Musica

Piano lab, evento nelle piazze di Martina Franca, con un’anticipazione speciale: concerto per 10 pianoforti

11 Ago 2022

Sabato 13 e domenica 14 agosto torna la maratona musicale Piano Lab, alla quale parteciperanno a Martina Franca oltre 270 musicisti provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero. Ma il festival itinerante organizzato dall’associazione La Ghironda in collaborazione con Marangi Strumenti Musicali, Steinway & Sons, Schimmel e Fai Scuola, propone venerdì 12 agosto, sempre a Martina Franca, un’anticipazione con lo «special event» unico e imperdibile, in piazza Plebiscito: un «Concerto per 10 pianoforti» con altrettanti pianisti d’eccellenza di differenti provenienze geografiche. All’appuntamento, che avrà inizio alle ore 21 e verrà replicato alle ore 22.30, parteciperanno interpreti di grande esperienza come Gilda Buttà, solista e camerista di spicco diventata celebre anche per le sue collaborazioni alle colonne sonore di Ennio Morricone (tra cui «La leggenda del pianista sull’oceano»), l’italo-bulgara Victoria Terekiev, distintasi particolarmente nel repertorio novecentesco e dell’est Europa, Alessandro Stella, per anni ospite regolare del Progetto Martha Argerich, Sandro De Palma, virtuoso e depositario dei segreti della scuola di Vincenzo Vitale, nonché il direttore artistico di «Suoni con noi» Luca Ciammarughi, figura che unisce all’intensa attività pianistica una capillare ricerca sui nuovi modi di comunicare e divulgare la musica. A completare la formazione, talenti emergenti del pianoforte come Giovanni Bertolazzi, secondo premio al Concorso «Franz Liszt» di Budapest lo scorso anno, Giacomo Menegardi, altra punta di diamante della nuovissima generazione e Premio Alkan 2021, Emma Pestugia, vincitrice del Gran Prize International Vienna Competition, lo spagnolo José Vicente Riquelme Ros, primo premio al Concorso di Murcia, e il giovanissimo (anche lui pluripremiato) Giorgio Colleoni.

Oltre al famoso «Bolero» di Ravel, appositamente trascritto per quest’orchestra di dieci pianoforti, il programma del concerto prevede una suite di musiche da film di Nino Rota adattata per lo stesso ensemble dal giovane compositore Paolo Catenaccio non solo per celebrare il grande autore di colonne sonore, che con la Puglia ebbe un rapporto privilegiato, ma anche per avviare una ricerca sulle trascrizioni con nuovi nomi del panorama compositivo. Si ascolteranno i temi più amati dai film «Amarcord», «8 e ½» e «Il Casanova» di Fellini, «Giulietta e Romeo» di Zeffirelli e «Il padrino» di Francis Ford Coppola che, per il secondo atto della saga, a Rota valse l’Oscar nel 1975.

Inoltre, sempre venerdì 12 agosto, in piazza XX Settembre, alle 20.30 (con replica alle 22.15), è previsto un concerto degli acrobati del pianoforte, i jazzisti e intrattenitori tedeschi Stephan Weh e Marcel Dorn, che insieme formano il Duo Pianotainment, progetto con il quale si esibiscono a quattro mani in uno spettacolo di respiro internazionale per grandi e piccini dalla forte carica umoristica. Nati rispettivamente nel 1976 a Memmingen il primo e nel 1977 a Kempten il secondo, Weh e Dorn (che in Asia sono conosciuti come Dabao e Xiaobao), hanno iniziato a collaborare nel 1996, ai tempi in cui erano nelle forze armate tedesche ed entrambi avevano già una solida formazione classica al pianoforte. Poi, l’immersione da autodidatti nel mondo del jazz e del blues, generi entrati prepotentemente nei concerti del duo, show al confine della follia che hanno fatto spellare le mani agli spettatori dei Mondiali di Calcio e del José Carreras Vip After Show.

Quindi, sabato 13 agosto (dalle ore 17) e domenica 14 agosto (dalle ore 18), la due giorni di «Suona con noi» con oltre 270 pianisti provenienti da diverse parti d’Italia e d’Europa, tra professionisti, studenti, dilettanti e semplici amatori per una grande festa nel segno del sovrano degli strumenti, con concerti dislocati tra diciassette postazioni nel centro storico di Martina Franca. Attese anche alcune eccellenze del pianismo italiano come la siciliana Cinzia Dato, il pugliese Leonardo Colafelice e, ancora, Massimiliano Grotto, primo premio assoluto al Crescendo International Music Competition (riconoscimento grazie al quale il musicista si è esibito alla Carnegie Hall di New York), una pattuglia del «Concerto per 10 pianoforti» composta da Giovanni Bertolazzi, Gilda Buttà, Alessandro Stella, Victoria Terekiev, Giacomo Menegardi ed Emma Pestugia, i giovani talenti del Conservatorio Rota di Monopoli Giacomo Anglani, Joseph D’Urso e Vito Alessio Calianno, oltre agli storici amici di Piano Lab, William Greco, Mark Baldwin Harris, Dante Roberto e Roberto Esposito.

Prevista anche la presenza di Alessandro Sgobbio, che sarà inoltre impegnato lunedì 15 agosto nell’appuntamento di chiusura del festival con un «Concerto all’alba» (ore 5.15) nella riserva naturale di Torre Guaceto, a Carovigno.

Gli appuntamenti di Martina Franca del 12, 13 e 14 agosto sono tutti a ingresso libero, mentre il concerto all’alba del 15 agosto è a pagamento (biglietti 25 euro, inclusi i diritti di prevendita).

Il programma nel dettaglio è scaricabile dal sito pianolab.me.

Info 080.4301150.

Sport

Calcio: col rimpianto del Mondiale, la serie A riparte sotto l’ombrellone

Milan, Campione d'Italia 2021-22
11 Ago 2022

di Paolo Arrivo

Mai così precocemente come quest’anno: il massimo campionato per club italiani comincia sabato prossimo. La serie A si interromperà domenica 13 novembre, alla 15esima giornata, per poi riprendere il 4 gennaio. Il motivo? Il Mondiale in Qatar che, com’è noto, non vedrà la partecipazione della nazionale italiana. Colpa delle partite di qualificazione non andate bene. Eppure, a parere di chi scrive, l’Italia avrebbe meritato di diritto l’accesso ai campionati del mondo, in quanto squadra campione d’Europa in carica. Si è sperato anche nel ripescaggio, come possibilità remota. Non se n’è fatto nulla: non ci resta che assistere ai Mondiali da spettatori, e veder partire i tanti (troppi) stranieri che lasceranno lo Stivale, dove giocano, per cercar gloria nell’altro continente con la maglia dei loro rispettivi Paesi.

LE PREVISIONI DEL MANCIO. Proprio il tecnico della nazionale italiana vede cinque favorite per la lotta allo scudetto: “Milan, Inter e Juve sono davanti a tutte. Poi, Roma e Napoli”. “I rossoneri hanno dato segnali importanti durante l’estate: Leao e Tonali possono crescere ancora tanto, per loro deve essere la stagione decisiva – rileva Roberto Mancini – l’Inter ha sempre la stessa difesa, ed è tornato Lukaku che in Italia fa la differenza”. Del 29enne belga si è sentita la mancanza, eccome, nel campionato scorso. L’attaccante, possente e forte, è stato preso in prestito dal Chelsea che lo aveva acquistato nel 2021 per 113 milioni di euro. Un prestito a 8 mln. Un vero affare per i nerazzurri, che daranno filo da torcere ai campioni d’Italia del Milan.

LA PRIMA GIORNATA. A inaugurare il campionato sarà proprio il Milan: alle 18.30, sabato prossimo, San Siro ospiterà l’Udinese. In contemporanea si giocherà Sampdoria-Atalanta. In serata, alle 20.45, Lecce-Inter e Torino-Monza. Domenica 14 agosto: Fiorentina-Cremonese e Lazio Bologna, alle 18.30; Salernitana-Roma, Spezia-Empoli, alle 20.45. A Ferragosto si giocherà Verona-Napoli (ore 18.30) e Juventus-Sassuolo, alle 20.45. Tutte le partite saranno trasmesse su DAZN in diretta streaming. Per Samporia-Atalanta, Lecce-Inter e Lazio-Bologna ci sarà anche la diretta tv su Sky.

Udienza generale

Francesco: “La vecchiaia vissuta nell’attesa del Signore annuncia che il meglio deve ancora venire”

Nella seconda udienza generale dopo la pausa di luglio, papa Francesco ha ripreso il ciclo di catechesi dedicate alla terza età

foto Vatican media/Sir
11 Ago 2022

di Giovanna Pasqualin Traversa

“La vecchiaia è il tempo propizio per la testimonianza commossa e lieta” dell’attesa del regno di Dio. Nella vecchiaia, “le opere della fede, che avvicinano noi e gli altri al regno di Dio, stanno ormai oltre la potenza delle energie, delle parole, degli slanci della giovinezza e della maturità. Ma proprio così rendono ancora più trasparente la promessa della vera destinazione della vita: un posto a tavola con Dio, nel mondo di Dio”. È ritornato al tema della vecchiaia papa Francesco, questa mattina  durante l’udienza generale in aula Paolo VI, la seconda dopo la pausa di luglio, successiva a quella dedicata al “pellegrinaggio penitenziale” in Canada, mercoledì scorso.

Nelle Chiese locali, secondo il pontefice, occorrerebbe “ravvivare questo speciale ministero dell’attesa del Signore, incoraggiando i carismi individuali e le qualità comunitarie della persona anziana”. Una vecchiaia “vissuta con dolcezza e rispetto per la vita reale scioglie definitivamente l’equivoco di una potenza che deve bastare a sé stessa e alla propria riuscita. Scioglie persino – ha sottolineato il papa – l’equivoco di una Chiesa che si adatta alla condizione mondana, pensando in questo modo di governarne definitivamente la perfezione e il compimento. Quando ci liberiamo da questa presunzione, il tempo dell’invecchiamento che Dio ci concede è già in sé stesso una di quelle opere ‘più grandi’ di cui parla Gesù. In effetti, è un’opera che a Gesù non fu dato di compiere: la sua morte, la sua risurrezione e la sua ascensione in Cielo l’hanno resa possibile a noi!”. Nel ricordare che “il tempo è superiore allo spazio”, Francesco ha osservato: “La nostra vita non è fatta per chiudersi su sé stessa, in una immaginaria perfezione terrena: è destinata ad andare oltre, attraverso il passaggio della morte. Infatti, il nostro luogo stabile, il nostro punto d’arrivo non è qui, è accanto al Signore, dove Egli dimora per sempre”.

E in questa prospettiva, ha ammonito il papa, “la sicumera di fermare il tempo – volere l’eterna giovinezza, il benessere illimitato, il potere assoluto – non è solo impossibile, è delirante”.

Invece la vecchiaia, “vissuta nell’attesa del Signore, può diventare la compiuta ‘apologia’ della fede, che rende ragione, a tutti, della nostra speranza per tutti. La vecchiaia rende trasparente la promessa di Gesù, proiettandosi verso la Città santa di cui parla il libro dell’Apocalisse”.  Secondo il pontefice, la vecchiaia è la fase della vita più adatta a diffondere la notizia che “la vita è iniziazione per un compimento definitivo. E il meglio deve ancora venire.

I vecchi – ha aggiunto il papa fuori testo – sono una promessa, una testimonianza di promessa. Il meglio deve ancora venire: è come il messaggio del vecchio e della vecchia credenti, il meglio deve ancora venire. Dio – l’auspicio di Francesco – ci conceda una vecchiaia capace di questo!”.

La nostra esistenza sulla terra, ha quindi spiegato, “è il tempo dell’iniziazione alla vita, che solo in Dio trova il compimento. Siamo imperfetti fin dall’inizio e rimaniamo imperfetti fino alla fine. Nel compimento della promessa di Dio, il rapporto si inverte: lo spazio di Dio, che Gesù prepara per noi con ogni cura, è superiore al tempo della nostra vita mortale. Ecco: la vecchiaia avvicina la speranza di questo compimento” ed è credibile quando “invita a rallegrarsi dello scorrere del tempo: non è una minaccia, è una promessa. La vecchiaia – ha aggiunto ancora a braccio – è nobile, non ha bisogno di truccarsi per far vedere la propria nobiltà. Forse il trucco viene quando manca la nobiltà. La vecchiaia che ritrova la profondità dello sguardo della fede non è conservatrice per sua natura, come dicono! Il mondo di Dio è uno spazio infinito, sul quale il passaggio del tempo non ha più peso”. Proprio nell’Ultima Cena, ha ricordato il pontefice, “Gesù si proiettò verso questa meta, quando disse ai discepoli: ‘Da ora non berrò più di questo frutto della vite, fino al giorno in cui lo berrò di nuovo con voi nel regno del Padre mio’”. “Nella nostra predicazione, spesso il Paradiso è giustamente pieno di beatitudine, di luce, di amore. Forse gli manca un po’ la vita. Gesù, nelle parabole, parlava del regno di Dio mettendoci più vita. Non siamo più capaci di questo noi, nel parlare della vita che continua?”, la domanda conclusiva di Francesco.

Ecclesia

Il festival dei giovani a Medjugorje: un’intensa esperienza di fede

Quest’anno la trentatreesima edizione è stata ricca di testimonianze di conversione, dove la riscoperta della fede e la preghiera cambiano la vita

11 Ago 2022

di Mario Di Serio

Da quel lontano 24 giugno del 1981, giorno in cui sei veggenti affermavano di aver ricevuto un’apparizione della Vergine Maria presentandosi come “Regina della Pace”, la città di Medjugorje accoglie tanti pellegrini alla ricerca della conversione, dell’identità cristiana, purificandosi dai legami mondani che la vita di tutti i giorni  prospetta, e tra lo scetticismo ed i dubbi, l’amore mariano si diffonde e tanti ne rendono testimonianza.

L’intercessione di Maria al Padre si diffonde ogni anno su tutti i giovani, attori e destinatari del Festival a loro dedicato, quest’anno oltre 50.000 con 400 sacerdoti da tutto il mondo, è stato particolarmente ricco di novità, tra testimonianze,  catechesi e nelle ore tarde fuoriprogramma di gioia tra danze, musiche, sano intrattenimento lungo le strade e nella piazza antistante la chiesa di Medjugorje.

Il messaggio di papa Francesco

Fondamentale il  messaggio che papa Francesco ha voluto inviare ai giovani, protagonisti assoluti del pellegrinaggio, su cui, evidenzia il papa,  si pongono le garanzie per un futuro di pace ed amore, accostandosi al Signore, seguirlo nei sacramenti. Emblematico il passo biblico scelto:  “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero” (Mt 11,28-30).

La catechesi di Frate Jozo Grbes della provincia francescana dell’Erzegovina, in seno alla seconda giornata, davanti ad una folla gremita di giovani e famiglie provenienti da tutto il Mondo, è stata densa di saggezza, di semplicità: “Il Magnifico nella vita di tutti i giorni si trova nel semplice. Non fraintendetemi, ma spesso noi cristiani, come Chiesa, abbiamo spesso complicato le cose, complicato il semplice messaggio di Cristo, il semplice messaggio della semplice legge dell’amore”, poi un appello importante: “allora torniamo all’inizio! E quel nostro semplice Cristo ci insegnerà ciò che è più importante, che l’amore può cambiare una persona. Alla fine la fede, la speranza e l’amore rimangono, ma quello più importante è l’amore”.

Monsignor Jan Sobilo, vescovo ausiliare della diocesi di Zaporizhia-Kharkiv in Ucraina, ha affermato che Medjugorje è l’ospedale spirituale del Mondo. “Nel 2014 cominciò la guerra in Ucraina (Donbass)”. “Credo che il Cuore Immacolato della Vergine Maria vincerà il male”. “La guerra lascia sempre ferite profonde nell’anima e le conseguenze sono sempre terribili. Ma ho visto pellegrini: veterani, vedove e bambini, sopravvissuti all’inferno della guerra nella loro patria – odio, stupro, tortura – che tornavano da Medjugorje con la speranza ed il desiderio nel cuore di perdonare gli altri e alcuni di loro stessi”. Poi un appello ai giovani a pregare per tutto il popolo ucraino ed infine, a coronamento del suo intenso intervento, una canzone ucraina alla Regine della Pace come preghiera nella pace nei cuori, nelle famiglie e nel mondo intero.

La testimonianza di un italiano

Davide Colono si è riconciliato con la moglie 12 anni fa, dopo 4 anni e mezzo di separazione. Ha testimoniato come in realtà quella separazione fosse stata una prova di Dio che lo ha aiutato a porre il matrimonio sulle giuste basi. Ad un certo punto è mancata la consapevolezza di essere famiglia, Davide ha spiegato come fosse più importante rivalutare la propria vita individuale alla ricerca del successo professionale, sin anche ad odiare la propria moglie, artefice dei propri fallimenti. Poi la riconciliazione e una nuova vita aperta nel sostegno dei sofferenti e dei bisognosi.

L’omelia dopo la messa dell’ultima giornata

La messa dell’ultima sera della settimana dedicata al festival è stata presieduta dall’ex parroco della chiesa di Medjugorje Marinko Sakota. “Bisogna riconoscere Gesù dall’esterno e dall’interno, richiamando le sue opere, la sua generosità ma anche scoprendo un amico, un fratello nella sua umanità, cogliendo meglio le sue sofferenze fisiche ed i suoi sacrifici. Perché questo possa accadere è necessario avere un cuore aperto, è necessario pregare con il cuore, ha affermato il sacerdote.

Il festival giovani non ha risparmiato coreografie e scene che rimarranno nei cuori: dalle danze delle comunità presenti sul palco, ai canti in tutte le lingue del Mondo, il Rosario e le preghiere comunitarie intense e coinvolgenti, e poi al termine della messa finale, l’adorazione eucaristica a Gesù, con le candele che pian piano si sono accese, partite dal cero pasquale per illuminare tutta la spianata dei  fedeli, in una notte di fede e di amore tra tutti i popoli.

Un po’ di Taranto

Un bus di 44 pellegrini proveniente da Taranto composto anche da alcuni fratelli provenienti dalla provincia di Brindisi e Bari, alcuni giovani siciliani e due simpatici fratelli calabresi, hanno arricchito di gioia la comunità italiana presente a Medjugorje.

Padre Francesco Pio, appartenente alla congregazione dei frati francescani minori rinnovati in provincia di Palermo è stata la loro guida spirituale. Le sue catechesi erano incentrate soprattutto sulla riscoperta della vita eterna che il Signore ci ha consegnato e che avremo il dono di ricevere nella misura in cui abbiamo vissuto sulla Terra, soprattutto se saremo stati vicini ai sofferenti e se l’amore e la gioia avranno avuto la meglio sulle tentazioni, i peccati e la rabbia.

Un appello a seguire i sacramenti, tra cui la confessione, essenziale per liberarci dalle catene del peccato, soprattutto dopo il pentimento che ci fa rimanere nell’oblio e ci rende sporchi, impuri. I peccati carnali sono purtroppo quelli più  diffusi, le dipendenza con i social possono distruggere i rapporti, un appello ai giovani per vivere una vita di gioia, alle giovani coppie rifiutare l’egoismo e mantenere la propria castità sino al matrimonio, alle famiglie per vivere nella gioia senza programmare la loro vita ma semplicemente lasciandosi trasportare, attraverso la preghiera, la dove il Signore ci chiama.

Poi un riferimento alla morte ed alla paura di morire: “Non moriremo mai, saremo sempre vivi, il Signore ha preparato per noi sulla Terra tanti doni, ma non possiamo immaginare cosa avrà preparato per noi in Paradiso, luogo dove ci vuole tutti prima o poi, in relazione a quanto lo abbiamo meritato sulla Terra”.

La fatica per la salita prima sul monte Podbrdo dove tutto iniziò, la recita del Rosario, le preghiera e l’inchino alla statua della Madre Celeste, la visita alla croce blu, luogo santo di riflessione e preghiera, e la grande salita sulla collina più alta, il Krizevac, 500 metri tra pietre e percorsi tortuosi durante le prime ore del mattino, sono tutte testimonianze di fede, dove il sacrificio e la stanchezza sono offerte come penitenza per la salvezza della propria anima e di chi ogni fedele porta nel cuore, da un proprio parente, ad un amico, ad un collega di lavoro.

Grazie Maria.

Sport

Da Pilato a Paltrinieri: tutto l’azzurro che c’è agli Europei di nuoto

10 Ago 2022

di Paolo Arrivo

Il countdown è terminato. Dopo l’inaugurazione tenutasi allo Stadio del Nuoto, domani 11 luglio, con le gare di Fondo (10 km donne), prenderà avvio l’edizione numero 36 dei Campionati europei di sport acquatici Roma 2022 – epilogo il 21 agosto. Una competizione che parla decisamente italiano: per la sede, per la folta rappresentativa azzurra capitanata da Gregorio Paltrinieri. Le previsioni sono rosee. Tanto che secondo la madrina dell’evento, la “Divina” Federica Pellegrini, questa è la nazionale più forte di sempre, capace di vincere più di dieci oro. Le gare saranno trasmesse in diretta tv su RaiSport + HD e Sky Sport; in diretta streaming, inoltre, su Rai Play e su All Aquatics.

I NUMERI. Cinquanta Paesi, tra i quali mancano la Russia e la Bielorussia, 1500 atleti si sfideranno nelle vasche del Foro Italico, allo stadio Nicola Pietrangeli e a Lido Ostia. Protagoniste 5 discipline: nuoto in piscina, in acque libere, nuoto artistico, tuffi dal trampolino e dalle grandi altezze. Gli italiani convocati sono 104. Tra questi (52 donne ed altrettante donne) ci sono i medagliati ai Mondiali di Budapest e alle Olimpiadi di Tokyo. Il più giovane è il 16enne Lorenzo Galossi, il più grande Fabio Scozzoli (34 anni). Non è più la giovanissima mascotte del gruppo, ma sempre minorenne la campionessa mondiale dei 100 rana, ed europea in carica sui 50, Benedetta Pilato: i riflettori sono tutti su di lei.

QUI BENNY. “Spero che siano Europei divertenti, siamo tanti e in casa. Io punto a fare del mio meglio ma non si può mai sapere cosa può succedere”, ha detto Benedetta Pilato in un’intervista rilasciata a la Repubblica. Nella stessa peraltro ha confidato di non avere il vizio della lettura. Non legge libri all’infuori dei testi scolastici. Ma vabbè, glielo perdoniamo, come peccato di gioventù: la 17enne tarantina ha tutto il tempo per formarsi, come atleta, come donna, come persona. Intanto ci sono gli Europei di nuoto. L’auspicio è che, oltre a divertirsi, possa fare davvero del suo meglio. Perché il dovere di ogni atleta è questo. Se poi dovesse fare il triplete, Benny, tanto meglio: a conclusione di un’ottima stagione, sarebbe la ciliegina sulla torta.

Sport

Cus Jonico Basket Taranto, riparte la sfida in campionato

Il CJ dello scorso campionato
09 Ago 2022

di Paolo Arrivo

Ci fanno divertire ogni anno. E danno sempre l’impressione di andare al di là delle loro reali possibilità, sfruttando al massimo quelle risorse segrete, immateriali, interne a un ottimo organico: di gettare il cuore oltre l’ostacolo per accarezzare il sogno della promozione in serie A2. Un risultato che sarebbe strameritato. Ci riproverà il Cus Jonico Basket Taranto. Che è pronto a ripartire nel campionato di serie B Old Wild West 2022-23, collocato nel girone D. Il calendario dice che si giocherà la prima partita in casa. Sarà il Pozzuoli, il 2 ottobre, alle ore 18, il primo ostacolo da affrontare al Palafiom di Taranto. La regular season si chiuderà a Cassino il 7 maggio. L’appendice dei playoff poi, magari, segnerà l’avvio di un nuovo campionato.

IL COMMENTO DI COACH OLIVE. “Partire in casa è importante, occasione per valutare anche l’affetto dei nostri tifosi – ha detto l’allenatore degli ionici, riconfermato (un anno con opzione per il secondo) – bisogna partire bene, provare a conquistare i due punti con Pozzuoli e poi preparare l’ostica trasferta contro Ruvo del nostro ex Manuel Diomede”. Davide Olive riconosce nella Pallacanestro S. Antimo un’altra grande big del campionato. Verrà affrontata nuovamente tra le mura amiche, per poi andare in Campania e giocare contro la Juve Caserta. Insomma, il calendario non promette un avvio facile. Tanto che “nelle prime otto giornate incroceremo ottime squadre, costruite per il salto di categoria”. Prima o poi bisogna incontrarle tutte, le formazioni più attrezzate: sfidarle presto consente di prendere coscienza del potenziale e, all’occorrenza, di correre ai ripari. “Saremo anche quest’anno un gruppo nuovo, e sarà fondamentale la preseason per capire le potenzialità del nostro roster. Il CJ sarà per il terzo anno ai nastri di partenza della serie B e questa non è una cosa scontata ma è frutto di lavoro e passione da parte della dirigenza rossoblu”, chiosa il tecnico nativo di Mesagne.

Ecco il calendario della prima giornata, e le gare di ottobre che affronterà il CJ Basket Taranto:

Sport

Tutti pazzi per “Pecco” Bagnaia, il volto nuovo della MotoGp

foto ANSA/EPA
08 Ago 2022

di Paolo Arrivo

Non chiamatelo il nuovo Valentino. Perché i Rossi dello sport, dal Dottore a Pablito, appartengono a un’altra categoria. E il talento di Valentino, il personaggio, la stravaganza e il mito, non si possono emulare dentro o fuori la pista. Tuttavia il popolo italiano della MotoGp ha trovato un nuovo protagonista. Che risponde al nome di Francesco Bagnaia: il pilota della Ducati, 25 anni, nato a Torino, ha trionfato ieri a Silverstone centrando la quarta vittoria in questa stagione – la seconda consecutiva. Dietro di lui lo spagnolo Maverick Vinales (Aprilia) e il compagno di squadra Jack Miller.

IL CONFRONTO CON IL MITO. Nel post gara, il torinese, campione del mondo della Moto2 nel 2018, ha avuto un pensiero proprio per Valentino: “Mi ha mandato dei messaggi vocali per spronarmi e consigliarmi le gomme idonee per affrontare la gara”. FB ricorda le difficoltà avute, nel weekend, nelle Fp2. Tanto che era rimasto fuori dai primi dieci. Ma sono proprio le difficoltà, una volta affrontate, a dare più sapore alle vittorie. “Dal primo giro ho dato tutto, non avevo la possibilità di gestire il vantaggio come accaduto ad Assen. Questa è una delle vittorie più belle della mia carriera”, dichiara il pilota, che è esploso nel 2021, dopo due anni non facili nella massima categoria.

LA VIRTU’ DEI FORTI. Dopo la buona partenza dalla seconda fila, Francesco Bagnaia ha approfittato del fallimento di Johann Zarco, che ha sprecato l’occasione della vita con una banale caduta, e ha poi passato Alex Rins (Suzuki). Ci è riuscito al primo tentativo. Impeccabile la condotta di gara successiva: senza commettere alcun errore, l’italiano ha respinto l’assalto di Vinales rimanendo primo. Ecco la calma del campione, la freddezza, dopo la pazienza in avvio. E il Gran Premio di Gran Bretagna è stato suo. “Pecco”, come viene soprannominato (lo chiamava così la sorella, quando era piccolo) ha riacceso l’entusiasmo degli italiani per la MotoGp!

Editoriale

Trap, social, violenza e sangue

Foto AgenSIR
08 Ago 2022

di Emanuele Carrieri

Una volta, c’era il guappo, figura particolare dell’universo popolare napoletano. Raffigurava l’uomo d’onore, gentiluomo e romantico, pronto a appianare le controversie fra le persone, alla stregua di un capo, nemico dei bulli. Non ci sono più, la sfida è passata al mondo virtuale, ed è la violenza fisica, e per niente immaginaria, a farla da padrona. È il pianeta delle bande trap, il cui denominatore comune sembra essere l’impiego dei neologismi, dei prestiti e dei duplicati dall’inglese: sono i riferimenti alle droghe a giocare a nascondino e a creare nuove ambiguità lessicali. Questo non deve stupire. Trap è la traduzione dello slang trapping, che significa spacciare. Qualche giorno fa, al termine di una indagine condotta in mezza Lombardia, sono stati arrestati una decina di componenti di due bande. Quasi tutti ventenni e italiani di seconda generazione. Una è una ragazza che ha avuto un ruolo decisivo nelle azioni criminali contestate agli arrestati. Era lei a far cadere in trappola, seducendoli, gli elementi della banda rivale che, una volta finiti nella rete, venivano pestati a sangue e torturati: tutto fotografato e filmato con gli smartphone e diffuso sui social, con un ricco assortimento di altre imprese dello stesso tenore. È il loro modo di glorificarsi e di reclutare nuove leve, tesi scritta nella ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Milano: “Gli indagati vivono una assoluta astrazione dalla realtà, che impedisce loro di comprendere il disvalore e la gravità delle attività criminose poste in essere; questa insistente sfida ad alzare sempre la posta in gioco, le permanenti e improvvise ritorsioni, sono ormai preoccupanti per la sicurezza complessiva”. Sono analisi che fanno giustizia di quelle sparse a piene mani dai numerosi vigili del fuoco travestiti da sociologi secondo cui certi allarmi sarebbero solo frutto di una società di anziani, come tali facili a spaventarsi e incapaci di considerare la complessità dei tempi. Tempi in cui, per ritornare sul pianeta Terra, dove invece vive la quasi totalità della gente comune senza distinzioni di età o condizione sociale, può accadere che una ventina di affiliati di una banda organizzino un raid armati di spade contro un combattente della combriccola rivale e, una volta fattolo prigioniero, lo tengano sotto sequestro seviziandolo per ore e ore. A testimonianza di quelle scene da film horror, sono rimaste anche le intercettazioni realizzate dai carabinieri. In una di queste, si sente la ragazza che agiva da esca dire: “Il suo sangue… volevo spalmarmelo in faccia il suo sangue di m …”. Ma, al disopra di tutto, sono rimasti i già citati video girati e fatti girare a lungo dagli stessi autori non nei complicati abissi del dark web, bensì sui social frequentati pure dai ragazzini delle scuole elementari e delle medie inferiori. A garanzia che abbiamo a che fare con una tipologia di bomba che continua a deflagrare e a distruggere praticamente indisturbata, addestrando e predisponendo le future generazioni delle tante bande che ormai compaiono come funghi nelle nostre città. Questo, grazie pure alla complicità a metà fra il consapevole e il rassegnato dei troppi che, per una ragione o per l’altra, preferiscono chiudere un occhio o due. A cominciare dai familiari, spesso, però, gente per bene e che tira la carrozza dalla mattina alla sera, dei personaggi principali di questa saga, spaventosa e sanguinaria. C’è o ci sarebbe da fare ancora una riflessione sull’utilizzazione e sul senso della musica fra i giovani di oggi rispetto a quelli del tempo andato, quando le canzoni erano la colonna sonora della nostra frenesia di emancipazione e di libertà. Mentre oggi fanno da sottofondo al trionfo degli istinti più inumani e animaleschi e di tutto ciò che è pura negazione della dignità della persona: stupefacenti, prevaricazione, aggressività, denaro a tutti i costi, svilimento e sfruttamento sessuale dell’altro. E se, per ipotesi, qualcuno avesse intendimento di tirare fuori la critica, trita e ritrita, di moralismo, è pregato di andarsi a sfogliare i testi delle canzoni di successo più apprezzate del genere trap. Lo stesso genere di cui si dichiarano orgogliosi esponenti parecchi feroci guerrieri di queste bande. Quello sulle cui note è andato a schiantarsi a quasi trecento chilometri all’ora anche un ventenne deceduto sul grande raccordo anulare di Roma. Fatti, fra loro differenti e dolorosi al tempo stesso, ma che portano in sé qualcosa di ancora più lugubre e minaccioso: l’idea pericolosa che l’unica, la sola cosa che veramente conti sia di vivere in una realtà parallela, dove qualunque cosa è lecita, corretta e non esiste più neppure un confine fra la vita e la morte, fra il Bene e il Male, fra il dolore del corpo e quello, più penetrante, dell’anima. Una idea, in realtà, non certo nuova, ma a cui la dittatura dilagante dei social ha conferito una energia senza precedenti nella storia di quella che chiamiamo razza umana.

Sport

Giochi del Mediterraneo, il contributo di Martina Franca

La bandiera del Comitato
07 Ago 2022

di Paolo Arrivo

Quattromila atleti e passa; 25 discipline, delle quali 23 olimpiche; 7 sport di squadra e sette paralimpici. Sono i protagonisti dei prossimi Giochi del Mediterraneo. Che, com’è noto, si terranno nel 2026 a Taranto. Una straordinaria opportunità per il capoluogo ionico e non soltanto. Al Comitato organizzatore, per il quale l’attenzione delle istituzioni si mantiene alta, ha aderito anche il Comune di Martina Franca.

L’INDOTTO DA VALORIZZARE. “I Giochi del Mediterraneo sono una manifestazione di grande prestigio e l’edizione del 2026 rappresenta un’ottima occasione per promuovere il territorio, non solo per Taranto ma per la Puglia, grazie al coinvolgimento di altre città fra le quali Martina”. Così il primo cittadino Gianfranco Palmisano e il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Nunzia Convertini sottolineano le ricadute positive dell’evento di grande portata: “Giungeranno atleti di diversi Paesi del mondo, quindi i Giochi saranno un’ottima vetrina internazionale per la nostra città e per la Valle d’Itria. Inoltre saranno un’ottima occasione per una ulteriore valorizzazione del palazzetto dello sport, struttura di eccellenza dell’impiantistica sportiva della nostra città”. Sarà il PalaWojtyla infatti ad accogliere i test events e quelle iniziative propedeutiche agli stessi Giochi del Mediterraneo. È la stessa struttura, ricordiamo, dove si disputarono le partite di qualificazione ai campionati europei Under 18 di volley, qualche anno fa. Perché sia funzionale alla grande manifestazione sportiva multidisciplinare, è fondamentale il progetto di adeguamento presentato dalla Giunta agli uffici del settore Lavori pubblici (dovrà essere approvato dal Coni, dalle Federazioni interessate e dallo stesso Comitato): oltre al campo di gioco c’è da pensare all’accoglienza degli atleti e degli ospiti internazionali, nonché alla zona esterna, ai parcheggi e alla viabilità. Oltre a Martina Franca, alla valle d’Itria, location del ciclismo su strada, sono questi i comuni coinvolti dagli allenamenti e dalle gare: Lecce, Brindisi, Monopoli, Fasano, Castellaneta, Mottola, Massafra, Statte, Laterza, Crispiano, San Giorgio Jonico, Torricella, Castellaneta Marina, Pulsano, Leporano, Ginosa, Francavilla Fontana, Montemesola e Grottaglie.

Diocesi

Alessandro Solare dal 31 agosto amministratore parrocchiale della Santa Famiglia

07 Ago 2022

Alessandro Solare sarà il primo a insediarsi mercoledì 31 agosto, come amministratore parrocchiale, tra coloro che l’arcivescovo mons. Filippo Santoro ha nominato nelle sostituzioni comunicate venerdì 8 luglio durante il ritiro di San Giovanni Rotondo.

Sarà proprio mons. Santoro a presiedere la celebrazione che avrà luogo alle ore 19 nella parrocchia Santa Famiglia, al rione Salinella.

 

 

Mondo

Unicef: “Nella Striscia di Gaza, uccisa una bambina palestinese e ferito un bambino”

Nel 2021, 67 bambini sono stati uccisi nella Striscia di Gaza durante l’ondata di violenza durata 11 giorni e due bambini sono stati uccisi in Israele

foto d'archivio Afp/Sir
06 Ago 2022

“Ala’a, una bambina palestinese di cinque anni, è stata uccisa e almeno un bambino è rimasto ferito nella Striscia di Gaza in una escalation di violenza avvenuta ieri”. Lo dichiara Adele Khodr, direttore regionale dell’Unicef per il Medio oriente e il Nord Africa. “L’anno scorso, 67 bambini sono stati uccisi nella Striscia di Gaza durante l’ondata di violenza durata 11 giorni e due bambini sono stati uccisi in Israele”.
Secondo il direttore Unicef, “i bambini sono stati testimoni di troppe cose, per troppo tempo”. “Molti non hanno conosciuto altro che violenza, conflitto e guerra. La maggior parte ha un impatto psicosociale a lungo termine sulla propria salute mentale. I conflitti hanno un impatto profondo e duraturo su tutti i bambini. Tutte le parti dovrebbero fare tutto il possibile per evitare ulteriori violenze. Un altro conflitto porterà solo più sofferenza e più dolore. È necessaria una soluzione duratura a questo conflitto”.

Otium

Domenica 7 agosto, ingresso gratuito nei musei e parchi archeologici statali

foto d'archivio Sir
06 Ago 2022

Il 7 agosto si rinnova l’iniziativa domenica al museo, introdotta nel 2014 dal ministro Dario Franceschini, con l’ingresso gratuito per tutti nei musei e nei parchi archeologici statali.
La prima domenica del mese torna pertanto all’insegna della cultura, con visite che si svolgeranno negli orari ordinari di apertura dei siti e dovranno avvenire nel pieno rispetto delle misure di sicurezza (DL n. 24 del 24 marzo 2022) con la forte raccomandazione all’utilizzo della mascherina all’interno dei luoghi chiusi.
Alcune delle sedi interessate sono visitabili esclusivamente su prenotazione. L’elenco completo degli istituti coinvolti è consultabile all’indirizzo https://cultura.gov.it/domenicalmuseo.