Sport

Dal bronzo all’oro: la nuova vita di Benedetta Pilato

01 Ago 2023

di Paolo Arrivo

Nuovi stimoli, nuove sfide, un ambiente nuovo nel quale fare del percorso di crescita il leitmotiv di chi non si vuole accontentare, ma continuare ad eccellere: da questo è attesa l’atleta formidabile. Che ripartirà dal bronzo conquistato ai Mondiali di Fukuoka in Giappone. Così Benedetta Pilato viene festeggiata nelle ultime ore: come la nuotatrice tra le più forti del mondo; come la giovane donna che si accinge a cambiare vita. E con questa scelta legittima e coraggiosa la comunità si divide – i tarantini sono dispiaciuti nel veder partire la sua illustre concittadina (si trasferirà e allenerà a Torino).

Un bronzo che vale come oro

Le premesse facevano sperare in un risultato più prestigioso. La stessa Benny lo ha confidato rilasciando questa dichiarazione: “Con il tempo delle batterie sarei stata argento, ma sono felicissima ugualmente. Dopo un anno così, con tante difficoltà, me lo merito: sono veramente contenta e questo bronzo mi dà la carica”. Un terzo posto che dunque è di buon auspicio guardando alla prossima stagione. “Per me questa medaglia vale come un oro”, sentenzia l’atleta tesserata per il CC Aniene-Fiamme Oro. Si tratta peraltro del terzo podio iridato di fila ottenuto dalla 18enne al suo terzo Mondiale consecutivo.

Il bilancio dei Mondiali di Fukuoka

L’Italia degli sport acquatici (nuoto artistico, in acque libere e tra le corsie, pallanuoto e tuffi) ha chiuso all’ottavo posto nel medagliere. Quattordici le medaglie conquistate, tra le quali spiccano gli ori di Thomas Ceccon nei 50 farfalla e nella 4x 1.500 in acque libere. Rispetto al Mondiale di Budapest è stato fatto un passo indietro. Insomma, ad andare meno forte non è stata solo Benedetta Pilato, che l’anno scorso riuscì non solo a qualificarsi nella distanza olimpica dei 100 rana, ma pure a vincere. L’ultima medaglia azzurra a Fukuoka è proprio quella conquistata da Benny. Va sottolineato che, all’interno della massima competizione, non sono stati solamente gli italiani a non brillare troppo: decisamente sottotono tra gli uomini è stata la prova del fuoriclasse rumeno David Popovici, il quale ha chiuso solamente al sesto posto la finale dei 100 stile libero, specialità dove detiene il record del mondo.

Alla caccia dell’oro

La medaglia di bronzo deve rappresentare un punto di ripartenza per la campionessa di Taranto. La quale si è vista abbattere il suo record del mondo nei 50 metri rana, grazie alla prova straordinaria offerta da Ruta Meylutyte (29”16). La lituana ha preceduto la statunitense Lily King. Proprio il confronto con le avversarie più forti deve dare a Benny ulteriori stimoli: l’obiettivo non può che essere la riconquista dell’oro, e magari del primato sottrattole da una nuotatrice che “ha fatto un tempo da uomo”. Benedetta Pilato ammette inoltre che il livello del Mondiali 2022 era più basso. La tarantina, dedicando tra le lacrime l’ultimo risultato allo storico allenatore Vito D’Onghia, si affiderà alle cure di Antonio Satta per reggere il confronto con chi la precede in vasca per pochi decimi.

Diritti negati

Golpe in Niger, Acs: “Quella nazione avrebbe meritato maggiore attenzione”

foto Ansa/Sir
01 Ago 2023

“Le conseguenze del recente colpo di Stato in Niger hanno indotto la Francia a sospendere la cooperazione bilaterale con il Niger, come ha fatto anche l’Ue. Quello che le Nazioni Unite considerano il Paese meno sviluppato al mondo sta attirando l’attenzione internazionale per via del golpe, tuttavia la situazione nigerina era gravemente compromessa ben prima degli ultimi eventi, e avrebbe meritato maggiore attenzione”. Lo si legge in un comunicato di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), che ricorda le condizioni di estrema povertà in cui versa la popolazione, con “la spesa pubblica insostenibile e inefficiente, l’analfabetismo diffuso” mentre si registra “una rapida crescita demografica”. A queste preoccupanti circostanze socio-economiche si aggiungono, per Acs, “la debolezza delle Istituzioni, la corruzione, le scarse infrastrutture e un sistema giudiziario fragile. L’attuale ascesa di chierici islamici conservatori, ad esempio nella comunità Izala, e la loro influenza in vari ambiti politici hanno messo a dura prova le relazioni tra i nigerini, sia all’interno della comunità islamica sia tra i musulmani e altri gruppi di fede, compresi i cristiani”. La situazione è aggravata dalla crescente presenza di gruppi islamisti armati che terrorizzano la popolazione civile. In particolare, “sono attive formazioni jihadiste come lo Stato Islamico nel Grande Sahara (Isgs), gruppi affiliati ad Al-Qaeda e Boko Haram, con sede in Nigeria. Ognuno di questi gruppi persegue la propria strategia regionale. Anche alcune grandi potenze islamiche, tra cui la Turchia, l’Iran e l’Arabia Saudita, hanno alimentato le preoccupazioni relative ad interferenze religiose straniere, finanziando vari progetti locali, come la ristrutturazione e la costruzione di moschee e la formazione di imam, ciascuno con la propria visione tradizionale dell’Islam. In alcuni casi, gli interessi stranieri hanno contribuito all’aumento dell’estremismo nigerino, inclusa la promozione del wahhabismo da parte dell’Arabia Saudita.  Tillaberi, una regione del Niger sud-occidentale che confina con Benin, Burkina Faso e Mali, è stata un punto caldo della violenza estremista a causa della presenza di affiliati di Al-Qaeda e dello Stato Islamico nel Grande Sahara (Isgs). Quest’ultimo controlla ampie zone vicino ai confini con il Burkina Faso e il Mali, e i suoi combattenti sono già arrivati nei pressi della capitale Niamey. Le violenze hanno provocato centinaia di morti e di sfollati. Al 31 marzo 2023, il Niger offriva ospitalità ad oltre 700.000 persone a rischio, tra cui oltre 300.000 rifugiati stranieri e richiedenti asilo e 360.000 sfollati interni. La mancanza di sicurezza ha limitato l’accesso agli aiuti umanitari, accelerando una spirale di indigenza che colpisce la maggior parte dei nigerini, compresi i cristiani. La Chiesa cattolica locale, che rappresenta una comunità di fedeli molto piccola, “è coinvolta nel processo di dialogo islamo-cristiano, anche se le prospettive attuali per la libertà religiosa in Niger rimangono fortemente negative”. Aiuto alla Chiesa che soffre “auspica che l’interesse internazionale suscitato dal colpo di Stato nigerino non sia effimero, e induca i maggiori attori politici coinvolti e le istituzioni internazionali ad affrontare in modo più organico il problema dell’instabilità politica e della diffusione dei gruppi islamisti in Niger e nel resto del continente africano, al fine di garantire la pacifica convivenza delle popolazioni e la libertà delle comunità cristiane”.

foto Ansa/Sir

Tracce

Curare loro fa bene a noi

Foto Agensir
01 Ago 2023

di Emanuele Carrieri

Era il 1977 quando Domenico Modugno cantava “Il vecchietto dove lo metto”. Negli ospizi, nonostante Modugno cantasse che non c’è posto … per carità … che poi abbiamo chiamato gerontocomi, case di riposo, alloggi per anziani, Rsa. Neppure il testo di quella canzone riuscirebbe a strappare un mezzo sorriso sulle vacanze che qualche anziano trascorrerà, nelle prossime settimane, in casa di riposo per consentire ai propri familiari di andare in ferie. Li chiamiamo anche ricoveri di sollievo, senza stare troppo a specificare che il ristoro è di chi va e non di chi resta, che di benefici ne avrà pochi. Tutto giusto, certo, soprattutto per quei nuclei familiari che si fanno carico tutto l’anno di assistere, fra le mura di casa, un familiare anziano, e molto spesso malato, e che hanno il diritto di staccare per almeno un paio di settimane. Ma a chi fa di questa incombenza un’opera di carità e di restituzione del bene ricevuto dai propri genitori, si affiancano, in misura sempre più consistente, coloro che considerano le case di riposo, gli alloggi per anziani, le Rsa, un parcheggio dove lasciare il vecchietto per andare in vacanza senza troppi grattacapi. Sebbene la scienza abbia consegnato all’uomo moderno una serie di pozioni per cercare di allungare la vita all’infinito, troppo spesso, negli anni della vecchiaia, malattia, solitudine e male di vivere continuano ad andare di pari passo. Certo, è cambiata in meglio l’assistenza, ma è andata via via peggiorando la considerazione che la società ha dei vecchi, tanto da spingere papa Francesco a lanciare questo monito:

“Stiamo attenti che le nostre città affollate non diventino dei concentrati di solitudine, non succeda che la politica, chiamata a provvedere ai bisogni dei più fragili, si dimentichi proprio degli anziani, lasciando che il mercato li releghi a scarti improduttivi. Non accada che, a furia di inseguire a tutta velocità i miti dell’efficienza e della prestazione, diventiamo incapaci di rallentare per accompagnare chi fatica a tenere il passo. Per favore, mescoliamoci, cresciamo insieme”.

Al di là di ogni considerazione, è chiaro da tempo che il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione italiana sia giunto a livelli tali per cui mettere in pratica una seria azione strategica è indifferibile, soprattutto verso chi è più fragile, aggettivo che sempre più spesso si accompagna alla parola anziano. La fragilità ha forme e tonalità diverse, che richiedono un approccio multidisciplinare all’interno dell’intero sistema socio-sanitario. L’offerta di assistenza, anzitutto quella domiciliare, è andata via via aumentando ma in misura certo inferiore rispetto all’accrescimento di chi è affetto da fragilità grave, condizione che dilagherà se all’indice di crescita della popolazione anziana continuerà ad affiancarsi in parallelo un tasso di natalità in continuo declino. All’inizio di quest’anno, le stime indicavano che, in Italia, su una popolazione di quasi 58 milioni, c’erano 28 milioni di persone con più di 50 anni di età, di cui oltre la metà superava i 65 anni e il tre per cento i 90 anni. L’incremento prospettato nel futuro prossimo è ancora più rilevante, con tutte le conseguenze del caso. Senza contare che la povertà invisibile continua a trascinarsi prima di tutto fra la popolazione anziana, che adopera più della metà del proprio reddito solo per curarsi e per mangiare. E dire che l’anziano è, da sempre, considerato un soggetto debole, che assorbe risorse dalla società. Tuttavia, già tempo fa, una indagine del Censis aveva mostrato come la condizione degli anziani sia tutt’altro che spenta e passiva, e che il sentirsi anziano non coincida con il superamento di una soglia anagrafica, quanto piuttosto con l’imbattersi in talune circostanze, quali l’internamento in casa di riposo oppure l’essere debilitato fisicamente: entrare in un ricovero cambia tutto il proprio contesto di vita e i riferimenti relazionali, mentre un handicap fisico modifica la percezione di sé e il proprio livello di indipendenza. Già sappiamo che trascorreremo un terzo della nostra vita nella terza e nella quarta età, ma non conosciamo come impiegheremo questi anni. Sarebbe utile iniziare a pensare da ultrasessantenni prima di esserlo. Allora uno dei compiti della società potrebbe essere quello di educare alla vecchiaia durante la vita attiva. È fondamentale che si consideri l’anziano un soggetto vivo e vitale, non dimenticando le sue potenzialità, la sua voglia di vivere e di fare. Il fattore umano è il più impegnativo: avviare strategie per la popolazione anziana vuol dire anche sensibilizzare la comunità sull’importanza del problema, promuovere e riproporre la solidarietà fra le generazioni, stimolare una vera riflessione sul valore degli anziani, maturato in anni e anni di esperienza. Una delle poche cose che, neanche pagando, si può avere dall’oggi al domani.

Emergenze sociali

“Una misura contro la povertà deve essere universale e continuativa nel tempo”

Con il cosiddetto Decreto Lavoro, approvato dal Parlamento a fine giugno 2023, viene sostituito parzialmente il Reddito di cittadinanza già a partire dall’anno in corso e completamente dal 1º gennaio 2024

01 Ago 2023

di Marco Pagniello*

Con il cosiddetto Decreto Lavoro, approvato dal Parlamento a fine giugno 2023, si prevedono sostanziali modifiche in tema di misure di contrasto alla povertà. In particolare viene sostituito parzialmente il Reddito di cittadinanza già a partire dall’anno in corso e completamente dal 1º gennaio 2024. Si introducono due nuovi strumenti: il Supporto per la formazione e il lavoro e l’Assegno di inclusione.

Pur essendo troppo presto per formulare considerazioni sugli effetti concreti della riforma e sull’impatto sulla vita delle persone, la nostra principale preoccupazione come Caritas resta sempre la stessa: evitare che qualcuno resti escluso e dare massima attenzione proprio ai più fragili.Ecco perché, lo ribadiamo, una misura contro la povertà deve essere universale, cioè assicurare a chiunque cada in povertà il diritto ad una vita decente, indipendentemente dalle caratteristiche demografiche e dal profilo professionale, ed essere continuativa nel tempo, fino a quando persiste la condizione di bisogno.

È quello che accade in ogni Paese europeo, dove la misura di reddito minimo è un diritto di tutti i poveri.
Un ultimo rilievo è che le diverse misure previste, oltre a correre il rischio della frammentarietà e a lasciare scoperte molte famiglie in povertà, non coinvolgono adeguatamente la sussidiarietà locale, fondamentale per l’inclusione delle persone in un processo radicato nei territori, collettivo, in rete, integrato, capace di andare oltre l’aiuto materiale in un percorso di accompagnamento e sotto certi aspetti anche educativo.
Colmare lacune, ingiustizie e ritardi nella redistribuzione delle risorse economiche, in primo luogo combattendo la povertà e l’esclusione sociale, per noi resta l’obiettivo da rimettere al centro, rimodellando su questo scelte operative e priorità.

Ognuno è chiamato a fare bene la propria parte e l’auspicio è che, al di là delle parole, si possa dar vita a misure e strumenti realistici, accessibili, in grado di raggiungere davvero quanti sono in povertà.

Per fare questo è necessario adottare un approccio non basato sulla gestione dell’esistente ma che guardi al futuro superando le difficoltà del presente, con progettualità ed ambizione, soprattutto in un momento storico come l’attuale in cui, come ci ricorda Papa Francesco nel Messaggio per la VII Giornata mondiale dei poveri del prossimo 19 novembre “il volume del richiamo al benessere si alza sempre di più, mentre si mette il silenziatore alle voci di chi vive nella povertà” e “la fretta, quotidiana compagna di vita, impedisce di fermarsi, di soccorrere e prendersi cura dell’altro”.

*direttore Caritas italiana

Francesco

L’appello alla Federazione russa di papa Francesco: “Ripristinare l’iniziativa del Mar Nero” affinché “il grano possa essere trasportato in sicurezza”

foto Vatican media/Sir
01 Ago 2023

“Non cessiamo di pregare per la martoriata Ucraina, dove la guerra distrugge tutto, anche il grano. Questo è una grave offesa a Dio, perché il grano è dono suo per sfamare l’umanità; e il grido di milioni di fratelli e sorelle che soffrono la fame sale fino al Cielo. Faccio appello ai miei fratelli, le autorità della Federazione russa affinché sia ripristinata l’iniziativa del Mar Nero e il grano possa essere trasportato in sicurezza”. Lo ha detto il papa dopo la recita dell’angelus in piazza San Pietro. Quindi ha ricordato la Giornata dell’amicizia e la Giornata contro la tratta di esseri umani che si celebrano oggi: “La prima promuove l’amicizia tra i popoli e le culture; la seconda combatte il crimine che fa delle persone una merce. La tratta è una realtà terribile, che riguarda troppe persone: bambini, donne, lavoratori…, tante persone sfruttate; tutti vivono in condizioni disumane e soffrono l’indifferenza e lo scarto da parte della società. C’è tanta tratta nel mondo, oggi. Dio benedica quanti si impegnano per lottare contro la tratta”.
Prima di salutare, il santo padre ha citato il terzo anniversario dell’esplosione nel porto di Beirut che ricorre il 4 agosto: “Rinnovo la mia preghiera per le vittime e per le loro famiglie, che sono alla ricerca di verità e di giustizia, e auspico che la complessa crisi del Libano possa trovare una soluzione degna della storia e dei valori di quel popolo. Non dimentichiamo che il Libano è anche un messaggio”.

 

Festeggiamenti patronali

A Leporano il 3-4-5 agosto la festa di Sant’Emidio

01 Ago 2023

di Angelo Diofano

“Carissimi fratelli e sorelle, la solennità del nostro santo patrono caratterizza il centro del cammino della comunità cristiana e cittadina di Leporano. La testimonianza di Sant’Emidio, quale annunciatore e martire della fede, ci aiuta nel cammino di ogni giorno. Sentiamo la necessità di rivolgerci a lui affinché possa intercedere presso il Signore per ciascuno di noi. Il suo esempio ci guidi ad una più profonda consapevolezza del dono del Battesimo che ci ha resi figli di Dio e della Chiesa. La sua forza ci aiuti a costruire, sempre, una comunità fondata sui principi del Vangelo e che nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nella nostra comunità regni la pace e la concordia. Viviamo con rinnovata gioia la novena e i festeggiamenti in onore di Sant’Emidio perché il suo patrocinio sia segno dell’unione tra il cielo e la nostra amata terra e la sua benedizione faccia rifiorire nei nostri cuori l’amore per questa terra benedetta e per i suoi abitanti”: così il parroco della parrocchia Maria SS. Immacolata, don Giancarlo Ruggieri, annuncia nel manifesto i festeggiamenti in onore di Sant’Emidio, patrono di Leporano che avranno luogo il 3, 4 e 5 agosto con prevedibile notevole partecipazione popolare, in gran parte di turisti che affollano il litorale.

Il 27 luglio, inizio della novena, c’è stata l’intronizzazione della reliquia e l’offerta dell’olio della lampada  da parte del comitato festeggiamenti. Domenica sera ha celebrato la santa messa l’arcivescovo mons. Ciro Miniero, alla presenza dei gruppi Caritas e dei ministri della comunione.

Giovedì 3 agosto, alle ore 19, la santa messa sarà presieduta da mons. Pasquale Morelli, parroco della Santa Famiglia di Martina Franca e già parroco di Leporano, con l’animazione del gruppo giovani.

Venerdì 4 agosto, alle ore 19 solenne celebrazione eucaristica con consegna delle chiavi della città al santi patrono da parte del sindaco Vincenzo Damiano; quindi, alle ore 20, breve processione attorno alla chiesa.

Sabato 5 agosto, solennità di sant’Emidio, sante messe alle ore 8, alle ore 11 e alle ore 18 (presieduta dal parroco don Giancarlo Ruggieri); alle ore 19.15, processione di gala per le vie del paese.

Il programma civile prevede per la serata di giovedì 3 agosto il concerto del cantante Bobby Solo.
Venerdì 4 agosto spettacolo musicale “Musical Emotion 2023” della “Taranto Simphonic Band”, con direzione e arrangiamenti musicali del m° Giuseppe Gregucci e la partecipazione del violinista Francesco Greco.
Sabato 5 sarà la volta delle bande musicale di Lecce (m° Giovanni Pellegrini) e di Squinzano (m° Giuseppe Gregucci).

Le vie del paese saranno illuminate dalle ditte Memmola di Francavilla Fontana e Lady Luce di Corigliano Calabro.

I fuochi pirotecnici saranno accesi a tarda notte del 5 agosto, dopo il concerto in piazza, a cura della  ditta Santa Barbara dei fratelli De  Candia (Sassano-Salerno).

I festeggiamenti si concluderanno il 12 agosto, festa del patrocinio: santa messa alle ore 19, alle ore 20 processione; al rientro, venerazione della reliquia del santo patrono.

Gmg

Verso Lisbona, passando da Fatima [diario di bordo #2]

Lunedì 31 luglio, secondo giorno

01 Ago 2023

di Donatella Gianfrate

I nostri pellegrini giungono a Porto in tarda serata, accolti per la notte in una struttura gestita da frati cappuccini. Al mattino è tempo di ripartire per Fatima ed è già giorno due. Il santuario mariano è tappa primaria e obbligata del pellegrinaggio diocesano che conduce i giovani verso Lisbona. La prima notte è già occasione di sperimentazione di adattamento e flessibilità, soprattutto per chi è alla prima esperienza. Dormire per terra, nel sacco a pelo, condividere spazi e servizi: insomma, la GMG sembra già essere per alcuni unesperienza che cambierà certamente il modo di concepire lesperienza dello stare insieme e del pellegrinaggio. E la scoperta di un bar che serve un ottimo caffè espresso allalba acquista della nostalgia delle cose buone di casa.


A
Fatima, il gruppo partecipa alla Santa Messa internazionale del mattino, in una piazza gremita di gruppi, bandiere sventolanti al sole dei colori dei tanti paesi di provenienza dei giovani pellegrini. E risuonano tra le diverse lingue dei concelebranti le parole italiane dellomelia che parlano di Maria e che sembrano tanto attuali anche per i pellegrini. Lesortazione a tutti è avere verso Dio e verso la vita latteggiamento sorpreso e accogliente di Maria. Siamo tutti invitati a non smettere mai di chiedere al Signore cosa vuoi che io faccia della mia giovinezza, della mia vita nella tua Chiesa?. Una domanda che apre orizzonti, che predispone lanimo alla scoperta della propria vocazione, senza timore, con coraggio, come fece Maria quando improvvisamente e in dolce attesa si levò e si avviò verso la montagna, da sola, alla notizia che sua cugina Elisabetta avrebbe avuto un bambino.

Fatima è stata anche occasione per incontrare i primi gruppi di pellegrini , per scambiarsi bandiere, per battere mani ed esultare al grido di Italiano batti le mani, per offrire alle fiamme dellapira la candela delle proprie intenzioni di preghiera. Osate è stato detto ai ragazzi e alle ragazze della diocesi in pellegrinaggio, non chiedete al ribasso ma osate nei vostri desideri e nelle vostre preghiere, non accontentatevi. E grazie alle due guide dellOpera Romana Pellegrinaggi, il gruppo ha seguito le tracce di Giacinta, Francesco Marto e Lucia lungo la storia delle apparizioni di Maria, i messaggi che la Vergine ha affidato ai tre pastorelli per la chiesa, la storia dellEuropa fino allattentato a Giovanni Paolo II e alla caduta del muro di Berlino, del quale a Fatima si conserva un tratto.

E a fine pomeriggio, si riparte per Mira Sintra, a pochi chilometri da Lisbona, per la sistemazione nella scuola che sarà la casa del gruppo per i prossimi giorni.