Rivista

“L’Arengo”, rivista fondata da Paolo De Stefano, dedica un quaderno ai “nostri maestri”

21 Feb 2024

di Silvano Trevisani

Giunti al diciassettesimo numero, i Quaderni de “L’Arengo”, rivista del Centro studi di Italianistica di Taranto, operano una scelta tematica singolare. Abbandonando per una volta lo studio dei grandi autori storicizzati, si è scelto di offrire una possibilità soggettiva ai collaboratori che aderiscono al progetto, lasciando che siano loro a proporre e indicare i nomi da trattare. Il tema “I nostri maestri” lasciava l’assoluta discrezione agli estensori di indicare e trattare il profilo del personaggio che, nella propria vita, formazione e professione, ha avuto un’influenza decisiva.

Il tema dell’ultimo quaderno

La scelta, proposta ai collaboratori ancora una volta da Paolo De Stefano, che è il promotore principale della rivista, nata all’ombra del Liceo classico “Quinto Ennio”, di cui fu a lungo preside, ha aperto la strada a indicazioni personali e assolutamente libere. Che non si sono limitate ai grandi autori o letterati ma che hanno invaso altre discipline, come la medicina, la filosofia, la politica, l’archeologia, la matematica. Lasciati un momento da parte Pascoli, Manzoni, Carducci, Dante, Verga e tutti gli altri, tutti coloro, voglio dire, che nel corso degli anni sono stati al centro dai Quaderni che, con cadenza annuale, hanno offerto un’importante palestra a studiosi e cultori delle lettere, si sono scelti profili prossimi agli autori. A volte universalmente noti, come Mario Sansone, Francesco De Sanctis, Luigi Russo, Marino Moretti, Mario Marti, lo stesso Paolo De Stefano persino Cicerone. Altre volte meno noti o ben noti solo ai loro designatori. Non ci è possibile esaminare singolarmente tutti i contributi, che rappresentano spesso dei “moti d’affetto” veri e propri, altre volte singoli saggi che hanno capacità divulgativa e meritano per questo attenzione. Ma quello che va sottolineata è l’intuizione di cui si è fatto portatore Paolo De Stefano, presidente della rivista che, alla sua ennesima giovinezza, dimostra ancora una volta una carica vitale, che in fondo è appannaggio di chi concepisce la cultura come funzione sociale. Ben diversa dal portato consumistico e occasionale che sembra caratterizzare, da un un po’ di tempo a questa parte, l’attività di operatori e amministratori, molto più protesi al consumo che alla “conservazione”. E invece un’opera di conservazione memoriale è indispensabile a una comunità che voglia ritrovare se stessa e nutrire il futuro.

Anche “L’Arengo”, in questo senso, resta un tassello di quella storia culturale collettiva che Taranto sta progressivamente cancellando. “In questo numero de “L’Arengo” – scrive De Stefano – ho notato una appassionata visione del passato non obliato, che coloro che hanno voluto ricordare il loro Maestro, specialmente in taluni momento difficili della loro esistenza, sono tornati, come per un incanto della memoria, ad esempi significativi del vivere, a quel fiato dello spirito e a quell’essenza della mente che sono l’eterno auxilium che in dies ritorna, sono tornati, ripeto, a quell’immagine lontana e presente di un loro maestro fosse il padre o la madre o altri di diversa qualità professionale”.

I collaboratori

Hanno collaborato a questo numero: Emanuele De Palma, Ruggero Stefanelli, Alberto Altamura, Nicola Baldi, Dario Basile, Vittorio Basile, Giovanni Battafarano, Nicoletta Francesco Berrino, Fernando Calati, Oronzo Casto, Romano Colizzi, Stefania Danese, Paolo De Stefano, Mario Guadagnolo, Egidia La Neve, Titina Laserra, Domenico Lassandro, Mario Lazzarini, Vito Donato Litti, Aldo Luisi, José Minervini, Riccardo Pagano, Giovanni Paradiso, Aldo Perrone, Lucio Pierri, Antonio Resta, Silvano Trevisani, Luigi Vellucci.

Ricorrenze

Santa messa nell’anniversario di don Giussani e del riconoscimento della fraternità

21 Feb 2024

Giovedì 22 febbraio alle ore 20.15, nella chiesa parrocchiale di Santa Rita l’arcivescovo di Taranto monsignor Ciro Miniero, presiederà la Santa Messa che verrà celebrata nella ricorrenza dell’Anniversario della morte di don Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, e del riconoscimento pontificio della fraternità di CL.

Ricorrenze

Mottola ricorda la canonizzazione del suo santo patrono Thomas Becket

Oggi 21 febbraio la ricorrenza che riporta indietro nel tempo al 1173

21 Feb 2024

Nell’anniversario del giorno della canonizzazione, Mottola ricorda il suo santo patrono ripercorrendo le tappe della sua santificazione. È il 21 febbraio 1173, appena tre anni dopo il suo assassinio. Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury, viene proclamato santo dalla Chiesa Cattolica per volere di papa Alessandro III. La cerimonia cattura l’attenzione di fedeli da ogni dove, trasformando la cittadina inglese in uno dei centri di pellegrinaggio più importanti d’Europa. Il culto di Becket si è diffuso rapidamente: a lui si attribuiscono miracoli e la sua figura diventa un simbolo. Da qui l’iniziativa dell’associazione Gli Araldi di San Tommaso Becket che ha scelto di organizzare, proprio a Mottola in provincia di Taranto, un incontro in programma oggi, mercoledì 21 febbraio, per omaggiare questa ricorrenza, attraverso la presentazione degli eventi della rievocazione storica 2024.
L’appuntamento è in programma alle ore 19 in Chiesa madre alla presenza dell’arciprete don Sario Chiarelli, del presidente degli Araldi, Paolo Ludovico, del direttore artistico, il regista Antonio Minelli e di un rappresentante dell’amministrazione comunale. A seguire, filodiffusione in centro di musica medievale e proiezione del manifesto sulla facciata del palazzo comunale.
«Ricordare questa data – spiegano i promotori – significa rafforzare sempre più il legame con il nostro patrono che, ancora oggi, rappresenta un faro di speranza e di verità. Ed è per questa ragione che per il 2024 abbiamo immaginato una serie di eventi, in coincidenza con le tappe più significative della sua biografia e, più in generale, del culto a lui dedicato. Manifestazioni lungo tutto l’anno che ci porteranno sino alle tradizionali giornate clou del 27, 28 e 29 dicembre con la tre giorni di festeggiamenti patronali».
Thomas Becket AD 1170 è vincitore del bando per le rievocazioni storiche del ministero della Cultura ed è a cura dell’associazione Gli Araldi di San Tommaso Becket con il comune di Mottola ed è realizzato in collaborazione con la parrocchia Santa Maria Assunta. Info www.becket1170.it e sui canali social degli Araldi di San Tommaso Becket. 

Diocesi

La reliquia del beato Rosario Livatino anche nel carcere di Taranto

21 Feb 2024

Si è conclusa la peregrinatio tarantina della reliquia del beato Rosario Livatino, magistrato 38enne ucciso dalla mafia nel 1990 e beatificato da papa Francesco nel 2021, in una tre giorni organizzata dall’ufficio di pastorale giovanile diretto da don Francesco Maranò e voluta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, che ha invitato la comunità diocesana a partecipare a momenti di preghiera, confronto e riflessione succedutisi nel weekend. «Da quel 21 settembre del 1990 l’Italia ha scoperto l’eroismo di un giovane servitore dello Stato che aveva vissuto tutta la sua vita alla luce del Vangelo; ma Rosario non era un eroe, faceva semplicemente il suo dovere coniugando le ragioni della giustizia con quelle di un’incrollabile fede cristiana. Un uomo di legge, un discepolo di Cristo, che ha donato la sua vita per la giustizia e la legalità. Per noi accogliere la sua reliquia significa accogliere un testimone di Cristo e del suo Vangelo, vissuto e testimoniato fino al martirio». Momento di preghiera emozionante e potente è stato quello nel carcere. I detenuti, gli operatori e il personale penitenziario della struttura hanno pregato nella cappella dell’istituto insieme a don Gero Manganello, custode della reliquia, ascoltando un passo del Vangelo. Poi i detenuti hanno lasciato ai piedi dell’altare un pensiero personale, nel silenzio. È stata infine letta una preghiera scritta dai detenuti universitari, reclusi nell’alta sicurezza. «La cosa importante che ci dice la storia di Rosario Livatino – ha affermato a margine dell’incontro don Gero Manganello – è che per essere santi non servono i miracoli. Di lui non abbiamo nessun miracolo certificato secondo i canoni tradizionali ma abbiamo, attraverso la sua testimonianza, la conversione degli assassini. Ha vissuto una vita normale ma mettendo a frutto la sua vocazione». Un grazie di cuore arriva all’arcidiocesi e a don Gero Manganello da parte dell’associazione Noi&Voi onlus. «Nei vari momenti vissuti dall’arrivo a Casa Madre Teresa – racconta il presidente don Francesco Mitidieri – sino alla marcia a Tramontone, passando dalla visita al carcere, ci siamo arricchiti. Una serie di eventi in cui abbiamo potuto cogliere l’invito alla conversione da parte di quest’uomo credente e credibile quale il giudice Livatino, capace di coniugare il codice penale con il Vangelo e di saper distinguere il reato dal reo. Una testimonianza che continueremo ad approfondire perché continui a portare frutti di conversione in ciascuno di noi».

Musica

Ritorna a Taranto la stagione delle operette con gli Amici della musica Arcangelo Speranza

Si parte venerdì 23 febbraio sul palco del Fusco di Taranto (ore 21), mentre il secondo appuntamento è per domenica 25

21 Feb 2024

Torna a Taranto l’operetta grazie agli Amici della Musica Arcangelo Speranza che, in collaborazione con l’associazione musicale Mario Costa di Sabino Dioguardi, proporranno al pubblico ionico un doppio appuntamento per tutti gli amanti del genere. Protagonista la storica Compagnia italiana delle operette, fondata da Sergio Corucci nel 1953, oggi diretta da Maria Teresa Nania.
Si parte il 23 febbraio sul palco del Fusco di Taranto (ore 21) con il Gran Galà dell’Operetta, un vero e proprio spettacolo che racchiude i brani più belli delle operette più conosciute e apprezzate. Tenore, soprano, comico e soubrette saranno contornati da bellissime ballerine, accompagnati al pianoforte dal maestro Ettore Papadia, e con i costumi – delle operette – portati in scena dalla Compagnia italiana di operette. Il pubblico entrerà nell’atmosfera melodica, colorata e divertente delle celebri melodie quali La Reginetta delle rose (Leoncavallo), Al cavallino bianco (Ralph Benatzsky), Il paese dei campanelli e Cin- Ci Là (Ranzato), Scugnizza del tarantino Mario Costa e La duchessa del Bal Tabarin di Lombardo.
Il 25 febbraio, giorno del secondo appuntamento – in pomeridiana alle 18 sempre al Fusco di Taranto – la Compagnia italiana dell’operetta porterà in scena «La vedova allegra» di Franz Lèhar. L’operetta, con l’originario titolo tedesco di Die lustige Witwe, è divisa in tre parti e liberamente ispirata dalla commedia L’Attaché d’ambassade di Henri Meilhac del 1861. Scritta nel 1905, debuttò a Vienna con Mizzi Günther, soprano di operetta, ed il tenore viennese Louis Treumann sotto la direzione proprio dello stesso Lèhar.
Un debutto, quello de «La vedova allegra», in piena Secessione Austriaca e concepita per un’orchestra di grandi dimensioni, comprensiva di Arpa: in Italia debuttò solo due anni dopo al teatro Dal Verme di Milano con Adrienne Telma, in arte Emma Vecla. Un successo senza precedenti che perdura ancora oggi, tanto che la Vecla eseguì ben 500 repliche in poco più di due anni. Un successo dovuto ad un «libretto» condito da una trama con tematiche legate a denaro, potere, amore e gelosia, che continua ancora oggi ad affascinare il pubblico grazie all’armonia e leggerezza fatta di divertenti scambi di promesse, coppie, sospetti e rivelazioni.
Ambientata nei locali dell’Ambasciata del Pontevedro a Parigi, ha per protagonista Hanna Glavary, vedova di un ricco banchiere di corte. Njegus, segretario un po’ pasticcione e il Barone Zeta che, su incarico del sovrano di Pontevedro, cercano di combinare un matrimonio tra Hanna e un compatriota in modo che la dote della ricca vedova resti nelle casse dello Stato. Innescando una serie di equivoci comici trascinanti riescono a condurre la storia a un lieto fine.
Ricordiamo che l’80° Stagione concertistica degli Amici della musica «A. Speranza» è organizzata sotto l’egida del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune di Taranto, nel 102° anno di vita.
 
Per il Gran galà dell’operetta sono disponibili i biglietti al costo di 28 euro (platea) e 20 euro (galleria) per la serata del 23, mentre per La vedova allegra in scena il 25 febbraio (ore 18) i biglietti sono disponibili al costo di 40 euro (platea) e 30 euro (galleria).
Possibilità di cumulare l’acquisto alle due serate con il «mini abbonamento» al costo di 55 euro (platea) e 35 euro (galleria).
 
 
Possibilità di acquisto anche con Carta docenti e 18app per i giovanissimi studenti.
Novità assoluta agevolazione per le famiglie con la formula «Families concert».
Per le info si può consultare il sito www.amicidellamusicataranto.it o chiamare gli Amici della musica ai numeri 099.7303972 – 329.3462658.

Sport

Serie B, la grande vittoria della Nuovi Orizzonti vale l’accesso ai playoff

Claudia Tagliamento - foto G. Leva
21 Feb 2024

di Paolo Arrivo

Il miglior epilogo. Che è anche un nuovo inizio, e una sorta di ricompensa per la società Dinamo: nella settima e ultima giornata di ritorno della regular season, nel girone A del raggruppamento Campania, la Nuovi Orizzonti regola agevolmente la Basket Fasano con il punteggio di 81-64 (22-18, 39-26, 59-44) – 11esimo centro su 14 gare disputate. Una vittoria mai messa in discussione dalle ragazze di coach Orlando. Le quali, orfane di Francesca Gismondi (sulla via della guarigione, il capitano), pur impegnandosi tanto, hanno avuto il controllo del match badando a preservare energie fisiche e mentali utili al prosieguo del campionato. Prova monstre di Claudia Tagliamento, tornata ai suoi standard (top scorer della serata con 28 punti), in doppia cifra anche Natalia Smaliuk e Alice Lucchesini. Quest’ultima infallibile nelle conclusioni dalla lunga distanza. Un’ottima prova corale orchestrata in regia dalla instancabile Yaroslava Ivaniuk. Bene le under: da Erika Martelli, ormai parte integrante del quintetto base, ad Annapia Molino e Carol Manco, da Giorgia Cascione a Luna Saponaro: tutte loro, dominatrici del campionato di serie C regionale, compresa Alice Turco (tenuta a riposo precauzionale), stanno dando il loro contributo in questo campionato assicurando una panchina lunga a coach Orlando.

Nuovi Orizzonti Taranto – Basket Fasano, l’ultimo match della regular season

Starting lineup Nuovi Orizzonti: Ivaniuk, Smaliuk, Tagliamento, Martelli, Lucchesini. Fasano risponde con Mazzone, Skapin, Mazzullo, Orsini, Tateo. Buon avvio delle ospiti (4-0). Le padroni di casa reagiscono prontamente con Ivaniuk, che fa due su due dalla lunetta; poi vanno a segno Lucchesini, due volte Smaliuk, Tagliamento. A spezzare il break ci pensa Benedetta Mazzone per Fasano. Ma a dettar legge è Taranto: la fluidità di manovra si fa più efficace. Con due triple di Lucchesini il vantaggio comincia a farsi importante (22-10). Le ragazze di coach Lovecchio riducono parte dello svantaggio, portandosi a meno quattro alla fine del primo parziale. Nel secondo quarto, con Tagliamento lottatrice sotto le plance, il vantaggio torna in doppia cifra. La stessa brindisina, insieme a Smaliuk, Martelli e Ivaniuk, si rende protagonista dell’ottimo avvio nel terzo periodo.

Le ioniche dilagano. Il vantaggio supera, per la prima volta, i venti punti (47-26). Merito del lavoro della difesa, accurato, delle azioni veloci e ficcanti in avanti. Nell’ultimo quarto si può gestire l’ampio margine. Nulla può Fasano nel tentativo di riaprire l’incontro, nonostante le buone prove offerte da Sofia Mazzullo e Ludovica Orsini, e dalla miglior realizzatrice, Karin Skapin. A referto va anche Silvia Gobbi per la Nuovi Orizzonti. Marzia Varvaglione firma il canestro che precede la festa in campo e tra gli spalti.

Il campionato

Con la vittoria sul Fasano, Taranto ha chiuso la prima fase del torneo al secondo posto in classifica, davanti alla Magnolia Campobasso. Adesso c’è la fase a orologio. Si parte sabato con la trasferta di Catanzaro. Seguiranno altre tre partite; in casa le sfide con la New Cap Marigliano (sabato 2 marzo) e con Agropoli, quattordici giorni dopo. Sarà battaglia, contro formazioni mai affrontate sinora. Le ragazze di coach Orlando faranno del loro meglio per disputare  nella posizione migliore i playoff. Che sono stati già raggiunti matematicamente, grazie agli otto punti di distacco su Fasano e Trani, ambedue sconfitti negli scontri diretti.

Taranto-Fasano nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

Eventi religiosi in diocesi

A Torricella la reliquia del beato Pino Puglisi

21 Feb 2024

di Angelo Diofano

Il circolo Movimento cristiano lavoratori di Torricella nel cuore, in collaborazione con la parrocchia San Marco Evangelista di Torricella, accoglierà domenica 25 febbraio il sacro reliquiario del Beato Pino Puglisi in occasione della peregrinatio organizzato dall’Associazione nazionale delle Città del Ss. Crocifisso.
Il programma prevede alle ore 17,15 nella chiesa della Santissima Trinità in via Le Grazie l’accoglienza del reliquiario, che contiene un frammento di costola del Beato Giuseppe Puglisi prelevata in occasione della ricognizione poco prima della beatificazione, avvenuta il 25 maggio 2013. A seguire un momento di preghiera e alle ore 18 si svolgerà la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Antonio Quaranta. Al termine saluti istituzionali delle autorità e venerazione della reliquia.
“Abbiamo voluto, come circolo Mcl di Torricella nel cuore, organizzare questa breve tappa per continuare il nostro percorso di riflessione sui valori della legalità che è la mission del nostro percorso associativo che abbiamo tracciato già da tre anni – dichiara la presidente del circolo Mcl di Torricella, Grazia Pignatelli -. Desidero ringraziare per questa bella opportunità l’Associazione nazionale delle Città del Ss. Crocifisso, tutti i sindaci che ne fanno parte e in particolare il segretario, Giuseppe Semeraro”.

Emergenze sociali

Un rapporto di Save the children sulle relazioni affettive degli adolescenti

21 Feb 2024

di Silvia Rossetti

Nei giorni scorsi Save the Children, in collaborazione con Ipsos, ha pubblicato i risultati di un’indagine di approfondimento sulle relazioni amicali e affettive degli adolescenti, condotta su un campione di 800 giovani di età compresa tra 14 e 18 anni.

“L’adolescenza è una fase della vita in cui l’incontro con l’altro e con l’altra fa da cardine per lo sviluppo. Stringere relazioni amicali e affettive, rappresenta il modo attraverso cui l’adolescente si separa dal nucleo familiare per affermare la propria identità, a partire dal confronto con i pari, compresi i primi legami sentimentali. Ma come sono costruiti questi legami?”, si legge nel comunicato che accompagna i dati del rapporto (www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/le-ragazze-stanno-bene).

In maniera particolare la ricerca ha esplorato il tema degli stereotipi e della violenza di genere.

Sono ancora piuttosto alte le percentuali di giovani che ritengono che le ragazze siano più predisposte a “piangere”, “esprimere meglio le proprie emozioni”, “prendersi cura delle persone”. In questo ambito, però, gli intervistati si dichiarano interessati ad approfondire le idee che fondano le proprie convinzioni.

Sul tema delle relazioni alcuni dati destano preoccupazione: un adolescente su due (il 52%) dichiara di aver subìto in coppia, almeno una volta, comportamenti lesivi o violenti. Molti hanno riferito di essere stati oggetto di controllo (63%) da parte del partner, o di averlo esercitato (65%), tramite telefonate, messaggi o social. Tra gli adolescenti pare frequente anche l’uso di un linguaggio violento, con grida e insulti (29%) e di ricatti (23%).

Alcuni tra gli intervistati hanno confessato di ricevere con insistenza la richiesta di foto intime (20%); altri di aver condiviso immagini intime altrui senza consenso (15%). Sul tema della violenza sessuale il 43% del campione ha dichiarato che “se una ragazza vuole può sottrarsi ad abusi”. Sulla stessa linea le opinioni rispetto all’attribuzione di responsabilità della vittima nella violenza sessuale: il 29% è molto o abbastanza d’accordo con l’opinione che le ragazze possano contribuire a provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire e/o di comportarsi, mentre il 24% pensa che se una ragazza non dice chiaramente “no” vuol dire che è disponibile al rapporto sessuale. Il 21% (senza alcuna differenza percentuale tra ragazze e ragazzi) è molto o abbastanza d’accordo con il fatto che una ragazza, seppur sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o di alcol, sia comunque in grado di acconsentire o meno ad avere un rapporto sessuale.

La professoressa Emanuela Confalonieri, psicologa e docente di psicologia dello sviluppo presso l’Università Cattolica del S. Cuore di Milano, intervistata dal Sir, ha confermato che questi comportamenti rientrano purtroppo diffusamente nel quadro del Teen Dating Violence (TDV), ovvero dei comportamenti aggressivi che caratterizzano le relazioni di coppia adolescenziali:  “I teenager manifestano spesso una scarsa competenza affettiva e, nelle situazioni di criticità, agiscono in maniera violenta invece di mettersi in gioco in un confronto dialogante – ha spiegato -. I comportamenti aggressivi riguardano sia i ragazzi che le ragazze e vengono espressi da entrambi con sfaccettature differenti. Purtroppo in queste dinamiche molto pesa anche l’imitazione sociale del mondo adulto, dove in alcuni casi vengono ‘normalizzati’ comportamenti che sono violenti e che invece non vengono ‘percepiti’ come tali. È normale controllare qualcun altro tramite social, è normale chiedere con insistenza foto intime? Si tratta di azioni lesive della libertà, dell’intimità e delle scelte altrui. Capita spesso che anche la musica, i media, la tv offrano modelli fuorvianti che facilmente attecchiscono in un panorama culturale ancorato a stereotipi di genere ingombranti. Inoltre, la rappresentazione mediatica del mondo femminile è confusiva: si ricorre spesso all’oggettivizzazione della donna e se ne fornisce una immagine fortemente sessuale. I giovani, però, dimostrano sensibilità e sono interessati a capire e a tentare il cambiamento delle rappresentazioni sociali e culturali. Il mondo adulto, in tutto ciò, dovrebbe impegnarsi a essere meno contraddittorio e a mettere a fuoco la matrice di alcuni comportamenti, più che a demonizzarli”.

Eventi religiosi cittadini

In visita a Taranto la Madonna pellegrina di Lourdes

21 Feb 2024

di Angelo Diofano

La statua della Madonna pellegrina di Lourdes, proveniente dalla sottosezione dell’Unitalsi di Oria, sarà accolta sabato 24 febbraio alle ore 7.30 nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria, in via Plateja, a Taranto, nell’ambito della ‘Peregrinatio Mariae-Un angolo di Lourdes tra noi’. Dopo la santa messa presieduta dal parroco e assistente dell’Unitalsi, mons. Giovanni Chiloiro, l’immagine sarà portata fra i ricoverati del reparto oncologico dell’ospedale Giuseppe Moscati. Alle ore 11, rientro in parrocchia per momenti di preghiera personale. A mezzogiorno  sarà recitata la supplica alla Madonna di Lourdes e alle ore 13 la statua partirà alla volta della sottosezione dell’Unitalsi di Castellaneta.

“Invitiamo la diocesi a partecipare a questo particolare momento di grazia e di conversione, riponendo nel cuore della Madre che viene a visitarci le nostre speranze e le nostre afflizioni, pregando in particolare per gli ammalati e per quanti li assistono”, è l’invito del parroco mons. Giovanni Chiloiro.

Ricordo

Faggiano ricorda l’amato parroco don Ezio Silvestri nei cento anni dalla nascita

foto G. Leva
21 Feb 2024

Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita dell’amato e indimenticabile don Ezio Silvestri, la parrocchia Maria Santissima Assunta di Faggiano invita a partecipare venerdì 23 febbraio alle ore 18, alla solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal vicario generale mons. Alessandro Greco.

In tale occasione il parroco don Francesco Santoro invita  a scrivere un ricordo o una sua testimonianza su don Ezio da far pervenire alla seguente mail: assunta.faggiano@diocesi.taranto.it

Ecco infine alcune note biografiche, attinte dall’interessante opera editoriale “Venite, benedetti dal Padre mio” realizzata da don Andrea Casarano, che ringraziamo vivamente.

Don Ezio Silvestri nacque a Formazza (provincia del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte) il 23 febbraio 1924 da Giuseppe e Giuseppina Ramponi. Appartenente ai Giuseppini del Murialdo, fu ordinato sacerdote nella chiesa di Santa Rosa, a Viterbo, l’8 marzo del 1952 dal vescovo mons. Adelchi Albanesi. Egli celebrò la prima messa a Taranto (nella chiesa di San Francesco, non meglio specificato) il 29 giugno 1952.

L’arcivescovo mons. Guglielmo Motolese lo accolse ufficialmente nella nostra arcidiocesi l’8 dicembre 1969 e lo incardinò definitivamente l’8 dicembre 1972.

Fu vicario parrocchiale alla Madonna delle Grazie, a Taranto, dal 1968 al 1969, poi parroco a Faggiano dal primo febbraio 1970 e amministratore parrocchiale a San Crispieri dal primo ottobre del 1971. Mantenne i due incarichi fino alla morte, avvenuta il 15 gennaio 1997.

Così viene ricordato nel necrologio: “Con il suo carattere semplice e umile, pacifico e pacificatore, alieno dalle contestazioni, profondamente ottimista, divenne un padre per tutti e di tutti. Punti cardini del suo ministero pastorale divennero la celebrazione dell’eucarestia e il sacramento della riconciliazione, la cura delle vocazioni al ministero sacerdotale; ricostituì l’Azione cattolica dando forte incremento alla presenza e all’azione dei laici”.

Settimana della fede

Settimana della Fede, la presentazione del programma

21 Feb 2024

di Angelo Diofano

“L’evento della Settimana della Fede è per l’intera comunità diocesana una grande opportunità per camminare insieme, per comunicare il Vangelo ed essere testimoni del Risorto. Abbiamo bisogno di formarci e di vivere la profezia della pace nella speranza”: così l’arcivescovo mons. Ciro Miniero alla presentazione della “Settimana della Fede”, svoltasi martedì 20 febbraio in arcivescovado, coordinata dal nostro direttore, mons. Emanuele Ferro, alla presenza del vicario generale mons. Alessandro Greco.

Il tema di questa 52.ma edizione (26 febbraio-1 marzo) avrà come tema “Per una Chiesa sinodale”. Questo il programma degli incontri, che avranno inizio alle ore 19. Lunedì 26 relazionerà sul tema “Speranza”di don Eugenio Nembrini, sacerdote di Bergamo impegnato nell’accompagnamento spirituale dell’associazione dei”Quadratini & Carità”, il cui scopo è di sostenere moralmente e materialmente gli ammalati, specialmente quelli gravi, e le loro famiglie. Tale realtà, nasce dall’esperienza della santa messa celebrata quotidianamente in videoconferenza da don Nembrini e raccoglie da tutta Italia e dall’estero 1200 aderenti che condividono la stessa condizione di malattia personale o di assistenza a disabili e anziani. Al termine della celebrazione segue un breve momento di dialogo, in cui i nuovi arrivati si presentano e si condivide la vita: domande, difficoltà, fatiche, ma anche gioie della propria condizione di malati o caregiver, abbracciando tutto e tutti, sempre cercando la bellezza e il bene. Martedì 27 svilupperà l’argomento “Partecipazione” il sacerdote tarantino don Giuseppe Bonfrate, professore ordinario di Teologia dogmatica alla Gregoriana, consultore della Segreteria generale del Sinodo e presidente delegato dell’assemblea sinodale. Mercoledì 28, il tema “Comunione” sarà al centro dell’intervento del prof. Ignazio Punzi, di Montemesola, psicologo di comunità, già ospite mensile nella trasmissione “Siamo noi” di Tv 2000, in qualità di esperto del rapporto genitori-figli. Giovedì 29, il saveriano padre Gianni Zampini parlerà di “Missione”; dal 1980 al 1990 egli è stato missionario in Colombia (esperienza, racconta, che ha generato la sua conversione) e dal 2020 risiede nella casa dei saveriani a Lama, al servizio della comunità diocesana. Venerdì 1 marzo,’arcivescovo metropolita mons. Ciro Miniero presiederà la solenne concelebrazione eucaristica di chiusura.

“In questa esperienza di annuncio, evangelizzazione e formazione costituito della ‘Settimana della Fede – ha detto in apertura il vicario per la pastorale, mons. Gino Romanazzi – ci soffermeremo su quello che la Chiesa universale, italiana e diocesana sta vivendo per realizzare la sinodalità. Si tratta di un termine che da sempre è stato adoperato nella Chiesa che significa ‘camminare insieme’, che è proprio la grande testimonianza che possono dare i cristiani per testimoniare l’appartenenza a Cristo e alla Chiesa, presenza del Signore come suo prolungamento nella storia. All’interno della nostra diocesi, come in tutte quelle del mondo, si sta compiendo questo cammino di verifica e di ascolto. Noi abbiamo fatto già la fase narrativa e, giunti nell’anno della fase sapienziale, ci stiamo accorgendo che è bello scoprire o riscoprire quel camminare insieme come in quella pagina del Vangelo dei discepoli di Emmaus”.

“Nell’ormai atteso e significativo momento di formazione che si svolge in Quaresima – ha detto nel suo intervento l’arcivescovo mons. Ciro Miniero – tutti potranno sentirsi parte di una comunità in cammino, come abbiamo sperimentato nelle passate edizioni della ‘Settimana’ e come lo stiamo vivendo nel sinodo, ormai nelle fasi conclusive, cioè come la ricchezza dell’altro e dell’ascolto dell’altro possano aiutare ciascuno a camminare per il bene di tutti. L’ascolto e l’abbraccio al mondo intero è certamente atteggiamento fondamentale per poter poi partecipare a questo momento come a tanti altri della vita ecclesiale. Infatti se non prestiamo attenzione all’altro non avremo poi la missione e il servizio ma solo noi stessi e ci sentiremo certamente soli. Uno dei temi che mi sta particolarmente a cuore e che sarà trattato nella ‘Settimana della Fede’ è quello della speranza e in questo momento alla città ne serve anche tanta. Sì, perché la speranza deve animare sempre il nostro pensiero, il nostro agire il nostro cuore. Quando ci avviciniamo all’altro dobbiamo sempre infondere speranza e insieme aiutarci l’un l’altro per costruire il domani”.