Gmg

Gmg Lisbona, la festa degli italiani [diario di bordo #4]

Mercoledì 2 agosto, quarto giorno

03 Ago 2023

di Donatella Gianfrate

Si chiamano Rise Up le catechesi del mattino organizzate per i giovani confluiti a Lisbona e dintorni. Stesse tracce tematiche per tutti, location differenti e riflessioni dei ragazzi che, messe insieme, fanno emergere sentimenti e spunti di riflessione universali per questa generazione. Sveglia presto e Rise Up del giorno presso la parrocchia del Cuore Immacolato a Mira Sintra per la nostra delegazione della diocesi di Taranto.

 

 


Il focus del quarto giorno è legato allecologia e alla custodia dellambiente, che nella riflessione per piccoli gruppi dei ragazzi diventa custodia del creato, prendersi cura di e del prossimo. E si è parlato anche di ecologia delle relazioni ed ecologia spirituale, di accoglienza che produce sempre vita in tutte le sue forme, con riferimento alla dominante cultura dello scarto, sia delle cose che delle persone. Il tema chiama a sé impegno e passione e i ragazzi sono stati invitati a discuterne, condividere.

 

 

La festa degli italiani al Passeio Maritimo de Alges, vista oceano Atlantico, è stato lappuntamento topic del pomeriggio: sul palco, testimonianze di vita a misura di ragazzo riguardo temi come la cittadinanza attiv(o passiva quando cè disinteresse e disillusione per la politica), relazioni tossiche, affettività, scuola, sogni e desideri. Resta impressa nei nostri giovani il diffidate di chi parla di voi e noncon voi ribadito al microfono a gran voce da don Luigi Ciotti. E a proposito dei nostri, pranzi consumati in fretta al take away e panini distribuiti nella folla italiana sotto al palco per alimentare la pancia, scambi di inni, abbracci e strette di mano per soddisfare la sete di amicizie e confronti. I nostri ragazzi si stanno nutrendo di ogni cosa, affamati ora di nuove esperienze relazionali e di confronto perché è proprio vero che lappetito vien mangiando. Eccetto qualche normale piccolo disagio che eventi del genere e grandi numeri necessariamente riportano, la voglia di viversi appieno i giorni che mancano è tanta.

Gmg

Papa in Portogallo: “Sogno un’Europa che spenga i focolai di guerra”

foto Vatican media/Sir
03 Ago 2023

di Maria Michela Nicolais

“Io sogno un’Europa, cuore d’Occidente, che metta a frutto il suo ingegno per spegnere focolai di guerra e accendere luci di speranza; un’Europa che sappia ritrovare il suo animo giovane, sognando la grandezza dell’insieme e andando oltre i bisogni dell’immediato; un’Europa che includa popoli e persone, senza rincorrere teorie e colonizzazioni ideologiche”. Nel suo primo discorso in Portogallo, prima ancora di incontrare il “popolo” della Gmg radunatosi a Lisbona da ogni angolo del modo, papa Francesco ha rivelato il suo sogno per il futuro, che trova il suo fulcro nell’“anziano” continente, chiamato ad una “diplomazia di pace” in un mondo diviso davanti alle grandi questioni globali come “le ingiustizie planetarie, le guerre, le crisi climatiche e migratorie”. Lisbona, città dell’oceano ai confini del mondo, “richiama all’importanza dell’insieme, a pensare i confini come zone di contatto, non come frontiere che separano”, scandisce Francesco rivolgendosi alle autorità, alla società civile e al mondo diplomatico. Lisbona, la città dell’omonimo Trattato di riforma dell’Unione europea firmato nel 2007, “può suggerire un cambio di passo” a partire proprio da quelle “pietre miliari per il cammino della comunità europea, scolpite nella memoria di questa città”. “Perché di Europa, di vera Europa, il mondo ha bisogno: ha bisogno del suo ruolo di pontiere e di paciere nella sua parte orientale, nel Mediterraneo, in Africa e in Medio Oriente”, la tesi di Francesco, secondo il quale l’originalità del nostro continente consistere nella capacità di “avviare percorsi di dialogo e di inclusione, sviluppando una diplomazia di pace che spenga i conflitti e allenti le tensioni, capace di cogliere i segnali di distensione più flebili e di leggere tra le righe più storte. Nell’oceano della storia, stiamo navigando in un frangente tempestoso e si avverte la mancanza di rotte coraggiose di pace”. “Verso dove navighi, se non offri percorsi di pace, vie creative per porre fine alla guerra in Ucraina e ai tanti conflitti che insanguinano il mondo?”, le domande esigenti all’Europa, accompagnate da precisi auspici come indicazioni di rotta.
”Quale rotta segui, Occidente?”, prosegue Francesco allargando il campo: “La tua tecnologia, che ha segnato il progresso e globalizzato il mondo, da sola non basta; tanto meno bastano le armi più sofisticate, che non rappresentano investimenti per il futuro, ma impoverimenti del vero capitale umano, quello dell’educazione, della sanità, dello stato sociale”. “Preoccupa quando si legge che in tanti luoghi si investono continuamente fondi sulle armi anziché sul futuro dei figli”, il grido d’allarme riferito alla stringente attualità.

“Nel mondo evoluto di oggi è divenuto paradossalmente prioritario difendere la vita umana, messa a rischio da derive utilitariste, che la usano e la scartano”, il monito di Francesco. “Penso a tanti bambini non nati e anziani abbandonati a sé stessi, alla fatica di accogliere, proteggere, promuovere e integrare chi viene da lontano e bussa alle porte, alla solitudine di molte famiglie in difficoltà nel mettere al mondo e crescere dei figli”, l’elenco stilato dal papa: “Verso dove navigate, Europa e Occidente, con lo scarto dei vecchi, i muri col filo spinato, le stragi in mare e le culle vuote, le leggi sofisticate sull’eutanasia?”.

Nonostante questo fosco scenario, l’omaggio di Francesco, un oceano di giovani provenienti da tutto il mondo si sono dati appuntamento a Lisbona mossi da desideri di unità, di pace e di fraternità: “ci provocano a realizzare i loro sogni di bene. Non sono nelle strade a gridare rabbia, ma a condividere la speranza del Vangelo”. Serve una “buona politica” per “correggere gli squilibri”. Tre i “cantieri di speranza” in cui lavorare insieme: l’ambiente, il futuro, la fraternità. No alla “pastorale della nostalgia e dei rimpianti”, sì invece ad una Chiesa sinodale come “come un’occasione per coinvolgere, con slancio fraterno e sana creatività pastorale, i laici”, l’invito dal Monastero dos Jerònimos, incontrando il clero. “La Chiesa non è una dogana”. Su tutto, una certezza: “Accanto ai giovani, uno non invecchia”, come recita un proverbio portoghese.

Festival

“FragMenti Book Festival” a Fragagnano

03 Ago 2023

di Angelo Diofano

“Frag.Menti Book Festival” è il titolo della tre giorni (4-5-6 agosto) che si terrà a Fragagnano e che si inserisce nel panorama culturale locale per la valorizzazione degli autori del  territorio, sensibilizzando la comunità alla cultura della lettura. Dalla denominazione si evince il chiaro riferimento al nome del toponimo: “Frag” sta per Fragagnano, “Menti”, invece, vuole mettere in evidenza la creatività della mente umana. Il festival, organizzato dalla Pro loco in collaborazione con il Comune e la casa editrice umbra Bertoni, si preannuncia come una festa della lettura ed è concepito come polifonia di voci, grazie alla ricchezza di narrazioni e di testimonianze che si susseguiranno nel corso delle tre serate.

Si inizierà il 4 agosto,alle ore 20, ai giardini Carducci Agustini Dell’Antoglietta, con il prof. Enrico Cuccodoro, docente di diritto costituzionale alla UniSalento che presenterà ” L’Italia dei presidenti “;  Tiziana Grassi, giornalista e studiosa di migrazioni, illustrerà la sua ultima fatica letteraria “Taranto. Storie di chi investe nella felicità del territorio”;  l’on. Giovanni Battafarano, già sindaco di Taranto e parlamentare, nel suo libro “Un viaggio tra le persone” ripercorrerà la memoria storica della sua densa vita pubblica al Comune di Taranto e in Parlamento.

La serata si concluderà con la presentazione de “ Le radici nel cielo “ di Angelo Lippo, con la partecipazione di sua figlia, Antonella, con un omaggio all’autore scomparso da parte del gruppo di lettura Ipazia. Gli interventi musicali saranno curati da Francesco Rizzo, miallievo dell’Ateneo della chitarra del m. Pino Forresu e del conservatorio Paisiello. Modereranno la serata Nunzia Digiacomo, presidente della Pro loco, e l’editore Jean Luc Bertoni. Porteranno i saluti istituzionali il sindaco Giuseppe Fischetti e l’assessore alla cultura Lucia Traetta.

Fede & cultura

Pinacoteca/museo Sant’Egidio: aperto tutti i sabati d’agosto

03 Ago 2023

di Angelo Diofano

La pinacoteca/museo di Sant’Egidio, nella chiesa di San Pasquale Baylon in corso Umberto,  aderisce al circuito “Taranto Grand Tour” rimanendo aperta tutti i sabati di agosto dalle ore 9.30 alle 12.30 per accogliere i visitatori e condurli in un percorso di visita tra la pittura seicentesca di scuola caravaggesca e quella moderna. L’esposizione è allestita nell’ex sacrestia, appositamente ristrutturata, con oltre trenta opere pittoriche, precedentemente sparse nei vari ambienti del complesso religioso, appartenenti ad autori della scuola napoletana caravaggesca del 1700: Carella, Olivieri, Fracanzano, Solimena, Lanfranco e Luca Giordano. La pinacoteca comprende anche una sezione dedicata al contemporaneo Giuseppe Siniscalchi, fondatore della corrente del fronteversismo, che ha donato alcune sue opere.

Sempre nell’ex sacrestia prendono posto anche gli storici e preziosi reperti del museo dedicato a Sant’Egidio con numerose testimonianze della sua vita. Vi si può ammirare anche l’esposizione della pregiata argenteria ed oreficeria borbonica donate dalla regina Amalia di Sassonia, in segno di ringraziamento per un miracolo ricevuto da San Pasquale Baylon al quale si diceva fosse particolarmente devota, e dei preziosi paramenti sacri, in filigrana d’oro, del cardinale Sanfelice di Napoli e dell’arcivescovo di Taranto monsignor Jorio. Di particolare interesse, infine, un raro Antifonario del XVII secolo, appartenente al vecchio coro dei frati alcantarini.

Popolo in festa

Monteparano e Lizzano festeggiano San Gaetano, liberatore dall’epidemia di peste

03 Ago 2023

di Angelo Diofano

Monteparano e Lizzano festeggiano San Gaetano, la cui ricorrenza cade il 7 agosto. Nato a Vicenza nel 1480, la madre, Maria Porta, lo consacrò subito alla Beata Vergine, educandolo alla fede. Mandato a studiare a Padova, egli si distinse specie nella teologia ed ottenne la laurea dottorale. Suo desiderio però era quello di vivere nell’umiltà e nel nascondimento, realizzando questa sua aspirazione a Roma. Anche nella sua elezione a protonotario apostolico, accettata unicamente per ubbidienza al papa, risplendette la sua umiltà; appena fu libero dall’incarico, tornò nella sua città e si dedicò al servizio dei poveri e degli ammalati. Unitosi ad alcuni suoi ferventi compagni, il 24 giugno 1524 presentò a papa Clemente VII per l’approvazione la Regola dei Chierici regolari o Teatini, che unisce la vita religiosa contemplativa a quella sacerdotale attiva.

Un’altra sua iniziativa furono i Monti di Pietà, banche popolari che distribuivano sussidi alla gente povera, senza interessi o con piccole restituzioni, con denaro che Gaetano otteneva dai nobili e dai ricchi. Egli morì il 7 agosto 1547 e il 12 aprile 1671 Clemente X lo proclamò santo.

Il culto a Monteparano e Lizzano

Nel 1656 l’epidemia della peste fece strage in tutto il Regno di Napoli ma miracolosamente non colpì Taranto e i casali vicini, come Lizzano e Monteparano. Per riconoscenza a San Gaetano, al quale le popolazioni si erano rivolte per ottenere la grazia della liberazione dal terribile flagello, i due comuni lo proclamarono loro patrono principale.

La festa a Lizzano

A Lizzano i festeggiamenti in onore di San Gaetano sono organizzati dalla parrocchia di San Nicola, guidata da don Giuseppe Zito. Fino a domenica 6 agosto sarà celebrato in chiesa madre il solenne novenario animato a turno dai gruppi, dalle associazioni e dai movimenti delle due parrocchie del paese con i seguenti orari:  ore  18.15,  santo rosario;  ore 18.45,  vespri con narrazione dalla vita del Santo; ore 19, santa messa.

Domenica 6 agosto, vigilia della festa, durante la solenne concelebrazione delle ore 19 presieduta da don Giuseppe Zito si terrà il rito di consegna al Santo delle chiavi del paese da parte della sindaca Lucia Palombella; a seguire, alle ore 20.30 la processione; al rientro, sul sagrato, benedizione con la reliquia e fiaccolata pirotecnica.

Lunedì 7, benedizione e distribuzione del “Pane della Provvidenza” durante le sante messe delle ore 8-10.30-19, quest’ultima presieduta da mons. Angelo Massafra,  arcivescovo metropolita di Scutari-Pult e presidente della Conferenza Episcopale Albanese.

Ecco le iniziative esterne: sabato 5 alle ore 21 in piazza 4 novembre, “Sagra de le patrunu”, con degustazione enogastronomica di prodotti tipici locali e spettacolo del gruppo musicale “Doc-Tributo al cantautorato italiano”. Domenica 6 e lunedì 7 presteranno rispettivamente servizio, con giro e concerto in piazza, le bande musicali “Città di Francavilla Fontana” (m. Ermir Krantja) e “Città di Gravina di Puglia “ (m. Giuseppe Basile).  I festeggiamenti di lunedì 7 prevedono anche, alle ore 23, lo spettacolo pirotecnico “Sguardo al cielo” in piazza 4 Novembre a cura della ditta Iannace di Montesarchio (Benevento). Le principali vie del paese saranno illuminate dalla ditta “Stage Live” di Ionadi (Vibo Valentia).

La festa a Monteparano

A Monteparano, a cura della chiesa madre, lunedì 7 agosto, alle ore 18.45 la statua di San Gaetano sarà esposta in piazza Castello dove alle ore 19 si terrà la celebrazione eucaristica presieduta da don Nino Borsci, in occasione del suo 50° anniversario di sacerdozio; a seguire, la consegna delle chiavi del paese al Santo Patrono da parte del sindaco e la processione. Per tutta la giornata presterà servizio la banda musicale “Città di Rutigliano” diretta dal m. Gaetano Cellamara, con giro e concerti in piazza.

Martedì 8 agosto, alle ore 19, celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Angelo Pulieri. Alle ore 21.45 in piazza si terrà il concerto del complesso “Ohm-Pink Floyd tribute band”, con spettacolo pirotecnico conclusivo in viale Marconi-piazzetta San Giuseppe a cura della ditta Piroshow di Valerio Laneve.

Ricordo

Ricordando Cataldo Portacci, maestro d’ascia e cultore di tarantinità

foto F. Paolo Occhinegro
02 Ago 2023

di Angelo Diofano

Si celebrano giovedì 3 agosto alle ore 10 alla chiesa degli Angeli Custodi, al quartiere Tamburi i funerali di Cataldo Portacci, scomparso all’età di 96 anni, cultore di tarantinità, di cui è ricordato il suo impegno per la salvaguardia di Mar piccolo e di sindacalista nella Cgil e nella Fiom. Era nato il 23 giugno 1927 in vico Vasto II, edificio abbattuto assieme a tanti altri dal “piccone fascista” negli anni trenta, nella cui zona riveniente oggi si trova il monumento a Paisiello. Era uno degli ultimi maestri d’ascia ed esercitava la sua attività,come costruttore di barche, a Porta Napoli, quartiere che amava moltissimo.

Quale messaggio forte del suo amore alla città e testimonianza delle sue radici, Portacci ha voluto lasciarci due pubblicazioni: “Memoria di un tarantino verace”, a cura di Paolo De  Stefano e Lucio Pierri, e “Una città e i suoi mari: Taranto tra storia e memoria”, scritto con Antonio Basile e  Claudio Fabrizio. Entrambi i volumi sono editi da Scorpione.

In  “Memoria di un tarantino”, immancabile nella biblioteca degli studiosi di tarantinità, all’inizio egli si sofferma nel racconto della sua giovinezza, facendo assaporare al lettore come si viveva in Città vecchia e trasmettendo il suo orrore per le tragedie del conflitto bellico, in particolare per i bombardamenti aerei che seminarono tanti lutti tra i civili. Prende piede, poi, la narrazione del suo rapporto con il mare e della sua esperienza lavorativa come maestro d’ascia, illustrando anche le modalità dei vari tipi di pesca. Pittoresche le sue descrizioni del Palio fra imbarcazioni che si teneva l’ultima domenica d’agosto in Mar piccolo, della grande festa della Madonna della Pace (nell’ambito della quale si svolgeva la competizione) e dei falò di San Giuseppe.
Spassoso, infine, l’elenco dei personaggi caratteristici che un tempo animavano la Città vecchia, quali, fra gli altri, “Meste Necole ‘u scarpare”, “Zi’ Giuanne Bimbardille” e “Varcanove”. Il libro si conclude con un omaggio al prof. Giacinto Peluso, suo vecchio professore, ricordandone le assidue frequentazioni.

Da ieri, sui social, numerosissime sono le attestazioni di stima e i ricordi sul vecchio e indimenticato maestro d’ascia e “tarandine de le cozze”.

Diocesi

Le suore Oblate di Nazareth in pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Salute di Taranto

Mons Ciro Miniero accoglie le suore Oblate di Nazareth in pellegrinaggio
02 Ago 2023

Le suore Oblate di Nazareth, fondate dal servo di Dio Alberico Semeraro, al termine degli esercizi spirituali predicati da don Andrea Casarano (postulatore della causa di beatificazione di Semeraro) sono andate in pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Salute, nella città vecchia di Taranto.

Mons. Emanuele Ferro celebra l’eucarestia per le suore Oblate di Nazareth pellegrine al Santuario della Madonna della Salute

Sono state accolte dall’arcivescovo, mons. Ciro Miniero, e da mons. Emanuele Ferro, parroco della Cattedrale, che ha celebrato per loro l’Eucarestia.

 

Alberico Semeraro, fondatore delle Oblate di Nazareth

Mons. Alberico Semeraro nacque a Martina Franca (Taranto) il 19 gennaio del 1903 dall’architetto Carmelo Semeraro e da Isabella Motolese.

Dopo le scuole primarie, frequentò, nel Seminario romano maggiore al Laterano, la preparazione al sacerdozio, conseguendo la laurea in filosofia e teologia e la licenza in Diritto canonico.

Negli studi si è sempre distinto per intelligenza e profitto; il 30 novembre 1919, mentre frequentava il 2° liceo, gli fu assegnato come premio, per una gara sul vangelo, l’orologio personale di S.S. Benedetto XV.

Fu ordinato sacerdote l’11 aprile 1925.

Da sacerdote lavorò a Taranto nel seminario vescovile e nella centralissima Chiesa del Carmine che fu, con Lui, elevata a parrocchia e diventò centro motore delle varie associazioni, compresi gli scouts, gli universitari ed i laureati cattolici.

Il 1 ° maggio 1947 fu nominato vescovo di Oria.

Gmg

La Gmg Lisbona in tv: stasera su Tv2000 in diretta la festa dei giovani italiani

foto Siciliani-Gennari/Sir
02 Ago 2023

Lda e Fiat 131 tra gli artisti della serata evento “Protagonisti, la festa dei giovani italiani a Lisbona”, in diretta dalla capitale portoghese su Tv2000, oggi, mercoledì 2 alle 21, in occasione della Gmg di Lisbona 2023.
In apertura di serata le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rivolte a una delegazione di giovani ricevuti al Quirinale con il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi, lo scorso 10 giugno. In quell’occasione il presidente ha firmato la bandiera italiana portata dai ragazzi a Lisbona. Alla conduzione Carolina Di Domenico e Gabriele Vagnato e la partecipazione del comico Carlo Amleto. Sigla di apertura con dj Dany Cabras e Mr. Pallotta. L’evento, organizzato dall’emittente della Cei in collaborazione con la Pastorale giovanile della Chiesa in Italia, ha come obiettivo quello di riunire i giovani italiani pellegrini a Lisbona in una serata di arte, musica e preghiera, con riflessioni sulle tematiche vicine al loro mondo: fallimento, corruzione, fiducia nelle istituzioni, impegno contro le mafie, relazioni tossiche, indifferenza, guerre, sogni, famiglia. Storie e testimonianze raccontate in prima persona dagli ospiti: l’attrice Giusy Buscemi; la pallavolista Cristina Chirichella; lo scrittore e insegnante Enrico Galiano; il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti; l’operatore umanitario Gennaro Giudetti, impegnato nella difesa dei diritti umani nelle zone di conflitto. La seconda parte della serata – si legge in una nota – è dedicata alla preghiera con lo scambio dei doni tra i giovani di Italia e Portogallo, alla presenza del presidente della Cei, il card. Matteo Zuppi, del segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi, e del patriarca di Lisbona, il card. Manuel José Macário do Nascimento Clemente.

Cei

Cammino sinodale, Cei: diffuse le linee guida per la fase sapienziale

foto Sir/Marco Calvarese
02 Ago 2023

“Proseguire nel percorso avviato, rafforzando l’esercizio del discernimento a partire dai temi e dalle domande proposte nelle Linee guida e indicando decisioni possibili, impegni, aspetti ancora da sviluppare”. È l’obiettivo delle linee guida del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, diffuse oggi. Cinque i macro-temi che raggruppano le istanze raccolte nel biennio dedicato all’ascolto: la missione secondo lo stile di prossimità; il linguaggio e la comunicazione; la formazione alla fede e alla vita; la sinodalità e la corresponsabilità; il cambiamento delle strutture. Ogni macro-tema si articola in alcuni sotto-temi che esplicitano le questioni emerse. Una sola domanda per ciascun tema sollecita la riflessione e chiama le comunità al discernimento. Nelle prossime settimane seguiranno alcune schede operative. “Queste Linee guida, facendo tesoro del biennio narrativo – sottolinea il Consiglio Episcopale Permanente nell’introduzione al documento – gettano un ponte verso la fase profetica, incamminando le Chiese in Italia verso un discernimento operativo che prepari il terreno alle decisioni, necessariamente orientate a un rinnovamento ecclesiale e mai introverse; anche quando l’attenzione è puntata sulla vita interna delle nostre comunità, il pensiero è sempre quello estroverso della missione: rendere più agili alcune dinamiche ecclesiali (dottrinali, pastorali, giuridiche, amministrative) per rendere più efficace l’incontro tra il Vangelo, energia vivificante e perenne, e l’umanità di oggi”. Soprattutto in un tempo in cui “i lavori sinodali si intrecciano con i problemi e i drammi di ciascuno, che sono i problemi e i drammi del mondo: gli strascichi sanitari, economici e sociali della pandemia, il clima di guerra tragicamente ravvivatosi, le crisi ambientali, occupazionali, esistenziali. Un senso di precarietà e di smarrimento avvolge molte persone e famiglie nel nostro Paese”. Il testo – che si arricchisce di alcune infografiche – contiene infine il cronoprogramma con l’agenda delle tappe e degli appuntamenti che condurranno all’apertura della fase profetica nel maggio 2024.

Gmg

Lisbona, ci siamo! [diario di bordo #3]

Martedì 1° agosto, terzo giorno

02 Ago 2023

di Donatella Gianfrate

Lapprodo a Lisbona dei nostri giovani è stato emozionante e assai allegro. Limpatto con la città, capitale europea che molti definiscono a misura d’uomo” – e che è diventata anche recentemente un caso di studio per questo è stato caratterizzato da accogliente allegria.
Il grup
po è arrivato stamane a Rossio, la parte più antica e vivace di Lisbona, dove tra mattonelle colorate, archi e vicoli, ha visitato la chiesa di SantAntonio, edificata nel luogo esatto in cui nacque il santo.

Il primo agosto segna anche linizio ufficiale di questa Gmg 2023, con lavvio del Festival della Gioventù e la santa messa di apertura evento sulla Colina do Incontro, nel parco Edoardo VII. Qui, migliaia di pellegrini si sono radunati per il primo grande momento dellevento, in un fiume umano di ragazzi e ragazze e bandiere, confluenti verso lenorme palco montato sulla sommità della salita. Radioline accese, stranamente funzionanti alla perfezione e compresi nel kit italiano del pellegrino, per intercettare la liturgia e le parole dellomelia tradotte in italiano. Il focus è su Maria e il suo andare in fretta non appena apprende della notizia di Elisabetta sua cugina in attesa di un figlio. Quella di Maria è una fretta senza ansia, è dettata dallurgenza dellannuncio e della testimonianza, per la quale è disposta anche a superare le montagne. Maria aveva la stessa età media dei giovani pellegrini, invitati anchessi a provare quellurgenza serena di annunciare Gesù e farsi testimoni. Secondo questa prospettiva nuova, la vita diventa così un cammino da percorrere. Ogni giorno è una nuova tappa. E lungo il cammino si incontrano compagni di strada, nella diversidelle qualità che ognuno di noi porta con sé.

 


L
a diocesi di Taranto cè stata anche oggi, attiva come sempre: protagonisti di balletti, urla felici, canti e ritornelli a botta e risposta lanciati da un gruppo allaltro, i nostri ragazzi si sono cimentati con linglese, hanno risposto a interviste di emittenti straniere e hanno conosciuto gente nuova, anche solo per una stretta di mano. È andata bene? Pare che una domanda molto sentita oggi sia stata don, sicuro che fra tre anni di Gmg ce nè unaltra? Non cè rischio che rimandino?. No, non cè rischio. Attendiamo lannuncio di domenica per sapere dove si terrà.

Diocesi

“Parrocchie sinodali e missionarie. Percorso di formazione pastorale”: il consuntivo dei lavori

02 Ago 2023

di Paolo Simonetti *

Accompagnare gli operatori pastorali verso la conversione sinodale e missionaria delle parrocchie è l’obiettivo che si pone il progetto di formazione triennale “Parrocchie sinodali e missionarie. Percorso di formazione pastorale”,  giunto alla seconda edizione e svoltosi nell’Oasi dei Santi Martiri Idruntini di Santa Cesarea Terme (Lecce) dal 25 al 28 luglio.

Le Chiese di Puglia, che senza interruzione nel corso del tempo hanno accettato le sfide del cambiamento, si sono così ritrovate intorno ad un tema attualissimo e inderogabile. È toccato all’Istituto Pastorale Pugliese, che esprime la sensibilità della Conferenza Episcopale di Puglia ai temi dell’ecclesialità, della progettualità e della pastoralità, farsi iniziatore di questo impegnativo progetto, al quale collabora la Facoltà Teologica Pugliese guidata dal preside prof. Vito Mignozzi.

Il focus di quest’anno cade sul binomio ministerialità e partecipazione, con circa novanta persone provenienti da 18 diocesi di Puglia, da Catania e dal Triveneto che hanno vissuto intensissime giornate di ascolto, analisi, progettazione e condivisione. La delegazione tarantina era composta da mons. Gino Romanazzi, vicario per la pastorale, e Letizia Cristiano, presidente diocesano di Azione Cattolica, con la presenza di don Francesco Nigro, Fabio Mancini, Teresa Di Mitri e Paolo Simonetti, già inseriti nell’equipe formativa dell’Istituto Pastorale Pugliese.

Il progetto ha decisamente superato l’impostazione frontale con conferenze e dibattiti in favore di uno stile narrativo per ricercare le modalità più adatte ad attivare processi decisionali condivisi, vero punto cruciale nelle comunità, nei nostri giorni. La domanda sottesa alla settimana di lavori, così come formalizzata da don Francesco Zaccaria, responsabile formativo del progetto, nella sua introduzione, è stata: Possono le forme ministeriali, cristallizzate nel corso del  secondo Millennio nella forma clericale, diventare sinodali? Che equivale a dire, secondo la formulazione del prof. Fabio Mancini: è possibile educare a uno stile pastorale partecipativo?

I lavori delle giornate si sono svolti in un clima di grande partecipazione: la sezione dell’introduzione ha permesso a tutti di sperimentare attraverso un gioco di ruolo la fatica di cambiare prospettiva. La prima fase ha puntato all’ascolto delle esperienze di alcune comunità parrocchiali di Bari, Noci e Vicenza. L’approfondimento è stato affidato ad un ecclesiologo, don Dario Vitali, a un teologo pastorale, don Livio Tonello e a un pedagogista, il tarantino Fabio Mancini. Le ultime fasi dell’“Orientare la conversione pastorale” e del “Riprendere il cammino” hanno poi permesso l’elaborazione in chiave pastorale di quanto ascoltato. I partecipanti hanno vissuto i vari momenti sia in forma assembleare sia nei gruppi laboratoriali, dove ciascuno è stato protagonista.

Le celebrazioni eucaristiche e i momenti di preghiera hanno formato la trama intorno a cui si sono annodati gli altri tempi formativi, segnando i punti saldi del percorso.

I risultati dei lavori saranno oggetto di una pubblicazione che vedrà la luce nei prossimi mesi. Il volume che raccoglie il racconto della prima annualità 2022 (“Parrocchie: memoria e cambiamento”, a cura di Francesco Zaccaria, Il Pozzo di Giacobbe, 2023) è già disponibile come strumento operativo per i gruppi e le comunità.

Il prossimo appuntamento è per l’estate 2024, quando ci si confronterà sul tema “Cultura e cittadinanza”.

 

* segretario del progetto “Parrocchie sinodali e missionarie

Dipartita

L’omelia dell’arcivescovo Miniero ai funerali di Antonio Bellanova, operaio morto al porto di Taranto

01 Ago 2023

Si sono svolti oggi, martedì 1 agosto, nella chiesa ‘Santa Famiglia’ al quartiere Salinella, i funerali di Antonio Bellanova il giovane lavoratore somministrato con un contratto Multiservizi, schiacciato martedì 25 luglio da una ecoballa nel porto di Taranto.
Riportiamo alcuni passaggi dell’omelia che l’arcivescovo Ciro Miniero ha pronunciato durante le esequie.
Il trentunenne lascia una moglie di 24 anni e tre figli piccoli.

“Non vorremmo mai piangere un fratello o una sorella che muore sul lavoro – ha esordito il presule di Taranto –; noi sappiamo che la vita ci riserva di tutto e, nonostante le continue e dolorose esperienze, non si riesce ancora a tutelare chi lavora per il bene della famiglia, per il bene proprio, da queste tragedie.
Nel Vangelo che abbiamo ascoltato il Signore ci ha voluto indicare come lui è presente nelle nostre notti, fino al momento della conclusione della nostra vita. Ogni volta che noi facciamo esperienza della sofferenza e della morte sappiamo di trovare il Signore, sappiamo che lui non ci abbandona, che lui è presente, che ci apre una strada che va oltre la morte. il Signore ci dà la forza di continuare a sperare. In questa morte, il nostro fratello Antonio trova il Signore che lo accoglie con tutto il bene che lui ha fatto lavorando per la sua famiglia, per i suoi figli, impegnandosi nel bene e compiendo il proprio con un lavoro probabilmente non adeguato. Noi lo affidiamo al Signore con la nostra preghiera, non solo per la sua anima, ma anche per la sua famiglia e per i suoi figli, per il dolore per una vita stroncata nel pieno della sua giovinezza”.