Vita sociale

Inaugurato San Gaetano, hub socio-culturale che vuole ridare un’identità alla Città vecchia

È stata ufficialmente sancita la riapertura dell’ex chiesa di San Gaetano in Città Vecchia, già conosciuta come Cantiere maggese, che diventa un contenitore socio-culturale rilanciando anche la sua denominazione originaria. L’immobile è stato affidato per dieci anni all’associazione Symbolum…

30 Giu 2022

di Silvano Trevisani

La Città vecchia si riappropria di uno dei luoghi simbolici della propria storia e della propria vita sociale, e ancora una volta lo fa per l’impegno e la disponibilità che la Chiesa dimostra nell’affiancare e sollecitare le istituzioni pubbliche e gli enti strumentali. Con la benedizione del parroco di San Cataldo, don Emanuele Ferro, e il taglio del nastro da parte del sindaco Rinaldo Melucci, è stata ufficialmente sancita la riapertura dell’ex chiesa di San Gaetano, già conosciuta come Cantiere maggese, che diventa un contenitore socio-culturale rilanciando anche la sua denominazione originaria. L’immobile è stato affidato per dieci anni all’associazione Symbolum, presieduta da monsignor Emanuele Ferro, parroco di Taranto vecchia. L’associazione è capofila del progetto “L’isola che accoglie”, finanziato da Fondazione con il Sud per un triennio e che riunisce diversi partner. L’obiettivo sarà promuovere buone pratiche sul territorio, con il diretto coinvolgimento dei residenti. Insomma, un futuro sostenibile e autogestito per gli spazi dell’hub.

La cerimonia di consegna si è svolta in una cornice di folla festosa che è stata prima guidata in un itinerario organizzato da Giovanni Guarino, denominato “Caccia alle mura”, mini percorso tra i vicoli a ridosso di san Gaetano alla scoperta delle mura greche, poi si è raccolta attorno a San Gaetano dove il sindaco Melucci, il vice sindaco Manzulli, gli assessori Azzaro e Marti, i rappresentanti di Fondazione per il Sud, dirigenti e tecnici hanno tenuto a battesimo la neonata compagine sociale.

È toccato a don Emanuele, presidente di Symbolum spiegare la genesi del progetto: “La Città vecchia è un contesto che attraversa una profonda crisi economica, sociale e identitaria che si manifesta tanto nella popolazione quanto nel suo patrimonio immobiliare. Per intervenire in questa difficile situazione si è scelto di trasformare l’ex chiesa di San Gaetano in un hub nel quale convogliare attività educative culturali di assistenza sociale, di formazione professionale e di supporto abitativo, generando in questo modo un impatto di lungo periodo sull’ambiente circostante e avviando processi di rigenerazione urbana”. Da qui nasce Symbolum, ente di servizio della cattedrale nato per avviare processi contro ogni tipo di marginalità, con il coinvolgimento di competenze necessarie al coinvolgimento della cittadinanza.

Dopo aver ringraziato Elena Modio e Francesco Falcone, punti di riferimento di Symbolum, ha spiegato come essa sia capofila di un gruppo di realtà associative e formative locali che sono partner, ovvero: Ammostro, Crest Formedil Cpt Taranto, Legabiente, Officina Maremosso Post Disaster.

Lavoreremo – ha aggiunto don Emanuele – perché da San Gaetano possa partire un processo di ricostruzione dell’identità locale, perché possa essere un luogo delle opportunità, per tutti, a partire dai residenti. Chiediamo alla città intera, alle sue forze più sane e solidali di esserci a fianco, di partecipare in questa avventura che fa tremare i polsi ma che ci stimola a fare del nostro meglio come non mai”.

Nel suo intervento, il sindaco Melucci ha sottolineato come il problema più importante non sia quello di fare della Città vecchia il centro dei flussi turistici e quindi buona economia, di offrire nuove opportunità alle famiglie, non è neppure quello di creare un nuovo museo a cielo aperto “ma il problema è un recupero sociale che rivitalizzi e umanizzi il quartiere”.

Su questa strada – ha detto Melucci – ci siamo incamminati e da qui in avanti vedrete sempre più cantieri attivi, grazie anche a Fondazione per il Sud che, nonostante le difficoltà e le lungaggini della burocrazia, ci è stata sempre vicina, non si è mai tirata indietro e ci ha stimolato a fare investimenti per le persone. Potrebbe occuparsi di tante cose, ha delle finanze che consentono una certa flessibilità ma sceglie la strada più complessa che è quella di individuare luoghi come questo e fare investimenti che possano ingenerare cambiamenti nella vita delle persone. Quindi, questa è per noi un bella giornata, non solo perché è il coronamento di tanto lavoro, ma perché una volta tanto ci sentiamo più contenti per le persone. E proprio alle persone che io vedo qua, oltre al ringraziamento voglio lanciare un messaggio perché sentano proprie queste cose e collaborino alla loro salvaguardia e valorizzazione, perché queste cose costano, costano lavoro, costano relazioni, costano denaro”.

Rivolgendosi direttamente agli abitanti del quartiere, ha detto: “Siccome ci stiamo sforzando di portare il bene e le possibilità alle persone che abitano in questo luogo, se vogliamo ottimizzare le ricadute ci dovete dare una mano”.

A conclusione, alcuni ragazzi dell’Istituto comprensivo Galilei hanno presentato una breve drammatizzazione. Ha concluso la dirigente scolastica Antonietta Iossa.

Sport

Taranto ospita il Campionato nazionale di Aquathon: centinaia i partecipanti

29 Giu 2022

di Silvano Trevisani

Trecento iscritti: 70 donne, 230 uomini, a cui vanno aggiunti 60 ragazze e ragazzi: sono questi i numeri del partecipanti Campionato nazionale di Aquathlon che si disputerà a Taranto domenica 3 luglio, che vivrà un anticipo proprio con la gara dei ragazzi delle varie categorie giovanili, che si svolgerà sabato. Il che porta gli organizzatori a prevedere che saranno non meno di 8/900 le persone che nel prossimo fine settimana saranno a Taranto per partecipare o per assistere all’Aquathlon dei due Mari. L’evento sportivo organizzato dall’Asd Triathlon Taranto con il sostegno e la collaborazione delle Federazioni Triathlon (Fitri) Regionale e Nazionale, con il patrocinio del Comune di Taranto e della Regione Pugli è stato presentato nel Salone degli Specchi di Palazzo di città, presenti: l’assessore comunale allo Sport Gianni Azzaro; l’ammiraglio di squadra Salvatore Vitiello, comandante Marittimo Sud; il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio; il delegato provinciale Coni Michelangelo Giusti; il presidente dell’Asd Triathlon Michele Giannese.

L’Aquathlon, lo ricordiamo ai neofiti, è una variante del Triathlon che prevede lo svolgimento di tre frazioni senza soluzione di continuità: corsa (2,5km), nuoto (1km), corsa (2,5km). Gli atleti partiranno da piazza Castello, attraverseranno il Ponte girevole, percorreranno il lungomare fino a piazza Ebalia per tornare indietro e dirigersi verso la discesa del Vasto in Città vecchia. Qui sarà allestita la zona cambio: gli atleti lasceranno scarpe e maglietta per indossare cuffia e occhialini e tuffarsi nel canale navigabile. Terminata la frazione a nuoto effettueranno il percorso podistico al contrario. Arrivo in piazza Castello. Sabato 2 luglio, a partire dalle 15 sono in programma le gare Giovanili Kids + Youth A Aquathlon che si svolgeranno sulla Banchina Torpedinieri, a ridosso del Mar Piccolo. Domenica mattina, invece, l’assegnazione del titolo nazionale Aquathlon maschile e femminile.

Alla conferneza stampa ha portato il suo saluto il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, che ha espresso soddisfazione per il gran numero di atleti iscritti. “Il programma che va strutturandosi da qui ai prossimi mesi prevede altri eventi sportivi di rilievo che riguardano il canottaggio e la vela, in programma a fine estate. Siamo contenti che si stia ripartendo velocemente”.

Taranto capitale del mare e sede dei Giochi del Mediterraneo 2026. “Il Campionato Nazionale di Aquathlon – ha ricordato l’assessore Azzaro – abbraccia entrambe queste prerogative lungo le quali si muove l’azione dell’Amministrazione comunale di Taranto. Vogliamo intensificare la promozione dello sport, soprattutto di quelli legati al mare. Inoltre, la presenza di un folto numero di atleti provenienti da tutta Italia fa di questa competizione una importante vetrina per la nostra città”. Proprio per favorire l’accoglienza di atleti, accompagnatori, staff tecnici, gli organizzatori dell’Aquathlon dei Due Mari hanno stipulato convenzioni con alcune strutture ricettive del territorio che hanno accolto con favore questa opportunità.

La gara che assegnerà i titoli italiani femminile e maschile si svolgerà lungo le vie del Borgo e nelle acque del Canale Navigabile che lambiscono lo splendido Castello Aragonese. Uno scenario unico che renderà suggestiva e spettacolare la manifestazione. Una particolarità questa subito colta dal Presidente Nazionale della Federazione Triathlon (Fitri) Riccardo Giubilei che ha fortemente voluto che la competizione si svolgesse a Taranto.

Partner della manifestazione è la Marina Militare. “Il Castello Aragonese e il Canale Navigabile – ha sottolineato l’ammiraglio Vitiello – offriranno uno scenario mozzafiato ed esclusivo ad una manifestazione che non può non vedere coinvolta la Marina Militare perché si parla di mare e di sport.”.

La Regione Puglia – ha detto Di Gregorio – non poteva non essere vicina a questo evento importante sotto il profilo tecnico/agonistico e che costituisce una bella vetrina per la nostra città. Ringrazio gli organizzatori e la Federazione Nazionale Triathlon nella persona del presidente Giubilei per aver creduto in Taranto. Mi auguro che questo sia un buon viatico per le tappe di avvicinamento ai Giochi del Mediterraneo 2026”.

Abbiamo organizzato il Campionato Nazionale a Taranto – ha spiegato Giannese – oltre che per la nostra passione, perché volevamo realizzare un evento che abbinasse la promozione del territorio ad un grande evento sportivo che portasse a Taranto i migliori atleti provenienti da tutte le regioni italiane. Gli atleti avranno di fronte un contesto più unico che raro. Il quartier generale della manifestazione è il Castello Aragonese, all’interno del quale si svolgeranno anche le premiazioni finali. Questo evento è stato reso possibile da una molteplicità di collaborazioni, in primis quelle federali e istituzionali. Non meno importanti le tante associazioni che contribuiranno allo svolgimento delle competizioni e gli sponsor che hanno creduto in questa iniziativa”.

Soddisfatto il delegato provinciale Coni. “Non è facile portare a Taranto eventi di questo livello – ha detto Giusti – il Coni e le singole federazioni sono impegnate a realizzare un percorso di avvicinamento ai Giochi del Mediterraneo del 2026 portando a Taranto il maggior numero di eventi nazionali e internazionali”.

Hic et Nunc

La scomparsa di Antonio Caramia, noto e poliedrico imprenditore tarantino

28 Giu 2022

di Silvano Trevisani

Si è spento, a 81 anni, l’imprenditore Antonio Caramia, molto noto per le sue vulcaniche iniziative imprenditoriali e per il suo carattere sempre volitivo e spesso controcorrente, che negli anni giovanili aveva avuto un ruolo di spicco nel mondo dell’imprenditoria locale e anche all’interno dell’associazione degli imprenditori, Confindustria Taranto, di cui era divenuto anche presidente provinciale e vicepresidente regionale.

La sua attività imprenditoriale più importante e redditizia è stata senza dubbio quella legata alla gestione, assieme ai fratelli Pasquale (scomparso nel 2018) e Saverio, della discarica Italcave, ma non aveva disdegnato intrusioni di altri settori, a partire da quello editoriale, legato alla nascita, nei primi anni Ottanta, dell’emittente televisiva Canale Uno, che aveva coinvolto alcuni di più noti giornalisti tarantini, come Franco Cigliola, Narciso Bino, Nino Botta e altri, fondata con grandi ambizioni e tante risorse, ma destinata a una durata piuttosto breve. Caramia, che è stato anche presidente dell’Autorità portuale di Taranto e della Cassa edile, l’ente finanziario del settore edilizio che ha avuto alterne vicende, come pure la Scuola edile, ha investito nel settore turistico, anche qui mettendosi in luce con iniziative ambiziose non necessariamente popolari, come pure accaduto nel settore portuale, com’era d’altra parte nella sua indole, che lo spingeva a non tirarsi indietro davanti alle controversie di natura economico imprenditoriale ma a giocare le sue carte con sicurezza e forza di volontà.

Qualche anno fa, esattamente nel 2916, a qualche anno dallo scoppio dello scandalo Ilva, quando ci si dibatteva nei complessi scenari del futuro da dare allo stabilimento siderurgico di Taranto, Antonio Caramia si era messo in luce con una presa di posizione da molti considerata sconcertante: l’invito a far chiudere l’Ilva “ora, senza se e senza ma”.

Giudicando il risanamento come “impossibile” lanciò un appello per “un rinascimento economico, culturale, sociale che richiede buon senso e coraggio. Il buon senso di capire che per cambiare bisogna partire dal problema più grande: l’Ilva”.

Si impegnò, poi, anche a replicare alle polemiche che tale presa di posizione, assunta da parte di un uomo che fino a pochi anni prima era stato un paladino dello sviluppo industriale, aveva suscitato, anche quella volta con il pieno coraggio delle sue azioni, ma fu quella la sua ultima “battaglia pubblica”.

Antonio Caramia lascia la moglie Lucia e le figlie Barbara e Livia, cui a il cordoglio del nostro giornale.

Politica italiana

Ballottaggi: Barulli, ultimo sindaco 5Stelle, spiega a ND la sua riconferma a Mottola

27 Giu 2022

di Silvano Trevisani

Il completamento del turno elettorale con i ballottaggi di Castellaneta, Mottola e Palagiano dà almeno tre chiare “sentenze” sulla situazione politica della nostra provincia: la prima è il consolidamento del primato del centrosinistra, dopo le affermazioni piuttosto nette di Taranto e Martina Franca, con il centrodestra che “conserva” soltanto Sava. Castellaneta, roccaforte del centrodestra, il cui candidato, Alfredo Cellamare, non era stato eletto al primo turno per poche decine di voti, sterza bruscamente a sinistra, consegnando a sorpresa la poltrona di sindaco a Gianbattista Di Pippa che al primo turno aveva solo il 36%! Palagiano ha riconfermato l’uscente Domiziano Lasigna, sorretto da una coalizione di liste civiche, che ha avuto la meglio sul candidato del centrosinistra, Rotolo, mentre era stato escluso dal ballottaggio Borracci del centrodestra.

La seconda sentenza, anche questa piuttosto inoppugnabile, è la conclusione del “ciclo” di Giovanni Gugliotti, giovane e ambizioso presidente della Provincia di Taranto, già sindaco di centrodestra proprio di Castellaneta, cui oggi mancherebbero decisamente i numeri per essere riconfermato alla guida di un ente che, depotenziato dal governo Monti senza essere però cancellato, mantiene comunque un fetta di competenze appetibili.

La terza, e forse più singolare “sentenza” emersa dal voto è la riconsegna al Movimento 5Stelle della poltrona di primo cittadino di Mottola, unica città sopra i 15.000 abitanti tra quelle andate alle urne, che sarà guidata da un suo esponente, quel Gianpiero Barulli che era comunque il sindaco uscente. Una riconferma che fa, comunque, di Mottola un caso nazionale, dopo la debacle del movimento fondato da Beppe Grillo, alle amministrative alle quali, a onor del vero, non aveva mai brillato. Trentasei anni, laureato in scienze giuridiche, fermo sostenitore del movimento, Gianpiero Barulli, fresco di riconferma, ha accettato di rispondere alle nostre domande:

Si aspettava la rielezione?

Dopo i risultati del primo turno ero abbastanza tranquillo e confidavo nella rielezione. Essendo il candidato più suffragato con circa 3.000 voti, ho capito che la gente di Mottola aveva apprezzato il lavoro fatto in questi anni.

Se dovesse analizzare i fattori premianti del quinquennio amministrativo che si è chiuso, quali crede abbiano portato alla sua vittoria?

Credo che la gente abbia apprezzato, del mio operato, il fatto di essere diventato un punto di riferimento per la città, la disponibilità costante all’incontro e al confronto e poi anche l’attività svolta e che è sotto gli occhi di tutti, a partire dai tanti cantieri che sono partiti e che si sono realizzati.

Come si sente ad essere rimasto un po’ l’unico sindaco pentastellato? E rifarebbe la scelta di candidarsi per il movimento?

Rifarei la scelta senza dubbio. Siamo ancora coerenti e abbiamo a cuore i valori originari che furono alla base della nascita del movimento, al di là delle scelte poi compiute a livello nazionale e delle vicende anche recenti. Ma è indubbio che un peso determinante lo hanno anche i comportamenti personali e la coerenza espressa, sia a livello nazionale che a livello locale.

Ma ritiene che il movimento abbia ancora un futuro, anche dopo questa debacle e dopo la scissione? E a quali condizioni?

Un futuro lo può avere, a condizione che le battaglie ideologiche storiche che sono alla base della sua nascita riprendano vigore e tornino al centro dell’attività politica. Solo così possiamo riuscire a risalire.

Come valuta l’affermazione del centrosinistra a Castellaneta, pensa che sia la conclusione del ciclo espresso dal sindaco Gugliotti o crede che ogni comunità abbia una storia a sé.

Non posso esprimere valutazioni su ciò che accade nelle altre realtà, penso che ogni amministrazione si distingua per la capacità della propria squadra, al di là delle bandiere e degli schieramenti che l’hanno prodotta.

La sua squadra sarà formata sulla base di quella che ha amministrato Mottola nel quinquennio precedente?

Sì, ci saranno delle riconferme ma ci saranno sicuramente anche dei nomi nuovi.

Hic et Nunc

Dal 29 giugno il Magna Grecia Festival con omaggi a Battiato, W. Houston, Elton John

24 Giu 2022

di Silvano Trevisani

Nove appuntamenti, che si svolgeranno fra l’arena della Villa Peripato e i lidi tarantini Yachting club e Lemaée, segneranno, dal 29 giugno al 10 agosto, l’itinerario del Magna Grecia Festival, presentato, nel salone degli specchi di Palazzo di città, dal direttore dell’Ico Magna Grecia, Piero Romano, e da Fabiano Marti, già assessore alla Cultura e in predicato di ridiventarlo, dopo l’elezione a consigliere comunale. Nomi di spicco e appuntamenti per tutti i gusti, così come ci ha abituato ormai da anni l’organizzazione, si susseguiranno, e che renderanno omaggio anche a miti come Battiato Whitney Houston ed Elton John, ma preceduti da un concerto di apertura che avrà un significato particolare, dal momento che è affidato all’Orchestra giovanile della Magna Grecia Città di Taranto, diretta da Davide Sanson, pianista Pasquale Iannone, che proporrà “Hollywood”, con grandi di Gershwin e Berenstein.

“Un pieno di proposte diversificate e di grandi sorprese – lo ha definito Piero Romano – Si parte con una bellissima realtà che è quella dell’Orchestra giovanile Città di Taranto, la loro produzione promette una serata brillante ed effervescente. Poi tanti appuntamenti con la musica classica, pop, rock, pensiamo ad Alice che canta Battiato, pensiamo a C.J.Marvin che farà una serata dedicata ad Elton John, ripensando alla produzione cinematografica di un paio di anni; fa poi Mamoud, col progetto Ma-Ta, che consentirà ai tarantini che lo vorranno a Matera dov’è previsto il suo concerto nell’ambito di uno scambio, che consentirà ai materani di venire a Taranto per assistere al concerto di Alici, che è presentato come tappa del suo ultimo tour. Poi il Falstaff che l’Orchestra giovanile porterà al Festiva di Lerici, nella sua prima trasferta. Tanta bella musica, insomma, che sarà ascoltata non solo a Villa Peripato ma anche, alle luci del tramonto, sul litorale tarantino, in alcuni lidi che ospiteranno gli eventi”.

Fabiano Marti, da parte sua, ha ringaziato Piero Romano e tutta l’organizzazione dell’Orchestra “perché ogni estate ci regala dei momenti meravigliosi che non si svolgono soltanto nei classici luoghi deputati alla musica, ma anche sul nostro litorale, in zone di mare stupende, quindi esaltando anche il nostro mare che, lo abbiamo sempre sottolineato, è importantissimo per noi, in un rapporto imprescindibile come lo è divenuto quello tra Taranto le l’Orchestra della Magna Grecia. Riprendiamo dal “dove eravamo rimasti”, un impegno che ha sempre visto il Comune di Taranto e il sindaco, Rinaldo Melucci, accanto ad una delle grandi eccellenze del territorio ”.

C’è anche un po’ di Magna Grecia, in senso storico-culturale, tra le tante iniziative che l’Ico promuove nella sua intensa attività. Ci riferiamo al progetto di residenza “Mousiké et Areté” portato avanti in collaborazione con il Museo archeologico. “La presentazione del Magna Grecia Festival – ha dichiarato Eva degl’Innocenti, direttrice del Museo archeologico – ci ha permesso di parlare della terza edizione di “Mousiké et Aretè”, realizzata con il finanziamento dei fondi europei, dalla quale sono emersi due vincitori, Annarosa Partipilo e Jacopo Raffaele, autori di testi e musica di un’opera che sarà eseguita dall’Orchestra della Magna Grecia e dal L.A. Chorus, il prossimo 30 giugno al MArTA, dopo tre concerti in programma in Albania e Grecia”.

Questo il programma: Mercoledì 29 giugno alle 21, Villa Peripato, lo spettacolo “Hollywood” con l’Orchestra giovanile della Magna Grecia – Città di Taranto, diretta da Davide Sanson, con Pasquale Iannone al piano (ingresso 5euro). Domenica 3 luglio, alle 21, Peripato: “Ribelli”, i personaggi dello sport che hanno corso controvento: protagonista il giornalista sportivo Federico Buffa, in una intervista teatrale condotta da Marco Caronna. Orchestra della Magna Grecia diretta da Valter Sivilotti (ingresso 10euro).

Giovedì 7 luglio, alle 21, Villa Peripato: “Indimenticabile Whitney”. Belinda Davids, a pieno titolo considerata degna erede di Whitney Houston. Orchestra della Magna Grecia diretta da Roberto Molinelli (ingresso 10euro).

Martedì 12 luglio, alle 21 Villa Peripato: “Alice canta Battiato”. Alice con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal maestro Carlo Guaitoli, per tanti anni collaboratore di Battiato. Venerdì 15 luglio, alle 20, allo Yachting Club: “A ritmo di Bernstein”, con l’Orchestra della Magna Grecia diretta da Michele Nitti, parlamentare che nei giorni scorsi ha diretto l’ICO, a Roma, in occasione della Festa della musica; protagoniste dell’evento: Anna Serova, viola; Laura Marzadori, violino (ingresso 10euro).

Lunedì 25 luglio, alle 20, al Lido Lamarée: “I love Rachmaninov”. Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Bartosz Zurakowski, al piano Ivan Donchev, (ingresso 5euro). Venerdì 29 luglio alle 20.00, allo Yachting Club: “Lirica sotto le stelle”. Le più belle arie pucciniane con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal maestro Giuseppe La Malfa; Francesca Manzo, soprano; Gustavo Castillo, baritono (ingresso 5euro).

Giovedì 4 agosto, alle 21 Villa Peripato: “Falstaff”, l’ultima opera di Verdi, con l’Orchestra della Magna Grecia e l’Orchestra giovanile della Magna Grecia insieme, dirette dal maestro Gianluca Marcianò (ingresso 5euro). Infine, mercoledì 10 agosto alle 21.00, Arena Villa Peripato: “The Elton Show”. Una delle più grandi leggende viventi del rock e del pop, celebrata dalla voce di C.J. Marvin, con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal maestro Roberto Molinelli (ingresso 10euro).

Hic et Nunc

Ex Ilva: Melucci contesta Giorgetti. Ne parliamo con gli ambientalisti Contrario e Carbotti

23 Giu 2022

La vicenda ex Ilva somiglia sempre più a un’interminabile partita a scacchi. Decisiva per le sorti di Taranto ma giocata senza regole o con tattiche improvvisate ad ogni mossa. Così, da un lato il ministro dell’Industria Giorgetti sostiene, rispondendo a un’interrogazione parlamentare, che la produzione d’acciaio deve aumentare e che l’Ilva deve passare immediatamente a produrre 5,7 milioni di tonnellate, dall’altro l’incontro svoltosi ieri al Mise, tra sindacati, azienda e ministero, non chiarisce affatto come si debba arrivare a questo risultato. Posto che, lo hanno rimarcato i sindacati e ribadito al termine dell’incontro, al di là del rinvio di due anni della ridefinizione della proprietà delle Acciaierie d’Italia, che sarà a maggioranza pubblica, nulla si sta facendo né sul fronte industriale, con le strutture produttive in progressivo degrado, né su quello ambientale, con processi di decarbonizzazione più volte proclamati ma tutti da definire, né ancora meno sul piano occupazionale, con una crescita della cassa integrazione che è la netta contraddizione di ciò che sostiene Giorgetti, e con il mancato pagamento delle aziende dell’appalto, i cui dipendenti sono di fatto “finanziatori” dell’impresa, non venendo pagati da molti mesi.

A Giorgetti risponde subito il sindaco Rinaldo Melucci, secondo il quale almeno tre cose, in quelle dichiarazioni, preoccupano molto il Comune. Innanzitutto, si chiede di spingere la produzione all’interno di un quadro di norme che, a più riprese, si sono ritenute insufficienti anche da parte degli organismi scientifici a garantire la salute di lavoratori e residenti. In secondo luogo viene evidenziata la necessità di aumentare la produzione, senza mai fornire un vero piano industriale di prospettiva e le risorse necessarie. “Ma in ultimo – aggiunge Melucci – Giorgetti utilizza in maniera errata l’argomento del Regolamento Ue della Transizione giusta, che stanzia più di 800 milioni per Taranto, ma non per l’ex Ilva. Ancora una volta si chiede al ministro di chiarire la posizione del Governo e di convocare le parti per una discussione di lungo respiro”.

Fin qui il botta e risposta ufficiale tra le istituzioni, ma qual è lo stato d’animo della città, e soprattutto di coloro che da tempo si battono sul fronte ambientalistico? Ne abbiamo parlato con due noti esponenti, Luca Contrario, rappresentante di “Una strada diversa” che, candidatosi con Taranto Crea nelle recenti amministrative, è risultato primo dei non eletti e, quindi, seriamente candidato a subentrare in Consiglio, e con Nino Carbotti, da sempre schierato con i verdi e che ha sostenuto la lista di Europa verde alle comunali.

Come valuta le dichiarazioni Giorgetti, lo chiediamo a Contrario.

Le dichiarazioni di Giorgetti le ho trovate ai limiti dell’imbarazzante, per due ordini di ragioni. La prima è che si parla addirittura di aumento quando allo stato attuale il sistema Ilva cade a pezzi, continua a produrre disastro ambientale e disastro sanitario e si muove all’interno di un’autorizzazione Aia che, nonostante i recenti ripensamenti, non si ritiene possa tutelare la salute. In questo quadro, pensare addirittura di aumentare la produzione sembra realmente uno schiaffo ulteriore alla comunità. La seconda è che si rilasciano dichiarazioni pubbliche con tanta leggerezza senza ancora far riferimento a un piano industriale che sia tale. Alla data di oggi nessuno sa come il governo voglia assicurare la produzione in un quadro di garanzie per l’ambiente e la salute.

Come pensate si debba reagire?

A oggi ritengo sufficiente la presa di posizione del sindaco, in prospettiva di un insediamento del Consiglio comunale che richiede ancora qualche settimana. Ma è fin troppo evidente che la dichiarazione del ministro appare velleitaria, persino imbarazzante, comunque inaccettabile.

A Nino Carbotti chiediamo una valutazione generale della situazione.

I fatti dicono che c’è la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che è abbastanza severa e invita lo Stato a prendere dei provvedimenti in merito a ciò che accade a Taranto; poi c’è una pronuncia dell’Organizzazione mondiale della sanità che è sullo stesso piano. Non va dimenticato che sia la procura che la Corte d’appello hanno rigettato la richiesta di dissequestro degli impianti esprimendosi su basi scientifiche; senza poi contare che è ancora in vita un’ordinanza del 2012 ancora pendente, nonostante le ripetute proroghe concesse per l’adeguamento alle disposizioni Aia, che vengono rinviate di anno in anno. Tutto ciò prefigura una situazione insostenibile. Il fatto di voler portare la produzione a 5,5 milioni di tonnellate, o magari a 8, è una follia perché quella fabbrica cade a pezzi. A parte l’inquinamento, si sfiora quotidianamente la tragedia.

Cosa fare?

La prima cosa da fare è rispettare l’ordinanza del giudice Todisco del 2012 e chiudere tutte le fonti inquinanti, poi il resto di vedrà. Ma non è concepibile che trascorrano altri dieci anni mentre si continua a inquinare e si commettono dei reati. Basta: si è consapevoli che vengono commessi reati? Allora bisogna fermarli. Poi possiamo parlare di eventuali progetti futuri ma il nostro obiettivo è sempre quello: chiusura delle fonti inquinanti, riqualificazione degli operai e dei quadri dirigenti in sinergia con l’Università: fare di Taranto, come già affermato dieci anni fa, un’area pilota per le bonifiche.

Il fatto che l’acciaio sia importante?

I dati rilevati da Siderweb ci dicono che l’Italia produce 24 milioni di tonnellate di acciaio, di cui 20 vengono prodotti in tutto il Paese con i forni elettrici. Perciç: dire che chiudere l’Ilva significa non produrre più acciaio è una favola.

Libri

Un volume di mons. Alessandro Greco
invita all’Annuncio attraverso le parabole

23 Giu 2022

di Silvano Trevisani

Monsignor Alessandro Greco ci ha abituati ormai da tempo a “fare i conti” con le sue profonde riflessioni, che prendono forma di scrittura e si compongono in volumi densi e ricchi, che hanno una caratteristica importante: pur essendo dei concentrati di teologia si fanno leggere con grande facilità e piacere. Nelle scorse settimane, in occasione dei festeggiamenti del 50simo di sacerdozio, che ha condiviso con l’arcivescovo Filippo Santoro, con l’arcivescovo di Potenzia, Salvatore Ligorio, con il compianto don Ciro Antonacci e con don Antonio Caforio, monsignor Greco, vicario generale della diocesi, ha dato alle stampe: “Annunciare Gesù con le parabole. Piste di Cristologia Biblica. Riflessioni per la vita cristiana”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Si tratta di un grosso saggio, di circa 550 pagine dato alle stampa per i tipi delle Edizioni Viverein di Monopoli, con le quali aveva già dato alle stampe i numerosi, precedenti volumi di materia teologica, cui poi vanno aggiunte le sue interessanti prove di narrativa.

Come si desume facilmente dal titolo, il volume proporne una riflessione complessa ed esauriente sulle 34 parabole (ma qui si innesterebbe un dibattito cui anche l’autore fa riferimento, sul reale numero delle parabole, dal momento che alcuni autori inseriscono tra di esse anche quelle che sono le semplici metafore colte dal linguaggio colloquiale) che Gesù ci ha “raccontato” nei Vangeli. Per ognuna delle parabole considerate, monsignor Greco riporta prima il testo evangelico, poi esamina il contesto, sviluppa il senso della parabola, ne esamina l’interpretazione cristologica, ovvero il tema cui ogni parabola si ascrive e, infine propone: “oltre la parabola”, ovvero una serie di riflessioni che rafforzano il contesto e lo attualizzano dal punto di vista sociale e umano, traendone indicazioni, esempi, suggestioni. In una prospettiva, quindi, non religiosa ma laica, per dimostrare che le parabole hanno da insegnare anche a chi non crede.

In queste pagine – spiega lo stesso autore – vengono presentate le parabole da lui narrate per mettere in evidenza la forza del suo pensiero che viene manifestato con la debolezza di un mezzo molto comune, ma comprensibile a tutti. L’intento è quello di partire dalle parabole per esporre, in maniera più esplicita, la dottrina e soprattutto per comprendere l’identità di Gesù vero Dio e vero uomo. Esse, cioè, vengono lette e interpretate in prospettiva cristologica. I temi che contengono hanno per oggetto il Regno, la paternità di Dio, la misericordia, il mistero di Cristo, la Parola, la vigilanza, la carità, la preghiera, l’umiltà. Le parabole sono un mezzo per trasmettere verità altissime che diventano oggetto dell’evangelizzazione”.

Per una maggiore efficacia, il testo suddivide in gruppi diversi, per tipologia, le parabole sul Regno (il Mistero del Regno, sette parabole sul Regno, la Vita della Chiesa e le tre sull’avvento del Regno dei Cieli); il ministero di Gesù in Galilea e la salita verso Gerusalemme; il ministero a Gerusalemme; la Misericordia; la Carità e poi gli ultimi discorsi, che si concludono con la parabola dei talenti.

Nella sezione dedicata alla Misericordia, ad esempio, è riportata la parabola del Figliol prodigo, ritenuta una delle più belle pagine del Vangelo e, dopo aver riportato il testo di Luca, Alessandro Greco ci spiega in primo luogo come questo racconto, assieme a quello della pecorella smarrita e della donna che ritrova la dracma perduta, manifestino un carattere polemico, poiché rispondono indirettamente alle accuse che gli ebrei rivolgono a Gesù di farsela con peccatori e pubblicani. Attraverso la rappresentazione dell’amore misericordioso e gratuito di Dio, che apprezza oltre misura il pentimento del peccatore, si manifesta il cambio di prospettiva che Gesù indica a un popolo che attendeva in lui un uomo potente, un liberatore arrogante che non se la faceva certo con gli ultimi e non era disposto a perdonare i loro limiti. Ma l’autore approfondisce, a questo punto, tutta la prospettiva cristologica nel piano della rivelazione e fornisce strumenti preziosi di approfondimento, ma anche spunti omiletici ricchissimi.

Conclude il volume una bibliografia che unisce il magistero della Chiesa e dei pontefici, con tutta una serie di studi di settore consultati.

Ecclesia

Grottaglie si gode il restauro della facciata della Chiesa madre

21 Giu 2022

di Silvano Trevisani

Le stille di acquasanta con cui l’arcivescovo Filippo Santoro ha asperso la facciata della Chiesa madre collegiata di Maria S. Annunziata di Grottaglie, hanno vivificato gli sguardi della comunità che ha riscoperto la bellezza intrigante di un’architettura sacra che il tempo aveva ingrigito. Così la benedizione della ristrutturazione è stata l’occasione per ritrovare anche un po’ della storia della chiesa che fu la primogenita di Taranto e che è solidamente legata da circa un millennio.

Dopo il saluto del sindaco Ciro D’alò, dell’ingegner Domenico Mancini della Tms Engineering srl Di S. Giorgio Jonico, dell’assessore Maurizio Stefani, il parroco don Eligio Grimaldi, ha rimarcato come i lavori si siano svolti con precisione ed efficacia straordinarie e come essi si inseriscano all’interno di un programma di ristrutturazioni e valorizzazioni che riguardano l’intero complesso della collegiata, e che hanno già riguardato, tra le altre cose, l’organo rinascimentale, il cappellone di San Ciro e altri tesori presenti nell’antica chiesa, che più volte è stata rimaneggiata nel corso dei secoli.

Dopo gli interventi di Ciro De Vincentis, per la Pluriassociazione San Francesco de Geronimo, e Giovangualberto Carducci, per la Società di storia patria, è toccato allo storico Rosario Quaranta relazionare, in maniera efficace ed esauriente, su: “La facciata della Chiesa Madre Collegiata Maria SS.ma Annunziata di Grottaglie tra storia e arte”. Dopo aver mostrato immagini fotografiche della facciata, a partire dagli ultimi anni dell’Ottocento, e proposto una rilettura delle fonti storiche, non moltissime ma importanti, ha ripercorso le questioni fondamentali della storia del monumento, a cominciare dalla sua fondazione, che sarebbe di molto anteriore alla data del 1379 indicata dall’epigrafe posta sulla stessa facciata, che la vuole realizzata in quella data dall’architetto Domenico da Martina, per committenza dell’arcivescovo Giacomo d’Atri. Ma sia l’impianto romanico, sia gli evidenti rifacimenti farebbero retrodatare la chiesa di almeno due secoli, in periodo comunque di poco posteriore alla rifondazione di Taranto e della cattedrale di San Cataldo. Gli elementi decorativi del portale, inoltre, farebbero pensare che lo stesso sia stato realizzato in un’epoca anteriore al completamento del 1379. Ma anche la facciata completata nel 1379 non era quella che oggi si presenta a noi. La cuspide originale, infatti, sarebbe stata tagliata, come si vede chiaramente per i residui elementi decorativi, e innalzata agli inizi del XVIII contestualmente alla costruzione del Cappellone di san Ciro, voluto dal santo gesuita grottagliese Francesco de Geronimo, semplicemente per non essere superata in altezza dallo stesso cappellone. Queste e molte altre notizie sono state proposte da Quaranta che, tra l’altro, è anche autore di un grosso volume dedicato proprio alla Chiesa madre, il quale ha inoltre mostrato in dettaglio tutti gli elementi presenti sulla facciata e i ricchi decori che arricchiscono il grande rosone, purtroppo anch’esso rimaneggiato e privato degli archetti interni di pietra.

È, quindi, intervenuto l’architetto Beppe Fragasso, direttore tecnico “Garibaldi Costruire & Restituire”, il quale si è intrattenuto nella descrizione dei lavori di restauro realizzato sulla facciata e sui decori di straordinaria fattura, e sulle tecniche utilizzate per consolidare la pietra e preservarla dall’usura del tempo e degli agenti atmosferici. Ha, inoltre, spiegato la scelta di dare uniformità cromatica al rosone.

Nel suo intervento di chiusura monsignor Filippo Santoro ha espresso grande apprezzamento per il lavoro di pulitura e risistemazione della Chiesa madre, che dimostra un attaccamento del popolo di Grottaglie alle sue radici storiche ed ecclesiali ma ha anche auspicato, rivolgendosi alle autorità cittadine, che lo stesso massiccio intervento di risanamento sia riservato anche al castello episcopio, che viene ora gestito dal Comune, che è un simbolo evidente dell’antico legame della città delle ceramiche con la Chiesa di Taranto, auspicando che tale rapporto ne venga vivificato.

Hic et Nunc

Firmata la Carta di Taranto, ovvero:
il “Manifesto per l’ecologia integrale”

20 Giu 2022

Nasce il Manifesto per l’ecologia integrale – Carta di Taranto.Un prezioso documento di impegno per il futuro del pianeta, a cominciare dal Mediterraneo.

“Ci siamo messi in viaggio verso la realizzazione del progetto di Rete internazionale per l’ecologia integrale. Vogliamo mettere insieme il grido della Terra e il grido degli ultimi. Vogliamo conservare gli ecosistemi ponendo attenzione alle dimensioni umane, sociali e culturali. Il viaggio parte da Taranto, città ferita da un modello economico e sociale che ha devastato l’ambiente e ha colpito la salute delle persone. Ma Taranto è anche una città bellissima, porta verso il Mediterraneo, piena di energie pronte a mettersi in gioco su nuovi paradigmi culturali”. Sono queste le parole con le quali padre Giuseppe Buffon, direttore del Centro di ricerca della Pontificia Università Antonianum, commentò la visita del segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, nel maggio di tre anni fa.

Da un anno, proprio con la partecipazione di padre Buffon, un gruppo di imprenditori locali appartenenti all’associazione Costellazione Apulia, con la collaborazione della Camera di commercio, era stato attivato un gruppo di lavoro, stimolato da una riflessione di Enrico Giovannini, fondatore dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis), e da una di Mauro Magatti dell’Università Cattolica, per cercare di dare uno sbocco a tutto il lavoro di riflessione partito dopo la pubblicazione della “Laudato si’” di Papa Francesco.

Dopo una serie di incontri, svoltisi anche a Taranto, il lungo e intenso lavoro di studio e approfondimento partito nell’aprile 2018, che ha coinvolto esperti di diverse discipline, è stato sottoscritto, nella Cittadella delle imprese di Taranto, sede della Camera di commercio, il Manifesto per l’ecologia integrale – Carta di Taranto.
Pontificia Università Antonianum, Grande Moschea di Roma, Camera di commercio di Taranto, Ufficio GPIC dei Frati Minori d’Italia e Albania, Costellazione Apulia, Askesis, Happy Network e Centro di cultura Lazzati hanno sottoscritto, attraverso di esso, un impegno ambizioso ed epocale che intende condurre all’applicazione dei principi dell’ecologia integrale nel governo delle città e nel modello di economia e d’impresa, con un respiro mediterraneo di rilievo storico: “È il nostro Mare, infatti, il cuore dell’incontro fra i popoli che vi si affacciano, fra le diverse religioni, le culture, le prospettive e le concrete progettualità finalizzate al bene comune. Un Manifesto del confronto e dell’operatività, un Oikos del Mediterraneo, già attivato per diversi segmenti progettuali, che mette in rete le istituzioni, l’università, la società civile, le imprese. Un sogno di dialogo e connessione che, a Taranto, diventa realtà”.

Presenti, oltre all’Ente camerale, il professor Giuseppe Buffon, direttore del Centro ricerca della Pontificia Università Antonianum, il professor Nader Akkad Imam della Grande Moschea di Roma, insieme al dottor Abdellah Redouane, segretario generale Centro islamico culturale d’Italia- Grande Moschea di Roma, frate Francesco Zecca, esponsabile del Progetto Oikos e coordinatore dell’Ufficio Gpic – Compi, il professor Wissam Abou Nasser, presidente del Centro mariano per il Dialogo interreligioso del Libano.

Nella seconda parte della manifestazione, frate Francesco Zecca, della comunità di San Pasquale, ha presentato il progetto Oikos, il Centro per l’ecologia integrale del Mediterraneo. Sono intervenuti i rappresentanti di tre università: il professor Stefano Vinci, del Dipartimento jonico università di Bari, il professor Salah Ramadan dell’università di Al-Azhar e il professor Josep Canabate dell’Università autonoma di Barcellona.

Il partenariato sarà impegnato nelle prossime settimane sul doppio livello delle relazioni istituzionali/diplomatiche e della strutturazione dei processi attuativi.

Di seguito riportiamo le enunciazioni che sono alla base del manifesto:

Convocati dallo stupore per la Bellezza della Casa comune, Terra, Madre che nutre e governa la fraternità umana.

Inquieti per il suo grido che si fonde con il gemito delle Vittime di ogni discriminazione, della nostra e della Futura generazione.

Pronti a denunciare il dramma degli sconvolgimenti climatici, della riduzione della biodiversità, dell’emergenza rifiuti, del degrado.

Abitiamo, custodendo con responsabilità creativa, una consegna da restituire arricchita alle Generazioni future.

E riconoscenti verso la Bellezza del Vero e del Bene, avvertiamo il limite delle nostre professionalità e competenze e l’impellenza di un impegno per la cura della vita, vero traguardo dell’esercizio transdisciplinare della conoscenza e dell’azione.

Vediamo l’intelligenza della correlazione insieme alla ricerca dei perché, convinti che non esiste verità senza condivisione, né “unità del sapere”, senza la giusta autonomia epistemologica di ciascuna disciplina, né l’inclusività senza l’integrazione di prospettive scomode o non organiche con la propria visione, preferendo ciò che conferma e rassicura, né l’interconnessione senza l’individuazione di forme di comunicazione che consentano lo scambio, il confronto, fino alla realizzazione della fraternità universale.

Curiamo la visione di una nuova società civile, vocata a edificare la fraternità, cantata da Francesco di Assisi patrono dei cultori della casa comune.

Curiamo la difesa del diritto di ciascuno di essere fratello di tutti, rispettato nella propria ricerca della verità, secondo i principi della propria fede, fondamento della speranza di un oltre che sarà vera comunione.

Curiamo la fraternità tra le genti del mediterraneo chiamate a edificare la casa

della pace, mediante un nuovo paradigma del mercato e del lavoro, applicato da

una impresa a servizio dell’essere umano, custode del giardino.

Musica

Il Map ha chiuso col grande John Rutter che sabato 18 ha incantato la Cattedrale

18 Giu 2022

di Silvano Trevisani

“Il fatto che mi abbiano invitato una seconda volta significa che la prima volta non ho poi fatto così male: Taranto, una città magnifica, questo posto trasuda di grande spiritualità, non ho avuto difficoltà nel tradurlo in un quadro sonoro commissionatomi dall’Ico Magna Grecia”.

Sono le parole con cui si presenta John Rutter, che è considerato il più grande compositore e direttore di musica corale vivente dalla Nbc. Questa mattina, il maestro, che stasera dirigerà l’Orchestra della Magna Grecia e il L.A. Chorus, duecento elementi fra professori e coristi, nella Concattedrale Gran Madre di Dio, per chiudere il Map Festival, ha preso parte alla conferenza stampa svoltasi nel Duomo di San Cataldo, ma prima ha voluto consegnarsi alla bellezza del Cappellone di San Cataldo e, quasi in trance, ha cominciato ad intonare alcuni canti gregoriani, concedendo ai presenti un privatissimo, affascinante spettacolo. Un vero spettacolo ammirarlo, è letteralmente estasiato dall’acustica del posto. All’incontro con la stampa hanno partecipato, oltre a John Rutter; il parroco del Duomo di San Cataldo, don Emanuele Ferro; il maestro Piero Romano, direttore artistico dell’Orchestra della Magna Grecia; il maestro Ieluzzi, vicepresidente ARCoPu.

La conferenza stampa ha promosso lo straordinario “quadro sonoro”, composto da Rutter esclusivamente per il Duomo di San Cataldo. Fedeli, visitatori, turisti, a partire dalle prossime settimane con un normale I-phone, scaricandola un “codice” specifico, potranno ascoltare la composizione dell’arrangiatore del “Salmo 150”, commissionato per il Giubileo d’oro della Regina d’Inghilterra.

“Il poema orchestrale che ho composto – spiega lo stesso Rutter – è in tre sezioni continue: “Il viaggio di S. Cataldo, santo irlandese, i mosaici della sua cattedrale”; “La Cripta”; “Luce del sole, splendore e celebrazione”. E’ la mia risposta individuale a questa nuova ed intrigante commissione, che spero possa essere ascoltata con piacere anche nel contesto più tradizionale di un concerto: prima di iniziare a lavorare, mi sono immerso nelle immagini della Cattedrale e nella straordinaria storia della sua fondazione nel VII secolo”.

“Per l’Orchestra della Magna Grecia – ha detto Piero Romano, promotore del Map Festival insieme con l’Ico – è un onore ospitare per la seconda volta il maestro John Rutter, una soddisfazione ancora maggiore se pensiamo che lo stesso direttore ha accettato di realizzare un esclusivo “quadro sonoro” per la Cattedrale di Taranto. Da questo momento in poi, infatti, il nostro Duomo potrà vantare la presenza di una composizione del più grande compositore di musica sacra: la sua musica, coniugata alla città di Taranto, accompagnerà i visitatori nella fruizione di questo straordinario gioiello di architettura sacra; un valore aggiunto che il Map Festival, insieme con l’Orchestra della Magna Grecia ha voluto donare alla città”.

“Sono lusingato di avere ospitato un grande compositore – ha detto don Emanuele Ferro, parroco del Duomo di Taranto – che ci ha fatto dono di una sua composizione esclusiva che fedeli e visitatori potranno ascoltare solo in Cattedrale; ciò potrà essere un elemento in più per invogliare i turisti a visitare un luogo di culto e una città bellissima, ma spesso mal raccontata”.

“Quando con l’Amministrazione Melucci pensammo al MAP Festival – ha aggiunto Fabiano Marti, neoeletto nelle recenti Amministrative – volevamo che la città fosse, finalmente e meritatamente, al centro di un grande progetto: desideravamo far ribollire di emozioni ogni angolo di Taranto, così condividemmo immediatamente l’idea del maestro Romano: realizzare “quadri sonori”, esclusivi, di cui dotare le bellezze di una città immensa, in tutti i sensi”.

«Coristi provenienti da tutta la Puglia – specifica Michele Ieluzzi, vicepresidente ARCoPu – sono stati riuniti dalla nostra associazione in un unico coro di centotrenta unità, su invito del Maestro Piero Romano per vivere un’esperienza impagabile accanto al Maestro John Rutter; un’esperienza umana, ancor prima che artistica che dà a noi tutti modo di studiare ed eseguire pagine che con altre piccole formazioni corali non sarebbe stato possibile eseguire».

“Look at the world” è il titolo del concerto che John Rutter dirigerà all’interno della Concattedrale, che nell’occasione presenterà l’esclusivo “quadro sonoro” a lui commissionato dall’Istituzione concertistica orchestrale Magna Grecia e ispirato dalla spiritualità e dall’arte della Cattedrale di San Cataldo.

Nato a Londra, John Rutter, ricopre il ruolo di docente di organo prima e direzione corale poi. Le sue composizioni sono prevalentemente rivolte alla musica corale di genere mottettistico “a cappella”, ma anche di carattere strutturalmente più complesso con opere molto estese come il “Gloria” ed il “Requiem”. Una sua versione del “Salmo 150”, commissionato per il Giubileo d’oro della Regina. La musica di Rutter è molto popolare, particolarmente negli Stati Uniti, tanto che il programma “Today Show” sulla NBC, si diceva, è arrivato a definirlo “il più grande compositore e direttore di musica corale vivente”.

Ecclesia

Grottaglie: restaurata la facciata della Collegiata domani la benedizione dell’arcivescovo

16 Giu 2022

La splendida facciata della trecentesca Chiesa madre collegiata Maria SS. Annunziata di Grottaglie è tornata al suo splendore, dopo il laborioso restauro voluto dal suo parroco don Eligio Grimaldi, e domani, venerdì 17 alle 20,15 verrà benedetta dall’arcivescovo Filippo Santoro.

Un tempio carico di storia, di arte e di cultura che, benché più volte rimaneggiato, che conserva quasi intatta la bella facciata in stile romanico, datata 1372, e voluta dall’arcivescovo Giacomo d’Atri, composta da un portico sorretto da due pachidermi stilofori, un grande rosone decorato con motivi vegetali e una cuspide dentellata.

A destra della struttura del tempio è il Cappellone di S. Ciro, voluto dal santo gesuita grottagliese Francesco de Geronimo, che portò nel Settecento il culto del santo medico, eremita e martire da Napoli a Grottaglie. Tra i tesori che la chiesa conserva, l’organo rinascimentale accuratamente restaurato, uno dei più antichi dell’Italia meridionale, il grande coro in noce intagliato, il bellissimo altorilievo dell’Annunciazione in pietra, la grande tela secentesca dell’abside, sempre dedicata all’Annunciazione e recentemente restaurata.

Una nota della parrocchia ricorda che “Grottaglie per molti secoli e fino all’eversione della feudalità è stata un feudo della Chiesa di Taranto per la giurisdizione civile e che i presuli tarentini erano e si potevano fregiare del titolo di “Utili Baroni della Terra di Grottaglie”, la cui chiesa è stata e continua ad essere considerata la Primogenita della Chiesa Tarentina”.

Il parroco don Eligio Grimaldi, da anni impegnato nella tutela e valorizzazione del massimo tempio cittadino, ha voluto organizzare, d’intesa con la Pluriassociazione S. Francesco De Geronimo e con la Sezione tarantina della Società di storia patria per la Puglia, una specifica serata culturale allo scopo di evidenziare l’importanza di questa felice riscoperta.

Il programma della manifestazione prevede i saluti del parroco, del sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò, dell’ingegner Domenico Mancini della Tms Engineerng, del presidente della Pluriassociazione S. Francesco de Geronimo Ciro De Vincentis, di Giovangualberto Carducci presidente Società di Sp. Relazioneranno lo storico Rosario Quaranta e l’architetto Beppe Fragasso direttore tecnico della Garibldi Costruire & Restituire. Seguirà, all’organo rinascimentale, un omaggio musicale del maestro Nunzio Dello Iacovo, direttore artistico della Rassegna organistica grottagliese. Concluderà la manifestazione l’intervento di monsignor Filippo Santoro.

s.t.

Vita sociale

Ex Ilva, dal governo promesse e rinvii
i sindacati minacciano la mobilitazione

15 Giu 2022

di Silvano Trevisani

Dieci anni sono trascorsi. Da quando il giudice Patrizia Todisco sequestrò l’Ilva e diede origine a uno dei più grandi scandali industriali e politici del dopoguerra. Sequestri, arresti, processi, condanne, e tanti decreti non sono bastati a spiegare cosa si vuol fare dello stabilimento siderurgico più grande d’Europa. Il governo italiano, che è specialista nella pratica dei proclami e dei rinvii, da un lato sostiene che occorre l’acciaio e che perciò la produzione deve aumentare (senza per altro assumere decisioni conseguenziali), dall’altro persiste nel rinviare gli assetti futuri di Acciaierie d’Italia, facendo slittare al 2024 l’acquisizione dei rami d’azienda prevista per il 31 maggio scorso, in assenza della risoluzione delle clausole sospensive a partire dal dissequestro degli impianti, lasciando la gestione nelle mani del “partner” straniero, che finora non ha fatto certamente il bene né di Taranto né degli impianti, come molti avevano previsto in anticipo.

E così i vertici dei sindacati dei metalmeccanici, che hanno già promosso uno sciopero generale il 6 maggio scorso, ottenendo dal ministero una convocazione per il 22 giugno, si sono riuniti ieri a Taranto per mettere a punto una strategia e far sentire il fiato sul collo a chi deve prendere le decisioni. I segretari generali di Fim, Fiom, Uilm, roberto Bnaglia, Michele De Palma e Rocco Palombella hanno incontro le delezioni territoriali e il consiglio di fabbrica e poi, all’esterno della direzione, i sindacati.

Fim Fiom Uilm ritengono non più rinviabile un confronto di merito sul piano industriale e ambientale per conoscere i tempi degli investimenti, sul processo di risanamento ambientale, sull’introduzione dell’innovazione tecnologica in attuazione dell’Accordo del 6 settembre 2018 a partire dalla clausola di salvaguardia occupazionale per i lavoratori di Ilva in A.S. E chiedono da subito “la definizione di un programma di investimenti per la manutenzione ordinaria e straordinaria in tutti i siti e aprire un tavolo di confronto sulla gestione della cassa integrazione, della risalita produttiva, dei futuri assetti di marcia, della difficile fase che vivono i lavoratori degli appalti, della contrattazione integrativa e della salute e sicurezza dei lavoratori”. Tra le richieste precise dei sindacati gli investimenti sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori, sulla sostenibilità ambientale delle produzioni e sulla necessità di contrastare gli infortuni con gli strumenti della prevenzione e della formazione professionale anche per i lavoratori degli appalti.

“Abbiamo fatto quest’assemblea – ha dichiarato il segretario della Fim Benaglia, di chui riportiamo sotto la dichiarazione – perché non possiamo aspettare due anni per capire quale sarà il futuro di Taranto e di tutta la siderurgia italiana e a tutta la filiera. Dobbiamo batterci perché il secondo semestre dev’essere diverso dal primo. Dobbiamo avere più acciaio e meno cassa integrazione gli investimenti, gi appalti pagati, i lavoratori che non fanno da banca all’azienda e risposta ai lavoratori in Ilva AS, per questo l’incontro del 22 è fondamentale vogliamo che il governo si assuma le sue responsabilità. Come im vogliamo il 22 vogliamo risposte, il governo ci metta la faccia e avvi un pecorso negoziale che recuperi anche futuri accordi sindacali”.

Il mancanza di risposte concrete, i sindacati ricorreranno a nuove forme di mobilitazione. Anche per questo le sigle metalmeccaniche sono state convocate dal MiSE la scorsa settimana, per un incontro a Roma in programma il 22 giugno e il confronto di oggi arriva per rilanciare l’iniziativa sindacale.