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Basket, il Cus Jonico chiude con una sconfitta la regular season

09 Mag 2022

di Paolo Arrivo

Sentire il calore della città, per ricaricarsi nel miglior modo. Così la dirigenza del Cus Jonico Basket Taranto motivava l’ultimo impegno in regular season della serie B Old Wild West, e l’iniziativa che ha aperto le porte del Palafiom a chiunque volesse assistere gratuitamente alla partita giocata contro la Viola Reggio Calabria, tra le mura amiche, domenica sera. Un atto di riconoscenza anche verso quei tifosi che hanno sostenuto la squadra per l’intera stagione. Gratitudine e sguardo al futuro, al breve termine, nel riconoscimento di quanto sia prezioso il contributo dei supporter nella volata playoff – il primo avversario, domenica 15 maggio, sarà la Riviera Banca Basket Rimini. Ebbene, il pubblico ha fatto la sua parte riempiendo il palazzetto; i cestisti pure, pur non essendo al top della condizione, giocando una partita gagliarda contro l’avversario forte. Ma hanno ceduto per 60-67. Fatali gli ultimi cinque minuti dell’incontro, quando gli ionici, in vantaggio di 5 lunghezze, non sono stati capaci di realizzare un solo punto. Un crollo da tenere in considerazione. Le motivazioni degli ospiti erano certamente maggiori. Perché avevano nel mirino i playoff, hanno sfoderato una gran prestazione, trascinati da Duranti, nella ripresa. Tra gli uomini allenati da coach Olive è stato grande Diomede nel mettere a segno più triple. Lo stesso capitano play risultava top scorer con 23 punti. La Viola, seguita dai suoi supporter rumorosi, infine giustamente festosi, ha dimostrato più cinismo e capacità di velocizzare la manovra. Ad ogni modo, è stata una bella serata di sport, e la sconfitta indolore.

Unica nota negativa, la mancata osservanza delle regole anti-Covid: erano in tanti, durante l’ora e mezza abbondante di incontro, a stare a volto scoperto tra gli spettatori. A riprova di quanto la natura umana sia contraddittoria. Si pensi che chi va al supermercato senza mascherina, in questi giorni, per una durata ben inferiore, viene visto come un alieno: sebbene l’obbligo sia decaduto, lì tutti la indossano.

 

foto incontro Taranto-Viola RC (per gentile concessione del CJ)

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C’era una volta il Giro d’Italia: la Puglia snobbata dalla corsa, che quest’anno parla ungherese

05 Mag 2022

di Paolo Arrivo

Va bene che la Penisola è lunga. Che non si può accontentare tutti, né richiedere ai corridori sforzi disumani, più di quelli che sono già abituati a fare; va bene che il Giro d’Italia ha attraversato in tempi recenti Taranto, nel 2020, quando la corsa rosa si tenne eccezionalmente nel mese di ottobre, dopo lo choc del grande lockdown; ma la scelta del tracciato della edizione numero 105 della gara a tappe, il fatto che si parta in Ungheria e che la Puglia intera venga snobbata, è alquanto discutibile, a parere degli appassionati. Parliamo di una manifestazione capace di andare ben oltre lo sport rappresentato. Il Giro, infatti, è occasione di promozione del territorio e del paesaggio, dell’enogastronomia o dell’arte. Ce ne sarebbero di inediti da esplorare e valorizzare. Perché l’Italia è ricca assai. È in questa logica che bisognerebbe sempre ragionare; e invece la corsa rosa, quest’anno, parte in terra ungherese, dove si terranno le prime tre tappe.

APPUNTAMENTO IN TV SU EUROSPORT E RAI. Si comincia venerdì 6 maggio, di primo mattino con “Aspettando il Giro”, alle ore 11.30 su RaiSport HD. Diretta quotidiana per tre settimane dalle 14 su Rai2. Ventuno tappe, 3445 chilometri, un dislivello complessivo di 50.580 metri. Ventidue squadre da otto corridori per un totale di 176 in gara. Sono i numeri del Giro 2022. Che va seguito fedelmente, in ogni caso. Partenza da Budapest e arrivo all’Arena di Verona, domenica 29 maggio. C’è il Mortirolo (versante di Monno) come arrivo in salita e il Pordoi tra le montagne più famose da scalare. I riflettori, tra i 45 italiani, sono puntati su Vincenzo Nibali. Non mancherà l’inossidabile Domenico Pozzovivo che è riuscito a trovare squadra nella belga Intermarché Wanty Gobert idem. Tra i grandi assenti, il campione del mondo a cronometro Filippo Ganna.

AMARCORD, IL GIRO A TARANTO – Fortunati, nel secolo scorso, gli anni Novanta: nel ’95 il capoluogo ionico fu sede di arrivo, quando si impose Nicola Minali. Si replicò dopo soli due anni. A vincere fu il grande Mario Cipollini, re dello sprint sul lungomare. Successivamente qualche fugace passaggio, l’ultimo nel 2020, nella tappa più veloce della storia del Giro d’Italia. Da Matera a Brindisi, infatti, complice il vento alle loro spalle, i corridori volarono alla media di 51,234 km/h. Nel 2014 l’ultima volta che si scelse la partenza da Taranto, in una tappa che si concludeva in Basilicata, a Viggiano.

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Baseball, il ritorno dei Tritons: un gruppo che merita di giocare nel capoluogo ionico

29 Apr 2022

Un punto di partenza e insieme di arrivo. Il coronamento di un percorso fatto di sacrifici, una realtà che si è ben consolidata, dopo essere stata creata dal nulla: è il gruppo Tritons, pronto a lanciarsi in una nuova avventura. L’obiettivo è fare bene nel campionato nazionale di serie C. Il progetto, ancora più ambizioso: portare in serie A, nel medio termine, la squadra di baseball tarantina.

Parlare e dare la giusta visibilità a questa disciplina significa sfatare un luogo comune. Quello che annovera il baseball tra gli “sport minori”. La sua crescita è costante sul territorio ionico, nonostante il deficit di infrastrutture, capace di ledere le attività di base, funzionali allo sviluppo della persona. Lo si è denunciato nel corso dell’evento di presentazione tenutosi al centro commerciale “Le porte dello Jonio”. L’entusiasmo e la passione possono sopperire a qualsiasi mancanza. Ma per la sua storia (40 anni in riva allo Jonio, la società è stata fondata nel 2019), per  quanto rappresentano in una città chiamata a valorizzare necessariamente tutte le discipline sportive, in vista dei Giochi del Mediterraneo, i Tritons meritano di giocare nel capoluogo ionico – fuori uso il campo sportivo comunale Tramontone, fatto oggetto di ammodernamento, sono dovuti traslocare a Torricella.

 

LA SQUADRA. Quello diretto da Frank Castillo, il pitching coach, è un gruppo molto giovane, un mix di ragazzi del territorio e atleti provenienti dal Sudamerica. È accreditata come formazione tra le più forti del girone. Tre gli innesti, capaci di assicurare valore aggiunto al roster: Miguel Eduardo Lopez, Estarlin Richards e Josè Gregorio Da Costa Gonzales. Si aggiungono ai tredici. A Yoisel Hernandez, Gabriel Mucavero, Jesus Reyes, Danyery Ruiz e Dary Ruiz; agli italiani Marco Costante, Alberto Iemmolo, Aldo Alabrese, Francesco Lupo, Riccardo Quarto, Filippo Patruno, Biagio Chirulli e Giosuè Scarnera.

 

IL CAMPIONATO. Esordio domenica prossima primo maggio: la Asd Tritons Taranto Baseball dovrà vedersela, in “casa”, contro il Napoli. Dieci partite sino al 3 luglio. E la speranza, per la società presieduta da Antonio Maggio, di giocarsela fino in fondo.

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Karate, alla Premier League in Portogallo l’ultimo trionfo di Silvia Semeraro

26 Apr 2022

di Paolo Arrivo

La rivincita è arrivata. C’è sempre lei sulla mia strada… Stavolta ho avuto la meglio su Irina Zaretska. Il successo è arrivato alla Premier League di Matosinhos in Portogallo. La soddisfazione è doppia. Tripla, anzi: ho conquistato la prima medaglia d’oro dell’anno, sconfitto l’azera, la campionessa del mondo in carica, che avevo incontrato poco tempo fa. Certe “vendette” si consumano senza troppo aspettare. Alla vicecampionessa olimpica ho messo pressione durante l’incontro, per tutta la durata, finché gli arbitri mi hanno premiata. In finale ci sono arrivata sconfiggendo la greca Vasiliki Panetsidou, la portoghese Flavia Ribeiro e la tedesca Charlotte Grimm, negli incontri del girone; ai quarti ho avuto la meglio sull’austriaca Alisa Buchinger, sulla svizzera Elena Quirinci in semifinale. L’infortunio, che pure questa volta non mi sono fatta mancare, avrebbe potuto compromettere il mio percorso e l’esito finale. E invece eccomi qui a condividere con voi quest’ultimo risultato straordinario!

Chi scrive è Paolo Arrivo. Sono un giornalista e scrittore privilegiato, impegnato a seguire le gesta della campionessa di karate Silvia Semeraro, atleta vanto delle Fiamme Oro – gruppo sportivo della Polizia di Stato: un lavoro paziente e perseverante, il libro a lei dedicato, che potrebbe durare mesi, oppure anni. Paziente come lei che è sulla cresta dell’onda dalla prima volta in cui salì sul tatami. Nel mezzo ci sono tanti successi, tante medaglie, momenti di prova superati. Professionista meticolosa, instancabile, medaglia d’oro agli ultimi campionati italiani, lo scorso anno a Dubai si è laureata vicecampionessa mondiale. L’ultimo trionfo ci dice che la “Belva umana” è sempre affamata. Alla sua terra, a Taranto, dove è nata venticinque anni fa, continua ad essere legata: sa farne fonte di nutrimento, della quale cibarsi. Un rifugio costante. Noi ce ne rallegriamo e, quando prenderà la via di casa, l’aspettiamo!

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La fortuna non gira per la Prisma, sconfitta ancora nella Playoff Challenge cup

25 Apr 2022

di Paolo Arrivo

L’approccio non era stato dei migliori, a guardare il risultato più che la prestazione (sconfitta a Verona per 3-0), complice le assenze sul parquet di gioco; ma l’appendice di campionato, cinque partite utili all’accesso in Europa, alla Challenge Cup, resta un’esperienza positiva quanto inattesa. Lo è nonostante il secondo ko inflitto dalla Gas Sales Bluenergy Piacenza nella seconda giornata dei playoff per il quinto posto. Una sconfitta ancora più dolorosa perché subita dalla Gioiella Prisma tra le mura amiche del Palamazzola: un altro secco 3-0 (25-27, 20-25, 24-26) che lascia spazio a recriminazioni. Gli ionici infatti hanno combattuto in ogni frazione di gioco. Ma la pallavolo è quello sport dove la squadra che ha perso per 3-0, con un pizzico di fortuna o di lucidità in più, col medesimo risultato, avrebbe potuto vincere. Le partite poi vengono condizionate dagli episodi. Gli stessi sono stati favorevoli agli ospiti che, partiti col piede giusto (3-0), hanno acquisito e mantenuto un leggero vantaggio sino alla rimonta finale della Prisma (24-24). Nel secondo set il divario è cresciuto. Nel terzo, per la prima volta a condurre sono stati gli uomini di Vincenzo Di Pinto, che ha schierato Falaschi in cabina di regia; poi lotta punto su punto, finché il muro vincente di Gironi ha offerto a Taranto la possibilità di riaprire l’incontro con un set point, non sfruttato a dovere. Il punto della vittoria porta la firma di Russell.

Onore alla formazione allenata dal grande Lorenzo Bernardi – gli emiliani hanno vendicato la sconfitta di due mesi fa in regular season. Sugli scudi Lagumdzija, come si prevedeva, miglior giocatore con 17 punti. Nonostante la doppia sconfitta, la Prisma è uscita tra gli applausi di un pubblico che sarebbe potuto essere più numeroso, se fosse stato accolto l’appello lanciato dalla società alla vigilia, per riempire il Palamazzola. Prossima sfida mercoledì sera sul campo del Cisterna.

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Aspettando i Giochi del Mediterraneo: la Strataranto diventa una mezza maratona

23 Apr 2022

di Paolo Arrivo

Cresce l’attesa per la gara che si terrà domenica

Oltre settecento atleti provenienti da tutta la Penisola. E non solo: prevista una rappresentanza dell’Ucraina, Paese a cui guardiamo con più attenzione, e la presenza dei velocissimi keniani. Ma al di là dei numeri e delle partecipazioni, del livello tecnico-agonistico della competizione, il successo preannunciato della 44esima Strataranto – Half Marathon del Mediterraneo ha altre motivazioni, connesse al rilancio del territorio. La gara nazionale di corsa su strada si disputerà nella mattinata di domenica prossima ventiquattro aprile. E come precisato dall’organizzazione, dalla Podistica Taranto, si tratta della prima mezza maratona a tenersi nel capoluogo ionico. Un esordio che sa di antipasto dei Giochi del Mediterraneo 2026. La stessa gara, infatti, verrà ripetuta nella grande e attesa manifestazione. L’attesa si mescola all’entusiasmo di quanti prenderanno parte alla mezza maratona. Che si snoderà per le strade cittadine, sulla distanza di 21,097 km. La Strataranto torna dopo due anni di fermo per la pandemia. E in questo modo accresce la sua caratura. Tra i vincitori della corsa, che era un 10 km fino alla scorsa edizione, si ricorda Giacomo Leone, il quale se l’aggiudicò nello stesso anno in cui trionfò alla Maratona di New York (1996). L’evento è stato presentato in conferenza stampa in viale Unità d’Italia alla Five motors concessionaria Renault.

IL PERCORSO. Partenza (ore 9.00) e arrivo sulla Rotonda del lungomare. Transito nelle seguenti vie: piazza Ebalia via Berardi – piazza Immacolata – via D’Aquino – via Margherita – via Matteotti – ponte Girevole. Città vecchia: via Duomo – via De Tullio – via Garibaldi – vico De Valeris – via di Mezzo – discesa Vasto – via Garibaldi – via Cariati – piazza Fontana – corso Vittorio Emanuele – piazza Castello – ponte Girevole. Rientro nel borgo: corso Due Mari – Lungomare, Rotonda – viale Virgilio – viale Jonio – Base Navale – viale Jonio – viale Virgilio.

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Derby della Puglia, tra Taranto e Bari hanno vinto i 10mila dello Iacovone

16 Apr 2022

di Paolo Arrivo

Non c’erano punti pesanti da mettere in palio, tra due formazioni che avevano già raggiunto i loro obiettivi di stagione. Ma un derby è sempre una partita a sé stante. Che vive di ricordi, di emozioni vive, lontane. E quello giocato tra Taranto e Bari è stato un evento storico, atteso allo stadio “Erasmo Iacovone” da tanti, troppi anni (ventinove). Le due squadre sfidanti erano chiamate ad onorare il più antico derby della Puglia nella penultima giornata di campionato della serie C – girone C, vinto dai baresi, con pieno merito.

Eccezionalmente si potrebbe anche sorvolare sulla cronaca del match. Perché il contorno ha riempito lo stesso di senso e di significato, nelle ore in cui l’attenzione del nostro giornale, e non soltanto, era monopolizzata sui Riti della Settimana Santa. Ovvero sull’imminenza della Pasqua. La cornice è stata il pubblico accorso in massa al campo sportivo del quartiere Salinella, da rifare in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026. Circostanza (gli spalti occupati da 10.789 spettatori) che non sarà più rara, auspichiamo noi. Sul terreno di gioco, è finita a reti bianche, al termine di una partita equilibrata, nella quale gli ospiti hanno fatto sicuramente qualcosa in più. Le occasioni più ghiotte le hanno avute Maita, che ha sprecato in area da posizione favorevole al 18’ del primo tempo; nella ripresa Botta, che ha sfiorato il palo alla sinistra di Antonino, sceso tra i pali al posto di Chiorra. I padroni di casa invece hanno confermato la sterilità offensiva – nessun tiro nello specchio della porta difesa da Emanuele Polverino. Ma quantomeno i rossoblu hanno avuto un atteggiamento accorto al cospetto di un avversario che, in verità, ha dato l’impressione di non voler spingere sull’acceleratore. Come a non voler dare dispiacere a un pubblico meraviglioso protagonista in sciarpate e cori. Da segnalare l’espulsione di Pacilli nei minuti di recupero.

Calato il sipario sul campionato, l’ultimo atto per il Taranto si terrà sul campo del Picerno, domenica prossima.

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Caso Catania, l’unica vittima è la società etnea

Le tappe di un fallimento preannunciato: perché la classifica è cambiata. E non c’è spazio per le recriminazioni

13 Apr 2022

di Paolo Arrivo

“Trattandosi di vicenda di particolare interesse sociale, si comunica che in data odierna il Tribunale di Catania – sezione fallimentare – ha disposto la cessazione dell’esercizio provvisorio del ramo caratteristico di azienda calcistico della Calcio Catania s.p.a.” Così il dottor Francesco Mannino dava comunicazione della morte di una realtà sportiva blasonata: mandati in frantumi 76 anni di storia. Al comunicato del presidente del Tribunale etneo, emanato nei giorni scorsi, sono seguite le reazioni interne al mondo del pallone. Il sentimento dominante è lo stupore; ma le difficoltà della società erano già note.

La caduta ha avuto inizio nel 2015 con lo scandalo “I treni del goal”. Retrocessione d’ufficio: dalla massima serie, il Catania è precipitato in serie C. Categoria ritrovata nel 2020, dopo la gestione Pulvirenti, grazie alla Sigi (Sport investiment group Italia) che rilevò il club rossazzurro con un’operazione costata 329mila euro. Si è arrivati al fallimento del 22 dicembre scorso. Quindi l’intervento del Tribunale fallimentare di Catania che nominò dei curatori fallimentari incaricati di vendere almeno il ramo sportivo della società. La situazione attuale si deve all’imprenditore Benedetto Mancini il quale si era aggiudicato la terza asta, senza versare infine per intero la somma fissata in mezzo milione di euro. La Federcalcio, con il comunicato ufficiale n° 214/A, ha deliberato “di revocare l’affiliazione alla fallita società Calcio Catania S.p.A, con svincolo del parco tesserati”.

Si deve invece alla Lega Pro la nuova classifica del raggruppamento in cui trovava la formazione siciliana collocazione  – lo stesso del Taranto, serie C girone C. Così sono state recepite le modifiche all’articolo 53 comma 3 e 4 (Rinuncia a gara e ritiro od esclusione delle società dal Campionato) del regolamento della Figc, entrate in vigore il 1 luglio 2019: in caso di fallimento, tutte le gare disputate nel corso del campionato di competenza non hanno valore per la classifica. Ovvero anche quelle giocate durante il girone di ritorno. Ecco perché la classifica è cambiata. E a ben guardarla, nessuna squadra può dirsi penalizzata (neanche chi ha perso 6 punti preziosi), se non sul piano psicologico per il mancato raggiungimento di un obiettivo che avrebbe potuto far proprio con l’allargamento del torneo a un’altra formazione. Allo stesso modo il Taranto ha meritato la salvezza sul campo di gioco.

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Basket, il Cus Jonico riprende la marcia: successo dilagante contro Cassino

11 Apr 2022

di Paolo Arrivo

A costo di essere ripetitivi, nei giorni dell’incertezza, più che mai, va ribadito: rivogliamo le “battaglie” sportive al posto della guerra, voluta da esseri sottosviluppati, per interessi economici mascherati da altri obiettivi. Perché è di sano agonismo che noi siamo affamati. Di partite da giocare allo stremo delle forze fisiche e mentali, nel rispetto delle regole e dell’avversario, entro il perimetro dello sport inteso come metafora esistenziale. E una delle realtà capaci di soddisfare le nostre richieste e di entusiasmarci quest’anno è il Cus Jonico Basket Taranto. Squadra che sa vincere e battagliare. Lo aveva fatto anche due domeniche fa, quando si era dovuta arrendere alla capolista Agrigento. Ieri invece è tornata alla vittoria. Un successo mai messo in discussione, quello ottenuto sul malcapitato Cassino, per la 26esima giornata di campionato della serie B Old Wild West – girone D, con il punteggio finale di 94-74: ad eccezione delle primissime battute, quando i padroni di casa parevano essere un po’ contratti sul parquet di gioco, gli stessi hanno avuto il controllo del match mantenendo il vantaggio in doppia cifra. Sempre pesanti i canestri di Conti (top scorer con 27 punti), hanno funzionato le triple, come quelle messe a segno da Sergio nel momento chiave della partita. Bene anche il rapporto con i tiri liberi (15/19), decisamente migliorato nel corso della stagione. Il merito della prestazione è dei giocatori. Ma anche dell’allenatore: significativo il time out chiamato da Davide Olive quando, nel secondo quarto, il vantaggio si era ridotto a +16 (44-28). Allo stesso modo nel finale si è stroncato sul nascere il tentativo di rimonta della BPC Virtus. In una serata praticamente perfetta, sotto ogni punto di vista (in campo l’assenza di Ponziani non si è fatta sentire), va sottolineata anche la splendida cornice di pubblico accorso al Palafiom, nutrito anche della presenza dei ragazzi delle giovanili della Virtus.

Sabato prossimo sedici aprile, il Cus è atteso sul parquet del Bisceglie, che in trasferta ha sconfitto agevolmente il Monopoli, ed occupa la terza posizione in graduatoria. Gli ionici invece sono terzi in coabitazione con Salerno e Ragusa.

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Apriti cielo: il Taranto ha ritrovato la vittoria!

07 Apr 2022

di Paolo Arrivo

Una manciata di minuti per scacciare un incubo durato un’infinità di incontri. Così, con due reti realizzate da Saraniti e da Giovinco nella primissima parte del match col Monopoli, il Taranto ha ritrovato il successo, dopo un digiuno prolungato oltre i tre mesi. Una vittoria meritata e assai preziosa quella andata in scena allo stadio “Erasmo Iacovone”. Il recupero della 33esima giornata della serie C – girone C ha detto che la squadra allenata da Giuseppe Laterza non è affatto morta. A farne le spese la formazione biancoverde, scesa in riva allo Jonio con l’obiettivo di superare il Catanzaro, al secondo posto in graduatoria: la corsa si arresta dopo 6 vittorie consecutive. Gli ionici invece, grazie a questa sorprendente, convincente vittoria, distanziano di tre lunghezze il Messina uscendo dalla pericolosissima zona playout. Proprio i siciliani saranno i prossimi avversari del Taranto in una sfida che si preannuncia infuocata allo stadio “Franco Scoglio”.

IL MATCH. Rossoblu schierati con il 4-2-3-1 partono bene: padroni del campo, sono capaci di fare pressing alto e di costruire gioco. Il goal arriva al 9’ con la zampata di Saraniti dal calcio d’angolo battuto da Di Gennaro – c’è la deviazione di Zullo, ma il pallone sarebbe entrato ugualmente in porta. Quattro minuti dopo, Giuseppe Giovinco si rende protagonista di un eurogoal: il fantasista, fratello di Sebastian, ex Juventus attaccante della Sampdoria, è abile nel beffare il portiere ospite dalla trequarti con un pallonetto meraviglioso. Gli ospiti vanno ko. Provano a reagire ma, nelle rare offensive, non riescono a trovare lo specchio della porta. Nel secondo tempo si fa più convinta la reazione del Monopoli. Al 51’ la più ghiotta occasione da goal viene dal colpo di testa di Arena che esalta la reattività di Chiorra, autore di un intervento davvero prodigioso. Sale la pressione degli uomini allenati da Alberto Colombo. Al 70’ valzer delle sostituzioni, tra i padroni di casa. Esce anche un esausto Giovinco. Proprio la stanchezza è protagonista dei restanti minuti di gioco. Al 76’ si rivedono gli ionici: a provarci dalla distanza è Saraniti. Nel finale gli assalti del Monopoli sono infruttuosi.

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Handbike, Leonardo Melle “esagerato” protagonista al Giro d’Italia

05 Apr 2022

di Paolo Arrivo

In una mattinata di pioggia il Guerriero può riposare. Qualche ora prima, a Bari, Leonardo Melle ha realizzato un’altra impresa prendendo parte alla prima tappa della 12esima edizione del Giro d’Italia Handbike. “Ho esagerato a partecipare, ma a questo primo appuntamento non potevo mancare”, confida al nostro giornale. Pochi giorni fa il campione paralimpico manduriano è stato investito da un’auto pirata: “Non so come sono uscito vivo. Pieno di lividi e contusioni, ma nulla di rotto, grazie a Dio”. La ripartenza è stata immediata, condivisa con una sessantina di atleti, attraverso una “gara bellissima, una festa del ciclismo, del paralimpico in particolare, vissuta all’insegna dell’inclusione e della socializzazione. Quanto alle caratteristiche tecniche, il percorso era piatto e molto veloce”. Il vicecampione del mondo è atteso da una settimana di impegni in vista della seconda tappa del Giro d’Italia, in programma a Bellaria Igea Marina, sulla riviera adriatica: “Oggi giornata di riposo, farò qualcosa nel pomeriggio per ossigenare i muscoli, fare scarico. Poi si torna al lavoro: l’adattamento al nuovo triciclo peraltro, quello che usavo, non è facile”.

Tornando all’incidente del quale è stato vittima sulla Sava – San Marzano di San Giuseppe nella mattinata del venticinque marzo, dichiara, con riferimento all’impatto, che “è come essere colpiti alla testa, alle spalle, da una mazza da baseball, e ti ritrovi venti minuti a terra privo di sensi: mi sono risvegliato in ambulanza (veniva portato all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, ndr), grazie alla coppia di anziani che, dopo avermi creduto morto sulla strada, ha dato l’allarme”.

Questa non è la prima prova che affronta l’uomo 52enne: “Oltre all’aneurisma cerebrale ho avuto un altro incidente in bicicletta: mi stavo allenando in discesa, per migliorarmi, quando mi ritrovai con la testa in un muro a secco, per l’attraversamento di un animale. Casco spaccato ma niente di rotto, anche in quella circostanza”. L’atleta, vicecampione del mondo di triciclo della sua classe, sa rialzarsi. E al di là delle prestazioni, delle medaglie, dei trofei conquistati, (primo di categoria a Bari, ha chiuso la prova in 1:11:34), la sua missione è dare esempio di resilienza forza rinascita. A chi lo ha preso in pieno senza curarsene, diciamo: le forze dell’ordine potrebbero anche non trovarti, potresti farla franca, ma la tua coscienza non ti lascerà in pace, richiamandoti al gesto di responsabilità. Alla gioia del riscatto che ha in nuce ogni essere umano. A tutti gli altri ricordiamo quanto sia indispensabile formare, insistere su una cultura del rispetto per la prevenzione degli incidenti stradali: i numeri sono sempre drammatici in Italia (la media giornaliera è di tre ciclisti investiti ricoverati in condizioni gravi, 180 morti nel 2021) e, più delle leggi speciali da varare, conta affidarsi alla sensibilità di ogni singola persona, di ogni automobilista. Che ricordi di non essere l’unico utente della strada.

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Taranto, un punto con la Juve Stabia: il bicchiere è mezzo vuoto

04 Apr 2022

di Paolo Arrivo

“Sono settimane difficili per i tifosi del Taranto, vissute col timore di veder sfuggire un obiettivo dato per acquisito a metà campionato. (…) Non ci sono alibi che reggano, il destino è nelle nostre mani e il finale è ancora tutto da scrivere”. Così l’associazione di promozione sociale “Taras 706 a.C.” alla vigilia di Taranto-Juve Stabia. L’auspicio di tutti, sostenitori autentici, quelli incapaci di commettere atti d’inciviltà per esprimere il loro dissenso, era rivedere il sorriso sul volto degli uomini allenati da Giuseppe Laterza. Ma l’appuntamento con la vittoria è stato rinviato ancora. Con la formazione campana, infatti, non si è andati oltre lo 0 a 0 nell’incontro disputatosi ieri sera allo stadio Erasmo Iacovone, per la 35esima giornata di serie C. Il punto accontenta più la Juve Stabia nella corsa alla salvezza.

IL MATCH: Nel primo tempo il Taranto cerca di fare la partita, su un avversario remissivo, senza riuscire a rendersi pericoloso. La squadra dimostra comunque una condizione fisica migliore – dopo la disfatta di Palermo i rossoblu potevano subire anche il contraccolpo psicologico. Ci provano Giovinco e Di Gennaro. Il primo su punizione; l’altro allo scadere con un sinistro che non inquadra lo specchio della porta. Al 28’ Versienti cerca di impensierire il portiere ospite. Nel secondo tempo il copione non cambia. De Maria, al minuto quindici, si accentra e calcia dal limite impegnando Dini: è l’unica occasione dei rimanenti minuti regolamentari. Nel finale gli ionici appaiono un po’ in affanno, in debito d’ossigeno, ma mantengono il possesso palla. Il pubblico prova a spingere i calciatori al goal della vittoria. L’unico sussulto al 94’ con il colpo di testa di Granata su cross di Di Gennaro da punizione. Niente di insidioso.

IL CAMPIONATO: Il Taranto, salito a quota 37 punti in classifica, scenderà di nuovo in campo mercoledì prossimo 6 aprile (ore 14.30) per il recupero della prima delle due partite non giocate a causa del Covid. Allo Iacovone stavolta ci sarà il Monopoli, che ha sconfitto in casa la Paganese. Fare punti contro la terza forza del campionato sarà difficile.