Il gruppo Caritas del Santissimo Crocifisso (assieme a tutta la comunità parrocchiale) partecipa alla gioia del suo responsabile Gerardo Bidoli per il centesimo compleanno del suocero Giovanni Longo, nato a Rotondella (Matera) il 18 gennaio del 1924.
Taranto Velata: venerdì 19, nuovo tour tra arte, religiosità popolare, tradizioni e archeologia
18 Gen 2024
Dopo il grande successo del recital “Di Crepe e di Luce” (So long, Leonard), con Giorgio Consoli (voce) e Simone Costa (chitarra), Taranto Velata torna con un nuovo appuntamento venerdì 19 gennaio.
Alle ore 19, dal book shoop di San Cataldo, partirà il “Città vecchia Secret Tour”, un viaggio tra luoghi di culto, bellezze artistiche e leggende. Arte, religiosità popolare, tradizioni, archeologia: sono diverse le tracce di “Taranto Velata”, il progetto di Ethra Archeologia e Turismo per un percorso che unisce itinerari, spettacoli teatrali, talk, con l’unico scopo di promuovere e far conoscere tesori poco noti e non sempre fruibili.
Non tutti sanno, infatti, che tra i capolavori custoditi nella chiesa di San Domenico, di particolare rilievo artistico è la Circoncisione, opera degli anni Ottanta del Cinquecento, di Fabrizio Santafede, considerato il più autorevole artista napoletano del periodo.
Il Città vecchia Secret Tour toccherà anche le chiese di Sant’Anna e dei Santi Medici ancora oggi espressione della devozione e della religiosità popolare e il maestoso santuario della Madonna della Salute che con la sua ampia facciata domina la caratteristica piazzetta Monteoliveto.
Ad accompagnare i visitatori sono gli archeologi e gli storici dell’arte di Ethra, concessionaria dei servizi turistici della basilica cattedrale San Cataldo e delle altre chiese della città vecchia. Durata del tour, due ore circa.
Per info e prenotazioni: 3791182464, oppure consultare la pagina Facebook Ethra Archeologia e Turismo. Ticket 8 euro.
Un appello giunge da don Francesco Santoro, parroco alla Maria Santissima Assunta di Faggiano: “In occasione del centenario della nascita dell’amato e indimenticato parroco di Faggiano don Ezio Silvestri, ognuno può scrivere un suo ricordo,una sua testimonianza e inviarlo, entro e non oltre il 15 febbraio, alla mail assunta.faggiano@diocesi.taranto.it
Ecco alcune note biografiche, attinte dall’opera editoriale “Venite, benedetti dl Padre mio” di don Andrea Casarano, che ringraziamo vivamente.
Don Ezio Silvestri nacque a Formazza (provincia del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte) il 23 febbraio 1924 da Giuseppe e Giuseppina Ramponi. Appartenente ai Giuseppini del Murialdo, fu ordinato sacerdote nella chiesa di Santa Rosa, a Viterbo, l’8 marzo del 1952 dal vescovo mons. Adelchi Albanesi. Egli celebrò la prima messa a Taranto (nella chiesa di San Francesco, non meglio specificato) il 29 giugno 1952.
L’arcivescovo mons. Guglielmo Motolese lo accolse ufficialmente nella nostra arcidiocesi l’8 dicembre 1969 e lo incardinò definitivamente l’8 dicembre 1972.
Fu vicario parrocchiale alla Madonna delle Grazie, a Taranto, dal 1968 al 1969, poi parroco a Faggiano dal primo febbraio 1970 e amministratore parrocchiale a San Crispieri dal primo ottobre del 1971. Mantenne i due incarichi fino alla morte, avvenuta il 15 gennaio 1997.
Così viene ricordato nel necrologio: “Con il suo carattere semplice e umile, pacifico e pacificatore, alieno dalle contestazioni, profondamente ottimista, divenne un padre per tutti e di tutti. Punti cardini del suo ministero pastorale divennero la celebrazione dell’eucarestia e il sacramento della riconciliazione, la cura delle vocazioni al ministero sacerdotale; ricostituì l’Azione Cattolica dando forte incremento alla presenza e all’azione dei laici”.
Sabato 20, l’ordinazione diaconale di fra’ Andrea Cosimo D’Arcangelo
18 Gen 2024
di Angelo Diofano
Sabato 20, alle ore 18.30, a Bari, nella Basilica pontificia di San Nicola, per l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione dell’arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano, si terrà la celebrazione per l’ordinazione diaconale del tarantino fra’ Andrea Cosimo Egidio M. D’Arcangelo, dell’ordine dei frati predicatori domenicani.
A Faggiano la parrocchia Maria SS. Assunta organizza per lunedì 22 alle ore 19, nella sala consiliare del Comune “Ignazio Di Napoli”, un incontro-dibattito sul cammino sinodale della Chiesa italiana intitolato “Partecipazione, confronto e collaborazione: per una costruzione condivisa del bene comune”.
Relazioneranno don Antonio Panico, vicario episcopale per la società e la custodia del Creato, e il prof. Pietro Panzetta, docente alla Lumsa. Modererà i lavori la giornalista Paola Casella.
L’iniziativa si svolge nell’ambito dei “Cantieri sinodali” finalizzati a incontrare e a dialogare con tutte le rappresentanze della società.
Il parroco don Francesco Santoro ha invitato a partecipare all’incontro-dibattito il primo cittadino Antonio Cardea, la giunta, tutti i consiglieri comunali di Faggiano, le associazioni, il mondo della scuola oltre ai sindaci e alle parrocchie dei Comuni della vicaria.
Giovedì 18 gennaio alle 21 al teatro Orfeo di Taranto, “Anima soul”. Protagonista dell’ottavo appuntamento della Stagione Eventi musicali 2023/2024, il grande Ola Onabulé, accompagnato da Tobias Becker, pianista e arrangiatore. Orchestra della Magna Grecia diretta dal maestro Marco Battigelli.
La Stagione, con la direzione artistica del maestro Piero Romano, è promossa dalla stessa Orchestra della Magna Grecia in collaborazione con il Comune di Taranto, il Ministero della Cultura e la Regione Puglia, insieme con attività e istituzioni del territorio: BCC-Banca di Credito Cooperativo, Teleperformance, Ninfole Caffè, Varvaglione Vini, Baux Cucine e Programma sviluppo.
Voce considerata dalla critica “gentile, malinconica, inquietante, emozionante”, Ola Onabulé è indicato a ragione come uno dei migliori cantanti e artisti contemporanei. Nato in Gran Bretagna e cresciuto in Nigeria, Onabulé è autore delle sue stesse composizioni. Privo di cliché, ricorda i grandi cantautori degli Anni Sessanta e Settanta. La sua musica supera i confini, unendo influenze jazz, soul e world music per giungere ad uno stile altamente identificabile. Suoi modelli ispiratori, fra gli altri, gli africani Fela Kuti e King Sunny Ade, i grandi del soul americano (Stevie Wonder, Donny Hathaway), il rhythm and blues di James Brown e il jazz di Miles Davis.
Ola, artista di consumata esperienza, ha scelto un percorso personale, scrivendo e producendo nove album con la sua etichetta, la Rugged Ram Records. Con intensità emotiva e sofisticata teatralità, utilizza l’intero palco, coinvolgendo il pubblico, con uno straordinario virtuosismo vocale intervallato da una narrazione di grande emozione. Fra i più recenti riconoscimenti attribuiti a Onabulé: Best albums of 2019 (Downbeat), Best releases 2019 (All about jazz) e The most popular releases 2019 (Jazz in Europe).
Poltronissima 40euro+prevendita; Platea e prima galleria 30euro+prevendita; seconda e terza galleria 20euro+prevendita. Biglietti: TicketSms. Info: Orchestra Magna Grecia Taranto – via Ciro Giovinazzi 28 (392.9199935):
Autonomia differenziata, le Acli: “Il governo fermi il ddl Calderoli che aumenterà le disuguaglianze tra i territori”
17 Gen 2024
“Siamo contrari ad una autonomia differenziata che, una volta approvata, genererebbe una forma di Stato non più unitario”. Così Antonio Russo, vicepresidente delle Acli, sul disegno di legge Calderoli che questo pomeriggio approda in Senato.
Le Acli che non hanno mai espresso un giudizio negativo sul principio di forme di regionalismo solidale contenuto nella Carta, ma si oppongono fortemente ad un’idea di autonomia territoriale competitiva, concorrente e appropriativa, contenuta nel disegno di legge.
“Siamo convinti che, non solo il Mezzogiorno sarebbe penalizzato dalla riforma a regime, ma l’intero Paese nel quale verrebbe persino messa in dubbio la tenuta del principio di uguaglianza, contenuto nell’art. 3 della nostra Costituzione – continua Russo -. La possibile attribuzione alle Regioni di 23 materie di competenza esclusiva, modificherebbero di fatto il volto e la stessa identità del Paese, abbandonando una parte dello stesso ad un ritardo incolmabile che istituzionalizzerebbe le disuguaglianze già oggi evidenti”.
Le Acli fanno appello al Governo e alla maggioranza che lo sostiene affinché fermi questa pericolosa deriva e porti invece a compimento riforme e iniziative che riducano le differenze tra i territori. “Non si perda l’occasione di unire il Paese piuttosto che dividerlo in 21 Regioni-Stato di memoria neofeudale che niente hanno a che vedere con l’Italia che sogniamo”, conclude Russo.
“Scommettere sugli adolescenti. Sfide e prospettive”
17 Gen 2024
di Francesco Mànisi
Sabato 13 gennaio, nel seminario arcivescovile, si è tenuto il secondo incontro di formazione per educatori delle fasce giovanili e adolescenziali, organizzato dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile diretto da don Francesco Maranò. Dopo il primo incontro del novembre scorso sulle sfide giovanili e sulla necessità di impostare una pastorale giovanile che sappia adeguatamente rispondere ai bisogni formativi dei giovani, il dott. Francesco Aprile, formatore e counselor in analisi transazionale della diocesi di Otranto ha relazionato sul tema “Scommettere sugli adolescenti. Sfide e prospettive”.
I presenti, circa una trentina di educatori ed educatrici provenienti di varie parrocchie, associazioni e realtà giovanili della nostra arcidiocesi, sono stati invitati a riflettere anzitutto sulle dinamiche psicologiche che si sviluppano nella mente e nel cuore dei nostri adolescenti. Con una coinvolgente attività, il dott. Aprile ha cercato di far emergere dagli stessi convenuti quali siano le caratteristiche peculiari dei ragazzi accompagnati, le loro fatiche, le loro capacità e risorse.
Come ben sappiamo, l’adolescenza è un periodo particolare ed affascinante della vita che diviene sempre più difficile definire e comprendere. Accompagnare gli adolescenti significa, allora, offrire loro risorse che sorreggano, sviluppino e potenzino le loro capacità. Ciò che risulta imprescindibile è il saper favorire la nascita e lo sviluppo di relazioni significative tra educatore e adolescente che siano in grado di far fronte alle sfide della crescita. A tal proposito, Aprile ha suggerito la proposta metodologica di una “kenosi” educativa: prendendo spunto dal mistero dell’incarnazione con cui Dio “si fa come noi per farci come lui” anche l’educatore adulto deve sapersi “fare adolescente” vincendo ogni pregiudizio esistente per poter condividere pienamente le fatiche, le gioie, le speranze e i bisogni di questa età particolare. L’obbiettivo è quello di saper trovare insieme delle strade che possano favorire la crescita umana e spirituale dei ragazzi accompagnati.
Il formatore ha così proposto cinque prospettive cui potersi rifare per accompagnare adeguatamente gli adolescenti nel cammino ordinario delle nostre comunità: la prima è quella del saper vedere e rimandare tutti gli aspetti positivi presenti nel loro modo di essere al mondo, fuggendo la tentazione che porta a vedere nei ragazzi di oggi persone incapaci di desideri grandi. La seconda prospettiva per scommettere seriamente sugli adolescenti risiede nella necessità di avanzare delle proposte tanto adeguate quanto alte che non si limitino solo alla forma ma che siano capaci di dare contenuti profondi e utili nel personale cammino di crescita umana e spirituale. Per fare ciò è necessario esplorare linguaggi nuovi che possano intercettare la vita concreta dei nostri giovani, i loro interessi e i luoghi che abitano quotidianamente. Le ultime due prospettive consegnate da Aprile coincidono con la grande generosità da parte dell’educatore nell’investire del tempo per poter “stare” con gli adolescenti e nel saper valorizzare anche gli aspetti informali e destrutturati nei nostri incontri.
La lussuria “devasta le relazioni tra le persone”. Ne è convinto papa Francesco, che per documentare questa sua affermazione, nella catechesi di oggi in aula Paolo VI dedicata a questo tema, ha citato la cronaca di tutti i giorni: “Quante relazioni iniziate nel migliore dei modi si sono poi mutate in relazioni tossiche, di possesso dell’altro, prive di rispetto e del senso del limite?
Sono amori in cui è mancata la castità: virtù che non va confusa con l’astinenza sessuale”, poiché è “la volontà di non possedere mai l’altro”. “Amare è rispettare l’altro, ricercare la sua felicità, coltivare empatia per i suoi sentimenti, disporsi nella conoscenza di un corpo, di una psicologia e di un’anima che non sono i nostri, e che devono essere contemplati per la bellezza di cui sono portatori”, ha spiegato il papa: “Amare è quello: l’amore è bello”. La lussuria, invece, “si fa beffe di tutto questo: depreda, rapina, consuma in tutta fretta, non vuole ascoltare l’altro ma solo il proprio bisogno e il proprio piacere; la lussuria giudica una noia ogni corteggiamento, non cerca quella sintesi tra ragione, pulsione e sentimento che ci aiuterebbe a condurre l’esistenza con saggezza. Il lussurioso cerca solo scorciatoie: non capisce che la strada dell’amore va percorsa con lentezza, e questa pazienza, lungi dall’essere sinonimo di noia, permette di rendere felici i nostri rapporti amorosi”.
“Nel cristianesimo non c’è una condanna dell’istinto sessuale”, ha precisato Francesco, ma “questa dimensione così bella, la dimensione sessuale, la dimensione dell’amore, non è esente da pericoli”. Dopo la gola, infatti, è la lussuria “il secondo demone che sta sempre accovacciato alla porta del cuore”. “Mentre la gola è la voracità nei confronti del cibo, questo secondo vizio è una sorta di voracità verso un’altra persona, cioè il legame avvelenato che gli esseri umani intrattengono tra di loro, specialmente nella sfera della sessualità”, ha argomentato il papa, citando come esempio positivo il Cantico dei Cantici, che è “uno stupendo poema d’amore tra due fidanzati” e ricordando che già San Paolo “deve affrontare la questione nella prima Lettera ai Corinzi”, rimproverando “una gestione malsana della sessualità da parte di alcuni cristiani”.
L’innamoramento è “una delle realtà più sorprendenti dell’esistenza”, ha affermato Francesco: “Ci sono tanti sposi novelli, voi potete parlare di questo”, ha detto a braccio. “Perché questo mistero accada, e perché sia un’esperienza così sconvolgente nella vita delle persone, nessuno di noi lo sa”, ha osservato il papa: “Una persona si innamora di un’altra e l’innamoramento viene. È una delle realtà più sorprendenti dell’esistenza. E buona parte delle canzoni che si ascoltano alla radio riguardano questo: amori che si illuminano, amori sempre ricercati e mai raggiunti, amori carichi di gioia, o che tormentano fino alle lacrime”. “Se non viene inquinato dal vizio, l’innamoramento è uno dei sentimenti più puri”, la tesi di Francesco: “Una persona innamorata diventa generosa, gode nel fare regali, scrive lettere e poesie. Smette di pensare a sé stessa per essere completamente proiettata verso l’altro. E’ bello questo! E se chiedete a un innamorato per quale motivo ami, non troverà una risposta: per tanti versi il suo è un amore incondizionato, senza nessuna ragione. Pazienza se quell’amore, tanto potente, è anche un po’ ingenuo: l’innamorato non conosce veramente il volto dell’altro, tende a idealizzarlo, è pronto a pronunciare promesse di cui non coglie subito il peso”.
“Il piacere sessuale, che è un dono di Dio, è minato dalla pornografia: soddisfacimento senza relazione che può generare forme di dipendenza”, il monito a proposito della lussuria, definita “un vizio pericoloso”: “Tra tutti i piaceri dell’uomo, la sessualità ha una voce potente. Coinvolge tutti i sensi; dimora sia nel corpo che nella psiche, e questo è bellissimo; ma se non disciplinata con pazienza, se non iscritta in una relazione e in una storia dove due individui la trasformano in una danza amorosa, essa si muta in una catena che priva l’uomo di libertà”.
“Dobbiamo difendere l’amore”, l’invito a braccio: “l’amore del cuore, della mente, del corpo, l’amore puro nel donarsi l’uno all’altro, è questa la bellezza del rapporto sessuale”. “Vincere la battaglia contro la lussuria, contro la ‘cosificazione’ dell’altro, può essere un’impresa che dura tutta una vita”, ha ammesso il pontefice: “Però il premio di questa battaglia è il più importante in assoluto, perché si tratta di preservare quella bellezza che Dio ha scritto nella sua creazione quando ha immaginato l’amore tra l’uomo e la donna. Che non è per usare l’uno dell’altro, ma per amarsi. Quella bellezza che ci fa credere che costruire una storia insieme è meglio che andare a caccia di avventure. Coltivare tenerezza è meglio che piegarsi al demone del possesso: il vero amore non possiede, si dona. Servire è meglio che conquistare. Perché se non c’è l’amore, la vita è triste solitudine”.
Al termine dell’udienza, dopo aver assistito all’esibizione di artisti circensi, il Santo padre ha espresso la sua ”vicinanza e solidarietà” alle vittime dell’attacco missilistico a Erbil, chiedendo “a tutti di evitare ogni passo che aumenti la tensione in Medio Oriente e negli altri scenari di guerra”.
Una “tre giorni” di formazione biblica è stata organizzata dall’Ufficio catechistico dell’arcidiocesi-settore apostolato biblico sul tema “Salmi, un canto ogni giorno, un canto per ogni giorno”. Gli incontri avranno luogo nei giorni 22-23-24 gennaio dalle ore 17.30 alle ore 19.30 al seminario di Poggio Galeso. Si invita a portare la Bibbia.
“Ogni cristiano – diceva il cardinale Carlo Maria Martini – è chiamato a leggere e a recitare i Salmi non solo come una preghiera antichissima che conserva tutto il suo valore con il passare dei secoli, bensì come preghiera del popolo di Dio in cammino oggi, preghiera di ciascuno di noi, messa sulla bocca di Dio stesso e dalla Chiesa per educarci a pregare, per insegnarci che cosa chiedere, desiderare e sperare”.
Ecco il programma degli incontri: nella prima giornata, lunedì 22 gennaio, dedicata all’Introduzione al Libro dei Salmi, ci sarà la presentazione di don Lucangelo De Cantis (direttore dell’Ufficio catechistico), con la relazione di padre Franco Annicchiarico s.j. e l’intervento dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero; martedì 23 mercoledì 24, lettura e commento di Salmi scelti.
L’Ac della parrocchia Maria SS Immacolata di San Giorgio J. compie 90 anni
16 Gen 2024
di Daniele Panarelli
In una bella cornice di persone presenti, di manifesti degli ultimi trent’anni e dei colori delle magliette dei gruppi, si sono celebrati ieri i 90 anni dell’Azione cattolica della parrocchia Maria SS Immacolata di San Giorgio Jonico.
Nel corso della festa dell’adesione il consiglio parrocchiale ha voluto celebrare questo passaggio importante dell’associazione ricordando, attraverso una bella mostra di documenti e cimeli storici, questi novant’anni di storia. Durante la serata sono stati anche premiati gli ex presidenti per la passione espressa durante il loro mandato, un piccolo ma significativo segno nei confronti di chi a questa associazione ha donato parte della propria vita. Un’associazione che in questi anni è stata costantemente presente nella comunità, nel paese ed in diocesi, spendendo sempre le migliori energie in qualsiasi attività sia stata chiamata ad operare. Una storia che parte da lontano ma che arriva ai giorni nostri con entusiasmo e voglia di fare, quella stessa voglia che i gruppi Acr, Giovani e Adulti oggi mettono in campo a favore della comunità intera.
I padri minimi della parrocchia di San Francesco di Paola, in occasione della festa della Madonna del miracolo, ricordano la figura di padre Angelo Mianulli, a lungo parroco in solido, scomparso il 16 dicembre scorso all’età di 89 anni al santuario di Paola, dove ha vissuto negli ultimi anni.
Padre Angelo era nato a Ginosa il 14 dicembre del ’34. “Eravamo sei figli – raccontava – con mio padre che fece entrambe le guerre mondiali”. Il suo parroco, don Rocco Lombardi, voleva che frequentasse il seminario diocesano, dopo aver studiato con lui fino alla seconda media, impegnandosi a mantenerlo durante la frequenza. Fu però colpito dallo stole di vita sacerdotale del padre Saverio Salamina, dei Minimi (originario di Roccaforzata) che da Taranto giungeva in paese per dare una mano al parroco. Così decise di entrare in quell’ordine, in accordo con il guardiano della San Francesco di Paola, padre Antonio Sirico. Nel giugno del 1950 egli andò a Paola a studiare al ginnasio; nel ’54 fu a Massa Lubrense per iniziare il noviziati; successivamente dal ’55 frequentò la Lateranense, a Roma, dove il primo luglio del 1962 ricevette l’ordinazione presbiterale. Suo primo incarico da sacerdote fu a Grottaglie per curare le vocazioni; poi a Paola e successivamente a Bari. Risale al 14 ottobre del 1980 il suo arrivo a Taranto, dove rimase per nove anni. Dopo un ulteriore spostamento a Bari, eccolo daccapo, nel 2007 a Taranto alla San Francesco di Paola, dove ha operato a lungo. Di padre Angelo Mianulli i tarantini ricordano i grandi pellegrinaggi mariani da lui organizzati e soprattutto la promozione del culto alla Madonna del Miracolo (iniziata già a Bari).
Il suo consiglio ai giovani sacerdoti: “Non limitatevi a organizzare eventi, ma impegnatevi nella vita spirituale, dando spazio alla preghiera. Recitate puntualmente l’Ufficio divino, rispettandone rigorosamente gli orari, e state quanto più possibile con la corona del rosario in mano, dedicandovi alle buone letture e non trascurando d’informarvi sulle vicende del mondo, per ben interpretarle secondo lo Spirito”.