Sport

Il Taranto si scopre indomito: piegata la Fidelis Andria, match winner Guida

19 Set 2022

di Paolo Arrivo

“Questa squadra va applaudita e incoraggiata”. Così, non senza i suoi immancabili toni coloriti (“Voglio un Taranto ignorante”), coach Capuano provava a ricaricare i suoi uomini ed un ambiente fattosi ostile dopo tre giornate di campionato, alla vigilia del derby con la Fidelis Andria: il tecnico campano, subentrato a Nello Di Costanzo, aveva visto segnali incoraggianti dalla prestazione offerta dai rossoblu a Torre del Greco. L’obiettivo quindi era mettercela tutta per fare il risultato. Ovvero per smuovere la classifica al termine della quarta giornata, e spegnere il coro delle proteste preannunciato, sentitosi nel pre partita, tra i tifosi della curva nord e all’esterno dello stadio Erasmo Iacovone. Quelle voci si sono trasformate in incitamenti ai calciatori perché il Taranto ha ritrovato la vittoria! A firmarla, con una doppietta, Michele Guida che ha rimediato al vantaggio degli ospiti, col goal di Candellori. È successo tutto nella seconda frazione di gioco. Sono arrivati tre punti d’oro, e l’inizio di un percorso nuovo. Certamente ci sarà da lavorare ancora molto (sulla gestione delle palle inattive, in particolar modo), sulla tenuta del centrocampo; ma la vittoria fa morale, ricompatta il gruppo. Speriamo anche la tifoseria che aveva inveito contro la dirigenza e il presidente Massimo Giove.

IL MATCH. Primo tempo avaro di emozioni. Ma i rossoblu partono col piede sull’acceleratore: a soli due minuti dal fischio d’inizio, che è stato preceduto dal raccoglimento per ricordare le vittime dell’ultimo alluvione, Infantino si rende pericoloso con un colpo di testa da corner. La Fidelis Andria risponde con Sipos. La partita scorre sul filo dell’equilibrio, i padroni di casa non corrono alcun pericolo. Nel secondo tempo spazio al recuperato Diaby che impegna subito il portiere ospite. Doccia fredda al minuto 57: Candellori, servito da Sipos, batte l’incolpevole Vannucchi. La reazione del Taranto non si fa attendere. Arriva dopo cinque minuti con Guida che colpisce di testa su corner di Mastromonaco. La partita si accende: fioccano i cartellini tra gli ionici. Al 79’ è ancora Guida, con un’azione personale, a segnare firmando una perla vera e propria – ci aveva già provato con il tiro a giro nella prima frazione di gioco. La Fidelis Andria non sta a guardare. Reagisce con Paolini, di testa. L’ultimo brivido al 94’ quando Vannucchi si supera deviando in calcio d’angolo il colpo di testa ravvicinato di Sipos.

Diocesi

I festeggiamenti per i Santi Medici in città vecchia

18 Set 2022

Dal 17 al 25 settembre, la novena ai Santi Medici Cosma e Damiano nel santuario a loro dedicato in via Di Mezzo prevede la recita del rosario alle ore 16.30 e la celebrazione eucaristica con novena e preghiera ai Santi Medici. Durante la celebrazione eucaristica di venerdì 23, inoltre, avrà luogo la cerimonia di aggregazione delle nuove consorelle e dei nuovi confratelli della confraternita Santa Maria di Costantinopoli sotto il titolo dei Santi Medici, l’unzione degli infermi e la benedizione degli abitini dei Santi Medici.

Lunedì 26, festa dei Santi Medici Cosma e Damiano, alle ore 7.30 sempre nel santuario a loro dedicato in via Di Mezzo, celebrazione eucaristica presieduta da mons. Alessandro Greco, vicario generale dell’arcidiocesi di Taranto, al termine della quale i simulacri dei Santi Medici saranno portati davanti alla Chiesa di San Giuseppe sul cui piazzale, alle ore 9.30, ci sarà la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo, mons. Filippo Santoro.

Al termine, solenne processione con i simulacri dei Santi per le seguenti vie della città vecchia: via Garibaldi, via Sant’Egidio, via Di Mezzo, pendio La Riccia, piazza Castello, via Duomo, via de Tullio, via Garibaldi, vico Zippo, via Di Mezzo, largo Fuggetti.

Le celebrazioni eucaristiche nel santuario dei Santi Medici sono previste per le ore 17.30, 18.30 e 19.30.

Alle 23.30, spettacolo pirotecnico.

È fissata per domenica 9 ottobre la chiusura dei festeggiamenti con la celebrazione eucaristica delle ore 10 nel santuario dei Santi Medici in via Di Mezzo, il Rosario alle 16.30, la celebrazione eucaristica con preghiera ai Santi Medici alle ore 17 al termine della quale le nuove statue dei Santi saranno portate nella chiesa di San Giuseppe.

Libri

Una trasformazione narrata con il viaggio

Edizioni La Scala - Noci
16 Set 2022

di don Alessandro Greco, Vicario Generale

Antonio Cassano – Maria Grazia Costantino, Da Saulo di Tarso a Paolo Apostolo, una via, un viaggio, un viaggiatore, Edizioni La Scala, Noci 2022 2, pp. 188, € 15,00.

 

È alla seconda edizione la pregevole pubblicazione di Antonio Cassano e Maria Grazia Costantino che già nel titolo e nel sottotitolo lascia intravedere l’itinerario, il punto di partenza e di approdo che gli autori hanno inteso narrare. L’oggetto è la straordinaria figura di San Paolo che, come è noto, è afferrato da Cristo sulla via di Damasco (cf At) e diviene suo apostolo e annunciatore del Vangelo. La scena è descritta con poche battute ma, rileggendo l’intero percorso storico e spirituale della sua esistenza, si può pensare a una progressiva evoluzione, biblicamente resa dal termine metάnoia (metanoia), cioè conversione.

La sua autodifesa, contenuta nella Lettera ai Filippesi, autorizza a pensare a una lenta trasformazione interiore, a un viaggio, che lo porta a essere Paolo: «Se qualcuno ritiene di poter avere fiducia nella carne, io più di lui: circonciso all’età di otto giorni, della stirpe d’Israele, della tribù di Beniamino, Ebreo figlio di Ebrei; quanto alla Legge, fariseo; quanto allo zelo, persecutore della Chiesa; quanto alla giustizia che deriva dall’osservanza della Legge, irreprensibile. Ma queste cose, che per me erano guadagni, io le ho considerate una perdita a motivo di Cristo» (3,4-7).

Il bagaglio culturale e religioso, le tradizioni, gli usi e i costumi che caratterizzano la vita di Paolo, subiscono una radicale trasformazione che gli autori del testo narrano attraverso la metafora del viaggio, a partire dal senso geografico e del movimento fisico, per enucleare i diversi passaggi di un itinerario interiore molto più complesso e significativo.

Direi che la novità e l’originalità del testo siano da individuare nell’impostazione metodologica che, partendo da un noto riferimento della letteratura, costruisce questo cammino del viaggiatore che si rivela tale dentro e fuori di sé per la missione che riceve. Si spiega così il titolo Da Saulo di Tarso a Paolo Apostolo – che mette in rilievo la sua radicale trasformazione, fino al punto da affermare: «Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato sé stesso per me. Dunque non rendo vana la grazia di Dio; infatti, se la giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano» (Gal 2,19b-21).

Alla pienezza della dottrina e alla completezza della sua esperienza, san Paolo passa attraverso tappe che gli autori presentano, come in un dramma, attraverso tre atti, ciascuno con quattro scene.

Nel primo atto, è narrato l’ambiente ordinario in cui Paolo vive, la chiamata sulla strada di Damasco, gli ostacoli, l’incontro con Barnaba.

Nel secondo atto, la partenza e le prove che il viaggiatore dovrà affrontare e la paura la Caverna – di fallire nella sua impresa.

Nel terzo atto, la trasformazione: dopo aver vinto la battaglia, riceve il Premio, vincendo la tentazione della nostalgia di un mondo passato, con la consapevolezza di essere riuscito nella sua impresa, di essere un’altra persona chiamata all’annuncio del Vangelo.

Poi seguono un epilogo e una conclusione.

Avendo tra le mani questo testo, si sappia che non si è di fronte a un lavoro di facilissima lettura; non è un testo esegetico, ma un testo interpretativo dell’esperienza vissuta da San Paolo. In ultimo, si evidenzia che gli autori abbiano voluto dar seguito a quanto è contenuto nel Documento della Pontificia Commissione Biblica (L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa; 15.04.1993), sull’interpretazione delle Scritture con l’ausilio delle Scienze umane.

Poiché la Parola di Dio per raggiungere gli uomini ha attraversato gli stati psicologici, storici ed esistenziali degli agiografi, è necessario tener conto delle scienze umane, in particolare della psicologia, dell’antropologia, della sociologia.

Oltre ai metodi interpretativi del giudaismo, di Gesù, degli apostoli, dei padri della Chiesa e oltre al metodo storico-critico, sono molto utili: la lettura sociologica; la lettura antropologica; la lettura psicologica e psicanalitica.

Nel citato documento, si parla anche di nuovi approcci per interpretare la sacra Scrittura. Non esiste un unico metodo capace di far venir fuori tutta la verità e la ricchezza della Parola di Dio, per cui diventa necessaria l’integrazione con altri metodi di lettura e di interpretazione dei testi sacri. Grazie alle scienze umane, agli studi linguistici e letterari e dai nuovi contesti culturali e sociali. Secondo quanto riportato nel citato documento della Pontificia Commissione Biblica, un notevole contributo viene dai nuovi approcci alla sacra Scrittura, tra cui si ricordano: la nuova analisi retorica; l’analisi narrativa; l’analisi semiotica.

Il tentativo di Antonio Cassano e Maria Grazia Costantino è innovativo perché la forma stilistica e letteraria facilitano la lettura e la comprensione del personaggio Paolo, con tutta la sua carica di attualità.

Sembra di dover suggerire al cristiano che è comunque sempre in ricerca, di compiere o compiere nuovamente l’itinerario di Paolo per essere, nel contesto della specifica vocazione cristiana, discepoli e apostoli di Gesù che rimane sempre al centro della vita sia di ogni credente.

Diocesi

Confraternita del Carmine: domenica 18, l’insediamento del priore e del nuovo consiglio di amministrazione

foto Confraternita del Carmine
16 Set 2022

Nella chiesa del Carmine, domenica 18 settembre alle ore 12, si terrà durante la celebrazione eucaristica presieduta dal vicario generale mons. Alessandro Greco, la cerimonia d’insediamento e il rito del giuramento del priore Antonello Papalia e del nuovo consiglio di amministrazione dell’arciconfraternita del Carmine.

Il priore Papalia sarà affiancato nella guida del sodalizio da Leopoldo Vitale e Kimberly Celestiano, come assistenti, dai consiglieri Ferdinando Conte, Antonio Stenta, Luciachiara Palumbo e Anna La Gioia. Il cassiere sarà Giovanni Schinaia mentre il ruolo di revisori dei conti effettivi è stato affidato a Sabrina Shtembari, Alessandro Campese e Rosa Conte; i revisori dei conti supplenti saranno Anna Mannara e Antonino Russo.

Emergenze ambientali

Maltempo: nelle Marche, un fiume di fango su Cantiano e Pietralunga

foto Daniele Morini
16 Set 2022

Strade e piazze della cittadina di Cantiano stamattina sono irriconoscibili dopo la valanga di acqua, fango e detriti che ha attraversato il borgo marchigiano ai confini con l’Umbria. Nel tardo pomeriggio di ieri, già intorno alle ore 19, quello cantianese è stato uno dei primi territori colpiti dalla straordinaria precipitazione piovosa che si è mossa come un fronte dirompente fra l’Appennino e l’Adriatico.
Le immagini che si sono diffuse sui social hanno subito dato la misura della gravità del fenomeno meteo. E proprio attraverso i media digitali, il sindaco di Cantiano Alessandro Piccini ha diramato le prime notizie, mentre le comunicazioni telefoniche funzionavano a singhiozzo. Il primo cittadino del Comune – circa duemila abitanti in provincia di Pesaro-Urbino – ha invitato le persone a mantenere la calma ed evitare situazioni di rischio, comunicando la chiusura delle principali arterie della viabilità comunale. Nella notte, per far fronte alle emergenze, l’amministrazione ha subito attivato il Centro operativo comunale (Coc) e stamattina la situazione si è confermata nella sua gravità, tanto che il sindaco ha disposto anche la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado fino a nuova comunicazione.
Al momento, comunque, non ci sono notizie di morti o dispersi, come accaduto in altre zone della fascia marchigiana colpita dal maltempo. Con la strada Flaminia e il valico della Contessa chiusi da ieri sera, si sono quasi azzerate le possibilità di comunicazione tra Marche e Umbria nella zona del Montefeltro.
Il parroco di Cantiano, don Marco Cardoni, ieri pomeriggio stava partecipando all’annuale Assemblea pastorale diocesana a Gubbio. Quando è stato avvisato di cosa stava accadendo e della massa d’acqua che stava entrando anche nelle chiese
del centro storico e nelle sale parrocchiali, ha provato a rientrare verso Cantiano ma è stato bloccato proprio sulla statale Contessa.“Il fiume d’acqua che è entrato in paese ha superato il metro e mezzo – ci dicono alcuni abitanti del borgo -, visto che ha valicato un muro di contenimento della chiesa parrocchiale che ha proprio quell’altezza”.
In giornata, appena le strade saranno di nuovo transitabili, anche il vescovo di Gubbio, Luciano Paolucci Bedini, insieme ai responsabili di economato e Caritas diocesana, raggiungerà la zona per verificare le necessità e quali aiuti si possano inviare subito. Il borgo marchigiano di Cantiano, infatti, è nella diocesi umbra di Gubbio.
“La situazione è davvero drammatica – conferma anche l’agente di Polizia municipale, Sabrina Morena – e adesso stiamo cercando di raggiungere alcune famiglie rimaste isolate. Anche se l’acqua ora si è ritirata, c’è un intero territorio comunale e il centro da ripulire, mettendo mano alle pale e agli attrezzi”.Come tutto il personale a disposizione del Comune, anche l’agente Morena sta facendo verifiche sul territorio, dove le auto trascinate dall’acqua sono rimaste bloccate ovunque e dove si sono creati smottamenti sulle strade o vere e proprie voragini come quella che si è aperta in via dei Molini.
Sull’altro versante appenninico, tra Gubbio e Città di Castello, una situazione simile a quella di Cantiano c’è anche a Pietralunga. Il centro storico è stato abbastanza preservato dalla bomba d’acqua perché si trova arroccato su un’altura. Ma la zona che si affaccia verso le Marche è stata inondata completamente da oltre un metro d’acqua. Il torrente della zona, la Caprinella, secondo alcuni testimoni ieri sera aveva un fronte di acqua e fango di circa un centinaio di metri. Un flusso che si è riversato anche sull’area industriale e artigianale causando danni ingenti. Nella tarda serata di ieri, secondo quanto riferito dai Vigili del fuoco impegnati nella zona, due persone sono rimaste intrappolate nell’auto invasa dall’acqua e sono state salvate da alcuni operai del Comune che si trovavano nei pressi.Tra la notte e la prima mattinata di oggi le persone isolate a Pietralunga sono state raggiunte dalle squadre dei Vigili del fuoco, che ora stanno lavorando per ripristinare luoghi e strade invase dai detriti.

Emergenze sociali

Cittadinanzattiva: nelle scuole 45 crolli in un anno e solo il 2% degli istituti è a norma sismica

foto Ansa/Sir
16 Set 2022

di Giovanna Pasqualin Traversa

Tra settembre 2021 e agosto 2022 gli episodi di crolli, distacchi di intonaco ma anche di finestre, muri di recinzione e alberi caduti in prossimità delle scuole sono stati 45, di cui 16 nelle regioni del Sud e nelle Isole (Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna), 19 nel Nord (Lombardia, Piemonte, Liguria, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna), 10 nelle regioni del Centro (Toscana, Lazio). Questi episodi hanno provocato il ferimento di alcune persone oltre che danni agli ambienti e agli arredi, interruzione della didattica, provocando ingenti disagi agli studenti e alle loro famiglie. Si è trattato fortunatamente di crolli avvenuti di notte, nel week end o in periodi di chiusura delle scuole. A renderlo noto è il XX Rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola” presentato ieri a Roma da Cittadinanzattiva. Il Rapporto nasce nell’ambito della campagna Impararesicuri, alla sua ventesima edizione, che prese avvio nel 2002 dopo il crollo della scuola Iovine di San Giuliano di Puglia, in Molise. Del resto si tratta di un patrimonio edilizio scolastico vecchio e malconcio: più del 40% delle scuole è stato costruito prima del 1976 e oltre la metà è privo delle certificazioni di agibilità statica e di prevenzione incendi. Gli istituti secondari di secondo grado mostrano più degli altri le crepe dovute all’età, ai ritardi e ad una lunga interruzione nell’assegnazione dei fondi alle Province – enti depauperati di risorse anche tecniche e professionali -, all’irrisolto problema delle classi sovraffollate (circa l’8% del totale, ossia 9.974 classi delle superiori nel 2020-21 con più di 26 studenti).

“A partire dal 2015 i Governi hanno investito in maniera importante sull’edilizia scolastica del nostro Paese.Ora grazie al Pnrr arrivano ulteriori importanti fondi, 12,6 miliardi di euro, per l’ammodernamento e la messa in sicurezza di molti istituti, per la costruzione di nuove scuole (ancora poche), di ambienti digitali, di mense, di palestre e di servizi 0-6. Ad eccezione dei nidi, le richieste degli Enti locali sono state di gran lunga superiori alle disponibilità offerte dal Pnrr”, osserva Adriana Bizzarri,coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva, per la quale “permangono numerose criticità” a cui “speriamo il Governo che verrà voglia dare risposte certe e rapide”.

Scuole e rischio sismico. Sono 11 le regioni che hanno Comuni in zona 1, ossia ad elevato rischio sismico, ma tutte, ad eccezione della Sardegna, hanno Comuni e scuole in zona 2 (rischio medio-elevato). Sono 4 milioni e 300mila i bambini ed i ragazzi che risiedono in queste due zone. Eppure gli edifici migliorati e adeguati sismicamente sono soltanto il 2%, mentre quelli progettati secondo la normativa antisismica sono 2.740, il 7% del totale.

I risultati migliori si riferiscono a Friuli Venezia Giulia (28%), Umbria (23%), Marche (17%), Molise e Toscana (12%), Veneto (10%). Tra le Regioni meno virtuose: Campania (1%), Lazio (2%), Liguria e Lombardia (3%). Rispetto, poi, alle prove di evacuazione, obbligatorie almeno due volte l’anno, nel 2020-2021 sono state effettuate in poco più della metà delle scuole (56%), non sono state effettuate nel 33% o solo alcune classi nell’11%. E quando vengono effettuate riguardano quasi esclusivamente il rischio incendio (99%), e quello sismico (77%).

Classi sovraffollate. Dal dossier di Tuttoscuola risulterebbero inoltre 9.974 classi della secondaria di II grado nel 2020-21 con più di 26 studenti, pari all’8% del totale. Sono i licei scientifici e non gli istituti tecnici ad avere il maggior numero di classi con non meno di 27 studenti. Nei licei scientifici, le classi oltre il limite sono state 3.899, pari al 13%; seguono i classici (con il 9,4% delle classi in sovrannumero) e gli istituti tecnici (7,1%).

Basta seggi elettorali nelle scuole. È la prima delle dieci priorità indicate oggi da Cittadinanznattiva al prossimo governo per “la scuola che verrà”. “Occorre continuare a sostenere anche economicamente i Comuni – si legge nel documento diffuso dopo la presentazione a Roma del XX Rapporto – affinché spostino i seggi elettorali in sedi alternative rispetto alle scuole e sperimentare in maniera diffusa il voto elettronico, come previsto dal Decreto legge 41/2022. Per le ormai vicine elezioni del 25 settembre, si propone alle scuole di non interrompere le attività didattiche a causa dei seggi ma di proseguirle all’esterno”.Quindi “innovare gli ambienti di apprendimento” attraverso i fondi Pnrr, prevedendo anche sistemi di aerazione/ventilazione; estendere il tempo pieno e “fare della ristorazione scolastica un servizio universale” inquadrato “quale livello essenziale delle prestazioni sociali”. E ancora: completare ed aggiornare l’Anagrafe dell’edilizia e riprendere le attività dell’Osservatorio nazionale sull’edilizia scolastica; “puntare su interventi e programmi di sostegno alle genitorialità”; coinvolgere le comunità locali nei progetti del Pnrr, ad esempio “quando si tratta di costruire o ricostruire una scuola”; ripensare i percorsi del Pcto (percorsi competenze trasversali e orientamento). infine “dare spazio e potere agli studenti favorendone favorirne il protagonismo” e “attuare procedure e comportamenti per prevenire i rischi legati al Covid-19 ma anche ad emergenze naturali e non”.

Uniti nel dono

XXXIV Giornata nazionale delle offerte per il sostentamento dei sacerdoti

I nostri preti sono sempre al nostro fianco ma anche noi possiamo far sentire loro la nostra presenza

16 Set 2022

Ogni giorno ci offrono il loro tempo, ascoltano le nostre difficoltà e incoraggiano percorsi di ripresa: sono i nostri sacerdoti che si affidano alla generosità dei fedeli per essere liberi di servire tutti.

Per richiamare l’attenzione sulla loro missione, torna domenica 18 settembre la Giornata nazionale delle offerte per il sostentamento del clero diocesano, che sarà celebrata nelle parrocchie italiane.

La Giornata – giunta alla XXXIV edizione – permette di dire “grazie” ai sacerdoti, annunciatori del Vangelo in parole ed opere nell’Italia di oggi, promotori di progetti anti-crisi per famiglie, anziani e giovani in cerca di occupazione, punto di riferimento per le comunità parrocchiali. Ma rappresenta anche il tradizionale appuntamento annuale di sensibilizzazione sulle offerte deducibili. “È un’occasione preziosa – sottolinea il responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni per far comprendere ai fedeli quanto conta il loro contributo. Non è solo una domenica di gratitudine nei confronti dei sacerdoti ma un’opportunità per spiegare il valore dell’impegno dei membri della comunità nel provvedere alle loro necessità. Basta anche una piccola somma ma donata in tanti”.

Nonostante siano state istituite nel 1984, a seguito della revisione concordataria, le offerte deducibili sono ancora poco comprese e utilizzate dai fedeli che ritengono sufficiente l’obolo domenicale; in molte parrocchie, però, questo non basta a garantire al parroco il necessario per il proprio fabbisogno. Da qui l’importanza di uno strumento che permette a ogni persona di contribuire, secondo un principio di corresponsabilità, al sostentamento di tutti i sacerdoti diocesani.

“Le offerte – aggiunge Monzio Compagnoni – rappresentano il segno concreto dell’appartenenza ad una stessa comunità di fedeli e costituiscono un mezzo per sostenere tutti i sacerdoti, dal più lontano al nostro. La Chiesa, grazie anche all’impegno dei nostri preti, è sempre al fianco dei più fragili e in prima linea per offrire risposte a chi ha bisogno”.

Destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero, le offerte permettono, dunque, di garantire, in modo omogeneo in tutto il territorio italiano, il sostegno all’attività pastorale dei sacerdoti diocesani. Da oltre 30 anni, infatti, questi non ricevono più uno stipendio dallo Stato, ed è responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento.

Le offerte raggiungono circa 33.000 sacerdoti al servizio delle 227 diocesi italiane e, tra questi, anche 300 preti diocesani impegnati in missioni nei Paesi del Terzo Mondo e circa 3.000, ormai anziani o malati dopo una vita spesa al servizio degli altri e del Vangelo.

In occasione della Giornata del 18 settembre in ogni parrocchia i fedeli troveranno locandine e materiale informativo per le donazioni.

Nel sito www.unitineldono.it è possibile effettuare una donazione ed iscriversi alla newsletter mensile per essere sempre informati sulle numerose storie di sacerdoti e comunità che, da nord a sud, fanno la differenza per tanti.

Europa

Commissione Ue – Economia circolare: nuove regole per consentire l’uso della plastica riciclata negli imballaggi alimentari

foto Sir/Marco Calvarese
16 Set 2022

La Commissione europea ha adottato nuove norme sulla sicurezza dei materiali e degli oggetti di plastica riciclati destinati a venire a contatto con gli alimenti. “Questo regolamento – chiarisce un comunicato – stabilirà regole chiare per garantire che la plastica riciclata possa essere utilizzata in sicurezza negli imballaggi alimentari”. Contribuirà “ad aumentare la sostenibilità complessiva del sistema alimentare e a raggiungere gli obiettivi del Piano d’azione per l’economia circolare”. Il vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, Frans Timmermans, ha dichiarato: “per ridurre la nostra dipendenza dalle materie prime primarie e costruire un’economia completamente circolare, dobbiamo rilanciare il mercato della plastica riciclata e ridurre significativamente i rifiuti di plastica nel settore alimentare e oltre. Le materie plastiche sono utili per conservare gli alimenti, ma il loro utilizzo deve essere sostenibile. Le nuove regole di oggi consentono ai produttori di alimenti di utilizzare più plastica riciclata negli imballaggi alimentari. Questo è un passo importante verso un uso sicuro e sostenibile della plastica riciclata nel settore alimentare”.

Politica italiana

Pallucchi (Forum Terzo settore): “Nel Dl Aiuti bis il No profit è stato dimenticato. Servono sostegni prima possibile”

foto Ansa/Sir
16 Set 2022

“Il Dl Aiuti bis sarà modificato alla Camera, ma non per ricomprendere i sostegni ‘dimenticati’ al Terzo settore. Apprezziamo che il Parlamento voglia correggere in fretta la norma che avrebbe eliminato il tetto ai ‘megastipendi’ dei manager della Pubblica amministrazione, ma ci chiediamo se e quando sarà data giusta attenzione anche a quelle realtà che operano, al di fuori della logica del profitto, al fianco dei più svantaggiati”. Lo afferma Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum nazionale del Terzo settore, sottolineando che “gli enti non profit che, ad esempio, si prendono cura di anziani, minori, persone in difficoltà o con disabilità rischiano di non ricevere alcun ristoro, eppure proprio come le imprese profit subiscono pesantemente i rincari energetici”. “Ci auguriamo allora che si introducano sostegni adeguati già nel prossimo decreto che sarà discusso in Consiglio dei ministri, e che non si dimentichi per l’ennesima volta l’importanza del Terzo settore per la tenuta di questo Paese”, l’auspicio espresso da Pallucchi.

Viaggio apostolico

Il Papa in Kazakhstan rivolgendosi ai vescovi: “Spazio ai laici (…) la Chiesa sinodale è partecipativa e corresponsabile”

15 Set 2022

“Le comunità cristiane, in particolare il seminario, siano scuole di sincerità: non ambienti rigidi e formali, ma palestre di verità, di apertura e di condivisione”. È l’appello del Papa, che nella parte finale del discorso rivolto ai vescovi, ai sacerdoti, ai diaconi, ai consacrati, ai seminaristi e agli operatori pastorali ha sottolineato come “nelle nostre comunità siamo tutti discepoli del Signore: tutti discepoli, tutti essenziali, tutti di pari dignità”. “Va dato spazio ai laici”, l’invito: “vi farà bene, perché le comunità non si irrigidiscano e non si clericalizzino”. “Una Chiesa sinodale, in cammino verso il futuro dello Spirito, è una Chiesa partecipativa e corresponsabile”, ha spiegato Francesco: “È una Chiesa capace di uscire incontro al mondo perché allenata nella comunione”. “L’apertura, la gioia e la condivisione sono i segni della Chiesa delle origini: e sono anche i segni della Chiesa del futuro”, l’identikit del Papa: “Sogniamo e, con la grazia di Dio, edifichiamo una Chiesa più abitata dalla letizia del Risorto, che respinga paure e lamentele, che non si lasci irrigidire da dogmatismi e moralismi”. Come hanno fatto i “grandi testimoni della fede di questo Paese”, ha detto Francesco citando in particolare il beato Bukowiński, “un sacerdote che spese l’esistenza per curare gli ammalati, i bisognosi e gli emarginati, pagando sulla propria pelle la fedeltà al Vangelo con la prigione e i lavori forzati”: “Mi hanno detto che, ancora prima della beatificazione, sulla sua tomba c’erano sempre fiori freschi e una candela accesa. È la conferma che il popolo di Dio sa riconoscere dove c’è la santità, dove c’è un pastore innamorato del Vangelo”. “Questa è la nostra missione”, le parole rivolte in modo speciale ai vescovi e ai sacerdoti: “non essere amministratori del sacro o gendarmi preoccupati di far rispettare le norme religiose, ma pastori vicini alla gente, icone vive del cuore compassionevole di Cristo”. Infine, la citazione dei martiri greco-cattolici, il vescovo mons. Budka, il sacerdote don Zarizky e Gertrude Detzel, di cui si è aperto il processo di beatificazione: “Vi sono vicino e vi incoraggio: vivete con gioia questa eredità e testimoniatela con generosità, perché quanti incontrate possano percepire che c’è una promessa di speranza rivolta anche a loro”.

Musica

L’Orchestra giovanile della Magna Grecia presenta Cavalleria rusticana

foto di Aurelio Castellaneta
15 Set 2022

 

L’opera lirica “Cavalleria rusticana”, protagonista l’Orchestra giovanile Città di Taranto diretta dal maestro Giuseppe La Malfa, sarà rappresentata sabato 17 alle 21.00 e domenica 18 settembre alle 18.30 al teatro comunale Fusco di Taranto. Insieme con l’Orchestra giovanile, l’Orchestra della Magna Grecia insieme e il L.A. Chorus diretto da Carmen Fornaro; regia e scene di Marialuisa Bafunno, video designer Luca Attilii. Interpreti: Azer Zada (Turiddu), Cristina Melis (Santuzza), Fernando Cisneros (Alfio), Antonella Di Giacinto (Mamma Lucia) e Giorgia Teodoro (Lola).

I due concerti in programma sono promossi dall’Orchestra della Magna Grecia e dal Comune di Taranto, in collaborazione con la Regione Puglia e il Ministero della Cultura. Prezioso, come sempre, l’intervento di aziende, attività e associazioni del territorio: Teleperformance, Caffè Ninfole, Varvaglione Vini, Fondazione Taranto 25, “Angelo Toma”, Fondazione Motolese.

«L’Orchestra giovanile, dopo il successo registrato al Lerici Music Festival con la direzione del maestro Gianluca Marcianò – dice il maestro Piero Romano, direttore artistico dell’Orchestra Magna Grecia – ci rende doppiamente orgogliosi: per come la stessa Orchestra giovanile è nata e per come va sviluppandosi la sua attività. Taranto da oltre un anno vanta un progetto istituzionale del quale può andare fiera. Merito di quanto raccolto fino ad oggi va riconosciuto al sindaco Rinaldo Melucci e all’assessore Fabiano Marti, che hanno subito creduto nel progetto; un sincero ringraziamento anche al dirigente scolastico Francesco Urso e al suo staff, ai professori Ornella Carrieri e Paolo Battista, e, permettetemi, all’Orchestra della Magna Grecia – che orgogliosamente rappresento – che con tutti i suoi elementi fin dall’inizio ha affiancato i ragazzi sostenendoli in una crescita costante oggi sotto gli occhi di tutti».

foto di Aurelio Castellaneta

Direttore di produzione artistica, Ornella Carrieri; direttore di produzione tecnica, Cosetta Giordano; direttore di palcoscenico, Stefania Paparella; Misia, costumi; trucco, Mariella Ricchitelli; parrucco, Tiziana Spagnulo; light designer, Graziano Giannuzzi; Michele Renna, maestro collaboratore; Chiara Torro, maestro alle luci e video; Antonio Durante, maestro ai sovratitoli. Si ringrazia per la collaborazione, la Confraternita del Carmine.

Ingresso: 20euro, 15euro, più diritti di prevendita, TicketSms. Info: Orchestra della Magna Grecia, via Giovinazzi 28, Taranto (392 9199935)

Gmg

Papa Francesco: “Tutti a Lisbona per un nuovo inizio dei giovani e dell’umanità”

Nel messaggio per la Gmg, che quest’anno si celebra a livello diocesano e l’anno prossimo a Lisbona, Francesco esorta i giovani ad imparare dalla “fretta buona” di Maria per andare incontro alle necessità e ai bisogni dei fratelli

foto Siciliani-Gennari/Sir
15 Set 2022

di Maria Michela Nicolais

“Spero, e credo fortemente, che l’esperienza che molti di voi vivranno a Lisbona nell’agosto dell’anno prossimo rappresenterà un nuovo inizio per voi giovani e – con voi – per l’umanità intera”. È l’auspicio del papa, all’inizio del messaggio inviato ai giovani e alle giovani del mondo per la XXXVII Giornata mondiale della gioventù che sarà celebrata nelle chiese particolari il prossimo 20 novembre e a livello internazionale a Lisbona dal 1° al 6 di agosto 2023, sul tema “Maria si alzò e andò in fretta” (Lc 1,39). In questi ultimi tempi così difficili, in cui l’umanità, già provata dal trauma della pandemia, è straziata dal dramma della guerra, Maria riapre per tutti e in particolare per voi, giovani come lei, la via della prossimità e dell’incontro”, scrive Francesco nel messaggio, al centro del quale c’è un verbo – alzarsi – che assume anche il significato di “risorgere”, “risvegliarsi alla vita”. Maria, dopo l’annunciazione – spiega il papa – “avrebbe potuto concentrarsi su sé stessa, sulle preoccupazioni e i timori dovuti alla sua nuova condizione. Invece no, si alza e si mette in movimento, perché è certa che i piani di Dio siano il miglior progetto possibile per la sua vita”. In questo modo, “Maria diventa tempio di Dio, immagine della Chiesa in cammino, la Chiesa che esce e si mette al servizio, la Chiesa portatrice della Buona Novella”. Maria, in particolare, “è modello dei giovani in movimento, non immobili davanti allo specchio a contemplare la propria immagine o ‘intrappolati’ nelle reti. È tutta proiettata verso l’esterno. È la donna pasquale, in uno stato permanente di esodo, di uscita da sé verso il grande Altro che è Dio e verso gli altri, i fratelli e le sorelle, soprattutto quelli più bisognosi”. “Ognuno di voi può chiedersi”, la domanda ai giovani: “Come reagisco di fronte alle necessità che vedo intorno a me? Penso subito a una giustificazione per disimpegnarmi, oppure mi interesso e mi rendo disponibile? Certo, non potete risolvere tutti i problemi del mondo. Ma magari potete iniziare da quelli di chi vi sta più vicino, dalle questioni del vostro territorio”. Come ha fatto Madre Teresa.

“Davanti a un bisogno concreto e urgente, bisogna agire in fretta”, l’indicazione di rotta del papa: “Quante persone nel mondo attendono una visita di qualcuno che si prenda cura di loro! Quanti anziani, malati, carcerati, rifugiati hanno bisogno del nostro sguardo compassionevole, della nostra visita, di un fratello o una sorella che oltrepassi le barriere dell’indifferenza! Quali ‘frette’ vi muovono, cari giovani? Che cosa vi fa sentire l’impellenza di muovervi, tanto da non riuscire a stare fermi? Tanti – colpiti da realtà come la pandemia, la guerra, la migrazione forzata, la povertà, la violenza, le calamità climatiche – si pongono la domanda: perché mi accade questo? Perché proprio a me? Perché adesso? E allora la domanda centrale della nostra esistenza è: per chi sono io? La fretta della giovane donna di Nazaret è la fretta di chi sa porre i bisogni dell’altro al di sopra dei propri”.

“Maria è esempio di giovane che non perde tempo a cercare l’attenzione o il consenso degli altri – come accade quando dipendiamo dai ‘mi piace’ sui social media –, ma si muove per cercare la connessione più genuina, quella che viene dall’incontro, dalla condivisione, dall’amore e dal servizio”, il ritratto di Francesco: “Quante testimonianze ci arrivano da persone ‘visitate’ da Maria, Madre di Gesù e Madre nostra! In quanti luoghi sperduti della terra, lungo i secoli – con apparizioni o grazie speciali – Maria ha visitato il suo popolo! Non esiste praticamente un luogo su questa terra che non sia stato visitato da lei”.

C’è la “fretta buona”, puntualizza il papa, che “ci spinge sempre verso l’alto e verso l’altro”, e c’è invece “la fretta non buona, come per esempio quella che ci porta a vivere superficialmente, a prendere tutto alla leggera, senza impegno né attenzione, senza partecipare veramente alle cose che facciamo; la fretta di quando viviamo, studiamo, lavoriamo, frequentiamo gli altri senza metterci la testa e tanto meno il cuore”. “Può succedere nelle relazioni interpersonali”, argomenta il papa: “In famiglia, quando non ascoltiamo mai veramente gli altri e non dedichiamo loro tempo; nelle amicizie, quando ci aspettiamo che un amico ci faccia divertire e risponda alle nostre esigenze, ma subito lo evitiamo e andiamo da un altro se vediamo che è in crisi e ha bisogno di noi; e anche nelle relazioni affettive, tra fidanzati, pochi hanno la pazienza di conoscersi e capirsi a fondo. Questo stesso atteggiamento possiamo averlo a scuola, nel lavoro e in altri ambiti della vita quotidiana. Ebbene, tutte queste cose vissute di fretta difficilmente porteranno frutto. C’è il rischio che rimangano sterili”.

Nella parte finale del messaggio, Francesco segnala ancora una volta la necessità del dialogo tra le generazioni, per superare “le distanze tra generazioni, tra classi sociali, tra etnie, tra gruppi e categorie di ogni genere, e anche le guerre”. “Non è casuale che la guerra sia tornata in Europa nel momento in cui la generazione che l’ha vissuta nel secolo scorso sta scomparendo”, l’analisi del Papa: “C’è bisogno dell’alleanza tra giovani e anziani, per non dimenticare le lezioni della storia, per superare le polarizzazioni e gli estremismi di questo tempo”.

“Tutti insieme a Lisbona!”, nell’agosto dell’anno prossimo, l’invito finale, insieme alla citazione di don Tonino Bello: “Santa Maria, sappiamo bene che sei stata destinata a navigazioni di alto mare. Ma se ti costringiamo a veleggiare sotto costa, non è perché vogliamo ridurti ai livelli del nostro piccolo cabotaggio. È perché, vedendoti così vicina alle spiagge del nostro scoraggiamento, ci possa afferrare la coscienza di essere chiamati pure noi ad avventurarci, come te, negli oceani della libertà”.