La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

11 Gen 2024

di Angelo Diofano

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che annualmente viene celebrata dal 18 al 25 gennaio, avrà come tema “Ama il Signore Dio tuo… e ama il prossimo tuo come te stesso” (Luca 10,27), scelto dalle comunità cristiane del Burkina Faso, che sprona tutti a percorrere strade di pace e di comunione.

Ne dà notizia don Francesco Tenna, delegato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo, il quale commenta: “Le differenze che contraddistinguono le varie chiese cristiane, in questo momento storico, non possono creare divisioni, anzi! L’immagine evangelica del buon samaritano ci chiede di essere la presenza viva di un Dio che continua a coinvolgersi nelle pieghe della storia, che sa farsi prossimo, curando le ferite dell’umanità ferita e disillusa”.

Congiuntamente alle altre chiese, la comunità diocesana tarantina vivrà due appuntamenti: il 19 gennaio alle ore 19 alla chiesa valdese di Taranto, in via Gen. Messina, si terrà la celebrazione ecumenica della Parola di Dio che vedrà la partecipazione dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero; il 24 gennaio, alle ore 19, alla parrocchia Spirito Santo, la lectio divina sul brano evangelico di Luca sarà affidata pastore valdese Gabriele Bertin.

Cliccando sul link https://dialogointerreligioso.diocesi.taranto.it/2024/01/08/ama-il-signore-dio-tuo-ama-il-prossimo-tuo-come-te-stesso/, è possibile scaricare il sussidio di preghiera preparato da un gruppo ecumenico locale del Burkina Faso, coordinato dalla comunità locale di Chemin Neuf, con il coinvolgimento dell’arcidiocesi cattolica di Ouagadougou, delle chiese protestanti e degli organismi ecumenici.

Formazione cristiana

Istituto superiore scienze religiose: inaugurazione dell’anno accademico

11 Gen 2024

di Angelo Diofano

Venerdì 12 gennaio alle ore 17 l’istituto superiore di scienze religiose “San Giovanni Paolo II” inaugura l’anno accademico 2023-2024. La cerimonia avrà luogo nella sala conferenze del Dipartimento jonico in Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo (Università di Bari) in via Duomo 259 (ex convento San Francesco d’Assisi).

I saluti istituzionali saranno a cura del prof. Paolo Pardolesi, direttore dipartimento jonico dell’Università di Bari, con l’introduzione del prof. Francesco Castelli, direttore del “San Giovanni Paolo II”.

Terrà la prolusione sul tema “Sentinella, quanto resta della notte? (Is. 21,11) la prof.ssa Rosanna Virgili, docente di Esegesi dell’Antico Testamento all’Istituto teologico marchigiano di Ancona. Abitualmente tiene conferenze di carattere biblico in tutta Italia, scrive su diverse riviste fra cui “Credere”, “Parola Spirito e Vita”, “Rocca”, “Ricerche Storico Bibliche” e collabora con TV2000

Le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo mons. Ciro Miniero.

Eventi formativi

Cuore Immacolato: percorso teorico-pratico di crescita personale e di coppia

ph G. Leva
11 Gen 2024

di Angelo Diofano

Nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria, a Taranto, il gruppo Famiglie del Cuore Immacolato di Maria e il parroco mons. Giovani Chiloiro invitano al secondo incontro del percorso teorico-pratico di crescita personale e di coppia intitolato”Dall’io al noi”, che si terrà lunedì 15 gennaio alle ore 19. Relatrice sarà la dott.ssa Antonella Sasso che parlerà sul tema “Dinamiche di coppia tra criticità e risorse”; a seguire, “L’esperto ti ascolta”.

L’iniziativa è aperta ai fidanzati, a chi sta iniziando una relazione, a coppie più anziane, ai formatori e alle associazioni familiari.

Natale a Taranto

A Lizzano, domenica 14 la “Calata dei Magi”

11 Gen 2024

di Angelo Diofano

A Lizzano si terrà domenica 14 gennaio (dopo il rinvio per il maltempo dalla giornata del 6 gennaio), la “Calata” dei Magi, antica e suggestiva manifestazione folkloristico-religiosa – curata come sempre dalla chiesa madre di San Nicola, guidata dal parroco don Giuseppe Costantino Zito – che narra ed attualizza la pagina evangelica dell’adorazione di Gesù Bambino da parte dei sapienti, giunti a Betlemme dal lontano Oriente.

L’evento parrocchiale bicentenario anche quest’anno risulterà arricchito dalle diverse postazioni con i mestieri d’epoca e dalla presenza degli zampognari dell’Aspromonte.

Allieteranno la serata gli amici del laboratorio teatrale parrocchiale e le ricche degustazioni enogastronomiche natalizie a cura dei gruppi e delle associazioni parrocchiali e una cascata pirotecnica finale.

Il corteo della Calata dei Magi partirà alle ore 17.30 da viale convento, percorrerà via 24 maggio, viale Gramsci, piazza Matteotti, corso Vittorio Emanuele, via Galilei, piazza 4 novembre per concludersi sul sagrato della chiesa di San Nicola.

La manifestazione si svolge in collaborazione con i gruppi ecclesiali parrocchiali, la confraternita del SS. Rosario, il  laboratorio teatrale Lizzano e il comitato Festa Epifania 2024.

«Desideriamo felicemente celebrare questo importante appuntamento cittadino come un grandioso e mirabile evento di fede e di popolo – ha affermato il parroco, don Giuseppe Costantino Zito – in piena sintonia con gli orientamenti pastorali del nostro arcivescovo e il cammino ecclesiale della nostra diocesi e nella luce delle indicazioni sinodali di papa Francesco, il quale ci chiede peraltro di vivere, condividere e saper testimoniare la santità dei semplici nel quotidiano! Quella santità, che è capace – come è avvenuto per i Santi Magi – di trasfigurare il mondo e la storia, perché sintesi espressiva dell’Umanesimo cristiano! Auspichiamo pure che questa suggestiva e storica manifestazione, che vede ogni anno un intelligente coinvolgimento partecipativo di tanti giovani, tutti ci unisca sempre più nell’impegno comune di offrire un valido contributo per la convivenza serena e il progresso armonioso della nostra comunità lizzanese: con i Magi di Betlemme, infatti, desideriamo rigenerarci nell’esperienza della Fede ed essere portatori di fiducia in un‘esperienza significativa di cammino sinodale!».

Diocesi

“La via maestra è quella della Laudato si’.
La città ha diritto alla massima attenzione”

Le precisazioni dell’arcivescovo Ciro Miniero

foto G. Leva
10 Gen 2024

«Sento la necessità di intervenire a seguito dell’interpretazione di una recente intervista.
La mia posizione quale vescovo di Taranto in merito alla vicenda del siderurgico non si discosta dalla via maestra che è stata segnata dalla Laudato si’ di papa Francesco: sviluppo sostenibile e cura del Creato.

A volte le parole di una conversazione non rendono con chiarezza i pensieri. Specie quando ho detto che “la comunità è formata per questo” non volevo assolutamente esprimere un fatalismo circa il destino della città e la conseguente impossibilità di un cambiamento. Tutt’altro. Volevo semplicemente dire, e spero che si percepisca la bontà del mio pensiero, che Taranto, la nostra comunità, costituita di fatto intorno alle sorti dello stabilimento siderurgico, ha diritto a ricevere risposte certe.
La situazione in merito allo stabilimento siderurgico ha assunto nel tempo sempre più i tratti della drammaticità.

Se da un lato viene ribadita la strategicità dello stesso per il Paese, dall’altro sono solo la città di Taranto e i suoi cittadini a soffrirne l’impatto economico e ambientale.
Economico, perché da anni migliaia di lavoratori vivono nell’incertezza per il proprio reddito. I numeri della cassa integrazione sono impressionanti e le aziende dell’indotto non vedono riconosciuti i propri crediti e rischiano la definitiva cessazione dell’attività.
Ambientale, perché è di pochi giorni fa l’ennesimo episodio di slopping, ricorrenti sono le denunce delle associazioni ambientaliste in merito allo sforamento dei limiti delle emissioni mentre si sono perse le tracce del Piano per le bonifiche. Rapporti scientifici hanno riconosciuto l’impatto nefasto sulla salute dei tarantini della fabbrica.

Numerose a suo tempo furono le perplessità espresse da vari settori cittadini e non solo in merito alla cessione ad ArcelorMittal dello stabilimento, perplessità che purtroppo hanno trovato fondamento nel tempo.
Registriamo con preoccupazione l’indisponibilità di AM ad accettare ora l’aumento di capitale del socio pubblico fino al 66%.
Avremmo salutato con favore il possibile maggior impegno dello Stato in Acciaierie d’Italia e ci saremmo altresì augurati che questo fosse stato sensibile proprio in virtù di quella strategicità nazionale che richiede la condivisione dei doveri quanto dei diritti.

E quel che attendiamo sono risposte chiare e definitive in merito ai diritti dei lavoratori e agli impegni con essi assunti; auspichiamo investimenti certi in merito al processo di ambientalizzazione dell’acciaieria; auspichiamo che riprenda con rinnovata energia il processo di bonifica del territorio.
Nel caso dell’accordo tra le parti, difficile ad oggi, dati gli esiti dell’incontro a Palazzo Chigi, auspichiamo che eventuali prossimi futuri partner vengano valutati con attenzione, attenzione che la città tutta, legata com’è al destino del siderurgico, pretende e che attende non senza preoccupazione».

Ciro Miniero
arcivescovo metropolita di Taranto

Udienza generale

Papa Francesco: “Dimmi come mangi e ti dirò che anima possiedi”

foto Vatican media/Sir
10 Gen 2024

di Maria Michela Nicolais

“Rinnoviamo la nostra vicinanza con preghiera alla cara popolazione Ucraina così provata e a quanti soffrono l’orrore della guerra in Palestina e Israele, come pure in altre parti del mondo. Preghiamo, preghiamo per questa gente che è sotto la guerra, e preghiamo il Signore perché semini nel cuore delle autorità dei Paesi il seme della pace”. È l’ennesimo appello di papa Francesco per la pace, pronunciato al termine dell’udienza di oggi in aula Paolo VI, durante il saluto ai fedeli di lingua italiana. “Dimmi come mangi, e ti dirò che anima possiedi”, ha detto il papa durante la catechesi, dedicata al vizio della gola: “il problema non è il cibo, ma la nostra relazione con esso”.

 “In tutto il suo ministero Gesù appare come un profeta molto distinto dal Battista: se Giovanni è ricordato per la sua ascesi – mangiava quello che trovava nel deserto –, Gesù è invece il Messia che spesso vediamo a tavola”, l’esordio di Francesco: “Guardiamo a Gesù. Il suo primo miracolo, alle nozze di Cana, rivela la sua simpatia nei confronti delle gioie umane: egli si preoccupa che la festa finisca bene e regala agli sposi una gran quantità di vino buonissimo”. “Il suo comportamento suscita scandalo, perché non solo egli è benevolo verso i peccatori, ma addirittura mangia con loro; e questo gesto dimostrava la sua volontà di comunione e vicinanza con tutti”, ha commentato il pontefice: “Ma c’è anche dell’altro. Mentre l’atteggiamento di Gesù nei confronti dei precetti ebraici ci rivela la sua piena sottomissione alla legge, egli però si dimostra comprensivo con i suoi discepoli: quando questi vengono colti in fallo, perché avendo fame colgono delle spighe, lui li giustifica, ricordando che anche il re Davide e i suoi compagni avevano preso i pani sacri”. “Ma soprattutto Gesù, con una bella parabola, afferma un nuovo principio”, ha spiegato Francesco: ”gli invitati a nozze non possono digiunare quando lo sposo è con loro; digiuneranno quando lo sposo verrà loro tolto. Gesù vuole che siamo nella gioia in sua compagnia; ma vuole anche che partecipiamo alle sue sofferenze, che sono anche le sofferenze dei piccoli e dei poveri. Gesù è universale”.
“Gesù fa cadere la distinzione tra cibi puri e cibi impuri, che era una distinzione fatta dalla legge ebraica. E Gesù dice chiaramente che il problema non è il cibo, ma la nostra relazione con esso”, l’argomentazione centrale dell’udienza odierna: “Quando qualcuno non ha una relazione ordinata con il cibo, guardate come mangia: di fretta, con la voglia di saziarsi, e mai si sazia”, l’esempio a braccio: “non ha un rapporto buono con il cibo, è schiavo del cibo”. “Gesù valorizza il cibo, il mangiare, anche nella società, dove si manifestano tanti squilibri e patologie”, la tesi di Francesco: “Si mangia troppo, oppure troppo poco. Spesso si mangia nella solitudine. Si diffondono i disturbi dell’alimentazione: anoressia, bulimia, obesità… E la medicina e la psicologia cercano di affrontare la cattiva relazione con il cibo”. “Una cattiva relazione col cibo produce tutte queste malattie”, ha proseguito il papa: “Si tratta di malattie, spesso dolorosissime, che per lo più sono legate ai tormenti della psiche e dell’anima: c’è un collegamento tra lo squilibrio psichico e il modo di prendere cibo”. “Questa domanda è tanto importante: dimmi come mangi, e ti dirò che anima possiedi”.

“L’alimentazione è la manifestazione di qualcosa di interiore”, ha spiegato infatti Francesco: “la predisposizione all’equilibrio o la smodatezza; la capacità di ringraziare oppure l’arrogante pretesa di autonomia; l’empatia di chi sa condividere il cibo con il bisognoso, oppure l’egoismo di chi accumula tutto per sé”. “Nel modo di mangiare si rivela il nostro mondo interiore, le nostre abitudini, i nostri atteggiamenti psichici”, la tesi del papa, che ha ricordato come “gli antichi Padri chiamavano il vizio della gola con il nome di ‘gastrimargia’, termine che si può tradurre con follia del ventre”.

“La gola è una follia del ventre”, ha ribadito Francesco, che poi ha proseguito: “C’è questo proverbio: noi dobbiamo mangiare per vivere, non vivere per mangiare. La follia del ventre è un vizio che si innesta proprio in una nostra necessità vitale, come l’alimentazione. Stiamo attenti a questo”. “Se lo leggiamo da un punto di vista sociale, la gola è forse il vizio più pericoloso, che sta uccidendo il pianeta”, il monito: “Perché il peccato di chi cede davanti ad una fetta di torta, tutto sommato non provoca grandi mali, ma la voracità con cui ci siamo scatenati, da qualche secolo a questa parte, verso i beni del pianeta sta compromettendo il futuro di tutti”, ha denunciato il papa. “Ci siamo avventati su tutto, per diventare padroni di ogni cosa, mentre ogni cosa era stata consegnata alla nostra custodia, no al nostro sfruttamento”. “Ecco dunque il grande peccato, la furia del ventre: abbiamo abiurato il nome di uomini, per assumerne un altro, consumatori”, il grido d’allarme: “E oggi si parla così nella vita sociale: i consumatori. Non ci siamo nemmeno accorti che qualcuno ha cominciato a chiamarci così”. “Siamo fatti per essere uomini e donne eucaristici, capaci di ringraziamento, discreti nell’uso della terra, e invece ci siamo trasformati in predatori, e adesso ci stiamo rendendo conto che questa forma di gola ha fatto molto male al mondo”, la denuncia finale: “Chiediamo al Signore che ci aiuti nella strada della sobrietà, che tutte le forme di gola non si impadroniscano della nostra vita”.

Ecclesia

Il cardinale Zuppi ha incontrato i lavoratori ex Ilva di Taranto

10 Gen 2024

Dal sito della Cei, martedì 9 gennaio: Il cardinale Matteo Zuppi ha incontrato martedì 9 gennaio, nella sede della Cei, una delegazione di lavoratori dell’ex Ilva di Taranto. L’appuntamento, fissato già da tempo, ha permesso al cardinale di rinnovare la vicinanza e la solidarietà della Chiesa, che passano innanzitutto da un ascolto attento. In questo momento di incertezza per il futuro, il cardinale ha auspicato che si possano trovare la giusta prospettiva e adeguate soluzioni, coniugando sempre i diritti al lavoro e alla salute. I lavoratori, nel ringraziare il presidente della Cei, gli hanno fatto dono di una targa in ricordo di “questo momento memorabile”.

Rassegna culturale

𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗩𝗲𝗹𝗮𝘁𝗮: 𝗶𝘁𝗶𝗻𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶, 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝘁𝗮𝗹𝗸 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼

10 Gen 2024

di Angelo Diofano

Una serie di appuntamenti che si snoderanno per tutto l’anno per far conoscere ai turisti e agli stessi tarantini il patrimonio artistico culturale delle chiese della città vecchia attraverso visite guidate, talk su archeologia e storia dell’arte, spettacoli teatrali e musicali. Tanto prevede la rassegna culturale “𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗩𝗲𝗹𝗮𝘁𝗮: 𝗶𝘁𝗶𝗻𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶, 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝘁𝗮𝗹𝗸 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼”, il cui programma è stato presentato nella mattinata di martedì 9 gennaio nella sala della colonna della basilica cattedrale dal parroco della basilica cattedrale mons. Emanuele Ferro e dal responsabile di Ethra-Archeologia e Turismo, Riccardo Chiaradia. Il progetto – è stato evidenziato – ha anche una forte connotazione sociale e prevede la partecipazione dei ragazzi della città vecchia ai corsi e alle attività di valorizzazione e promozione del patrimonio artistico e culturale.“Desideriamo – ha detto mons. Emanuele Ferro – dare una continuità e allargare l’offerta culturale che scaturisce dalla proposta religiosa delle chiese dell’Isola che non può prescindere dalla conoscenza del patrimonio artistico legato all’arte sacra” . Per tutto questo, la parrocchia di San Cataldo e l’associazione Symbolum Ets, sua emanazione, impegnata in attività di microeconomia e di azioni a contrasto di disagio nell’Isola, si sono affidate alle competenze degli operatori di Ethra-Archeologia e Turismo. Questi ultimi, attualmente impegnati a completare la digitalizzazione della cattedrale, hanno realizzato il bellissimo videomapping sulla storia della basilica (proiettato, durante le visite guidate, sulla parete laterale della chiesa), l’allestimento della stanza del tesoro e della terrazza panoramica e ogni  moderna strumentazione multimediale per rendere immersivo e unico questo viaggio nella storia della Taranto cristiana.

Il titolo “Taranto Velata” è anche un chiaro riferimento al Cristo Velato, la stupefacente scultura esposta nella cappella Sansevero a Napoli, di cui è autore Giuseppe Sanmartino, cui si devono ben otto statue del Cappellone di San Cataldo e i putti dell’attigua cappella del Santissimo. Eppure, ha sottolineato mons. Emanuele Ferro, di questo non c’è adeguata conoscenza.

Due i prossimi eventi di “Taranto Velata”:

S’inizierà venerdì 12 gennaio alle ore 19 con “Città vecchia Secret Tour” che prevede, attraverso vicoli e postierle, la visita ad alcune delle più importanti chiese del centro storico quali il santuario della Madonna della Salute e quello dei Santi Medici, Sant’Anna, San Domenico e, appunto, la basilica di San Cataldo.

Domenica 𝟭𝟰 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼, sempre alle ore 19,  nel “Cappellone, sarà la volta del reading “Di Crepe e di luce (𝗦𝗼 𝗹𝗼𝗻𝗴, 𝗟𝗲𝗼𝗻𝗮𝗿𝗱)”, con Giorgio Consoli (voce) e Simone Costa (che curerà la parte musicale) che proporranno poesie, versi e scritti del grande poeta-cantautore  Leonard Cohen. “Si tratta di uno spettacolo di grande suggestione –  ha sottolineato Giorgio Consoli intervenuto alla conferenza stampa –che spazierà tra misticismo, carnalità e ironia. Un recital intimo calato in una cornice di grande valore artistico. I versi e le note di Cohen creano mondi e apparizioni come solo le parole e le musiche dei grandi poeti sanno fare”. Al termine, visita agli ambienti della cattedrale e degustazione di piatti tipici della tradizione culinaria tarantina che avrà luogo nel centro San Gaetano.

Il “pacchetto” dei due eventi è inscindibile e prevede un ticket di 15 euro.

Per le prossime settimane la partecipazione al solo tour del venerdì in cattedrale (il “San Cataldo secret tour”) avrà un costo di 8 euro.

𝗜𝗻𝗳𝗼 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗹 𝟯𝟳𝟵𝟭𝟭𝟴𝟮𝟰𝟲𝟰.

La rassegna si svolge con il patrocinio del Comune

Lavoro

Ex Ilva: Il presidente della Cei, cardinale Zuppi, ha ricevuto la delegazione Usb

09 Gen 2024

di Silvano Trevisani

Come avevamo annunciato nei giorni scorsi, il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Matteo Zuppi, ha ricevuto una delegazione del sindacato di base Usb, che aveva rivolto un appello alla sensibilità della Chiesa per grave emergenza occupazionale e sanitaria rappresentata dalla vertenza Ilva, ora Acciaierie d’Italia.

La delegazione, che ha raggiunto la capitale con l’obiettivo di ricevere accoglienza e ascolto dalla Cei per quella che è ormai stata più volte definita come la “vertenza delle vertenze”, ha esposto quelle che sono le emergenze vive che premono sull’azienda siderurgica e sui suoi lavoratori: “fornitura di energia elettrica e gas interrotte, beni pignorati, famiglie che non riescono a far fronte ai bisogni basilari, e che non sono affatto in condizione di pensare al domani e, oltre il danno la beffa, una grande emergenza sanitaria e ambientale. Dipendenti di Acciaierie d’Italia, delle ditte dell’indotto o cassintegrati Ilva in amministrazione straordinaria: i lavoratori sono tanti, tutti accomunati da una situazione di estrema difficoltà economica per l’ assoluta incertezza lavorativa, che tradotto in termini pratici,  significa non poter programmare nulla neanche a strettissimo giro”.
“Una questione che non si risolve ancora nelle sue molteplici articolazioni, – scrive nella sua nota il coordinatore provinciale della Usb, Enzo Mercurio – e che proprio nelle ultime ore ha visto sviluppi che sembrano ormai portare verso una nuova amministrazione straordinaria”.

“Il cardinal Zuppi – conclude la nota – si è mostrato assolutamente disponibile e ha manifestato interesse per i dettagli della vertenza, chiedendo quali siano i riflessi su lavoratori e comunità, e anche quali siano le proposte dell’Usb perché si possa uscire dall’attuale stallo, e restituire quindi dignità a tutto il territorio ionico”.

La Conferenza episcopale italiana ha dato seguito così in maniera concreta alla richiesta di aiuto lanciata dalla delegazione dell’Usb di Taranto, nel corso di un incontro svoltosi in Concattedrale, proprio allo scopo di chiedere alla Chiesa un coinvolgimento circa la grande vertenza Ex Ilva con riferimento a tutte le sue articolazioni, lavoratori diretti, appalto ed ex Ilva in As.

Certamente la Cei farà sentire la sua voce, come ha già fatto in varie occasioni, soprattutto nella sessione delle Settimane sociali svoltasi a Taranto, presso le sedi competenti.

Amministrazione locale

Melucci vara la nuova giunta comunale nata a dispetto dei partiti

09 Gen 2024

di Silvano Trevisani

Nasce la nuova giunta comunale. In un clima di totale confusione, nel quale anche per gli addetti ai lavori è ormai quasi impossibile tenere a mente la consistenza dei gruppi, la provenienza e l’appartenenza dei consiglieri comunali, il sindaco Rinaldo Melucci ha sciolto la riserva. Così, dopo il recente rimpasto conseguente alle liti e ai cambi di casacca, e dopo l’azzeramento seguito alle polemiche per il suo passaggio a Italia viva (poi sospeso, a quanto sembra), ha preso forma la nuova compagine amministrativa che si compone, attualmente, di sette assessori oltre al sindaco.

I sette assessori

Ecco i nomi degli assessori e le loro deleghe, così come annunciate dalla nota del Comune: “Azzaro Giovanni con delega allo sviluppo economico, turismo e sport e contestuale nomina a vicesindaco; Ciraci Cosimo con delega ai lavori pubblici, risorsa mare e politiche di coesione; Ficocelli Gabriella con delega ai servizi sociali, politiche di Inclusione e pari opportunità; Lussoso Angelica con delega alla cultura, eventi e politiche giovanili; Mazzariello Michele, con delega alle società partecipate, risorse umane e affari generali; Petrosillo Desiree, con delega alla pubblica istruzione, università ed edilizia scolastica; Liuzzi Carlo, con delega al patrimonio, tributi e politiche abitative”.

Il sindaco, infine, si è riservato, nei tempi dovuti, l’adozione dei successivi atti utili al completamento dell’intera composizione della Giunta comunale.

La maggioranza, a questo punto, si regge sul sosteno di singoli consiglieri, poiché è priva del sostegno dei partiti e di quasi tutti i movimenti e le liste che avevano collaborato all’affermazione netta del centrosinistra alle elezioni amministrative dell’ormai “lontano” 2022. Partiti e liste, primo fra tutti il Pd ripudiato da Melucci, sono passati all’opposizione. I consiglieri comunali, quasi tutti almeno, ormai fanno titolo a sé e non hanno più alcun riferimento con le origini politiche e con le loro basi elettorali. Emiliano non ha neppure incontrato Melucci, mentre Turco, per i 5Stelli, gli ha ribadito il suo no. Singoli consiglieri, adesso, esprimono singoli assessori, e restano in Consiglio comunale a rappresentare solo se stessi. La giunta dovrebbe fare affidamento su una maggioranza molto risicata, fatta dei sedici che hanno votato il bilancio cui si aggiunge il presidente del Consiglio Bitetti che, come gli altri, agisce a titolo personale. E tra loro sono compresi anche i consiglieri di Italia viva Stellato e Casula, che sostengono temporaneamente Melucci, seppure abbiano dato segnali di ironica impazienza.

Non sappiamo quanto sia utile proporre la “geometria” delle appartenenze, ma ci limiteremo a dire che il nuovo ingresso, Carlo Liuzzi, è dato in quota alla consigliera Elena Pittaccio, mentre Mazzariello è espressione di Taranto popolare, Desiree Petrosillo del consigliere Fusco, che pure si era detto propenso allo scioglimento del consiglio, Gabriella Ficocelli da Goffredo Lomuzio. Ciraci e Lussoso erano dati in quota Italia viva provenendo da Taranto futuro in corso… Quale stabilità avrà questa compagine? Difficile dirlo ma l’esiguità dei numeri la rende molto ricattabile, anche se il recente raddoppio delle indennità ad amministratori e consiglieri, non risulti offensiva questa realistica considerazione, gioca sicuramente a favore di chi si trova, per caso o per scelta, nelle stanze dei bottoni. Da cui sono usciti recenti protagonisti come Marti, Manzulli, Giorno, Viggiano e altri che avevano acquisito ruoli da protagonisti in città.

Giri di valzer e nomi diversi si fanno per le partecipate e anche per le direzioni generali di Provincia e Comune, dopo che il sindaco ha revocato la nomina di Pisano, incappato nell’inchiesta giudiziaria sul Cimitero. Sono i tanti nomi che vengono fatti, ma noi possiamo tranquillamente aspettare l’ufficialità, certi però che non mancheranno le sorprese.

Un quadro desolante quello in cui si muove la politica tarantina, mentre sul fronte dell’Ilva incombono ombre inquietanti e mentre la febbre dei Giochi del Mediterraneo sale, concorrendo certamente a creare conflitto, per i grossi interessi che gli appalti si portano dietro.

Qualche considerazione

Se possiamo dedurre dei principi generali da quanto sta avvenendo, ci sentiamo di bocciare ancora una volta la legge Bassanini che ha trasformato la figura del sindaco in quella del podestà, e di criticare il nostro sistema politico sempre più personalistico, nel quale da decenni si cercano salvatori della patria, che la patria non la salvano mai!

Mostra

Rosario Livatino: a Trapani, domani s’inaugura la mostra nell’aula bunker del tribunale

09 Gen 2024

Sarà inaugurata domani, giovedì 10 gennaio, alle 15.30, nell’aula bunker Falcone del tribunale di Trapani, la mostra “Sub tutela dei” dedicata al beato Rosario Livatino, il magistrato agrigentino ucciso dalla mafia il 21 settembre del 1990 e proclamato beato da papa Francesco il 9 maggio 2021 in quanto “martire della fede a causa della giustizia”.
Presentata per la prima volta al meeting di Rimini, dall’agosto 2022, la mostra sul beato Rosario Livatino è itinerante ed è già stata ospitata nei tribunali di tantissime città d’Italia. Numerosi i visitatori, soprattutto studenti, ma anche operatori del diritto e gente comune che hanno potuto e potranno scoprire chi era Rosario Livatino: l’uomo, il magistrato, il martire.
La mostra, approdata a Trapani grazie al contributo della Libera associazione forense, dell’Anm sez. di Trapani, dell’ordine degli avvocati di Trapani e del centro culturale Cinque Torri, è la storia di un uomo e di un magistrato raccontata per immagini.

L’esposizione si compone di oltre venticinque “pannelli” dedicati: alla formazione ed al contesto in cui il Giudice Livatino è vissuto (un contesto connotato dall’imperversare di una diffusa e feroce criminalità a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90); al suo lavoro come magistrato presso la Procura di Agrigento, prima e presso il Tribunale penale della medesima città, poi; al suo martirio (ampio spazio è dedicato anche alla figura di Piero Nava, il testimone che con il suo insostituibile contributo consentì alla magistratura inquirente la rapida individuazione degli autori materiali dell’omicidio ed in seguito dei mandanti); ed infine, alla beatificazione ed al lascito che Livatino consegna a tutti noi con la sua testimonianza di vita. L’esposizione è corredata da video testimonianze raccolte presso parenti amici, conoscenti, e magistrati che con lui hanno lavorato. A guidare i visitatori lungo il percorso espositivo saranno avvocati e magistrati che si sono offerti come guide-volontarie per accompagnare quanti vorranno accostarsi alla figura del primo giudice beato.
In concomitanza con la mostra, nei giorni 11 e 12 gennaio, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17, nella Chiesa di San Pietro di Trapani, sarà esposta una reliquia del beato, una teca contenente la camicia insanguinata che Livatino indossava il giorno dell’agguato.
All’inaugurazione del 10 gennaio saranno presenti, per i saluti di apertura, Daniela Troìa, presidente del Tribunale di Trapani; Gabriele Paci, procuratore della Repubblica; Salvatore Longo, presidente dell’ordine degli avvocati di Trapani; Giancarlo Caruso, presidente della sezione Trapani Anm; mons. Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani. Parteciperanno all’evento di presentazione, moderato da Giovanna Messina, avvocato della Libera associazione forense, il procuratore generale della Corte di appello di Palermo, Lia Sava, mons. Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento, Mauro Gallina magistrato del tribunale di Milano, Ottavio Sferlazza magistrato e Biagio De Lio già funzionario della Polizia di stato di Trapani.

Ricorrenze

Giorgio La Pira, Garofalo (Centro studi): “A 120 anni dalla nascita rimane l’insegnamento della politica come missione”

foto Siciliani-Gennari/Sir
09 Gen 2024

“A 120 anni della nascita di Giorgio La Pira, cosa rimane? Prima di tutto la profonda fede, come sorgente della vita e della sua vocazione sociale; la politica come missione e non come ricerca di un tornaconto personale; la necessità concreta di aiutare i poveri”: è quanto afferma, Francesco Garofalo, presidente del Centro studi “Giorgio La Pira” di Cassano All’Jonio. “È stato uno dei simboli, di una stagione alta e altra del cattolicesimo politico in Italia. La stagione del Codice di Camaldoli, dello spirito costituente e della ricostruzione del Paese. La politica – ha evidenziato – come un impegno di umanità e santità senza cercare nulla per se stessi. Oggi più che mai – ha proseguito -, abbiamo bisogno di uomini profetici come La Pira. Abbiamo bisogno di uomini con la sua ‘ingenuità’, con il suo spirito di servizio, con il suo essere controcorrente, con la sua integrità morale, con la sua audacia e, soprattutto, con la sua fede. Per questo, rappresenta un esempio di vita per il laicato cristiano ed è un monito importantissimo per tutti coloro che rivestono incarichi di responsabilità. E mai come in questo momento particolare – ha concluso -, segnato da guerre assurde, di cui vediamo con orrore gli effetti, il suo incessante impegno per la pace, dev’essere recuperato e rilanciato affinché torni il sereno su tutto il mondo”.