Giornata mondiale

«Abbi cura di lui»: La compassione come esercizio sinodale di guarigione

13 Feb 2023

La celebrazione della XXXI Giornata mondiale del malato, che è ricorsa l’11 febbraio,  memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, è stato ed è momento propizio per riservare una speciale attenzione alle persone malate e a coloro che le assistono, sia nei luoghi deputati alla cura sia in seno alle famiglie e alle comunità.

Nel suo messaggio per questa giornata papa Francesco ricorda che: “La malattia fa parte della nostra esperienza umana. Ma essa può diventare disumana se è vissuta nell’isolamento e nell’abbandono, se non è accompagnata dalla cura e dalla compassione. Quando si cammina insieme, è normale che qualcuno si senta male, debba fermarsi per la stanchezza o per qualche incidente di percorso. È lì, in quei momenti, che si vede come stiamo camminando. [……] Perciò, in questa XXXI Giornata mondiale del malato, nel pieno di un percorso sinodale, vi invito a riflettere sul fatto che proprio attraverso l’esperienza della fragilità e della malattia possiamo imparare a camminare insieme secondo lo stile di Dio, che è vicinanza, compassione e tenerezza”.

“La Giornata mondiale del malato, – ha ricordato ancora il papa – non invita soltanto alla preghiera e alla prossimità verso i sofferenti; essa, nello stesso tempo, mira a sensibilizzare il popolo di Dio, le istituzioni sanitarie e la società civile a un nuovo modo di avanzare insieme”.

Il 25° anniversario di ordinazione episcopale di monsignor Salvatore Ligorio, arcivescovo di Potenza

10 Feb 2023

di Silvano Trevisani

L’11 febbraio l’arcivescovo metropolita di Potenza, Muro Lucano e Marsico Nuovo, Salvatore Ligorio, festeggia il XXV anniversario di ordinazione episcopale presiedendo la celebrazione eucaristica alle ore 10.30 nella basilica cattedrale di San Gerardo.

Figlio della diocesi di Taranto e compagno di studi di monsignor Filippo Santoro, monsignor Salvatore Ligorio è nato a Grottaglie il 13 ottobre 1948. Dopo la terza media ha sentito forte la vocazione sacerdotale e, dopo essersi consultato con don Dario Palmisano, parroco della Chiesa del Carmine, dove era cresciuto assieme ad altri futuri sacerdoti, don Franco Bonfrate e don Vincenzo Conserva, è entrato in seminario di Taranto, compiendo poi gli studi in quello Regionale Pugliese Pio XI di Molfetta e infine, alla Pontificia Università Lateranense di Roma, conseguendo la licenza in Teologia Pastorale.

È stato ordinato presbitero il 13 luglio 1972 dall’arcivescovo Guglielmo Motolese. Prima parroco nella parrocchia “S. Famiglia” di Martina Franca, viene nominato rettore del seminario arcivescovile di Martina Franca, canonico del capitolo metropolitano di Taranto, vicario zonale di Grottaglie e membro di diritto del Consiglio presbiterale e del Collegio dei consultori. Dal 1984 è stato parroco della “Madonna delle Grazie” a Grottaglie. Il 19 dicembre 1997 è eletto vescovo di Tricarico. Riceve la consacrazione episcopale l’11 febbraio 1998 da Benigno Luigi Papa, arcivescovo di Taranto. Fa il suo ingresso a Tricarico il 1 marzo 1998. Promosso arcivescovo di Matera-Irsina il 20 marzo 2004, succede a monsignor Antonio Ciliberti precedentemente nominato arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, prende possesso dell’Arcidiocesi il 24 aprile 2004. In seno alla Conferenza episcopale italiana è membro della Commissione episcopale per le migrazioni.

Il 5 ottobre 2015 è nominato da Papa Francesco arcivescovo Metropolita di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo, succede a monsignor Agostino Superbo dimessosi per raggiunti limiti di età. Prende possesso dell’Arcidiocesi il 9 gennaio 2016. È presidente della Conferenza episcopale di Basilicata. In S. Pietro ha chiesto ed ha ottenuto il 29 giugno 2016 il pallio da Papa Francesco come metropolita di Basilicata.

A monsignor Ligorio, che non ha mai fatto mancare il suo affetto alla comunità d’origine e in primo luogo alla sua città, nella quale è spesso celebrato la santa messa in occasioni festive e ricorrenze, gli auguri dell’arcidiocesi di Taranto.

Ecclesia

Papa Francesco: “Il cambiamento climatico ha un impatto fisico, psicologico, culturale su ognuno di noi”

Il pontefice ha anche puntualizzato, ricevendo in udienza i partecipanti al 6º incontro mondiale del Forum dei popoli indigeni, che “ignorare i popoli indigeni è un errore”

foto Vatican media/Sir
10 Feb 2023

“Assistiamo a una crisi sociale e ambientale senza precedenti”. A ribadirlo è stato il papa, ricevendo in udienza i partecipanti al 6º incontro mondiale del Forum dei popoli indigeni, promosso dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad). “Se davvero vogliamo prendersi cura della nostra casa comune e migliorare il pianeta in cui viviamo, sono imprescindibili cambiamenti profondi negli stili di vita e nei modelli di produzione e di consumo”, l’appello di Francesco nel suo discorso in spagnolo: “Dobbiamo ascoltare di più i popoli indigeni e apprendere dal loro stile di vita per comprendere fino in fondo che non possiamo continuare a depredare le risorse naturali”. “Il contributo dei popoli indigeni è fondamentale nella lotta contro il cambiamento climatico”, ha affermato il papa, auspicando “un processo di riconversione delle strutture di potere consolidate che regolano la società e la cultura occidentale e, nello stesso tempo, trasformano le relazioni storiche marcate dal colonialismo, dall’esclusione e dalla discriminazione, dando luogo ad un dialogo rinnovato sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta”. “Il cambiamento climatico ha un impatto fisico, psicologico, culturale su ciascuno di noi”, ha aggiunto a braccio. Infine, l’appello ai governi, affinché “riconoscano i popoli indigeni di tutto il mondo, con le loro culture, lingue, tradizioni e spiritualità, e rispettino la loro dignità e i loro diritti a partire dalla consapevolezza che la ricchezza della nostra grande famiglia umana consiste proprio nella sua diversità”. “Ignorare i popoli indigeni nella salvaguardia della terra è un grande errore, per non dire una grande ingiustizia”, ha concluso Francesco e elogiando a braccio il “buen vivir” e l’armonia dei popoli indigeni: “al contrario, valorizzare il loro patrimonio culturale e le loro tecniche ancestrali aiuterà a comprendere le strade per una migliore gestione ambientale”.

Diocesi

Al santuario Madonna della salute, martedì 14 incontro con i futuri sposi della diocesi

foto d'archivio di G. Leva
10 Feb 2023

L’ufficio di pastorale della Famiglia della diocesi di Taranto organizza, come ogni anno, giorno 14 febbraio un appuntamento comunitario dedicato ai fidanzati che si preparano alla celebrazione del sacramento del matrimonio.

Il momento si svolgerà nel santuario della Madonna della salute martedì 14, alle ore 19.30.

L’arcivescovo, mons. Filippo Santoro, presiederà l’eucaristia e rivolgerà un suo augurio ai ragazzi. Seguirà come sempre un breve momento di festa.

In molte parrocchie, tradizionalmente, in questo mese si avviano i percorsi prematrimoniali; confidiamo perciò nella partecipazione di tutti i fidanzati della diocesi a questo momento che costituisce una parte essenziale della loro preparazione facendo sperimentare la dimensione ecclesiale della scelta alla vita matrimoniale.

Francesco

Papa Francesco ha invitato duemila profughi, senzatetto, carcerati, famiglie di rifugiati allo spettacolo del circo Rony Roller

foto di Acilia (Circusfan)
10 Feb 2023

Sabato 11 febbraio, l’Elemosineria apostolica invita circa 2.000 persone, a nome del papa, allo spettacolo circense Rony Roller. Tra le persone invitate – si legge in una nota – ci sono profughi, senza tetto, carcerati, famiglie con bambini dall’Ucraina, dalla Siria, dal Congo, dal Sudan. Saranno inoltre presenti alcune famiglie che vivono nei palazzi occupati di Roma, più di 150 persone dalle strade di Torvaianica e da vari dormitori, accompagnate dai volontari, tra i quali le suore di madre Teresa. Lo spettacolo circense “ci mette in contatto con la bellezza che ci tira su sempre”, come ha detto papa Francesco in un incontro con degli artisti, e “fa andare oltre, è una via per arrivare al Signore”.

Rendere possibile la partecipazione a questo spettacolo – commentano gli organizzatori – “è un modo per dare qualche ora di serenità a chi si misura con una vita dura e ha bisogno di aiuto per alimentare la speranza”. Lo spettacolo, inoltre, “ricorda come dietro quest’arte e questa bellezza ci siano ore e ore di allenamento, rinunce, per poter raggiunger il traguardo: gli artisti del circo sono la conferma che perseverare può rendere possibile l’impossibile”.

L'argomento

Acli, Agesci, Ac e Movimento politico per l’unità il 16 febbraio presentano il libro di David Sassoli “La saggezza e l’audacia”

David Sassoli - photo Sir/European Parliament
10 Feb 2023

Il 16 febbraio alle ore 18.30, al Roma Scout Center di Roma, Largo dello Scoutismo 1, le Acli, Agesci, Azione Cattolica e il Movimento Politico per l’Unità promuovono la presentazione del libro “La saggezza e l’audacia”, una raccolta di discorsi per l’Italia e per l’Europa, scritti da David Maria Sassoli durante la stagione della presidenza del Parlamento europeo. Ad un anno dalla sua scomparsa, avvenuta l’11 gennaio 2022, le quattro associazioni vogliono ricordare non solo l’impegno politico di Sassoli, ma anche il suo essere innanzitutto un cristiano al servizio del bene comune. Da giornalista prima e da presidente del Parlamento europeo poi, ha cercato di portare nel cuore delle istituzioni europee gli  insegnamenti di maestri come Giorgio La Pira, don Lorenzo Milani e padre David Maria Turoldo. I cinquantasei discorsi, raccolti nel libro a cura del giornalista e scrittore Claudio Sardo, con la prefazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mettono in luce i valori che hanno caratterizzato la storia umana e l’ascesa politica di Sassoli: il dialogo per la pace, l’accoglienza al prossimo e la giustizia sociale da perseguire giorno dopo giorno. “È la nostra sfida, quella di un mondo nuovo, che rispetta le persone, la natura, e crede in una nuova economia basata non solo sul profitto di pochi ma sul benessere di tutti”, scriveva Sassoli in un messaggio di Natale poco prima di morire. Una sfida a cui nessuno può sottrarsi. Durante l’incontro di giovedì 16 febbraio, interverranno il curatore del libro Claudio Sardo; Silvia Costa, ex deputata del Parlamento europeo e Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede. Nel corso della presentazione porteranno il loro contributo anche Emiliano Manfredonia, presidente nazionale Acli; Roberta Vincini e Francesco Scoppola, presidenti Comitato Nazionale Agesci; Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale Azione Cattolica; Argia Valeria Albanese, presidente nazionale Mppu. Sarà possibile seguire l’evento in diretta streaming sui canali delle associazioni promotrici.

Sinodo

Le raccomandazioni conclusive dell’Assemblea sinodale europea: “Prendere coraggiose decisioni sulle donne”

foto Sir
10 Feb 2023

“Prendere concrete e coraggiose decisioni sul ruolo delle donne all’interno della Chiesa e su un loro maggiore coinvolgimento a tutti i livelli, anche nei processi decisionali (decision making and taking)”. “Esplorare forme per un esercizio sinodale dell’autorità”. Superare “la frattura tra fede e cultura per tornare a portare il Vangelo nel sentire del popolo, trovando un linguaggio capace di articolare tradizione e aggiornamento”. “Ascoltare il grido dei poveri e della terra nella nostra Europa, e in particolare il grido disperato delle vittime della guerra che chiedono una pace giusta”. Sono alcune delle “raccomandazioni conclusive” sottolineate nel comunicato finale diffuso oggi a Praga al termine della prima parte dell’Assemblea sinodale europea.  Da domani, e fino al 12 febbraio, si incontreranno solo i presidenti delle Conferenze episcopali per rileggere “collegialmente l’esperienza sinodale vissuta insieme”. Al termine di quattro giorni di ascolto e di dialogo “ancora una volta – scrivono i circa 200 delegati nel comunicato finale – abbiamo sentito il dolore delle ferite che segnano la nostra storia recente, a partire da quelle che la Chiesa ha inflitto attraverso gli abusi perpetrati da alcune persone nello svolgimento del loro ministero o incarico ecclesiale, per finire con quelle provocate dalla violenza mostruosa della guerra d’aggressione che insanguina l’Ucraina e dal terremoto che ha devastato Turchia e Siria”. Questi giorni di lavoro, hanno permesso di “guardare negli occhi la Chiesa che è in Europa, con tutti i tesori delle due grandi tradizioni latina e orientale che la compongono”. “Sentiamo – si legge nel comunicato – di amarla ancora più profondamente, nonostante le ferite che ha inferto, per le quali ha bisogno di chiedere perdono per poter passare davvero alla riconciliazione, alla guarigione della memoria e all’accoglienza delle persone ferite”.

Durante le sessioni di lavoro sono stati presentati 39 rapporti nazionali sulle domande del Documento per la tappa continentale; il confronto è continuato nei lavori di gruppo. Questa mattina il Comitato redazionale ha presentato all’Assemblea una bozza di documento finale. Si tratta – spiegano gli organizzatori – di un testo ancora soggetto ad “emendamenti” e aggiustamenti redazionali che sarà restituito a tutti i partecipanti, dopo le modifiche richieste, per una eventuale ulteriore revisione prima di essere consegnato alla Segreteria generale del Sinodo. “È stata – scrivono i delegati – “un’esperienza spirituale che ci ha condotto a sperimentare, per la prima volta, che è possibile incontrarci, ascoltarci e dialogare a partire dalle nostre differenze e al di là dei tanti ostacoli, muri e barriere che la nostra storia ci mette sul cammino”. “Per questo desideriamo continuare a camminare in uno stile sinodale: più che una metodologia, lo consideriamo uno stile di vita della nostra Chiesa, di discernimento comunitario e di discernimento dei segni dei tempi. Concretamente desideriamo che questa Assemblea continentale non resti una esperienza isolata, ma diventi un appuntamento periodico, fondato sull’adozione generalizzata del metodo sinodale che permei tutte le nostre strutture e procedure a tutti i livelli. In questo stile sarà possibile affrontare i temi su cui i nostri sforzi hanno bisogno di maturare e intensificarsi: l’accompagnamento delle persone ferite, il protagonismo dei giovani e delle donne, l’apertura ad apprendere dalle persone emarginate”. “Costruire una Chiesa sempre più sinodale – si legge ancora nel testo – è un modo per dare concretezza all’uguaglianza in dignità di tutti i membri della Chiesa, fondata nel battesimo che ci configura come figli di Dio e membri del corpo di Cristo, corresponsabili dell’unica missione di evangelizzazione affidata dal Signore alla sua Chiesa”.

 

Diocesi

Tutto pronto per la 51a Settimana della Fede

09 Feb 2023

Carissimi,
riprendiamo il tema della sinodalità a partire dalla Lumen Gentium, insieme ai Cantieri di Betania. Gli incontri proposti per la Settimana della Fede aiutano ad approfondire la formazione nella fede di ciascuno di noi per affrontare le sfide quotidiane e testimoniare la presenza di Cristo nelle circostanze che ci accadono.
Vi attendo, grato per la vostra numerosa partecipazione, vi benedico di cuore

† Filippo Santoro
arcivescovo metropolita di Taranto

LOCANDINA AD ALTA RISOLUZIONE

 

51a SETTIMANA DELLA FEDE
da lunedì 6 a venerdì 10 marzo 2023
Concattedrale ORE 19.00

Lunedì 6 marzo
L’esperienza di Betania
Rosanna Virgili
Biblista

Martedì 7 marzo

Realizzare il cammino sinodale nell’attuale momento della Chiesa in Italia
Sua Eminenza Cardinale Matteo Maria Zuppi
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana

Mercoledì 8 marzo
La carità sinodale
Don Marco Pagniello
Direttore dell’Ufficio Nazionale della Caritas

Giovedì 9 marzo
Conflitto e unità    – Guerra e Pace
Marco Tarquinio
Direttore di Avvenire

Venerdì 10 marzo

Concelebrazione Eucaristica

Sinodo

Assemblea sinodale europea, card. Grech: “Sinodo non è fatto per spazzare via le distinzioni” ma per metterle “in relazione”

Praga, tappa continentale del Sinodo - foto Sir
09 Feb 2023

Praga, card. Grech, segretario generale del Sinodo – foto Sir

(Praga) “Il Sinodo non è fatto per distruggere le distinzioni, per distruggere l’identità cattolica. Non è fatto per spazzare via le distinzioni. Piuttosto, è fatto per sostenere le distinzioni, per comprendere il Vangelo e ciò che rende la Chiesa cattolica veramente una, santa, cattolica e apostolica”. Lo ha detto ieri sera il card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei vescovi, nell’omelia pronunciata alla Santa Messa che è stata celebrata in una Cattedrale strapiena di persone, in diretta tv. Tra i banchi ci sono anche i circa 200 delegati rappresentanti di 39 Conferenze episcopali di 45  nazioni di Europa arrivati qui per la Tappa Continentale europea dell’Assemblea sinodale. Riuniti da domenica 5 febbraio,  hanno lavorato fino a ieri sera, in gruppo e in plenaria, condividendo le riflessioni che si stanno animando nelle singole conferenze episcopali, e confrontandosi sui grandi temi che stanno a cuore della chiese in Europa. I lavori sono arrivati ormai a conclusione e porteranno oggi alla elaborazione di un Documento Finale.

Praga, striscione “Equality” alla Tappa continentale del Sinodo – foto Sir

Segno che , la discussione, in questi giorni, è stata animata, è la presenza fuori dalla cattedrale di un gruppetto di persone con uno striscione giallo e lo slogan in inglese: “Equality for women, laity, lgbtq+, married, all”. “Quante volte – ha detto il card. Grech in cattedrale – questo Sinodo è stato dipinto come una battaglia dei conservatori contro i liberali. Quante volte è stato letto come una contrapposizione tra Occidente e Oriente, Tra nord e Sud”. “Quante volte abbiamo sentito dire che questo Sinodo dovrebbe essere aperto al cambiamento e che dovrebbe attenuare la distinzione tra ciò che è all’interno della tradizione cattolica e ciò che ne è fuori”. Ma, ha osservato Grech, la distinzione può essere compresa a fondo solo “all’interno di una relazione”. Ed ha spiegato: “l’unità della Chiesa può essere compresa solo in relazione alla diversità. La sua santità solo in relazione a ciò che è corrotto. La sua universalità in relazione a ciò che è particolare. E questa non è mai una relazione statica, bensì dinamica”.

“In questo modo – ha concluso il segretario generale del Sinodo – che intendo e che guardo, con speranza, al Sinodo sulla sinodalità. Che il nostro sforzo nond iventi un esercizio di distinzione tra chi è dentro e chi è fuori. In altre parole, una distinzione senza relazione che alla fine non porta da nessuna parte”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Calamità

Terremoto in Turchia e Siria, ActionAid: “Situazione peggiore per le donne e i rifugiati siriani”

foto Caritas Anatolia
09 Feb 2023

A causa del terremoto che ha colpito la Turchia e la Siria rischia di peggiorare ulteriormente la situazione delle donne e delle ragazze, in particolare per quelle che erano già fuggite dalle loro case in Siria e facevano affidamento sull’assistenza umanitaria. Lo denuncia oggi ActionAid, la cui priorità è ora fornire un sostegno d’emergenza in termini di riparo, vestiti caldi e cibo a tutti coloro che hanno perso le loro case e sono per strada. In Turchia, ActionAid è impegnata con un team di intervento per sostenere la risposta di emergenza nazionale in tutta la regione, in stretto coordinamento con il governo e le principali parti interessate. In Siria ActionAid è attiva nel governatorato di Idleb attraverso un’organizzazione partner basata nel Sud della Turchia e sta operando in particolare nella zone di Harem e Armnaz. “Si tratta di una situazione sconvolgente, dopo 12 anni di conflitto in Siria, le donne e le ragazze sfollate in Siria o rifugiate in Turchia erano già in una situazione molto vulnerabile prima del terremoto e ora hanno visto distrutte le loro case e i loro mezzi di sussistenza – dichiara Racha Nasreddine, direttore regionale di ActionAid per la regione araba –. Le donne e le ragazze soffrono di più durante le emergenze umanitarie. La violenza contro di loro aumenta e sono ancora più a rischio di sfruttamento. L’accesso a servizi come gli ospedali è molto limitato e le donne incinte rischiano di avere complicazioni se non possono ricevere le cure mediche di cui hanno bisogno. Con le associazioni nostre partner stiamo elaborando il piano di risposta per Turchia e Siria. Sappiamo che c’è un urgente bisogno di spazi sicuri in cui le donne e le ragazze possano recarsi, così come di kit con prodotti per le mestruazioni, ci assicureremo che questi aspetti vengano affrontati subito”.
Nelle aree colpite del sud-est della Turchia abitano complessivamente circa 12 milioni di persone, tra cui due milioni di rifugiati siriani che vivono per lo più in tende e strutture di fortuna nei campi su entrambi i lati del confine. Nelle aree colpite della Siria nord-occidentale si stima vivano circa 4,6 milioni di persone, già in condizioni di insicurezza alimentare e che avranno bisogno di ulteriore assistenza alimentare. Entrambi i Paesi stanno affrontando una pesante situazione economica. In Siria, dal 2020 al 2022, i prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 532% portando oltre 12 milioni di siriani a sperimentare l’insicurezza alimentare. Nel gennaio 2023, l’inflazione in Turchia ha raggiunto il 57,68% e il costo degli affitti è aumentato, incidendo sul potere d’acquisto delle persone. È quindi molto probabile che questa emergenza incida in modo significativo sulle economie già indebolite di entrambi i Paesi.

Francesco

Le Acli aderiscono alla petizione lanciata dalla Fondazione Terra Santa a sostegno dell’impegno del papa per la pace

foto Siciliani-Gennari/Sir
09 Feb 2023

Oltre 32mila sono coloro che hanno già firmato sulla piattaforma www.change.org la petizione pubblica per sostenere l’impegno di papa Francesco per la pace in Ucraina e in ogni altra parte della Terra, lanciata dalla Fondazione Terra santa lo scorso primo febbraio. Le Acli, con il presidente nazionale Emiliano Manfredonia, sono tra i primi firmatari insieme all’Azione cattolica italiana, Focsiv, Centro Astalli e Agesci.
Facendo seguito all’appello lanciato da papa Francesco nel suo recentissimo libro “Un’enciclica sulla pace in Ucraina”, nel quale invita tutte le donne e gli uomini di buona volontà ad agire ad ogni livello per la cessazione del conflitto tra Russia e Ucraina e per favorire una pace giusta e duratura, Fondazione Terra santa vuole farsi eco dell’appello del santo padre. Per questo ha lanciato, nell’imminenza del primo anniversario dell’inizio della guerra (24 febbraio), una petizione per mobilitare l’opinione pubblica a sostegno del dialogo tra le parti in conflitto e per la pace.
“La guerra in Ucraina – scrive il papa – ha interrogato ciascuno di noi. Dopo gli anni drammatici della pandemia, quando, non senza grandi difficoltà e molte tragedie, stavamo finalmente uscendo dalla sua fase più acuta, perché è arrivato l’orrore di questo conflitto insensato e blasfemo, come lo è ogni guerra? Possiamo parlare con sicurezza di una guerra giusta? Possiamo parlare con sicurezza di una guerra santa?
Noi, uomini di Dio che annunciamo il Vangelo del Risorto, abbiamo il dovere di gridare questa verità di fede. Dio è un Dio della pace, dell’amore e della speranza. Un Dio che ci vuole fratelli tutti, come ci ha insegnato il Suo Figlio Gesù Cristo. Gli orrori della guerra, di ogni guerra, offendono il nome santissimo di Dio. E lo offendono ancora di più se il suo nome viene abusato per giustificare tale indicibile scempio”.
Il grido di papa Francesco, commentano le Acli, deve risuonare forte nel mondo, perché si giunga velocemente ad una risoluzione pacifica di questo conflitto che troppa sofferenza, morte e distruzione ha già provocato.

Ecclesia

Fondazione Migrantes: al via un percorso di formazione giuridica sulla mobilità umana

foto Susanne Friedel/Sos Mediterranée
09 Feb 2023

Partirà giovedì 23 febbraio un percorso di formazione giuridica sul tema della migrazione promosso dalla Fondazione Migrantes e affidato a Paola Scevi, direttrice del master in “Diritto delle migrazioni” all’Università degli studi di Bergamo. “L’idea sorgiva è di gettare un iniziale, piccolo seme di opportuna formazione, con due incontri tematici, utilizzando la modalità a distanza per facilitare tutti alla partecipazione”, spiega il direttore generale dell’organismo pastorale della Cei, mons. Pierpaolo Felicolo. Il corso è rivolto ai direttori diocesani Migrantes, ai loro collaboratori e agli operatori impegnati nella pastorale della mobilità umana. “È un piccolo seme, gettato però in maniera decisa”, aggiunge mons. Felicolo. Al corso interverranno il presidente della Cei, il card. Matteo Zuppi, l’arcivescovo Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, e mons. Felicolo. A moderare gli incontri sarà don Gianromano Gnesotto, direttore della Migrantes della diocesi di Padova.