Sport

Benedetta Pilato, è tutto oro quello che le luccica attorno al bronzo mondiale

19 Feb 2024

di Paolo Arrivo

La medaglia più pregiata è quella che ha conquistato e a noi donato sabato dopo la semifinale dei Mondiali di nuoto del Qatar. Quando, ai microfoni della Rai, ha sfoderato un sorriso smagliante, l’aria rilassata, la voglia di scherzare con chi la intervistava. Sebbene non fosse pienamente soddisfatta. Perché lei non si sa risparmiare. Anche se la competizione iridata, collocata all’inizio dell’anno, non rappresentava l’appuntamento più importante del 2024, che sarà l’Olimpiade di Parigi questa estate. Era il preludio di quanto avrebbe realizzato l’indomani. Per eccellere, infatti, per competere con gli atleti più forti del mondo, serve serenità d’animo alla base. Poi ci vogliono cattiveria e classe da sprigionare nella breve prova in vasca. Qualità che non mancano a Benedetta Pilato, arrivata al bronzo nei 50 rana, con il crono di 30”01. Risultato che è una conferma straordinaria: la quarta medaglia consecutiva a un Mondiale è un record comunitario e non solo personale. Meglio di lei non aveva fatto nessun atleta italiano.

Il podio nei 50 rana

È la sua specialità. Quella che l’ha lanciata, fatta conoscere al mondo, quando aveva soltanto quattordici anni: la più precoce azzurra sul podio mondiale nei 50 metri rana. Poi ha imparato ad affrontare anche i 100. E a vincere – è la campionessa europea in carica. Meglio di Benny in finale a Doha hanno fatto solamente due atlete altrettanto straordinarie: la lituana Ruta Meilutyte (29”40), salita sul gradino più alto del podio, per la terza volta consecutiva, e la cinese Qlanting Tang (29”51). Sono loro le più in forma in questo momento particolare. Non ci sono state sorprese, infatti, rispetto ai tempi registrati in semifinale. Insieme alla tarantina tesserata per CC Aniene e per il Gruppo sportivo della Polizia di Stato, capace di confermarsi dopo il Mondiale di Fukuoka 2023, ha festeggiato tutta l’Italia, per la decima medaglia azzurra conquistata nell’ultima edizione dei mondiali.

La crescita di Benedetta Pilato

“Sono contenta, sicuramente questa medaglia conferma una continuità. Mi dispiace non essere ai miei livelli top, però oggi sapevo che era importante fare medaglia, non tanto il tempo. Adesso posso nuotare questo e va bene così”. Sono le parole di Benny nel post gara. La mente va a Parigi, al sogno a cinque cerchi, all’appuntamento al quale vorrà farsi trovare in forma “mondiale”. Per riuscirci deve continuare a crescere pian piano. Un crescendo è stata la stessa ultima settimana: a cinque giorni dalla mancata qualificazione alla finale dei 100 rana, è arrivato il riscatto nei 50. La 19enne orgoglio di Taranto sa di essere vocata alle imprese strabilianti. A quelle vorrà tornare, non accontentandosi di reggere il confronto con le nuove e vecchie avversarie. E al netto dei tempi, dei record da battere, la vittoria più grande lei l’ha già conquistata: è entrata nel cuore della gente, che ama il nuoto e lo sport in generale, facendosi personaggio mediatico ed empatico.

Angelus

La domenica del Papa – Quaresima: silenzio e preghiera

foto Vatican media/Sir
19 Feb 2024

di Fabio Zavattaro

La preghiera e “il dono di menti e di cuori che si dedichino concretamente alla pace”: lo chiede papa Francesco nelle parole che pronuncia all’angelus in questa prima domenica di Quaresima. Il primo pensiero è per il Sudan a dieci mesi dall’inizio del conflitto armato – la terza guerra civile – che vede contrapposti l’esercito sudanese e un gruppo paramilitare, che ha già provocato “una gravissima situazione umanitaria” e la fuga di quasi 7 milioni di sudanesi. “Chiedo di nuovo alle parti belligeranti di fermare questa guerra, che fa tanto male alla gente e al futuro del Paese”, così il papa che auspica “si trovino presto vie di pace per costruire l’avvenire del caro Sudan”.

Quindi il Mozambico, la provincia di Cabo Delgado, dove si susseguono violenze contro le persone e distruzioni, come l’incendio alla missione cattolica di Nostra Signora d’Africa di Mazeze: “preghiamo perché la pace torni in quella regione martoriata”. Ci sono altri conflitti che insanguinano il mondo, la Palestina, l’Ucraina: “la guerra è una sconfitta, sempre. Ovunque si combatte le popolazioni sono sfinite, sono stanche della guerra, che come sempre è inutile e inconcludente, e porterà solo morte, solo distruzione, e non porterà mai la soluzione dei problemi”.

Alle 15 mila persone presenti in piazza San Pietro – c’era anche una rappresentanza dei movimenti che hanno dato vita alla protesta dei trattori – Francesco si è soffermato sul passo del Vangelo di Marco, Gesù che rimane quaranta giorni nel deserto tentato da Satana. Quaranta sono i giorni e le notti che Noè trascorre nell’arca durante il diluvio; che Mosè passa sul monte Sinai, per accogliere la legge e in questo tempo digiuna. Quaranta sono gli anni che il popolo di Israele impiega per raggiungere dall’Egitto la terra promessa. Il profeta Elia impiega quaranta giorni per raggiungere il monte Oreb dove incontra Dio.

Questi quaranta giorni ci aiutino a mettere ordine nella nostra vita e nelle relazioni con Dio, con il creato e con gli altri; lo ricordava Benedetto XVI invitando a “non essere estranei, indifferenti alla sorte dei nostri fratelli” e a non cedere all’atteggiamento contrario, ovvero “l’indifferenza, il disinteresse, che nascono dall’egoismo, mascherato da una parvenza di rispetto per la sfera privata”. Ecco allora quel bisogno di “accorgersi” dell’altro, di vederlo come un nostro fratello e non un “nemico”, un “estraneo”.

“Singolare tempo di carità” la Quaresima per Giovanni Paolo II, per guardare ai tanti “esclusi dal banchetto quotidiano del consumismo”, ai “molti Lazzaro che bussano alle porte delle società, a coloro che “non partecipano ai vantaggi materiali apportati dal progresso”; situazioni di miseria che “non possono non scuotere la coscienza del cristiano, e richiamargli il dovere di farvi fronte con urgenza”.

Tempo di digiuno e di penitenza – e a ricordarcelo è anche il nome che diamo ai giorni prima della festa delle ceneri, cioè il carnevale, dal latino carnem levare, cioè togliere la carne dalle nostre tavole – tempo in cui siamo invitati “a entrare nel deserto”, ricorda papa Francesco, per vivere “nel silenzio, nel mondo interiore, in ascolto del cuore, in contatto con la verità”. Gesù nel deserto “stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano” afferma il vescovo di Roma, e spiega: le bestie simbolicamente sono “le passioni disordinate che dividono il cuore, tentando di possedere il cuore”. Tra queste la “bramosia della ricchezza”, “la vanità del piacere”, e “l’avidità della fama”. Bestie selvatiche che per Francesco “vanno ammansite e combattute altrimenti ci divorano la libertà”. E gli angeli sono “i messaggeri di Dio, che ci aiutano, ci fanno del bene”. La loro “caratteristica” è il servizio “esattamente il contrario del possesso, tipico delle passioni”.

Ecco allora l’immagine del deserto, ovvero entrare nel silenzio e nella preghiera, perché, dice Francesco, “mentre le tentazioni ci dilaniano, le buone ispirazioni divine ci unificano e ci fanno entrare nell’armonia”. Quaresima, tempo da dedicare al silenzio e alla preghiera, soprattutto nell’anno di preparazione al Giubileo, dedicato proprio alla preghiera, e quindi alla ricerca di “momenti specifici per raccogliersi alla presenza del Signore.

Associazionismo cattolico

Eletto il nuovo consiglio diocesano di Azione cattolica

19 Feb 2024

di Mariangela Di Geronimo

È stato eletto, domenica 18 febbraio, il nuovo consiglio diocesano dell’Azione cattolica per il triennio 2024-2027.

Il neo consiglio eletto risulta così composto, per il Settore Adulti: Panarelli Daniele con  voti 80; Cristiano Letizia con  voti 73; Iavernaro Vita con voti 47; Miola Angela con voti 46; Labalestra Guglielmo con voti 42.

Per il Settore Giovani: Spezio Cosimo con voti 87; Panarelli Sara Maria con voti 57; La Gioia Elio Simone con voti 43; D’Ambrosio Rosanna con voti 39; Angelillo Daniela con voti 38.

Per l’articolazione (Acr): Zani Tecla con voti 71; Petrosillo Maria Rosaria cn voti 43; Vitale Michele con voti 38; Del Vento Claudia con voti 27; Parisi Adriana con voti 13.

L’elezione è stata la parte finale dell’intensa giornata che è iniziata con la santa messa presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, il quale nell’omelia ha spronati a essere dei buoni e credibili testimoni del Vangelo in tutti gli ambienti della nostra vita e ha ricordato che l’Azione cattolica ha un particolare segreto affinché questo si possa realizzare: “Fare associazione, fare comunità voi non vi scegliete all’interno di una parrocchia, in un’associazione, non vi scegliete ognuno risponde poi vi ritrovate, vi ritrovate per poter essere testimoni. Ma testimoni come? Attraverso il vostro vivere insieme, attraverso una ricerca del bene che fate insieme, attraverso lo sforzo di guardare sempre in avanti nella prospettiva che il Signore ci chiede, di costruire il bene perché le generazioni possano sperimentare il bene che è Gesù Cristo e  questo amore diventa la forza del vostro vivere  come persone che aderiscono ad un progetto. Un progetto di chiesa, un progetto di amore, un progetto di comunità che rende nuovo, attraverso l’impegno e  la testimonianza ,il  mondo in cui si vive. Il Signore dia a tutti la forza per poter camminare sempre in questa dimensione e non fermarci mai in tutti i momenti della vita nella ricerca del bene per tutti e nella ricerca del costruire il bene attraverso l’impegno di ciascuno”.

Al termine della celebrazione è avvenuta la consegna ufficiale delle nomine ai presidenti parrocchiali da parte dell’arcivescovo.

La mattinata è proseguita con gli interventi e saluti dei delegati del consiglio nazionale, Diego Grando, e regionale, Mimmo De Palo, con le relazioni finali della presidente diocesana, Letizia Cristiano, dei vicepresidenti del Settore Adulti, Antonella Caputo e Pasquale Massafra, del vicepresidente del Settore Giovani, Guglielmo Labalestra, del segretario MSAC, Simone La Gioia, della Responsabile e vice dell’Acr, Tecla Zani e Mariangela Di Geronimo che hanno, successivamente, presentato all’assemblea la nuova équipe diocesana dei ragazzi.

I ragazzi hanno poi dato lettura del documento, risultato delle riflessioni avvenute nei consigli parrocchiali dei “piccoli”. Il lavoro è partito dalla parole di papa Francesco all’Ac: “Voi laici di Ac siete chiamati a rinnovare la scelta missionaria”, i piccoli soci si sono interrogati su come poter essere dei ragazzi missionari e a quale missione sono stati chiamati. Confrontandosi  hanno trovato dei punti in comune: “i ragazzi missionari scelgono di testimoniare Gesù in tutti gli ambienti di vita”e i luoghie più urgenti della missione sono risultati le proprie case, la scuola e la palestra, il luogo dove fanno sport.

Terminate le presentazioni e le relazioni si è proseguito con la presentazione dei candidati e l’apertura dei seggi elettorali.

I lavori assembleari sono proseguiti, nel pomeriggio, sotto la presidenza di Remo Pezzuto, referente provinciale di Libera Taranto e la segretaria dell’assemblea, Gabriella Iavernaro, con la discussione  degli emendamenti, proposti dalle parrocchie, al documento assembleare. Il documento finale, approvato, diventa la linea guida programmatica per il triennio appena iniziato.

Alla chiusura dei seggi, la commissione elettorale con i membri dei seggi, iniziato con lo spoglio e il conteggio dei voti. Nel tardo pomeriggio i risultati con la proclamazione degli eletti.

Grazie a chi ha lavorato in questi anni per rendere sempre più bella l’Ac e auguri di buon cammino al nuovo consiglio diocesano.

Quaresima

Martina Franca, ‘I Martedì culturali a Sant’Antonio’

ph ND
19 Feb 2024

di Angelo Diofano

A Martina Franca, per le iniziative di Quaresima della parrocchia di Sant’Antonio intitolate “Il Padre gli corse incontro (Lc 15.20)”, il parroco don Mimmo Sergio informa che martedì 20 febbraio, per “Talenti che raccontano la fede”, si terrà l’incontro su “Personaggi convertiti o da convertire? Due esempi della letteratura russa: Tolstoj e Dostoevskij”. Dopo l’introduzione del parroco don Mimmo Sergio, relazionerà Chiara Convertini (docente), con Marco Carriero quale voce narrante e Paolo Palazzo che curerà l’intermezzo musicale.

L’appuntamento rientra nell’ambito de “I Martedì culturali a Sant’Antonio”.

Eventi formativi

Rosario di Grottaglie: incontro biblico con il priore della fraternità di Bose

19 Feb 2024

di Angelo Diofano

La parrocchia Maria Santissima del Rosario di Grottaglie informa che martedì 20 alle ore 19.15 terrà in chiesa un incontro biblico con fr. Giandomenico Placentino, priore della fraternità monastica di Bose-sede di Ostuni. Il tema sarà “La Quaresima, cammino di liberazione alla luce di Es 3, 1-12”.

Il parroco don Mimino Damasi invita tutti a partecipare, in particolare gli operatori pastorali, i catechisti, i ministri della comunione, i volontari Caritas, la confraternita e quanti sono desiderosi di nutrirsi ella Parola di Dio.

Tracce

Il seme dell’odio, in tante trincee anche tra noi

16 Feb 2024

di Silvano Trevisani

Il seme dell’odio: è il titolo di un vecchio film del 1975 che si occupava dell’apartheid. Quel titolo potrebbe essere mutuato oggi per rappresentare ciò che sta avvenendo a livello globale, ma anche nazionale. Si semina odio per varie ragioni: per circoscrivere e difendere il proprio potere dagli altri, per screditare il prossimo e trarne vantaggi, o semplicemente per prendere il sopravvento.

Per chi semina odio la parola pace è fastidiosa. Forse non sono molti a sapere che durante i conflitti mondiali, specificamente nella cosiddetta “grande guerra”, grande solo per lo sterminio operato, la parola pace era bandita e chi la pronunciava passava per disfattista, rischiava di fare i conti con la giustizia e essere condannato a pene severissime.

Non è quello che sta accadendo, in qualche modo, anche da noi? All’inizio del conflitto in Ucraina guai a pronunciare la parola “pace”, che poteva essere tollerata solo dalle labbra dal Papa, ma solo per tolleranza nei confronti della sua missione. Eppure la guerra, ora lo sappiamo bene, aveva motivazioni non sempre rispettabili. È accaduto con il Medioriente, dove tutti siamo stato concordi con la vendetta di Israele, salvo a iniziare a prendere le distanze dopo che quella vendetta ha assunti i connotati di una carneficna. La Chiesa alza la sua voce sempre più forte, ma anch’essa diventa vittima d’intolleranza.

E nel nostro Paese? Il seme dell’odio è da tempo lanciato contro i migranti, che sono diventati la metafora di tutti i problemi del paese e devono essere puniti per la tenacia con cui sbarcano da noi. Vista l’impotenza ad arginare i flussi migratori, si regala quasi un miliardo di euro all’Albania perché se ne prenda poche migliaia. Anche in questo caso la Conferenza episcopale italiana è stata dura contro un spreco che è segno di incapacità. Ma il valore simbolico politico di questa iniziativa non fa desistere il governo. Anzi c’è un esplicito divieto a parlarne nella tiv di Stato. Il rinvio a giudizio degli ufficiali che avrebbero provocato la strage di Cutro, e la morte di tanti migranti non soccorsi, è l’attestazione di quel seme dell’odio che dall’alto si diffonde verso il basso. E fa credere che quello della migrazione sia un problema molto più grande di quanto non lo è di fatto. Solo perché ha un valore simbolico, politico, elettorale.

Anche contro l’autonomia differenziata si è espressa la Conferenza episcopale, e in questi giorni si moltiplicano le iniziative di protesta nel Paese. Ma per la Lega, che aveva messo da parte la metà del nome “Nord”, quando puntava ai voti di tutti gli italiani (“gli italiani prima di tutti!”), deve portare a casa questa battaglia separatista, in nome della quale il Paese viene diviso, e il Sud è abbandonato a se stesso. Dopo lo stravolgimento del Pnrr e lo spostamento dei finanziamenti al Nord, dopo il congelamento dei fondi di coesione, i tagli alla sanità che stanno uccidendo nel vero senso della parola tanti italiani, l’autonomia differenziata vuole di fatto differenziare lo sviluppo e lasciare morire il Sud. Che già si va spopolando. Persino a Sanremo vi è stata una ostracizzazione del Sud.

A Nord si sostiene che le tasse pagate da loro mantengono l’Italia, la realtà dice che i poveri, i dipendenti, i consumatori del Sud fanno arricchire il Nord che si appropria anche dei nostri figli, che sono la ricchezza più grande.

E intanto l’esasperazione, l’odio, l’intolleranza, contrassegnano anche il mondo del lavoro, dove liberalizzazioni selvagge, subappalto, sfruttamento pongono una demarcazione netta tra impresa e lavoratore, considerato un graziato dal capitale. Mentre è il lavoro di tanti che arricchisce l’impresa e anche oggi contiamo troppi morti in cantieri mal gestiti.

Eventi religiosi cittadini

Sabato 17 si conclude la peregrinatio della reliquia del beato Livatino

foto G. Leva
16 Feb 2024

di Angelo Diofano

Si conclude sabato 17 febbraio la peregrinatio in diocesi della reliquia del beato Rosario Livatino, martire della giustizia, consistente nella camicia che egli  indossava nel giorno dell’agguato mortale. il servizio diocesano per la pastorale giovanile informa che, in mattinata, la reliquia sarà portata all’istituto ‘Pacinotti’ per un incontro-testimonianza con una rappresentanza di giovani provenienti da varie scuole della città. Alle ore 17.30 l’appuntamento è alla parrocchia Sant’Egidio (Tramontone) per vivere un momento di preghiera e riflessione presieduto dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero. Successivamente, alle ore 18.30 si snoderà per le strade del quartiere la Marcia della legalità  con la partecipazione di giovani, adolescenti e adulti della diocesi che potranno ascoltare testimonianze di martiri della giustizia; ciascun gruppo potrà preparare uno striscione da esibire durante il cammino.
Alle ore 19.30, sempre alla Sant’Egidio, ci sarà la conclusione della peregrinatio.

Quaresima

Il programma per la Quaresima della San Pasquale Baylon

16 Feb 2024

di Angelo Diofano

La parrocchia di San Pasquale, attraverso il parroco padre Vincenzo Chirico, rende noto il programma del periodo quaresimale.

Ogni venerdì, alle ore 19, sarà celebrata la Via Crucis mentre il sabato alle ore 19.30 avrà luogo la lectio divina.

Lunedì 19 febbraio la parrocchia ospiterà alle ore 19.15 la prima catechesi di vicaria.

Per gli incontri culturali: giovedì 7 marzo, alle ore 18, avrà luogo “Voci di donna: arte e pace” mentre venerdì 22 marzo, sempre alle ore 18, sarà la volta di “Misteri in arte”.

Domenica delle Palme, 24 marzo, alle ore 11 ci si ritroverà in piazza Garibaldi per la benedizione delle palme cui seguirà in chiesa la santa messa. In serata, dopo la celebrazione eucaristica delle ore 18.30, concerto nell’ambito di “Mysterium Festival”.

Infine il Lunedì di Passione, 25 marzo, alle ore 20 avrà luogo il “Concerto di Passione”.

Associazionismo cattolico

Domenica 18, assemblea elettiva diocesana di Azione cattolica

16 Feb 2024

di Mariangela Di Geronimo *

“Testimoni di tutte le cose da Lui compiute”: questo il titolo della 18.ma assemblea elettiva diocesana dell’Azione cattolica che si svolgerà domenica 18 febbraio a Casa San Paolo.

Ci siamo lasciati, nel febbraio del 2020, con l’elezione del consiglio diocesano nella 17.ma assemblea diocesana. Ogni tre anni, in questo caso quattro dovuto alla pandemia, noi soci di Azione cattolica ci ritroviamo per eleggere i nostri rappresentanti nel consiglio diocesano associativo.

All’assemblea sono invitati a partecipare tutti i soci come uditori. Mentre parte attiva l’avranno i soci che rivestono nelle proprie parrocchie incarichi associativi, voteranno per i candidati e per l’approvazione del documento assembleare.

Domenica ritroveremo anche la neo eletta équipe diocesana dei ragazzi. Chi sono questi ragazzi? Sono i rappresentanti, almeno due per parrocchia, dove è presente l’Acr. Sono bambini e ragazzi che si sono “messi in gioco”, si sono candidati nelle proprie parrocchie ed attraverso una votazione sono stati eletti dai propri compagni per rappresentarli in diocesi.

Inizieremo con la celebrazione eucaristica presieduta dal nostro arcivescovo mons. Ciro Miniero per poi proseguire con i lavori assembleari.

Ci saranno le relazioni della presidente, dei settori, dell’articolazione e dei ragazzi. Uno sguardo sulla realtà e un momento di sintesi sul cammino fatto in questo quadriennio.

Nel pomeriggio i lavori verteranno sull’approvazione del documento assembleare, un documento programmatico per il prossimo triennio. Frutto del lavoro di una commissione diocesana che però ha visto il coinvolgimento delle parrocchie che hanno inviato modifiche e proposte che saranno domenica oggetto di discussione ed eventuale approvazione.

Contemporaneamente saranno aperti i due seggi per le votazioni; alla chiusura sarà eletto il nuovo consiglio diocesano formato da 15 consiglieri che si ritroverà per decidere e votare la terna  da sottoporre all’arcivescovo che deciderà chi sarà il prossimo presidente dell’Azione Cattolica diocesana.
A tutti, buon cammino…

 

* vice responsabile diocesana Acr

 

Quaresima

L’omelia dell’arcivescovo Ciro Miniero per la messa delle Ceneri

ph G. Leva
16 Feb 2024

di Angelo Diofano

Il Mercoledì delle Ceneri in Concattedrale la solenne concelebrazione eucaristica è stata presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, che così ha riferito nell’omelia, riportata nella registrazione trascritta dalla prof.ssa Elena Falcone: “Nel brano del Vangelo tratto dal discorso della montagna ,Gesù propone, a chi intende mettersi alla sua sequela, la strada del regno di Dio. In questo modo il Padre si fa vicino all’uomo, si fa toccare e rende possibile la nostra conversione alla logica del Regno, in cui il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono solo il segno esteriore. Possiamo però anche non accorgerci della sua presenza, non sentire l’invito alla conversione, possiamo anche continuare a vivere una vita piena di beni, soddisfazioni e cose da fare, senza cogliere quell’invito di Dio che, camminando insieme a noi, chiede di far parte del nostro cuore per essere sempre più all’unisono con il suo. Quante volte facciamo questo? Escludiamo Dio dalle nostre scelte e poi avvertiamo un senso di vuoto. Se la vita cristiana non è orientata a Dio e al suo amore, se non ci sforziamo di vivere veri fratelli non c’è vera gioia pasquale. Il tempo liturgico che è oggi iniziamo è una occasione per realizzare la conversione annunciata dal Vangelo. ‘Ritornate a me con tutto il cuore’, ci ha detto il profeta Gioele nella prima lettura. Questo richiamo profetico invita, chi vuole accompagnare verso la Pasqua di Gesù, a modificarsi dall’interno. Anche la seconda lettura aiuta ad attuare un cambiamento interiore, con il suo richiamo a lasciarci riconciliare con Dio. Con l’austero rito delle ceneri iniziamo solennemente questo cammino intenso di Quaresima che ci conduce verso la Pasqua. Vi pongo una domanda e poi anche una risposta: ‘Perché affrontare ancora una volta questo itinerario?’ Semplicemente per ritrovare la freschezza, lo smalto della nostra condizione di battezzati, di figli di Dio. Ecco dunque l’opportunità per riprendere in mano la nostra vita, per ritrovare uno slancio nuovo andando proprio alla radice del nostro rapporto con Dio in Cristo Gesù”.

“La parola di Dio che ascolteremo di domenica in domenica . ha continuato mons. Miniero – ci aiuterà a riposizionare la nostra vita in quella figliolanza ricevuta nel battesimo. Carissimi, il simbolo delle ceneri questa sera richiami la nostra attenzione. Può sembrare un po’ curioso incominciare il nostro itinerario prendendo come punto di partenza ciò che solitamente è considerato immagine della fine di tutto, le ceneri appunto. Eppure è proprio da questo simbolo che inizia il nostro percorso di conversione. Attraverso questo gesto noi manifestiamo la nostra disponibilità a convertirci, a considerare nulla tutto ciò che siamo e che ci appartiene senza l’amore e la misericordia di Dio”.

“La conversione al di là delle apparenze non è un’azione magica o istantanea, ma esige del tempo, continuità, porta ad affrontare i passaggi più difficili, conduce a compiere scelte onerose . ha concluso – La conversione è  quel motore che ci consente di avanzare, nonostante tutto. La conversione, poi, deve essere animata dal desiderio di vita nuova, di pienezza, di essere guariti dal profondo per conoscere una gioia tutta nuova. Per questo motivo la Chiesa fa celebrare l’inizio della Quaresima con una liturgia austera e sobria. Tuttavia questo può non bastare. Dobbiamo far crescere noi il desiderio di Dio, attraverso Gesù, perché l’incontro con Lui apre la nostra esistenza ad un lieto annuncio, che ci permette di riconoscere una armonia nuova nella relazione con Dio con noi stessi e con gli altri. Questa è la logica evangelica, sempre nuova, che non si accontenta delle apparenze ma vuole i frutti. Nel valutare la nostra relazione con Dio, Gesù ci aiuta a considerare gli elementi che non sono superficiali o secondari. Innanzitutto vogliamo capire chi siamo noi. Guardiamo a quello che facciamo e che produce in noi, a quello che produce la nostra azione. Lasciamoci raggiungere da Dio e rendiamoci disponibili a cambiare il senso di marcia nella nostra vita per corrispondere a pieno al messaggio di Gesù. Dobbiamo essere segno vivo del suo amore verso i fratelli e sorelle che incontriamo. La Vergine Maria ci conduca per mano in questo cammino penitenziale”.

Cei

Cei, nuova campagna social in Quaresima per “testimoniare la presenza viva della Parola nell’ambiente digitale”

16 Feb 2024

È iniziata con il Mercoledì delle Ceneri una nuova campagna di comunicazione sui canali social della Conferenza episcopale italiana. Nelle domeniche di Quaresima verranno pubblicati dei “caroselli” (illustrazioni ad hoc) con riflessioni spirituali a partire dal Vangelo del giorno. Questa nuova iniziativa, promossa dall’Ufficio nazionale per comunicazioni sociali (Ucs) in collaborazione con il Settore dell’Apostolato biblico della Cei, è un ulteriore tassello che si aggiunge al sito BibbiaEdu.it e all’app Bibbia Cei. I disegni saranno realizzati da Mariella Matera, grafica creativa, in arte Alumera. “L’obiettivo principale – spiega Vincenzo Corrado, direttore dell’Ucs – è testimoniare nell’ambiente digitale la presenza viva della Parola. Abbiamo immaginato questo progetto come naturale continuazione del sito e dell’app. A muoverci è sempre la linfa vitale dell’annuncio e dell’evangelizzazione. In questo senso, le illustrazioni di Mariella, che ringraziamo per la disponibilità, offrono dinamicità e concretezza alla profondità delle riflessioni proposte. È un punto di partenza per nuove idee”. “La Parola di Dio parla sempre – aggiunge don Dionisio Candido, responsabile del settore dell’Apostolato biblico -, ma assume connotazioni nuove nei tempi forti dell’anno liturgico come la Quaresima. Con questa iniziativa i testi della Bibbia prendono corpo in immagini, destinate a restare impresse nella memoria e a favorire la meditazione”.

 

Eventi religiosi cittadini

A Taranto, la reliquia del beato Rosario Livatino

16 Feb 2024

di Mario Di Serio

Correvano gli anni ’90 in cui la mafia, riconosciuta dopo qualche anno associazione criminale, si espandeva nel ventennio di stragi, seminando morte, panico e disperazione nel tessuto sociale siculo e non solo. A farne le spese molti servitori dello Stato: giudici, poliziotti e carabinieri, ma anche giornalisti e gente comune, su disposizione degli uomini di onore che con ordine perentorio decidevano come, quando, dove e perché eliminare una persona scomoda ai loro programmi illegali.

In questa scia di violenza e sangue si annovera la storia del giudice Rosario Livatino, giovane magistrato, assassinato da un commando di uomini della “stidda”, diramazione di “Cosa nostra” staccata per uno sgarro ad un mancato compromesso nell’affare del calcestruzzo. Il sostituto procuratore stava indagando su tangenti e corruzione nel giro del racket e fatture false, è stato il precursore dei processi al sistema mafioso intrecciato nei malaffari dell’economia. Fu barbaramente assassinato la mattina del 21 settembre del 1990 mentre si recava in procura, lungo la strada provinciale per Agrigento, pochi giorni dopo avrebbe compiuto 38 anni. A seguito di una testimonianza, furono presi gli esecutori.

Rosario Livatino prima di essere giudice era un cristiano convinto e praticante, un uomo credente ma soprattutto credibile: “Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili.»; questa una sua frase emblematica del suo servizio per la comunità, leggendo il vangelo,  per applicarlo nella sostanza al senso della giustizia ed al dovere di rispettare le regole.

Un magistrato dotato di una forte etica che rifiutava appartenenze politiche per essere indipendente, cercando nel dialogo con tutti, finanche con la persona da giudicare, la ricerca della verità. Papa Francesco ha approvato la sua beatificazione il 9 maggio del 2021. Le reliquie, costituite dalla camicia insanguinata di quel terribile giorno, sono state accolte a Taranto, in seno alla  santa messa celebrata nella cappella del seminario della città ionica, con la presenza di numerosi fedeli e della corale diocesana del Rinnovamento nello Spirito Santo, che con strumenti e voci ha animato il momento liturgico fortemente sentito ed emozionante.

foto G. Leva

“Rosario Livatino non ci è stato tolto, ma ci è stato donato perché possa portare il suo esempio tra la gente e tra i giovani, come un seme che nella terra muore per dar vita ad un albero”, le parole di don Alessandro Greco, vicario generale dell’arcidiocesi di Taranto, che ha presieduto la santa messa.

“Sono testimone della conversione di tre dei quattro esecutori materiali dell’attentato al giudice Livatino…” “Rosario Livatino sin da giovane si è speso per aiutare e sostenere chi si trovava in difficoltà, sempre rispettoso della dignità di tutti, sia come membro di azione cattolica che come magistrato, dove non giudicava mai moralmente, ma mostrava compassione verso ogni imputato cercando di trasmettere in lui il desiderio di amare e cambiare la propria vita”, le parole di don Gero Manganello (responsabile della peregrinatio e custode della reliquia) che ha curato l’omelia.