Popolo in festa

La festa della Madonna del Miracolo alla San Francesco da Paola di Taranto

ph G. Leva
15 Gen 2024

di Angelo Diofano

Così la comunità dei padri minimi invita a partecipare alle celebrazioni: “Carissimi fedeli e figli di Maria, ‘cristiani non si nasce, si diventa’ (Tertulliano). Così avvenne per l’ebreo (solo di etnia) Alfonso Ratisbonne. Non c’era a sperare che in quel giovane il quale, fin da quando frequentava il liceo, affermava ai suoi condiscepoli di essere stato educato all’ambiente dei giovani indifferenti come lui. Conosceva solo gente senza fede, senza religione. Titolare, poi, di una fiorente banca d’Alsazia, scettico e razionalista, privo di qualsiasi convinzione religiosa, sempre ostile e beffardo verso tutto ciò che avesse un riferimento al cattolicesimo, era pura utopia che potesse sorgere una vocazione missionari, con una vita eroicamente consacrata alla cura dei bambini ebrei, cristiani, mussulmani e abbandonati della Palestina. È proprio vero che “nulla è impossibile a Dio”. L’apparizione dell’Immacolata all’ebreo nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte in Roma (20 gennaio 1842) è preceduta e collegata da quella della Medaglia miracolosa di Santa Caterina Labourè (Parigi, 27 novembre 1830). Ma è sempre Lei la Mediatrice delle grazie presso il suo Divin Figlio Gesù Cristo”.

Nella parrocchia San Francesco da Paola di Taranto, ogni giorno, santa messa alle ore 8; alle ore 17 recita del santo rosario e dei vespri e alle ore 18.30 santa messa.

La prima giornata, martedì 16, sarà dedicata al ricordo di padre Angelo Mianulli, a lungo parroco in solido e promotore della devozione alla Madonna del Miracolo, deceduto il 16 dicembre scorso; alle ore 18.30 la concelebrazione eucaristica sarà presieduta da pare Omar Solis, vicario parrocchiale e animata dal gruppo liturgico parrocchiale.

Martedì 17, dalle ore 8.30 alle ore 12, adorazione eucaristica silenziosa per le vocazioni religiose e sacerdotali dell’Ordine dei Minimi; alle ore 18.30 concelebrazione eucaristica presieduta da don Francesco Nigro, direttore dell’Ufficio catechistico regionale, animata dal gruppo catechistico della parrocchia.

Giovedì 18, dalle ore 8.30 alle ore 12, adorazione eucaristica silenziosa per le famiglie; alle ore 18.30, concelebrazione eucaristica presieduta da don Simone De Benedittis, vicario parrocchiale alla San’Antonio, con benedizione e consacrazione alla Madonna delle famiglie, che cureranno l’animazione.

Venerdì 9, dalle ore 8.30 alle ore 12, adorazione eucaristica per i malati; alle ore 18.30 concelebrazione eucaristica presieduta dal vicario generale mons. Alessandro Greco e animata dai Terziari dell’Ordine dei Minimi della parrocchia.

Sabato 20, festa della Madonna del Miracolo, dalle ore 8.30 alle ore 11.30, adorazione eucaristica silenziosa seguita dal santo rosario e, a mezzogiorno, dalla supplica; alle ore 16.45, santo rosario biblico e recita dei Vespri, al termine, atto di affidamento dell’Ordine dei Minimi alla Madonna; alle ore 18.30, concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero e animata dai ministri straordinari parrocchiali dell’eucarestia; al termine, “Mater”: concerto mariano di polifonie dal Medioevo e al periodo contemporaneo diretto dal maestro Fabio Anti.

Diocesi

Sull’ex Ilva interviene l’arcivescovo di Taranto: “Città esausta: servono risposte”

14 Gen 2024

A firma di Annachiara Valle, sulla versione online di Famiglia Cristiana un’intervista al nostro arcivescovo su Taranto e l’ex Ilva che sarà pubblicata sul settimanale in uscita giovedì 18 gennaio.

https://www.famigliacristiana.it/articolo/citta-esausta-servono-risposte-sull-ex-ilva-interviene-il-vescovo-di-taranto.aspx?_gl=1*1ipwa10*_up*MQ..*_ga*OTI0MDI0Mzk4LjE3MDUyMjcyNTc.*_ga_461C9NTN7Y*MTcwNTIyNzI1NC4xLjAuMTcwNTIyNzI1NC4wLjAuMA

Eventi formativi

Servizio pastorale giovanile, incontro al seminario

12 Gen 2024

di Angelo Diofano

Sabato 13 gennaio al seminario arcivescovile il servizio di pastorale giovanile terrà delle ore 16 alle ore 19.30, il secondo incontro di formazione annuale per educatori e accompagnatori delle fasce adolescenziali e giovanili.
L’incontro sarà guidato dal dott. Francesco Aprile, formatore e counselor in Analisi transazionale e avrà come tema “Scommettere sugli adolescenti, sfide e prospettive”. Si potrà partecipare a questo importante momento formativo iscrivendosi al modulo aprendo il link: https://docs.google.com/…/1FAIpQLSeqtebOdGatHl…/viewform

#pastoralegiovanile #pastoralegiovaniletaranto #giovani #taranto.

Per informazioni tel. 340.9705114 (don Francesco Maranò) – 328.7724556 (don Francesco Manisi)

Ricorrenze

Le Acli ricordano Sassoli a due anni dalla scomparsa

David Sassoli (foto Sir/European Parliament)
12 Gen 2024

A due anni dalla scomparsa di David Maria Sassoli, il vuoto che ha lasciato in tanti italiani e europei non si è riempito. Sassoli ha rappresentato con la sua vita e con le sue parole, un esempio e una guida che ancora oggi è insostituibile.

Le Acli hanno sempre sentito una profonda sintonia con i suoi ideali, che riflettevano un’Europa fondata sul rispetto dei diritti umani, sulla promozione della giustizia sociale e sull’incoraggiamento di un dialogo costruttivo tra le diverse culture e nazioni.  

Sassoli credeva in un’Europa che fosse non solo un’unione economica, ma anche una comunità di popoli e valori. La sua visione di un Parlamento aperto, accessibile e vicino alle persone rappresenta un’eredità di fondamentale importanza, soprattutto in questi tempi di sfide e cambiamenti. Nell’anno delle elezioni europee, i suoi insegnamenti assumono un significato ancora più profondo.  

In questi due anni le Acli si sono impegnate per mantenere vivo il ricordo di Sassoli attraverso incontri pubblici in tutta Italia per presentare il libro “La saggezza e l’audacia”, una raccolta di discorsi scritti durante la stagione della presidenza del Parlamento europeo. Oggi, nell’anniversario della sua morte, le Acli hanno partecipato ad una cerimonia in suo onore presso l’Europa Experience di Roma, dove alcuni studenti hanno letto una selezione dei suoi discorsi. Il suo esempio continuerà a guidare gli sforzi delle Acli per costruire un futuro migliore per tutti i cittadini europei.

Teatro

«Every Brilliant Thing», mille ragioni per vivere con ironia

12 Gen 2024

Arriva in Puglia «Every Brilliant Thing», l’opera teatrale scritta da Duncan Macmillan con Jonny Donahoe, che fu anche primo interprete della pièce nel 2013 al Festival di Edimburgo, al Barrow Street Theatre di New York e durante il tour internazionale che ne seguì tra Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda. L’appuntamento è per venerdì 12 gennaio (ore 21), all’Auditorium Tatà di Taranto, per la stagione «Periferie» della compagnia Crest sostenuta dalla Regione Puglia. L’allestimento, coprodotto dal Teatro stabile d’innovazione del Friuli Venezia-Giulia con Sardegna Teatro, va in scena con la regia firmata da Fabrizio Arcuri a quattro mani con Filippo Nigro, al tempo stesso protagonista dello spettacolo, consacrato nel 2022 con due premi Franco Enriquez, uno per la regia di Arcuri, per l’appunto, l’altro per l’interpretazione di Nigro, che incontrerà il pubblico al termine della rappresentazione durante il consueto rendez-vous nel foyer condotto dalla giornalista Marina Luzzi.
Tra i più interessanti attori del cinema e del teatro italiano, Nigro è alle prese con una autofiction scandita da «liste di cose per cui vale la pena vivere», che enumera nel tentativo di fornire alla madre un inventario di possibilità. Una lista che si allunga col tempo, dall’infanzia alla vita adulta, fino a raggiungere un milione di valide ragioni.
La lista, condivisa dal protagonista in tono confidenziale, intimo e coinvolgente con chi lo ascolta, è imprevedibile, emozionante e personalissima, fatta di episodi e aneddoti catturati a margine di libri, scontrini e sottobicchieri del pub. Insomma, un racconto/confessione umano e informale, di momenti speciali, illuminazioni, piccole manie, incontri, emozioni e attimi indimenticabili. Racconto durante il quale vengono messi a fuoco il rapporto del protagonista col padre e il suo primo amore, il fallimento coniugale, la ricerca di aiuto nei momenti di difficoltà, per toccare con sensibilità e una non superficiale leggerezza il delicato e complesso tema della depressione.
Alla fine, la lista, più che alla madre, sarà stata utile al personaggio nato dalla penna del quarantunenne commediografo inglese, per il quale «se vivi tanto a lungo e arrivi alla fine dei tuoi giorni, senza esserti mai sentito totalmente schiacciato, almeno una volta, dalla depressione, beh, allora vuol dire che non sei stato molto attento!».
Con la complicità di alcuni spettatori, chiamati a dare un piccolo contributo per far sì che i ricordi del passato prendano vita, «Every Brilliant Thing» diventa in questa versione italiana una pièce partecipativa e un’esperienza per il pubblico. Grazie alla risposta dell’audience, alla temperatura emotiva e alle differenti reazioni di ogni rappresentazione, lo spettacolo non risulta mai lo stesso, perché di fatto Filippo Nigro riscrive continuamente la pièce con gli spettatori disposti ad aiutarlo, producendosi in una personale costruzione di immaginari collettivi capaci di affrontare una serie di riflessioni sulla vita e sulla società in cui viviamo, nonché sul senso stesso del teatro.
Info e prenotazioni 366.3473430. Biglietti acquistabili anche online su vivaticket attraverso il sito www.teatrocrest.it.

Ricorrenze

Biagio Conte, il “fratello povero” e la ‘Missione’ che continua un anno dopo la morte

foto Guglielmo Aguglia/Sir
12 Gen 2024

di Filippo Passantino

Biagio lo aveva detto qualche tempo prima di morire: le pietre di Vincenzo avrebbero permesso alla Missione di crescere.
Vincenzo è uno scultore. Incontrò, nei boschi di Godrano, il missionario laico in uno dei periodi di ritiro in preghiera tra i boschi, in provincia di Palermo. Parlarono di questa passione che era diventata lavoro, arte, dono. E così il missionario laico la riconobbe e la considerava, appassionato di quei luoghi in cui don Pino Puglisi, da parroco, organizzava campi scuola. Un’arte che – sapeva bene – poteva essere d’aiuto alla causa comune, quella dei poveri, quella della Missione Speranza e Carità.

foto Sir

Biagio Conte è morto un anno fa, portato via dalla vita da un male incurabile. Da quel quel giorno, la speranza e la carità – di cui si era fatto profeta – non hanno smesso di vivere nelle cittadelle della Missione che ha fondato. Le porte dei diversi centri sono rimaste aperte, continuando ad accogliere migranti, poveri, persone sole, ex tossicodipendenti. Altri centri continuano a svilupparsi, come quello di Godrano. Per Biagio Contrada Portella di Pero era “porta e valle di speranza”. Aveva poggiato lì il suo bastone e il suo giaciglio, al termine di uno dei suo pellegrinaggi per l’Europa, quando è arrivato lo spettro del Covid. In quei giorni, con una penna e un foglio di carta cominciò a sognare. E a progettare. Dalla cappella alla Via Crucis. Il Centro di spiritualità, un anno dopo la sua morte, sta prendendo forma. E a capo dell’opera c’è proprio Vincenzo che da Biagio aveva ricevuto l’investitura.
“Ero cattolico ma tiepido. Adesso vivo la fede davvero. Quando faccio la comunione mi sento toccato dallo Spirito – racconta -. L’amore che ho visto liberare a Biagio è qualcosa di infinito. Ora mi manca tanto, ma lo sento vicino”.

È la storia di un incontro, quello tra Biagio e Vincenzo. Un incontro che ha cambiato la sua vita. Nei boschi, dove il Centro di spiritualità ha messo radici, lo scultore si reca giorno e notte. Come un artista che insegue l’ispirazione. E quando l’afferra ha bisogno di scolpirla. Il Centro per lui è diventato una seconda casa. E con lui, negli ultimi mesi, hanno lavorato numerose persone. Volontari, con storie e orizzonti diversi. Tutti accomunati dalla convinzione che la via indicata da Biagio porti frutto. Assieme raccontano segni “molto belli” della presenza del missionario laico, che “continua a vegliare su di noi”. Gli arcobaleni sono il suo messaggio d’amore, le ombre dei viandanti il ricordo dalla sua presenza. C’è tempo e vita, anche quando quelli di Biagio si sono fermati.

foto Sir

La spiritualità nel Centro in costruzione è già nello spirito dell’opera, nella sua origine, nella sua profezia. E si percepisce, tra le colline verdi e gli alberi, prima ancora che la struttura venga realizzata. Come nella notte di Natale, quando i fedeli riuniti hanno celebrato la veglia, con addosso le coperte e il fuoco acceso fuori dalla cappella, realizzata in pietra. Lo spirito di Betlemme riviveva in quella notte e rivive ogni giorno. Anche nel lavoro condiviso dai volontari. C’è Pino, c’è Mario. Ci sono tanti altri uomini che hanno trovato un senso alla loro vita spendendola per i più poveri. “Lavoravo alla Regione Siciliana – racconta Pino -. Ero funzionario e mi occupavo di aiutare gli ‘ultimi’ a usufruire bene delle normative. Vivevo già la mia fede ed ero impegnato in parrocchia dove organizzavamo diverse opere di carità. Ma l’incontro con Biagio, il suo abbraccio, mi ha toccato dentro. Anche il suo sguardo che non ho più dimenticato. Da lì ho cercato sempre di fare qualcosa per la Missione Speranza e Carità. In particolare, ho cominciato a preparare le conserve di pomodoro. Siamo riusciti a farne anche 30 quintali ogni anno. Riuscivamo a sfamare un migliaio di persone. Oggi che lui non c’è più io sento di dovere continuare il mio impegno”. L’ultimo incontro tra Pino e Biagio si è verificato sulla strada statale Palermo-Agrigento. “Ho visto una sagoma che camminava con la croce sulle spalle. Mi sono fermato, dopo averlo riconosciuto. È stato un altro incontro importante. Ho visto in lui l’azione dello Spirito santo. In Biagio vedo il San Francesco dei nostri giorni”.

Diocesi

Domenica 14 alla Madonna della Salute, cenacolo eucaristico con il gruppo “Roveto Ardente”

12 Gen 2024

di Angelo Diofano

Domenica 14, nel santuario della Madonna della Salute, in Città vecchia, i giovani del gruppo “Roveto Ardente” di Santa Maria di Leuca, del Rinnovamento carismatico cattolico, guidati da don William Del Vecchio, animeranno il cenacolo eucaristico. S’inizierà alle ore 16 con la preghiera carismatica, seguita dalla celebrazione della santa messa. Quindi, l’adorazione eucaristica con la preghiera di guarigione.

L’incontro si svolge a cura di suor Teresina Dessupoiu e delle missionarie del Sacro Costato.

Ecclesia

Messa in televisione, Corrado (Ucs Cei): “Taglia il traguardo dei 70 anni, uno degli appuntamenti più longevi” che “esprime vicinanza e prossimità”

12 Gen 2024

“È uno degli appuntamenti televisivi più longevi, contemporaneo all’inizio ufficiale delle trasmissioni della Rai (3 gennaio 1954) e, prima ancora, al percorso sperimentale che l’ha preceduto (dal 1952). La santa messa teletrasmessa, proprio in questi giorni, taglia il traguardo dei 70 anni. La prima volta fu, infatti, il 10 gennaio 1954 dalla Basilica di San Simpliciano a Milano, sette giorni dopo il ‘debutto’ della Rai”. Lo ricorda Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali della Cei, nella newsletter diffusa oggi. “In questi decenni – prosegue – non sono mancati gli approfondimenti teologici sulla materia, che è regolata dal punto di vista organizzativo da una convenzione tra Rai e Cei, peraltro recentemente rinnovata”. “Il documento dell’Episcopato italiano del 1973, ‘Norme per la trasmissione televisiva della Messa’, risolve in modo efficace – spiega Corrado – le varie questioni offrendo anche indicazioni e spunti di riflessione tuttora attuali. In particolare, la conclusione sottolinea la ‘testimonianza’ della trasmissione televisiva: ‘Non solo di un clero e di un’assemblea che s’impegnano in una celebrazione ben fatta, ma di tutto un popolo che guarda, che ascolta, che prega, che canta, e professa così la sua fede’”. “In questo – conclude il direttore dell’Ucs Cei – viene espressa vicinanza e prossimità a chi è malato o, per varie ragioni, impossibilitato a essere presente. Anche in questo modo si rinsaldano i legami della comunità”.

Natale a Taranto

La “Calata dei Magi” a Lama

foto Pasquale Reo
12 Gen 2024

di Angelo Diofano

Come annunciato, si terrà domenica 14 la tradizionale rappresentazione della “Calata dei Magi” a Lama, rinviata il 6 gennaio per le sfavorevoli condizioni meteo. 

Il programma resta invariato, con lo sparo iniziale dei “colpi oscuri”, il giro della banda “Santa Cecilia-Città di Taranto” in tutte le zone di Lama (ore 8) e la processione di Gesù Bambino” (ore 11.30) che si spingerà fino a contrada San Domenico.

Alle ore 12.15, sul sagrato della chiesa, si terrà l’estrazione dei biglietti della lotteria.

In serata, alle ore 17.30 in chiesa, celebrerà l’arcivescovo mons. Ciro Miniero.

Alle ore 19, avrà inizio la “Calata”. L’azione scenica, dalla durata di circa un’ora, ha inizio con la partenza dei Magi a cavallo dalla contrada San Domenico verso il sagrato della Regina Pacis. 

La sacra rappresentazione si svolge tra i due punti focali del racconto, da una parte il sontuoso palazzo di Erode e della sua corte, che trasuda potenza e del fasto, e dalla parte opposta l’umile capanna della Natività. All’arrivo dei Magi, il commovente omaggio al Bambinello con i doni dell’incenso, oro e mirra e la loro partenza, con l’apparizione dell’angelo che li ammonisce dal ritornare da Erode. Infine, la fuga della Sacra Famiglia in Egitto per evitare la strage degli innocenti.

Seguirà alle ore 20 lo spettacolo musicale del gruppo “Kanousè” di Taranto mentre alle ore 22.30 i fuochi d’artificio concluderanno la festa.

Lavoro

Ilva, il governo ha deciso: divorzio da Mittal e avvio di una nuova azienda

11 Gen 2024

di Silvano Trevisani

Si volta pagina. Questo l’impegno che il governo ha garantito nell’incontro appena conclusosi a Palazzo Chigi con i sindacati. Non ci sono più le condizioni, lo si è chiarito dopo l’incontro di lunedì, per condividere il percorso con Mittal e quindi bisogna cambiare strada. Il governo ha comunicato ai sindacati che sta lavorando, con i tecnici delle due parti, su tre percorsi: il divorzio consensuale per il futuro di Taranto e del polo siderurgico italiano (che non è scontato ma importante perché eliminerebbe i pericoli di un contenzioso per il futuro); la continuità aziendale e produttiva nella forma che sarà stabilita, e dal punto di vista delle risorse il governo si è detto pronto anche senza Mittal e, infine, impiego le risorse che serviranno per il rilancio delle attività. Il governo ha assicurato che sarà una questione di pochi giorni: mercoledì sarà l’ultimo giorno utile per un accordo consensuale, quindi si assumeranno le decisioni conseguenti e giovedì prossimo le comunicherà ai sindacati.

I sindacati, da parte loro, hanno chiesto al governo che qualsiasi sia la forma di gestione che sarà decisa, si parta dal confronto sindacale perché bisogna chiarire il futuro dei lavoratori, degli investimenti, degli impianti e dell’indotto.

“Abbiamo chiesto che il governo garantisca la tutela del futuro degli impianti e dell’azienda evitando sia incidenti di percorso e che decisioni dell’attuale management possano creare danni. Sulla sicurezza del lavoro e gli ammortizzatori sociali è necessaria un’attenzione particolare. Un tavolo specifico sarà insediata al ministero del lavoro con il ministro Calderone. “Siamo di fronte a una situazione ancora difficile ha commentato il segretario generale della Fim Benaglia -, non c’è più il mondo che abbiamo conosciuto ma un mondo nuovo da costruire. Occorrono amministratori capaci e tutele occupazionale. La situazione resta complessa ma indietro non si torna. Il governo non ci ha dettagliato le soluzioni socitarie ma è positivo che non ci sia una fase di stallo. LAvoreremo perché le speranze di oggi diventino una realtà domani”.

Per il governo erano presenti il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano, e i ministri delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso, del lavoro Marina Calderone, degli affari europei Raffaele Fitto e, in collegamento video, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Per i sindacati erano presenti tra gli altri i leader di Fim, Fiom e Uilm, Roberto Benaglia, Michele De Palma e Rocco Palombella.

Per il leader della Fiom Michele De Palma serve “la garanzia occupazionale di Taranto e degli altri stabilimenti e la tutela degli impianti, della produzione e la transizione”.

Secondo il segretario della Uilm Rocco Palombella c’è una sola certezza: “Arcelor Mittal, e tutti spero si siano convinti, non c’è più, ha buttato la maschera. Non ha più la fiducia”.

Nell’informativa al Senato, tenuta in mattinata, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso aveva ammesso che sull’ex Ilva “c’è l’urgenza di un intervento drastico che segni una svolta netta rispetto alle vicende per nulla esaltanti degli ultimi 10 anni. Siamo in un momento decisivo che richiama tutti al senso di responsabilità”.

“Nulla di quello che era stato programmato e concordato – h aggiunto – è stato realizzato. Nessuno degli impegni presi è stato mantenuto in merito all’occupazione e al rilancio industriale. In questi anni la produzione si è progressivamente ridotta in spregio agli accordi sottoscritti. Perfino negli anni in cui la produzione di acciaio era altamente profittevole in Europa, come nel 2019, è stata mantenuta bassa lasciando campo libero ad altri attori stranieri”.

La strada davanti all’esecutivo appare ben tracciata. “Intendiamo invertire la rotta cambiando equipaggio. Ci impegniamo a ricostruire l’ex Ilva competitiva sulla tecnologia green su cui già sono impegnate le acciaierie italiane, prime in Europa2. L’impianto secondo Urso “è in una situazione di grave crisi. Nel 2023 la produzione si attesterà a meno di 3 milioni di tonnellate, come nel 2022, ben sotto l’obiettivo minimo che avrebbe dovuto essere di 4 milioni, per poi quest’anno risalire a 5 milioni”.

Parlamento europeo

Parlamento Ue: Acca Larenzia e i neofascismi in Europa, dibattito a Strasburgo

11 Gen 2024

Acca Larenzia approda a Strasburgo. Il Parlamento europeo, su decisione dei presidenti dei gruppi politici, terrà un dibattito in emiciclo martedì 16 gennaio sui fatti della scorsa settimana (manifestazione a ricordo delle vittime dell’agguato del 7 gennaio 1978 nel quale trovarono la morte due giovani neofascisti dinanzi alla sede del Movimento sociale italiano). “Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione – Lotta contro la recrudescenza del neofascismo in Europa, anche a partire dal corteo svoltosi a Roma il 7 gennaio”, questo il titolo della seduta dell’Euroassemblea, che si ritrova in plenaria dal 15 al 18 gennaio.
Una curiosità: nella foto d’archivio, una conferenza stampa del 1985 al Parlamento europeo, intitolata ai ritorno dei fascismi in Europa.
La sessione sarà aperta lunedì da una commemorazione di Jacques Delors da parte della presidente Roberta Metsola. Durante la settimana, tra i numerosi punti all’ordine del giorno, figura un dibattito d’urgenza sulla situazione in Equador.