioco della squadra che incontriamo. Poi serve il mordente, la spinta in più per incanalare la partita nella giusta direzione, senza indugiare”.

Oggi festeggi 30 anni. I compleanni importanti sono occasione per fare bilanci: che ruolo ha avuto nella tua vita il basket?

“Il basket ce l’ho tatuato sulla pelle (le brillano gli occhi, ndr). Ci gioco da almeno vent’anni: per me è stato fondamentale, e continua ad esserlo. Adesso è più una valvola di sfogo. Questo è uno sport magnifico, e se c’è la passione ti dà tanto. A patto che si sia disposti a dare tanto, per poter avere soddisfazioni in cambio. E io credo di averle avute”.

Riprendiamo il filo della memoria, per immagini…

“Avevo 7-8 anni. Rivedo il Cras, la De Florio, le giovanili in cui ho militato. I primi risultati, a livello nazionale: con l’Under 15 arrivammo quarti, nessuno avrebbe scommesso un centesimo su di noi. Fu un’esperienza meravigliosa. Credo siano questi i ricordi che, a 30 anni, ti portano a venire in palestra alle 9 di sera ad allenarti dopo una giornata di lavoro. Il basket dà tanto. Bisogna divertirsi, questa è la cosa più importante: non sempre riesce facile. Noi dobbiamo crescere ancora un po’, credo, come gruppo e come squadra. Io, dopo vent’anni posso tirare bilanci, e dire che, sì, la pallacanestro è stata uno degli amori più forti. E continua ad esserlo. Almeno per altro po’, fortunatamente, poi vediamo…”

 

foto G. Leva

 

La fotogallery del match Taranto-Mesagne a firma di Giuseppe Leva

Sport

Taranto, il pareggio con la Turris è un campanello d’allarme

foto G. Leva
16 Gen 2023

di Paolo Arrivo

Un punto e zero emozioni. Un risultato che non può accontentare: se la sconfitta contro il Catanzaro, la squadra ammazza campionato, ci poteva stare (con un contestatissimo rigore, peraltro), il pareggio con la Turris nella scorsa giornata di campionato va interpretato come un campanello d’allarme. Il Taranto di Eziolino Capuano ha infatti confermato la propria sterilità nella fase di attacco. Una squadra che fatica a trovare la porta avversaria. Sono solo due le palle goal da registrare, create da La Monica e Tommasini. L’espulsione di quest’ultimo al 66’ ha poi condizionato la gara – dieci minuti dopo anche Semprini, tra gli ospiti, beccava il rosso ristabilendo la parità numerica in campo. Il secondo pareggio consecutivo del Taranto in casa, nella 22esima giornata di campionato, torna a muovere la classifica, se non altro: 28 punti, 4 sopra la zona playout.

Turris domata per metà gara

“La Turris è una squadra forte ma non ha mai tirato in porta, mentre noi abbiamo creato 3 o 4 occasioni. Sono incazzato per l’egoismo di qualche calciatore e per qualche scelta sbagliata”. Così coach Capuano. Questa la sua lettura della gara: “Abbiamo fatto un gran primo tempo e comandato la gara, siamo stati aggressivi e corti. Con l’espulsione di Tommasini, poi, abbiamo dovuto rivisitare l’assetto e la gara è diventata più sporca”. La classifica e le ultime prestazioni dicono che bisogna guardare in faccia la realtà. La salvezza è difficile, dice l’allenatore campano, il girone di ritorno è sempre un altro campionato. “Ma siamo sulla buona strada”, dichiara coach Capuano aggiungendo che i nuovi arrivati hanno bisogno di tempo e che, sebbene l’intervento sul mercato sia necessario per rafforzare l’organico, l’ottimo lavoro sinora fatto non può essere intaccato. Per raggiungere l’obiettivo della salvezza, la prossima sfida di domenica ad Andria sarà una partita fondamentale. Tutt’altro che facile: la Fidelis, fanalino di coda della serie C – girone C, è affamata e vorrà riscattare anche la sconfitta inflitta dal Cerignola che ha vinto il derby con due reti e si è riportata al quarto posto scavalcando la Juve Stabia.

Fotogallery by Giuseppe Leva

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Superlega, messaggio ai navigatori: la Prisma è tornata a splendere attraverso la vittoria

foto G. Leva
16 Gen 2023

di Paolo Arrivo

Noi non avevamo dubbi. Che la Gioiella Prisma Taranto sarebbe tornata alla vittoria, e che lo avrebbe fatto con queste proporzioni: un secco 3-0 (25-22, 25-22, 25-20) rifilato in ottantaquattro minuti al malcapitato Verona, sabato scorso, tra le mura amiche del Palamazzola, per la quarta giornata di ritorno della regular season in Superlega. Una prestazione maiuscola. Diversamente dalle scorse esibizioni, quando partivano bene per poi non riuscire a reggere sino alla fine (nel risultato più che nel gioco), stavolta gli ionici hanno tenuto per l’intera durata della partita. E anzi pigiato sull’acceleratore nella terza frazione di gioco.

Un segnale di forza da interpretare come messaggio ai navigatori: alle altre formazioni che lottano per restare a galla, nel mare aperto della Superlega; ai suoi stessi sostenitori, per dire che la squadra è viva, eccome! Una prova corale che metteva in difficoltà il giornalista nella scelta del miglior giocatore – alla fine è stato scelto Oleg Antonov. Abbiamo visto muri, battute che funzionano, forti o flottanti, velenose; reattività in difesa. In una serata perfetta l’unica nota stonata è stata la scarsità di pubblico: meno di 500 spettatori sono pochi, a nostro parere, per una partita del campionato di volley più importante del mondo. L’auspicio è che la cittadinanza prenda finalmente coscienza di quanto sia importante sostenere concretamente la società di Bongiovanni e Zelatore. Ciascuno inoltre, nella città che punta sullo sport come vettore di sviluppo del territorio, deve contribuire alla crescita della cultura sportiva, che passa anche attraverso la sconfitta.

La legge della compensazione in Superlega

“Una vittoria che aspettavamo da tanto tempo (da tre mesi, ndr). Eravamo in credito con la fortuna, che stasera ci ha aiutato”, ha dichiarato nel post gara coach Di Pinto. “Non abbiamo cominciato bene, non è stato semplice anche perché abbiamo perso l’opposto titolare che si è infortunato, ma abbiamo disputato una gara ad alta intensità dal primo all’ultimo punto: questa è la reazione più bella dopo le ultime partite giocate bene ma concluse senza punti conquistati”.

In effetti, sia nel primo che nel secondo set, a partire forte era stata la WithU Verona; seguiva poi la reazione dei “gioielli” trascinati da Loeppky, miglior realizzatore degli ionici con 14 punti, e da Alletti, risultato tra i migliori. Agli ospiti invece non sono bastate le prestazioni positive di Mozic e di Keita. Tra i giocatori della Prisma, la sfortuna ha colto l’azzurro Tommaso Stefani, infortunatosi alla spalla ad inizio partita, dopo essere andato alla battuta.

Il campionato

Grazie a questo successo Taranto allontana l’ultimo posto in classifica occupato da Siena. E può guardare con più fiducia, con una certa tranquillità, al prosieguo del cammino in Superlega, nella escalation di aspirazioni da legare al progetto targato Prisma. La squadra adesso è attesa da due trasferte consecutive insidiose. Sul campo di Padova, sabato prossimo, poi a Piacenza, l’obiettivo è proseguire la marcia evitando cali di attenzione.

La fotogallery del match a firma di Giuseppe Leva

Sport

L’eterno Buffon, modello in campo per le nuove generazioni

13 Gen 2023

di Paolo Arrivo

Ci è mancato poco che il suo Parma portasse l’Inter alla clamorosa eliminazione. Modello in campo per le nuove generazioni, Gianluigi Buffon (45 anni tra pochi giorni) ha dimostrato che la Coppa Italia può valere quanto o più della Champions League, di un Mondiale o dell’Europeo. Questione di obiettivi e di aspirazioni. La squadra di serie B, sesta in classifica, ha accarezzato il sogno di battere l’Inter agli ottavi di finale. E di proseguire l’avventura sino alla conquista del trofeo.

Gli uomini allenati da Simone Inzaghi avranno pur faticato al “Meazza” per portare a casa la partita ma sono gli unici ad avere sconfitto il Napoli in questa stagione. Hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per raddrizzare il match portato ai supplementari. Proprio grazie alla parata eccezionale di Buffon su Dzeko in pieno recupero. Una parata che tanti giovani colleghi di Super Gigi farebbero solo giocando alla paystation.

Luci e ombre di Buffon

Conosciamo tutti Buffon, il campione, il portierone trionfatore nella finale dello stadio Olimpico di Berlino nel 2006. E pure i limiti della persona, che dopo Italia – Svezia (13 novembre 2017), la famosa partita che non consentì alla nazionale italiana di centrare la qualificazione al campionato mondiale di calcio tenuto in Russia, si scagliò contro l’arbitro dicendo “ha il bidone dell’immondizia al posto del cuore”. I numeri e le azioni virtuose possono compensare gli errori. Accade in qualsiasi ambito, anche nel mondo del pallone – non era un santo Diego Armando Maradona. Inaccettabili allora sono stati i fischi che una parte della tifoseria nerazzurra ha fatto piovere su Gianluigi Buffon. Chi continua a mettersi in gioco, a faticare per esprimersi ai massimi livelli in un campo di gioco, merita solo rispetto e considerazione. Alla sua età non si è decrepiti, ma quando entri negli “anta” si fanno più lente le capacità di recupero. I fuoriclasse, poi, calciatori come Lionel Messi o Kylian Mbappé non dovrebbero mai avere tifo contro ma sempre a favore.

L’auspicio è che Gianluigi Buffon possa raccogliere altri applausi e raggiungere i suoi obiettivi continuando ad essere un esempio per quanto riesce a fare nello sport più popolare al mondo. Forte e fragile, come lo è ogni individuo, si è messo alle spalle il periodo della depressione uscendone anche grazie alla passione per l’arte, ha respinto le accuse del coinvolgimento nello scandalo del calcioscommesse come il tiro più velenoso sul quale mettere i suoi guantoni.

Sport

Salto con l’asta, Francesca Semeraro super: nuovo record al meeting di Ancona

09 Gen 2023

di Paolo Arrivo

Tornare a scrivere delle sue gesta sportive, a così breve distanza da questa intervista, dalle aspirazioni e dagli obiettivi dichiarati per l’anno nuovo, è un atto doveroso quanto lieto. Il primo risultato di Francesca Semeraro del 2023 è il nuovo record realizzato al Palaindoor di Ancona. Lo ha firmato in occasione del meeting tenutosi domenica scorsa. L’atleta protagonista del salto con l’asta, nella top five, tra le migliori della Penisola, ha saltato la misura di 4.10 migliorando di 5 centimetri il personale indoor. Ovvero realizzando il nuovo record regionale pugliese. Salita sul gradino più alto del podio, ha fatto meglio di Federica Triunfo della US Foggia Atletica Leggera e di Valentina Praticò (Fiamme Gialle G. Simoni) – entrambe si sono fermate sotto la misura dei 4 metri.

Un ulteriore motivo di soddisfazione per la tarantina in forza all’Alteratletica Locorotondo è rappresentato dall’alto livello e dai numeri dello stesso evento andato in scena ad Ancona. Tra il meeting giovanile e quello assoluto, vi hanno preso parte, infatti, più di mille atleti provenienti da diverse regioni. Non è mai facile confrontarsi con i migliori né eccellere nella prima prova della stagione.

 

Il salto con l’asta come filosofia di vita

L’auspicio è che il risultato sia solo il punto di inizio dal quale ripartire per una stagione super. Dopo aver fallito il tentativo di attacco a 4.15, nella stessa prova che le ha dato la vittoria, l’atleta allenata da Davide Colella ci riproverà alla prossima occasione. Va ricordato che Francesca Semeraro predilige la stagione all’aperto e che ha saltato 4.25 nella scorsa stagione. A piccoli passi verso misure maggiori, l’atleta che nelle categorie giovanili è stata campionessa italiana otto volte, prima ancora che nei risultati, è chiamata a confermare il proprio amore verso questo sport. Una disciplina capace di far volare il praticante e la persona. Di fargli toccare le maggiori vette che si possano raggiungere a suon di fatica e di sudore.

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Nuovi Orizzonti, De Pace: “Abbiamo lavorato di testa e difeso alla grande”

Il gruppo Nuovi Orizzonti con al centro Morena De Pace - foto G. Leva
09 Gen 2023

di Paolo Arrivo

Top scorer delle ioniche, miglior giocatrice dentro e fuori il campo. Almeno per una sera: la gentilezza, l’umiltà di una ragazza che non possa inosservata, senza essere appariscente. È stata Morena De Pace la protagonista dell’ultima vittoria della Nuovi Orizzonti Taranto. Che nella serata di sabato scorso, tra le mura amiche del Palamazzola, ha sconfitto la Juve Trani basket con il punteggio di 50-48 (8-12, 19-22, 34-33). “Abbiamo lavorato di testa e difeso alla grande”, confida la stessa cestista tarantina a Nuovo Dialogo. “All’inizio eravamo a mente spenta, scariche (nel primo quarto le ospiti si sono portate sul 10-0, ndr), ci siamo riprese dopo i primi minuti di blackout. Il gruppo, a mio parere, ha tenuto duro, stasera”. La carta vincente, in una partita combattuta, equilibrata, può essere ricercata nel “giusto spirito”. La prestazione di Morena De Pace è stata importante – 17 punti realizzati. È stata lei, insieme a capitan Ciminelli, a dare la scossa alle sue compagne, a partire dal secondo quarto. “Io stavo giocando per la squadra, sono contenta che le mie palle siano entrate: contenta della prestazione offerta da tutte le mie compagne. Abbiamo fatto una grande partita in difesa: lo dimostrano i punteggi molto bassi, realizzati da entrambe le squadre nei parziali”. Le ragazze allenate da William Orlando ben conoscevano il valore dell’avversario, “sapevamo che sarebbe stata una partita molto difficile”. “Stasera abbiamo lavorato tanto di testa – continua – almeno, parlo per me: fisicamente a un certo punto ero molto stanca. Ad ogni modo, eravamo fortemente determinate nel fare risultato, e alla fine ce l’abbiamo fatta”. Il finale è stato thrilling (“non si è capito niente”) con Trani che, a venti secondi dal termine, metteva a segno una tripla riducendo a soli due punti lo svantaggio. Taranto ha tremato ma non si è inginocchiata.

Il bilancio di Morena De Pace

Con questo successo, che consente alla Nuovi Orizzonti di mantenere il primato, nel raggruppamento della serie C femminile Puglia, si chiude quindi nel migliore dei modi il girone d’andata. “Il bilancio è positivo, direi, senz’altro: abbiamo perso un paio di partite che potevamo portare a casa, perse di pochi punti; eravamo un gruppo che si doveva amalgamare, per via dei cambi, i nuovi rinforzi, il nuovo allenatore: adesso si iniziano a vedere i risultati”.

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Il 2022 tra imprese realizzate e sfiorate: nessuno tolga lo scettro a Benedetta Pilato

30 Dic 2022

di Paolo Arrivo

Un anno di sport. Di imprese realizzate e mancate, sfiorate, di emozioni vissute in riva allo Jonio, e oltre i confini nazionali: le più grandi del 2022 ce le ha regalate, ancora una volta, Benedetta Pilato. Nessuno tolga lo scettro alla 17enne campionessa di Taranto. Che ha conquistato la medaglia d’oro agli Europei di nuoto. Prima ancora, il mondiale a Budapest nei 100 rana e il campionato italiano in un’altra ottima annata caratterizzata, nella seconda parte, da un evidente innegabile calo. Le ultime prestazioni deludenti non vanno però interpretate come un campanello d’allarme. La stagione lunga mette a dura prova anche gli atleti più formidabili: non si può vincere né eccellere per tutto l’anno.

I protagonisti

Dalla vasca al campo di calcio, il 2022 è stato un anno positivo per il Taranto, partito decisamente male in questo campionato: la squadra ora affidata a Eziolino Capuano sta vivendo un momento di rinascita, in serie positiva da quattro giornate. L’istrionico allenatore campano è riuscito a tirare fuori il meglio da un organico non di primo piano. L’auspicio è che possa fare le fortune del Taranto che, in un futuro non troppo lontano, potrebbe onorare il nuovo stadio “Erasmo Iacovone” giocando in serie B, o persino nel massimo campionato – lo ha auspicato il primo cittadino Rinaldo Melucci difendendo il progetto che proietta la città dei due mari ai Giochi del Mediterraneo.

L’ultimo match allo Iacovone con il Monopoli – foto G. Leva

Restando sugli sport di squadra, resta un’eccellenza la Gioiella Prisma Taranto: l’unica realtà che rappresenta il Meridione nella Superlega Credem Banca sta lottando per la sopravvivenza. E sebbene la sconfitta sia un’esperienza frustrante (su 13 partite ha perso 10 volte), bisogna guardare all’obiettivo più importante. Il fanalino di coda Siena dista quattro punti. E va tenuto a distanza.

Tra gli atleti di punta vanno menzionati la karateka Silvia Semeraro, oro ai World Games di Birmingham (Stati Uniti, Alabama), poi confermatasi campionessa italiana, capace di esprimersi ad altissimo livello per tutto l’anno; la saltatrice con l’asta Francesca Semeraro, che ha sfiorato il podio ai Campionati italiani assoluti di Rieti realizzando, in quella stessa gara, il nuovo record regionale pugliese.

Da sottolineare, nello stesso 2022, la crescita del movimento cestistico ionico: dal CJ Basket  Taranto, uscito con onore dai playoff di serie B Old Wild West dello scorso maggio (permane il rammarico per il mancato salto di categoria, da ritentare), all’Anspi Santa Rita; alla Nuova Orizzonti, scommessa della pallacanestro rosa.

Il “Nino” nazionale

Dulcis in fundo, l’ultimo trionfo da celebrare è quello firmato da Giovanni Rossetti, sotto Natale. “Nino” infatti si è laureato campione italiano dei pesi medi sconfiggendo il campione uscente Carlo De Novellis. Una vittoria per knockout tecnico avvenuto all’ottava ripresa, durante un match spettacolare, andato in scena al Palahockey di Reggio Emilia. Un punto di partenza verso obiettivi ancora più importanti.

Musica

Conoscere l’arpa e innamorarsene: Gabriella Russo dal mondo classico al moderno

29 Dic 2022

di Paolo Arrivo

Musica, arte, cultura e mare: il connubio perfetto nell’evento andato in scena in città vecchia, a Palazzo Amati, stamani, nell’ambito del “Taranto Grand Tour” – il progetto di accoglienza rivaluta la storia locale con iniziative e tour guidati fino a venerdì 30 dicembre. Protagonista Gabriella Russo con il suo strumento. Un’occasione in più per conoscere l’arpa e innamorarsene. Un percorso che lega il mondo classico al moderno. La bravissima musicista di Taranto ha suonato, tra l’altro, brani della tradizione popolare celtica e orientale, fino a Ludovico Einaudi. Toccando anche le tematiche ambientali legate alla custodia e alla salvaguardia della Terra. L’arpista con una lunga attività alle spalle, che ha vinto premi e si è esibita in tutta la Puglia con diverse orchestre (prima arpa dell’Orchestra della Magna Grecia, ad esempio), dimostra anche una spiccata propensione per l’insegnamento.

L’arpa, la musica tutta, la classica in particolare, assumono un significato più profondo durante le festività di Natale. È d’accordo?

“Sicuramente. Al di là del repertorio che possa includere brani natalizi, dal classico al moderno, fruibili in televisione o in radio, il Natale diventa ancora più sentito attraverso le note della musica, capace di portarci in altre dimensioni. Soprattutto in questo periodo, il tutto assume un carattere e una magia diverse da quanto viviamo nella quotidianità, durante il resto dell’anno”.

Sì, in questo periodo, abbiamo bisogno della buona musica, più che mai. Uno strumento di inclusione e di pace.

“Già l’atmosfera ci rende più buoni, in questi giorni. La musica ci aiuta a diventare anche più gentili”.

Ricordiamo ai lettori da dove nasce la sua passione per l’arpa.

“Più che passione per l’arpa, direi per la musica dal vivo in generale: da piccola, ascoltando l’orchestra per la prima volta, rimasi profondamente rapita dall’atmosfera che ti attraversa il corpo. Quell’esperienza, fatta in tenera età, fu molto positiva. Considerando poi l’opportunità di suonare questo strumento, la colsi al volo e mi iscrissi al corso di arpa per intraprendere gli studi”.

Cosa ne pensa del successo di Claudia Lucia Lamanna? Una nostra conterranea, possiamo considerarla.

“Già, è pugliese. La sua vittoria a un contest così prestigioso a livello mondiale (il concorso internazionale d’Israele), ambito dagli arpisti di tutto il mondo, spero che abbia un esito positivo in Italia, e soprattutto in Puglia. Spero anche che la sua voce si possa sentire maggiormente rispetto ad altri generi. E contesti, situazioni che magari prima mettevano in ombra l’arpa, quello che c’è dietro il nostro mondo: mi auguro, adesso, che la maggiore visibilità assicurata da Claudia Lamanna giovi alla conoscenza dello strumento, attraverso le maggiori occasioni di incontro con chi non l’ha mai conosciuto e vorrebbe approcciarsi allo stesso. Questo è un genere che viene bistrattato o considerato di nicchia. In realtà, può essere accessibile a tutti”.

Sport

Prisma, sconfitta beffa al tie break con Cisterna. Ma il bicchiere è mezzo pieno

foto G. Leva
27 Dic 2022

di Paolo Arrivo

Perdere una partita che sembrava vinta. E nettamente. Passare dal sapore dell’impresa alla beffa: così la Gioiella Prisma Taranto è uscita sconfitta dalla sfida con la Top Volley Cisterna, cedendo al tie break, nella seconda giornata di ritorno della Superlega Credem Banca, tra le mura amiche del PalaMazzola. I rossoblu perdono per 3-2 (25-13, 25-19, 24-26, 23-25, 13-15) dopo aver vinto e impressionato positivamente nei primi due set. Ma il bicchiere è mezzo pieno, potremmo affermare, senza peccare di troppa indulgenza, nella serata di Santo Stefano: il punticino spettante alla squadra che, in una partita di pallavolo, raggiunge il quinto set è un punto d’oro nel cammino impervio del campionato più difficile del mondo. Soprattutto quando i tuoi avversari restano fermi – sconfitte secche (3-0) per Padova e Siena, rispettivamente inflitte da Civitanova e da Perugia.

Il bicchiere è mezzo pieno perché, al netto delle critiche negative ricevute da una parte di pubblico molto esigente e poco competente, i “gioielli” dimostrano di saper giocare a volley, e di essere combattivi per l’intera durata dell’incontro. Una battaglia sportiva durata due ore e mezza.

IL MATCH- Primo set caratterizzato da un’ottima partenza. Taranto sempre avanti nel punteggio, allunga al turno in battuta di Larizza, protagonista di battute flottanti che mettono in difficoltà la ricezione ospite. Il copione non cambia nel secondo parziale di gioco. La Prisma è sempre concentrata, determinata, efficace in ogni fondamentale, dal muro alla difesa. Si vedono scambi intensi e prolungati tra le due formazioni. Come quello chiuso sul 17-11 dalla schiacciata del sempre ottimo Tommaso Stefani. Cisterna di Latina cresce insieme a Sedlacek. Taranto contiene la reazione ospite e si aggiudica il set. Quel segnale spia porta all’accensione della macchina guidata da Fabio Soli: sono loro a condurre d’ora in poi costringendo la Prisma a ricorrere. Loro a spuntarla nelle fasi finali del terzo, quarto e quinto set, trascinati da Gutierrez Suarez Jose, votato come miglior giocatore del match.

LA LUCIDITA’ CHE FA LA DIFFERENZA- A fine incontro, mister Di Pinto non ha nulla da rimproverare ai suoi uomini: “Partita tosta, un grande match disputato da parte di entrambe le compagini. Nell’arco dei cinque set avremmo meritato di vincere”. “Nei primi due set c’eravamo solo noi – ricorda – poi loro hanno messo in campo la grande forza dei loro quattro martelli che hanno cambiato la partita”. Il mago di Turi riconosce che “abbiamo sbagliato due o tre palle nei momenti finali in cui potevamo fare meglio”. “Con un pizzico di lucidità in più avremmo portato a casa la vittoria, c’è tanta rabbia per la qualità del gioco espresso, ma oggi abbiamo fatto un punto e non è poco: ogni punto può essere determinante per il nostro obiettivo”, chiosa.

La nota positiva è poi rappresentata dal pubblico caloroso che ha riempito gli spalti del PalaMazzola (656 spettatori). Presente anche il commissario tecnico della nazionale italiana campione del mondo, Fefè De Giorgi.

La fotogallery di Giuseppe Leva

Musica

Claudia Lamanna: “Il mio lavoro e il continuo dialogo per tirare fuori l’anima dall’arpa”

23 Dic 2022

di Paolo Arrivo

Il miglior regalo che si possa fare e ricevere per Natale è assistere a un concerto di musica classica. Segnatamente, a un recital di Claudia Lamanna: la miglior arpista del mondo, vincitrice dell’International Harp Contest in Israel 2022, si è esibita nella serata di ieri a Sammichele, nella provincia di Bari. Un’occasione per riassaporare il suo talento straordinario. E per avvicinarla con alcune domande. Scriàbin, Bach e Lopez, Satie, Britten e Fauré sono stati i compagni dell’evento promosso dalla Pro Loco “Dino Bianco” nella chiesa Santa Maria del Carmine. Esperienza da reiterare, un viaggio nei toni cupi e malinconici domati dalla grazia di Claudia Lamanna. “Noti di luci” – concerto per arpa aspettando Natale è stato il preludio di una gioia che deve arrivare. Che si deve compiutamente affermare.

Ha portato a termine il suo penultimo impegno dell’anno – domani (stasera, per chi legge) sarà a Brindisi. Il 2022 è stato straordinario per lei, con la conquista del più importante e più prestigioso concorso internazionale di arpa: cos’altro le ha portato?

“Sicuramente mi ha portata in giro per il mondo: mi ha permesso di continuare a farlo, in maniera più intensiva, perché dopo una vittoria di quel genere ho ricevuto tante richieste. Tanti gli incontri e gli appuntamenti, i concerti che verranno inseriti in calendario”.

A livello emozionale?

“Noi musicisti siamo abituati a calibrare le nostre emozioni. Questa per noi è una passione, e anche un lavoro. Ovvio che le emozioni, da quel momento, si siano moltiplicate”.

Un artista della fotografia, Paolo Roversi, interprete della moda, sostiene che anche gli oggetti hanno un’anima, che ci trasmettono e che ci emoziona. È d’accordo?

“Beh, certo. Io dialogo continuamente con il mio strumento: sono io che cerco di far uscire l’anima dall’arpa, che è semplicemente un oggetto di legno con una meccanica. L’approccio con lo stesso è molto importante. Io sono abituata a suonare sempre sul mio strumento, ma quando vado fuori trovo altri strumenti, per cui mi devo continuamente adattare. Ecco perché è sempre importante il dialogo. Il dialogo interiore, potremmo definirlo, con lo strumento da suonare”.

In una recente intervista ha dichiarato di sentirsi apprezzata più all’estero che in Italia. A cosa si riferiva in particolare?

“In realtà, più che denunciato apertamente, concordavo con il giornalista che mi aveva fatto la domanda facendomi notare che qui in Italia non si viene sempre apprezzati, soprattutto nell’ambito della musica classica. Allora io ho ricordato alcune vecchie esperienze e concordato. Il mio percorso di studi, peraltro, può testimoniarlo: sono andata a studiare all’estero, dove ho trovato un ambiente molto più florido, fertile per la musica classica, talvolta anche un pubblico più propenso e abituato ad ascoltare questo tipo di musica. D’altro canto è sempre un’emozione tornare a suonare nella mia terra”.

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Francesca Semeraro, la campionessa che non molla mai: “Il 2023 sarà l’anno della svolta”

21 Dic 2022

di Paolo Arrivo

L’avevamo sentita alla vigilia dell’appuntamento più importante. Poi onorato alla grande: Francesca Semeraro si conferma saltatrice con l’asta tra le migliori in Italia. Ha talento, la campionessa 25enne di Taranto, portacolori dell’Alteratletica Locorotondo, forza fisica e mentale. Ha vissuto in carriera momenti di difficoltà e di rinascita. Ora sembra aver trovato quella continuità necessaria a fare di un atleta un punto di riferimento costante. Lei lo è già, da anni, in compagnia del fratello Luca: in riva allo Jonio, dove si spera possano tornare in pianta stabile, sono i massimi rappresentanti della disciplina del salto con l’asta. L’ultimo squillo, per entrambi, al campionato assoluto per squadre – a Perugia, lei, con la conquista della più ambita medaglia. Questa chiacchierata concessa a Nuovo Dialogo è stata occasione utile a fare un nuovo bilancio.

Francesca, anche quest’anno ti sei migliorata realizzando il nuovo record personale e regionale pugliese ai campionati italiani assoluti di Rieti. Complessivamente che stagione è stata?

“Premesso che nel 2022 ho escluso l’indoor per dedicarmi alla stagione outdoor, sono molto contenta di come sia andata: il quarto posto ottenuto ai campionati di Rieti è una posizione di prestigio. Sapevo di poter ambire a qualcosa in più, sinceramente. Con un po’ di fortuna sarei potuta arrivare a 4.30 o 4.40 ma, per vari motivi, per le poche gare avute a disposizione fino a quel momento, non ci sono riuscita. Nel complesso non mi posso lamentare. Sono stata bene in quasi tutte le competizioni affrontate, il mio rendimento è stato costante”.

I tuoi programmi?

“Nel 2023 farò le indoor. Già a gennaio le prime gare, a febbraio i campionati italiani assoluti, che si terranno sempre ad Ancona. Spero di fare bene. Qualche centimetro in più oltre il mio primato (4.05, per l’indoor). Io prediligo la stagione all’aperto, in ogni caso”.

Roberta Bruni ha firmato il nuovo record nazionale (4.72). ai campionati di Rieti aveva vinto con 4.55. Sono misure pazzesche, o sbaglio? Fino a cinque anni fa con la stessa misura che hai saltato (4.25) tu saresti diventata campionessa italiana…

“Negli ultimi 2-3 anni il livello si è alzato tantissimo. Con la mia misura, infatti, si arrivava terzi o secondi. Roberta Bruni ha fatto un boom quest’anno: il record italiano è ottimo come risultato anche a livello mondiale. Il 4.55 dei campionati italiani è una misura alla quale io ambisco. Per questo sto lavorando: sono un po’ stanca, impegnata (per non dire stressata, ndr), ma anche abbastanza fiduciosa”.

A cos’altro ti sei dedicata quest’anno, oltre al salto con l’asta?

“Ho fatto il concorso in polizia civile. Purtroppo, pur avendo studiato, allenandomi in contemporanea, non è andato come doveva. Ritenterò altri concorsi il prossimo anno. La mia ambizione comunque è fare della mia attività, del mio sport, il mio lavoro. Non mollo. E penso che il 2023 sia per me un anno di svolta”.