Eventi culturali in città

Martedì 23 nella corte del Collettivo Le Onde anteprima del Festival internazionale Pollino in versi

19 Lug 2024

Martedì 23 luglio, Taranto proporrà un interessante incontro con la poesia. Alle ore 21, la corte interna del Collettivo Le Onde (via Acclavio 88), ospiterà l’anteprima del Festival internazionale di poesia “Pollino in versi” 2024. La manifestazione già in questa sua seconda edizione, sta assumendo una dimensione di maggior rilievo, che valica i confini del Parco del Pollino, in cui è nata, ricevendo consensi e nuovo slancio. Per questa sua seconda edizione, quindi, il festival avrà un’anteprima a Taranto, per poi snodarsi, dal 23 luglio al 31 agosto, per i centri cala bresi: le affascinanti cittadine di Frascineto, San Lorenzo Bellizzi, Canna, Civita, Francavilla Marittima, e concludersi poi nel Trentino, a Lavis.

La serata di Taranto

La serata di Taranto, che si svolgerà in una location singolare, non nuova all’incontro con la cultura, il teatro e la poesia, come la corte del Collettivo Le Onde, propone l’incontro con i poeti: Silvano Trevisani, Mara Venuto e Bonifacio Vincenzi. Introduce l’incontro e dialoga con gli autori la poetessa e direttrice della collana Duemari dedicata alla poesia da Mandese, Barbara Gortan. Daranno l’avvio all’incontro le letture di: Titti Voccoli, Ada Cassiano e Teresa Gallotta. Seguirà un momento conviviale.

La manifestazione, il cui direttore artistico è Bonifacio Vincenzi, è organizzata Macabor Editore e della rivista di poesia “Il sarto di Ulm”, da lui diretti. Si tratta di un festival itinerante che propone incontri ravvicinati tra alcune comunità del Pollino, della provincia di Cosenza, e poeti da tempo operanti in tutt’Italia. Ma che quest’anno, come è evidente, ha due appendici in altre regioni. Se l’anteprima si svolgerà, infatti, a Taranto, la chiusura avverrà a Lavis, in provincia di Trento, il 31 agosto, per la consegna del Premio nazionale di poesia e narrativa Vincenzo Pistocchi, giunto alla sua seconda edizione.

Premio ad Alessandro Fo

Ma il Festival dedicherà anche una serata, quella del 21 agosto, al noto poeta Alessandro Fo, vincitore del Premio Pollino – Ponte d’Argento 2024. Nel bellissimo scenario del Comune di Civita, molto noto per il suggestivo torrente del Raganello, mercoledì 21 agosto, alle 18,30 nella sala consiliare del Municipio, avrà luogo la consegna del Premio con l’incontro con il vincitore: Alessandro Fo. Interverranno Caterina Lazzarini e Maria Rosa Tabellini, assieme ai poeti: Pino Corbo, Griselda Doka, Angela Greco AnGre, Rita Greco, Rocco Taliano Grasso, Antonio Vanni. Coordinerà la manifestazione Silvano Trevisani.

Il Premio Vinceo Pistocchi

Per quanto riguarda il Premio nazionale “Vincenzo Pistocchi” 2024, che verrà consegnato il 31 agosto a Lavis, a Palazzo Maffei, la giuria della seconda edizione, composta da: Silvano Trevisani (presidente), Alessia Lombardi, Claudia Paternoster, Franca Rossi, Irene Sabetta, Bonifacio Vincenzi, Eleonora Zen, dopo un’attenta valutazione, hanno assegnato i seguenti premi, tra le numerose opere vervenutte: Sezione A – Raccolta inedita di poesia (che sono da considerarsi vincitrici ex-aequo) dei seguenti autori: Giovanni Luca Asmundo, La città impupata, Anna Maria Curci, Assolo dell’ortensia, Margherita Parrelli, A mani vuote, Giancarlo Stoccoro, Partiture incomplete per gli occhi. Tutte le opere vincitrici sono state pubblicate da Macabor. Sezione B – Racconto inedito. La vincitrice per un racconto inedito liberamente ispirato alla storia del Caporale Vincenzo Pistocchi e alla gavetta dimenticata è Angela Greco AnGre con il racconto Tornando a casa. La cerimonia di premiazione, come detto, si svolgerà a Lavis (Trento) Comune che ha un legame profondo con la cittadina calabrese di Francavilla Marittima, proprio per la vicenda singolare del caporale Pistocchi. Egli fu ospite della cittadina trentina, prima di ripartire per la Guerra e morire in Polonia nel 1945. solo moltissimi anni dopo, una famiglia ospitale famiglia di Lavis riconsegnò ai suoi parenti la gavetta istoriata che Pistocchi aveva lasciato. Alla premiazione, oltre ai premiati, saranno presenti per ritirare il premio loro assegnato anche: Angela Greco AnGre, Giovanni Rossi (Premio alla Cultura – Storia locale). Presenzieranno i giurati del Premio: Silvano Trevisani, Alessia Lombardi, Claudia Paternoster, Franca Rossi, Irene Sabetta, Bonifacio Vincenzi, Eleonora Zen. Dialoga con i premiati Silvano Trevisani Presenta Franca Rossi

Info: www.macaboreditore.it Blog: Il sasso nello stagno di AnGre (tessiture di Poesia, Arte e dintorni) https://ilsassonellostagno.wordpress.com/ L’immagine di copertina è di Giuseppe Delia

Rigenerazione di Taranto

Galeso: le associazioni si muovono e Melucci tenta di giocare d’anticipo

Ma oltre al risanamento i sodalizi vogliono il Parco letterario

17 Lug 2024

Il sindaco e presidente della Provincia, Rinaldo Melucci, prosegue dritto nella sua corsa solitaria (o quasi) per dare un volto nuovo alla città. Incurante delle critiche, cui non manca mai di rispondere con lunghissime e articolate lettere, e del continuo calo della popolarità, porta avanti il suo programma di trasformazioni. Che ha un unico neo certo nella mancanza di un confronto politico allargato su modalità e ipotetici effetti. Ma prosegue e anche oggi fa registrare due iniziative che riguardano siti importantissimi per la città.

Il Galeso

Il primo intervento, più modesto economicamente e per il momento limitato, è quello che riguarda il Galeso. Qui è la Provincia a intervenire annunciando che “è stata aggiudicata questa mattina la gara per l’affidamento di un intervento di pulizia dell’area prospiciente e degli argini del fiume Galeso”.

“L’intervento consisterà essenzialmente nella rimozione dei rifiuti e in una accurata pulizia delle aree interessate oltreché nella realizzazione della recinzione lungo il corso del fiume, sia per ragioni di sicurezza sia per evitare lo sversamento dei rifiuti”. L’importo di spesa è di 100mila euro, già previsto nei fondi di bilancio della Provincia. Seguiranno altri interventi, una volta ottenuti i finanziamenti.

L’annuncio interviene, non sappiamo quanto casualmente, alla vigilia di un’iniziativa sul Galeso, organizzata per venerdì 19 alle 17.30 nel parcheggio del ristorante Al Faro. A proporla sono numerose associazioni che hanno raccolto la proposta del noto naturalista Vito Crisanti, già direttore della Palude La vela. Oltre al risanamento dell’area, l’incontro però, cui parteciperà il commissario per le Bonifiche Auricchio, si arricchisce anche della proposta di comodato gratuito per la realizzazione del progetto “Parco letterario del Galeso”. Un argomento in più, quindi, rispetto all’iniziativa della Provincia. Ma anche Melucci, nel suo comunicato, fa riferimento all’importanza storica del corso d’acqua…

Lido Taranto

La seconda iniziativa cui accennavamo è il progetto del “Lido Taranto”: l’amministrazione comunale ha definito l’iter per la realizzazione del progetto che riguarda la riqualificazione e rinaturalizzazione dell’area sottostante il Lungomare. Caratterizzata da una serie di lavori (l’importo sarà pari a 4 milioni di euro) che, si legge: “cambieranno il volto dell’intera zona”, e rientra nell’impegno per il “recupero della funzionalità e della fruibilità di zone cittadine in stato di degrado”.

I lavori dovrebbero partire a settembre. “Le opere – informa il Comune – includono la demolizione completa dei manufatti fatiscenti sulla spiaggia, la rimozione dei telai obsoleti dal mare, il versamento di sabbia naturale nella zona attualmente destinata a parcheggio e la riqualificazione delle gallerie storiche sottostanti il lungomare. Ma non solo. Si procederà alla creazione di un idoneo sistema vegetazionale con un piano di riassetto naturalistico idoneo all’ecosistema (in corrispondenza del piazzale antistante le gallerie); alla progettazione dei percorsi attrezzati (lungo la passeggiata pedonale, il collegamento pedonale ed il piazzale antistante le gallerie); alla ristrutturazione e valorizzazione delle attrezzature collettive esistenti; alla progettazione di spazi interstiziali, aree pubbliche, percorsi pedonali, passeggiate; all’individuazione di una serie di operazioni finalizzate alla realizzazione di strutture ricettive e del loisir, realizzando nuove percorrenze e recuperando le strutture esistenti (gallerie e piazzale ad esse antistante)”.

Insomma, mentre tutta la città e le forze politiche continuano a interrogarsi, Melucci tira dritto.

Città

Il gradimento di Melucci cala: è 70° e Pallini (Uil) ne attacca “l’ottimismo ingiustificato”

15 Lug 2024

di Silvano Trevisani

Inchieste e graduatorie, si sa, non hanno lo stigma della verità. Ma se la nostra città è sempre in fondo alle classifiche italiane per la qualità della vita, e più ancora del benessere dei giovani, e ora anche del gradimento del sindaco, un senso ci deve essere.

La situazione politica della nostra amministrazione è ormai da tempo nota: il sindaco e la sua giunta si reggono su una maggioranza risicata, fatta di consiglieri che, quasi tutti, non godono del sostegno dei loro partiti o gruppi di emanazione. Lo scioglimento del Consiglio comunale è stato evitato “per un pelo”, grazie a scelte funamboliche di alcuni personaggi e l’azione amministrativa prosegue, dettata da una visione personale del sindaco Melucci. Il quale, dobbiamo riconoscerlo e chiarirlo per onestà, si caratterizza per un iperattivismo, che è testimoniato dalla mole di provvedimenti prodotti in tutti i settori. Si pensi solo al quotidiano impegno che profonde in vista dei Giochi del Mediterraneo (che non saranno un evento stellare ma hanno il merito indiscutibile di dotare la città di impianti sportivi mai avuti!). Ma si pensi anche solo al numero di note stampa diffuse quotidianamente e alla prese di posizione con le quali interloquisce o replica, spesso seccamente, ai suoi interlocutori o ai suoi critici.

La graduatoria

Eppure proprio lui, il sindaco di Taranto, precipita nella classifica annuale del quotidiano economico “il Sole 24 Ore”, perdendo il 12,1% nel gradimento dei suoi cittadini e crollando al 70° posto, ultimo tra i sindaci dei capoluoghi pugliesi. Mentre la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, è 25a e la sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo (entrambi di centrosinistra) è 32a.

Com’è possibile che un sindaco che solo due anni fa fu rieletto plebiscitariamente oggi sia potuto diventare così inviso agli stessi concittadini? Sarà forse il suo atteggiamento sempre autoritario e un po’ sprezzante? Sarà l’effetto del disconoscimento da parte dei partiti? O non sarà forse che la città comincia a dubitare della visione ottimistica che Melucci propaganda quotidianamente?

L’intervento di Pallini

Questo è certamente quello che pensa il coordinatore della Uil, Pietro Pallini, che proprio oggi ha rivolta una lettera aperta a Melucci dal titolo chiarissimo: “Taranto, la Fantasilandia che non c’è”. Riferendosi al discorso tenuto il 12 luglio 2024, per la presentazione del corso universitario in farmacia, nel quale Melucci “ha delineato una visione idilliaca della città, evocando immagini di prosperità e benessere”, Pallini replica: “la realtà è ben diversa, e i dati lo confermano”.

Quindi elenca una serie di statistiche che illustrano la grave situazione economica e industriale di Taranto. “La nostra città registra il maggior numero di crisi industriali in Puglia, con 73 tavoli di crisi, di cui 52 riguardano l’industria. Nove di questi sono a Taranto, coinvolgendo oltre 10.500 lavoratori. Questi numeri non includono neppure l’ex Ilva e il Porto”.

Dati allarmanti

“La disoccupazione a Taranto è allarmante: Il tasso di disoccupazione in Italia è dell’8,1%, in Puglia del 12,1% e a Taranto del 13,3%. Il tasso di occupazione è altrettanto scoraggiante, con un 38,4% rispetto al 52,2% nazionale. La cassa integrazione, sia ordinaria che straordinaria, rappresenta un altro indicatore della crisi. “Nel 2023, la cassa integrazione ordinaria processata a Taranto ha rappresentato il 34% del totale in Puglia. Per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria, su un totale di 19.305 posizioni in Puglia, 11.208 sono state quelle processate a Taranto, pari al 58,6% del totale regionale. Il dato più recente ci fornisce una statistica drammatica: 13.794.603 ore di cassa integrazione in Puglia. Con un aumento del +203,56% rispetto al già inquietante dato del 2023. Da gennaio a giugno 2023, ci sono state 1.870 ore di cassa integrazione a Taranto, che si conferma la prima provincia in Puglia per ore di cassa integrazione”.

Ma l’analisi di Pallini tocca anche il settore commercio (le cessazioni sono il doppio delle aperture) e l’allarmante situazione demografica: “Taranto ha perso 60.000 abitanti in 40 anni, 3.000 abitanti in meno solo nell’ultimo anno. La città si sta auto estinguendo nel silenzio generale. Ogni anno, muoiono 2.500 persone a fronte di soli 1.300 neonati. Questo trend è in linea con la provincia, tranne che per Roccaforzata”.

La fuga dei giovani è un altro problema grave. “Tra il 2002 e il 2021, il Sud ha perso 808.000 under 35, di cui 263.000 laureati. L’industria contribuisce alla ripresa del Sud con solo il 10%, contro il 24,5% del resto d’Italia. Sedici operai su 100 al Sud vivono in povertà assoluta”.

Pallini prosegue poi prendendo in considerazione i dati allarmanti sulla povertà, sui servizi (raccolta differenziata), mobilità e conclude: “Crediamo nello sviluppo alternativo e nelle opportunità. Ma siamo ansiosi di vedere che ciò avvenga realmente, senza penalizzare chi crede nella politica seria e nell’interesse esclusivo delle persone”.

Città

Nuovo corso di laurea in farmacia a Taranto, potenzia il dipartimento biomedico

10 Lug 2024

di Silvano Trevisani

Finalmente una buona notizia. In autunno, con l’avvio del nuovo anno accademico, partirà il nuovo corso di laurea in Farmacia a Taranto. L’importante traguardo è stato presentato nel corso dell’incontro svoltosi nella sala convegni Bac (Baraccamenti Cattolica) in via Di Palma, presenti il rettore dell’Università di Bari, Stefano Bronzini, il sindaco Rinaldo Melucci, il presidente della Regione, Michele Emiliano. Oltre ai dirigenti del dipartimento universitario, dell’ordine dei farmacisti, con il coordinamento dell’assessore all’Università, Désirée Petrosillo.

L’obiettivo della nuova facoltà sarà quello di accrescere la sua dimensione culturale della città e fornire stimoli per il sistema imprenditoriale. Questo importante traguardo, frutto del lavoro e dell’impegno dell’amministrazione comunale, in sinergia con l’Università e la Regione, sarà una grandissima opportunità non solo per gli studenti tarantini, ma anche per tutti coloro che sceglieranno la “città dei due mari” come loro sede universitaria. Tutti i partecipanti alla conferenza stampa di presentazione, in particolar modo il sindaco Melucci, si sono detti convinti il nuovo corso di studi contribuirà allo sviluppo socio-economico del territorio, attirando studenti e ricercatori da tutto il paese e dall’estero.

In attesa che il capoluogo ionico acquisisca l’autonomia universitaria, l’evento di quest’oggi – è stato rimarcato – è da intendere sicuramente come un significativo ampliamento dell’offerta formativa dell’ateneo e un’ulteriore occasione di crescita per la città di Taranto. Ma non solo. Anticipando i contenuti di un recentissimo incontro avuto con i commissari di Acciaierie d’Italia, Melucci ha informato che nel 2030 si dovrà procedere alla decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico. “La nuova facoltà di Farmacia – ha detto – è la dimostrazione che stiamo seminando per arrivare nel 2030, quando si registrerà la chiusura degli altoforni dello stabilimento siderurgico, ad un nuovo modello economico che privilegerà gli investimenti sulla tecnologia e punterà con decisione sulla ricerca, sullo sviluppo e su scelte come quella della filiera biomedica.”

Per questa nuova fase avremo anche bisogno di specialisti della filiera biomedica che dovranno accompagnare questa comunità sul percorso di normalizzazione costituzionale della nostra vita”.

L’Università, ha anticipato da parte sua il rettore Bronzini, offrirà una formazione all’avanguardia, con un piano di studi che integra conoscenze teoriche e competenze pratiche, preparando i futuri farmacisti alle sfide del settore sanitario moderno.

In vista dell’appuntamento di presentazione del corso di Farmacia a Taranto, il sindaco Melucci aveva indirizzato una lettera formale al presidente Emiliano. Con essa richiamava il dispositivo normativo del Consiglio regionale e l’annunciato stanziamento di fondi, superiori ai 50 milioni di euro, previsti per il consolidamento del corso di laurea in Medicina e i processi di clinicizzazione dell’utenza a Taranto. Chiedeva inoltre di avere notizie sulla necessaria convenzione tra l’Università e l’Azienda sanitaria locale di Taranto, che avrebbe dovuto delineare i dettagli operativi e i fabbisogni relativi all’apertura di un autonomo dipartimento biomedico nel capoluogo ionico.

Lavoro

Crisi industriale, nuovo allarme: in pericolo i 102 lavoratori della Hiab di Statte

10 Lug 2024

di Silvano Trevisani

Un altro elemento di criticità si aggiunge alle complicate situazioni di crisi industriale che il nostro territorio presenta. E che contraddice dati e affermazioni sulla crescita produttiva del Paese che, del resto, ha registrato nell’anno un segnale negativi. Alle criticità rappresentate da Ilva, Arsenale, Leonardo, ex Tct e ad altre minori ma pur sempre importanti, si aggiunge ora la vertenza della Hiab Italia di Statte (nella foto). La multinazionale che da anni è presente nel territorio, nello stabilimento che produce gru e che si è sempre distinto per produttività ed efficienza, e che dà lavoro a 102 dipendenti, minaccia di trasferire le attività al Nord.

“In realtà – si spiega il segretario Fim-Cisl Pietro Cantoro – il numero degli occupati in passato era molto più numeroso, ma acquisito attraverso agenzie interinali. Questo ha comportato l’interruzione facilitato del rapporto di lavoro da parte dell’azienda”.

Ieri, ci spiega Cantoro, avrebbe dovuto svolgersi un incontro in Confindustria per la proroga della cassa integrazione ordinaria scaduta, ma la direzione aziendale ha preferito una videoconferenza, dando un chiaro segno della scarsa disponibilità a un dialogo costruttivo. Per questo Fim Fiom Uilm hanno dichiarato una giornata di sciopero il prossimo 15 luglio,, con presidio presso la prefettura a partire dalle ore 8.

Una procedura di proroga della cassa integrazione per tutto il personale in forza a zero ore, è stata considerata preoccupante e grave perché motivata semplicemente da ragioni di crescita dei profitti.

“Tutto – sostengono i sindacati – questo fino ad ora è avvenuto al di fuori di un qualsiasi progetto industriale preventivamente discusso con le organizzazioni sindacali, nonostante sia stato richiesto più volte da queste ultime un confronto in merito”.

Le organizzazioni sindacali richiedono l’intervento del governo, delle istituzioni locali e del comitato Sepac regionale affinché istituiscano un tavolo di confronto e negoziazione per la definizione di un vero piano industriale di tutte le attività e di tutti i prodotti della multinazionale Hiab. Ma chiedono anche corrette relazioni industriali, che chiariscano intanto i veri obiettivi dell’azienda e diano atto della disponibilità e professionalità da sempre mostrata dai lavoratori.

La criticità dell’industria rischia, nei prossimi mesi, di trovare nuovi elementi preoccupanti, a partire dai programmi di Stellantis per i siti produttivi italiani e specificamente per Melfi.

Conferenza di Rosario Quaranta sui grottagliesi Walter Chiari e Papa Giru ad Altamura

09 Lug 2024

Di sicuro interesse si preannuncia la serata culturale dedicata a Walter Chiari che si terrà ad Altamura giovedì prossimo 11 luglio alle ore 18.30, al Cine Village Mangiatordi.

La manifestazione rientra nel progetto “Grandi Anniversari” della Associazione culturale “Club Federiciano”, di cui è presidente Bianca Tragni, giornalista, autrice di numerosi servizi e reportage sulla Puglia e sul Meridione; già docente di Storia e Filosofia e Preside nei Licei, nonché affermata scrittrice e conferenziera.

Come è noto ricorre quest’anno il centenario della nascita dell’indimenticabile Walter Chiari (Verona 1924 – Milano 1991) e diverse manifestazioni si svolgono in tutta Italia per commemorarlo.

A parlare del grande attore e in particolare delle sue origini pugliesi (suo padre Carmelo, nato a Grottaglie e appartenente alle forze dell’ordine, si era trasferito al Nord con la moglie Grazia Tedesco di Andria), sarà lo storico Rosario Quaranta, autore di varie pubblicazioni tra le quali alcune sul famoso brigante preunitario Don Ciro Annicchiarico. Alla figura emblematica, discussa e avventurosa del “Prete Brigante” egli raccorderà quella di Walter Chiari, indimenticabile e famosissimo attore comico e cabarettista, dalla vita altrettanto movimentata, romanzesca e difficile, ma ricca pure di grandi soddisfazioni e riconoscimenti nel mondo del cinema, del teatro e del piccolo schermo in cui per decenni divenne autentico protagonista.

Nel suo intervento su “L’attore comico e l’antenato brigante” il relatore darà conto dell’amore e dell’attaccamento di Walter Chiari alla terra dei suoi avi, ricordando anche il nobile gesto pubblicamente manifestato nello spettacolo tenuto a appunto a Grottaglie il 30 agosto 1919, pochi mesi prima di morire: un sentimento di amore vero che egli, superando talune diffidenze e incomprensioni, professò pubblicamente sul palco, togliendosi le scarpe e toccando così la terra natia in segno di rispetto e di riconoscenza.

Settimana sociale

50° Settimana sociale: le impressioni della delegazione guidata dall’arcivescovo

05 Lug 2024

È in corso di svolgimento a Trieste, dal 3 al 7 luglio, la 50sima Settimana sociale della Chiesa, che ha per tema “Al cuore della democrazia”. Vi partecipa una delegazione della diocesi di Taranto, guidata dall’arcivescovo Ciro Miniero. Abbiamo raccolto, grazie alla collaborazione di Paola Casella e Alessandro Greco, i primi commenti a caldo dell’arcivescovo e del vicario episcopale per la pastorale sociale don Antonio Panico, che riportiamo di seguito

L’arcivescovo

“Stiamo vivendo un evento importante, sia per la Chiesa che per la società civile perché si è aperta la porta del dialogo e del lavorare insieme. La Chiesa cammina quando si confronta, quando si comunica l’esperienza, quando si fa discepola, riconoscendo anche in tutti i fratelli e le sorelle gli amici di viaggio. È questo che deve rafforzare sempre più il nostro essere credenti. Che vivono attivamente nella società. Ecco allora l’impegno di questa Cinquantesima settimana sociale con un tema molto bello: “Al cuore della democrazia”. Qui veramente ci troviamo all’interno di quei temi che la Chiesa ha promosso da tanti anni e dei quai, in ogni parte della Terra, si fa promotrice dell’incontro tra le persone, mettendo al centro la persona.

In questa manifestazione si parla di democrazia, ma si vive e si respira un clima di democrazia, perché c’è la Chiesa in tutte le sue componenti: la gerarchia lavora insieme ai giovani, ai laici. Non è un optional quello di ascoltarci e camminare insieme. Che poi significa fare la stessa fatica per incontrarci e ascoltarci. Stiamo facendo una bella scuola di comunità”.

Don Antonio Panico

Le prime sensazioni di questa Settimana sociale sono improntate alla bellezza di essere qui tutti insieme. Ti fa respirare un’idea di Chiesa che vuole riflettere su questi temi, che generalmente vengono lasciati a pochi. La bellezza è nell’incoraggiarsi reciprocamente, provando poi a replicare nei vari territori quello che di bello si fa negli altri. E anche quello che fai nella tua diocesi venga replicato altrove.

Dopo gli interventi di Mattarella, del cardinale Zuppi, abbiamo registrato una grande convergenza sul tema e sul proposito di partecipazione, importante sollecitazione vista la crisi di partecipazione che riguarda non solo il nostro paese. La cosa più bella che sta venendo fuori è l’idea del coinvolgimento dei giovani, soprattutto per un tentativo di rivivacizzare una democrazia che sembra essere in crisi. E le sollecitazioni a loro rivolte sono un fatto assolutamente positivo.

Eventi religiosi in provincia

Per la festa del Carmine a Grottaglie restaurate le statue dei santi Elia e Teresa

05 Lug 2024

Iniziano con la benedizione delle statue restaurate di Santa Teresa e Sant’Elia e con l’intronizzazione del simulacro della Vergine, le celebrazioni per la festa della Madonna del Carmine di Grottaglie.

La benedizione delle statue, restaurate a cura della confraternita omonima, avverrà al termine della celebrazione eucaristica che si svolgerà sul sagrato della Chiesa del Carmine, domani sabato 6 luglio, alle 19. Il restauro è stato curato dal maestro cartapestaio Antonio Calogiuri di Lizzanello (Lecce). Dal 7 al 15 luglio si svolgerà la novena, che sarà predicata dal parroco e padre spirituale della confraternita intitolata alla Vergine del Carmelo, don Ciro Santopietro.

Domenica 7 luglio, durante la celebrazione eucaristica serale, ci sarà la benedizione e l’imposizione dello scapolare ai battezzati dal luglio 2023 al giugno 2024, mentre la celebrazione eucaristica del sabato 13 luglio sarà presieduta dall’arcivescovo emerito di Potenza, Muro Lucano e Marsico Nuovo, Salvatore Ligorio.

Sarà presieduta, invece, dall’arcivescovo metropolita di Taranto, Ciro Miniero, la celebrazione eucaristica di domenica 14 luglio. Poi, nel corso della Santa Messa del 15 luglio saranno consegnate le benemerenze ai confratelli con 25 e 50 anni di iscrizione.

Il 16 luglio, ricorrenza della festa di Maria Santissima del Monte Carmelo, in mattinata, alle 11, ci sarà la professione del nuovi confratelli e alle 12 la supplica. Alle 18 la celebrazione eucaristica presieduta da don Francesco Manisi, vicerettore del Seminario diocesano e a seguire la processione per le vie della città, che recherà, assieme al simulacro della Vergine anche quelli dei santi “carmelitani” Elia e Teresa.

Il programma de festeggiamenti civili prevede, dal 7 al 16 luglio, nell’oratorio della confraternità, la mostra fotografica a cura di Carmela Caiazzo e Alfonso Manigrasso; sabato 13 una serata di pizzica con I briganti del Duca. Domenica 14, alle 2030, “La storia di un sì” rappresentazione a cura dei Giullari di Dio. Lunedì 15, alle 20,30 spettacolo musicale “Lucio & Lucio”, tributo a Battisti e Dalla.

Festival

Un Festival dedicato a Isabella Morra a Valsinni, Martina Franca e Taranto

02 Lug 2024

Fu definita da Benedetto Croce, che la “riscoprì” in occasione di un suo viaggio in Basilicata: “sublime poetessa”. Di lei si sono occupato critici e poeti nel corso dei secoli, tra i quali Giacomo Leopardi, e a lei è intitolato anche un parco archeologico. Stiamo parlando di Isabella Morra, la giovane poetessa morta tragicamente in epoca ormai lontana, nel Cinquecento, ma sempre presente nella memoria del suo territorio e dei poeti. Alla storia è passata per tredici poesie, dieci sonetti e tre liriche, nelle quale racconta il suo amore che le costò la vita.

Tre giorni di poesia fra Valsinni, Martina Franca e Taranto le renderanno omaggio e per l’occasione sarà presentato il volume “I fiumi di Isabella” di Silvio Raffo. Un festival itinerante si svolgerà nei giorni 6, 7 e 8 luglio rispettivamente a Valsinni (Matera), Martina Franca e Taranto. Il Festival è organizzato dall’associazione culturale Gruppo Taranto e avrà come fulcro, in tutti e tre gli appuntamenti, la presentazione del volume “I fiumi di Isabella”, del poeta, critico letterario e traduttore Silvio Raffo. Il libro fa parte della collana “Due Mari”, curata da Barbara Gortan per “Casa del Libro” di Antonio Mandese. Tutte le serate saranno introdotte dagli organizzatori del festival: Aldo Perrone, presidente del Gruppo Taranto, Barbara Gortan, curatrice della collana, Pasquale Vadalà, scrittore e poeta.

Il Festival

Il primo appuntamento si svolgerà sabato 6 luglio: al Castello di Valsinni, Castello, alle 19. Interventi delle autorità istituzionali. Letture poetiche di versi ispirati a Isabella Morra a cura dei poeti: Lucia Diomede, Ada Del Conte, Francesco Carriero, Vincenza Di Schiena, Ezia Mitolo, Giuseppe Semeraro, Gaia Quero, Barbara Gortan, Marco Melillo, Rita Greco, Ginevra Della Notte.
Domenica 7 luglio: Martina Franca, Palazzo Ducale (Salotto cinese) ore 18.30: presentazione del volume “I fiumi di Isabella” con l’autore Silvio Raffo. Interventi di: Gianni Antonio Palumbo, italianista e docente universitario, studioso di Isabella Morra; Maria Pia Latorre, docente e scrittrice. Lettura poetica dei versi ispirati a Isabella Morra a cura dei poeti :Lucia Diomede, Bartolomeo Bellanova, Rita Greco, Ada Del Conte, Vito Romita, Mara Venuto, Anita Piscazzi, Letizia Cobaltini, Tania Chimienti, Maria Grazia Palazzo, Stefania Danese, Luisa Di Francesco, Anna Rita Merico, Rosaria Ragni Licinio. Lunedì 8 luglio: Taranto, Libreria Mandese, via Liguria n. 82, ore 18,
presentazione del volume “I fiumi di Isabella” con l’autore Silvio Raffo. Interventi di: Antonio Mandese, editore; Silvano Trevisani, giornalista e poeta; Stefania Danese, docente e saggista, componente della società “Dante Alighieri (Comitato di Taranto). Letture poetiche dei versi ispirati a Isabella Morra a cura dei poeti: Anna Rita Merico, Elisabetta Stragapede, Rina Bello, Rosaria Ragni Licinio, Maristella Bari, Erica Romano, Ada Del Conte, Letizia Cobaltini, Vanni Schiavoni, Raffaele Nacchiero, Francesco D’Angiò, Mina Panaro, Gianluca Lovreglio, Federico Lolito.
Ingresso libero a tutti gli appuntamenti.

Isabella Morra

In un estremo lembo della Basilicata, a Valsinni, c’è il castello di Favale dove ha vissuto la giovane poetessa Isabella Morra. Fu una delle voci più belle del 1500. Fece studi Petrarcheschi e studiò i classici latini. Nei suoi pensieri e nella movenza stilistica si rivelano semi di quella che sarà la poesia leopardiana. La sua poesia, pioniera del romanticismo, ha la forza creativa, il conflitto nei confronti della società e della natura, la ricerca di un paradiso perduto, l’attrazione per il passato e il mistero, il profondo desiderio di affermare i valori della libertà. Alla poesia consegna i suoi intimi pensieri, confida le sue inquietudini: la risoluta ostilità per la terra natìa, e l’amore profondo per il padre che viveva esiliato in terra straniera. “Dall’alto monte onde si scorge il mare” aspetta che dall’orizzonte compaia una nave con a bordo l’amato padre. Si rivolge alla natura con sentimenti di solitudine, infelicità e disperazione, il fiume Sinni è il suo confidente amico e gli dedica alcune tra le poesie più intense. Fu Benedetto Croce a riscoprire la storia e i versi intensi e veri di questa sublime poetessa lucana. Dacia Maraini, le ha dedicato un’opera teatrale. Il poeta Silvio Raffo con “I fiumi di Isabella” rende omaggio a questa voce originale e autentica della lirica cinquecentesca, una delle poetesse più apprezzate del Rinascimento, la cui vita fu tragicamente soppressa a causa del suo spirito di libertà.

Silvio Raffo

Poeta, traduttore, saggista e drammaturgo, ha al suo attivo più di dieci romanzi, tra i quali La voce della pietra (già finalista al Premio Strega nel 1997, ora Elliot, 2018) da cui è stato tratto il film omonimo di Eric Howell con Emilia Clarke: Il segreto di Marie-Belle(Elliot, 2019), vincitore del Premio Lord Byron; Lo specchio attento (El-liot, 2020), e Gli angeli della casa (Elliot, 2021). Ha curato per Elliot L’amore che non osa, che presenta per la prima volta in Italia le poesie di Alfred Douglas; Natura, la più dolce delle madri, una raccolta delle poesie di Emily Dickinson.
Per Castelvecchi ha curato l’antologia della poesia italiana contemporanea, Muse del disincanto (2019). Ha vinto prestigiosi premi e collabora a trasmissioni radiofoniche e televisive.

Diseguaglianze territoriali

L’allarme di Assoturismo: i sogni non tolgono Taranto dall’isolamento

02 Lug 2024

di Silvano Trevisani

Ma che succede a Taranto? Ci si esalta per l’arrivo delle navi da crociera, per la realizzazione di impianti sportivi, in vista dei Giochi del Mediterraneo, al di là del suo reale valore, per le previsioni di arrivi di stranieri, per i futuristici voli spaziali, ma nessuno si occupa realmente dell’isolamento in cui Taranto viene lasciata. L’aeroporto resta chiuso, nonostante battaglie e proclami che si inseguono nel tempo. L’autostrada, nonostante programmi ormai quarantennali, che avevano persino finanziato la bretella di tre chilometri e mezzo che dovrebbe collegare l’uscita di Massafra con la 106, rimane monca, con inevitabili intasamenti soprattutto nelle partenze con bollino rosso. La stazione, ormai ridotta a casello ferroviario, non offre più partenze dirette per Roma, ricacciando la nostra città decenni indietro. Le Ferrovie hanno chiarito, infatti, che nessun Freccia Rossa tornerà a collegare Taranto con Roma. L’alta velocità resta un sogno.

Isolamento

In questa prospettiva, anche la Brt che il Comune ha progettato e sta perseguendo con convinzione, appare persino sproporzionata: collegare velocemente la città con la stazione ferroviaria, dalla quale partono pochi treni, nessuno dei quali diretti, somiglia vagamente al progetto del ponte sullo Stretto di Messina, che consentirebbe (nel malaugurato caso delle sua realizzazione) di collegare le due regioni in pochi minuti, in maniera non solo inutile, ma persino dannosa, perché di qua e di là dei due imbocchi, si verificheranno enormi intasamenti. Le arterie stradali e ferroviarie sono assolutamente inadeguate, non in grado di far fronte al traffico normale, e un fiume di mezzi che approdano nell’isola si ritroverebbero a incolonnarsi per proseguire a passo d’uomo.

Viene da chiedersi, a questo punto: ma il grande movimento che ci si aspetta per il turismo prossimo venturo e in particolare per i Giochi del Mediterraneo, vedrà Taranto preparata?

Assoturismo

A chiederselo con una certa preoccupazione è Assoturismo Confesercenti Taranto: Scontata l’assenza dell’aeroporto (strategico per l’arrivo di turisti stranieri), vogliamo parlare di treni? Diminuisce sempre più il numero dei treni disponibili e, insomma raggiungere Taranto non è facile. Anche l’ultimissima notizia che giunge da RFI, ovvero che la fermata a Taranto del Frecciarossa sia stata eliminata e che quindi non ci sia più neanche un treno diretto Taranto-Roma e viceversa, rende Taranto sempre più isolata e al di fuori dei flussi turistici: dovremo accontentarsi solo di inevitabili cambi a Bari o di Bus sostitutivi”.

E, dopo aver sottolineato lo stato di arretramento della stazione, che non ha più servizio per i viaggiatori, Confesercenti sottolinea anche “la carenza di collegamenti tra gli aeroporti di Bari e Brindisi con la nostra città, se non possiamo ottenere a differenza di Bari e Brindisi, come sembra oramai, l’alta velocità, che le autorità competenti ci assicurino per lo meno i necessari collegamenti con gli aeroporti, e anche maggiori collegamenti ferroviari regionali. A proposito, a che punto siamo con il famoso contributo regionale per i collegamenti, così come è avvenuto per il Salento ed il Gargano? Quando arriverà e quanto spetterà a Taranto? Giusto per organizzarci anche se la stagione estiva è già a metà”.

Esercizi spirituali

Gli esercizi spirituali di Sant’Ignazio dal 2 al 7 luglio al Centro climatico di Martina

26 Giu 2024

Tempo d’estate, tempo di vacanze, tempo per rilassarsi e anche per fare sano esercizio fisico, al mare, all’aria aperta, in montagna…

Tempo anche – almeno per un cristiano – di riconciliarsi con la propria anima e di rinforzarsi spiritualmente. Tempo dunque per praticare non solo esercizi fisici ma anche spirituali, utili non meno dei primi.

In un mondo scristianizzato, come il nostro, gli esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola aiutano a costruire la vita interiore fondata sulla contemplazione delle verità eterne, per aiutarci a vivere alla luce della fede e sfuggire alla morsa mortale del materialismo.

Papa Pio XII affermava che: “Quanto all’ascetica del libro degli Esercizi, potremmo pensare che S. Ignazio l’abbia scritto specialmente per la nostra epoca“.

Per Benedetto XVI, poi, “Gli Esercizi (…) sono uno strumento prezioso ed efficace per la crescita spirituale delle anime per la loro iniziazione alla preghiera, alla meditazione, in questo mondo secolarizzato in cui Dio sembra essere assente. (…) Gli Esercizi Spirituali rappresentano una via e un metodo particolarmente prezioso per cercare e trovare Dio, in noi, attorno a noi e in ogni cosa, per conoscere la sua volontà e metterla in pratica“.

In realtà quasi tutti i pontefici hanno elogiato la pratica degli esercizi ignaziani, faticosi come quelli fisici, ma forieri di gioia e di pace. Una contemplazione fondamentale è quella dei Due Stendardi, che riassume la lotta – nella storia e in ogni uomo – fra Cristo e Satana, svelando “la tattica che il nemico utilizza per perdere le anime” e manifestando la vera via indicata dal Salvatore.

Agli inizi del XX secolo Dio suscitò nella persona dello spagnolo padre Francesco Vallet (1884-1947) un grande apostolo degli esercizi ignaziani.

Egli ne comprese la forza soprannaturale e riuscì a riassumere in cinque giorni, conservandone le parti essenziali, il metodo ignaziano, che era concepito per essere predicato in un mese, così da permettere a tutti di seguirlo facilmente.

La predicazione degli esercizi in Spagna agli inizi degli anni ‘30 fu una vera epopea di conversioni e di formazione di cristiani militanti che, uscendo trasformati dagli esercizi ne facevano una propaganda straordinaria. In pochi anni migliaia di uomini poterono seguirli e fu per molti di essi una grazia provvidenziale. Circa ottomila uomini furono preparati dagli esercizi al martirio che subirono durante le persecuzioni anticristiane, che ebbero luogo nella guerra civile che doveva martoriare la Spagna dal 1936 al 1939.

Alleanza Cattolica da sempre fa suo il metodo dei cinque giorni – come trasmesso da padre Vallet – e nel periodo estivo ne propone l’esperienza vivificante.

Quest’anno in Puglia gli esercizi si terranno dal 2 al 7 settembre presso il Centro climatico “San Paolo”, a Lanzo di Martina Franca (Ta).

I contatti per eventuali informazioni e prenotazioni sono i seguenti: Roberto: 334 6180883 (robertocav@libero.it) Vincenzo: v.pitotti@libero.it

Emergenze ambientali

Corte Ue: “L’ex Ilva può essere chiusa se crea danni irreparabili a persone e ambiente”

foto G. Leva
25 Giu 2024

di Silvano Trevisani

La Corte di giustizia dell’Ue non ha dubbi, e con sentenza stabilisce la supremazia del cittadino su quella della produzione e del fatturato. “Se presenta pericoli gravi e rilevanti per l’ambiente e per la salute umana, l’esercizio dell’acciaieria Ilva dovrà essere sospeso”. Spetterà ai giudici nazionali fare le valutazione del caso e procedere alle decisioni necessarie, ma intanto i giudici di Lussemburgo tracciano la via da seguire in materia di diritto. L’Ilva di Taranto, dunque, può essere fermata. La seconda acciaieria più grande d’Europa, può chiudere i battenti, temporaneamente, in ragione della tutela della salute e dell’ambiente. La competenza a decidere in merito spetta al tribunale di Milano.

La sentenza

“In caso di violazione delle condizioni di autorizzazione all’esercizio dell’installazione, il gestore deve adottare immediatamente le misure necessarie per garantire il ripristino della conformità della sua installazione a tali condizioni nel più breve tempo possibile”. Insomma: non si può più perdere tempo, com’è stato fatto nel corso degli anni, già dopo l’inchiesta del 2012, per mancanza di soldi o di idee, decidendo di operare sempre in deroga e con commissariamenti e cessioni dal dubbio esito e sempre col freno a mano tirato sull’ambientalizzazione.

Anche perché operare in deroga non è più possibile. In caso di pericoli gravi e rilevanti per l’integrità dell’ambiente e della salute umana, “il termine per applicare le misure di protezione previste dall’autorizzazione all’esercizio non può essere prorogato ripetutamente e l’esercizio dell’installazione deve essere sospeso”. Deve decidere la giustizia italiana, in fretta e come si deve. Andare avanti in ragione dei posti di lavoro e della produzione rischia una procedura d’infrazione.

I commenti

Positivi ma cauti i primi commenti. “La sentenza della Corte europea di giustizia – commenta il segretario nazionale Fim-Cisl Valerio D’Alò – non deve farci paura, ma deve mettere i ministeri competenti in condizione di dover pensare ad ulteriori migliorie da apporre nella predisposizione dell’Aia e del piano ambientale e comunque, a tutte le azioni necessarie a rendere la produzione di acciaio sostenibile sul piano sanitario, della sicurezza e dell’ambiente. Per noi qualsiasi soluzione che abbia questo obiettivo, troverà il nostro favore” . “Il faro deve essere quello di trovare, come nelle migliori esperienze siderurgiche europee, soluzioni che non mettano in contrasto diritti fondamentali come quello della salute e del lavoro. Bisogna  far convivere entrambi dentro una cornice di sostenibilità ambientale e sanitaria, perché non c’è lavoro degno senza salute dei lavoratori e del benessere dei cittadini”.

Da parte sua, il segretario nazionale della Uilm Rocco Palmbella sottolinea le macroscopiche contraddizioni dell’intera vicenda: “La sentenza della Corte europea va nella giusta direzione, quella che indichiamo da tempo per salvaguardare la salute dei cittadini e dei lavoratori di Taranto: la valutazione dell’impatto sanitario nelle autorizzazioni per la produzione di acciaio. Allo stesso tempo, però, dobbiamo rilevare come oggi siamo in una situazione differente e paradossale: da una parte abbiamo un piano ambientale quasi ultimato e dall’altra abbiamo uno stabilimento quasi fermo. La produzione al lumicino, migliaia di lavoratori sono in cassa integrazione, con più persone a casa che in fabbrica, e l’assenza di un piano industriale e di rilancio”.

“Questa pronuncia – secondo Rizzo e Colautti dell’Usb – bacchetta l’Italia e dice no al ricorso indiscriminato alle proroghe dell’Aia. Alla luce di tutto ciò, attendiamo una tempestiva convocazione dal Governo. Bisogna discutere del futuro dei lavoratori e delle famiglie degli stessi, che operano in tutti i siti italiani siderurgici del gruppo. Bene quindi la pronuncia della Corte che parla chiaro. Ma il Governo italiano sia finalmente consequenziale, convocando i sindacati e individuando una strada che tenga insieme il rispetto della salute e dell’ambiente da un lato, e dell’occupazione dall’altro”.

La convocazione

La convocazione da parte del governo in realtà non si è fatta attendere, anche se l’argomento, fissato per il prossimo 2 luglio, riguarda l’estensione della cassa integrazione a ben 5.200 lavoratori dell’azienda siderurgica. Questione che ha già suscitato grossi malcontenti.