Tracce

L’eredità negativa di Boris Johnson

Foto ANSA/SIR
11 Lug 2022

di Emanuele Carrieri

Mancavano solo i cartoni con gli oggetti personali per essere come il crack della Lehman Brothers. Dopo giorni in cui la processione di dimissioni di oltre cinquanta fra ministri e sottosegretari svuotava i palazzi, Johnson era asserragliato a Downing Street, escludendo di dimettersi di fronte a mezzo governo che lo invitava. Si distingueva il nuovo cancelliere dello scacchiere Nadhim Zahawi che esigeva le dimissioni di chi lo aveva assunto trentasei ore prima. L’implosione del governo era iniziata con le dimissioni del ministro della salute, seguite da quelle del cancelliere dello scacchiere Rishi Sunak che hanno fatto precipitare la situazione avviando la fuga di deputati conservatori, un tempo leali a Johnson. Subentrati, ma mai fidarsi dei subentri. “Quando il gregge si muove, si muove” ha detto nel discorso che ha posto fine all’assedio continuato fino alle prime ore di giovedì, quando trapelavano le intenzioni di una exit, annunciata a ora di pranzo. Un discorso sconcertante per l’assenza di umiltà e vergogna, in cui Johnson non è nemmeno riuscito a pronunciare la parola dimissioni né a illustrare al popolo solo una delle ragioni che hanno spinto oltre metà dei suoi colleghi a chiederne la rimozione. Neanche una parola di angoscia per l’ultimo scandalo di una lunga serie, quello di avere fatto capogruppo un deputato palpeggiatore, sul cui conto aveva scherzato in dichiarazioni di due anni fa, emerse di recente. Nemmeno per avere imposto ai suoi lacchè di mentire e dire che non sapeva nulla delle sue condotte strane. Neppure per le vicende che hanno corroso la fiducia nei suoi confronti negli ultimi anni. Resterà per sempre il premier che ha violato la legge per vari party durante un lockdown da lui stesso ordinato, colpevole di una politica anti covid folle, così folle da avere causato migliaia di morti, e di politiche illegali e razziste come deportare i richiedenti asilo in Ruanda o la legge che viola il protocollo sull’Irlanda del Nord, da lui stipulato e siglato. Il tutto dopo aver difeso il bullismo di ministri e la corruzione di parlamentari e aver promosso delle impunità sulle regole che si applicano sempre e solo agli altri. Sembra passata una eternità da quando tutelava le violazioni del lockdown di un suo consigliere, per poi cacciarlo quando è stato trovato in viaggio e da malato di covid. È l’uomo che ora chiede ai deputati conservatori di defenestrarlo e senza attendere il successore, che il Tory Party non potrebbe eleggere prima di fine settembre. Enorme è il rischio che Johnson usi questi mesi da premier per condizionare la scelta del successore o per tentare una inversione di prospettiva che lo riporti in auge. Cosa resta dell’uomo e del progetto che nel 2019 batterono il Labour Party di Jeremy Corbyn con lo slogan “get Brexit done”? Mentre continuano le negoziazioni con l’Ue sui nodi mai risolti, non c’è traccia di un dibattito pubblico su come stia andando la Brexit, ormai accettata anche dal Labour Party. Non si parla di politica in questa crisi al buio che nasce dal “problema lassù in cima”, come lo ha presentato un ministro dimissionario. Non si capisce cosa voglia fare Johnson. Aspettare tempi migliori per rilanciarsi? Rimanere in carica per poter organizzare il party del matrimonio nella residenza di campagna del premier, in un nuovo abuso di potere che ricorda la censura per avere avuto fondi del partito per ristrutturarsi la casa a Downing Street? Come ha chiarito il premier scozzese, Johnson è sempre stato incapace di governare, per evidenti difetti caratteriali, un rapporto inadeguato con la verità e l’assenza di standard minimi di moralità. Ha potuto farlo solo perché sono sempre più intrinseci alla costituzione materiale del modello Westminster, dove da Blair in poi sono cresciuti i poteri del premier e diminuite le prerogative del Parlamento, al punto che per rimuovere il primo è occorso il sì quasi unanime del secondo e fino all’ultimo un Johnson trumpiano ha ventilato la possibilità di sciogliere il Parlamento che ne voleva le dimissioni. Le ultime mosse di Johnson ci dicono di lui tutto quello che serve sapere della sua concezione del potere e del suo rapporto con la democrazia. Ha ammesso di un incontro con l’oligarca russo Alexander Lebedev prima di nominare il figlio alla Camera dei Lord, una notizia che varrebbe un nuovo scandalo. Ha respinto ancora la richiesta di un referendum sull’indipendenza scozzese, una notizia in cui lo scandalo è che non faccia scandalo. Sullo sfondo rimane la Brexit, la madre di tutte le bugie e la ragione di fondo della infelice parabola di un leader senza umiltà, senza vergogna, senza ideali.

Vita sociale

Fiaschi (Forum Terzo settore): “La sostenibilità sociale sta entrando sempre più nella cultura delle imprese e dell’economia”

11 Lug 2022

Centoventi operatori tra mondo della finanza e del Terzo settore si sono ritrovati per la seconda edizione della Summer School di Cantieri ViceVersa. Un progetto promosso dal Forum nazionale del Terzo settore in collaborazione con il Forum per la Finanza sostenibile. Tre giorni ricchi di incontri e dibattiti, con quattro tavole rotonde e molteplici temi tra economia e volontariato. “C’è soddisfazione, è stata un’edizione che ha visto aumentare gli operatori finanziari coinvolti e anche la qualità dei contributi proposti. Il cuore dei numerosi ragionamenti portati avanti è su come tre mondi diversi, cioè il Terzo settore, le istituzioni pubbliche e la finanza, possano allearsi e convergere per generare quel cambiamento che oggi occorre”, dice Claudia Fiaschi, responsabile del progetto per il Forum Terzo Settore. “Oggi il tema della sostenibilità sociale sta entrando sempre più nella cultura delle imprese e dell’economia – aggiunge. Secondo Fiaschi – c’è poi il tema di come costruire una piattaforma e degli strumenti efficaci di rappresentanza in Europa, affinché le buone pratiche italiane trovino cittadinanza civilistica, fiscale e anche di mercato nella regolazione europea e nella discussione sulla tassonomia sociale degli investimenti finanziari. Questo anche in vista del Piano di Azione per l’economia sociale che la Commissione ha appena varato”.

Emergenze sociali

Lotta alle mafie – Dal 14 luglio al via la 17ª edizione del Festival itinerante “Libero Cinema in Libera Terra”

locandina di Libera
09 Lug 2022

“Contro le mafie”, dal 2006, Cinemovel e Libera realizzano il Festival di cinema itinerante “Libero Cinema in Libera Terra”. Con il suo carico di film, il furgone di Libero Cinema viaggia per le strade della penisola portando il suo messaggio nelle piazze, nei parchi, nelle periferie, nelle terre confiscate ai boss e restituite alla legalità per promuovere, attraverso la cultura, l’allargamento degli spazi democratici. Nell’anno del trentesimo anniversario delle stragi di mafia, che hanno profondamente segnato il paese, Libero Cinema dedica il suo viaggio alle nuove generazioni, costruendo momenti di ascolto e riflessione per ridare spazio ai bisogni di ragazze e ragazzi, alle loro emergenze, al futuro.
La 17ª edizione prenderà il via da Milano (14 luglio) e farà sosta ad Ancona (15 luglio), Cerignola (16 e 17 luglio), Aversa (18 luglio) Polistena (19 luglio), Scordia (20 luglio) per concludere il 1° ottobre a Ferrara al Festival di Internazionale.
La carovana di cinema itinerante porterà nelle piazze, il film “Nulla di sbagliato” dei registi Davide Barletti e Gabriele Gianni, prodotto da Cinemovel in associazione con Ciai e con l’impresa sociale “Con i bambini” presentato in anteprima mondiale al Biografilm Festival di Bologna. L’obiettivo è quello di creare momenti di ascolto e incontro con esperti nelle singole città dove la carovana farà tappa, per parlare dei temi legati alla pre adolescenza affrontati nel film “Nulla di sbagliato”.

Info: https://cinemovel.tv/

Emergenze ambientali

Greenaccord: dal 15 al 17 luglio a Santa Giustina, forum sull’ambiente

Il tema sarà: “Riabitare la montagna. Transizione ecologica, cammini e un prete di montagna”

foto Greenaccord
09 Lug 2022

“La tragedia avvenuta sulla Marmolada riporta prepotentemente alla ribalta le criticità relative alla montagna. Che si tratti di ghiacciai che sono ormai al minimo storico, di spopolamento, perdita di biodiversità e consumo di suolo, quel che è certo è che una seria presa in carico di questi problemi non è più procrastinabile”. Lo evidenzia Greenaccord onlus che si occupa dal 2003 di formare i giornalisti sui temi dell’ambiente e della transizione ecologica. Dal 15 al 17 luglio l’associazione rinnova il suo impegno con il forum intitolato “Riabitare la montagna. Transizione ecologica, cammini e un prete di montagna”, che si terrà al Centro papa Luciani, a Santa Giustina (Bl). All’ombra delle Dolomiti non si poteva non rievocare Albino Luciani, il papa che sarà beatificato in piazza San Pietro il 4 settembre. “Egli, che amava vivere intensamente le ‘sue’ Dolomiti, ci ricorda che la montagna con la sua maestosità e grandezza ci riporta alla semplicità e all’umiltà che devono caratterizzare il nostro passaggio sulla terra affinché risulti armonioso e ricco di empatia verso tutte le creature”, afferma Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord onlus.
La sessione del venerdì pomeriggio sarà proprio dedicata al “papa del sorriso”, nonché a “La montagna e la conversione ecologica”. Sabato 16, ci saranno invece due sessioni: al mattino si parlerà di “Crisi della montagna”; il pomeriggio de “Il ruolo chiave della montagna per la transizione ecologica”. La domenica si parlerà di cammini, un altro modo per vivere la montagna, in maniera lenta ed esperienziale. Appuntamento alle 9 al santuario dei Santi Vittore e Corona a Feltre (Bl) dove, dopo l’incontro, e a conclusione della tre giorni, ci sarà la celebrazione eucaristica.
“Riabitare la montagna” significa “viverla in modo nuovo e con l’atteggiamento di attenzione e cura. È un periodo di grandi attese e di grandi sfide: la Terra manifesta la sua sofferenza in modo chiaro, i governanti sono impegnati a concretizzare la ‘transizione ecologica’, tutti siamo chiamati a dare il proprio contributo. Il territorio montano pone sì delle problematicità, ma continua ad offrire opportunità e luoghi dove poter ritemprare la mente, il corpo e lo spirito”, conclude il presidente Cauteruccio.
Nel frattempo, per ritemprare corpo e spirito, il sabato sera, a partire dalle 21, nel ‘Centro papa Luciani’ di Santa Giustina, ci sarà lo spettacolo “Voci della memoria – Raccontando la Valle del Biòis, ovvero Canale D’Agordo, Vallada Agordina e Falcade. Si esibirà, con la fisarmonica in spalla, la trevigiana Francesca Gallo, folk singer, etnomusicologa, storica e ultima artigiana che costruisce fisarmoniche interamente a mano.

 

Emergenze sociali

Persone vulnerabili: venerdì 8 sono stati presentati a Roma i risultati del progetto “Lisa” della Croce rossa italiana

foto Cri
08 Lug 2022

Venerdì 8 luglio sono stati presentati i risultati di “Lisa” (lavoro, inclusione, sviluppo e autonomia), progetto della Croce rossa italiana (Cri), sviluppato con il finanziamento del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, “per favorire l’inclusione lavorativa delle persone in condizione di svantaggio e vulnerabilità e, al tempo stesso, accrescere la consapevolezza della comunità sull’importanza di coniugare produttività e inclusione sociale”.
“Sono 21 i presìdi Cri operativi in tutta Italia e oltre 800 i volontari adeguatamente formati per costruire percorsi di inclusione, orientamento al lavoro e formazione professionale, per concretizzare attività volte a favorire l’autonomia delle persone con disabilità e per promuovere eventi di matching domanda-offerta di lavoro e iniziative di sensibilizzazione sul territorio”, spiega oggi una nota della Croce rossa. Diverse le aziende e le realtà del terzo settore che hanno già “scelto di stare con Lisa”, come recita lo slogan del progetto. Tra queste: Cia-Agricoltori italiani, Molini Pivetti, la Fondazione Human Age Institute, l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, la Confederazione Aepi- Associazioni europee delle imprese e dei professionisti e il Consorzio Sale della terra.
“La Croce rossa italiana ha dimostrato, nel corso della pandemia, di non limitare la sua attività all’attività sanitaria in emergenza, ma di operare per fornire risposte immediate e a lungo termine anche rispetto alle conseguenze socio-economiche del virus. Ciò è avvenuto con gli aiuti concreti della ‘prima ora’ come i pacchi alimentari e i buoni pasto, ma anche con una progettazione che ha portato a Lisa, un modello di intervento decisamente innovativo che integra le tradizionali attività assistenziali con un approccio ispirato alle più moderne politiche attive del lavoro. E di questo siamo molto fieri”, sottolinea Francesco Rocca, presidente della Croce rossa italiana.
I risultati del progetto sono stati presentati all’auditorium Parco della musica di Roma, venerdì 8 luglio, dalle 10 alle 13.30.

Diocesi

Le nuove nomine nell’Arcidiocesi di Taranto

Sono state comunicate dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro

08 Lug 2022

Monsignor Filippo Santoro, arcivescovo metropolita di Taranto, al termine del corso di aggiornamento per il clero diocesano e religioso tenutosi a San Giovanni Rotondo dal 4 all’8 luglio 2022, ha comunicato le seguenti nomine:

 

TARANTO

 

 

 

Parroco “Madonna della Fiducia”

Sac. Cristian CATACCHIO

 

 

 

 

 

 

 

Parroco “Corpus Domini”

Sac. Marco SALUSTRI

 

 

 

 

 

 

 

Amministratore parrocchiale  “Santa Famiglia”

Sac. Alessandro SOLARE

 

 

 

 

 

 

 

 

Amministratore parrocchiale “Santi Angeli Custodi”

Sac. Alessandro ARGENTIERO

 

 

 

 

 

 

 

Parroco “San Pio X”

Sac. Francesco CURLACCI

 

 

 

 

 

 

Amministratore parrocchiale “Sacro Cuore”

Sac. Francesco VENUTO

 

 

 

 

 

 

 

Parroco “Spirito Santo”

Sac. Francesco TENNA

 

 

 

 

LEPORANO

 

 

 

Parroco “Maria Ss. Immacolata”

Sac. Giancarlo RUGGERI

 

 

 

 

FRAGAGNANO

 

 

 

Parroco “Maria Ss. Immacolata”

Sac. Graziano LUPOLI

 

 

 

 

MONACIZZO

 

 

 

Amministratore parrocchiale “San Pietro Apostolo”

Sac. Cosimo LACAITA

 

 

 

 

SAN CRISPIERI

 

 

 

Parroco “Santa Maria di Costantinopoli”

Sac. Ezio SUCCA

 

 

 

 

ROCCAFORZATA

 

 

 

Amministratore parrocchiale “Ss.Trinità”

Sac. Giuseppe MANDRILLO

 

 

 

SAN GIORGIO JONICO

 

 

 

 

Parroco “Maria Ss. Immacolata”

Sac. Giuseppe D’ALESSANDRO

 

 

 

CRISPIANO

 

 

 

Parroco “San Francesco”

Sac. Santo GUARINO

 

 

 

 

MARTINA FRANCA

 

 

 

Parroco “Santa Famiglia”

Mons. Pasquale MORELLI

 

 

 

 

 

 

 

Parroco “San Francesco”

Sac. Giuseppe RUSSO

 

 

 

 

 

 

 

Parroco “Santa Teresa del Bambino Gesù”

Sac. Luigi LARIZZA

 

 

 

 

VICARI PARROCCHIALI

 

TARANTO – TRAMONTONE

Parrocchia Sant’Egidio

Padre Francesco NIGRO

 

TARANTO 

Parrocchia “Cuore Immacolato di Maria”

Sac. Eligio BONFRATE


TARANTO

Parrocchia Madonna della Fiducia

Padre Luca GRIFONI

 

COLLABORATORI PARROCCHIALI

TARANTO

Parrocchia San Roberto Bellarmino
Sac. Luigi DEGIORGIO

 

SAN GIORGIO JONICO

Parrocchia “Santa Maria del Popolo”

Sac. Ettore TAGLIENTE 

 

 

 

 

 

Vita sociale

Pnrr: Pubblicato dalla Caritas Italiana, il terzo Quaderno sulla ripresa e resilienza, a tema ‘Le disuguaglianze nell’accesso alla salute’

foto Siciliani-Gennari/Sir
08 Lug 2022

Pnrr Missione Salute: non lasciamo indietro nessuno!” è il titolo del Quaderno sulla ripresa e resilienza del Paese n. 3 pubblicato oggi da Caritas Italiana, curato da Salvatore Geraci, Alessia Maggi, Cinzia Neglia, Laura Rancilio. “Il Piano affonda le sue motivazioni – politiche ed emozionali – nella pandemia: nello shock soggettivo, sociale, sanitario ed economico che ha provocato l’apparire sulla scena mondiale e locale di un contagio privo di cura – osserva Caritas italiana –. E in qualche misura tenta di correggere le storture dell’approccio neoliberista nelle politiche pubbliche, che in campo sanitario hanno contribuito a moltiplicare gli effetti del contagio”. Il Quaderno segnala “l’emergere del tema delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi di salute e di come questo tempo deve rafforzare la consapevolezza verso questo fenomeno e l’impegno per il suo contrasto”. L’impegno di Caritas in questo contesto deve essere quello “di attivare la comunità, migliorare la comunicazione e l’informazione e soprattutto essere propositiva anche, o soprattutto, nei confronti dell’istituzione per far sì che l’organizzazione concreta dei servizi e delle risposte renda ragione dei principi, per evitare che ci si organizzi unicamente sulla base delle necessità di prestazioni sanitarie e non per la costruzione di contesti che siano preparati ad accompagnare le persone durante la vita con una particolare attenzione ai momenti di fragilità”.

Europa

Giuseppe Milano (Greenaccord): “È dolorosa e pericolosa la scelta del Parlamento europeo di includere nucleare e gas come fonti pulite”

foto: Ansa/Sir
08 Lug 2022

“La scelta del Parlamento europeo, su proposta della Commissione, di includere il nucleare e il gas tra le fonti energetiche pulite e, quindi, assimilabili alle rinnovabili in nome della cosiddetta tassonomia, che dovrebbe rappresentare una essenziale modalità per la decarbonizzazione entro il 2050 dell’economia continentale, è poco ambiziosa, dolorosa e soprattutto pericolosa”: Giuseppe Milano, segretario generale di Greenaccord onlus, va dritto al punto: “Siamo sempre più vicini al punto di non ritorno e ormai prossimi alla bancarotta della biodiversità. La recente tragedia della Marmolada, l’ennesima in un’Europa in cui la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici attualmente sono principi più evocati che realizzati, ci conferma che il surriscaldamento globale indotto dai cambiamenti climatici di origine antropica sta accelerando ben oltre i ritmi previsti, con temperature medie stagionali più alte anche di 3-5°C. Oggi gli esiti nefasti dell’inazione climatica (praticata da decenni) non possono più essere nascosti o manipolati dagli attivisti del greenwashing che frequentano le Istituzioni continentali e le lobby fossili”.
Milano aggiunge: “Non so come si pronuncerà tra qualche giorno il Consiglio europeo su questo ultimo provvedimento dell’Europarlamento che viola l’Accordo di Parigi del 2015 e che contrasta con gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050, ma mi auguro possano prevalere le evidenze scientifiche più autorevoli che sottolineano l’urgenza di un radicale cambio di paradigma, nei dettami dell’ecologia integrale”.
Il segretario generale di Greenaccord conclude: “La transizione energetica sarà reale non solo quando gli investimenti promossi punteranno esclusivamente sulle rinnovabili e l’energia pulita di prossimità – si pensi al modello emergente delle comunità energetiche – ma anche quando integrerà la visione della conversione ecologica, per la quale la giustizia sociale e la giustizia ambientale sono le due facce di una stessa medaglia: quella di una realtà da aumentare con il diritto delle prossime generazioni a non vivere in un pianeta inospitale”.

Sport

Il 7 luglio, il Taranto ha compiuto 95 anni

foto d'archivio
07 Lug 2022

Era già sera, quel giovedì 7 luglio del 1927 quando si definì ufficialmente la fusione tra l’Unione sportiva Pro Italia 1904 e l’Audace Football club 1911 che dette vita all’associazione sportiva Taranto.

Sono trascorsi 95 anni da quel giorno e per tantissimi tarantini rimane immutata la passione per quei due colori, il rosso e il blu.

Auguri, Taranto nostro!

Emergenze sociali

Save the Children: “È necessario agire subito contro l’aumento vergognoso della fame nel mondo”

foto d'archivio Sir
07 Lug 2022

“È profondamente allarmante e francamente vergognoso che il numero di persone che soffrono la fame sia in aumento”. Lo ha dichiarato Gabriella Waaijman, direttore umanitario globale di Save the Children, commentando il rapporto delle Nazioni Unite secondo cui lo scorso anno ben 828 milioni di persone hanno sofferto la fame, un numero in aumento rispetto agli 811 milioni del 2020.
“Non possiamo commettere ulteriori errori: i bambini e le loro famiglie stanno affrontando la peggiore crisi alimentare globale degli ultimi decenni”, ha proseguito Waaijman, ammonendo: “Se non agiamo subito, molte vite andranno perse e anni di sviluppo andranno in fumo a causa di una combinazione letale di conflitti ed emergenza climatica, con una crisi economica alimentata dalla pandemia di Covid-19 e dalla guerra in Ucraina. Le famiglie che vivono nelle zone più disagiate hanno raccontato ai nostri operatori che stanno mangiando carne putrida, bevendo acqua sporca dagli abbeveratoi del bestiame e lottando contro gli animali selvatici per afferrare qualcosa di mangiabile. Nessuno dovrebbe vivere in questo modo”.
Save the Children sta stanziando 28,5 milioni di dollari per le comunità in 19 dei Paesi più colpiti. Ma questa è solo una parte di ciò che è necessario. “Ciò che è fondamentale per i bambini e le loro famiglie che vanno a letto affamati – ha aggiunto Waaijman – è un pacchetto internazionale e completo di sostegno che garantisca sia l’assistenza immediata ai bambini gravemente malnutriti oggi che le misure preventive necessarie per proteggere i bambini da questa crisi domani”. “Ciò – ha spiegato – include promozione della resilienza delle comunità locali e investimenti a lungo termine nell’agricoltura e nell’energia sostenibili, nonché in sistemi sanitari, nutrizionali e di protezione sociale forti. La comunità internazionale, le organizzazioni, i donatori e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno tutti un importante ruolo da svolgere nel guidare questo cambiamento e questo deve avvenire ora perché si possano salvare le vite umane”.

Cei

Consiglio permanente Cei: “Tacciano le armi e il conflitto lasci presto spazio alla pace”

foto Cei
07 Lug 2022

Durante la sessione straordinaria del Consiglio permanente della Cei, svoltasi ieri in videoconferenza, “È stato unanimemente rinnovato l’auspicio che le armi possano tacere e il conflitto lasci presto spazio alla pace”. È quanto si legge nel comunicato finale, diffuso oggi, a proposito della situazione internazionale, e in particolare alla guerra in corso in Ucraina. Il vicepresidente della Cei, mons. Francesco Savino – si rende noto nel comunicato – ha condiviso con i confratelli quanto vissuto in Ucraina, dove si è recato nei giorni scorsi con la Carovana della pace organizzata da #Stopthewarnow. Infine, è stata sottolineata” la necessità di una verifica delle strutture della Cei in vista di un migliore funzionamento e di una maggiore partecipazione di tutti gli organismi”.

Emergenze sociali

Tamburi: per le case danneggiate dall’Ilva in dirittura d’arrivo il decreto risarcimenti

07 Lug 2022

di Silvano Trevisani

Sarebbe in dirittura d’arrivo il decreto attuativo della legge 77 che dispone le risorse finanziarie per il risarcimento degli abitanti del quartiere Tamburi le cui case sono state danneggiata della vicina presenza dello stabilimento siderurgico. Questo ha assicurato il ministro per l’industria Giancarlo Giorgetti rispondendo, durante il Question time al Senato (giovedì 7) all’interrogazione del senatore Pd Antonio Misiani, già vice ministro e attualmente responsabile per i settore Economia e finanze del partito.

A un anno di distanza dell’approvazione della norma, finalmente sarebbe in dirittura quel decreto per il quale era necessario, oltre all’individuazione di criteri di indennizzo, anche il concerto tra i ministeri competenti.

Nella sua interrogazione, Antonio Misiani ha evidenziato come circa un anno fa, grazie all’approvazione di un emendamento presentato dal deputato del Pd Ubaldo Pagano, è stato istituito nel dl n. 77 del 25 maggio 2021, un fondo con una dotazione di 5 milioni per il 2021 e di 2,5 milioni per il 2022, destinato al riconoscimento dell’indennizzo per i danni subiti degli immobili per l’esposizione prolungata all’inquinamento provocato dallo stabilimento Ilva della città di Taranto. “L’emendamento diventato decreto – ha ricordato Misiani – legifica sui criteri di organizzazione del risarcimento, affidando a un emendamento del ministero per lo Sviluppo economico, di concerto con il Mef, la definizione delle condizioni e della modalità per la presentazione della richiesta pr l’accesso al fondo e la liquidazione degli indennizzi, dando un termine di 60 giorni dall’entrata in vigore per l’attuazione del decreto attuativo”. Ma è passato un anno e del decreto attuativo non si è avuta traccia, per questo si chiede al ministro Giorgetti qual è il punto della situazione, e perché tanto tempo per un fondo così limitato ma molto significativo per la comunità.

Rispondendo a Misiani, il ministro Giorgetti, riferendosi agli immobili per i quali è stato disposto da una sentenza definitiva il versamento di indennizzo per i danni subiti e per il deprezzamento del valore degli immobili, ha spiegato che “a seguito della disposizione della norma di origine non governativa, sono emerse una serie di criticità connesse non già alle finalità della disposizione, per sé assolutamente meritevoli, ma alla delimitazione della platea dei destinatari e dal meccanismo attuativo, la cui determinazione non rientra nella competenza del Mise con l’impossibilità di utilizzare schemi collaudati”. Da qui la necessità di interlocuzioni tecniche per delineare un quadro selettivo coerente per individuare i beneficiari della norma, che la legge determinava in coloro che hanno ottenuto una sentenza definitiva di risarcimento, con la delimitazione delle risorse con ridotto arco temporale, “che potrebbe escludere una serie di soggetti solo in quanto la sentenza in loro favore non è definitiva per mere ragioni di lungaggini processuali”. Inoltre, ha aggiunto il ministro, è stato necessario un supplemento di analisi anche con gli altri dicasteri interessati, a causa della complessità della individuazione dei parametri idonei a quantificare l’indennizzo, per il quale la legge prevede solo il limite massimo, per ripartire le risorse tra i beneficiare anche in ragione del numero delle istanze, nonché delimitare le condizioni fattuali per i quali il ministero è tenuto a verificare gli accertamenti, in primo luogo il valore degli immobili, quale base necessaria di calcolo, hanno richiesto.

“A seguito di dette valutazioni – ha proseguito Giorgetti – il Mise ha ultimato la predisposizione dello schema di decreto che stato inoltrato al Mef per la verifica degli aspetti finanziari e per il concerto che è previsto dalla norma. Per quanto di competenza, posso già dire che si sono privilegiati i criteri di semplificazione e velocizzazione gestionale delle domande, riducendo quanto più possibile gli adempimenti burocratici e individuando i parametri fissi e di rapido accertamento di quegli elementi quali il valore dell’immobile e il calcolo dei parametri indennitario che la legge ha rinviato al decreto ministeriale”.

Quindi ha espresso l’auspicio per la piena e rapida condivisione da parte del Mef dello schema predetto che, una volta acquisito il relativo concerto, potrà essere inoltrato agli organi di controllo e quindi poi pubblicato.

Nella replica, Misiani ha auspicato che la vicenda giunga presto al termine secondo le giuste aspettative dei cittadini di Taranto.