Popolo in festa

La Città vecchia festeggia San Giuseppe

foto G. Leva
14 Mar 2024

di Angelo Diofano

È festa in città vecchia, giù alla “Marina”, per la ricorrenza di San Giuseppe, cui è intitolata la chiesa in via Garibaldi. Le celebrazioni si svolgono a cura della parrocchia basilica cattedrale e dell’arciconfraternita intitolata al “santo vecchierello” (commissario arcivescovile, il cav. Antonio Gigante).

Il programma prevede per lunedì 18, nel salone dell’oratorio, alle ore 18.30, la benedizione della pittoresca “tavola di San Giuseppe”, con pietanze tradizionali, preparata dai devoti.

Martedì 19, sante messe si terranno alle ore 9.30 e 11 , quest’ultima con benedizione del pane.

Alle ore 17.15 si snoderà la processione con la statua portata a  spalla dai confratelli nel tradizionale abito di rito. Questo l’itinerario: via Garibaldi, via Sant’Egidio, via Di Mezzo, pendio La Riccia, piazza Castello, via Duomo, con sosta nella basilica cattedrale per la santa messa celebrata da mons. Emanuele Ferro.

Al termine, la processione riprenderà per via Duomo, pendio San Domenico, via De Tullio, piazza Fontana, via Garibaldi e rientro in chiesa.
Al termine, sagra popolare con degustazione dei tradizionali tubettini con le cozze.

Durante la giornata presterà servizio la Grande Orchestra di fiati “Santa Cecilia-Città di Taranto” diretta dal maestro Giuseppe Gregucci.

Mostra fotografica

Inaugurata al castello la mostra sui 50 anni del concerto del Lunedì di Passione

14 Mar 2024

di Angelo Diofano

Una serata di fede, musica e cultura quella svoltasi mercoledì 13 marzo nell’antica sala del castello aragonese dove la confraternita dell’Addolorata e, l’associazione “Vittorio Manente” con il patrocinio della Marina Militare hanno inaugurato la mostra “Fra Fede e Musica” per celebrare i 50 anni del concerto del Lunedì di Passione che si svolge in San Domenico. Sono esposte oltre venti litografie relative alle esibizioni in quella circostanza della gloriosa Banda Centrale della Marina Militare diretta dal maestro Vittorio Manente, di cui sono esposti gli spartiti originali.


Il padre spirituale del sodalizio mons.Emanuele Ferro (che ha impartito la benedizione) e il priore cav. Giancarlo Roberti durante l’inaugurazione hanno sottolineato l’importanza del connubio fra la fede e la musica che emerge soprattutto nel tradizionale concerto del Lunedì di Passione, organizzato dalla confraternita dell’Addolorata, grazie alla Marina Militare e alla sua prestigiosa Banda Centrale e successivamente alla Fanfara dipartimentale di Marina Sud.

Nella medesima serata è stato presentato un opuscolo scritto dal cav. Michele Fiorentino (presidente dell’associazione “Vittorio Manente”) che ripercorre  la storia del celebre concerto, (“U Cuncert“, per i confratelli e gli appassionati) nato dal 1975 proprio con il patrocinio del giornale diocesano “Nuovo Dialogo”.
Fra i presenti, la figlia del maestro Manente, Eugenia.
Le visite saranno possibili fino venerdì 15 dalle ore 9 alle ore 19, aperte anche agli istituti scolastici.
Il Giovedì Santo la mostra potrà essere visitata nei locali del centro San Gaetano, in città vecchia.

La mostra fotografica “La lunga notte della Madre”

Da mercoledì 13 marzo nella chiesa di San Domenico sono esposte le opere partecipanti al concorso fotografico “La lunga notte della Madre”, indetto dalla confraternita dell’Addolorata, Contemporaneamente alla mostra si potranno ammirare i simboli del pellegrinaggio della Beata Vergine Addolorata.

Le visite saranno possibili fino a venerdì 15 marzo dalle ore 9 alle 19, numerose le scolaresche che hanno annunciato la loro presenza.

La premiazione del concorso fotografico si terrà in occasione del concerto del Lunedì di Passione che sarà seguito in San Domenico della Fanfara della Marina Militare diretta dal maestro Michele Di Sabato.

Fede & cultura

Presentazione del libro fotografico “La sete di Dio”

14 Mar 2024

di Angelo Diofano

Sabato 16 marzo, in San Domenico, alle ore 18 sarà presentato il libro fotografico “La sete di Dio, racconto per immagini della Settimana Santa di Taranto e della sua provincia”. Ne sono curatori mons. Emanuele Ferro e Raimondo Musolino, presidente del circolo fotografico “Il Castello” al quale si devono le immagini dei Riti di Taranto, Castellaneta, Grottaglie, Lizzano, Manduria, Martina Franca, Massafra, Mottola, Pulsano, Sava e Talsano.

L’opera editoriale è patrocinata dalla confraternita dell’Addolorata e dalla Regione Puglia.

Oltre ai curatori della pubblicazione, interverranno l’assessore al turismo della Regione Puglia, Gianfranco Lopane, il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Mimmo Mazza, Francesco Falcone in rappresentanza di Symbolum ets.
La serata sarà presentata da Marina Luzzi, direttrice di Radio Cittadella.

Amministrazione locale

Tra i progetti del Comune: Stadio, risanamento e… un nuovo presidente del Consiglio

13 Mar 2024

di Silvano Trevisani

Il sindaco Rinaldo Melucci e la sua giunta, pur retta da un consiglio comunale dimezzato, continuano a macinare iniziative e progetti per la città a ritmo incalzante. Dopo l’inaugurazione del Parco della musica, il Comune ha inanellato tutta una serie di iniziative a ritmo febbrile, nonostante le dure critiche delle opposizioni e dei partiti dissociatisi. Il nuovo Iacovone, le altre grandi strutture sportive, il risanamento ambientale sono alcune delle questioni affrontate, in un clima certo non ideale che ha appena fatto registrare un nuovo episodio molto importante: la richiesta delle dimissioni del presidente del Consiglio comunale, Piero Bitetti (nella foto), reo di aver abbandonato i lavori del Consiglio e fatto così decadere il numero legale.

La richiesta di dimissioni


Come è noto, almeno a coloro che sono aggiornati sulla sconcertanti vicende politiche tarantine, Bitetti, che aveva aderito pienamente alle ultime “svolte” del sindaco Melucci, si è ultimamente dissociato, passando nelle file degli oppositori. Ma aveva conservato il ruolo di presidente del Consiglio in virtù della terzietà che tale funziona, “super partes”, vanta. È evidente che Melucci e la sua maggioranza sono ormai insofferenti verso Bitetti e la sua svolta e pensano di sostituirlo nelle sue funzioni. Si è parlato, in questi giorni, della possibilità che a occupare il prestigioso scranno sia Luigi Abate. Avendo fatto mancare, all’ultimo momento, la sua firma all’elenco dei consiglieri che puntavano allo scioglimento del Comune, e avendo così salvato la consiliatura, potrebbe essere “premiato” proprio con quell’incarico.

I diciassette consiglieri di maggioranza, sindaco compreso, stigmatizzano, nella loro lettera, “il grave comportamento assunto dal presidente del Consiglio nel corso dello svolgimento degli odierni lavori consiliari dallo stesso convocati. Il presidente ha, infatti abbandonato l’aula provocando la sospensione della seduta per mancanza del numero legale, seguendo analogo comportamento dei consiglieri di opposizione e ciò nell’ambito della discussione di argomenti di natura prettamente tecnica come l’approvazione dei debiti fuori bilancio la cui mancata approvazione rischierebbe di provocare danni erariali all’Ente”.

“Siffatto comportamento – scrivono ancora – mina in radice l’essenza della rappresentatività della funzione presidenziale quale elemento di indubbia imparzialità, che deve inderogabilmente connotare lo svolgimento dell’alta funzione a lui assegnata. Avendo inoltre pubblicamente dichiarato la sua dissociazione dall’attuale maggioranza, che pure ne aveva decretato l’elezione a presidente, i sottoscrittori senza dubbio alcuno ritengono violata la neutralità della sua funzione: ne consegue la legittima preoccupazione che per l’avvenire lo svolgimento dei lavori del Consiglio comunale, massima assise cittadina, avvenga in una condizione di parzialità politica”.

I Giochi del Mediterraneo

Fin qui la richiesta di dimissioni di Bitetti. Quanto alle iniziative amministrative, il sindaco Melucci riferisce i risultati della riunione tecnica fiume per la realizzazione degli interventi necessari allo svolgimento dei Giochi del Mediterraneo, tra tutte le istituzioni competenti.

“Sono stati definiti a tempo record – si legge nella nota del Comune – i progetti riferibili al nuovo impianto polivalente del quartiere Salinella, il “PalaRicciardi”, prevalentemente dedicato all’atletica indoor e altri eventi sportivi e fieristici, nonché al nuovo stadio di calcio all’inglese “Erasmo Iacovone”, che risorgerà in gran parte sul sedime dell’esistente vetusto campo. Circa il “PalaRicciardi”, sono previsti 1500 posti a sedere, lavori a partire da novembre 2024 per 14 mesi e quasi 20 milioni di euro di investimento”.

“Circa il nuovo “Iacovone”, sono previsti 21000 posti a sedere, integralmente coperti, con l’esclusione del vecchio fossato, lavori a partire da novembre 2024 per 18 mesi e quasi 50 milioni di euro di investimento. In questo specifico frangente, il progetto è stato dimensionato e dovrebbe ricevere le risorse integrative per consentire al Taranto FC di disputare in casa tutte le previste gare per le stagioni 2024-25 e 2025-26, con una capienza provvisoria di circa 4000 spettatori”.

Beni culturali

Così il Museo di Taranto celebra la Giornata nazionale del paesaggio il 14 marzo

13 Mar 2024

Anche il Museo archeologico di Taranto celebra la Giornata nazionale del Paesaggio che si svolge il 14 marzo, puntando l’obiettivo sul mare. Per annunciare l’attività che il MArTA terrà all’interno delle sue sale espositive, la direttrice Stella Falzone sottolinea: “Riaffermare il valore dell’art. 9 della Costituzione Italiana. Ma anche parlare di ambiente, biodiversità ed ecosistemi attraverso le importanti testimonianze che ci giungono dal nostro passato. Perché il Paesaggio è espressione culturale di identità legata a fattori umani, come la tutela e la protezione di quel valore, su cui tutti dobbiamo avere responsabilità”.

Per i bambini

Nel pomeriggio di giovedì 14 dalle ore 16:30, i bambini potranno partecipare a una visita tematica sui reperti che raffigurano animali e mostri marini e un laboratorio creativo. L’argomento è: “Gli abitanti del nostro mare” attraverso cui saranno realizzati, con oggetti di riciclo, diverse forme ispirate alla fauna marina. L’attività dalla durata di circa un’ora e mezza, è riservata ai bambini dai 6 ai 12 anni (accompagnati da un adulto), fino ad un massimo di 15 partecipanti.

L’attività sarà gratuita per i bambini, mentre il costo del biglietto di ingresso al museo per gli accompagnatori sarà di 10 euro, salvo le gratuità o le riduzioni previste dalla legge e dalle convenzioni.

Per gli adulti

Alle 17 gli adulti potranno partecipare, invece, all’approfondimento tematico dal titolo “Una città e due mari: alla scoperta del paesaggio dell’antica Taranto”: un percorso tra i reperti del Museo che testimoniano il legame tra la città e il mare. Il personale del MArTA condurrà il visitatore lungo i paesaggi vissuti dalle civiltà che hanno fatto la storia di questa terra dell’ex capitale Magno Greca.

Il viaggio si svilupperà attraverso gli antichi attrezzi da pesca, i piatti di pesce che descrivono la biologia marina del Mediterraneo, le sirene, le raffigurazioni di delfini e i marmi di epoca tardo-repubblicana.

L’attività è compresa nel biglietto di ingresso al museo al costo di 10 euro, salvo le gratuità o le riduzioni previste dalla legge e dalle convenzioni. L’approfondimento tematico dura un’ora e mezza, sino ad un massimo di 25 persone.

Info e prenotazioni: 099 4532112. Per l’acquisto dei ticket di ingresso si può consultare il sito www.museotaranto.cultura.gov.it e accedere all’area “Biglietteria”.

Eventi di sensibilizzazione

Disturbi dell’alimentazione: a Taranto un convegno per la Settimana del fiocchetto lilla

13 Mar 2024

Quest’anno anche a Taranto si celebra la Settimana del fiocchetto lilla che, istituita nel 2018, è dedicata all’informazione e alla sensibilizzazione dei cittadini sui disturbi alimentari, facilitando la loro comprensione e identificazione, nonché dando sostegno alle persone che ne sono colpite e incoraggiandole a cercare aiuto.

Ogni anno in tutta Italia figure professionali, aziende sanitarie locali e associazioni di operatori e familiari, impegnate nel settore dei Dna (Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione), si uniscono per un’intera settimana organizzando attività gratuite rivolte alla cittadinanza, alle famiglie, alle scuole ed ai professionisti della salute mentale.

A Taranto, grazie alla psicologa clinica Francesca Putignano e all’associazione “Dedalo” OdV, in occasione della Settimana del Fiocchetto Lilla si terrà, alle 17.30 di giovedì 14 marzo, con ingresso libero e gratuito nella biblioteca comunale “Acclavio” al piazzale Bestat, un incontro di sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare.

L’evento, che gode del patrocinio del Csv Taranto ets, è rivolto a famiglie, adolescenti ed alla cittadinanza tutta con lo scopo di sensibilizzare la comunità nei confronti dei disturbi dell’alimentazione, sul loro trattamento e sulla loro prevenzione.

Saranno coinvolti esperti e professionisti del settore Dca (Disturbi del comportamento dell’alimentazione) che si confronteranno per condividere esperienze, prospettive e soluzioni comuni.

Daranno così vita a una sessione informativa in cui saranno presentati approfondimenti sulla natura dei disturbi dell’alimentazione, inclusi i fattori di rischio, i primi segnali di allarme e gli impatti sulla salute mentale e fisica, un momento di confronto per condividere esperienze, prospettive e soluzioni comuni.

Interverranno Armando De Vincentiis, psichiatra psicoterapeuta responsabile servizio Dca dell’Asl Taranto, Carlo Romano, psicoterapeuta centro Dca Bari, la biologa nutrizionista Clarissa Bandini e la psicologa clinica Francesca Putignano che modererà l’evento; è inoltre prevista una testimonianza diretta di una persona che in gioventù è stata affetta da disturbi Dca.

Dopo gli interventi sarà disponibile uno spazio interattivo in cui tutti potranno porre domande o chiedere informazioni sulla tematica Dca, un momento in cui trovare risorse utili per approfondire l’argomento o cercare supporto.

Ecclesia

Preti minacciati: tutti insieme ai costruttori di giustizia

foto Siciliani-Gennari/Sir
13 Mar 2024

di Luigi Ciotti

Nelle ultime settimane abbiamo saputo di nuove minacce contro alcuni sacerdoti, da parte di ambienti mafiosi. E c’è chi, anche con intenti lodevoli, ha parlato di “preti antimafia”, “preti di frontiera”. Queste definizioni però non aiutano, lo dico come qualcuno che se le è viste attribuire a sua volta. Non sono d’aiuto perché fanno passare l’idea che l’opposizione al crimine organizzato sia un’opzione facoltativa, e non una necessità ovvia per chi predica il Vangelo. Noi siamo sacerdoti come gli altri, coi nostri limiti, le nostre fatiche, ma anche con la gioia di spendere la vita per dare vita. Sappiamo che testimonianza cristiana e responsabilità civile devono saldarsi, per offrire un esempio coerente di servizio alle persone. La Parola di Dio è spesso scomoda, provocante, “urticante”, come diceva don Milani, ma è parola di vita e speranza. Aveva ragione il cardinale Carlo Maria Martini nell’osservare che “missione della Chiesa è essere coscienza della società in cui vive e voce propositiva dei valori più alti e spirituali”.
Senza dimenticare, secondo l’insegnamento continuo di papa Francesco, che la Chiesa deve abitare la storia, non può rimanere ai margini della lotta per la libertà, la dignità, l’uguaglianza, il rispetto dell’ambiente: tutti i cristiani sono chiamati a preoccuparsi della costruzione di un mondo migliore. Anche se, come ha detto sempre il Papa, ad alcuni “dà fastidio che si parli di un Dio che esige un impegno per la giustizia”. Noi sacerdoti abbiamo il compito di tradurre quella Parola in ogni contesto, dunque anche di “sporcarci le mani” nelle grandi questioni sociali. Ecco perché dico che dobbiamo rifiutare certe etichette, e l’idea che esistano delle “specializzazioni” nel nostro ruolo. Sono immagini stereotipate che non rispettano la ricchezza della missione che abbiamo scelto, quella di saldare la Terra con il Cielo. Ognuno ha la sua vocazione, nella Chiesa come nella vita. A me fu affidata, da padre Michele Pellegrino, una parrocchia inusuale: la strada. Ma qualsiasi parrocchia ha le sue specificità e difficoltà, anzi, possiamo dire che non esista una realtà più complessa: lì accompagni la vita delle persone, dalla nascita alla morte, ti trovi ad ascoltare e consolare, a misurarti con le situazioni più delicate. Tocchi davvero con mano le preoccupazioni e il sentire della gente. Ed è per questo che ai bravi preti di alcuni territori, che ce la mettono tutta per costruire spirito di comunità e usano parole ferme rispetto al male, la mafia risponde.
Facciamo un passo indietro di una trentina d’anni: un momento cruciale. Dopo l’accorato discorso di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi ad Agrigento, il 9 maggio 1993, la mafia è “stizzita”. Il collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia fa una dichiarazione che ci aiuta a capire cosa accadrà di lì a poco: “Gli uomini d’onore mandano a dire ai sacerdoti di non interferire”. Ecco la parola chiave, “interferire”. I boss si sentono toccati e destabilizzati dall’autorevolezza del Papa, dalle sue parole cristalline contro il crimine. Così il 27 luglio 1993 due attentati con esplosivo colpiranno San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro, a Roma. È una risposta alle “interferenze”. Altre più tragiche verranno: gli omicidi di don Puglisi e don Diana.
A trent’anni di distanza da quei fatti, e di fronte e nuove minacce più o meno esplicite, non possiamo voltarci dall’altra parte. Vogliamo che la gente veda che viviamo il Vangelo senza compromessi, senza timidezze, senza paura. Per questo i sacerdoti minacciati non vanno lasciati soli. Devono sentire che la comunità cristiana cammina compatta insieme a loro. In questa come in altre circostanze, dobbiamo ribadire che c’è una totale convergenza tra la servitù al Signore e il servizio per il bene comune.
È ovvio che siamo contro l’illegalità, la corruzione, le mafie, ma il nostro impegno dev’essere soprattutto per.
Siamo chiamati a costruire quelle opportunità in positivo che sono la prima forma di prevenzione del malaffare: educazione, diritti, giustizia. Percorsi che diano libertà, dignità e speranza alle persone. Tanti vorrebbero che ci limitassimo a predicare e “curare la salute delle anime”. Ma noi abbiamo il dovere di pensare al benessere dei nostri fratelli e sorelle già qui sulla terra, di curare la salute dei rapporti sociali e aprire delle brecce persino dove sembra impensabile. Il nostro obiettivo è collaborare per la conversione anche di chi ha commesso dei reati terribili. Non dobbiamo demordere, bisogna sempre sperare che sia possibile! Oggi vediamo minacciati sacerdoti giovani che vanno a ogni costo incoraggiati. È normale che attraversino questo momento di prova con smarrimento, e chi ha più anni, con grande umiltà e rispetto, li deve sostenere. A volte bastano piccoli segni di affetto per restituire fiducia. E molto conta l’esempio. Noi con loro, dobbiamo sempre più vivere il Vangelo nella sua essenzialità spirituale, nella sua intransigenza etica e anche nel suo intrinseco significato politico. Ci sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare un obbligo morale e una responsabilità civile. Facciamo qualche bella “telefonata” al Padreterno – non si paga neanche la bolletta – perché ci dia una spinta per andare avanti, e la dia soprattutto ai quei sacerdoti e a quei laici impegnati nei territori più difficili. La luce del Signore possa illuminare il loro cammino e schiarire le menti di chi è loro ostile.

(*) pubblicato su Avvenire

Eventi a Taranto e provincia

Sabato 16, nel santuario Madonna di Fatima, il premio Eccellenze femminili

13 Mar 2024

di Angelo Diofano

Sabato 16 marzo a Talsano nel santuario della Madonna di Fatima alle ore 19.30 si terrà la cerimonia della prima edizione del premio Eccellenze femminili organizzata dall’Associazione nazionale polizia penitenziaria provinciale (Anppe) che avrà come tema “Donna è dono: riflessioni sulle condizioni della donna nel passato e cosa significa oggi essere donna”. La serata, che sarà moderata dall’avv. Tiziana Meli, prevede (oltre la consegna del premio) i saluti del presidente dell’Anppe, ispettore capo cav. Vincenzo Toscano con gli interventi del parroco don Pasquale Laporta, Angela Gentile (docente), dott.ssa Romina Almiento (ispettore polizia penitenziaria), dott.ssa Paola Pagano (psicologa, psicoterapeuta, docente Lumsa), dott.ssa Mariapia Alò (educatrice).

Nel corso della manifestazione ci sarà l’esibizione del quartetto musicale composto da Floriana Laporta (chitarra), Alessandra Pulpito (flauto traverso) Tiziana Toscano (violino) Marta Cacciatore (viola), con Denise Turco quale voce solista.

Mysterium festival

Missa in tempore belli, giovedì e venerdì per il Mysterium festival, in due chiese tarantine

13 Mar 2024

“Missa in tempore belli” di Franz Joseph Haydn, in programma giovedì 14 (Chiesa Santa Famiglia) e venerdì 15 marzo (Chiesa Cuore Immacolato di Maria), con inizio alle 20.30, è il terzo evento del Mysterium Festival, la rassegna di Fede, Arte, Storia, Tradizione e Cultura, giunta alla decima edizione (8/31 marzo). Insieme con “Missa in tempore belli”, sarà eseguita la Prima assoluta di “Vexilla Regis” di Gianmarco Scalici. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti (consigliabile la prenotazione).

Promosso da Le Corti di Taras, il Mysterium Festival 2024 è realizzato in collaborazione con l’Arcidiocesi di Taranto, il Comune di Taranto, l’Orchestra della Magna Grecia, il L. A. Chorus e l’ARCoPU, con il patrocinio di Ministero della Cultura e Regione Puglia, e il sostegno di BCC San Marzano di San Giuseppe, Teleperformance, Varvaglione Vini, Caffè Ninfole, Programma Sviluppo, Baux Cucine e Chemipul.

“Missa in tempore belli”, con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Piero Romano, il L.A. Chorus diretto dal Maestro Alessandro Fortunato, e con Carolina Lippo (soprano), Margherita Rotondi (mezzosoprano), Andrea Galli (tenore) e Davide Giangregorio (basso), è la raccolta delle sei ultime messe (delle tredici complessive) del grande compositore austriaco Franz Joseph Haydn (1732/1809).

Composta nel 1796, la “Missa in tempore belli”, assume il suo primo titolo dalle circostanze belliche, mentre l’altro (“Paukenmesse”) scaturisce dagli effetti strumentali ricorrenti nella composizione. La preghiera di pace, cioè l’“Agnus Dei”, con cui termina anche la “Missa in tempore belli”, è accompagnata infatti da trombe e tamburi, suoni divenuti familiari nell’Europa del vecchio Haydn, sconvolta prima dalla rivoluzione francese, poi dalle imprese napoleoniche. La situazione dell’Europa negli Anni 90 è riflessa anche nella successiva messa haydniana, la “Nelsonmesse” (1798): tuttavia, nonostante gli effetti particolari, che intendono richiamare immagini marziali, anche queste due messe, come le altre del gruppo, sono intonate a un sentimento profondamente religioso e devozionale.

L’Orchestra della Magna Grecia è uno dei principali punti di riferimento dei giovani musicisti del Mezzogiorno, meritato traguardo a fronte dell’intenso lavoro svolto dal 1993, anno di nascita. Nel dicembre del 2003 ottiene dal Ministero il riconoscimento di ICO (Istituzione Concertistica Orchestrale). Grazie a un costante impegno, l’Orchestra ha reso la cultura bene di consumo. Piero Romano, artista e organizzatore molto attivo, si è distinto vincendo concorsi nazionali e internazionali. Pianista e direttore d’orchestra, ha collaborato con molte orchestre nazionali e internazionali, e solisti di prestigio. Dal 2023 è vicepresidente delle ICO-Agis.

L.A. Chorus (Lucania & Apulia Chorus), è una formazione corale professionale giovanile alternativa agli enti lirici, e presente all’interno dell’associazione “Matera in Musica” con la direzione artistica di Pierfranco Semeraro. Alessandro Fortunato, direttore del L.A. Chorus nel “Missa in tempore belli”, oltre ad essere direttore di vari cori e ensemble, è professore d’orchestra all’organo e alla celesta nella Fondazione Lirico Sinfonica “Teatro Petruzzelli” di Bari.

“Dotata di una voce rotonda ed agile, di un volto mobile ed espressivo, di una plastica invidiabile e di un aplomb scenico irreprensibile”, così definisce la critica musicale francese, il soprano Carolina Lippo. Affascinata dal repertorio cameristico vocale, fonda a Vienna il Trio Metastasio con il quale si dedica alla riscoperta di pagine vocali sconosciute di compositori italiani e stranieri dell’Ottocento. Tenore, Andrea Galli ha studiato canto lirico al Conservatorio “Nicolini” di Piacenza. Fra i suoi impegni più recenti, è stato Amedeo nell’opera “Napoli Milionaria” di Rota, Don Gasparo ne “La Favorita” di Donizetti, il Duca di Mantova nel “Rigoletto” di Verdi.

Margherita Rotondi, mezzosoprano, si diploma in canto con il massimo dei voti al Conservatorio di Bari e si specializza in Canto Barocco. Fra i suoi impegni con l’Orchestra della Magna Grecia: “Messa dell’Incoronazione”, “Requiem” di Mozart e “Stabat Mater” di Pergolesi nella versione di Paisiello. Dopo il diploma in canto e pianoforte, gli studi di organo e musica da camera al Conservatorio “Sala”, Davide Giangregorio, basso, approfondisce stile e prassi del repertorio barocco. Debutta come Don Basilio ne “Il barbiere di Siviglia”, vince concorsi nazionali e internazionali. Ha interpretato, fra gli altri, Alidoro (Cenerentola), Leporello (Don Giovanni), Dulcamara (Elisir d’amore), Figaro (Le nozze di Figaro).

“Missa in tempore belli” e prima assoluta di “Vexilla Regis”. Giovedì 14 (Chiesa Santa Famiglia) e venerdì 15 marzo (Chiesa Cuore Immacolato di Maria). Inizio ore 20.30. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti (consigliabile la prenotazione). Online: Eventbrite. Info: Orchestra Magna Grecia – Via Ciro Giovinazzi 28, Taranto (392.9199935). Aggiornamenti social (Facebook e Instagram). Siti: mysteriumfestival.it e orchestramagnagrecia.it

Diocesi

A Fragagnano torna il “Rito dei Santi”

13 Mar 2024

di Angelo Diofano

Sabato 16 marzo a Fragagnano alle ore 19 nella sala convegni del Palazzo Marchesale torna il “Rito dei Santi, fra i principali eventi della Pro Loco. La regia di questa 17.ma edizione, con il sottotitolo “…Storia, Memoria, Identità…”, è di Alfredo Traversa, ideatore del Teatro della Fede in Puglia.

Come tradizione, per rappresentare il rito viene allestito una sorta di altare attorno al quale si dispongono i convenuti, da tre a tredici, comunque in numero dispari, richiamando così l’Ultima Cena. Dopo aver recitato una preghiera, i Santi danno inizio al pranzo. San Giuseppe siede a capotavola ed ha il posto contrassegnato da un bastone fiorito, simbolo del miracolo grazie al quale fu prescelto per essere lo sposo di Maria, che siede alla sua destra, alla sua sinistra Gesù Bambino e, poi, di seguito tutti gli altri. San Giuseppe dà il via al pranzo con un colpo di bastone sul pavimento e, battendo la forchetta sul bordo del piatto, scandisce l’alternarsi delle tredici pietanze, tutte allusive ad arcaiche simbologie apotropaiche. Fra le pietanze, i bucatini con la mollica di pane, la massa, i ceci, i fagioli e le fave, il baccalà, i carciofi, i cavolfiori fritti, le arance e “li cartiddati”. Immancabili sono i lampascioni, le cipolline selvatiche tipiche della cucina locale, e il pesce fritto. Un posto di rilievo è riservato al pane che, diviso e consumato, è il simbolo della comunità, veicolo di comunicazione tra individui e di comunione con il divino.

La manifestazione (ingresso è libero e gratuito)  si colloca nell’ambito dell’Anno delle radici italiane nel mondo, iniziativa del Ministero del Turismo e dell’Enit per promuovere il “Turismo delle radici”, ovvero la riscoperta delle proprie radici e dell’autenticità dei luoghi, per restituire al “turista di ritorno” le tradizioni, la cultura, la costruzione della propria storia familiare.

Nunzia Digiacomo, presidente della Pro Loco Fragagnano, spiega che «le origini e il senso profondo del “Rito dei Santi” affondano in una antichissima tradizione che, rinnovandosi di generazione in generazione, parla di unione e di convivialità, di una fede autentica da riscoprire, ricordandoci che ciò che si ha deve essere diviso e condiviso, un rito celebrato in un periodo che, con l’avvicinarsi dell’equinozio di primavera, segna il risveglio della natura dopo il torpore invernale».

«Le sue origini –aggiunge  – sono da ricercarsi nei riti ancestrali delle società rurali, legati al ciclo di morte e rinascita della natura, nei Saturnali romani, nelle tavole che nel Medioevo i signori feudali imbandivano per i poveri e, ancora, nella liturgia tramandata dai monaci basiliani. Non vanno tralasciate anche le tradizioni delle comunità arbereshe che, nel giorno di San Giuseppe, celebravano l’Arcipurcim, un banchetto collettivo tra famiglie dello stesso ceppo ».

Il “Rito dei Santi” è patrocinata dal presidente del consiglio regionale, dal Comune con la collaborazione dell’assessorato alla cultura, del G.A.L. Terre del Primitivo, dell’Associazione Turismo delle Radici Taranto e provincia, di Unpli Puglia e di Salento delle Murge.

Info: tel. 392 9360437

Udienza generale

L’udienza generale di papa Francesco di mercoledì 13 marzo

13 Mar 2024

Papa Francesco: “Vincere la pazzia della guerra”

“Ancora sono un po’ raffreddato, e per questo ho chiesto a monsignore di leggere la catechesi. Stiamo attenti, perché ci potrà fare tanto bene”. Con queste parole papa Francesco ha dato inizio all’udienza generale di oggi, che coincide con l’undicesimo anniversario della sua elezione al soglio di Pietro. Dopo aver lasciato la lettura del testo della catechesi a mons. Pierluigi Giroli, come è avvenuto mercoledì scorso, il santo padre ha ripreso la parola al termine dell’appuntamento del mercoledì in piazza San Pietro. “Per favore, perseveriamo nella preghiera per quanti soffrono le terribili conseguenze della guerra”, ha detto Francesco a braccio e poi ha raccontato: “Oggi mi hanno portato un Rosario e un Vangelo di un giovane soldato morto nel fronte. Lui pregava con quello. Tanti giovani, tanti giovani vanno a morire! Preghiamo il Signore perché ci dia la grazia di vincere questa pazzia della guerra, che sempre è una sconfitta!”.

“Che mondo felice sarebbe quello in cui la giustizia, il rispetto, la benevolenza reciproca, la larghezza d’animo, la speranza fossero la normalità condivisa, e non invece una rara anomalia!”, si legge nel testo preparato dal papa per la catechesi di oggi in piazza San Pietro e letto da mons. Giroli. Dopo aver terminato la carrellata sui vizi, Francesco si sofferma sull’agire virtuoso, ricordando che “per quanto ciò possa risultare faticoso, l’essere umano è fatto per il bene, che lo realizza veramente, e può anche esercitarsi in quest’arte, facendo sì che alcune disposizioni divengano in lui o in lei permanenti”. “La persona virtuosa è pertanto quella che non si snatura deformandosi ma è fedele alla propria vocazione, realizza pienamente sé stessa”, spiega il Papa: “Saremmo fuori strada se pensassimo che i santi siano delle eccezioni dell’umanità: una sorta di ristretta cerchia di campioni che vivono al di là dei limiti della nostra specie. I santi, in questa prospettiva che abbiamo appena introdotto riguardo alle virtù, sono invece coloro che diventano pienamente sé stessi, che realizzano la vocazione propria di ogni uomo”.
“Il capitolo sull’agire virtuoso, in questi nostri tempi drammatici nei quali facciamo spesso i conti con il peggio dell’umano, dovrebbe essere riscoperto e praticato da tutti”, il riferimento all’attualità. “In un mondo deformato dobbiamo fare memoria della forma con cui siamo stati plasmati, dell’immagine di Dio che in noi è impressa per sempre.”, il monito del Papa, che cita la definizione del concetto di virtù secondo il Catechismo della Chiesa cattolica: “La virtù è una disposizione abituale e ferma a fare il bene”. “Non è dunque un bene improvvisato e un po’ casuale, che piove dal cielo in maniera episodica”, puntualizza Francesco: “La storia ci dice che anche i criminali, in un momento di lucidità, hanno compiuto atti buoni; certamente questi atti sono scritti nel libro di Dio, ma la virtù è un’altra cosa. È un bene che nasce da una lenta maturazione della persona, fino a diventare una sua caratteristica interiore. La virtù è un habitus della libertà. Se siamo liberi in ogni atto, e ogni volta siamo chiamati a scegliere tra bene e male, la virtù è ciò che ci permette di avere una consuetudine verso la scelta giusta”. “Per il cristiano il primo aiuto è la grazia di Dio”, il segreto per una vita virtuosa: “Sempre la grazia precede il nostro impegno morale”. “L’essere umano non è libero territorio di conquista di piaceri, di emozioni, di istinti, di passioni, senza poter fare nulla contro queste forze, a volte caotiche, che lo abitano”, precisa il Papa: “Un dono inestimabile che possediamo è l’apertura mentale, è la saggezza che sa imparare dagli errori per indirizzare bene la vita. Poi ci vuole la buona volontà: la capacità di scegliere il bene, di plasmare noi stessi con l’esercizio ascetico, rifuggendo gli eccessi”.