Serie C, il Taranto non è più una sorpresa: a Crotone per confermarsi ancora
Un’ottima stagione. Non priva di difficoltà, di amarezze, di passaggi a vuoto; ma il Taranto c’è, a battagliare nella zona alta della classifica – terzo posto in coabitazione con Avellino e Benevento. Contro il Giugliano ha avuto la meglio al termine di un match complicato. Un primo tempo giocato a viso aperto dalle due formazioni, con capovolgimenti di fronti, ma zero occasioni da rete, una leggera supremazia ionica. Poi è stato Mamadou Kanoute l’uomo decisivo. Ancora lui, già attivo nella prima frazione di gioco. Sua la rete che, al minuto 89, ha regalato alla tifoseria ionica una nuova gioia: tre punti d’oro nel turno infrasettimanale della 26esima giornata della serie C – girone C. Ora il Taranto è atteso dal Crotone. Una trasferta non affatto semplice, quella di domenica prossima, contro una competitor per i playoff.
L’insidia Crotone
La squadra di mister Zauli è ben strutturata, sia sul piano fisico che su quello tecnico, perché dotata di buone individualità. Una formazione di primissima fascia, il Crotone. Che ha pochi limiti, ed è combattiva. Nell’ultimo periodo il suo cammino non è stato entusiasmante, all’altezza dell’aspettativa della piazza: pareggio col Sorrento e con la Virtus Francavilla, sconfitta col Cerignola. Ieri sera a Picerno non è riuscito ad andare oltre il pareggio a reti inviolate. Un risultato comunque non negativo ottenuto sul campo della seconda forza del campionato. Il fatto che manchi l’appuntamento con la vittoria da sei giornate, dal tredici gennaio (4-0 sulla Turris in trasferta), significa che le motivazioni del Crotone saranno decisamente alte. E sarà difficile batterlo.
Il protagonista della scorsa giornata
“È un momento importante per la mia carriera, ma resto concentrato. Voglio fare sempre meglio ma l’importante è che la squadra vinca: oggi sapevamo che sarebbe stata una sfida rognosa ma siamo stati bravi”. Così parlava il match winner Kanoute nel post turno infrasettimanale. Lo stesso attaccante senegalese ha riconosciuto che la squadra è andata un po’ in sofferenza a centrocampo nella ripresa, “ma il mister Capuano ha portato una mentalità vincente e lottiamo fino alla fine”. Anche contro il Monterosi il goal della vittoria era arrivato allo scadere, in pieno recupero. Significa che il Taranto ci crede sino all’ultimo pallone. Non mollano e non si risparmiano, i calciatori. Ragione per la quale è lecito o doveroso ritenere che la promozione in serie B non sia più un sogno di difficile realizzazione.
Taranto-Giugliano allo Iacovone – Photogallery by Giuseppe Leva























La processione penitenziale della “foròra” (cioè dal suono della campana fuori orario, cioè alla mezzanotte), a cura della confraternita dell’Addolorata, ha aperto alla mezzanotte tra martedì grasso e mercoledì delle ceneri le celebrazioni della quaresima. Il corteo dei confratelli e delle consorelle (una settantina, in abito di rito), dopo l’uscita da San Domenico, ha percorso alcune strade della Città vecchia. Durante il percorso le preghiere guidate dal padre spirituale mons. Emanuele Ferro ai canti quaresimali guidati dal soprano Daniela Abbà e accompagnati dalla “Grande orchestra di fiati Santa Cecilia-Città di Taranto”. Molti i tarantini che, nonostante il freddo della nottata, hanno partecipato a questo suggestivo momento della tradizione, in uso (con altre modalità) ai primi del 1900 e ripreso dalla confraternita, dopo lunga interruzione, anni addietro. La processione ha poi sostato per un momento di preghiera e meditazione nella chiesa di San Giuseppe, davanti alla quale sono state bruciate le palme dello scorso anno per ricavarne le Sacro Ceneri. Il ritorno è avvenuto a tarda ora, dopo il canto del “Mottetto alla Desolata” intonato di confratelli sulle scalinate di San Domenico.