Sport

Serie C, il Taranto non è più una sorpresa: a Crotone per confermarsi ancora

L'ultimo match allo Iacovone - foto G. Leva
16 Feb 2024

di Paolo Arrivo

Un’ottima stagione. Non priva di difficoltà, di amarezze, di passaggi a vuoto; ma il Taranto c’è, a battagliare nella zona alta della classifica – terzo posto in coabitazione con Avellino e Benevento. Contro il Giugliano ha avuto la meglio al termine di un match complicato. Un primo tempo giocato a viso aperto dalle due formazioni, con capovolgimenti di fronti, ma zero occasioni da rete, una leggera supremazia ionica. Poi è stato Mamadou Kanoute l’uomo decisivo. Ancora lui, già attivo nella prima frazione di gioco. Sua la rete che, al minuto 89, ha regalato alla tifoseria ionica una nuova gioia: tre punti d’oro nel turno infrasettimanale della 26esima giornata della serie C – girone C. Ora il Taranto è atteso dal Crotone. Una trasferta non affatto semplice, quella di domenica prossima, contro una competitor per i playoff.

L’insidia Crotone

La squadra di mister Zauli è ben strutturata, sia sul piano fisico che su quello tecnico, perché dotata di buone individualità. Una formazione di primissima fascia, il Crotone. Che ha pochi limiti, ed è combattiva. Nell’ultimo periodo il suo cammino non è stato entusiasmante, all’altezza dell’aspettativa della piazza: pareggio col Sorrento e con la Virtus Francavilla, sconfitta col Cerignola. Ieri sera a Picerno non è riuscito ad andare oltre il pareggio a reti inviolate. Un risultato comunque non negativo ottenuto sul campo della seconda forza del campionato. Il fatto che manchi l’appuntamento con la vittoria da sei giornate, dal tredici gennaio (4-0 sulla Turris in trasferta), significa che le motivazioni del Crotone saranno decisamente alte. E sarà difficile batterlo.

Il protagonista della scorsa giornata

“È un momento importante per la mia carriera, ma resto concentrato. Voglio fare sempre meglio ma l’importante è che la squadra vinca: oggi sapevamo che sarebbe stata una sfida rognosa ma siamo stati bravi”. Così parlava il match winner Kanoute nel post turno infrasettimanale. Lo stesso attaccante senegalese ha riconosciuto che la squadra è andata un po’ in sofferenza a centrocampo nella ripresa, “ma il mister Capuano ha portato una mentalità vincente e lottiamo fino alla fine”. Anche contro il Monterosi il goal della vittoria era arrivato allo scadere, in pieno recupero. Significa che il Taranto ci crede sino all’ultimo pallone. Non mollano e non si risparmiano, i calciatori. Ragione per la quale è lecito o doveroso ritenere che la promozione in serie B non sia più un sogno di difficile realizzazione.

Taranto-Giugliano allo Iacovone – Photogallery by Giuseppe Leva

Quaresima

Celebrazioni e iniziative per la Quaresima e la Settimana santa al Rosario di Talsano

16 Feb 2024

di Angelo Diofano

Il parroco della Maria Santissima del Rosario di Talsano, don Armando Imperato, rende noto il programma di celebrazioni e iniziative per la Quaresima e la Settimana Santa.

Domenica 18, dopo la santa messa delle ore 18.30, esposizione del SS. Sacramento per 24 ore, quindi fino alle ore 18 di lunedì19.

Sabato 24 febbraio, ritiro spirituale al monastero dei benedettini di Noci: ore 7 partenza dalla chiesa del Carmine in pullman e, giunti a Noci, alle ore 9 lodi mattutine, meditazione su un brano evangelico, riflessione personale e confessioni; ore 16, partenza per il rientro.

Domenica 25, alle ore 19.30, concerto quaresimale del coro della parrocchia di Sant’Antonio, di Taranto.

Domenica 3 marzo, alle ore 19.30, concerto di musiche tradizionali della Settimana Santa eseguito dal complesso bandistico “Maria SS.ma Addolorata” di Talsano diretto dal maestro Vito Bucci.

Dal 4 al 6 marzo, esercizi spirituali vicariali: adorazione eucaristica nella chiesa del SS. Rosario dalle ore 9.30 alle ore 12; nella chiesa di Sant’Egidio: ore 17, adorazione eucaristica; ore 18 santa messa; ore 19.30, preghiera conclusiva.

Giovedì 14 marzo: liturgia penitenziale: ore 18, santa messa e ore 19.15, confessioni.

Venerdì 15 marzo: durante la santa messa delle ore 18, intronizzazione dell’Addolorata in preparazione alla Via Matris.

Lunedì 18 marzo: alle ore 18.30 santa messa dopo la quale ci si recherà nella chiesa del Carmine per la vestizione e l’intronizzazione del simulacro dell’Addolorata in preparazione alla processione del Venerdì Santo.

Martedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, alle ore 18.30 santa messa solenne con benedizione di tutti i papà presenti.

Dal 15 al 21 marzo, Settimana di Passione, Settenario Via Matris.

Venerdì 22 marzo: ore 17.30 santa messa e processione (Via Matris) con il simulacro  della Beata Vergine Addolorata.

Domenica delle Palme, 24 marzo: sante messe alle ore 8-10.30-18.30. Ore 10, benedizione solenne delle palme presso la chiesa del Carmine.

Giovedì Santo, 28 marzo: ore 8, lodi mattutine e ufficio delle letture; ore 10 in concattedrale, messa crismale; ore 17.30, santa messa in “Coena Domini”; ore 17, inizio del pellegrinaggio dei “perdoni” agli altari della reposizione nelle chiese Madonna di Fatima e Maria Santissima del Rosario; ore 22.30, adorazione eucaristica comunitaria.

Venerdì Santo, 29 marzo: ore 8, lodi mattutine e ufficio delle letture; ore 12, oscuramento; ore 15, ora media; ore 17, processione dei Misteri.

Sabato Santo, 30 marzo: ore 8, lodi mattutine e ufficio delle letture; ore 22.30, inizio della veglia pasquale.

Domenica di Pasqua, 31 marzo: sante messe ore 8-10.30-18.30.

Violenza contro le donne

“Cultura patriarcale e violenza di genere”: incontro all’Oasi Santa Maria degli Angeli (Massafra)

15 Feb 2024

di Angelo Diofano

“Cultura patriarcale e violenza di genere” è il titolo di un tema molto dibattito in questi ultimi tempi che sarà al centro del meeting che si terrà domenica 18 febbraio alle ore 17 all’Oasi Santa Maria degli Angeli a Massafra (via Cappuccini 7).
Prendendo spunto dal film di Paola Cortellesi “C’è ancora domani”, ne parleranno la prof.ssa Patrizia Guida di Bari (professore ordinario di Letteratura italiana, incaricato di Scrittura professionale e Tecniche di scrittura professionale, direttrice scientifica del master in Management Assistance, pro-rettore all’Internazionalizzazione Università Lum a Casamassima, dove è anche direttrice del Centro internazionale di studi sul Viaggio adriatico) e il dott. Luciano Martucci di Massafra (biologo nutrizionista e neuro linguista, che svolge attività di conferenziere e divulgatore scientifico in Puglia, attento alle tematiche che ruotano intorno all’universo femminile e alle relazioni di genere).

Così spiega la promotrice dell’iniziativa, la vincenziana suor Palmarita Guida: “Si tratta dell’inizio di una serie di incontri su queste tematiche per avviare a un confronto finalizzato a cambiare il modo di vedere, di pensare e di agire, sia per gli uomini sia per le donne, superando la sottocultura patriarcale. Affronteremo questo tema sotto ogni aspetto  ed evidenzieremo meglio l’uguaglianza netta fra uomo e donna, anche secondo le Sacre Scritture”.

Eventi religiosi cittadini

Venerdì 16, la reliquia del beato Livatino al carcere e nel pomeriggio alla Santa Famiglia

15 Feb 2024

di Angelo Diofano

Dopo l’accoglienza al seminario di Poggio Galeso, venerdì 16, in mattinata,  la reliquia del beato Rosario Livatino sarà in visita alla casa circondariale per un incontro con i detenuti, opportunamente preparati all’evento dal cappellano don Francesco Mitidieri. Nel pomeriggio, alle ore 17, ci si sposterà alla parrocchia Santa Famiglia (quartiere Salinella), dove alle ore 17.30 ci sarà la “Via Crucis sulla legalità”; alle ore 18.30, santa messa presieduta da don Gero Manganello, responsabile della peregrinatio, con la partecipazione della vicaria Taranto Sud, assieme all’amministratore parrocchiale don Alessandro Solare. Infine alle ore 19.30, incontro sulla legalità coordinato da don Antonio Panico, con la partecipazione dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero, delle istituzioni del territorio, dell’associazione “Noi&Voi”, dell’Unione giuristi  cattolici, dell’ordine degli avvocati, degli studenti di giurisprudenza e delle forze dell’ordine.

Rosario Angelo Livatino nasce a Canicattì, in provincia di Agrigento, il 3 ottobre 1952, unico figlio di Vincenzo, funzionario dell’esattoria comunale di Canicattì, e di Rosalia Corbo. Negli anni del liceo studia intensamente e s’impegna nell’Azione Cattolica. Si laurea in giurisprudenza a Palermo nel 1975 e a soli ventisei anni, nell’estate del 1978, fa il suo ingresso in Magistratura. Dopo il tirocinio al Tribunale di Caltanissetta, il 29 settembre 1979 entra alla Procura della Repubblica di Agrigento come Pubblico Ministero. Per la profonda conoscenza del fenomeno mafioso e la capacità di ricreare trame, stabilire importanti nessi all’interno della complessa macchina investigativa, gli vengono affidate delle inchieste molto delicate. E lui, infaticabile e determinato, firma sentenze su sentenze, entrando così nel mirino di Cosa Nostra. Il 21 settembre 1990 mentre sta percorrendo, come fa tutti i giorni, la statale 640 per recarsi al Tribunale di Agrigento, viene raggiunto da un commando di quattro sicari e barbaramente trucidato. L’Italia scopre nel suo sacrificio l’eroismo di un giovane servitore dello Stato che ha vissuto tutta la propria vita alla luce del Vangelo. La cerimonia di beatificazione si è svolta nella cattedrale di San Gerlando, ad Agrigento, il 9 maggio 2021.

Rifacendosi ad alcuni passi evangelici, Livatino osservava che “la giustizia è necessaria, ma non è sufficiente e può e deve essere superata dalla legge della carità che è la legge dell’amore, verso il prossimo e verso Dio, in quanto il prossimo è immagine di Dio, quindi in modo non riconducibile alla mera solidarietà umana; forse può in esso rinvenirsi  un possibile ulteriore significato: la legge, pur nella sua oggettiva identità e nella sua autonoma finalizzazione, è fatta per l’uomo e non l’uomo per la legge, per cui la stessa interpretazione e la stessa applicazione della legge vanno operate col suo spirito e non in quei termini formali”.

Livatino, che prima di entrare in tribunale andava a pregare nella vicina chiesa di San Giuseppe, inoltre affermava: “Il compito del magistrato è quello di decidere. Orbene, decidere è scegliere e, a volte, tra numerose cose, strade o soluzioni. E scegliere è una delle cose più difficili che l’uomo sia chiamato a fare. Ed è proprio in questo scegliere, decidere, decidere per ordinare, che il magistrato credente può trovare un rapporto con Dio. Un rapporto diretto, perché il rendere giustizia è realizzazione di sé, è preghiera, è dedizione di sé a Dio. Un rapporto indiretto per il tramite dell’amore verso la persona giudicata”.

Editoriale

L’odissea dei ‘bambini farfalla’ sotto le bombe di Gaza

15 Feb 2024

di Daniele Rocchi

“La situazione è gravissima. Non riusciamo a reperire e far arrivare i dispositivi medici necessari per curare questi bambini. Sono malati che hanno bisogno di particolari trattamenti che in queste condizioni è impossibile dare”. Nell’inferno di Gaza a soffrire, insieme a migliaia di bambini con le loro famiglie, ce ne sono alcuni, circa 70 secondo le stime, affetti da epidermolisi bollosa (Eb), una rara malattia genetica che provoca bolle e lesioni in corrispondenza della pelle e delle mucose interne.

Gaza, bambino farfalla – foto Sir

Vengono chiamati ‘bambini farfalla’ perché non possono essere toccati o abbracciati; anche un semplice contatto potrebbe recare loro danno e dolore come quello di ulcerazioni e di ustioni di terzo o quarto grado. Bambini fragili come le ali di una farfalla. In casi particolarmente gravi la malattia va a colpire mani e piedi che non hanno unghie così da rendere molto difficile il loro uso. Spesso, per non provocare dolore, i genitori evitano anche di abbracciarli e baciarli. Un bacio e un abbraccio che nella Striscia di Gaza, oggi, sono le uniche medicine disponibili per i bambini. Ma non per i bimbi farfalla.

L’odissea. A raccontare l’odissea di questi bambini è Umar (nome di fantasia, ndr) un infermiere che lavora in un ospedale di Gaza e che collabora al progetto “Aiuto ai bambini farfalla” avviato sul finire del 2020 dalla parrocchia latina della Sacra Famiglia, l’unica cattolica della Striscia con i suoi poco più di 100 fedeli, coadiuvata da Pro Terra Sancta, l’ong della Custodia di Terra Santa. Prima del 7 ottobre il progetto aveva in carico 38 bambini sui circa 70 segnalati nella Striscia e i volontari, tra cui Umar, passavano di casa in casa a bendare, stendere creme, pulire le lacerazioni epidermiche dei bambini e a insegnare ai familiari come lavarli e curarli. In mancanza di una cura risolutiva questa ‘sindrome’ può essere trattata solo adottando cure e rimedi come la fisioterapia, scarpe speciali, creme, antibiotici, bende con cui evitare che le lesioni entrino in contatto con gli abiti e producano infezioni. Tutte esigenze che nella Striscia di Gaza, ridotta in macerie, con gli ospedali quasi tutti fuori uso, è impossibile soddisfare.

In cerca delle famiglie. Umar lo sa bene, per questo, spiega, “nonostante il progetto sia fermo a causa della guerra, sto cercando di contattare tutte le famiglie che avevamo in cura. Purtroppo, solo due hanno risposto ai messaggi. Mi hanno detto che da Nord, dove vivevano, sono andate a sud della Striscia come imposto dall’esercito di Israele. Oggi vivono nelle tende, praticamente all’aperto, al freddo, in condizioni igienico-sanitarie impossibili e non c’è nessuno che assista i loro figli affetti dalla sindrome. Non è possibile raggiungerli perché è molto pericoloso muoversi e si rischia di essere colpiti dai cecchini. Le altre famiglie non hanno risposto ai messaggi, non so dove siano, se sono ancora vive”.
“Siamo preoccupati, questi bambini non possono vivere a lungo in queste condizioni”.

foto Sir

A cercare di tenere i contatti con queste famiglie di Gaza è anche Gianna Pasini, un’infermiera di Brescia da tempo impegnata ad aiutare i bambini farfalla con la onlus Pcrf-Italia, che fa capo alla ong palestinese Palestine Children’s Relief Fund (Pcfr), il cui scopo è migliorare la qualità dei servizi sanitari pubblici in Palestina e prestare cure domiciliari alle famiglie dei bambini portatori di epidermolisi bollosa nella Striscia di Gaza. Pasini ha anche scritto un libro su questo progetto, in arabo e in italiano, che si intitola “Storia di una bambina farfalla” (Edizioni Q). Il volume racconta la vita di una bambina farfalla trascorsa tra cure dolorose, aule di scuola e desideri da realizzare (il ricavato del libro è interamente devoluto al progetto di Pro Terra Sancta, ndr.).

Gravi condizioni. “In questi giorni stiamo cercando di far arrivare dall’Italia delle medicine a Gaza, tramite la Mezzaluna rossa ma ci sono tante difficoltà burocratiche. Nel frattempo, grazie anche a Umar, si cerca di tenere vivi i contatti con le famiglie di questi bambini assistiti dal progetto, ma è molto difficile perché le linee telefoniche sono saltate. Sappiamo che una famiglia è bloccata al nord perché il proprio figlio, affetto da EB, non è in grado di muoversi. Una mamma ci ha contattato per chiedere aiuto ma non sappiamo dove si trovi esattamente. Di un altro bambino seguito dal progetto arrivano notizie di un peggioramento di condizioni e che è pieno di piaghe per mancanza di cure. Attualmente vive nella zona di Rafah, sottoposta a bombardamenti, in una tenda con otto persone della sua famiglia. Ci sarebbe poi un altro piccolo paziente la cui famiglia è divisa. Il padre, un maestro di professione, è sceso dal nord verso sud per trovare una sistemazione per la sua famiglia che però ancora non è riuscita a raggiungerlo”.

A Ciampino, arrivo dei bambini da Gaza – foto I.Faltas

Nonostante la guerra Umar e Gianna non smettono di lavorare per questi bambini farfalla perché, dicono, “vogliamo che continuino a volare” magari anche su uno degli aerei della nostra aviazione che stanno portando in Italia tanti bambini gazawi malati e feriti.

Omelia del Santo padre

Papa Francesco alla messa delle Ceneri: “La vita non è una recita, scendere dal palcoscenico della finzione”

15 Feb 2024

“La Quaresima ci immerge in un bagno di purificazione e di spoliazione: vuole aiutarci a togliere ogni trucco, tutto ciò di cui ci rivestiamo per apparire adeguati, migliori di come siamo”: lo ha detto il papa, nell’omelia della Messa delle Ceneri presieduta nella basilica di Santa Sabina all’Aventino. “Entrare nel segreto significa ritornare al cuore”, ha spiegato Francesco sulla scorta del profeta Gioele: “Si tratta di un viaggio dall’esterno all’interno, perché tutto ciò che viviamo, anche la nostra relazione con Dio, non si riduca ad esteriorità, a una cornice senza quadro, a un rivestimento dell’anima, ma nasca da dentro e corrisponda ai movimenti del cuore, cioè ai nostri desideri, ai nostri pensieri, al nostro sentire, al nucleo sorgivo della nostra persona”. “Ritornare al cuore significa ritornare al nostro vero io e presentarlo così com’è, nudo e spoglio, davanti a Dio”, l’immagine scelta dal papa: “Significa guardarci dentro e prendere coscienza di chi siamo davvero, togliendoci le maschere che spesso indossiamo, rallentando la corsa delle nostre frenesie, abbracciando la vita e la verità di noi stessi”. “La vita non è una recita, e la Quaresima ci invita a scendere dal palcoscenico della finzione, per tornare al cuore, alla verità di ciò che siamo”, l’indicazione di rotta di Francesco: “Per questo, stasera, con spirito di preghiera e di umiltà, riceviamo sul capo la cenere. È un gesto che vuole riportarci alla realtà essenziale di noi stessi: noi siamo polvere, la nostra vita è come un soffio, ma il Signore – lui e soltanto lui – non permette che essa svanisca; egli raccoglie e plasma la polvere che siamo, perché non venga dispersa dai venti impetuosi della vita e non si dissolva nell’abisso della morte”.

Lavoro

Industria: emergenza continua, ora si “agitano” anche i lavoratori Arpa Puglia

15 Feb 2024

di Silvano Trevisani

Quando si sente parlare di crescita dell’occupazione, ci si chiede per prima cosa a quale pianeta si faccia riferimento. Non certo al pianeta Taranto, che continua a subire i contraccolpi di una crisi interminabile che parte dall’industria, ma coinvolge fortemente altri settori.

In questi giorni, la città sta risentendo delle protese giustificate delle circa 70 aziende dell’indotto Ilva, i cui 2.400 dipendenti non ricevono gli arretrati e la cassa integrazione. Dopo l’occupazione del Ponte girevole, che martedì 13 ha di fatto bloccato la circolazione, continua il presidio sotto la prefettura, in attesa di ricevere risposte dal governo. Ma la partita è complicata e i risvolti tecnici relativi alle modalità con le quali il governo sta cercando di garantire i crediti delle aziende, restano complessi. Il tentativo di garantire risorse attraverso la società di garanzia Sace, sono resi complicati anche dal cattivo atteggiamento di Acciaierie d’Italia. A tale proposito, il governatore Michele Emiliano ha dichiarato la disponibilità della Regione a inserire la liquidità riveniente dalle economie di bilancio per sostenere economicamente l’indotto. Che è indispensabile per la continuità produttiva dello stabilimento.

Le incertezze sull’Ilva

Possiamo dire solo che la decisione dell’amministrazione straordinaria, decretata dal governo nei giorni scorsi, sta subendo rallentamenti per la posizione di Mittal, che esprime ancora la maggioranza dell’azienda. I prossimi giorni dovrebbero spiegare come si evolverà la faccenda, tenendo presente che lo Stato, per mezzo del ministro Urso, ha dichiarato l’indisponibilità a gestire direttamente l’azienda siderurgica: occorrerà la disponibilità di industriali privati. Però la situazione è ancora nebbiosa e per questo i sindacati si sono autoconvocati a Palazzo Chigi, mossa che è stata prevenuta dal governo, che li ha convocati il 19 febbraio alle 19,15.

“È inaccettabile – dichiarano Fim Fiom Uilm – che dopo due decreti voluti dal Governo per estromettere Mittal, attraverso l’attivazione dell’amministrazione straordinaria, la situazione e il futuro dell’ex Ilva rimangano nella totale incertezza. Fim Fiom Uilm denunciano ancora una volta la grave e preoccupante situazione in cui versano i siti produttivi dell’ex Ilva, con conseguenze drammatiche sull’indotto e sui 20mila lavoratori”.

Paradossalmente, infatti, l’amministratore delegato espresso da Mittal, Lucia Morselli, ha dichiarato in audizione parlamentare che tutto all’Ilva è perfetto, e che gli unici problemi sono di liquidità. Ma non spiega perché lo stesso Mittal si è detto indisponibile all’aumento di capitale.

Se il futuro dello stabilimento è tutto da definire, continua anche il pressing degli ambientalisti che trovano oggi una sponda importante nella cultura. Il film sulla Palazzina Laf è stato presentato polemicamente al Senato, per iniziativa del vicepresidente 5Stelle, Mario Turco, ma assenti i rappresentanti del governo.

Agitazione all’Arpa Puglia

Proprio sul fronte dell’Arpa Puglia, l’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente, si registra la proclamazione dello stato di agitazione del personale. Con una lettera alla Regione e agli assessorati competenti, i sindacati chiedono un incontro urgente, a tre mesi di distanza dalla precedente richiesta. Scrivono i sindacati della Funzione pubblica: “Considerato che da circa 48 mesi in Arpa Puglia ci sono svariate decine di lavoratrici e lavoratori assunti sulla base di progetti specifici, tra cui il Piano Taranto, che a brevissimo rischiano la cessazione del rapporto di lavoro se non si assumono le determinazioni utili a stabilizzare il loro rapporto di lavoro, disperdendo di fatto importanti professionalità che nel corso di questi anni hanno maturato esperienze e competenze rilevanti, con la presente sollecitano la convocazione di un incontro urgente con quanti in indirizzo, entro e non oltre sette giorni dal ricevimento della presente, teso alla stabilizzazione dei precari, allo svincolo ed utilizzo dei fondi accantonati per il Piano Taranto e per tutti quei progetti utili al potenziamento di un’agenzia strategica per la salute e l’ambiente quale l’Arpa Puglia”.

Questo, senza dimenticare le altre delicate questioni ancora aperte, come il futuro di centinaia di lavoratori portuali dell’ex Tct e di Sanitaservice. Ma quello della sanità è un pianeta tutto avvolto dalle ombre.

Cei

Domenica 18 febbraio colletta nazionale della Cei per la Terra santa

15 Feb 2024

La presidenza della Conferenza episcopale italiana indice per domenica 18 febbraio (I di Quaresima) una colletta nazionale, da tenersi in tutte le chiese italiane, quale segno concreto di solidarietà e partecipazione di tutti i credenti ai bisogni, materiali e spirituali, delle popolazioni colpite dal conflitto in Terra santa.

Le offerte raccolte, da inviare a Caritas italiana entro il 3 maggio, renderanno possibile una progettazione unitaria degli interventi anche grazie al coordinamento con la rete delle Caritas internazionali impegnate sul campo.

“Caritas italiana – spiega il direttore, don Marco Pagniello – è in costante contatto con la Chiesa locale: dopo aver sostenuto, nella fase iniziale dell’emergenza, gli interventi di Caritas Gerusalemme, continua a seguire l’evolversi della situazione, accompagnando le Chiese locali nell’organizzazione delle diverse iniziative per far fronte ai bisogni dei più poveri e favorire un clima di pace e riconciliazione”.

La colletta del 18 febbraio rappresenta, inoltre, una preziosa occasione di sensibilizzazione e animazione delle comunità parrocchiali italiane. A tal fine Caritas italiana sta predisponendo sussidi e locandine che sanno messi a disposizione delle diocesi.

Terra Santa ferita. Solidarietà e pace

È possibile contribuire agli interventi di Caritas Italiana per questa emergenza, utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario specificando nella causale “Emergenza Terra santa” tramite:

• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – iban: IT 24 C 05018 03200 00001 3331 111
• Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – iban: IT 66 W 03069 09606 100000012474
• Banco Posta, viale Europa 175, Roma – iban: IT 91 P 07601 03200 000000347013
• UniCredit, via Taranto 49, Roma – iban: IT 88 U 02008 05206 000011063 119

 

 

Diocesi

La reliquia del beato Pino Puglisi a Martina Franca e a San Giorgio Jonico

14 Feb 2024

di Angelo Diofano

L’Associazione nazionale delle Città del SS. Crocifisso, in collaborazione con l’arcidiocesi di Palermo, in occasione dell’anno sinodale voluto da papa Francesco, ha organizzato dal 17 al 27 febbraio la peregrinatio della reliquia del beato Pino Puglisi, martire del nostro tempo, a 30 anni dalla sua uccisione, sul tema “Fede, memoria e legalità”. il reliquiario contiene un frammento di costola, prelevata in occasione della ricognizione poco prima della beatificazione avvenuta il 25 maggio 2013.

 Dopo le tappe di Cassano all’Ionio, Colobraro e Paolo del Colle, nella nostra diocesi la reliquia sarà accolta giovedì 22 febbraio nella parrocchia Santa Famiglia, a Martina Franca, per rimanervi fino a venerdì 23. In quest’ultima giornata alle ore 18 presiederà l’Eucarestia il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo, che ha voluto fortemente la beatificazione del beato Pino.

Sabato 24 febbraio la peregrinatio toccherà la parrocchia Santi Patroni d’Italia, a San Giorgio Jonico, dove domenica 25 alle ore 10 celebrerà la santa messa il cardinale Romeo.

Infine la reliquia lunedì 26 febbraio sarà portata al santuario pontificio del Ss. Crocifisso  Galatone  fino a martedì 27 febbraio quando alle ore 18,00 porterà la sua testimonianza sui valori della legalità e cittadinanza attiva, l’on. Giuseppe Antoci, presidente onorario della fondazione nazionale Antonino Caponnetto.Inoltre, saranno nominati, a norma dell’art.37 dello statuto, quali nuovi Ambasciatori dell’Associazione nazionale delle Città del SS. Crocifisso, il cardinale Paolo Romeo e il presidente Giuseppe Antoci.

“Abbiamo voluto organizzare questo significativo evento – dichiara il segretario dell’associazione Giuseppe Semeraro – per dare una testimonianza sulla coesione territoriale che la nostra associazione rappresenta, non dimenticando i valori della legalità. Desidero ringraziare l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che ci ha concesso questo privilegio della peregrinatio, tutte le città che la ospiteranno, i parroci e il nostro assistente ecclesiastico mons Pasquale Morelli per il supporto organizzativo”.

Diocesi

Giovedì 15 al seminario la reliquia del beato Rosario Livatino

14 Feb 2024

di Angelo Diofano

Giungerà giovedì 15 febbraio al seminario di Poggio Galeso, nell’ambito della peregrinatio in diocesi, la reliquia del Beato Rosario Livatino, organizzata dal servizio di pastorale giovanile. Il programma prevede alle ore 17.45 il raduno dei partecipanti davanti alla “Casa Madre Teresa”, in via della Transumanza (sarà possibile parcheggiare nel piazzale antistante il seminario). Alle ore 18 ci sarà l’arrivo del reliquiario, con processione verso il seminario, animata dalla vicaria Paolo VI e dalle aggregazioni laicali. Destinazione conclusiva sarà l’annessa cappella del “Poggio Galeso”, dove alle ore 18.30 la santa messa sarà presieduta da don Gero Manganello, responsabile della peregrinatio che toccherà fino al 17 febbraio alcune parrocchie della diocesi.

Rosario Angelo Livatino nasce a Canicattì, in provincia di Agrigento, il 3 ottobre 1952, unico figlio di Vincenzo, funzionario dell’esattoria comunale, e di Rosalia Corbo. Negli anni del liceo studia intensamente e s’impegna nell’Azione Cattolica. Si laurea in giurisprudenza a Palermo nel 1975 e a soli ventisei anni, nell’estate del 1978, fa il suo ingresso in Magistratura. Dopo il tirocinio al Tribunale di Caltanissetta, il 29 settembre 1979 entra alla procura della Repubblica di Agrigento come pubblico ministero. Per la profonda conoscenza del fenomeno mafioso e la capacità di ricreare trame, stabilire importanti nessi all’interno della complessa macchina investigativa, gli vengono affidate delle inchieste molto delicate. E lui, infaticabile e determinato, firma sentenze su sentenze, entrando così nel mirino di Cosa nostra. Il 21 settembre 1990 mentre sta percorrendo, come fa tutti i giorni, la statale 640 per recarsi al Tribunale di Agrigento, viene raggiunto da un commando di quattro sicari e barbaramente trucidato. L’Italia scopre nel suo sacrificio l’eroismo di un giovane servitore dello Stato che ha vissuto tutta la propria vita alla luce del Vangelo. La cerimonia di beatificazione si è svolta nella cattedrale di San Gerlando, ad Agrigento, il 9 maggio 2021.

Francesco

Mercoledì delle Ceneri: il papa in diretta su Tv2000 alle ore 16.30

14 Feb 2024

Tv2000, mercoledì 14 febbraio alle ore 16.30, trasmette in diretta la Statio e la messa presiedute da papa Francesco in occasione del Mercoledì delle Ceneri. Si inizia nella chiesa di Sant’Anselmo all’Aventino, con la liturgia ‘stazionale’ cui farà seguito la processione penitenziale verso la Basilica di Santa Sabina. Al termine della processione, nella Basilica di Santa Sabina, la messa con il rito di benedizione e di imposizione delle ceneri. Alle ore 16 il programma ‘Il diario di papa Francesco’, condotto da Gennaro Ferrara, introduce e approfondisce gli eventi con il pontefice.

Quaresima

La processione notturna della “Foròra” ha aperto la Quaresima tarantina

foto G. Leva
14 Feb 2024

di Angelo Diofano

La processione penitenziale della “foròra” (cioè dal suono della campana fuori orario, cioè alla mezzanotte), a cura della confraternita dell’Addolorata, ha aperto alla mezzanotte tra martedì grasso e mercoledì delle ceneri le celebrazioni della quaresima. Il corteo dei confratelli e delle consorelle (una settantina, in abito di rito), dopo l’uscita da San Domenico, ha percorso alcune strade della Città vecchia. Durante il percorso le preghiere guidate dal padre spirituale mons. Emanuele Ferro ai canti quaresimali guidati dal soprano Daniela Abbà e accompagnati dalla “Grande orchestra di fiati Santa Cecilia-Città di Taranto”. Molti i tarantini che, nonostante il freddo della nottata, hanno partecipato a questo suggestivo momento della tradizione, in uso (con altre modalità) ai primi del 1900 e ripreso dalla confraternita, dopo lunga interruzione, anni addietro. La processione ha poi sostato per un momento di preghiera e meditazione nella chiesa di San Giuseppe, davanti alla quale sono state bruciate le palme dello scorso anno per ricavarne le Sacro Ceneri. Il ritorno è avvenuto a tarda ora, dopo il canto del “Mottetto alla Desolata” intonato di confratelli sulle scalinate di San Domenico.

Annunciato l’arrivo a San Domenico il reliquiario della Madonna delle Lacrime

Nel momento di preghiera svoltosi nella chiesa di San Giuseppe, mons. Emanuele Ferro, dopo aver letto il messaggio dell’arcivescovo per la quaresima, ha annunciato la permanenza nella chiesa di San Domenico da venerdì 8 a domenica 10 marzo del reliquiario della Madonna delle Lacrime. È questo l’appellativo con cui si venera Maria, in seguito a un evento verificatosi a Siracusa nel 1953, dal 29 agosto al 1º settembre per cui da un’effigie mariana in gesso smaltato scaturì un liquido che, in seguito alle analisi chimiche effettuate, risultò compatibile con la composizione chimica delle lacrime umane. Fu stabilito che la misteriosa lacrimazione si sarebbe ripetuta per almeno 58 volte. Stando alle numerose testimonianze e ai referti di una commissione medica appositamente istituita, il fenomeno fu accompagnato dal verificarsi di misteriose o inspiegabili guarigioni fisiche: furono circa 300 quelle ufficialmente riconosciute. Il 12 dicembre 1953, l’episcopato della Sicilia, presieduto dal cardinale Ernesto Ruffini, arcivescovo metropolita di Palermo, dichiarò miracolosa la lacrimazione dell’effigie mariana.