Udienza generale

L’udienza generale di papa Francesco di mercoledì 22 marzo

foto Vatican media/Sir
22 Mar 2023

L’Evangelii nuntiandi di San Paolo VI “è la magna carta dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo”, da “leggere o rileggere” perché ancora attuale, come se fosse stata scritta ieri. Lo ha detto papa Francesco, nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in piazza San Pietro e dedicata allo zelo apostolico. “L’evangelizzazione è più che una semplice trasmissione dottrinale e morale, è prima di tutto testimonianza”, ha ribadito il papa. “Il contrario della testimonianza è l’ipocrisia”, ha denunciato: “Tanti cristiani dicono di credere ma vivono di un’altra cosa, come se non fossero cristiani”. La testimonianza, infatti, “non può prescindere dalla coerenza tra ciò che si crede e ciò che si annuncia e ciò che si vive”. Ognuno di noi è chiamato a rispondere alle tre domande fondamentali formulate e da Paolo VI: “Credi a quello che annunci? Vivi quello che credi? Annunci quello che vivi?”.
“Se la Chiesa non evangelizza se stessa, rimane pezzo di museo, invece quello che l’aggiorna continuamente è l’evangelizzazione di se stessa”, il monito a braccio: “Dobbiamo essere consapevoli che destinatari dell’evangelizzazione non sono soltanto gli altri, coloro che professano altre fedi o che non ne professano, ma anche noi stessi, credenti in Cristo e membra attive del popolo di Dio. E dobbiamo convertirci ogni giorno: accogliere la Parola di Dio e cambiare vita ogni giorno, e così si fa l’evangelizzazione del cuore. La Chiesa è un popolo di Dio immerso nel mondo, e spesso tentato dagli idoli, ha sempre bisogno d’essere evangelizzata”.
“Una Chiesa che si evangelizza per evangelizzare è una Chiesa che, guidata dallo Spirito Santo, è chiamata a percorrere un cammino esigente, un cammino di conversione e rinnovamento”, il ritratto di Francesco. “Ciò comporta anche la capacità di cambiare i modi di comprendere e vivere la sua presenza evangelizzatrice nella storia, evitando di rifugiarsi nelle zone protette dalla logica o del ‘si è sempre fatto così’”, il monito del Papa: “Sono dei rifugi che ammalano la Chiesa. La Chiesa deve andare avanti, deve crescere continuamente, così rimarrà giovane”, ha aggiunto a braccio: “La Chiesa deve essere una Chiesa che incontra dialogicamente il mondo contemporaneo, che tesse relazioni fraterne, che genera spazi di incontro, mettendo in atto buone pratiche di ospitalità, accoglienza, riconoscimento e integrazione dell’altro e dell’alterità, e che si prende cura della casa comune che è il creato”.
“Senza lo Spirito Santo noi potremo fare soltanto pubblicità della Chiesa, non evangelizzare”, il monito: “È lo Spirito santo che è in noi, quello che sci spinge nell’evangelizzazione”, ha concluso a braccio: “E questa è la vera libertà dei figli di Dio”. “Leggere o rileggere l’Evangelii nuntiandi”, l’invito finale: “Io la leggo spesso, è il capolavoro di Paolo VI, e l’eredità che ha lasciato a noi è evangelizzare”. Al termine dell’udienza, un appello per la Giornata mondiale dell’Acqua – “non può essere oggetto di sprechi o di abusi o motivo di guerra” – e un invito a celebrare, ogni 25 marzo, l’Atto di consacrazione della Chiesa e dell’umanità alla Madonna: “non stanchiamoci di affidare la causa della pace alla regina della pace”. “E non dimentichiamoci in questi giorni la martoriata Ucraina”, che soffre tanto, il congedo del papa dalla piazza.

 

 

Eventi a Taranto e provincia

Presentate anche a Taranto le Giornate FAI di Primavera

21 Mar 2023

Martedì 21 mattina, nell’ex sala Giunta del Palazzo del Governo sono state presentate le nostre Giornate FAI di Primavera. È stato entusiasmante vedere istituzioni pubbliche ed enti privati in sinergia per il territorio e per il FAI.
Scopri i siti aperti a Taranto e provincia e le modalità di visita al link:
https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/i-luoghi-aperti/?provincia=TARANTO

Fede & tradizioni

Le foto della festa di San Giuseppe nella zona orientale della provincia di Taranto

foto G. Leva
21 Mar 2023

Nella parte orientale della provincia di Taranto, il giorno della vigilia di San Giuseppe si svolgono diverse iniziative religiose-popolari per i festeggiamenti in onore del patrono dei papà.

Di seguito, pubblichiamo una gallery fotografica con le tradizioni che si sono perpetuate a San Marzano di San Giuseppe, Fragagnano, Lizzano e Monteparano

 

Eventi formativi

“Family Lab: riscoprirsi insieme”: un ciclo di incontri a Palagiano

21 Mar 2023

Cinque incontri con 6 ragazzi in messa alla prova e le loro famiglie per imparare a scoprire le emozioni più recondite, elaborare le motivazioni che animano le relazioni con se stessi e con i loro genitori e imparare che esiste una strada nuova, oltre il reato commesso. Prosegue con successo nella biblioteca di Palagiano il progetto ‘Family Lab: riscoprirsi persone’, promosso dall’associazione di volontariato penitenziario “Noi&Voi”, nell’ambito del progetto ‘Oltre l’Ombra”, finanziato dal bando Cambio Rotta dell’impresa sociale Con i bambini. Un progetto nato grazie alla collaborazione dell’associazione Italiana Mediatori Penali A.I.Me.Pe, con la sua presidente Mariacristina Ciambrone e la mediatrice penale e penale minorile Maria Spizzirri e con il coinvolgimento dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Taranto. «Il percorso è composto da cinque incontri – spiega Maria Grazia Marangi, assistente sociale e mediatrice penale, responsabile dell’equipe multidisciplinare del progetto – duranti i quali vengono resi noti i punti cardine di ciò di cui consta un percorso così detto riparativo: è stata prevista una cadenza quindicinale degli incontri per permettere ai ragazzi di creare un filo conduttore tra loro, mediatori e famiglie e consentire la riflessione sulla tematica affrontata e la sua applicazione in un tempo congruo. All’interno del progetto abbiamo voluto mettere in pratica le tecniche proprie di Giustizia Riparativa chiamate Restorative Circles, Circoli di Restauro, all’interno dei quali mediatori e partecipanti mettono in campo quelle che sono le emozioni più antiche per ricostruire il legame genitoriale perso o andato pian piano sfumandosi, di educare all’affettività, di imparare a gestire le emozioni e, soprattutto, di responsabilizzare gli autori di reato, facendoli lavorare non solo su ciò che si è causato alle vittime ma, anche, su ciò che si è causato alle loro famiglie. E siamo contenti che stia emergendo la consapevolezza, oltre che dell’errore commesso, del doversi riconoscere come persone prima che come genitori e figli». D’altronde alla base del concetto di mediazione c’è l’idea, sposata dal progetto Family Lab, che per ridurre i rischi di recidiva e  fare in modo che il minore comprenda fino in fondo l’errore commesso, è fondamentale che venga percorsa la strada delle emotività, senza vergognarsene e senza vivere con la convinzione di doverla reprimere attraverso atteggiamenti devianti ma imparando a mostrarla per essere apprezzati e, soprattutto, per apprezzarsi. Un percorso in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2020/30 rispetto all’idea che i “conflitti inascoltati o delegati mantengono ferite aperte e aumentano le distanze” e con quanto asserito dall’European Forum for Restorative Justice (EFRJ) e cioè che “la giustizia riparativa si prospetta come una giustizia delle persone e delle relazioni che ha come elemento focale la partecipazione attiva anche dell’autore del reato e della comunità di appartenenza”.

Hic et Nunc

Martedì 21, Le otto montagne per il Mysterium film 2023

21 Mar 2023

Le otto montagne di Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch (martedì 21 marzo), e Chiara di Susanna Nicchiarelli (martedì 28 marzo) entrambi in programma al cinema-teatro Orfeo di Taranto alle ore 20, sono i due film all’interno del Mysterium Film.

Titoli scelti da Massimo Causo e Adriano Di Giorgio che introdurranno le proiezioni di due film che, non a caso, dialogano con la dimensione spirituale della realtà. Partono da una posizione di confronto con chi ci accompagna nel nostro viaggio attraverso la vita, che è anche un confronto con la natura e con tutto ciò che in essa vibra di immateriale: sentimenti, emozioni, senso del sacro. Insomma il mistero dell’esistere.

Ingresso 5euro, info dalle ore 17: Cinema-teatro Orfeo, via Pitagora 80 a Taranto (0994533590).

 

Tratto dal romanzo omonimo di Paolo Cognetti (Premio Strega giovani 2017), Le otto montagne di Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch è la storia di un’amicizia che unisce due uomini lungo l’arco delle loro esistenze e li vede ritrovarsi sempre nello sperduto villaggio di montagna dove si sono conosciuti da bambini, lì dove Bruno è rimasto a vivere e dove Pietro torna puntualmente quando sente il bisogno di allontanarsi dalla città in cui vive.  Il loro incontro attraversa le stagioni dell’amore, della perdita delle persone care, dei destini che sembrano divergere ma alla fine riconducono entrambi alle loro origini, ai piedi della montagna. Un film che parla di famiglia, di ritorno alle proprie basi, di amicizia, di dolore e di salvezza: “Un’ode alla fragilità e alla forza di ogni singolo essere vivente, che sia uomo, animale, pianta o montagna”, come lo definiscono i due autori. Interpretato da Luca Marinelli e Alessandro Borghi, Le otto montagne ha vinto il premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes.

In Chiara, invece, la regista Susanna Nicchiarelli continua la sua esplorazione di storiche figure femminili poco allineate con i loro tempi e animate da una sensibilità forte e radicale, che le porta essere emblemi di un mondo in trasformazione. È partendo da queste coordinate che la regista racconta la figura di Chiara d’Assisi, il suo percorso determinato e costante accanto a Francesco e ai suoi frati, la radicalità della visione della missione caritatevole di cui si fece carico assieme alle sue sorelle. In un film limpido e coraggioso, la regista racconta, per dirlo con le sue parole, “la storia di una diciottenne che, per quanto in un contesto davvero distante dal nostro, abbandona la casa paterna, la ricchezza, la sicurezza, per combattere per un sogno di libertà”. Interpretato da una sorprendente Margherita Mazzucco con la partecipazione di Luigi Lo Cascio, Chiara è stato presentato in concorso alla 79.ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Amministrazione locale

Comune di Taranto: fino al 2025 oltre 120 nuove assunzioni

21 Mar 2023

È stato presentato agli organi di informazione il “Piano triennale del fabbisogno 2023/2025” del Comune di Taranto.
Il documento, recentemente approvato dalla giunta guidata dal sindaco Rinaldo Melucci, definisce le attività di reclutamento del personale che l’amministrazione comunale intende avviare fino al 2025, con il chiaro obiettivo di rafforzare gli uffici.
L’assessore alle Risorse umane Francesca Viggiano, accompagnata dal direttore generale dell’ente Carmine Pisano e dal dirigente del settore coinvolto Paolo Spano, ha illustrato i numeri che definiscono il piano, partendo da quelli previsti per il 2023 che vedrà l’ingresso di una settantina di nuove unità, oltre le progressioni di livello, con un impegno economico che supererà i 600mila euro.
«Abbiamo lavorato con grande attenzione alla definizione del piano – il commento del sindaco Rinaldo Melucci sui contenuti della conferenza stampa – e alla sua aderenza al reale fabbisogno dell’ente, in quello spazio di manovra economico che ci è fornito dalle norme. Le nostre politiche assunzionali hanno consentito alla macchina amministrativa di operare un profondo turn over, con una grande attenzione alla parità di genere, continueremo lungo queste direttrici per migliorarne ulteriormente la performance».
«Abbiamo un margine di crescita importante – ha spiegato Viggiano – e in questa prospettiva abbiamo innestato anche l’assunzione di categorie protette con mansioni specifiche, come i cuochi per gli asili nido. Sempre per gli asili nido sono previste nuove assunzioni di educatori, con somme eterofinanziate. Stesso iter che sarà seguito per le assunzioni di altri assistenti sociali, inclusi i profili professionali degli psicologi, nonché per gli agenti di polizia locale a tempo determinato. Attualmente abbiamo una platea di dipendenti che supera di poco le 750 unità: contiamo di crescere nei prossimi anni, anche grazie alle ulteriori procedure concorsuali che avvieremo per tamponare, inoltre, le uscite per raggiunti limiti di età».
Anche nel 2024 e 2025 sono previste diverse assunzioni, più di cinquanta in totale, cui si aggiungeranno gli innesti a tempo determinato che sono finanziate da misure differenti.

Eventi a Taranto e provincia

Ad Antonio Greco dell’Aristosseno la XXVII borsa di studio “Marco Motolese”

21 Mar 2023

Antonio Greco della 5ªF del liceo Aristosseno è il vincitore della XXVII borsa di studio Marco Motolese, l’iniziativa organizzata dall’associazione Marco Motolese e dal Club per l’Unesco di Taranto con la collaborazione del liceo Aristosseno.
Promossa dalla famiglia Motolese per ricordare il figliolo Marco, studente dell’Aristosseno prematuramente scomparso nel 1994, la manifestazione intende promuovere tra gli studenti la solidarietà, la generosità, il rispetto verso gli insegnanti e i propri compagni di classe, e non solo, le qualità che contraddistinguevano il compianto Marco.
Così hanno scritto di Antonio Greco i compagni proponendolo per il Premio: “Sin dal primo giorno di scuola si è mostrato attento e partecipe… aperto con i compagni senza mai mostrare pregiudizi… non vi è stata malizia in nessun gesto, e non ha mai avuto secondi fini. Questo ragazzo ha sempre condiviso la sua bravura a scuola aiutando chiunque ne avesse avuto bisogno”.
È stato Salvatore Toma, presidente Confindustria Taranto, a consegnare la borsa di studio ad Antonio Greco in una cerimonia che si è tenuta nel Liceo Aristosseno.
Alla cerimonia, cui hanno partecipato Edmondo e Massimiliano Motolese, padre e fratello del compianto Marco, e i genitori del premiato Antonio Greco, sono intervenuti: l’ammiraglio di Divisione comandante del Comando marittimo Sud, Flavio Baggi, che ha porto ai ragazzi gli auguri di un radioso futuro, il dott. Massimo Gambino, Questore di Taranto ha sottolineato come nel futuro i nostri giovani debbano avere ogni giorno la garanzia del rispetto, della legalità e della sicurezza nella loro vita lavorativa. Altri ospiti istituzionali il colonnello Massimiliano Tibollo, comandante provinciale della Guardia di Finanza, il colonnello Gaspare Giardelli, comandante provinciale dei Carabinieri di Taranto. Tutti hanno espresso il loro compiacimento per la continuità e per il valore che ha la borsa di studio Marco Motolese e che spinge i giovani studenti al recupero di quei valori quali la conoscenza e la formazione che possono agevolare il loro futuro che potrà divenire sempre migliore.
L’evento è stato aperto dai saluti della dott.ssa Rita Frunzio, dirigente scolastico del liceo “Aristosseno” e presidente della commissione giudicatrice, e da Carmen Galluzzo Motolese, madre di Marco e presidente dell’associazione culturale “Marco Motolese” e Club per l’Unesco di Taranto, che ha ringraziato le autorità intervenute e il liceo Aristosseno per l’ospitalità e la collaborazione nell’organizzazione dell’evento coordinata dalla prof.ssa Giusy Imperiale.
«Quest’anno tema della manifestazione è stato “Le professioni del futuro” – ha sottolineato nel suo intervento Carmen Galluzzo – perché il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente e le nuove professioni del futuro si stanno facendo strada in una società sempre più digitale e connessa. Le aspettative di carriera dei giovani, ci hanno spinto ad analizzare la possibilità di cercare lavoro o crearsi un lavoro. Esaminando le modalità con cui il mondo delle imprese può collaborare con quello dell’educazione.”
È stato infatti il dott. Salvatore Toma, presidente di Confindustria Taranto, a consegnare la borsa di studio, dichiarando nell’occasione: «dobbiamo pensare al nostro territorio, per il quale abbiamo un compito importante: fare in modo che i nostri ragazzi, finito il loro percorso di formazione, possano rimanere nella nostra città; sarò sempre vicino ai giovani e sono a disposizione per qualsiasi necessità possano rappresentarmi in tal senso».
In conclusione della cerimonia due studenti delle classi quinte hanno letto la loro relazione sul tema “Le professioni del futuro” esprimendo perplessità, speranze e progettualità su questa società che pare non dia loro certezze».
In tutte le edizioni del premio la commissione giudicatrice, è formata dagli insegnanti e dai rappresentanti delle classi quinte che, attraverso una relazione, presentano il candidato della loro classe che ritengono possa avere i requisiti richiesti. Una commissione, composta da 12 persone in tutto, presieduta dal dirigente scolastico e dal fratello del compianto Marco, Massimiliano, che quest’anno, in particolare, è stato sostituito dal papà Edmondo.
Sono state proposte alla commissione le relazioni relative alle candidature di studenti delle classi 5ªG, 5ªA, 5ªD e 5ªF. Dopo una attenta lettura delle stesse e una maggiore chiarificazione dei rappresentanti di classe presenti in commissione, la borsa di studio è stata assegnata come già detto, ad Antonio Greco della 5ªF, studente che si è sempre contraddistinto per generosità e sensibilità. Così hanno scritto di lui i compagni “…Sin dal primo giorno di scuola si è mostrato attento e partecipe…aperto con i compagni senza mai mostrare pregiudizi…non vi è stata malizia in nessun giusto, e non ha mai avuto secondi fini. Questo ragazzo ha sempre condiviso la sua bravura a scuola aiutando chiunque ne avesse bisogno…”

Emergenze sociali

L’appello della Comunità di Sant’Egidio al convegno Medì: “Aprire nuovi corridoi umanitari”

foto Sir
21 Mar 2023

Un appello per aprire corridoi umanitari ed evitare nuovi naufragi e rotte mortali per tanti che cercano rifugio. È stato lanciato da Livorno, dove si sono riunite le città del Mediterraneo nel convegno internazionale “Medì”, promosso nel Teatro Goldoni dalla Comunità di Sant’Egidio, con il Comune, il patrocinio e il sostegno della Regione Toscana, la collaborazione della diocesi e di Istoreco.
Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, parlando di flussi migratori e ricordando il recente naufragio sulla spiaggia di Cutro ha detto: “La tendenza si deve invertire, ma per questo occorre fare molte e diverse cose: prima di tutto non terrorizzarsi e non gridare all’allarme. Secondo, aumentare i flussi legali e i corridoi umanitari per i rifugiati, anche perché la nostra società ha bisogno dei migranti e della manodopera straniera”. “Quindi non è solo buon cuore, ma anche una nostra necessità”. Infine “non dobbiamo vergognarci di dire che quando qualcuno si perde nel Mediterraneo è un pezzo della nostra anima che se ne va. E questo è italiano, umano e cristiano”. Il giorno dopo la conclusione dei lavori di Medì, nella sala Nervi a Roma, migliaia di persone hanno festeggiato il ritorno alla vita, salvati e salvatori, famiglie, ragazzi, anziani che hanno ricevuto e dato ospitalità. “Quando abbiamo iniziato – ricorda la delegazione livornese che ha curato l’accoglienza di alcune famiglie arrivate con i corridoi umanitari – ci dicevano: i corridoi? Sono una goccia nel mare! Oggi vediamo di quante gocce è fatto il mare, un mare che salva, un mare in cui non si muore ma da cui si rinasce”.

Eventi religiosi cittadini

Domenica 26 marzo, alle ore 18, una Via Crucis itinerante

Organizzata dalla confraternita SS. Addolorata e San Domenico

foto G. Leva
21 Mar 2023

Domenica 26 marzo, alle ore 18, si terrà una Via Crucis itinerante organizzata dalla confraternita SS. Addolorata e San Domenico, nell’ambito delle iniziative per la Quaresima 2023.
La processione con il Crocifisso, partendo dalla Chiesa Sant’Agostino, percorrerà via Duomo e arriverà così alla Chiesa San Domenico per l’ultima stazione e il canto della Desolata.

Libri

Alla parrocchia Madonna delle Grazie di Grottaglie presentazione dell’antologia “La guerra che è in noi”

20 Mar 2023

“La guerra che è in noi. Canto corale per la Terra, sconfinato campo di battaglia, sempre in cerca di pace”, questo è il titolo di un importante progetto culturale che prende spunto dall’attualità ma che riflette su un fenomeno tristemente endemico come la latente conflittualità, da cui l’umanità è sempre afflitta, anche quando non si trasforma in conflitto armato. Si tratta di un’antologia, edita da Macabor, una casa editrice molto impegnata nella promozione della poesia, ideata e curata da Silvano Trevisani, che sarà presentata mercoledì 22 marzo, alle ore 19,15 nella Chiesa della Madonna delle Grazie, in piazza Vittorio Veneto, a Grottaglie.

Il programma della manifestazione prevede: il saluto del parroco, don Emidio Dellisanti, il professor Antonio Arces e la professoressa Masina Neglia conversano con il curatore, Silvano Trevisani.

Al progetto dell’antologia hanno aderito il poeta ucraino Anatolij Dnistrovyj, il poeta in lingua russa Igor’ Kotjuch (tradotti dal noto traduttore Paolo Galvagni) e alcuni dei più noti poeti italiani: Franco Arminio, Luca Benassi, Franco Buffoni, Ennio Cavalli, Valentina Colonna, Vittorino Curci, Giuseppe Goffredo, Davide Rondoni e lo stesso Trevisani.

L’introduzione è di Eraldo Affinati, scrittore e saggista, oltre che editorialista di vari giornali, tra cui “L’Avvenire”,

Ai testi firmati da poeti direttamente coinvolti nella tragica contesa – scrive, tra l’altro, Eraldo Affinati nella intensa introduzione – seguono altri composti da autori i quali si sono sentiti chiamati in causa da una guerra fratricida che si sta svolgendo nel cuore antico dell’Europa, nei medesimi luoghi che videro gli scontri della Seconda guerra mondiale fra le truppe naziste e quelle sovietiche con la partecipazione attiva dei nostri alpini, allora schierati dalla parte sbagliata. Potrebbe essere l’ultimo battito del cuore di tenebra novecentesco, oppure, come molti paventano, l’agghiacciante preludio di un fatale conflitto nucleare.

Cosa può fare la poesia di fronte alla natura ferina dell’uomo se non assumere su di sé l’energia cieca della Storia nel tentativo di trasfigurarla stilisticamente? E’ questa la ragione per cui pensare è, come spiegò Albert Camus, cominciare a essere minati, cioè pronti ad esplodere. Scrivere significa mettere le mani in pasta. Fare un passo in avanti. Esporsi. Uscire dalla zona di sicurezza. Rischiare di sbagliare. Incidere il nome sulla roccia. Prendersi in carico il punto di vista altrui. Accendere le torce per segnalare una presenza. Attraversare i boschi. Nuotare negli acquitrini. Dare via tutto. Una questione di vita e di morte. Pubblica e privata.

Una posizione radicale pre-politica, pre-giuridica, persino pre-morale, io credo, ben sintetizzata dal titolo di questa silloge: la guerra non può essere mai lontana perché la campana suona sempre anche per me, per te, per voi, per tutti, sulla scia di quanto pensava il John Donne richiamato da Ernest Hemingway. Noi che non possiamo essere felici se l’infelicità colpisce chi ci sta accanto. Noi che in quanto individui siamo legati da nessi profondi, invisibili e sottili, che la letteratura è chiamata ogni volta a ricordare, raschiando sulle croste fino a vederle sanguinare”.

Eventi religiosi cittadini

Mercoledì 22 marzo, nella parrocchia Madonna della Fiducia, “Dall’ascolto della persona ferita alla dinamica dell’abuso”

Un incontro formativo per sacerdoti, catechisti, educatori e tutte le realtà a contatto con minori organizzato dal servizio diocesano per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili

20 Mar 2023

È previsto per mercoledì 22 marzo, alle ore 18.45, nella parrocchia Madonna della Fiducia in via Emilia 114 a Taranto, un incontro diocesano formativo per sacerdoti, catechisti, educatori, e tutte le realtà a contatto con minori dal titolo “Dall’ascolto della persona ferita alla dinamica dell’abuso”.
La serata, organizzata dal servizio diocesano per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, vedrà la partecipazione dell’arcivescovo, mons. Filippo Santoro, del referente diocesano, don Cristian Catacchio, della psicologa dottoressa Valeria Vernaglione e di un rappresentante della polizia postale.

Sport

Tommasini piega la Virtus Francavilla e pone fine alla “zerite” del Taranto

foto G. Leva
20 Mar 2023

di Paolo Arrivo

Un famoso giornalista televisivo, Ivan Zazzaroni, ha detto che l’indimenticato Gianni Brera adorerebbe Capuano, per la fase difensiva curata dal tecnico campano. Un elogio trasformatosi in sfottò bonario. Stavolta dovrà ricredersi, chi ha fatto dell’ironia su questa striscia di risultati, perché piegando la Virtus Francavilla nei minuti finali, Tommasini ha posto fine alla pareggite cronica del Taranto – o meglio, zerite, potremmo chiamarla, per via dei tanti incontri terminati a reti bianche. Una vittoria meritata. Che porta la firma dello stesso attaccante emiliano, il quale già nel primo tempo aveva sfiorato il vantaggio. La squadra allenata da Eziolino Capuano si sblocca allo Iacovone e ritrova il successo dopo sei settimane.

Il match Taranto-Virtus Francavilla

Capuano manda in campo Boccadamo, e preferisce Tommasini a Nocciolini in attacco, affidandosi al modulo 3-4-2-1. I rossoblu partono subito in avanti dimostrando di voler fare una gara diversa dalle altre. Ovvero più arrembante. Al terzo minuto, infatti, ci prova Mastromonaco con un destro violento da fuori area. La Virtus risponde al 7’ con De Marino, il cui tiro, dai trenta metri, non impensierisce Vannucchi che para. Ancora dalla distanza è Maiorino al 15’ a provarci, ma la conclusione finisce di poco a lato. Sempre gli ospiti creano un paio di occasioni. Ma alla mezzora si rivede il Taranto: dagli sviluppi di calcio d’angolo, Tommasini si rende protagonista di un gesto tecnico pregevole colpendo il pallone in sforbiciata e costringendo il portiere della Virtus al grande intervento. Succede poco altro.

Nella ripresa la prima occasione per gli ionici la crea colui che sarà il match winner della serata che tira di destro al limite dell’area. Gli ospiti giocano di rimessa e non sono pericolosi mai. A due minuti dal termine, quando sembra che la partita voglia finire a reti bianche, Tommasini si libera della marcatura di Idda e con un diagonale punisce l’incolpevole Avella. Esplode la festa in campo e tra gli spalti – poco meno di mille gli spettatori presenti allo stadio. Dopo quattro minuti di recupero arriva il triplice fischio dell’arbitro.

Sabato prossimo 25 marzo, il Taranto, che ha allungato a cinque punti la distanza dalla zona playout, ritroverà lo Iacovone ospitando l’Avellino per la 34esima giornata di campionato.

Photogallery by Giuseppe Leva