Festival

Sabato 26, a Crispiano, c’è la prima edizione di Be Green, il festival dedicato all’ambiente

22 Nov 2022

C’è tanta curiosità per la prima edizione di Be Green – Puglia Film Festival, organizzato da Armamaxa Teatro e Comune di Crispiano, con la direzione artistica di Gaetano Colella e la supervisione di Andrea Simonetti. La manifestazione, dedicata all’ambiente, alla sostenibilità e alle nuove generazioni, si terrà sabato 26 novembre a Crispiano.

Il programma è corposo e prenderà il via già dalla mattina quando il paese delle cento masserie verrà svegliato dalla Grande orchestra di fiati “Città di Crispiano” diretta dal m° Francesco Bolognino, che in piazza Madonna della Neve eseguirà le più belle colonne sonore del cinema. Alle ore 11 nella sala consiliare del Comune si terrà un incontro con Alessandro Valenti, regista, sceneggiatore e attivista per i diritti umani. Direttore dell’Accademia della carità di Lecce, da sempre coniuga il suo impegno civile con il cinema. Per l’occasione verrà proiettato il suo cortometraggio Babbo Natale, vincitore della 73esima Mostra del Cinema di Venezia nella sezione “Migrarti”.

Nel pomeriggio il festival si sposta al cinema teatro comunale, dove alle 15.15 ci sarà una visione del cortometraggio di animazione argentino fuori concorso Enter Baldosas, alla presenza degli alunni delle scuole primarie e dell’infanzia del circolo didattico “P. Mancini” e dell’istituto comprensivo “F. Severi”. A seguire in piazzetta Casavola (lo slargo antistante il cinema) il circolo Arci-Uisp “Mariella Leo” terrà un laboratorio di Pop Green: i bambini impareranno a impastare l’argilla con dei semi di fiori e al termine faranno una passeggiata per il paese, durante la quale lanceranno queste palline green laddove vorranno veder crescere dei fiori. Per prendere parte a questo laboratorio è necessario prenotare al numero 329.1589904.

Alle 17 sarà la volta dell’incontro con Francesco Barberini, aspirante ornitologo e giovanissimo divulgatore, che all’età di dieci anni ha ricevuto dal presidente Mattarella l’attestato di Alfiere della Repubblica per meriti scientifici. Adesso Barberini ha 15 anni e al Be Green presenterà il suo ultimo libro “I dinosauri che volano tra noi” (Salani Editore), in cui racconta la sua grande passione: l’evoluzione dei dinosauri in uccelli e la straordinaria capacità di questi esseri di adattarsi e di volare tra noi. Questo appuntamento è a cura di Volta la carta.

A seguire, alle 18.30, salirà sul palco del cinema teatro comunale la madrina della serata, Vanessa Scalera, che si racconterà in una chiacchierata con la direzione artistica del festival cinematografico. Resa celebre dal personaggio di Imma Tataranni nella serie tv Rai Imma Tataranni – Sostituto procuratore, la Scalera ha fatto tanto teatro prima di approdare al cinema, in cui è protagonista in diverse opere di Marco Bellocchio, Marco Tullio Giordana e ultimamente in Diabolik dei Manetti Bros. e Corro da te di Riccardo Milani. In questi giorni è su Sky nella serie Romulus mentre ha appena terminato le riprese di Avetrana – Qui non è Hollywood, la serie tv targata Disney+ diretta da Pippo Mezzapesa.

Alle 20.30 sarà il clou del Be Green, ovvero la proiezione dei film in concorso, alla presenza della madrina del festival e degli altri ospiti. Si tratta di cinque cortometraggi provenienti da diversi Paesi, tutti incentrati sulla tematica del cambiamento climatico e su come la natura, in diversi modi, si sta ribellando. Si va dalla black comedy al corto di animazione, passando per il mockumentary. Questi i titoli: Pas cap? di Pierre-Antoine Carpentier (Francia, 18’), Cracolice di Fabio Serpa (Italia, 12’), The Peculiar Crime of Oddball Mr. Jay di Bruno Caetano (Portogallo, 11’), 2030 di Pierre Dugowson (Francia, 9’), L’impianto umano di Andrea Sbarbaro (Italia, 11’). Per vedere i corti è obbligatorio effettuare la prenotazione gratuita sulla piattaforma Eventbrite.

A presentare la serata sarà Antonella Carone, attrice di cinema e teatro conosciuta al grande pubblico nei panni di Perfidia, protagonista di Me contro te, vincitrice del Premio del pubblico ai David di Donatello 2022. Recentemente ha lavorato al fianco di Salvatore Esposito nel film Spaccapietre, ha un lungo passato nel teatro, nel quale continua felicemente a lavorare. Nei prossimi giorni sarà in scena con la Compagna del Sole nello spettacolo Il giuocatore al teatro Piccinni di Bari.

Al termine delle proiezioni verranno proclamati i cortometraggi vincitori scelti da una speciale giuria composta dai ragazzi delle scuole di Crispiano. Nello specifico, a giudicare i lavori in concorso saranno 30 studenti dell’istituto di istruzione secondaria superiore “E. Morante” e 30 della scuola secondaria di primo grado “F. Severi”, che in queste settimane sono stati i protagonisti di una serie di workshop sul cinema guidati da esperti del settore. È questa la particolarità del Be Green, un festival cinematografico che si rivolge soprattutto ai giovani e, allo stesso tempo, fatto dai giovani. I giovani giurati assegneranno i premi come Miglior film, Miglior interprete e Migliore sceneggiatura. Lo storico festival Vicoli Corti, invece, partner della manifestazione, assegnerà il Premio speciale.

A proposito di festival del territorio, questa prima edizione si chiuderà con un evento speciale: alle 23 ci sarà la proiezione del cortometraggio Incubus (UK, 17’), vincitore della quinta edizione del Monsters – Taranto Horror Film Festival, anch’esso partner del Be Green.

La prima edizione di Be Green ha il sostegno di Regione Puglia, Apulia Film Commission e Teatro Pubblico Pugliese e degli sponsor BCC San Marzano di San Giuseppe, Monteco, SunElectrics, Irigom, Smoco e Autorità Idrica Pugliese.

Emergenze sociali

Speculazione dei prezzi: a Torino agricoltori in piazza per far conoscere la verità

Sono centinaia gli agricoltori che hanno lasciato le campagne per il blitz, nel centro di Torino, per far conoscere ai cittadini le distorsioni lungo la filiera

foto di Yuri Colleoni
22 Nov 2022

“Sono già centinaia gli agricoltori che hanno lasciato le campagne per il blitz di protesta nel centro della città in piazza Castello a Torino contro la speculazione sulla frutta che aumenta i prezzi pagati dai consumatori e taglia quelli riconosciuti ai produttori che devono affrontare i pesanti rincari nei costi di produzione dovuti alla bolletta energetica”. Lo rende noto oggi la Coldiretti, che sottolinea: “Il risultato è che mentre i prezzi al dettaglio della frutta sono saliti di oltre il 6,5%, ad ottobre secondo l’Istat, è crisi profonda nei campi dove bisogna vendere 4 chili di mele per comperare un caffè, secondo l’analisi della Coldiretti che evidenzia come i costi di produzione delle mele in campagna siano aumentati quest’anno di oltre 20 centesimi al chilo”.
La Coldiretti avverte: “Una situazione che esaspera gli agricoltori che piuttosto che svendere la frutta sottocosto preferiscono regalarla alle famiglie in grave difficoltà economica”.
A Torino “è stato allestito il tavolo della verità per far conoscere ai cittadini le distorsioni lungo la filiera e nella piazza campeggia un grande Sos realizzato con i cassoni della frutta da donare ai consumatori in fila”.

Ricordo

Francesco: Hebe de Bonafini ha trasformato il dolore per la scomparsa dei figli in “difesa dei diritti dei più emarginati e invisibili”

Il ricordo dell’attivista argentina fondatrice e presidente delle Madres de Plaza de Mayo, morta domenica 20 novembre, a 93 anni

foto agenzia Pressenza
22 Nov 2022

Una donna caratterizzata da “audacia e coraggio” che ha saputo trasformare il dolore per la scomparsa dei propri figli “in una ricerca instancabile per la difesa dei diritti dei più emarginati e invisibili”. Così Francesco ricorda Hebe de Bonafini, l’attivista argentina fondatrice e presidente delle Madres de Plaza de Mayo, morta ieri, domenica 20 novembre, a 93 anni per alcune complicazioni di salute. Francesco, si legge su Vatican News, esprime il suo cordoglio in una lettera alle Madres de Plaza de Mayo, le donne, cioè, che da 45 anni scendono in piazza a Buenos Aires, davanti alla Casa Rosada, per invocare giustizia e verità per i desaparecidos durante la dittatura militare in Argentina. A loro il pontefice si rivolge chiedendo di proseguire l’impegno della presidente e continuare a essere “Madri della Memoria”.

La lettera di Francesco

“In questo momento di dolore”, si legge nella missiva in spagnolo, “voglio essere vicino a voi e a tutti coloro che piangono la sua dipartita”. Papa Bergoglio rammenta l’incontro avuto con la donna a Casa Santa Marta, il 28 maggio 2016, dicendo di ricordare in particolare “la passione che mi ha trasmesso per voler dare voce a chi non ne ha”. Un colloquio di quasi due ore fu quello di sei anni fa, fatto di lacrime, confidenze, ricordi, ma anche dalla richiesta di perdono da parte di Bonafini che in passato aveva duramente criticato il papa. Lei stessa aveva detto di essersi ricreduta e di aver presentato le sue scuse al pontefice, il quale, oltre ad averle accettate, in una intervista e in una successiva lettera, affermava di essersi “inchinato” davanti al profondo dolore di questa madre che ha visto dissolversi nel nulla i suoi Jorge Omar e Raul Alfredo, come tanti altri dissidenti del regime.
“La sua audacia e il suo coraggio, in momenti in cui prevaleva il silenzio, hanno spinto e poi mantenuto viva la ricerca della verità, della memoria e della giustizia”, scrive papa Francesco. “Una ricerca che l’ha portata a marciare ogni settimana affinché l’oblio non si impadronisse delle strade e della storia, e l’impegno verso l’altro fosse la parola migliore e l’antidoto contro le atrocità subite”. Hebe de Bonafini non ha mai mancato una marcia: 2.036 le manifestazioni sin dalla prima del 30 aprile 1977 intorno alla Píramide de Mayo. Lei sempre presente, col fazzoletto bianco annodato sul capo, simbolo dell’associazione che ha celebrato la sua dipartita con un grande disegno proprio del foulard inciso sul pavimento della piazza bonaerense.
Ora la “sua ultima marcia”, scrive il pontefice, chiedendo di accompagnare Hebe “con la preghiera, chiedendo al Signore di darle il riposo eterno”. Da qui un ultimo invito alle compagne di lotta: “Non permettete che tutto il bene che è stato fatto vada perduto”. “Io prego per voi; per favore, non dimenticate di pregare per me”, è il saluto conclusivo del papa.
Al cordoglio generale dell’Argentina, dove il governo di Alberto Fernández ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale, si sono uniti anche i vescovi della Conferenza episcopale argentina (Cea) che in un messaggio diffuso tramite gli account social ufficiali esprimono le condoglianze per la morte della attivista argentina: “Chiediamo al Signore consolazione per la sua famiglia e i suoi amici e inviamo le nostre condoglianze anche all’Associazione Madres de Plaza de Mayo”.

Sport

Nuovi Orizzonti basket Taranto, avvio da leader in campionato. Palmisano: “Andremo lontano”

foto G. Leva
22 Nov 2022

di Paolo Arrivo

Ogni progetto nuovo genera entusiasmo e un carico di aspettative da realizzare. Così, con un piede nel presente e l’altro nel glorioso passato, in casa Nuovi Orizzonti basket Taranto, la nuova realtà della pallacanestro rosa ionica, non si può che essere soddisfatti per la nuova avventura cominciata: il campionato di serie C femminile, il ruolo da leader già ritagliatosi. L’esordio è stato vincente, infatti. O meglio travolgente, dapprima in trasferta, sulla malcapitata Mens Sana Mesagne; sabato scorso, nella prima partita giocata tra le mura amiche del PalaMazzola contro Ruvo, davanti a una bella cornice di pubblico. Le ragazze allenate da William Orlando hanno concesso il bis. Una vittoria mai messa in discussione: sempre avanti nel punteggio, il gap è aumentato nella ripresa, sino al punteggio finale (89-27). Un’ottima prova. Al di là del risultato, va sottolineata la voglia di lottare su ogni palla, come si è fatto nell’ultimo quarto.

Super Palmisano

“Questa sera è stata una bella partita: mi sono divertita, e ci siamo divertite”. Così Debora Palmisano nel post gara. L’esperta cestista tornata al PalaMazzola dopo un anno (“è stato bellissimo, qui c’è sempre un bel calore che ti avvolge”), che insieme al capitano Alessandra Ciminelli rappresenta l’anima romantica di un gruppo rinato dalle ceneri del Cras, sottolinea proprio la forza del gruppo come elemento chiave, dominante: “Perché la pallacanestro si gioca insieme. Come abbiamo fatto negli anni precedenti con coach Palagiano, e solo insieme si possono raggiungere gli obiettivi prefissati”. “Abbiamo una bella squadra – confida DP a Nuovo Dialogo – un bel settore giovanile, un buon allenatore, faremo sicuramente bene in questa stagione”. La tarantina si è detta soddisfatta del suo stato di forma e della prestazione offerta: top scorer con 27 punti, assoluta protagonista in campo.

Stagione 2019-20, Debora Palmisano con la maglia dell’Ad Maiora

Il campionato

Sette sono le avversarie della Nuovi Orizzonti basket Taranto. Oltre a Ruvo e Mesagne: Lecce, Trani, San Pancrazio Salentino, e le due formazioni di Bari (Mar Lu Basket e Pink Sport Time) dalle quali vengono le insidie maggiori per la vittoria del campionato. Prossima sfida, sabato ventisei novembre. Quando le tarantine saranno impegnate proprio sul campo della Pink Sport Time Bari allenata da Fabio Palagiano. L’auspicio è che la società presieduta da Francesco Ciliberti possa portare avanti, con solidità, un progetto di lungo termine, a beneficio della crescita dell’intero movimento. Nella città che punta su tutti gli sport guardando ai Giochi del Mediterraneo.

Fotogallery by Giuseppe Leva

Otium

Nelle sale del Crac Puglia la presentazione del libro “Futurvesuvio” di Massimo Bignardi

21 Nov 2022

Riprendono i TALKinCrac, promossi e organizzati dal Crac Puglia (Centro di Ricerca Arte
Contemporanea) nel proprio spazio, in corso Vittorio Emanuele II, n. 17. Mercoledì 23 novembre, alle ore 18.30, presentazione del volume di Massimo Bignardi “Futurvesuvio. Futurismo e futuristi in Campania 1910-1924” (Francesco D’Amato Editore, 2022).
Con questo nuovo appuntamento il CRAC Puglia vuole proporre, ancora una volta, una serie di esperienze
costruttive e di confronto con i linguaggi artistici della contemporaneità, dialoghi e scambi tra pubblico e noti
addetti ai lavori.
Il volume di Massimo Bignardi rilegge, a distanza di tre decenni, le vicende e i protagonisti del Futurismo in
Campania, disegnando una traccia storico-critica che, dalla “serata futurista” tenutasi al teatro Mercadante,
nel 1910, va alla mostra del 1914, allestita nella galleria napoletana di Giuseppe Sprovieri, al Manifesto
futurista di Boccioni ai Pittori Meridionali, apparso sulla rivista Vela latina, nel 1916; dai soggiorni tra
Napoli, Capri e Positano di Depero e Prampolini, sul finire del decennio, alla “serata” salernitana del
settembre del 1922. Ai saggi, che ricostruiscono in chiave diacronica un profilo delle vicende, degli
attraversamenti e delle presenze futuriste in area campana, fa seguito un’antologia di testi e di documenti
complementari alla prima parte del volume.
Dopo i saluti dell’Assessore alla Cultura del Comune di Taranto Fabiano Marti, introdurrà l’incontro il prof.
Giulio De Mitri (Presidente del comitato scientifico del CRAC Puglia). Relazioneranno sul volume la
prof.ssa Anna d’Elia (storica e critica d’arte) e il prof. Roberto Lacarbonara (Critico d’arte e docente di
Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Lecce). La serata si concluderà con un
intervento dell’avv.to Annalisa Adamo (presidente dell’Associazione #Ante Litteram). Sarà presente
l’autore.
L’occasione sarà propizia, anche, per visitare le mostre “Ettore Sordini. Opere anni ‘60-70” e la collettiva
“Opera & Opera. Omaggio a Mario Lodi”, entrambe aperte al pubblico sino al 30 novembre 2022.

Politica italiana

Il governo fa Robin Hood al contrario: toglie ai poveri per dare ai ricchi

21 Nov 2022

di Silvano Trevisani

Tutti gli indizi che vengono dal governo vanno chiaramente contro le fasce più deboli, contrariamente a quello che proclama il suo presidente. Non ci interessa il colore politico perché proviamo a tenerci sull’insegnamento di Gesù Cristo: “L’albero si riconosce dai frutti”. E i frutti che stanno maturando sono tutti di segno negativo. Partiamo dal contante: solo la mancanza del requisito di urgenza ha impedito l’immediata attuazione, ma è evidente e palese che la circolazione del contante, che tornerà presto, favorisce l’evasione fiscale e l’uso del denaro per fini illegali: è freschissima la notizia che in Italia girano più banconote da cinquecento euro di quelle che vengono immesse. Passiamo alla flat tax per le partite Iva: il tetto della tassazione fissa al 15% è esteso fino a 85.000. Invece i dipendenti che guadagnano la stessa somma, 85.000 euro cioè, pagano quasi metà del reddito in tasse, proprio per finanziare gli evasori. Andiamo avanti: si toglierà il reddito di cittadinanza a chi può lavorare a prescindere se un lavoro esiste. Se uno può lavorare ma il lavoro non lo trova si arrangia! Anche se mantiene una famiglia. È assurdo.

Poi, siccome Salvini si è fissato con le pensioni e non ci sono soldi per anticiparle arriva a tagliare gli aumenti previsti per l’inflazione alle pensioni al di sopra dei 2.000 euro per finanziarli! A dir poco aberrante! Non stiamo parlando delle rendite o di vitalizi, ma di semplici pensioni di gente che ha lavorato anche più di 40 anni. Che dire dei bonus ai gemelli e non ai fratelli che si distanziano di un anno! E l’idea quantomeno bizzarra di finanziare i giovani evasori fiscali che si sposano in Chiesa? Già…perché solo gli evasori fiscali in Italia dichiarano un reddito inferiore a 25.000 euro! E il rientro agevolato dei capitali esportati illegalmente? E la sanatoria per le cartelle dei furbi che non hanno pagato quanto dovevano? E che dire del taglio al cune fiscale che andrà quasi tutto a vantaggio degli imprenditori?

Si tratta di provvedimenti che, come si può notare, sono l’esatto contrario di una visione democratica e solidaristica dell’economia. Del resto è noto che un importante leader politico, oggi un po’ superato, disse, qualche anno fa, che solo i fessi pagano le tasse! Non è neppure così! Le pagano solo i dipendenti che non possono farne a meno. Se non ci fosse il sostituto d’imposta, cioè l’iniqua trattenuta alla fonte, forse non le pagherebbero neanche loro e forse forse…. non avrebbero tutti i torti.

Chissà fino a quando reggerà la pazienza dei veri tartassati. E  non parliamo di autonomia differenziata! Come la vuole la Lega sarebbe peggio della secessione!

Letteratura

Restare alla finestra, e insieme agire: “Puzzle” di Roberta Criscio

21 Nov 2022

di Paolo Arrivo

Da lettrice ad Autrice. Da intervistatrice a intervistata, da uditrice a promotrice degli incontri che si tengono nei luoghi della cultura. Non è nuova alla scrittura, ma con “Puzzle” (L’Erudita, pp. 67, euro 15) Roberta Criscio ha fatto senz’altro il salto di qualità, un grande passo in avanti dentro il cammino della narrativa. Lei che lavora appassionatamente con le parole, e che sa vivere il fascino della letteratura, ha dato alle stampe un’opera capace di far immergere il lettore nella storia sin dalle prime battute. Pagine scorrevoli che tradiscono tutto l’amore per il libro. Come quello provato dal personaggio di Luisa. Che figura tra le altre donne protagoniste, nate nel romanzo dalla fantasia della scrittrice, libraia e giornalista tarantina: Carla, Rosa, Arianna, Caterina, Giada, Chiara, Marta e Greta.

Dal vuoto di un’assenza al peso del tempo, di un’esistenza non vissuta al meglio, o consumata troppo in fretta, superficialmente; dall’imprevisto, inteso come doloroso incidente, al superamento dello stesso; dalle nevrosi alla fatica dei rapporti, alle incomprensioni tra le persone, al desiderio di un domani diverso, insito in ogni creatura: c’è la Vita in Puzzle, l’assemblaggio di tasselli che bastano a loro stessi, ma nella condivisione di un cammino danno un’altra prospettiva. Perché siamo abituati a guardare dal nostro punto di vista. A vedere le storie altrui solo di sfuggita. A non fare sforzi di comprensione che non siano motivati dalla voglia di scoprire. La paura del cambiamento, poi, si rivela come nemico comune. Quella che ci impedisce di spiccare il volo, di afferrare pienamente la vita sciogliendo i lacci delle convenzioni, per non lasciarci incastrare dalla stessa. Il coraggio che ti può dare una presenza amica.

I protagonisti del romanzo breve sono donne diverse, eppure simili nelle aspettative nutrite, destinate a veder intrecciate le loro vite. Dovranno confrontarsi con il principio della realtà fatta di ingiustizie e disillusioni. Ma ad uno sguardo attento non può sfuggire che, magari non nei modi e nei tempi che ci aspettiamo noi, i pezzi si ricompongono prima o poi. Dando senso a ogni piccola e imperfetta e incompiuta storia.

Nell’opera di Roberta Criscio c’è un occhio di riguardo per le nuove generazioni. Quelle ragazze che (anche adesso, nell’epoca della vanità e dei social) sono capaci di responsabilità, di profondità di pensiero, di comportarsi come o meglio degli adulti. Alcune hanno compreso l’importanza dell’avere molteplici punti di vista. Che la risoluzione dei tuoi problemi passa da quelli, sottostimati, altrui: dal mettersi nei panni di chi condivide la tua stessa natura, attraverso quella qualità innata, a volte allenabile, chiamata empatia. Per scoprire magari quali sono i veri drammi del vivere. Per riconoscere proprio negli altri dei punti di riferimento da cui trarre spunto, a partire dalle preoccupazioni che ci accomunano. In Puzzle l’Autrice si è ben immedesimata nelle esperienze dei personaggi di cui scrive.

Vita sociale

Acciaio: “Mittal usa i lavoratori come scudo umano per ricattare il governo”. Sciopero e manifestazione

21 Nov 2022

di Silvano Trevisani

“Mittal continua ad utilizzare migliaia di lavoratori della nostra comunità come scudo umano per i propri interessi, per i continui ricatti e pretesti adottati nei confronti del governo italiano”. Per questo i lavoratori sono sul piede di guerra e intendono coinvolgere le istituzioni italiane a tutti i livelli e ieri lo hanno dichiarato al sindaco e presidente della Provincia Rinaldo Melucci, nell’incontro che ha concluso la prima fase della manifestazione. È partita ieri alle prime ore, la mobilitazione generale su cui i lavoratori dell’Ilva puntano per destare l’attenzione della politica e della società su futuro dell’acciaio italiano e dello stabilimento più grande d’Europa, che è poi quello di Taranto. Lo stabilimento è sul punto di cedere definitivamente – hanno gridato i lavoratori e i sindacati – e se si spegne non si riaccende più. Perciò si chiede al Governo di usare tutta la forza per fare in modo che la decisione sulle 145 ditte dell’appalto rientri prima possibile.

La mobilitazione viene articolata, nella prima delle giornate di sciopero proclamato per complessive 48 ore, su tre turni di otto ore con presidi e un corteo è partito dalla portineria tubificio per raggiungere i lavoratori dell’appalto, da dove ha proseguito verso le altre portinerie D ed A per giungere davanti alla portineria Direzione.

A conclusione dell’incontro, il sindaco e presidente della Provincia Melucci e tutte le sigle sindacali della varie categoria che via hanno preso parte, hanno ribadito congiuntamente le priorità da perseguire, a partire dall’acquisizione, da parte dello Stato, del controllo e della gestione degli impianti nazionalizzando o diventando socio di maggioranza, rinegoziando l’accordo che prevede la transizione dei nuovi assetti societari al 2024, anticipandola da subito, stabilendo e vincolando l’utilizzo dei fondi pubblici e la loro destinazione. Inoltre si richiede il ritiro, da parte dei Acciaierie d’Italia, del provvedimento di taglio degli ordini e delle commesse delle imprese dell’indotto.

“Il Governo – si legge nel documento conclusivo – deve costituire un tavolo permanente con tutti i soggetti interessati per subordinare i suddetti finanziamenti ad un indirizzo chiaro da un punto di vista ambientale, sanitario, industriale e occupazionale prevedendo un monitoraggio costante a tutela del rispetto delle condizioni di salute e sicurezza all’interno del sito produttivo di Taranto. Infine: il Governo deve garantire la prospettiva occupazionale dei lavoratori Ilva in AS, emettendo nel frattempo il decreto apposito in legge di bilancio riguardante il rifinanziamento dell’integrazione salariale alla cigs, così come previsto da due accordi ministeriali in essere”.

Tra i lavoratori c’è molta tensione che viene suddivisa tra l’azienda, che non ha mai mostrato vero interesse nella ripresa produttiva e i governi che si sono susseguiti in questi dieci anni.

“Finora – ci dice Giovanni, in cassa integrazione in Ilva AS – abbiamo visto solo mettere delle toppe a un vestito che si strappa da tutte le parti, ma che tra l’altro è corto e non può coprire tutte le vergogne”.

“Le nostre famiglie stanno vivendo momenti drammatici – lamenta Cosimo, dipendente di una ditta dell’appalto – Io non ho avuto il coraggio di dire ai miei che sono rimasto fuori dalla fabbrica, speravo, dopo l’incontro di Roma, che il problema sarebbe stato risolto. Ma ora sanno tutto e io non so più cosa rispondere”.

“Bisogna tutelare i lavoratori di Ilva in Amministrazione straordinaria – sottolnea Vincenzo la neve, rsu della Fim-Cils -, che da oggi sono tutelati dall’accordo del 6 settembre 2018. Quello è il faro per le organizzazioni sindacati di questa vertenza. Guai a cancellarlo”

Arte

Al CRAC Puglia, incontro con lo storico e critico d’arte Massimo Bignardi

Presentazione del volume “Futurvesuvio. Futurismo e futuristi in Campania (1910-1924)”

21 Nov 2022

Riprendono i TALKinCRAC, promossi e organizzati dal CRAC Puglia (Centro di ricerca Arte contemporanea) nel proprio spazio, ubicato nell’ex convento dei padri olivetani (XIII sec.), centro storico di Taranto (corso Vittorio Emanuele II, 17). Mercoledì 23 novembre 2022, alle ore 18.30, presentazione del volume di Massimo Bignardi “Futurvesuvio. Futurismo e futuristi in Campania 1910-1924” (Francesco D’Amato Editore, 2022).

Con questo nuovo appuntamento il CRAC Puglia vuole proporre, ancora una volta, una serie di esperienze costruttive e di confronto con i linguaggi artistici della contemporaneità, dialoghi e scambi tra pubblico e noti addetti ai lavori. Il volume di Massimo Bignardi rilegge, a distanza di tre decenni, le vicende e i protagonisti del Futurismo in Campania, disegnando una traccia storico-critica che, dalla “serata futurista” tenutasi al teatro Mercadante, nel 1910, va alla mostra del 1914, allestita nella galleria napoletana di Giuseppe Sprovieri, al Manifesto futurista di Boccioni ai Pittori Meridionali, apparso sulla rivista Vela latina, nel 1916; dai soggiorni tra Napoli, Capri e Positano di Depero e Prampolini, sul finire del decennio, alla “serata” salernitana del settembre del 1922. Ai saggi, che ricostruiscono in chiave diacronica un profilo delle vicende, degli attraversamenti e delle presenze futuriste in area campana, fa seguito un’antologia di testi e di documenti complementari alla prima parte del volume.

Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura del Comune di Taranto, Fabiano Marti, introdurrà l’incontro il prof. Giulio De Mitri (presidente del comitato scientifico del CRAC Puglia). Relazioneranno sul volume la prof.ssa Anna d’Elia (storica e critica d’arte) e il prof. Roberto Lacarbonara (Critico d’arte e docente di Storia dell’Arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Lecce). La serata si concluderà con un intervento dell’avv. Annalisa Adamo (presidente dell’associazione #Ante Litteram). Sarà presente l’autore.

L’occasione sarà propizia, anche, per visitare le mostre “Ettore Sordini. Opere anni ‘60-70” e la collettiva “Opera & Opera. Omaggio a Mario Lodi”, entrambe aperte al pubblico sino al 30 novembre 2022.

 

Massimo Bignardi

Massimo Bignardi (Salerno 1953) si è formato negli anni settanta all’Università degli Studi di Salerno con Enrico Crispolti. Già professore di Storia dell’arte contemporanea e di Arte ambientale e architettura del paesaggio all’Università degli Studi di Siena, dove ha diretto la Scuola di specializzazione in Beni storico-artistici, è direttore del Museo-FRaC Baronissi (Fondo Regionale d’Arte Contemporanea) e di “geaArt”, periodico di cultura, arti visive, spettacolo e nuove tecnologie creative.

Tra le sue recenti pubblicazioni: Autoritratto urbano. Luoghi tra visione e progetto (2017); Picasso a Napoli. Una “Montmartre arabe” (2017); Siena laboratorio del contemporaneo (2018); Terrazze al sole. Il paesaggio e la vita italiana nella pittura dei viaggiatori del XX secolo (2019); La città di Atlantide. Arte ambientale tra processi di democratizzazione e ornamento urbano (2021).

Musica

Nel santuario San Francesco a Grottaglie, martedì 22, il concerto di Ornella e Victor Urban

21 Nov 2022

Martedì 22 novembre, inizia la seconda parte del Music Festival “San Francesco de Geronimo”. Per l’evento, nato dalla collaborazione tra le associazioni AMJ Paisiello e San Francesco de Geronimo, dopo una prima sezione organizzata in quattro serate nel Castello episcopio di Grottaglie, si parte con la seconda il 22 ed il 27 novembre alle 19 nel santuario di San Francesco della Città delle ceramiche. Diversi momenti dell’anno (prima in estate, ora in pieno autunno), diversa la location, (il Castello episcopio a settembre, il santuario a novembre) e diversa l’espressione musicale (protagonista il pianoforte nella prima parte, mentre ora, a deliziare un pubblico attento e sensibile alla musica, sarà il canto). Si assapora già l’atmosfera natalizia in vista del primo appuntamento, quello di martedì 22 nel giorno di Santa Cecilia, protettrice dei musicisti.

“Lo spettacolo di martedì sera – ha precisato il maestro Nunzio dello Iacovo, direttore artistico del Festival – sarà affidato ad una famiglia di musicisti messicani: al pianoforte Victor Urban, canterà la figlia Ornella Urban, giovane soprano. Victor Urban, organista all’Auditorium nazionale di Città del Messico è un maestro riconosciuto, ma direi proprio una celebrità, in America latina. I brani che ascolteremo sono di autori messicani, tra i quali compaiono anche musicisti appartenenti proprio alla famiglia dei nostri ospiti d’eccezione. Sarà sicuramente un affascinante viaggio nella musica dell’altra parte del globo, a testimoniare ancora una volta la straordinaria capacità delle note e del canto di accorciare le distanze tra culture di diversa provenienza.

L’ingresso è libero

Editoriale

Un investimento, ma per chi?

Al-Bayt-Stadium (Da Qatar2022.qa)
21 Nov 2022

di Emanuele Carrieri

I Mondiali più controversi, più discutibili, più incerti, fin dal principio. Quanti tornaconti e pressioni ci sono dietro la scelta del Qatar? Già nel 2015, il Fifagate manifestò che il sistema che domina il calcio era corrotto dalla testa ai piedi, e la scelta di aggiudicare il Mondiale al piccolo Stato del golfo è stata uno dei momenti fondamentali per renderlo evidente a tutto il mondo. Il meccanismo corruttivo non sembrava troppo complesso e ci sono varie e autorevoli accuse di milioni di dollari investiti per garantirsi una maggioranza in questa votazione e in quella contestuale che ha assegnato il Mondiale del 2018 alla Russia. Ma sono oltre seimila gli operai che hanno perso la vita durante i lavori di costruzione degli stadi e delle infrastrutture in Qatar: emerge da una inchiesta del quotidiano inglese Guardian, che evidenzia come la maggior parte delle vittime siano lavoratori immigrati irregolari. A quelli si aggiungono gli 824 morti segnalati dall’Ambasciata del Pakistan a Doha. La maggior parte dei decessi è avvenuta per insufficienza cardiaca o respiratoria acuta, oppure per stress termico. Tutti morti su cui il governo del Qatar non parla, nonostante le richieste delle famiglie dei deceduti di effettuare le autopsie sulle salme dei loro cari. Richieste che cadono nel vuoto. Agli operai asiatici, che hanno lavorato in condizioni analoghe alla schiavitù, è stato sequestrato il passaporto e proibita la possibilità di parlare con associazioni che si occupano di diritti umani: proprio su questo tema il piccolo Paese del Golfo Persico, dove si applica la Sharia, ha diversi problemi con gli standard internazionali e con la possibilità di ospitare tifosi delle varie squadre. Basti solo pensare che la omosessualità è reato punibile con cinque anni di carcere. In questi mesi hanno fatto molto discutere le prese di posizione degli emiri che hanno più volte criticato i giornalisti che indirizzavano la loro attenzione sulla questione. Il Qatar è una monarchia assoluta e non ha dimestichezza con i processi e le abitudini democratiche: lo dimostrano le polemiche conseguenti all’arrivo dei primi giornalisti internazionali sul posto a cui viene intimato di cancellare fotografie o di spegnere le telecamere. Il campionato che dovrebbe ospitare tifosi da tutto il pianeta si svolgerà in soli 18 km quadrati: il resto del piccolo Paese è deserto. Facile comprendere come uno spazio così piccolo non avesse alcuna possibilità di poter accogliere milioni di tifosi, nessuna reale infrastruttura sportiva a disposizione e tutti gli stadi, costruiti da zero, non avranno ragione di esistere già il giorno dopo la competizione. In tutte le edizioni passate i Mondiali erano stati giocati sempre in estate, quando i tornei nazionali e non, sono fermi. Per permettere al Qatar di essere il Paese ospitante, tutto il resto del mondo si è dovuto fermare e adattare, perché, da quelle parti, pensare di giocare a calcio d’estate è fuori discussione. D’altra parte la costruzione delle infrastrutture in Qatar ha anche un forte impatto ambientale ed energetico per alimentare una gigantesca cattedrale nel deserto. A quanto pare, gli stessi lavoratori migranti sfruttati sono usati per animare le strade del Qatar travestiti da finti tifosi delle nazionali di calcio in gara. In rete girano dei video ormai virali: mostrano sempre le stesse persone, indiani, filippini, nepalesi, cingalesi, bengalesi o pakistani, che cambiano maglia e acclamano la propria nazionale. Ma ci sono milioni di persone che le coppe del Mondo le hanno sempre seguite e avrebbero voluto fare lo stesso anche questa volta, solo che in Qatar non è così facile. Sono state più di tre milioni i tifosi che hanno raggiunto la Russia nel 2018. Il Qatar non può accogliere nemmeno un terzo di quella cifra e per quelli che ce la faranno le condizioni non saranno certo le migliori, partendo dai prezzi impossibili di alberghi e appartamenti. Per le soluzioni abbordabili si parla di 200 o 300 euro a notte per dormire in container allestiti alla periferia di Doha in mezzo alle tempeste di sabbia. Mentre chi vuole bere una birra in compagnia dovrà fare dei giri impossibili, visto che gli alcolici là sono vietati. La nazionale del minuscolo Paese della Penisola arabica non ha mai partecipato alla fase a gironi dei Mondiali di calcio e non ha mai dato dei contributi al movimento calcistico globale, a meno che non si voglia ritenere contributo al mondo del calcio la immissione di petroldollari nelle casse del Paris Saint Germain. Un costo iniziale di 220 miliardi è la cifra ufficiale di cui si parla, che potrebbe essere anche superiore se si considerano i costi nascosti. Per capire il rapporto di dimensioni il Mondiale in Russia prevedeva un costo iniziale di 11 miliardi, quello in Brasile di 15, in Sudafrica di 3,6, in Germania di 4,3, in Giappone 7 e in Francia 2,3. La Rai ha avuto, prima della eliminazione, l’esclusiva per le partite del Mondiale per 170 milioni di euro ed è pure rimasta convinta del suo ottimo affare non rivendendo i diritti a nessuno e tenendoseli in esclusiva. Anzi investendo in pubblicità per renderlo noto a tutti. Sarà un buon investimento? In televisione, ora stanno trasmettendo la cerimonia di apertura. Un ottimo investimento è pagare per entrare in un cinema e vedersi un buon film.

Città

Come tradizione il 22 novembre, Santa Cecilia, partirà il lungo Natale tarantino

21 Nov 2022

Come tradizione il 22 novembre, giornata dedicata a Santa Cecilia, partirà il lungo Natale tarantino.
Sarà una giornata intensa e dedicata completamente al rinnovo di quei riti così cari ai tarantini, pieni del profumo fragrante delle “pettole”, del suono delle pastorali e delle luci che addobberanno i quartieri.
La giornata di festa comincerà molto presto, alle 2, con il primo giro delle bande cittadine nei quartieri. Saranno la Grande Orchestra di Fiati “Santa Cecilia” Città di Taranto diretta dal maestro Giuseppe Gregucci e il Gran complesso bandistico “G. Paisiello” Città di Taranto diretto dal maestro Vincenzo Simonetti a portare per le vie i suoni della tradizione.
Il primo giro dei due gruppi musicali terminerà alle 5, con la benedizione dei musicisti in Cattedrale alle 5:30 e la partenza della processione di Santa Cecilia in direzione della chiesa di San Giuseppe, in via Garibaldi. Dalle 6 alle 9 altri due gruppi gireranno per la città, concludendo il loro pellegrinaggio ai piedi dell’arcivescovado per il saluto di monsignor Filippo Santoro, cui seguirà il saluto dell’amministrazione comunale a Palazzo di Città, intorno alle 9:30.
La giornata si chiuderà alle 18:30, in piazza della Vittoria, con l’accensione delle luci di Natale.

I percorsi delle bande

Grande Orchestra di Fiati “Santa Cecilia” Città di Taranto
ORE 02:00 – PRIMO GRUPPO
  • Via Matteotti ang. Via Regina Margherita (piazza Garibaldi)
  • Lungomare Vittorio Emanuele II ang. Via Mazzini/C. Giovinazzi
  • Via Crispi ang. Via Bruno (nei pressi dell’Ospedale SS. Annunziata)
  • Via Crispi ang. Via Mazzini
  • Via Crispi ang. Via Di Palma
  • Corso Umberto ang. Regina Elena
  • Corso Umberto ang. Via Nitti
  • Corso Umberto ang. Via Giovinazzi (Piazza della Vittoria)
  • Via Principe Amedeo ang. Via Giovinazzi
  • Via Principe Amedeo ang. Via Duca di Genova
  • Via Principe Amedeo ang. Via Crispi
  • Piazza Ramellini
  • Via Cesare Battisti ang. Via Aristosseno
  • Via Cesare battisti ang. Via Pacuvio
  • Via Cesare Battisti ang. Via Cagliari
  • Via Cesare Battisti ang. Via Pola
  • Viale Magna Grecia ang. Via Plateja
  • Viale Magna Grecia Ang. Via Dante (nei pressi della Concattedrale)
  • Via Dante ang. Via Zara
  • Via Dante ang. Piazza Pio XII
  • Via Dante ang. Aristosseno
  • Via Dante ang. Via Capecelatro (piazza Acanfora)
  • Via Oberdan ang. Via Minniti
  • Via Oberdan ang. Via Cavallotti
  • Piazza Ebalia
  • Via Berardi ang. Via Mazzini
  • Via De Cesare ang. Via Anfiteatro
  • Via De Cesare ang. Via D’Acquino
  • via Garibaldi ang. Via S. Egidio
  • Via Garibaldi ang. Vicolo S.Marco
  • Via Garibaldi ang. Via Cariati
ORE 06:00 – SECONDO GRUPPO
  • Via Cesare Battisti ang. Via Bari
  • Via Cesare Battisti ang. Via Bergamini
  • Viale Unicef
  • Piazzale Borsellino
  • Via Galileo Galilei per via Alberto Sordi
  • Via Lago di Levico ang. Via Don Diego Marturano
  • (prosegue in direzione San Vito) Viale Jonio ang. Via Merluzzo
  • Viale Jonio ang. Via S. Vito
  • Via Vizzarro ang. Via Lido Bruno
  • Via Vizzarro ang. Via Palamiti II
  • Via Lama ang. Via Brigantini
  • Via Lama ang. Via Narcisi
  • Via Primule ang. Via Peonie
  • Circonvallazione dei Fiori ang. Via Begonie
  • Circonvallazione dei Fiori per via Gregorio VII ang. via Bianco Spino
  • Via Gregorio VII ang. Via Carlo Magno
  • Via Gregorio VII ang. Via Francesco Como
  • Via Mediterraneo ang. Viale Europa (rotonda)
  • Viale Europa ang. Via Tursi
  • Viale Europa ang. Via Michelangelo Buonarroti
  • Corso Vittorio Emanuele II ang. Via Boccaccio
  • Via Cavalcanti ang. Via Atlantico
  • Via Domenico Savino ang. Via Brunelleschi
  • Via Domenico Savino ang. Via Mulino
  • Corso Vittorio Emanuele II – Piazza della Vittoria
  • Corso Vittorio Emanuele II ang. Via Garibaldi
  • Corso Vittorio Emanuele II ang. Via Carlo Cacace
  • Corso Vittorio Emanuele II (nei pressi della Chiesa della Madonna di Fatima)
Gran Complesso Bandistico “G. Paisiello” Città di Taranto
ORE 02:00 – PRIMO GRUPPO
  • Viale Virgilio ang. Via Minniti
  • Viale Virgilio ang. Via Umbria
  • Viale Virgilio ang. Via Lucania
  • Via Campania ang. Medaglie D’Oro
  • Via Medaglie d’oro ang. Via Lucania
  • Via Medaglie d’oro ang. Via Abruzzo
  • Via Umbria ang. Corso Italia
  • Via Abruzzo ang. Corso Italia
  • Corso Italia ang. Via Campania
  • Corso Italia ang. Viale Magna Grecia
  • Viale Magna Grecia ang. Via Lago di Varano
  • Viale Magna Grecia ang. Viale Liguria
  • Viale Liguria ang. Via Puglie
  • Viale Liguria ang. Via Salento
  • Viale Liguria ang. Via Emilia
  • Viale Liguria ang. Corso Italia
  • Via Lago di Nemi ang. Via Lago Trasimeno
  • Via Scoglio del Tonno ang. Viale Pirro
  • Via Scoglio del Tonno (nei pressi della Clinica Bernardini)
  • Via Scoglio del Tonno per via del Rinascimento
  • Via Lago di Pergusa ang. Via Laconia
  • Via Lago di Pergusa ang. Via lago Ampollino
  • Via Cripta del Redentore
  • da Via Lago di Nemi per via Golfo di Taranto ang. via Salina Piccola
  • Via Golfo di Taranto (nei pressi della Clinica Verde)
  • Via Lago di Albano
  • Via Lago di Montepulciano
  • Via Lago di Garda (per Corso Italia)
  • Corso Italia ang. Via Japigia
  • Via Japigia ang. Via Peluso
  • Via Japigia ang. Via Minniti
  • Via Minniti ang. Via Dante
ORE 06:00 – SECONDO GRUPPO
  • Piazza Fontana
  • Viale Duca D’Aosta (nei pressi della Stazione Ferroviaria)
  • Via Orsini (nei pressi della Chiesa di S. Francesco De Geronimo)
  • Via Orsini ang. Via Verdi
  • Via Orsini ang. Via Michelangelo Buonarroti
  • Piazza Gesù Divin Lavoratore
  • Via S. Francesco d’Assisi
  • Via Pirandello
  • Via Deledda
  • Via Archimede
  • Piazza Masaccio
  •  Via Galeso ang. Via Angeli Custodi (per andare a Paolo VI)
  • Viale Cannata ang. Via Achille Grandi
  • Viale Cannata ang. Corso Buozzi (nei pressi della caserma dei C.C.)
  • Corso Buozzi ang. Plesso Primo Maggio
  • Corso Buozzi (nei pressi dell’Ospedale Nord)
  • Corso Buozzi per via De Gasperi/Via del Lavoro
  • Via del Lavoro per via Miglioli
  • Via Murri per via Grandi
  • Via Pastore
  • Via Sommovico
  • Corso Buozzi ang. Via dell’Artigianato
  • Viale Cannata per via Grandi (nei pressi della Motorizzazione)
  • Via XXV Aprile
  • (per S.S. 106 direzione Lido Azzurro) – Via Calata Penna inversa
  • Via Calata dello scapolo
  • Corso Tara
  • Via Calata Carbonaro