Sport

Giochi del Mediterraneo, il nuovo “Iacovone” è all’altezza dei sogni da realizzare

16 Nov 2022

di Paolo Arrivo

Il tempo degli annunci e degli slogan è ormai terminato. Si lavora seriamente ai Giochi del Mediterraneo discutendo di impiantistica, in primo piano: il vero vulnus da sanare, l’offesa delle strutture mancanti o non idonee alle gare, questione imprescindibile per lo svolgimento della stessa manifestazione internazionale. Lo si è fatto questa mattina nella sala del Circolo ufficiali della Marina militare di Taranto. L’evento, denominato “Il project financing nello Sport”, è stato centrato sul progetto di riqualificazione dello stadio Erasmo Iacovone di Taranto, oltre che sul nuovo PalaEventi di Brindisi. Stando a quanto presentato, la nuova opera sarà decisamente all’altezza dei sogni da realizzare, nel futuro non troppo lontano (il 2026 è dietro l’angolo), a beneficio del capoluogo ionico e non soltanto. La conferenza è stata curata dal Comitato organizzatore dei Gdm. Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il governatore della Puglia Michele Emiliano. Anche il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci in qualità di presidente dello stesso comitato.

Benny portabandiera

La premessa all’incontro di stamani è stata la notizia che coinvolge più direttamente ed emotivamente la comunità. Ovvero la scelta di designare Benedetta Pilato come portabandiera dei Giochi del Mediterraneo. La Madrina non può che essere lei: l’atleta dei record, protagonista agli Assoluti invernali di vasca corta a Riccione, dove ha realizzato la doppietta, una nuova impresa straordinaria.

Operazione rinascita

Così Giovanni Malagò ha commentato la sede e la valenza dei prossimi Giochi del Mediterraneo: “Per qualche anno pensavo di dovermi concentrare sulle Olimpiadi, ma quando ho visto Taranto ho realizzato l’importanza di lasciare un segno nel nostro percorso per questa città così sfortunata ma allo stesso tempo così potenzialmente in grado di riprendersi con gli interessi tutto quello che le è successo in questi ultimi anni”. Il presidente del Coni non ha eluso le problematiche distinguendo due livelli di criticità. Ammette cioè che “se sulla parte dell’organizzazione sportiva siamo relativamente a posto, c’è poi quella infrastrutturale, senza la quale non si fa nulla”. A tal proposito GM chiede il supporto del Governo per la riuscita di un progetto internazionale.

Il nuovo Iacovone

Progettato da Gabetti Group ed Esperia Investor, lo stadio di Taranto sarà completamente ristrutturato e avrà una capienza di 16.500 posti. Un impianto innovativo e coperto. Comprenderà anche un centro convegni, un albergo business di 80 metri di altezza, un centro benessere con palestra, oltre a ristoranti e bar. Al momento si tratta del progetto più completo del Sud Italia. È bello e significativo anche che il nuovo stadio manterrà il nome del giocatore fattosi simbolo della storia di Taranto. Possiamo immaginare che lo stesso Iaco sarà soddisfatto della fase di rinascita della città.

Letteratura

Tacciano le armi: un grido nel deserto dal mondo della cultura

14 Nov 2022

di Paolo Arrivo

È stata l’unica italiana presente a un festival storico. Alla 26esima edizione del “Ditët e Naimit”. Un’occasione, la manifestazione andata in scena in Macedonia e Kosovo, che è servita ad esportare il talento della poeta e drammaturga tarantina, e nel contempo a ribadire la necessità del dialogo tra nazioni e popoli: Mara Venuto è naturalmente una donna di pace. Lo spirito di pace ha albergato nella recente manifestazione. Mentre la guerra continua, infuria in Ucraina.

Tacciano le armi

Cosa ne pensa lei sulla questione più dibattuta? “La mia posizione è simile a quella di tanti cattolici, proposta e portata avanti da papa Francesco sin dall’inizio del conflitto: l’invito a far tacere le armi e a riaprire i negoziati. Questa posizione, intesa come grido nel deserto, è molto minoritaria oggi”. “In Italia ci sono persone non favorevoli alla guerra, per ragioni egoistiche – spiega meglio la signora Venuto – per le ripercussioni importanti che ci sono state sull’economia”. In realtà il cessate il fuoco dovrebbe essere motivato dal sentimento di empatia o compassione verso la popolazione colpita.

L’invito è a guardare oltre: “Lo spargimento di sangue, le distruzioni, in un Paese che era già povero, di fatto condanna alla povertà intere generazioni”. Il guaio è che la volontà di pace sembra mancare anche dalla parte ucraina. MV ricorda il concerto per la pace che ha presentato il mese scorso ad Ostuni: “C’erano giovani musiciste ucraine residenti in Italia, alle quali ho chiesto se sperassero in una risoluzione del conflitto. La loro risposta è stata: noi non speriamo nella fine: noi vinceremo, schiacceremo la Russia”.

La missione della cultura,

l’esempio di Mara Venuto

Tornando all’esperienza del Festival “la realtà trovata in Macedonia e in Kosovo presenta analogie con quella di Ucraina e Donbass: si tratta di territori abitati da popolazioni diverse dal punto di vista etnico, linguistico e religioso, in contrasto le une con le altre”. Ecco la presenza salvifica della poesia. Che chiama a raccolta i suoi interpreti da tutto il mondo, anche dalle zone di conflitto, per unire. “Un tentativo riuscito, che ci dà anche una prospettiva, su quanto potrebbe accadere: ci fa comprendere che se c’è un obiettivo comune, la pace, contro l’inferno in terra della guerra, i popoli dovrebbero cercare di dialogare e riunirsi”.

La cultura in generale ci insegna che “non può esserci la fine delle ostilità senza un compromesso”. “Tutti devono rinunciare a qualcosa, altrimenti manca la base per negoziare”, aggiunge l’autrice della raccolta La lingua della città (Delta 3 Edizioni) ricordando che al festival c’erano poeti dalla Turchia e dagli Stati Uniti, un poeta proveniente dal Pakistan (“altra polveriera”), da Paesi prevalentemente ostili. “L’intento di tutti era quello di dialogare, di aprirsi, di ascoltarsi anche in lingue differenti. Non si comprende spesso quasi nulla ma si può entrare in un certo spirito”.

 

Sport

Bella, gagliarda e giovane: la Santa Rita basket Taranto sconfigge anche il Barletta

foto G. Leva
14 Nov 2022

di Paolo Arrivo

Il Palafiom, più che la sua casa è la sua dimora, in via esclusiva, dopo il trasloco del Cus Jonico: il campo di gioco di una squadra che sa entusiasmare i suoi tifosi. La Santa Rita basket Taranto lo ha fatto anche sabato scorso sconfiggendo il Barletta. Ovvero confermandosi squadra bella, gagliarda e giovane. Il risultato finale dell’incontro, disputato per la quarta giornata d’andata della serie C Silver Puglia, dice anche che il gruppo diretto da coach Giovanni Menga sa andare a canestro con una certa facilità, giocando in scioltezza. Il successo fa il paio con la trasferta vittoriosa di Bari, quando i tarantini erano riusciti ad imporsi in campionato per la prima volta. Così, i segnali di crescita non si arrestano. Da sottolineare la bella cornice di pubblico che ha spinto alla vittoria la Santa Rita contro una squadra esperta – c’erano anche i protagonisti del minibasket. Una vera e propria festa da ripetere.

Il match

Partenza sprint degli ionici (7-0), accorti in difesa e rapidi nelle ripartenze. Sul 11-2 arriva il time out ospite. La Cestistica Barletta è in partita ma alquanto imprecisa. Il primo quarto si chiude sul 23-16. Poi sale il livello di agonismo. Arriva l’aggancio e il sorpasso della formazione di coach Ceci (29-32). La partita è combattuta. Ma con un canestro all’ultimo secondo è Taranto a chiudere in vantaggio il primo tempo (42-41). Nella ripresa continua l’equilibrio con gli ospiti bravi a stroncare sul nascere i tentativi di fuga della Santa Rita. Si chiude sul 63-62. La palla si fa scottante nell’ultimo quarto di gioco. A tre minuti dal termine arriva l’allungo degli ionici: 81-74. Chiusura con il massimo vantaggio raggiunto durante l’incontro.

Il cammino della Santa Rita Basket Taranto

Bravi tutti, in particolare Delage autore di 24 punti. Una bella prestazione corale frutto dell’impegno e dello spirito di gruppo. La direzione è quella giusta… Le sfide prossime: dopo la trasferta di Molfetta, tra due domeniche, la Santa Rita ritroverà il suo pubblico il 3 dicembre, quando ospiterà la Virtus Matera.

 

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Sport

La speranza di gonfiare la rete alimenta la vigilia di Taranto – Viterbese

L'ultimo match allo Iacovone - foto G. Leva
12 Nov 2022

di Paolo Arrivo

Troppo brutto per essere vero. Il Taranto visto all’opera nell’ultima partita in casa, sconfitto dal Giugliano, la squadra che in novanta  minuti di gioco non era stata capace di produrre un solo tiro nello specchio della porta, non è quello di Eziolino Capuano. Non è colpa dell’allenatore al quale non si può chiedere ogni volta il miracolo: la speranza di gonfiare la rete. Tra quell’incontro e il prossimo, contro la Viterbese domani, c’è stata la disfatta di Picerno, dove gli ionici hanno dimostrato di fare della inconcludenza la loro costante. E a poco serve attaccarsi alla direzione arbitrale – protestare per il rigore su Tommasini non dato era comunque sacrosanto, lecito.

L’auspicio è che contro la Viterbese ci si possa rimettere in carreggiata. Lo scopriremo in una nuova domenica di speranza e d’attesa, a partire dalle ore 14.30 (dirige l’incontro il signor Daniele Virgilio di Trapani). Si giocherà tra le mura amiche dello stadio “Erasmo Iacovone”. Dove, immaginiamo, non ci sarà il pubblico delle grandi occasioni. Tra i calciatori, non saranno della partita Edoardo Vona, vittima di un trauma contusivo distorsivo alla caviglia sinistra, e Alessandro Provenzano. Va detto che anche gli infortunati rappresentano una costante in questo scorcio di stagione. A discolpa di una compagine costretta ad esprimersi come può.

L’AVVERSARIO- Dopo aver pareggiato una partita che sembrava vinta (conduceva 3-1 sul Potenza, a quindici minuti dal termine), la Viterbese si è rimboccata le maniche. Dimostra di tenere in considerazione o temere il Taranto. Che l’anno scorso non ha incontrato in campionato, perché la formazione gialloblu era collocata nel girone B, prima di fare ritorno nel raggruppamento C. Ma verrà in riva allo Jonio con l’obiettivo di fare punti per uscire dalla zona calda in cui è invischiata: quart’ultimo posto in classifica, condiviso con lo stesso Potenza. Due sole lunghezze dal Taranto che ora deve guardarsi le spalle per non finire nell’area retrocessione. A dispetto della classifica, la Viterbese è una buona squadra, ha dichiarato Matias Antonini, che invita a uno sguardo di lungimiranza: il campionato è ancora lungo, tutto può capitare.

Sport

La Prisma si inchina al Piacenza: sconfitta indolore. Ma bisogna osare di più

07 Nov 2022

di Paolo Arrivo

La premessa è che ogni volta che questa squadra scende in campo, c’è solo da applaudirla, da festeggiarla, da sostenerla. Perché la Gioiella Prisma Taranto è l’unica realtà a rappresentare il Mezzogiorno nella Superlega Credem Banca. Non dimentichiamolo. Ecco che l’esito della sesta giornata, l’anticipo di campionato, giocato sabato, non è un dramma. La Prisma si è inchinata alla Gas Sales Bluenergy Piacenza. Che ha sbancato il PalaMazzola con un secco 3-0 (25-16, 25-19, 25-23). Per gli ionici la sconfitta, per certi versi, è stata indolore. Ma bisogna osare di più. Avere un altro atteggiamento, in modo da reggere il confronto con le grandi di questo torneo, il campionato di pallavolo più bello, più importante e più complicato del mondo. Sembrava infatti che gli uomini allenati da Vincenzo Di Pinto si sentissero già vinti in partenza, al cospetto di una corazzata guidata dal grande Lorenzo Bernardi.

L’incontro

Scesi in campo scarichi, i rossoblu hanno perso il primo set malamente. Sono cresciuti nel corso dell’incontro, nel secondo parziale, e soprattutto nel terzo, quando erano in vantaggio di quattro lunghezze (14-10). Gli ospiti però, trascinati da Leal (top scorer con 16 punti) e da Lucarelli, hanno fatto valere la legge del più forte e non concesso niente. Con un pizzico di fortuna in più, che è mancata (anche quella), si poteva portare a casa il terzo set, e magari riaprire il match clamorosamente. I tifosi che hanno riempito gli spalti del PalaMazzola hanno apprezzato quella reazione d’orgoglio applaudendo tutti gli atleti a fine incontro. L’auspicio è che la voglia di lottare su ogni palla prevalga sempre.

Il commento

Il mea culpa di Marco Rizzo: “Sapevamo che non sarebbe stata una partita facile, ma non è una scusante, perché nei primi due set non siamo praticamente scesi in campo. Abbiamo avuto una reazione logica nel terzo, in cui abbiamo messo in difficoltà Piacenza, ma non abbiamo sfruttato le chance per riaprire l’incontro”. Il libero ammette che c’è da migliorare in tanti fondamentali. Soprattutto in battuta, dove si può fare la differenza – Piacenza invece ha spinto al meglio.

Il campionato

Dopo due partite consecutive giocate in casa, la Gioiella Prisma Taranto raggiungerà il campo dell’Itas Trentino, domenica 13 novembre. Sette giorni dopo il ritorno al PalaMazzola contro Modena. Trento ha sconfitto ieri sera Monza, e occupa la seconda posizione in classifica, antitetica a quella della Prisma (il fanalino di coda Siena dista solo tre punti): vietato pensare che la missione sia impossibile.

 

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Sport

La rinascita del “Calcio Carosino”: una benedizione per l’intera provincia di Taranto

05 Nov 2022

di Paolo Arrivo

Un gioco e non soltanto. Lo sappiamo: lo sport, inteso come vettore di sviluppo, fenomeno sociale e culturale, giova a tutti. Ai giovani, in modo particolare. Un investimento per la formazione della persona e per il futuro delle comunità. Ecco che la rinascita della “Asd Calcio Carosino” è una benedizione per l’intera provincia di Taranto. Il progetto era stato già presentato alla cittadinanza, poco prima dell’inizio dell’estate, con riferimento alla storia e alla tradizione del paese in questo ambito. Nei giorni scorsi la presentazione della squadra. Che domani, domenica 6 novembre (ore 14.30), farà il suo debutto in campionato, rompendo un digiuno durato tanto. I ragazzi allenati da Francesco Di Napoli dovranno vedersela con il Tuturano.

L’AMBIENTE GIUSTO. La nuova realtà genera entusiasmo. Lo si è visto dall’abbraccio dato dalla comunità nel parco pubblico comunale, location dell’incontro con la dirigenza e con la squadra. Se le premesse sono positive, l’auspicio è che gli atleti facciano, sul campo, la loro parte disputando un’ottima annata. Affinché questo sia soltanto un punto di inizio. Un segno, appunto, di rinascita.

Come ha dichiarato il presidente Elio Granieri, i motivi della ripartenza sono legati alla presenza storica della società nel calcio dilettantistico, e alla possibilità di usufruire di una struttura idonea: lo stadio comunale Miglietta, fatto oggetto di riqualificazione. Il nuovo terreno di gioco è stato voluto proprio per metterlo a disposizione dei giovani atleti del territorio. Gli sportivi non mancano. Carosino, infatti, è da sempre terra prospera, attiva nell’organizzazione di eventi – dagli sport di squadra alle due ruote, tappa di Cicloamatour per il ciclismo su strada.

IL CAMPIONATO. Collocato nel girone unico (Brindisi) della Terza Categoria, dopo la sfida con il Tuturano, la formazione gialloblu affronterà nell’ordine queste squadre: San Donaci Football club, Golden Glass, United Montedoro, Cellino Calcio, Casale, Diavoli Biancorossi. Poi le partite di ritorno. Ultima in casa, il 19 febbraio.

Sport

Bella a metà: la Prisma subisce la rimonta di Padova e cede al tie break

foto Giuseppe Leva
31 Ott 2022

di Paolo Arrivo

Confermarsi senza discontinuità nel gioco e nel risultato. Divertire il pubblico che sceglie il campionato di pallavolo più importante al mondo: dopo la partita spettacolare con vittoria conquistata in rimonta a Verona, in casa della WithU, un successo frutto di una maiuscola prestazione corale (della performance dello schiacciatore italo-russo Antonov, tra i migliori), era questo l’obiettivo della Gioiella Prisma Taranto. Che ha fatto ritorno al PalaMazzola per sfidare la Pallavolo Padova nella quinta giornata della Superlega Credem Banca. Alla fine dell’incontro, la continuità non c’è stata: bella a metà, dopo aver vinto i primi due set, la Prisma ha subito la rimonta di Padova e ceduto al tie break, al termine di una battaglia durata due ore mezza. Sconfitta per 3-2 (25-19, 25-21, 21-25, 19-25, 14-16) e tanto rammarico. Perché la partita sembrava incanalata verso la vittoria, da tre punti peraltro.

Il match

Primo set combattuto. Sfruttando il turno in battuta di Gargiulo (risulterà tra i migliori, insieme a Stefani), arriva la zampata vincente degli ionici (20-17) che alzano il muro. Stesso copione nel secondo parziale. I “gioielli” allungano nel finale (25-21) blindando il risultato. Nel terzo set qualche errore di troppo per Taranto, ne approfittano gli ospiti (9-12) che crescono visibilmente nei fondamentali, e nella prestazione dello schiacciatore bulgaro Asparuhov. Il cambio di passo nel quarto parziale fa ben sperare (12-9), ma Padova non molla, sorpassa e allunga (17-22) trascinata da Petkovic. Il quale nel tie break parte a razzo (0-3). Si va al cambio campo sul 5-8. Il finale è mozzafiato: dopo aver annullato due match point agli ospiti, si torna in parità (14-14). Serve il video check per scovare il tocco a muro su una palla che avrebbe potuto portare in vantaggio i padroni di casa. Ma a far festa è Padova.

Il commento

Il centrale Gargiulo, nel post gara, sottolinea proprio l’elemento della discontinuità, come limite sul quale lavorare: “È stata una partita contraddistinta da alti e bassi, in cui non siamo riusciti ad esprimere un livello costante. Abbiamo comunque guadagnato un punto contro una squadra molto in forma in un campionato competitivo: resta l’amaro in bocca, ma questa deve essere una lezione per affrontare al meglio le prossime gare”.

 

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Sport

“Endurance Kart Città di Taranto”, in gara per riassaporare e rivivere i vecchi ricordi

29 Ott 2022

di Paolo Arrivo

Rispolverare gli antichi fasti motoristici di un territorio che ha avuto un legame speciale con questa disciplina. È l’obiettivo dell’evento “Endurance Kart Città di Taranto”. Che si terrà domenica 4 dicembre presso Parco Cimino. Ad organizzarlo lo “Joni-CO Team”, con la collaborazione di Pista Fanelli e Asd Racing Sport.

LA COMPETIZIONE- L’evento, che ha il patrocinio del Comune di Taranto, consiste in una spettacolare gara di Endurance a squadre a bordo di kart quattro tempi di 270 c.c. di cilindrata. Avrà una durata di 4 ore. Dieci gli equipaggi impegnati, ciascuno composto da un massimo di sei piloti. La competizione è regolamentata dall’ACI Sport con regole capaci di assicurare la sicurezza lungo il percorso di gara.

AMARCORD, TRA PASSATO E PRESENTE- “I percorsi cittadini riecheggiano vecchi ricordi sportivi nei quali i piloti correvano a stretto contatto con il pubblico. Questo sarà possibile riviverlo in piena e totale sicurezza nel rispetto delle normative”. Così il responsabile tecnico dello Joni-CO Team Massimo Castellano introduce l’atteso evento. Oltre al tema della sicurezza, più volte rimarcato, il promotore dell’iniziativa aggiunge che i mezzi di gara sono messi a disposizione dalla Palmisano Karting.

Massimo Castellano

Con l’Endurance Kart Città di Taranto, che sarà iscritta al calendario ufficiale nazionale “Aci Sport”, si riaccende l’interesse verso questa disciplina. Qualsiasi evento creato, anche al di fuori del capoluogo ionico, della regione, è frutto della passione dei piloti. L’auspicio già espresso da Massimo Castellano è di raggiungere traguardi sempre più prestigiosi. Queste manifestazioni in primo luogo hanno il merito di chiamare a raccolta i piloti migliori, i più forti in circolazione, a livello internazionale. L’auspicio è che possa essere una bella mattinata di sport. E particolare: il rombo dei motori, nel piazzale antistante Cimino, farà da contraltare alla quiete respirabile dentro il parco, a due passi dal Mar Piccolo.

Sport

Giro d’Italia 2023, chi scopriremo? Le anticipazioni della corsa rosa

La corsa rosa a Taranto - foto G. Leva
24 Ott 2022

La buona notizia è che la corsa rosa partirà nel Belpaese e attraverserà (si fa per dire) la Penisola in lungo e in largo. Non era così scontato, guardando le scorse edizioni del Giro d’Italia – ci sarà solo uno sconfinamento in Svizzera. La cattiva notizia è che grossomodo, ancora una volta, come l’anno scorso, la Puglia è stata snobbata da chi ha disegnato il percorso. Così il resto del Mezzogiorno. Il Giro d’Italia 2023 partirà il 6 maggio per concludersi domenica 28. I chilometri sono 3.448,6, dislivello di 51.300 metri. L’auspicio è che, quantomeno, l’edizione numero 106 della corsa a tappe famosa possa parlare italiano, con la scoperta dei corridori di casa.

Chi scopriremo?

Gli italiani adesso non brillano proprio Inutile negarlo; e il ritiro dalle corse di Vincenzo Nibali non può che aggravare la crisi del ciclismo italiano. Fa eccezione il fenomeno Filippo Ganna. Che potrà esprimere tutto il proprio potenziale nelle prove contro il tempo – tranne la cronoscalata (Monte Lussari) non adatta alle sue caratteristiche. Mentre Domenico Pozzovivo, l’irriducibile, non più ragazzino (quarant’anni tra pochi giorni), proverà in una delle due tappe lucane a mettersi in mostra. Chi vorrà vincere il Giro, ovvero arrivare a Roma in maglia rosa, dovrà scatenarsi o difendersi nelle 7 tappe di montagne. Per i velocisti ne sono previste 8.

 

Il commento

“Ci sono due filosofie che riguardano il percorso del Giro d’Italia: una è sportiva e l’altra è la promozione del territorio e della nostra cultura”. Lo ha detto Mauro Vegni. Per il direttore della corsa “il Giro è però fatto per i corridori che hanno piacere a correre”. Il pensiero è andato allo Squalo, inevitabilmente, trionfatore nel 2013 e tre anni dopo. “Tra le cose che mancheranno, una persona particolare: vorrei un applauso per Vincenzo Nibali, che non ci regalerà emozioni l’anno prossimo”, ha detto MV intervenendo alla presentazione della corsa.

 

L’elenco completo delle tappe

1/a tappa, sabato 6 maggio: Costa dei Trabocchi ITT; Fossacesia Marina – Ortona, 18,4 km

2/a tappa, domenica 7 maggio: Teramo – San Salvo, 204 km

3/a tappa, lunedì 8 maggio: Vasto – Meli, 210 km

4/a tappa, martedì 9 maggio: Venosa – Lago Laceno, 184 km

5/a tappa, mercoledì 10 maggio: Altripalda – Salerno, 172 km

6/a tappa, giovedì 11 maggio: Napoli – Napoli, 156 km

7/a tappa, venerdì 12 maggio: Capua – Gran Sasso d’Italia (Campo Imperatore)

8/a tappa, sabato 13 maggio: Terni – Fossombrone, 207 km

9/a tappa, domenica 14 maggio: Savignano sul Rubicone – Cesena, 33,6 km

10/a tappa, martedì 16 maggio: Scandiano – Viareggio, 190 km

11/a tappa, mercoledì 17 maggio: Camaiore – Tortona, 218 km

12/a tappa, giovedì 18 maggio: Bra – Rivoli, 179 km

13/a tappa, venerdì 19 maggio: Borgofranco d’Ivrea – Crans Montana, 208 km

14/a tappa, sabato 20 maggio: Sierre – Cassano Magnago, 194 km

15/a tappa, domenica 21 maggio: Seregno – Bergamo, 191 km

16/a tappa, martedì 23 maggio: Sabbio Chiese – Monte Bondone, 198 km

17/a tappa, mercoledì 24 maggio: Pergine Valsugana – Caorle, 192 km

18/a tappa, giovedì 25 maggio: Oderzo – Val di Zoldo, 160 km

19/a tappa, venerdì 26 maggio: Longarone – Tre Cime di Lavaredo, 182 km

20/a tappa, sabato 27 maggio: Tarvisio – Monte Lussari, 18,6 km

21/a tappa, domenica 28 maggio: Roma – Roma, 115 km

 

Sport

Taranto, un punto guadagnato nel derby con il Cerignola

foto G. Leva
18 Ott 2022

di Paolo Arrivo

Continuare a fare punti e proseguire nel percorso di crescita. Zittire le voci della protesta, che riecheggiano in riva allo Jonio, tra la tifoseria più scettica verso il presidente Giove: alla vigilia del derby con il Cerignola, turno infrasettimanale per la nona giornata della serie C – girone C, l’obiettivo del Taranto era questo. Allo stadio “Monterisi” è finita 0-0.

IL RISULTATO UTILE. Un punto guadagnato per la formazione allenata da Eziolino Capuano al termine di una partita difficile, nella quale i padroni di casa hanno fatto sicuramente più degli ionici: due traverse e più occasioni. Il primo pareggio stagionale per gli ionici non può che far vedere il bicchiere mezzo pieno. Da sottolineare inoltre che il Taranto è sceso in campo con tante defezioni.

Il match col Cerignola

Al 13’ il primo brivido per la porta rossoblu: mischia in area, scivolata e traversa. Ovvero rischio autogol. Tre minuti dopo, conclusione di Ruggiero con deviazione di Antonini che sfiora il palo alla sinistra di Vannucchi. Ruggiero ci prova dalla distanza al 36. La partita è equilibrata ma è il Cerignola a creare occasioni. Al minuto 41 colpo di testa dello stesso attaccante italo-inglese che, a due passi da Vannucchi, spreca. Dopo due minuti di recupero l’arbitro, il signor Marco Monaldi di Macerata, manda tutti al riposo. Nella ripresa il primo cambio per il Taranto: entra Raicevic per Chapi. Poi Vona prende il posto di Evangelisti. La prima occasione per gli ionici la firma Guida che, di sinistro, dal limite, calcia alto al 58’. Reagisce il Cerignola. Un minuto dopo, è provvidenziale il recupero di Mazza che anticipa in area Malcore. Il Taranto aumenta la pressione. Le squadre si allungano, in favore dei rapidi capovolgimenti di fronte. Al 69’ tiro a giro di D’Andrea e traversa piena. Dopo due minuti occasionissima per i padroni di casa con Malcore che, a tu per tu con Vannucchi si fa respingere il pallone. Al 79’ ancora Malcore si fa parare dall’estremo difensore rossoblu. Nei quattro minuti di recupero il Taranto non corre pericoli.

Sport

Prisma, ben tornata! Vittoria secca (e meritata) contro Monza

foto G. Leva
17 Ott 2022

di Paolo Arrivo

Un successo costruito con tanta grinta e qualità. Con ritrovata personalità. Così la Gioiella Prisma Taranto ha conquistato la prima vittoria stagionale nella terza giornata della Superlega Credem Banca, ai danni della Vero Volley Monza per 3-0 (25-23, 25-16, 25-19), regalando la prima gioia al pubblico del PalaMazzola. Dopo aver vinto il primo set, gli uomini allenati da Vincenzo Di Pinto hanno acquisito sicurezza, fiducia nei propri mezzi, sino all’apoteosi finale. Tre punti d’oro, sono stati intascati. E la sensazione che il meglio debba ancora arrivare. Confermando quanto di buono aveva lasciato intravvedere nella prima partita in casa, davanti ai propri sostenitori, la Prisma si è migliorata.

 

Il match contro Monza

Primo set equilibrato sino al 23-23. Bravi gli ionici a non mollare mai, stroncando sul nascere i tentativi di fuga degli ospiti, mai andati oltre il +3. Decisivo un loro errore nel finale. Nel secondo parziale Taranto ingrana la quarta. Cresce in ricezione, a muro, ma anche in battuta. Ovvero in tutti i fondamentali. E si porta sul +9. Centra l’obiettivo minimo, il primo punto in campionato. Equilibrio anche nel terzo set: la zampata vincente arriva nella fase cruciale (19-15). La situazione è sotto controllo e Monza si deve inchinare al Taranto.

 

Il commento

Tra i giocatori che hanno dato il meglio, Tommaso Stefani. Che ha dichiarato: “Una vittoria frutto di un lavoro importante in settimana, un successo che fa bene al morale e alla classifica. Sono molto soddisfatto della mia prestazione ma soprattutto di quella della squadra”. Se le prime due giornate non sono state affatto facili, e la seconda in particolare avrebbe potuto lasciare strascichi, “siamo stati bravissimi a restare uniti dopo l’ultima sconfitta a Cisterna ed a continuare a lavorare come gruppo durante la settimana”. L’opposto toscano ha messo a segno 16 punti. Stesso scorer per il compagno di squadra Loeppky (MVP del match), e per Grozer, il giocatore più temuto della squadra avversaria.

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Sport

Il Taranto ritrova il sorriso: Romano e La Monica stendono la Juve Stabia nella ripresa

foto G. Leva
16 Ott 2022

di Paolo Arrivo

Missione compiuta. Tre punti per risalire la china. Non sarà stata una gran partita, quella giocata oggi pomeriggio, ma l’importante era vincere, per chi va a caccia della salvezza: contro la Juve Stabia, allo stadio Erasmo Iacovone, il Taranto conquista la terza vittoria di stagione. L’incontro era valevole per l’ottava giornata della serie C – girone C. Ci hanno pensato Romano dal penalty e La Monica, nella ripresa, a restituire ai rossoblu il sorriso. La cura Capuano funziona, potremmo dire. Almeno tra le mura amiche. Infatti, da quando il tecnico di Salerno siede sulla panchina rossoblu, ha sempre vinto. E la classifica respira.

 

Il match

Nel primo tempo è la noia a prevalere. Pochissime le occasioni: da segnalare, al minuto 19, il colpo di testa di Infantino neutralizzato da Barosi; per gli ospiti, un’azione pericolosa di Pandolfi, anticipato da Vannucchi, il tiro velleitario di Silipo a cinque minuti dalla fine. Nel secondo tempo mister Capuano prova a ravvivare le idee con la prima sostituzione. Entra Mazza per De Maria. Fuori anche Infantino per Raicevic che, al 60’, serve Guida. È quest’ultimo a rendersi protagonista di un gran numero (stop di tacco e tiro). Ma il suo piede destro non è preciso. La svolta al 77esimo: Peluso (espulso) atterra La Monica, che era lanciato a rete: l’arbitro, il signor Michele Delrio di Reggio Emilia, fischia il calcio di rigore, Romano realizza. Il Taranto è in vantaggio e in superiorità numerica. Dopo tre minuti, punizione di Romano, colpo di testa di Evangelisti, che esalta le qualità del portiere ospite. È il preludio al raddoppio. A firmarlo l’ex della Juve Stabia, La Monica, capace di finalizzare un veloce contropiede, a tre minuti dalla fine. Dopo cinque di recupero, il triplice fischio.

 

Il campionato

Neanche il tempo di festeggiare che gli ionici devono volgere la testa al prossimo imminente impegno in campionato, in una settimana impegnativa: martedì prossimo diciotto ottobre, sul campo del Cerignola, che allo stadio Partenio di Avellino ha conquistato un punto. Quattro giorni dopo, il ritorno allo Iacovone.

 

Fotogallery by Giuseppe Leva