Diocesi

Due nuovi arrivi nella comunità dei padri saveriani di Lama

15 Set 2023

di Angelo Diofano

S’infoltisce nella casa di Lama la comunità dei padri missionari saveriani con la venuta – da un paio di mesi – di due nuovi membri. Si tratta di padre Giuseppe Vignato e del diacono Jean Marie Ishara, che si aggiungono a padre Gianni Zampini (superiore della comunità), padre Angelo Berton, padre Pio De Mattia e padre Antonio Senno.

Padre Giuseppe Vignato, sessant’anni, è originario di Vicenza, è stato ordinato sacerdote a Parma il 25 settembre 1988, ricoprendo successivamente l’incarico di animatore per ragazzi dapprima a Vicenza e poi a Salerno. È stato in missione per circa per vent’anni a Bukavu (Repubblica democratica del Congo) per poi tornare a Salerno, dove si è occupato della pastorale giovanile. Da quest’estate è stato destinato nella casa saveriana di Lama per impegnarsi, come tutti i confratelli, nell’animazione pastorale, in particolare di quella giovanile ed essere a disposizione delle parrocchie che ne richiedono la collaborazione, in particolare, in queste ultima settimane, di quella della Regina Pacis di Lama.

Invece Jean Marie Ishara, trentuno anni, è nato nella zona di Uvira-Bukavu (Repubblica democratica del Congo) in una famiglia cristiana. Dopo aver completato gli studi nella sua città, è giunto in Italia per intraprendere gli studi teologici nello studentato internazionale di Parma, nella casa madre dei missionari saveriani, dove confluiscono gli studenti provenienti da Repubblica democratica del Congo, Sierra Leone, Indonesia, Camerun e Messico. È stato ordinato diacono diacono il 24 giugno, giorno della natività di San Giovanni Battista, dal vescovo di Parma mons. Enrico Solmi. Quindi è stato inviato nella casa di Lama per un anno di esperienza pastorale, esercitando il suo ministero nella parrocchia di Sant’Egidio, a Tramontone, dove collabora con il parroco don Lucangelo de Cantis seguendo i giovani, il gruppo della Caritas e i catechisti. Jean-Marie sarà ordinato sacerdote nel suo Paese di origine nell’estate del 2024. In seguito, essendo missionario a disposizione della congregazione, potrà essere inviato in tutto il mondo come missionario “ad gentes”.

Nella circostanza padre Gianni Zampini ricorda la disponibilità dei padri saveriani per colloqui o confessioni dal lunedì al venerdì indicativamente dalle ore nove a mezzogiorno e dalle ore sedici alle diciotto e solo il sabato dalle ore nove alle dodici, previo contatto telefonico allo 099.7772527.
Possibilità di parcheggio nel cortile della comunità.

Emergenze sociali

Antonio Russo (portavoce Alleanza): “Il tema della povertà diventi centrale nella politica italiana”

foto Siciliani-Gennari/Sir
15 Set 2023

di Alberto Baviera

“Il tema della povertà diventi centrale rispetto alla politica italiana e non rimanga periferico. Si tratta di un problema strutturale e con 6 milioni di persone sotto la soglia di povertà assoluta e qualche milione che è molto in bilico, cioè che è fermo sulla linea di confine tra povertà assoluta e povertà relativa, purtroppo non ci possiamo consentire di distrarci”: è l’auspicio espresso da Antonio Russo, portavoce di Alleanza contro la povertà in Italia, anticipando i contenuti dell’incontro “Dal Reddito di cittadinanza alle nuove misure (legge 85/2023): le proposte dell’Alleanza contro la povertà” che si è svolto giovedì 14 settembre, a Roma, in Senato.

“Grazie all’esperienza delle organizzazioni aderenti, che sul territorio hanno la possibilità di guardare in faccia quello che accade veramente nella vita delle persone, la sensazione è che chi vive in una situazione di povertà relativa potrebbe scendere verso il basso, potrebbe cioè crollare verso quell’area della povertà assoluta andando ad incrementare una contabilità negativa”, spiega Russo, motivando la necessità di modificare la legge 85/2023, quella con la quale – di fatto – è stato archiviato il Reddito di cittadinanza. La legge, spiega, “introduce un vincolo che agisce sull’universalismo dell’intera misura”. “Per noi, come dicemmo 10 anni fa alla nascita dell’Alleanza contro la povertà, resta valido il fatto che i poveri non possono essere divisi per categorie.

Le fragilità sociali aumentano anche a seguito della situazione economica, di un’inflazione che purtroppo come sappiamo è ancora alta, del costo della vita sempre più elevato”. La fotografia della situazione è nitida: “Ci sono famiglie che non ce la fanno; e non si tratta soltanto di famiglie costituite da persone che non hanno il lavoro. Ci troviamo di fronte a situazioni in cui anche famiglie nelle quali lavora il capo famiglia o almeno una delle due persone oggi in qualche modo sono in difficoltà; e oltre ai cosiddetti ‘working poor’ ci sono altre tipologie”. Per Russo, “non si può dire, per esempio, fino a 18 anni si è in una situazione e dai 18 anni e un giorno non lo si è più; non si può dire che se hai perso il lavoro a cinquant’anni non devi avere diritto ad un reddito”. “In quasi tutti gli Stati europei – argomenta – lo Stato si fa carico di chi non ce la fa attraverso un reddito minimo. Questo processo, che si è avviato con legge 85, in qualche modo mette in dubbio questo vincolo fondamentale che secondo noi oltretutto è iscritto nella Costituzione repubblicana”. In sostanza l’obiettivo principale dell’azione dell’Alleanza contro la povertà “è il ritorno a una misura universale, che sia rivolta in favore di tutti quei nuclei familiari che si trovano in una difficile condizione economica, indipendentemente dall’età dei loro componenti”.

Nel corso dell’incontro di giovedì, al quale interverranno lo stesso Russo e Lorenzo Lusignoli, l’Alleanza contro la povertà dettaglierà le 8 proposte di modifica della legge 85/2023, già anticipate in sintesi. La prima è quella di “Reintrodurre la soglia reddituale di accesso differenziata per coloro che sono in locazione a 9.360 euro”; misura che – viene spiegato – “comporterebbe un costo annuale aggiuntivo piuttosto contenuto, a fronte di un aumento della platea degli aventi diritto comunque significativo”. Viene poi chiesto di “Allentare il vincolo di residenza per gli stranieri da 5 a 2 anni”; così facendo, stando ad una prima simulazione, si potrebbe registrarsi “un incremento delle famiglie beneficiarie, a fronte di un costo piuttosto contenuto”. L’Alleanza ribadisce poi la necessità di “Rivedere la scala di equivalenza”, proponendo “che ogni maggiorenne senza carichi di cura abbia un peso pari allo 0,25 e che contestualmente il tetto massimo della scala di equivalenza possa eventualmente essere innalzato”. Per evitare che il valore dell’Assegno d’inclusione venga in futuro progressivamente eroso dalla crescita dei prezzi, l’Alleanza chiede di “Indicizzare soglia reddituale e sostegno all’affitto” annualmente, sulla base dell’inflazione registrata a fine anno a partire dal gennaio 2025. Un’altra proposta avanzata è quella di “Ridefinire l’offerta congrua”: bisognerebbe “vincolare la condizione di ‘occupabilità’ all’analisi multidisciplinare dei bisogni e delle competenze, da effettuare ex-ante”. Inoltre, viene chiesto che “l’offerta congrua sia definita analogamente a quella prevista per percettori di Naspi”. Si dovrebbe intervenire poi per “Migliorare la cumulabilità reddito-lavoro” con “la riduzione al 60% dell’aliquota marginale effettiva sul reddito da lavoro, per permettere un’integrazione graduale del reddito minimo con quest’ultimo, fino ad una soglia reddituale stabilita e aggiornata periodicamente, come nel modello francese”.

Secondo l’Alleanza sono necessarie “Più risorse umane e finanziarie ai Comuni”, affinché possano “svolgere un vero e proprio ruolo di regia e a tal fine vanno rafforzati” prevedendo anche nuove risorse umane, “in deroga ai vincoli assunzionali”. Infine, serve “Garantire la volontarietà della partecipazione ai Puc”, i Progetti di pubblica utilità, “secondo una logica basata sulla conquista della consapevolezza di sé e capacitazione dei soggetti più fragili”. E, per facilitare l’adesione a tali percorsi, secondo l’Alleanza “occorre che i Comuni, anche con il supporto degli Ets, siano messi nelle condizioni di ampliare quanto possibile la offerta”.
“Riteniamo siano proposte ragionevoli”, commenta Russo, “sostenute anche da una quantificazione delle risorse aggiuntive richieste”. “Non abbiamo fatto una proposta disarticolata rispetto, per esempio, dalla Legge di bilancio”, aggiunge il portavoce dell’Alleanza: “Chiediamo al Governo, al Parlamento e alle forze politiche di aprire un tavolo di confronto, sereno, tranquillo; non ideologico, perché non c’è bisogno e perché il problema dei poveri è il problema di tutti, non certo di una parte politica”.
“Speriamo – conclude Russo – che si possa aprire un terreno, uno spazio che renda possibile, in qualche modo, una condivisione”.

Serie tv

Jan Ullrich, una docuserie per raccontare il talento e le cadute del Kaiser

15 Set 2023

di Paolo Arrivo

Sui pedali esprimeva una potenza devastante. Bello da vedersi, quando faceva il corridore, Jan Ullrich: lo ricordiamo nei duelli con Lance Armstrong, in particolare, con uno stile opposto a quello dell’americano – in salita o in pianura, lui spingeva il rapportone, riuscendo ad attaccare restando seduto. Tanto forte fisicamente quanto incostante. Si pensi ai già noti problemi di peso, poi a quelli legati agli stravizi, al consumo di whisky e cocaina negli ultimi tempi, che lo hanno fatto sprofondare nel baratro. La storia del Kaiser è raccontata in una docuserie che uscirà nelle prossime settimane su Amazon Prime Video. Le quattro puntate in uscita il 28 novembre si intitolano “Der Gejagte” (La preda).

Le debolezze dell’uomo Jan Ullrich

“Sarebbe sbagliato dire che non ho ingannato nessuno, ma oggi ho fatto pace con il mio passato. Gli spettatori, i tifosi, le persone comuni che vedranno il documentario potranno mettersi un po’ nei miei panni e pensando a questo oggi mi sento più leggero”. Così il protagonista ha commentato la docuserie che gli è stata dedicata per il piccolo schermo. La stessa, preannunciata sui social proprio da Jan Ullrich, uscirà a pochi giorni da un traguardo esistenziale che sta per tagliare l’ex ciclista. Il prossimo due dicembre infatti compirà cinquant’anni. La stessa età di Fabio Cannavaro, raggiunta nelle scorse ore dal pallone d’oro, che dopo aver lasciato il calcio giocato, ha scoperto proprio la bici – una compagna di vita, l’ha definita. Mezzo secolo di imprese e di cadute, per Jan Ullrich. I suoi problemi di salute cominciarono nell’estate 2010 quando fu ‘preda’ di una malattia da stress, la sindrome da burnout. Gli anni più difficili lo hanno portato a rischiare la vita. “Non stavo per nulla bene. Facevo uso di molta cocaina, bevevo whisky come se fosse acqua”, ha ammesso l’uomo che, per combattere la dipendenza, è stato costretto al ricovero in una struttura. La rinascita è un cammino lungo e difficile. È come una salita ripida: non il terreno ideale di un possente passista-cronoman, che alla fine del 2021 ha avuto una ricaduta con l’alcolismo; ma che ha la forza, anche la spinta del pubblico, di chi gli vuole bene, per arrivare in cima all’asperità più dura.

Il corridore

Jan Ullrich avrebbe potuto vincere molto di più se avesse fatto sempre la vita del corridore. Non gli piaceva farlo in inverno, invece, quando si allenava poco e ingrassava a dismisura. Il vincitore del Tour de France 1997 ha dimostrato di possedere un gran motore. Al punto che avrebbe potuto fare a meno del doping, piaga dello sport, di diverse discipline, e non solo dell’iper controllato mondo del ciclismo. Coinvolto nell’Operacion Puerto del medico spagnolo Fuentes, si è visto revocare i risultati ottenuti dopo il maggio 2005, perché dichiarato colpevole dal Tribunale Arbitrale dello Sport. Oltre alla Grande Boucle il tedesco nativo di Rostock ha vinto, tra l’altro, la Vuelta nel 1999; due ori mondiali nella prova contro il tempo a Verona ’99 e Lisbona 2001, l’oro nella gara in linea delle Olimpiadi di Sydney 2000. Il suo rapporto con il Giro d’Italia non è stato felice. Vi prese parte, infatti, solamente due volte, senza ottenere risultati: nel mese di maggio, quando si tiene la corsa rosa, il corridore aveva da smaltire i chili di troppo accumulati nei mesi in cui non ci sono corse. Riuscì comunque a vincere una tappa a cronometro nel 2006. Poco prima di annunciare il ritiro.

Popolo in festa

Festa dell’Addolorata: domenica 17 sera la processione

foto Antonio Attolino
15 Set 2023

di Angelo Diofano

Si concludono domenica 17, nella data tradizionale della terza domenica di settembre, i solenni festeggiamenti in onore della Beata Vergine Addolorata, il cui culto, ricordiamo, fu introdotto a metà del XVIII secolo dal canonico abate Vincenzo Cosa.

La festa è organizzata dalla confraternita Addolorata-San Domenico, fondata dai padri domenicani nel 1670 col titolo di “San Domenico in Soriano” e al quale fu aggiunto nel 1870 quello dell’Addolorata.

La festa sarà annunciata in mattinata dal giro della banda musicale cittadina “Lemma”per le vie del centro storico e del Borgo.

Alle ore 11 nella chiesa di San Domenico si terrà la santa messa del padre spirituale della confraternita dell’Addolorata, mons. Emanuele Ferro, con i canti animati dalla corale “Alleluja”.

Dopo la preghiera dei Secondi Vespri in San Domenico, alle ore 18 uscirà la processione con la folta partecipazione di confratelli in abito di rito. Questo l’itinerario: via Duomo, piazza Castello, discesa Vasto, via Garibaldi, via Cariati e pendio San Domenico, , dov’è stata allestita un’artistica galleria di luci. Il rientro è previsto in tarda serata.

Davanti alla chiesa di San Giuseppe, ci sarà una sosta per lo spettacolo pirotecnico della ditta Itria Fireworks di Martina Franca.

Presteranno servizio i complessi cittadini “Grande Orchestra di fiati Santa Cecilia” diretta dal m° Giuseppe Gregucci e il Gran complesso bandistico “Giovanni Paisiello” diretto dal m° Vincenzo Simonetti.

La statua della Beata Vergine Addolorata è la medesima che viene portata in processione la notte di Giovedì Santo, alla quale però viene fatto indossare un nuovo abito ugualmente nero ma con ricchi ricami argentati; sul capo viene posta una corona, anch’essa in argento, mentre la mano sinistra regge un cuore trafitto dorato.

Popolo in festa

Grottaglie, celebrazioni alla Collegiata in onore dell’Addolorata

15 Set 2023

di Angelo Diofano

Sono in corso a Grottaglie le celebrazioni in onore della Beata Vergine Addolorata, a cura della parrocchia Collegiata Maria SS.Annunziata e della confraternita del Purgatorio con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Sono iniziate domenica scorsa, 10 settembre, con la traslazione della venerata immagine in chiesa madre e la professione religiosa dei nuovi confratelli e delle nuove consorelle. Il triduo in preparazione alla festa, da giovedì 14 a sabato 16, sarà predicato dal parroco, don Eligio Grimaldi (santa messa ore 19).

Domenica 17, sante messe in Collegiata saranno celebrate alle ore 7.30-9.30-11. Alle ore 18, celebrazione eucaristica subito dopo la quale muoverà la processione per le vie del paese con la partecipazione della confraternita del Purgatorio (priore, Salvatore Ligorio) accompagnata dalla banda musicale “Città di Grottaglie”. Al rientro, spettacolo musicale in piazza Regina Margherita del “Revival Gruppo 2000”.

La bellissima statua della Vergine Addolorata risale agli inizi del ‘700 e ha solo le parti nobili in legno dipinto; indossa un abito in écru e manto in tulle ricamato in oro, fatto realizzare a Napoli nel 1864. Si tratta del medesimo simulacro portato in processione il Venerdì Santo insieme ai Santi Misteri, dove indossa un’altra veste, in seta nera con manto in tinta unita. Sul petto della Vergine è conficcata una spada con lama in argento e manico in oro, donata per devozione dalla nobile D. Elisabetta Enriquez, mentre sul capo è posta una corona d’argento ordinata a Napoli nel 1867 dalla stessa confraternita del Purgatorio.

Le notizie sono state attinte da “Grottagliesitablog-Lingua e cultura popolare tradizionale”.

Hic et Nunc

Fermare la violenza di genere: firmata un’intesa tra enti e istituzioni

14 Set 2023

di Silvano Trevisani

Promuovere nella scuola azioni di sensibilizzazione, per contrastare il fenomeno delle violenze di genere; raccogliere e diffondere i dati che segnalino discriminazioni sul posto di lavoro, molestie o abusi sessuali; fornire consulenza in materia di diritti di pari opportunità: questi i compiti principali affidati al coordinamento della consigliera di Parità. Oltre a condividere le buone prassi e divulgare il contenuto del Protocollo contro la violenza in ambito provinciale. Sarà l’Ente Provincia ad agire di concerto con la consiglierà di Parità, per mettere in atto una serie di attività previste. Tra le altre: la stipula di accordi con enti e imprese locali, che siano disponibili ad assumere alle loro dipendenze le vittime di violenza. In questo modo consentendo loro non solo di recuperare maggiore fiducia nel futuro, ma anche di poter realizzare un’autonomia sociale ed economica.

È questo il succo dell’intesa appena firmata in prefettura per il contrasto alla violenza sulle vittime di genere, un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più inquietanti.

Il protocollo d’intesa – si legge nell’atto finale – è finalizzato a favorire non solo l’emersione di quelle situazioni in cui si registrano maltrattamenti, violenze, atti persecutori, ma anche l’individuazione e la valorizzazione di strategie che, oltre a perseguire gli autori del reato, garantiscano la tutela, il sostegno e la cura di chi subisce abusi”.

L’intesa è stata firmata in prefettura di Taranto a conclusione dell’incontro cui hanno partecipato, fra gli altri, il prefetto Demetrio Martino, promotore dell’iniziativa; i presidenti dei tribunali ordinario e per i minori; i procuratori della Repubblica; il questore; il comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza; la consigliera provinciale Anna Filippetti, in rappresentanza del presidente della Provincia e sindaco Rinaldo Melucci; la consigliera di parità della Provincia Gina Lupo; il vicesindaco Fabrizio Manzulli, per il Comune.

Nel documento sono evidenziati ruoli, impegni e modalità operative che ogni soggetto istituzionale firmatario dovrà osservare e specificati i ruoli che competeranno alla consigliera di parità.

 

Solidarietà

Ostuni: Il 14 e il 15 settembre due eventi sulla fratellanza, la vita e il volontariato in Palestina

14 Set 2023

Giovedì 14 settembre, dalle 18.30 in poi, nel salone parrocchiale della Madonna del Pozzo di Ostuni, il primo evento, organizzato dal Festival della cooperazione internazionale, dove con l’ausilio di filmati originali, Riccardo Sirri, direttore di EducAid, la ong riminese che si occupa in particolare di educazione inclusiva, interverrà proprio su quest’ultimo tema, che sta a cuore anche a tutta la comunità italiana, presentando e raccontando dei progetti educativi portati avanti in Palestina.
Un esempio importante e chiaro di cosa può fare, tra le tante, la cooperazione internazionale, dato dai progetti di EducAid e della Rids (Rete italiana disabilità e sviluppo, che comprende anche Aifo, Dpi, Fish e Ovci).
Previsti i saluti di Caterina Nacci, referente Aifo Ostuni. Introdurrà Franco Colizzi, coordinatore del Festival della Cooperazione internazionale, seguito dalla relazione di Riccardo Sirri, direttore di EducAid e dalle conclusioni di Franco Cavallo, coordinatore Aifo Puglia. Modererà l’evento il giornalista Alessandro Nardelli, direttore di In Puglia 24.

Il 15 settembre, alle ore 18, nell’agriturismo il Vignale, si svolgerà la serata conclusiva dell’evento Zeitun, con una meravigliosa festa dell’amicizia e dell’accoglienza, tra la comunità ostunese e la comunità palestinese Puglia e Basilicata.
L’evento, organizzato dalla Proloco Ostuni e dal Festival della cooperazione internazionale, avrà come ospite speciale, Nichi Vendola, che presenterà il suo libro ‘Patrie’. Dialogheranno con l’autore, Franco Colizzi, coordinatore del Festival della cooperazione internazionale e il giornalista Alessandro Nardelli, direttore di In Puglia 24.
L’evento vedrà la presenza di Riccardo Sirri, direttore della ong EducAid, che gestisce vari progetti educativi per l’infanzia e per i diritti delle persone con disabilità in Palestina, che, anche in questo caso ci presenterà e narrerà dei diversi progetti che vengono portati avanti in Palestina.

Libri

Al quartiere Tamburi un “Settembre in biblioteca”

Il progetto dell’associazione Marco Motolese è finanziato dal Comune di Taranto attraverso il bando ‘Periferie al Centro’

14 Set 2023

Al via “Settembre in biblioteca”, il progetto dell’associazione Marco Motolese che, finanziato dal Comune di Taranto attraverso il bando ‘Periferie al Centro’, in questo mese prevede tre eventi gratuiti che si svolgeranno nella biblioteca “Marco Motolese”, via Lisippo n. 8, nel quartiere Tamburi di Taranto.

La peculiarità del progetto è quella di fondere in ogni iniziativa Letteratura, Poesia e Musica grazie, oltre alla presenza dei 30.000 volumi della biblioteca, inserita in SBN, dei protagonisti: importanti autori di lavori letterari e musicisti che, tra l’altro, nell’occasione potranno suonare il bellissimo pianoforte a coda della struttura.

Si inizia, alle ore 18.30 di venerdì 15 settembre, con la performance del musicista e scrittore tarantino Carmine Fanigliulo che presenterà al pianoforte il suo libro “Non ho mai saputo cantare”, un volume che ripercorre, tra aneddoti personali e testi di canzoni, i venticinque anni di carriera dell’artista che eseguirà canzoni degli anni ottanta e novanta.

Sarà un viaggio introspettivo che, tra musica e parole, prenderà le mosse dal periodo in cui il cantautore, all’indomani della maturità artistica, ha iniziato a dedicarsi alla stesura di testi e alla composizione di musiche.

La suggestiva serata sarà condotta da Carmen Galluzzo Motolese responsabile della biblioteca Marco Motolese, mentre l’artista sarà presentato da Anna Sturino, dirigente scolastico del liceo ‘Moscati’.

Annunciando l’iniziativa, Carmen Galluzzo Motolese, presidente dell’associazione Marco Motolese, ha spiegato che «con il progetto “Settembre in biblioteca” torniamo ad occuparci del Quartiere Tamburi che richiede una particolare attenzione da parte delle istituzioni. In questo progetto che “parla” di Libri e di Musica, preziosi collaboratori sono la libreria Dickens di Taranto, l’associazione Presidio del libro di Taranto e il Club per l’Unesco di Taranto che, in particolare, contribuirà all’organizzazione e la realizzazione degli eventi».

Sono numerosissime le iniziative cultuali e sociali di Carmen Galluzzo Motolese che già nel lontano 1995 ha pubblicato, in collaborazione con gli insegnanti e gli alunni dell’ic “De Carolis”, il volume “Il mio quartiere i Tamburi: Conoscere per Amare, Amare per Rispettare”, che ne narra la storia.

«Questo progetto – ha poi detto la presidente Carmen Galluzzo Motolese – intende rafforzare gli obiettivi che, fin dalla nascita nel 2009, si pone questa biblioteca: lo sviluppo e il rafforzamento della cittadinanza attiva, della legalità e della corresponsabilità attraverso la tutela e valorizzazione dei beni comuni, lo sviluppo della cultura tra i giovani e gli abitanti della zona e, infine, la valorizzazione dell’identità culturale di un quartiere, spesso isolato, ma abitato da cittadini desiderosi di rivalsa e del miglioramento delle proprie condizioni di vita, dal punto di vista sociale, culturale e ambientale».

 

Premio

Alla dott.ssa Montanaro, procuratrice della Repubblica del tribunale dei minori, il premio “Cuore di donna 2023”

foto G. Leva
14 Set 2023

di Angelo Diofano

Si è tenuta ieri sera, mercoledì 13 settembre, al centro San Gaetano, in città vecchia, nell’ambito del programma dei festeggiamenti in onore della Beata Vergine Addolorata, la cerimonia del premio ”Cuore di donna 2023”, conferito dalla confraternita dell’Addolorata-San Domenico alla dott.ssa Pina Antonella Montanaro, procuratrice della Repubblica del tribunale dei minori di Taranto.

La serata è stata introdotta dal padre spirituale del sodalizio, mons. Emanuele Ferro, che, dopo aver illustrato la storia del premio, ha presentato il monologo “Stoc ddo’ – io sto qua” di Sara Bevilacqua, interpretato con grande partecipazione dalla medesima autrice, così da commuovere il folto pubblico. La pièce teatrale è tratta dalla storia vera di Michele Fazio, il 15enne ucciso per errore a Bari vecchia il 12 luglio del 2001 durante un regolamento di conti tra clan rivali che si contendevano il traffico di stupefacenti. Al termine, c’è stato il collegamento telefonico con la mamma del ragazzo, Lella Fazio, la quale ha ricordato i valori su cui il figlio aveva impostato la sua vita, i sacrifici per il bene della famiglia e il sogno di diventare carabiniere. “Prima della morte di Michele, anche io, come la gente del quartiere, pensavo solamente ai fatti miei – ha detto – Ma poi, colpita da questa tragedia, ho capito che non si poteva rimanere in silenzio di fronte al potere mafioso e che si doveva reagire, come continuo a fare ancor oggi”.

la dott.ssa Pina Antonella Montanaro – foto G. Leva

Successivamente il priore della confraternita Giancarlo Roberti ha proceduto con la consegna del premio “Cuore di donna 2023” alla dott.ssa Pina Montanaro, leggendone la motivazione: “Per la sua costante opera di legalità e tutela dei minori presso il Tribunale per i minorenni di Taranto. Quello del Cuore di donna è un riconoscimento a donne che manifestano in special modo l’attitudine verso coloro che ne hanno bisogno. Il Tribunale dei minori non solo cerca di arginare con la sua presenza istituzionale le situazioni che gli vengono sottoposte, ma anche di supplire in maniera efficace alle esigenze famigliari e di coloro che una famiglia non ce l’hanno. In questo la dottoressa Montanaro si è distinta per azioni efficaci e puntuali di sensibilizzazione e prevenzione”.

Al termine, il saluto di don Emanuele e del priore Roberti ai presenti e alle autorità intervenute, fra le quali: il questore Massimo Gambino, il procuratore della Repubblica Eugenia Pontassuglia, l’assessore comunale al patrimonio Laura Di Santo, il comandante del Comando provinciale dei carabinieri col. Gaspare Giardelli, il comandante della Guardia di Finanza col. Massimiliano Tibollo, rappresentanti degli Ordini dei Cavalieri di Malta e del Santo Sepolcro, il priore dell’arciconfraternita del Carmine, Antonello Papalia, assieme a tutto il consiglio di amministrazione, rappresentanze della confraternita dell’Immacolata e di tutte le altre della città vecchia.

Drammi umanitari

Lampedusa, Damiano (arcivescovo di Agrigento): “Sconvolti dalla morte del neonato; occorre aiutare l’isola nella gestione di flussi massicci”

foto Ansa/Sir
14 Set 2023

di Patrizia Caiffa

Un’altra tragedia dell’immigrazione la notte scorsa, stavolta in prossimità del molo di Lampedusa, poco prima dell’arrivo dei soccorsi da parte della motovedetta Cp290 della Guardia costiera, fuori dal porto. Un barchino con a bordo decine di migranti si è capovolto e diverse persone sono finite in acqua, tra cui un neonato di pochi mesi, morto annegato. La salma è stata portata alla camera mortuaria del cimitero, a Cala Pisana. “Un ulteriore dramma che sconvolge e tocca le nostre corde emotive”, dice monsignor Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento, che martedì 12 ha lanciato un appello alle istituzioni per chiedere di aiutare Lampedusa, un’isola allo stremo per il sovraffollamento dovuto agli sbarchi degli ultimi giorni. Oggi ci sono stati altri 7 sbarchi con 337 migranti. Dalla mezzanotte si contano 37 sbarchi, con un totale di 1.627 persone arrivate. 700 migranti sono stati nel frattempo imbarcati sul traghetto di linea verso Porto Empedocle. All’hot spot di Contrada Imbriacola ci sono ancora oltre 6.000 migranti. Prefettura e polizia sono al lavoro per cercare di gestire accoglienza e trasferimenti ma la situazione non è facile: al Molo Favarolo e in altri punti dell’isola ci sono gruppi di persone sotto il sole, in condizioni non dignitose, in attesa di una sistemazione. Ci sono stati anche alcuni momenti di tensione, poi rientrati. “Il mio appello – afferma l’arcivescovo di Agrigento – vuole unirsi al coro di chi si rivolge alle autorità regionali e nazionali perché si impegnino a garantire una gestione e un accompagnamento di questi flussi di migranti in transito che siano rispettosi della dignità della persona, di chi per disperazione e bisogno cerca rifugio sulle nostre coste. Così non va”.

mons. Alessandro Damiano – foto Cassaro, archivio de “L’Amico del Popolo”

Un neonato di soli 5 mesi ha perso la vita poco prima dell’approdo a Lampedusa. L’ennesima tragedia dell’immigrazione.

Ho saputo la notizia dal parroco di Lampedusa, che mi aggiorna sulla situazione. Pare che fossero già in prossimità del molo, nella fase di trasferimento dalla barca al molo. È un ulteriore dramma che sconvolge e tocca le nostre corde emotive perché è un bimbo di soli 5 mesi. Al contempo dobbiamo pensare anche ai tanti che muoiono e non lo sappiamo. Perché poi quando si vede e si tocca l’impatto è diverso.

Martedì ha lanciato un appello per chiedere aiuto per Lampedusa. Lo rinnova ancora oggi?

Si, il parroco mi ha raccontato della situazione di confusione dovuta a questo afflusso così massiccio, senza pause. Diventa difficile per gli operatori, anche se si impegnano. Le autorità locali assicurano un trasferimento veloce in Sicilia ma è tutto complicato, sia per i numeri sia per la posizione geografica di Lampedusa, che è più vicina a Tunisi che a noi. Il mio appello vuole unirsi al coro di chi si rivolge alle autorità regionali e nazionali perché si impegnino a garantire una gestione e un accompagnamento di questi flussi di migranti in transito che siano rispettosi della dignità della persona, di chi per disperazione e bisogno cerca rifugio sulle nostre coste. Così non va.

In più oggi è arrivata la notizia che Germania e Francia intendono chiudere le frontiere.

Lampedusa è considerata la porta d’Europa ma l’Europa ha le porte chiuse. Ma stiamo scherzando? La porta d’Europa chiusa? È grave. Non lasciare sola Lampedusa significa non lasciare sola l’Italia. La comunità ecclesiale e civile di Lampedusa si vede rappresentata sui canali televisivi o su internet come se fosse una sorta di campo di concentramento. Lampedusa è una cittadina con un flusso turistico importante e una comunità che da più di vent’anni ha dimostrato di essere accogliente e premurosa nell’ospitalità, vocazione dell’isola ancora prima dei flussi migratori. Poi via via le cose sono cambiate, questa ospitalità è stata più difficile, lo Stato è intervenuto nel controllo dell’accoglienza. I lampedusani si sono esercitati nell’ospitalità. La figura mariana della Madonna di Porto Salvo era già un porto di salvezza per i naviganti, che poi è diventato un punto di speranza per una vita più dignitosa, che a volte si infrange sugli scogli della coscienza europea.
E stamattina ne abbiamo avuto, ahimè, la conferma.

Si diceva che le ong fossero un fattore di attrazione, invece nonostante in mare ci siano poche navi umanitarie i numeri quest’anno sono altissimi.

Certo che le ong non sono fattore di attrazione, semmai sono una ulteriore scialuppa di salvataggio che va ad integrare il sistema nazionale. Ci sono dati che dimostrano che le persone salvate dalle Ong rappresentano una percentuale molto bassa. Sono molti di più quelli salvati dalla guardia costiera.

Da un punto di vista pratico quali soluzioni potrebbero sgravare Lampedusa da flussi così consistenti? Con la Croce Rossa la situazione nell’hotspot era un po’ migliorata e i trasferimenti erano stati velocizzati.

La Croce Rossa ha gestito meglio la situazione nell’hotspot perché ha risorse umane e strumenti che altri enti privati non hanno, quindi non va colpevolizzato nessuno. La Croce Rossa è un fiore all’occhiello e lì sta dando il meglio di sé. Ma i trasferimenti dipendono dalla disponibilità di navi, aerei  e pullman e questo penso dipenda dalla prefettura. Bisogna anche fare i conti con le condizioni meteo che non sempre permettono di attraccare, e con il mare non si discute. C’è stato sicuramente un incremento di trasferimenti ma ci sono mille difficoltà pratiche che dipendono dalla collocazione di Lampedusa. Muoversi da lì è difficile.

Qualche cittadino delle isole Pelagie sostiene che una soluzione potrebbe essere di nuovo una grande nave al largo di Lampedusa, come nel periodo del Covid. Lei che ne pensa?

Queste situazioni galleggianti sono terminate con la fine della pandemia ma non sono una soluzione perché anche quelle si riempiranno. Li metti lì e poi? È sempre mettere una pezza. Queste persone hanno già attraversato il deserto di sabbia, il deserto di sale, magari hanno già soggiornato nell’inferno della Libia, e li piazziamo in una nave in mezzo al mare? Sono sempre soluzioni molto parziali e quindi illusorie.

Servirebbe una maggiore presa in carico a livello europeo?

Certo. Anche perché la maggior parte di queste persone non vogliono stare in Sicilia ma cercano di andare nel Nord Europa. Abbiamo già una emigrazione giovanile che spopola la Sicilia. Che opportunità avrebbero qui? Magari qualcuno potrà trovare l’America in Sicilia o in Calabria ma la maggioranza cerca di raggiungere i familiari. Sono scontenti di stare qui da noi dopo aver superato tante prove.

Rivista

Sul mensile missionario per ragazzi Il Ponte d’Oro, focus sulle “diseguaglianze nel mondo”

14 Set 2023

di Gianni Borsa

“Siamo tutti uguali?”, s’interroga la copertina del numero di settembre de “Il Ponte d’Oro”, mensile per ragazzi edito dalla fondazione Missio (www.missioitalia.it). Nelle pagine del dossier, dedicato al tema, i giovani lettori scoprono che per rispondere all’interrogativo “basta prendere atto di questo dato: il 20% della popolazione del pianeta possiede l’85% della ricchezza mondiale, mentre il rimanente 80% gode solo del 15% delle risorse”. Ma a descrivere come le diseguaglianze si ripercuotano su tanti aspetti della vita quotidiana non sono solo i numeri: “sono soprattutto i missionari – spiega Chiara Pellicci, della redazione della rivista – che operano in diversi Paesi del Sud del mondo, le cui storie conducono ora nella discarica di Dandora, a Nairobi (Kenya), dove circa tremila persone vivono dei rifiuti degli altri, ora a Bodo in Ciad per saperne di più delle scuole sotto gli alberi, ora a Mouyondzi, nella diocesi di Nkayi (Repubblica democratica del Congo), dove l’acqua più vicina era lontana mezzo chilometro prima della costruzione di un pozzo”.
Nei giorni in cui tutte le scuole italiane ricominciano il nuovo anno, l’editoriale di padre Kizito aiuta invece a riflettere sulle diseguaglianze anche nel diritto allo studio: “La scuola è un diritto che aiuta a crescere e a diventare grandi! Non tutti hanno questa fortuna, ce lo dobbiamo sempre ricordare”, si legge.
Di diritti umani parla anche “Kabaka, l’amico dotto”, rubrica che in questo numero racconta di Matteo, un ragazzo che ha scoperto sulla propria pelle che vivere è un diritto di tutti. La sua malattia e le sue cure all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, infatti, “gli hanno insegnato che vivere è un diritto di ogni essere umano, sia che stia combattendo contro una grave malattia (come nel suo caso), sia che abbia la sfortuna di essere nato in una zona del mondo dove mancano cibo, acqua, cure essenziali”.

Ecclesia

Weekend di preghiera e spiritualità all’Oasi ‘Santa Maria degli Angeli’ di Massafra

14 Set 2023

di Angelo Diofano

Sabato 16 e domenica 17, weekend di spiritualità all’Oasi “Santa Maria degli Angeli” di Massafra, in via Laliscia 31: una sosta per chiudere il periodo di vacanze e iniziare con nuovo entusiasmo le nostre attività quotidiane all’insegna della Parola, delle parole, della preghiera, del confronto e della fraternità. Gli incontri saranno guidati da suor Palmarita Guida, della Fraternità vincenziana Tiberiade.

Il weekend è aperto a  tutti coloro che desiderano avviare o continuare un processo che li aiuti a trovare equilibrio e armonia per vivere nel quotidiano uno stile di vita più consapevole ed essenziale, centrato sulla propria dimensione spirituale. In particolare: a chi sente l’urgenza di fermarsi per un percorso di consapevolezza e di conoscenza dei nodi che impediscono alla propria spiritualità di esprimersi serenamente; a chi ha bisogno di uno spazio di riflessione per maturare decisioni importanti o per affrontare un momento difficile della propria vita; a chi vuole approfondire il suo rapporto con Dio rileggendo la propria vita alla luce della Parola e nel dialogo con una guida spirituale.

Per info, costi e iscrizioni tel. 333.9399019.