Eventi culturali in città

La Passione di Cristo nella pittura dell’Italia meridionale

19 Mar 2024

di Angelo Diofano

Mercoledì 27 marzo alle ore 19 nella chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli (Porta Napoli, via Cristoforo Colombo, nei pressi del porto mercantile), Roberto Genualdo, storico dell’arte, – su invito del rettore don Mimmo Bucci – terrà una conversazione sul tema “La Passione di Cristo nella pittura dell’Italia meridionale”.

La chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli può considerarsi uno dei più antichi luoghi di culto di Taranto dedicati alla Vergine. Fu costruita nel 1568 e nel 1867, a causa dei lavori per la costruzione della ferrovia – il tronco passava proprio dove era ubicata  – fu ‘smontata’ e poi riedificata sull’area attuale. Abbandonata all’incuria per lungo tempo, nel 2008 il tempio fu restaurato a cura dell’Autorità portuale e affidato alla diocesi.

Politica locale

Rinnovato il Consiglio provinciale primo degli eletti il consigliere Lonoce

18 Mar 2024

di Silvano Trevisani

Si sono tenute ieri le elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale per il biennio 2024/2026. Si tratta, ovviamente, di un organo elettivo di secondo grado, cioè eletto dai consigli comunali e non dagi elettori. Una tornata elettorale che ha visto, su 464 elettori attivi in tutta la Provincia di Taranto (escluso il Comune di Statte che è commissariato), 408 votanti. Tre le schede nulle e solo due con il voto alla lista senza alcuna preferenza sui candidati.

Di seguito l’elenco dei consiglieri eletti nelle rispettive liste: Terra Jonica: Lucio Lonoce, Vito Parisi, Marco Natale, Maurizio Baccaro, Gregorio Pecoraro; Forza Italia; Raffaele Gentile; Comunità Ionica: Salvatore Brisci, Adriano Tribbia, Carmela Casula detta Carmen, Goffredo Lomuzio; Fratelli d’Italia: Roberto Leonzio, Michele Puglia, Francesco Marra.

La prima lista, facente riferimento al Pd e alle forze che sono alleate nei comuni del territorio, ha visto l’affermazione di Lonoce, che è risultato di gran lunga il più votato. La lista di Comunità ionica, invece, faceva riferimento alla maggioranza che sostiene attualmente il sindaco di Taranto e presidente della Provincia, Rinaldo Melucci. Affermazione elettorale anche per Fratelli d’Italia, che si conferma partito guida del centrodestra e secondo maggiormente votato in provincia e il cui consigliere eletto, il manduriano Puglia, è stato il secondo maggior suffragato.

“Da oggi ci sarà una ripresa spedita del programma amministrativo – ha commentato il presidente Melucci – L’obiettivo è il bene comune dei cittadini dell’intera provincia e questo prescinde dal colore politico”.

Ma Melucci non dispone più della maggioranza del Consiglio, comunque del centrosinistra e dovrà fare i conti con la nuova assemblea. Nella quale ora è in minoranza, pur con il confermato sostegno dei suoi cui si è aggiunto qualche voto dalla provincia, e potrebbe cercare sostegno nel centrodestra.

Balza agli occhi, comunque, l’affermazione di Lucio Lonoce, consigliere comunale e già presidente del Consiglio comunale di Taranto, al quale abbiamo rivolto alcune domande.

Come nasce questa sua affermazione nel territorio provinciale?

“Posso orgogliosamente dire che questa affermazione scaturisce dalla ripresa della politica nel nostro territorio. Dal momento che la mia candidatura è nata da una fase di sintesi che ha preceduto l’attivazione e il gioco di squadra all’interno del territorio. Devo ringraziare il Pd che mi ha supportato e che con me ha lavorato in tutti i comuni. L’obiettivo è quello di costruire le fondamenta di una comunità che crede in principi chiare e comuni e nello sviluppo del territorio”.

Melucci si dice soddisfatto dell’affermazione della propria lista, cercherà nuovi appoggi?

Melucci ha solamente confermato i voti della sua maggioranza ottenendo due voti in provincia. La nostra lista invece si è affermata in tutto il territorio. Non so come si muoverà ma è chiaro che non gode più dell’appoggio del centrosinistra.

E ora?

Ci impegneremo con decisione ad affrontare tutti i problemi che riguardano la nostra provincia. Siamo all’opposizione al Comune di Taranto, faremo una forte opposizione anche qui.

Ma avete avvertito esigenze di una nuova politica provenire dalla gente?

L’abbiamo avvertito perché siamo stati in tutti i territori a confrontarci con i cittadini e devo orgogliosamente sottolineare che erano molti i giovani presenti ai nostri incontri e che hanno dato il loro contributo al dibattito politico che forse, negli ultimi tempi, ha un po’ latitato.

Settimana di Passione

“La via della Croce” ai Tamburi

18 Mar 2024

di Angelo Diofano

Giovedì 21 marzo, al quartiere Tamburi, alle ore 18 (dopo la santa messa delle ore 17) la parrocchia degli Angeli Custodi terrà “La via della Croce”, la consueta processione della Settimana di Passione con il simulacro del Crocifisso ,. Vi parteciperanno la confraternita di Santa Maria del Carmine di Talsano in abito di rito e gli oltre cento bambini e ragazzi del catechismo.

Questo l’itinerario: via Angeli custodi, via Archimede, via Verdi, via Galeso, via Angeli Custodi.

Le meditazioni saranno dettate dall’amministratore parrocchiale don Alessandro Argentieri e si alterneranno con le marce funebri della tradizione tarantine che saranno eseguite dal complesso bandistico “Maria Santissima Addolorata” di Talsano diretto dal maestro Vito Bucci.

Fede & tradizioni

‘Un uomo come noi ma tanto diverso da noi’, azioni sceniche delle scuole in città vecchia

18 Mar 2024

di Angelo Diofano

‘Un uomo come noi ma tanto diverso da noi’ è il titolo dell’azione itinerante degli alunni dell’istituto comprensivo “Galilei-Giusti” e dei plessi Consiglio e Gabelli consistente nell’animazione di sei stazioni della Via Crucis nei portoni degli antichi palazzi della Città vecchia. L’appuntamento è per mercoledì 20 marzo con inizio alle ore 16.

A cura degli animatori del Crest – Nicoletta D’Ignazio, Sara Frascella e Jlenia Mancino, coordinati da Giovanni Guarino -, l’iniziativa si svolge nell’ambito del progetto “Le case speciali dei ragazzi e delle ragazze” finanziato dall’impresa sociale “Con i Bambini/Fondazione con il Sud” e in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune.

Il programma prevede alle ore 16 la partenza da Palazzo Pantaleo del corteo festoso dei bambini della scuola dell’infanzia e primaria dei vari istituti scolastici coinvolti nel progetto con ramoscelli d’ulivo a rappresentare l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. L’arrivo sarà alla scuola Consiglio, dove i ragazzi della scuola media Galilei animeranno la prima Stazione, quella della preghiera nell’orto del Getsemani e del tradimento di Giuda. Quindi di volta in volta il troccolante guiderà il gruppo di spettatori alle varie azioni sceniche. La seconda avrà luogo nell’androne di via Duomo 72 (Palazzo Saraceno), dove i bambini delle quinte classi della “Consiglio” daranno vita al processo a Gesù con la sua condanna. Scenario della terza stazione sarà il Museo diocesano con la Madre alla ricerca del Figlio, sempre a cura delle quinte classi della “Consiglio”. Quindi ci si sposterà a Casa Acclavio (nei pressi della basilica cattedrale) per la scena della Crocifissione, con i ragazzi delle quinte classi della Giusti. La Deposizione, invece, avrà luogo a Palazzo De Notaristefano, con i ragazzi delle quinte classi del plesso Gabelli. Infine, la Resurrezione: sarà a Palazzo Lojucco (piazza San Costantino), sempre con le quinte classi del plesso Gabelli. Al termine del percorso il gruppo musicale dell’istituto Galilei-Giusti eseguirà le musiche della Passione a Taranto.

Il tutto, per la durata complessiva di un’ora circa.

Le rappresentazioni saranno a ciclo continuo ogni dieci minuti con gruppi formati da massimo 30 persone, con partenza dal cortile della scuola elementare Consiglio, dove si dovrà effettuare la prenotazione dalle ore 16 in poi (sempre mercoledì 20) rivolgendosi agli animatori del Crest.

Molto accurate saranno le scenografie dei vari siti, frutto del lavoro di gruppo dei ragazzi dell’istituto comprensivo Galilei-Giusti coadiuvati dai loro docenti, che realizzeranno anche, per ogni tema della Stazione, due pannelli con le didascalie in italiano e in dialetto tarantino.

Gli organizzatori ringraziano le associazioni e gli abitanti della città vecchia per i luoghi messi a disposizione.

Sport

Basket B/F, cala il sipario sulla fase a orologio: la Nuovi Orizzonti guarda ai playoff

Natalia Smaliuk - foto G. Leva
18 Mar 2024

di Paolo Arrivo

Una serata storta. Una bella reazione, di gruppo, frutto di un carattere indomito, un tentativo di rimonta; ma alla fine è la New Basket Agropoli Paestum a far festa al PalaMazzola nella quarta e ultima partita della fase a orologio terminata con il punteggio di 64-67 (14-18, 32-43, 47-52). Match complicato per la Nuovi Orizzonti che, non approcciando al meglio la gara, ha commesso errori insoliti, e sempre ricorso l’avversario riuscendo a mettergli pressione negli ultimi minuti dell’incontro. Allora il contributo del pubblico avrebbe potuto fare la differenza nello spingere le ragazze di coach Orlando alla vittoria – si è giocato a porte chiuse per l’inagibilità del palazzetto. Il successo al fotofinish nell’ultimo atto della fase a orologio sarebbe stata una ulteriore iniezione di fiducia. Alla Nuovi Orizzonti non sono bastati i canestri di Smaliuk, top scorer della serata con 28 punti. La sconfitta, ad ogni modo, non pregiudica il cammino del gruppo Dinamo che chiude il girone A della serie B al secondo posto. E ora guarda alla volata playoff, in programma a partire dal 3 aprile, quando ritroverà proprio Agropoli. Avversario capace di dare filo da torcere. L’auspicio è di assistere a un altro avvincente confronto, e che anche la direzione arbitrale si dimostri all’altezza di una categoria nella quale gli errori, nelle fasi cruciali, possono falsare gli stessi incontri.

 

Taranto – Agropoli, l’ultimo match della fase a orologio

Starting lineup Nuovi Orizzonti: Gismondi, Ivaniuk, Smaliuk, Lucchesini, Tagliamento. Agropoli: Lombardi, Mini, Chiapperino, Benedetta Chiovato, Federica Chiovato. Con due triple mandate a bersaglio, la formazione ospite parte subito forte. Le ioniche rispondono con Natalia Smaliuk, Yaroslava Ivaniuk e Claudia Tagliamento per il sorpasso temporaneo (12-11). Segue la tripla di Giovanna Chiapperino. Nel finale a prendere il sopravvento è Agropoli. In avvio del secondo quarto di gioco, Smaliuk fa due su due dalla lunetta. Ma le ospiti sono più precise dall’arco, dal pitturato e dalla lunetta: vantaggio in doppia cifra per le giovani ragazze allenate da Federica Di Pace, sino al più quindici (43-28), con Alice Lucchesini e Smaliuk che limitano i danni solo parzialmente. Si va al lungo intervallo sul 32-43. Nel secondo tempo Taranto aumenta l’intensità in difesa e si fa più aggressiva. Non basta, però, per contenere Agropoli, che continua a fare il suo bel gioco. Nel finale, sussulto ionico: apre Smaliuk con una tripla, Ivaniuk, Erika Martelli e Tagliamento continuano l’opera fino all’aggancio (52-52). Si gioca sul filo dell’equilibrio con le padroni di casa che sono più reattive ai rimbalzi e più aggressive. All’ultimo giro di lancette il punto da recuperare è uno solo (62-63); così negli ultimi trenta secondi, al cardiopalma, la contesa è incerta tra le due formazioni, ma sono le ospiti ad avere maggior lucidità e precisione ai tiri liberi portandosi a casa l’incontro. Gli applausi virtuali del PalaMazzola omaggiano le ragazze della Nuovi Orizzonti, protagoniste di una grande stagione, sino al termine della fase a orologio. E le incoraggiano per le prossime due partite del primo turno dei playoff.

Photogallery by Giuseppe Leva

Tracce

Le attese per l’Europa che verrà

La sede di Strasburgo (Foto SIR/Marco Calvarese tratta dal sito internet https://www.agensir.it/)
18 Mar 2024

di Emanuele Carrieri

A meno di cento giorni dall’apertura dei seggi, le elezioni europee sono avvolte da una cortina di incertezze, fra timori e speranze per come sarà il Parlamento in un contesto geopolitico assolutamente mutato. Sarà un voto che segnerà per sempre la storia dell’Unione. Gli europei diranno il loro parere su questioni che qualificheranno l’attività dei vari gruppi politici: le domande di entrata nell’Unione, la riforma dei Trattati, gli aiuti all’Ucraina, i cambiamenti del clima. Sarà un voto per tirare fuori l’Europa dal pantano dinanzi all’ascesa di estremismi e populismi, non solo di destra, che abrogherebbero lo sviluppo già fatto? C’è un malessere di fondo riferibile alla tanta, sempre più crescente disuguaglianza, alla permanente precarietà del lavoro, al problema della sicurezza e del sistema del benessere sociale, all’eccedenza di burocrazia dell’apparato di Bruxelles. È un malessere che ha le sue origini nel disorientamento di popolazioni sempre più invecchiate, nello smarrimento di milioni di donne che fanno fatica a trovare una collocazione sociale, negli impedimenti a giovani e non per accedere al mondo del lavoro, nella insicurezza della situazione geopolitica planetaria. In tale insofferenza sociale, si infilano i movimenti nazional-populisti, azzerando di fatto quella solidarietà che nel Vecchio Continente aveva riunito tutte le forze politiche alla fine della seconda guerra mondiale e su cui era stato ideato il sogno di una nuova Europa. Ora questa Europa non fa più sognare: alimenta preoccupazioni, crea smarrimenti, suscita paure e crisi di identità nazionali. Sta svanendo quel tasso di unità che ha tenuto finora in vita le tante diversità dell’Unione, ma, soprattutto, si sta dissolvendo lo spirito comunitario dei padri fondatori e pure la stessa coscienza europea. Si pagano i tanti, troppi compromessi al ribasso di una Europa intergovernativa, priva di un vero governo in grado di rispondere alle attese dei cittadini. Il problema di fondo resta la crisi di fiducia degli europei nei riguardi di Bruxelles e della politica comunitaria lontana dai bisogni delle persone, soprattutto nei processi deliberativi, relativi ai temi di impatto diretto sulla vita di ogni giorno, come la protesta degli agricoltori ha documentato. È la politica di una classe dirigenziale cieca e sorda, dei palazzi, dei poteri forti e delle stanze dei bottoni, della finanza internazionale e delle banche. L’Unione europea, oggi, non è un’Unione: si sente la assenza di un patto fondante in forza del quale il restare insieme, il vivere insieme, il ragionare insieme, il pensare insieme, lo scegliere insieme, il decidere insieme, l’agire insieme siano il sicuro collante. Prima che scivoli nel precipizio, l’Unione deve valorizzare la propria identità culturale, proporre vere politiche economiche espansive e di crescita, riavere una centralità politica del suo ruolo in termini di efficacia di azione. È essenziale un salto di qualità per fare fronte ai guasti della globalizzazione, per arrestare gli egoismi nazionali, per cancellare la cecità e la sordità politica di chi ha dimenticato i lutti e le distruzioni dei nazionalismi del ventesimo secolo e presume di portare indietro l’orologio della storia. Nessun Paese europeo può garantire, da solo, la sicura, vera indipendenza delle proprie scelte. Nessun regresso alle sovranità e ai nazionalismi potrà assicurare agli europei pace, sicurezza, benessere e prosperità. La vera sfida è evitare che l’oggi fermi il domani perché è in gioco la sostenibilità del sistema europeo. La centralità delle istituzioni comunitarie nel processo deliberativo è fondamentale, ma la sua realizzazione sarà assicurata solamente se gli Stati membri sapranno esprimere una ritrovata coesione. Ma ognuno dovrà fare la sua parte per l’Europa dell’avvenire, per una Europa unita nelle sue diversità. La sovranità europea condivisa e l’interdipendenza delle politiche, economiche e sociali, devono costituire i criteri essenziali di una espressione di un governo serio e capace: il proposito non è tutelare l’Europa che c’è, ma rifondarla per riaffermare, in un mondo del tutto cambiato, i valori dell’umanesimo democratico. È indispensabile un sobbalzo delle coscienze per scongiurare che il sogno di una Europa unita e solidale si trasformi nell’incubo del ventunesimo secolo. Quindi, in un mondo disorientato da guerre, crisi economica e cambiamenti climatici, l’Europa che verrà dovrà cominciare una nuova stagione costituente per l’Unione attraverso una maggiore integrazione dal punto di vista delle politiche economiche, fiscali e migratorie. Quel voto di giugno sarà un distinguo fra integrazione e disgregazione. Dal nuovo Parlamento e dalle sue politiche discenderanno le sorti dell’Unione e degli europei. Questo è un delicato momento storico che richiede una partecipazione responsabile delle forze politiche e dell’intero corpo elettorale affinché prevalga il senso della storia per creare un’Europa al livello della sua millenaria civiltà e cultura.

Settimana santa

Affermazione del m° Giuseppe Gregucci al concorso nazionale di musiche della Passione

18 Mar 2024

di Angelo Diofano

“Aeternum”, la nuova composizione del maestro Giuseppe Gregucci (direttore della Grande Orchestra di fiati Santa Cecilia-Città di Taranto), si è aggiudicata il secondo premio fra le cinque marce finaliste del primo concorso nazionale “Note per l’anima” di Sant’Agnello (Napoli). L’iniziativa era aperta a musicisti di tutt’Italia per la composizione e l’orchestrazione di brani inediti al fine di ampliare il repertorio delle musiche che scandiscono i riti della Settimana Santa ed è stata organizzato dal comitato interconfraternale di Sant’Agnello con la direzione artistica del prof. Giuseppe Maresca, in collaborazione con il Comune e l’Associazione nazionale bande da giro, una cui formazione (formata dai migliori esecutori della Campania, diretta dal m° Paolo Addesso) ha eseguito le marce finaliste.
La premiazione si è svolta sabato scorso, 16 marzo, nella chiesa dei Santi Prisco e Agnello della località della costiera sorrentina.
La giuria era composta dal col. Massimo Martinelli (direttore della Banda dei Carabinieri), dal magg. Pantaleo Leonfranco Cammarano (direttore della banda dell’Aeronautica militare), dal m° Paolo Addesso (titolare della cattedra di strumentazione per banda a Napoli), da fra Corrado Sica (organista della Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme) e dal m° Benedetto Grillo (presidente dell’Associazione nazionale bande da giro).
La nuova marcia (scritta in ricordo del papà Antonio), che sarà eseguita prossimamente, si aggiunge alle altre del maestro Gregucci: “A Domenico Lemma” scritta nel ‘99, “Ultimo viaggio”, nel 2001, “Venerdì Santo”, nel 2007 e “Mater Lacrimosa” nel 2010, queste ultime due vincitrici al concorso nazionale di Mottola.

Diocesi

Letizia Cristiano confermata presidente diocesano di Azione Cattolica

foto G. Leva
18 Mar 2024

di Angelo Diofano

La dott.ssa Letizia Cristiano della parrocchia Santa Famiglia (rione Salinella) è stata riconfermata dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero nella carica di presidente diocesano di Azione Cattolica.

Il consiglio diocesano ha poi provveduto, il 13 marzo scorso, all’elezione degli incaricati diocesani. Eccone i nomi: Daniele Panarelli, vice presidente adulti uomini (parrocchia Maria SS. Immacolata di San Giorgio Jonico); Angela Miola, vice presidente adulti donne (parrocchia S. Maria della Neve di Crispiano); Cosimo Spezio, vice presidente giovani uomini (parrocchia S. Maria del Monte Carmelo di Martina Franca); Sara Panarelli, vice presidente giovani donne (parrocchia Maria SS. Immacolata di San Giorgio Jonico); Maria Rosaria Petrosillo, responsabile Acr (parrocchia Maria SS. Immacolata di San Giorgio Jonico).

Dopo aver ringraziato l’arcivescovo mons. Ciro Miniero per la sollecitudine con cui ha risposto al desiderio di tutta l’associazione, “segno della cura e dell’attenzione del presule per la vita di una realtà che collabora strettamente con la gerarchia per il servizio nella Chiesa e la sua missione nel mondo”, così l’assistente ecclesiastico unitario, mons. Carmine Agresta, scrive nell’indirizzo di saluto agli iscritti: “Ricomincia così il cammino della nostra associazione nel segno della continuità con la storia che ci ha preceduto ma anche nella consapevolezza di nuove sfide che ci attendono. Il quadriennio che lasciamo alle spalle non è stato un periodo facile. Il Covid 19 ha segnato profondamente la nostra esperienza di uomini e di credenti. Ci ha mostrato l’evidenza della fragilità della condizione umana e anche la nostra fede è stata messa in crisi. Ci siamo sentiti disorientati e, dopo un primo periodo in cui ci siamo compattati intorno ai grandi valori umani e cristiani, ci siamo ritrovati ancor più individualisti di prima. Ma è stato anche un periodo di grande fecondità sul piano pastorale. Abbiamo provato ad immaginare nuove strategie pastorali, soprattutto durante i lockdown, per raggiungere con fatti e parole di speranza i nostri fratelli in difficoltà. Abbiamo soprattutto capito che la sempre nuova e più grande strategia di evangelizzazione è la cura delle relazioni, in cui ci siamo spesi, in particolare, come presidenza”.

“Ora, nel triennio che ci sta davanti, – prosegue – sentiamo che siamo chiamati a rimetterci in gioco, facendo appello alla nostra più autentica vocazione battesimale, in piena adesione al cammino sinodale che la Chiesa ci chiede di vivere in questo periodo storico. Intuiamo che un grande coraggio e una certa audacia sono necessari, sul piano pastorale e della testimonianza di fede, per sfondare il muro di indifferenza che si innalza sempre più intorno a noi. Ci conforta e ci sostiene in questo compito il mandato che il Signore ha affidato alla sua Chiesa: “Andate in tutto il mondo e fate discepoli tutti i popoli…” (Mt 28, 19) e la sete di infinito presente nel cuore di ogni uomo che attende di essere colmata. Sentiamo infine, la fiducia e l’incoraggiamento del nostro nuovo arcivescovo che ci spinge ad essere testimoni di tutte le cose da Lui compiute. Nel salutarvi, giungano ai nuovi incaricati diocesani e a tutta l’associazione, i più sinceri auguri di un proficuo e fecondo lavoro pastorale e, vista l’imminenza delle feste pasquali, di una santa Pasqua di risurrezione”.

Festeggiamenti patronali

Basilica di San Martino: celebrata domenica la ricorrenza di ‘San Martino del sacco’

18 Mar 2024

Domenica 17 marzo in basilica si è tenuta la celebrazione cosiddetta di ‘San Martino del sacco’: si aggiunge a quella del 4 luglio, festa patronale (nota fin dal 1715 come “San Martino dell’aia”) e a quella più antica dell’11 novembre, “San Martino delle sementi”.

In serata, al termine della santa messa solenne, il parroco mons. Peppino Montanaro ha benedetto la città con il reliquiario.

La ricorrenza del 17 marzo, detta anche del ‘del patrocinio’, fu istituita con decreto del 1 febbraio 1802 dell’arcivescovo di Taranto mons. Giuseppe Capecelatro (1778- 1817) e con il consenso del re di Napoli Ferdinando IV, su richiesta del clero di Martina e della locale università.  Essa rappresenta il ringraziamento dei martinesi al patrono San Martino, invocato nei giorni drammatici del 1799, in cui Martina Franca, fedele agli ideali della Repubblica napoletana, subì l’assedio e il saccheggio il 17 marzo degli insorgenti lealisti. ll patrocinio di San Martino valse a scongiurare peggiori disgrazie e  ulteriori persecuzioni da parte delle truppe sanfediste fedeli  al cardinale Ruffo, che, comunque, saccheggiarono i palazzi cittadini.

Diocesi

‘Pietre vive’, il calendario della Passione di Lizzano

18 Mar 2024

di Angelo Diofano

A Lizzano, in occasione della 52.ma edizione della rappresentazione vivente della Passione di Gesù Cristo (Domenica delle Palme, 24 marzo, dalle ore 17 partendo dal piazzale antistante della chiesa di San Pasquale Baylon) l’associazione “Pietre Vive” annuncia che è pronto il Calendario della Passione 2024/2025. L’opera,viene ricordato, non segue lo sviluppo classico (cioè da gennaio a dicembre) ma va da un’edizione della Passione all’altra  (partendo dal mese di aprile 2024 al marzo 2025).

Quest’anno l’argomento trattato nelle varie pagine è “LaFlagellazione” con immagini tratte dalla 51.ma edizione della Passione di Gesù Cristo rappresentata il 2 aprile 2023.

Il calendario è in distribuzione gratuita e chiunque può averne copia ritirandola presso la sede di “Pietre Vive” sul piazzale del convento, tutte le sere dalle ore 17.00 alle 21.00.

Inoltre l’associazione rende noto che Europassione per l’Italia (cui aderisce) allo scopo di promuovere ed incentivare la conoscenza delle nostre sacre rappresentazioni, compresa quindi la Passione di Gesù Cristo di Lizzano, ha indetto il primo concorso fotografico nazionale “I Riti della Settimana Santa”. L’obiettivo è quello di avvicinare alle manifestazioni tradizionali fotografi professionisti e amatoriali che sappiano catturare momenti suggestivi così da rendere ancor più attrattive le scene dei nostri riti.

Grazie alla fotografia digitale, con la rete e i social network, la partecipazione al concorso è resa molto più semplice e per questo motivo l’adesione è estesa a tutto il territorio nazionale.

Il materiale raccolto sarà vagliato da una commissione qualificata e contribuirà a realizzare un foto-libro che racconterà nel tempo quanto realizzato nelle sacre rappresentazioni del 2024.

Il concorso avrà inizio il 2 aprile  e il termine ultimo per la presentazione delle opere è il prossimo 2 maggio.

Il regolamento e le schede da compilare per la partecipazione sono reperibili sul sito di Europassione per l’Italia: www.europassioneitalia.com/corso-fotografico.

Fede & cultura

Il quarto appuntamento del corso di formazione dell’ufficio Cultura

L’incontro di giovedì 14 marzo ha sviluppato il tema “Amicizia sociale e fraternità universale”

15 Mar 2024

di Lorenzo Musmeci

L’ufficio diocesano Cultura ha recentemente organizzato il quarto appuntamento del corso di formazione intitolato: “L’umanesimo europeo per la fraternità dei popoli”.

L’incontro, che ha sviluppato il tema “Amicizia sociale e fraternità universale”, si è svolto giovedì 14 marzo 2024, alle ore 18, nella parrocchia S. Roberto Bellarmino. Gli incontri sono curati da don Antonio Rubino, vicario episcopale per la Cultura, e sono guidati dal prof. Lino Prenna, docente universitario.

L’amicizia sociale

Dopo aver brevemente riepilogato i contenuti degli incontri precedenti, il prof. Prenna ha subito ricordato che “l’amicizia sociale si costruisce contestualmente alla vita della comunità”. Da questa premessa è iniziato il suo intervento, mirato a spiegare il significato dell’amicizia sociale, rispetto al pensiero del nostro pontefice. Ha continuato, dunque, affermando: “Papa Francesco è stato quello che ci ha esorati a riprendere la vita della comunità come luogo di costruzione dell’amicizia sociale”, in un lungo percorso che è maturato dai tempi in cui era semplicemente l’arcivescovo Bergoglio a quelli in cui è diventato papa Francesco.

Il popolo, un fiume in piena

Per far comprendere l’idea di amicizia sociale, il relatore ha richiamato il concetto di popolo e di popolarismo. “L’idea che Bergoglio ha del popolo presenta un’estrema mobilità semantica. Esso ha un ventaglio di accezioni che bisogna mettere insieme per coglierne completezza e intensità. Tra le varie definizioni c’è questa: popolo, più che una parola, è una chiamata, una con-vocazione a uscire dalla chiusura individualistica, dall’interesse personale, dal proprio laghetto privato per tuffarsi nell’ampio flusso di un fiume che avanza riunendo la vita e la storia del vasto territorio che attraversa e feconda”.

Con queste parole, e uscendo dalla metafora, si è spiegato che il popolo, avanzando, raccoglie le vicende, le storie, le gioie e le speranze di ciascun soggetto che incontra. Due elementi fondamentali sono lo spazio e il tempo: “Il territorio è il luogo in cui le vicende individuali creano vicinanza e spezzano l’egoismo, cioè la vita sul territorio di più soggetti rende inevitabilmente evidente la vicinanza con gli altri”. Lo stesso vale per la storia “cioè il fattore temporale, il tempo che si fa storia, il passaggio di generazione in generazione”.

Legami e carità politica

Il prof. Prenna ha analizzato, allora, l’importanza dei legami: “In questa concezione di storia che si muove in uno spazio e attraversa le generazioni in un tempo definito, l’idea di popolo ci permette di acquisire un altro aspetto: il legame, il collegamento. La storia, proprio perché comune, inevitabilmente è una rete di più soggettività, anzi può essere un’identità pluriculturale, pur essendo dello stesso popolo. I vincoli sociali, i legami che caratterizzano l’identità di un popolo prendono il nome di amicizia sociale”.

Come ha spiegato egregiamente il relatore: “L’amicizia sociale è la dimensione politica dell’amore che crea concorde comunione e la volontà di camminare insieme verso un destino comune”. Ritorna, in questo contesto, l’espressione cara a papa Pio XI di “carità politica”, un campo della politica che riguarda gli interessi di tutte le società.

Il dialogo, uno strumento fondamentale

L’incontro è proseguito con la lettura di alcuni numeri dell’enciclica “Fratelli tutti” e, in particolare, della sezione intitolata “Dialogo e amicizia sociale”. Il dialogo è emerso come strumento di costruzione di quell’amicizia sociale, auspicata dal pontefice. A questo proposito è utile il riferimento al paragrafo 203 dell’enciclica: L’autentico dialogo sociale presuppone la capacità di rispettare il punto di vista dell’altro. È chiaro: è fondamentale cogliere l’alterità e considerarla un’opportunità.

Tra consenso e verità

All’analisi del termine dialogo, si è accostata quella della parola consenso. Come ha ricordato il relatore nel suo intervento: “Consentire vuol dire sentire insieme la stessa cosa. L’utilizzo di questo termine dà al papa l’occasione per dire che, a furia di voler ottenere consenso, si finisce per relativizzare la verità”. E ancora: “L’amicizia sociale non può non essere fondata sulla verità delle cose. Il consenso non coincide con la verità. Può essere ottenuto su varie cose, su una verosimiglianza con la realtà, su una riduzione della verità oggettiva”.

Le riflessioni finali hanno preso spunto dal numero 218 dell’enciclica: Dietro al rifiuto di certe forme visibili di violenza, spesso si nasconde un’altra violenza più subdola: quella di coloro che disprezzano il diverso.
Concludendo, il relatore ha ribadito che “l’amicizia sociale non è l’uniformità dei soggetti ma la convivenza delle diversità, delle alterità, delle identità”.

Il prossimo incontro

Il prof. Prenna ha concluso annunciando che il prossimo incontro del corso di formazione tratterà il tema: “La fraternità per umanizzare la democrazia”. L’appuntamento è per il 5 aprile, con inizio alle ore 18 e ingresso da via San Roberto Bellarmino.
Per qualunque informazione si rimanda al sito dell’ufficio di pastorale della Cultura: http://cultura.diocesi.taranto.it/.

Popolo in festa

La festa di San Giuseppe a Monteparano

15 Mar 2024

di Angelo Diofano

La parrocchia Maria Santissima Annunziata di Monteparano annuncia i solenni festeggiamenti in onore di San Giuseppe. Ne rende noto il programma il parroco don Angelo Pulieri.

Lunedì 18 marzo: dalle ore 16.30 benedizione del pane e degli altarini devozionali ubicati presso: centro socio-culturale in via Roma a cura della Proloco, centro anziani in via Trento, a Uniti per San Giuseppe in via Trieste 50, famiglia Ippolito Domenico in via Trento 21, famiglie Lenti-D’Ettorre in via Spagna 8, famiglia Lezzi Rosaria in via G. Cesare 79; ore 19, tavola di San Giuseppe in piazza Castello a cura della Proloco.

Martedì 19 marzo: alle ore 11 Tavola di San Giuseppe da “Uniti per San Giuseppe in via Trieste 50” e alle ore 12 dalle famiglie Lenti-D’Ettorre in via Spagna 8; alle ore 18, santa messa; ore 18.45, processione per le vie del paese accompagnata dalla banda musicale “Città di Montemesola”; durante la processione, alle spalle della piazzetta San Giuseppe, spettacolo di fuochi artificiali.