Percorsi di pace

Papa Francesco invia il card. Matteo Zuppi in Ucraina per una missione di pace

foto Sir/Marco Calvarese
22 Mag 2023

“Posso confermare che papa Francesco ha affidato al cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, l’incarico di condurre una missione, in accordo con la Segreteria di Stato, che contribuisca ad allentare le tensioni nel conflitto in Ucraina, nella speranza, mai dimessa dal santo padre, che questo possa avviare percorsi di pace. I tempi di tale missione, e le sue modalità, sono attualmente allo studio”. Lo ha detto il direttore della sala stampa della Santa sede, Matteo Bruni, rispondendo alle domande dei giornalisti.

 

 

Messaggio del Santo padre

Una comunicazione da cuore a cuore

Questa volta il messaggio di papa Francesco per la 57ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali è quasi un appello: accorato, detto cioè anch’esso con il cuore, come suggerisce l’etimologia della parola

foto Vatican media/Sir
22 Mag 2023

di Paolo Ruffini

Parlate con il cuore. Questa volta il messaggio di papa Francesco per la 57a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali – che si è celebrata domenica 21 maggio – è quasi un appello. Accorato; detto cioè anch’esso con il cuore, come suggerisce l’etimologia della parola. Detto con realismo, senza nascondere il dolore, lo struggimento che comporta il parlare con il cuore, il caricare su se stessi il dramma dell’isolamento, della incomunicabilità del nostro e di tutti i tempi figli del consumarsi del tradimento dell’uomo verso Dio.
Papa Francesco ha usato la parola cardiosclerosi, che non è solo una metafora. Abbiamo bisogno di parlare con cuori che non siano induriti. Abbiamo bisogno di una comunicazione che sappia tessere una relazione vera; sappia non solo raccontare il bene ma anche vedere il male senza rimanerne imprigionata, per riscattarlo.
Il problema è esattamente qui. Quando il parlare diventa vuoto e vanitoso; è allora che bisogna mettersi in discussione, fare un esame di coscienza personale e collettivo. Quando parliamo, parliamo con il cuore o con la pancia? Quando pensiamo usiamo ancora anche il cuore o ragioniamo con la freddezza senza emozioni di una macchina?Con questo messaggio una cosa innanzitutto ci dice il papa. Che solo ascoltando con il cuore puro, sapremo anche parlare con il cuore, e seguire la verità nell’amore (cfr Ef 4,15). Davvero beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. I puri di cuore vedono oltre l’apparenza. Vedono l’unità possibile oltre la divisione.
Questa è la sfida della buona comunicazione. Per raccontare le cose bisogna camminarci dentro. Farne esperienza con amore. Misurarne le contraddizioni, anche.
Intravedere le faglie di crisi. Immaginare con amore le possibili linee di evoluzione. L’amore si basa su questa fragilità suprema che è il sentire il bisogno di di amare e di essere amati. Qui è la radice di ogni comunicazione. Per questo la connessione da sola non basta. Per questo non basta l’abbondanza di informazioni che ci sommerge. Per questo è necessario che tutti prendano sul serio l’esercizio di una comunicazione costruttiva, attiva, partecipata. Sappiano purificare e difendere il proprio cuore. E sappiano negoziare questa libertà. Non c’è comunicazione se non c’è comunione. E non c’è comunione se non c’è comunicazione.In questo senso, la creatività comunicativa – se vogliamo chiamarla così – non sta solo nella capacità di scrittura, di ripresa fotografica cinematografica, di montaggio ma anche in quella di tessere una relazione profonda fra le persone, cioè fra i loro cuori. Che ne sarà altrimenti della comunicazione, nell’era digitale se non sapremo distinguere fra una compilazione senza anima di dati senza controllo ed un racconto con l’anima? Se il giornalismo diventerà un modo come un altro per assemblare dati ad altri fini rispetto alla ricerca e alla condivisione della verità, e di un punto di vista? Se perderemo il rapporto autentico con chi ci legge, con chi ci ascolta, con chi guarda i nostri servizi su qualsiasi device questo avvenga?

Domandiamoci anzi a questo proposito: chi ha negoziato gli algoritmi? Cosa è che li muove? Chi è il padrone degli algoritmi? Chi è il padrone dei dati? In che modo è o non è il cuore che anima la nostra comunicazione.

Come scrive il papa nel suo messaggio, è dal cuore che scaturiscono le parole giuste per diradare le ombre di un mondo chiuso e diviso; per partecipare alla costruzione di una civiltà migliore di quella che abbiamo ricevuto. Questa è la comunicazione da cuore a cuore.

Sport

Basket, il Cus Jonico chiude la stagione: l’ultimo atto non ha valore

L'ultimo match contro l'Avellino - foto G. Leva
22 Mag 2023

di Paolo Arrivo

Una serata storta. Troppo forte l’avversario, che evidentemente partiva da una posizione psicologica di forza, dopo aver vinto i primi due incontri, al punto da spingere forte sull’acceleratore: così la Del Fes Avellino ha fatto fuori il Cus Jonico aggiudicandosi la serie playoff. Il risultato finale di 62-84 racconta il divario visto in campo tra le due formazioni. Nel silenzio del Tursport, avvolto dalla nebbia della delusione, gli ionici hanno comunque raccolto gli applausi del pubblico, a fine partita: un’attestazione di stima e d’affetto per quanto prodotto di buono in questa stagione. A far festa è stata la squadra di coach Andrea Crosariol. Che ha giocato davvero una grande pallacanestro: forte in difesa e nei tiri dalla distanza, in particolar modo – tra i migliori, Andrea Traini e il top scorer del match Matteo Caridà, autore di 28 punti. Tra gli uomini allenati da Davide Olive sono riemersi i limiti dimostrati durante la regular season. Quando, però, si sono sfoderate anche grandi prestazioni.

Il Cus Jonico manca l’appuntamento con la serie B

La categoria per la quale si combatteva è quella che nascerà nella prossima stagione. Ovvero la serie B Nazionale Old Wild West. Il Cus Jonico non vi parteciperà. Dopo tre stagioni di alto livello, sarà costretto a giocare nella serie B interregionale. Ricordiamo che due anni fa la società presieduta da Sergio Cosenza ha avuto la possibilità di accedere alle serie A2 raggiungendo la semifinale playoff. I sacrifici fatti da questo gruppo, la perseveranza di un progetto serio, portato avanti a beneficio del territorio, non hanno trovato ancora la ricompensa giusta. L’ultima battaglia persa è stata sì dolorosa ma non può compromettere l’intero percorso e la scalata ininterrotta verso la pallacanestro che conta.

Onore all’avversario

“Dedico questa vittoria alla società perché ha avuto la fiducia di prendere un allenatore che non ha mai fatto il capo. L’affiatamento creato subito, sin dai primi giorni, ha aiutato anche i giocatori, e la squadra ha iniziato a giocare bene”. Queste le parole del tecnico dell’Avellino. Il quale, riconoscendo “che non andiamo d’accordo su tutto”, ha sottolineato proprio l’importanza dello spirito di gruppo. “Ringrazio soprattutto i giocatori, perché sono loro quelli che vanno in campo”, ha concluso il gigante di due metri e 12, che ha vestito anche la maglia della nazionale italiana da giocatore.

Fotogallery by Giuseppe Leva

 

Società

Helpcode: un contest dedicato ai più piccoli per immaginare “un domani migliore” all’Andersen Festival

19 Mag 2023

Helpcode, ong internazionale in prima linea dal 1988 per tutelare i diritti delle bambine e dei bambini in condizioni di vulnerabilità, charity partner dell’Andersen Festival, lancia “M’invento un domani migliore”, il primo contest dedicato ai progetti di bambini e ragazzi tra i 7 e i 14 anni che abbiano l’obiettivo di creare un futuro più sostenibile.
L’organizzazione, consapevole dell’importanza della scrittura e dell’immaginazione nella crescita di bambine e bambini in condizioni di vulnerabilità, porta all’Andersen Festival di Sestri Levante, il festival multidisciplinare che accoglie nella sua programmazione il Premio Andersen dedicato alla fiaba inedita, la sua azione umanitaria in difesa dei diritti dei bambini in Italia e nel mondo. Per l’occasione Helpcode lancia, dunque, il primo contest dedicato ai progetti dei più piccoli: come immaginano gli adulti del domani, il futuro? Il vincitore sarà proclamato durante il festival.
“Siamo lieti di presentarvi ‘M’invento un domani migliore’, il primo contest di Helpcode dedicato ai progetti dei più piccoli per un futuro sostenibile. Generare consapevolezza, educare al cambiamento con creatività, sono sempre stati obiettivi per noi fondamentali, per questo abbiamo lanciato un contest dedicato ai bambini, perché la loro inesauribile forza e immaginazione sono in grado di ridisegnare il futuro. Entro il 3 giugno sarà possibile inviare i progetti e noi non vediamo l’ora di leggerli e conoscere quale sarà la forma del domani sostenibile di tanti bambini e bambine in Italia”, dichiara Matteo Cavalleroni, segretario generale di Helpcode.
Per partecipare è sufficiente inviare fino al 3 giugno un elaborato di testo che racconti la propria idea, progetto o invenzione per un futuro più sostenibile alla mail contest@helpcode.org. Il vincitore riceverà in omaggio un kit di gadget Helpcode e il suo progetto avrà uno spazio dedicato sul sito web dell’organizzazione. Il regolamento completo è scaricabile qui.
Helpcode è un’organizzazione che dal 1988 opera, in Italia e nel mondo, per tutelare i diritti delle bambine e dei bambini affinché possano diventare adulti consapevoli e realizzare i propri sogni. Dopo lo sviluppo dei primi progetti in Mozambico, l’associazione moltiplica il suo impegno, dentro e fuori il continente africano: dal 2003 in Nepal, dal 2006 in Cambogia, dal 2016 in Repubblica Democratica del Congo, dal 2018 in Libia e Tunisia, dal 2020 in Yemen, in Ucraina dal 2022. Nei primi anni 2000 Helpcode ha inoltre avviato attività di educazione e formazione nelle scuole italiane. Nel 2021 i progetti dell’organizzazione hanno raggiunto più di 168mila minori, coinvolgendo 201 comunità in Italia e nel mondo.

Sport

Alla ricerca della continuità: il Taranto riparte da mister Capuano

foto G. Leva
19 Mag 2023

di Paolo Arrivo

La tifoseria lo ama. Perché ci mette passione grinta genuinità: qualità che riesce a trasferire, tante volte, ai calciatori in campo. Così Massimo Giove ha confermato Ezio Capuano alla guida del Taranto calcio nel prossimo campionato. “Bisognava solamente limare qualche dettaglio – ha detto il presidente – ma non avevamo dubbi che avremmo proseguito insieme. Con Capuano vogliamo dare continuità al percorso tecnico e, nello stesso tempo, ripartire affidando a lui la preparazione della prossima stagione sportiva”. I programmi devono farsi ambiziosi. Più che di continuità, allora, bisognerebbe parlare di crescita del progetto, per portare il Taranto nella categoria che merita.

L’impegno mostruoso promesso da Capuano

“Sono fiero e orgoglioso di questo incarico. Con il presidente Giove, al quale vanno i miei più sentiti ringraziamenti, c’era un accordo già da tempo che aspettava solo di essere formalizzato. Da oggi mi aspetta un impegno mostruoso, visto il senso di responsabilità illimitata che abbiamo deciso di assumerci”. Così mister Capuano entra in piena sintonia con il presidente contestato in città – fino all’ultima giornata di campionato, i tifosi della Curva nord non lo hanno perdonato. “Sono una persona d’onore, e spenderò fino all’ultima goccia di sudore per questi colori”, ha aggiunto il tecnico che ha firmato il rinnovo triennale.

Il sogno rimasto sospeso in campo

Dopo aver centrato l’obiettivo della salvezza, alla fine della terzultima giornata di campionato, l’allenatore campano ha creduto nel sogno della serie B fino all’ultimo atto. Quando si sperava nei risultati favorevoli degli altri campi, nel girone C, per agguantare i playoff in una vera e propria volata. L’impresa non è riuscita. La classifica avulsa ha premiato la Juve Stabia; i tanti pareggi realizzati dai rossoblu in campionato non hanno consentito loro di meglio posizionarsi. Ma il sogno è solamente procrastinato. Parola di Eziolino Capuano.

Calamità

Maltempo, Coldiretti: “In Romagna in 2 giorni 30 bombe d’acqua; 50mila posti di lavoro a rischio”

foto Comunità papa Giovanni XXIII
19 Mag 2023

“In Romagna nell’arco di soli 2 giorni si sono abbattute ben 30 bombe d’acqua su un territorio reso fragile dalla prolungata siccità a causa della caduta al Nord del 40% di precipitazioni in meno nel primo quadrimestre dell’anno”. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sui dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) e di Isac Cnr in riferimento all’alluvione che ha colpito la Romagna con dispersi e vittime per le quali si esprime profondo cordoglio. “La furia del maltempo – sottolinea la Coldiretti – si è scatenata su terreni secchi che non sono riusciti ad assorbire l’acqua che è caduta violentemente provocando allagamenti, frane e smottamenti nelle aree rurali dove molte aziende agricole risultano irraggiungibili con problemi per la consegna del latte munto ma anche per garantire acqua e alimentazione agli animali allevati”.
Sono “oltre 5mila” secondo la Coldiretti le aziende agricole colpite dal maltempo per frane o allagamenti che mettono a rischio nell’intera filiera” almeno 50mila posti di lavoro tra agricoltori e lavoratori dipendenti nelle campagne, nelle industrie e nelle cooperative di lavorazione e trasformazione”, con danni al momento incalcolabili in attesa del deflusso delle acque e del fango. Il settore più colpito “è quello dell’ortofrutta; c’è il rischio di vedere “scomparire intere piantagioni che impiegheranno 4 o 5 anni prima di tornare produttive”.
A causa della cementificazione e dell’abbandono “l’Italia ha perso quasi 1/3 (30%) dei terreni agricoli nell’ultimo mezzo secolo con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari ed effetti sulla tenuta idrogeologica del territorio e sul deficit produttivo del Paese e la dipendenza agroalimentare dall’estero. Il risultato – sottolinea la Coldiretti – è che in Italia oltre 9 comuni su 10 in Italia (il 93,9% del totale) secondo l’Ispra hanno parte del territorio in aree a rischio idrogeologico per frane ed alluvioni Ma la percentuale arriva al 100% in molte regioni come l’Emilia Romagna. Per effetto delle coperture artificiali il suolo non riesce a garantire l’infiltrazione di acqua piovana che scorre in superficie aumentando la pericolosità idraulica del territorio nazionale secondo l’Ispra”.
“Serve garantire l’arrivo degli aiuti nel minor tempo possibile e dare a queste zone martoriate la possibilità di riparare i danni e ripartire con la nomina di un commissario alla ricostruzione come fatto ai tempi del terremoto”, afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini. Ma “è anche necessario investire nei bacini di accumulo che diventano quindi fondamentali per la sicurezza di tutto il nostro Paese, conservando l’acqua in eccesso per ridistribuirla quando serve utilizzando al meglio le risorse del Pnrr, dei fondi di coesione e del RepowerEu. A fronte di questa situazione climatica – continua Prandini – è infatti strategico intervenire con progetti di lungo respiro che vadano oltre l’emergenza come il piano elaborato dalla Coldiretti con Anbi che punta ad aumentare la raccolta di acqua piovana, oggi ferma all’11%, attraverso la realizzazione di invasi che garantiscano acqua per gli usi civili, per la produzione agricola e per generare energia pulita idroelettrica”.

Eventi di sensibilizzazione

Anci e Unicef, insieme, per la campagna “Diritti in Comune”

Nel 32° anniversario della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

19 Mag 2023

Per ricordare e celebrare il 32° anniversario della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Anci e Unicef Italia lanciano, per il terzo anno consecutivo, l’iniziativa di sensibilizzazione “Diritti in Comune – Nelle politiche comunali ogni bambino e adolescente conta”.
Con questa iniziativa, si legge in una nota, i Comuni sono chiamati a compiere gesti simbolici per diffondere la conoscenza dei diritti dei bambini e dei ragazzi fra i cittadini e rinnovare l’impegno delle amministrazioni comunali per garantire l’attuazione della Convenzione Onu. Quest’anno l’iniziativa, oltre a sensibilizzare sui diritti sanciti dalla Convenzione Onu, avrà un focus sull’importanza della valorizzazione dei dati sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, per sostenere che i bambini e gli adolescenti contano e possono contare su amministrazioni comunali impegnate per offrire servizi a loro misura.
“Le ragazze e i ragazzi, le bambine e i bambini – ha commentato Antonio Decaro, presidente dell’Anci – sono il nostro futuro e ogni sforzo va fatto perché queste giovani generazioni crescano nella sicurezza, nella consapevolezza, vedendo pienamente tutelati i propri diritti. Questa missione rientra pienamente nella missione dei sindaci e nella loro responsabilità verso le comunità”. “La rete dell’Anci – ha aggiunto – si è sempre impegnata affinché le esigenze delle giovani generazioni fossero centrali negli atti di programmazione, negli investimenti, nelle scelte politiche e amministrative dei Comuni, con particolare attenzione alle situazioni più difficili: i minorenni affidati ai servizi sociali, e quelli la cui giovane esistenza è già segnata da esclusione, povertà, sfruttamento, violenza”.
“Diritti in Comune”, ha dichiarato Carmela Pace, presidente di Unicef Italia, “è rivolta a tutte le amministrazioni comunali e ha l’obiettivo di valorizzare il ruolo fondamentale che i Comuni sono chiamati a svolgere perché i diritti dell’infanzia e l’adolescenza non rimangano solo principi ma trovino attuazione concreta nelle azioni e nelle politiche che i Comuni adottano quotidianamente”. “Quest’anno – ha continuato – l’iniziativa è dedicata all’importanza di affiancare alla preziosa conoscenza diretta che ogni amministratore ha del territorio in cui opera, anche una conoscenza analitica della condizione di vita di tutti i minorenni presenti nel Comune, in modo che si possano programmare politiche basate su evidenze che permettano di rispondere con i servizi più adatti ai reali bisogni e alle aspettative, della popolazione più giovane”.
I Comuni sono invitati a dedicare una seduta di Giunta o di Consiglio all’anniversario, a diffondere i materiali realizzati per l’iniziativa in tutti i luoghi e gli uffici pubblici e a promuovere l’iniziativa con l’hashtag #dirittincomune27maggio attraverso l’attività sui social, o sul web dedicando una pagina del proprio sito all’iniziativa.

Pianeta verde

C’erano una volta i “gretini”: gli ambientalisti ridicolizzati ci avevano visto lungo

foto Ansa
19 Mag 2023

di Paolo Arrivo

Cosa c’è di più urgente della questione legata al cambiamento climatico? A cosa serve fare le guerre, spendere risorse ingenti per gli armamenti, per la formazione delle truppe e per l’addestramento ad esempio, se poi nessuno può avere il controllo dei territori dove abitare? Perché Madre natura è sempre più forte. La risposta sta nelle immagini impressionanti che provengono in queste ore dall’Emilia Romagna. Terra ferita, trasfigurata, vittima di un evento senza precedenti: l’esondazione simultanea di tutti i corsi d’acqua, a causa della pioggia record. Qualcosa di eccezionale e imprevedibile. Eppure, i “gretini” ci avevano avvisati. Quando scendevano in piazza (nel pre-pandemia) chiedendo ai governi azioni decise e immediate.

I gretini

Nati insieme alle battaglie della svedese Greta Thunberg, diventata la più nota attivista contro il cambiamento climatico, le loro idee e convincimenti sono stati spesso sminuiti. Tanto da essere etichettati come gretini. Termine utilizzato in senso dispregiativo non solo dai negazionisti di questo fenomeno, ma anche dalle persone comuni che per l’attivismo ecologista provano una certa antipatia o indifferenza. Gli stessi individui si saranno ricreduti adesso. Ovvero arresi all’evidenza dei fatti, al moltiplicarsi degli eventi meteo estremi, con tutte le ricadute negative non trascurabili, in termini di vite umane e di danni all’economia globale.

Solidarietà e preghiera

Chi non è mai stato affatto insensibile alla questione climatica è papa Bergoglio. Che con un messaggio ha espresso il proprio cordoglio per le vittime del nubifragio in Emilia Romagna, parlando di disastro impressionante, al centro delle sue preghiere. La macchina della solidarietà è partita. Oltre alla vicinanza e alla preghiera, dalla presidenza della Cei è arrivato l’invito alle diocesi e alla Caritas a individuare le prime necessità a cui far fronte, in un’emergenza che non è ancora finita. Siamo certi che la richiesta verrà accolta. L’Italia, del resto, è il Paese che si prodiga nell’emergenza (pensiamo ai salvataggi compiuti dai vigili del fuoco, dalle forze dell’ordine), mentre nella prevenzione non dimostra la stessa efficienza.

La furia dell’acqua

Il ciclone abbattutosi sul nord Italia ha portato la pioggia che mediamente cade in due mesi sulla Romagna. È accaduto in due giorni con precipitazioni senza sosta. Straordinariamente piovuto il mese di maggio: si pensi che nella prima metà del mese, entro mercoledì diciassette, sempre in Romagna, sono cadute le piogge di 6 mesi – tra i 150 e i 200 millimetri, in media. Ma alcune zone hanno ricevuto sino a 500 mm di pioggia. Sono numeri che i gretini associano al riscaldamento globale. All’alternanza di periodi di siccità ad altri di abbondanza. Segnatamente al riscaldamento del Mediterraneo, spiegano gli esperti studiosi del meteo, fenomeno per il quale certe catastrofi che sino a qualche anno fa parevano impensabili, anche alle nostre latitudini accadono. Armiamoci di speranza. Ma non illudiamoci che tutto sia governabile, che ci si possa adattare agli effetti del cambiamento climatico.

Musica

Ma.Ma.Konzert: 150 giovani musicisti per i concerti di maggio

Nuovi eventi per la rassegna “30 anni suonati” dell’associazione musicale Matteo Mastromarino

18 Mag 2023

Dopo il sold-out registrato ad aprile, si torna sul palco con un debutto assoluto. E i protagonisti saranno nuovamente i giovani talenti. Quattro concerti in una settimana con oltre 150 giovani musicisti all’opera. Nuovi appuntamenti della rassegna «30 anni suonati» per celebrare il trentesimo anniversario dell’Associazione musicale Matteo Mastromarino di Statte, che opera nel settore dell’educazione, formazione e didattica musicale. Tutti gli eventi sono gratuiti. La kermesse vanta il patrocinio di Provincia di Taranto, Comune di Taranto, Comune di Martina Franca, Comune di Crispiano. Gold sponsor Conad, silver sponsor Sismalab e Taffetà B&B.

Emozioni assicurate con il tradizionale «Ma.Ma.Konzert» il 19, 20 e 21 maggio nel Teatro comunale di Crispiano. Start ore 19. Una serie di esibizioni che vede i 136 allievi, con età dai 6 anni in poi, cimentarsi nei saggi conclusivi dopo un anno di lavoro. Impegnate 15 classi di strumento musicale (basso, 2 classi di chitarra classica, chitarra elettrica, clarinetto, flauto traverso, 4 classi di pianoforte classico, pianoforte jazz e moderno, sax, violoncello, violino e ukulele). I concerti conclusivi rappresentano un momento di grande rilevanza per piccoli e grandi allievi che, insieme alle competenze strettamente musicali, imparano a misurarsi con il pubblico e a gestire le performance a contatto con gli spettatori.

Il tour continua venerdì 26 maggio con il debutto della Ma.Ma.Band e il concerto «Il mondo che vorrei – racconti da un viaggio musicale», nel teatro “Cappelli” di Martina Franca, alle ore 20. Insieme alla Ma.Ma.Òrchestra, questa neonata formazione pop/jazz, composta da 22 elementi, rafforza la volontà di consentire a sempre più allievi di sperimentare la musica d’insieme. Con questo live, la Ma.Ma.Band propone un viaggio interiore, raccontando attraverso le più famose canzoni italiane ed internazionali, i valori e gli ideali che la società attuale, purtroppo, spesso dimentica.

«Che sia classica o pop/jazz, la musica è anche uno strumento di sviluppo delle abilità sociali» commenta la professoressa Loredana Chiore, presidente dell’Associazione musicale Matteo Mastromarino. «Nella nostra idea didattica, la musica d’insieme rappresenta innanzitutto un mezzo per potenziare competenze trasversali come collaborazione, ascolto, capacità di fare team, perseguimento di un obiettivo comune».

Calamità

Maltempo in Emilia Romagna: Acli in campo per aiutare le famiglie colpite dall’alluvione

foto Corriere cesenate
18 Mag 2023

“Nessuno era preparato a un simile disastro. Le province di Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna sono in ginocchio e le Acli stanno cercando il modo di rendersi utili per chi si trova ad affrontare questo momento”. Così Luca Conti, presidente delle Acli Emilia-Romagna, che esprime “solidarietà e vicinanza a quanti hanno perso tutto, sacrifici e ricordi di una vita”, ringraziando allo stesso tempo “forze dell’ordine, volontari e istituzioni che si stanno prodigando per la nostra sicurezza”. Dal canto loro, le Acli “mantengono aperti gli uffici dove possibile, per garantire alle persone che ne hanno necessità il disbrigo delle pratiche più urgenti. L’emergenza purtroppo non è finita”, prosegue Conti. “Faenza, Cesena e Forlì in particolare sono letteralmente sott’acqua: abbiamo assistito a salvataggi rocamboleschi e, certamente, per prima cosa bisogna salvaguardare le vite umane”. A Ravenna località Santo Stefano e San Pietro in Vincoli le Acli hanno anche allestito un campo di fortuna per gli sfollati, raccogliendo coperte e viveri. “Apriremo al più presto un servizio telefonico di supporto alle famiglie che hanno riportato danni. Come sempre succede in questo casi, la trafila per richiedere eventuali risarcimenti sarà lunga e complessa: le Acli mettono a disposizione le proprie competenze e i propri professionisti per aiutare le famiglie emiliano-romagnole”.

Calamità

Emilia Romagna: migliaia di persone evacuate, dispersi e vittime

Quella che si è abbattuta sulla Romagna dalla mezzanotte di lunedì scorso è una quantità enorme di pioggia che il terreno non è stato in grado di assorbire

foto Sir
18 Mag 2023

di Francesco Zanotti *

Bomba d’acqua, molti la definiscono così. Ma quella che si è abbattuta sulla Romagna dalla mezzanotte di lunedì scorsa è una quantità enorme di pioggia che il terreno non è stato in grado di assorbire.
Fino a poche settimane fa si parlava di siccità. Una stranezza per questo territorio che è un angolo di pianura custodito e lavorato come un giardino. Eppure ieri, a uno a uno tutti i fossi, i torrenti, i fiumi sono esondati e hanno invaso campagne, paesi e città. La furia è stata così rapida e imponente che anche questa mattina non si sa da che parte orientarsi.

Prima è toccato alle località di mare, con l’acqua arrivata sulle vie che fiancheggiano il litorale. Poi è stata la volta del Pisciatello, del Rubicone a Savignano e del Rigossa a Gambettola. In collina e in montagna non si contano le frane e gli smottamenti. Non si contano neppure le strade chiuse per alberi caduti e fogne che non raccolgono più nuova acqua.

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La frazione di Ranchio, nella valle del Borello, in territorio di Sarsina, da ieri è isolata e senza acqua potabile. A Mercato Saraceno, nella valle del Savio 35 persone sono state fatte sfollare. In città a Cesena il fiume Savio, nel primo pomeriggio di ieri è esondato e ha invaso un intero quartiere. La gente si è rifugiata ai piani alti delle abitazioni. Elicotteri e natanti messi in campo dalla Protezione civile ha salvato numerose persone. L’acqua ha raggiunto due metri di altezza in via Roversano, accanto al Ponte vecchio e in via ex-tiro a segno. Ma tutte le strade della zona cosiddetta “Oltresavio” sono rimaste sott’acqua. Un centro commerciale è stato completamente allagato. La circolazione stradale da ieri è interdetta in numerosi punti e i treni sono fermi sempre da ieri. Studenti a casa ieri e oggi.
Si contano anche alcune vittime. La prima è nella frazione di Ronta di Cesena, in campagna, a valle della città. La moglie è dispersa. I comunicati ufficiali parlano al momento di due morti e quattro dispersi, tutti in provincia di Forlì-Cesena, quella maggiormente colpita da questa seconda ondata di maltempo, dopo quella del 2 maggio scorso che aveva interessato di più il ravennate.

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Questa mattina il Savio è esondato a Castiglione di Cervia, al confine tra la provinca di Ravenna e il territorio cesenate. L’ondata scende verso il mare e invade campagne e paesi. Anche alcune opere parrocchiali sono state interessate dagli allagamenti. La cripta della chiesa di Martorano è invasa dall’acqua. La gente è in strada per cercare di fronteggiare l’emergenza e per sostenere chi è nel bisogno. Gli aiuti stanno arrivando da tutto il Paese, ma il territorio coinvolto dall’ondata di piena causata dalla pioggia e dalla rottura degli argini dei fiumi è vastissima.

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Le frazioni di Macerone di Cesena e altre di Cesenatico sono interessate dalle esondazioni di oggi del Pisciatello, in più punti. L’allerta è ancora rossa e il livello di vigilanza è altissimo. Gli elicotteri si sono alzati in volo anche nella notte perché ora la priorità, come detto dal sindaco di Cesena Enzo Lattuca ieri sera al Tg1, è quella di salvare le persone. Ai danni si penserà dopo, ma già si può dire che sono ingentissimi.

(*) direttore del “Corriere Cesenate” (Cesena)