Musica

Il programma della stagione estiva del Taranto Opera Festival

22 Apr 2024

Con tre opere liriche, un programma di concerti sinfonici ad ingresso libero e percorsi turistici in collaborazione con tour operator, il Taranto Opera Festival avvia la prossima stagione estiva 2023-24.
Il Taranto Opera Festival è promosso ed organizzato dall’associazione Domenico Savino di Taranto, con il patrocinio del Comune di Taranto, in collaborazione con la Regione Puglia, il ministero della Cultura, Taranto Capitale di mare, BCC Banca Bari e Taranto, Go4Sea e alcuni sponsor.

Il maestro Paolo Cuccaro, direttore artistico, ha illustrato il programma del cartellone operistico: “Iniziamo il 6 e 7 giugno, con “Il Barbiere di Siviglia”, opera in due atti di Gioacchino Rossini su libretto di Cesare Sterbini (in entrambe le serate ingresso ore 20, sipario ore 21, al Teatro Orfeo di Taranto), direttore Lorenzo Bizzarri, regia di Anna Aiello; si prosegue l’11 e 12 luglio, con “Il Tabarro”, opera in un atto di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Adami (ingresso ore 20, sipario ore 21, Teatro Orfeo), con direttore Marc Moncusì e regia di Gabriele Duma: sarà un omaggio a Puccini, di cui quest’anno si festeggia il centenario dalla morte; chiuderemo il 25 e 26 luglio con un’operetta, per la prima volta nei cartelloni della nostra stagione: “Il Paese dei Campanelli”, opera in tre atti di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato, nuova drammaturgia e regia di Corrado Abbati, direzione musicale di Alberto Orlandi; quest’operetta ha festeggiato il centenario, fu rappresentata per la prima volta a Milano nel 1923. Anche in queste date, appuntamento con ingresso alle ore 20 e sipario alle ore 21, al Teatro Orfeo di Taranto”.
Per informazioni www.tarantoperafestival.it; telefono e WhatsApp 3757044367.                     

Il programma sinfonico prevede le “Domeniche in concerto”, organizzate in collaborazione con il Conservatorio G. Paisiello di Taranto; direttore sarà Antonio Legrottaglie, suonerà l’orchestra del Taranto Opera Festival con i solisti del Conservatorio Paisiello; appuntamenti nelle domeniche del 28 aprile, 12 maggio e 19 maggio, nel Circolo Ufficiali della Marina Militare, ingresso ore 10.30, inizio ore 11; i concerti sono ad ingresso libero e gratuito su prenotazione, fino ad esaurimento posti (info: 3757044367); saranno suonati concerti di Haydn e Mozart. Sono stati selezionati per questi concerti i migliori studenti del Conservatorio, dalla violinista Bruna Manganaro, al violoncellista Lorenzo Lomartire, al pianista Gabriele Pedone. “Sono i nostri giovani e bravissimi talenti – ha dichiarato Cuccaro – e i concerti sono un motivo in più per portare la bellezza e la cultura del Taranto Opera Festival nella nostra città”. Nella conferenza, il messaggio dell’assessore comunale Angelica Lussoso: “L’amministrazione riconosce il Taranto Opera Festival come una realtà culturale e musicale importante, motivo per il quale, essendo voi unici sul territorio a proporre opera di grande livello, costruiremo la nuova convenzione per il nuovo anno, per far conoscere la realtà del Taranto Opera Festival anche nei quartieri più periferici e per utilizzare la musica come scopo sociale e culturale”.

Nella prossima stagione operistica, proseguirà il programma di percorsi turistici in collaborazione con Go4Sea: gli appuntamenti con le opere liriche sono abbinati a itinerari di conoscenza del territorio pugliese ed esperienze turistiche, dalla visita guidata al MarTa, il museo archeologico nazionale di Taranto, al giro di Taranto in calessino, al giro in carrozza con bollicine, all’avvistamento dei delfini in mare, alla passeggiata a cavallo in Valle d’Itria, ad altre iniziative (info e prenotazioni: 3517360302; incoming@go4sea.com). Gli appassionati della lirica potranno così, oltre che assistere all’opera, trascorrere una giornata ricca di emozioni ed esperienze di conoscenza del territorio, tra musica, sapori tipici, storia, arte e natura. Ha spiegato Pierpaolo De Padova, direttore generale: “Oltre all’attività musicale, il Taranto Opera Festival svolge e continua a promuovere un’attività di incoming, legata al turismo culturale, in collaborazione con i tour operator, per poter dare un’offerta turistica diversa legata al territorio; il turista ha così la possibilità di poter usufruire di più esperienze”.

Per il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio, il Taranto Opera Festival nel suo insieme, dall’opera, ai concerti, ai percorsi turistici, è “una straordinaria occasione di promozione del territorio, attraverso alcuni segmenti importantissimi, tra cui quello dell’opera e della musica, insieme alla valorizzazione del territorio e delle nostre bellezze: dal mare, ai delfini, al castello, al MarTa, alla città vecchia, all’entroterra della Valle d’Itria: è una proposta completa, che ci inorgoglisce. La Regione Puglia non poteva non essere presente, così come sta facendo con il progetto di educazione musicale Scuola Incanto (curato da Europa Incanto in collaborazione con il Taranto Opera Festival), che coinvolge tanti alunni pugliesi e di altre regioni; è un momento in cui bisogna far squadra, stare insieme e proporre bene Taranto con le sue bellezze”.

Giornata mondiale

In azione per difendere il nostro pianeta

Oggi, 22 aprile, si celebra la 54a edizione del “Earth day”, la Giornata della Terra

foto Sir
22 Apr 2024

di Maurizio Calipari

Oggi, 22 aprile, si celebra la 54a edizione del “Earth day”, la Giornata della Terra, iniziativa che ha visto le sue origini nel 1970, negli Usa. Il senso di fondo di tale evento ricorrente è quello di rappresentare “un promemoria dell’importanza della conservazione ambientale e della sostenibilità, che ci incoraggia a unirci e ad agire per un pianeta più sano e un futuro più luminoso”. Quest’anno, in particolare, il focus dell’iniziativa verte su un obiettivo ambizioso, raggiungibile negli anni: porre fine all’uso della plastica, a beneficio della salute umana e del pianeta. In pratica, ci si mobilita per richiedere una riduzione, a livello mondiale, del 60% nella produzione di tutte le plastiche entro il 2040e, per raggiungere questa finalità, gli organizzatori propongono alcuni passaggi intermedi: promuovere una vasta consapevolezza pubblica sui danni causati dalla plastica alla salute umana, animale e di tutta la biodiversità; richiedere ulteriori ricerche sulle sue implicazioni per la salute, inclusa la divulgazione di tutte le informazioni riguardanti i suoi effetti al pubblico; eliminare rapidamente tutti i plastici monouso entro il 2030 e realizzare questo impegno di eliminazione nel Trattato delle Nazioni unite sull’inquinamento da plastica nel 2024; richiedere politiche che pongano fine al flagello della moda veloce e all’enorme quantità di plastica che produce e utilizza; investire in tecnologie e materiali innovativi per costruire un mondo senza plastica.

L’allarme è alto, come sottolinea Kathleen Rogers, attuale presidente dell’Earth day: “La parola ambiente significa ciò che ti circonda. Nel caso delle plastiche, siamo diventati il prodotto stesso: scorre nel nostro flusso sanguigno, si aderisce ai nostri organi interni e porta con sé metalli pesanti noti per causare cancro e malattie. Ora, questo prodotto un tempo considerato sorprendente e utile è diventato qualcos’altro, e la nostra salute e quella di tutte le altre creature viventi è in bilico”.
In effetti, il problema delle plastiche va ben oltre una questione ambientale imminente; esse, piuttosto, rappresentano una grave minaccia per la salute umana, tanto allarmante quanto lo è il cambiamento climatico. Le plastiche, infatti, man mano che si scompongono in microplastiche, rilasciano sostanze chimiche tossiche nelle nostre fonti di cibo e acqua e circolano nell’aria che respiriamo.
Per avere un’idea, l’anno scorso sono state prodotte nel mondo più di 500 miliardi di buste di plastica (1 milione di buste al minuto!).

Molte buste di plastica hanno una vita “utile” (uso) di pochi minuti, seguita però da un “dopo vita” che può durare anche secoli. Anche dopo che le plastiche si disintegrano, rimangono come microplastiche, particelle minute che permeano ogni nicchia della vita sul pianeta.

Soltanto negli Usa, l’anno scorso sono stati venduti 100 miliardi di contenitori di bevande in plastica (vale a dire, più di 300 bottiglie per abitante). Poche di esse verranno trasformate in panchine per parchi; nessuna verrà riciclata in nuove bottiglie di plastica e il 95% di tutte le plastiche negli Stati Uniti non verrà affatto riciclato. Anche il 5% delle plastiche che viene riciclato è un “downcycling” a prodotti inferiori o spedito a paesi più poveri per il riciclaggio, lasciando inalterata la domanda di plastica vergine.

Inoltre, raramente pensiamo alla correlazione tra acqua e plastica. Ma la produzione di una bottiglia d’acqua in plastica richiede 6 volte tanta acqua quanto ne contiene la bottiglia stessa! Tutto ciò, alla luce del fatto che la produzione mondiale di plastica è cresciuta fin ad oltre 380 milioni di tonnellate all’anno.
Insomma, c’è n’è abbastanza per prendere davvero sul serio questo problema ingravescente e contribuire, con la propria partecipazione, a rafforzare il grido d’allarme rilanciato dall’Earth Day di quest’anno, perché le Agenzie internazionali competenti possano raccoglierlo, mettendo in atto le contromisure – innanzitutto a livello normativo – per contrastarlo.

Regina caeli

La domenica del Papa – Ognuno di noi è ‘importante’ per Cristo

foto Vatican media-Sir
22 Apr 2024

di Fabio Zavattaro

In questa domenica, la quarta di Pasqua, la Chiesa vive la Giornata delle vocazioni, e ricorda, nel Vangelo di Giovanni, la figura del buon pastore che veglia e protegge. Immagine che non è soltanto riferita al contesto sociale e culturale del tempo in cui Gesù è vissuto, e che vedeva nel quotidiano la presenza di greggi e pastori, ma comunica una visione della vita cristiana che coinvolge tutti noi, e che mette in primo piano il buon pastore, appunto, e dall’altro il mercenario e il lupo. Questi ultimi due hanno, per così dire, una visione simile: il mercenario agisce per fini personali, per denaro e non si cura di abbandonare il gregge nel momento del pericolo; il lupo “le rapisce e le disperde” come leggiamo in Giovanni. Agiscono, i due, con indifferenza e egoismo e guardano solo alla propria soddisfazione, al proprio tornaconto.

È l’immagine di una realtà che non guarda l’altro, e oggi possiamo dire non guarda i poveri e i profughi che cercano di raggiungere altre terre per costruirsi e costruire per la propria famiglia un futuro migliore; è la cultura dello scarto per usare sempre le parole di Francesco.

Il buon pastore, invece, è colui che conosce le pecore, anzi dà la vita per le proprie pecore. “Gesù – ricorda il papa al regina caeli – non è solo un bravo pastore che condivide la vita del gregge”, ma per noi “ha sacrificato la vita e, risorto, ci ha dato il suo Spirito”. Di più, come leggiamo nel quarto Vangelo, il buon pastore, Gesù ha “altre pecore che non provengono da questo recinto. Anche quelle deve guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore”. Facile leggere qui l’invito a non fermarsi al proprio popolo ma guardare anche oltre, anche a coloro che appartengono a altre culture e a altri paesi.

Ecco perché la Chiesa celebra, in questa domenica, la Giornata delle vocazioni, per ricordare che il sacerdote non è un funzionario, non un manager ma deve assumere la mentalità del servo, diceva papa Francesco nel 2015, “a imitazioni di Gesù che, spogliando sé stesso, ci ha salvati con la sua misericordia”. E ancora affermava che il pastore non è un collezionista di antichità; la prospettiva non è più quella delle novantanove pecore nel recinto: oggi nel recinto ne abbiamo una sola e le novantanove le dobbiamo andare a cercare.

Benedetto XVI, il 3 maggio del 2009, metteva in guardia i nuovi sacerdoti: il mondo, spiegava, “è una mentalità, una maniera di pensare e di vivere che può inquinare anche la Chiesa, e di fatto la inquina”. E aggiungeva: “siamo nel mondo, e rischiamo di essere anche del mondo”.

Parlando al regina caeli il pontefice ha affermato che ognuno di noi è “importante” per Cristo: “lui mi pensa, sono insostituibile, valgo il prezzo infinito della sua vita. E questo non è un modo di dire: lui ha dato veramente la vita per me, è morto e risorto per me. Perché mi ama e trova in me una bellezza che io spesso non vedo”.

Il buon pastore-Gesù “ci conosce” afferma ancora Francesco, “ci chiama per nome e, quando ci smarriamo, ci cerca finché ci ritrova”. E questo perché “ci pensa come l’amore della sua vita”. Per lui siamo un valore, mentre oggi tante persone “si ritengono inadeguate o persino sbagliate. Quante volte si pensa che il nostro valore dipenda dagli obiettivi che riusciamo a raggiungere, dal successo agli occhi del mondo, dai giudizi degli altri. E quante volte si finisce per buttarsi via per cose da poco. Oggi Gesù ci dice che noi per lui valiamo tanto e sempre”.

Ancora una volta, come domenica scorso, il papa ha messo in primo piano la via del negoziato per fermare i conflitti che insanguinano Israele, Palestina e l’Europa. Ha detto di seguire “con preoccupazione, e anche con dolore, la situazione in Medio Oriente”. Per questo ha rinnovato “l’appello a non cedere alla logica della rivendicazione e della guerra; prevalgano invece le vie del dialogo e della diplomazia, che può fare tanto”. La sua preghiera quotidiana è “per la pace in Palestina e in Israele” e spera che quei “due popoli possano presto smettere di soffrire”. E preghiera di pace per “la martoriata Ucraina che soffre tanto per la guerra”.

Diocesi

Fidarsi del Signore per volare alto nella propria vita

La veglia vocazionale svoltasi venerdì 19 sera al seminario arcivescovile

22 Apr 2024

di Angelo Diofano

Venerdì 19 aprile nella cappella del seminario arcivescovile ha avuto luogo la veglia vocazionale dal titolo “Creare casa”, che prende spunto dall’esortazione post-sinodale di papa Francesco, “Christus vivit”, dedicata ai giovani. Erano rappresentate numerose comunità parrocchiali,con i sacerdoti, i religiosi e le religiose e in modo particolare i ragazzi e i giovani della Chiesa diocesana. All’iniziativa, organizzata dal centro diocesano per le vocazioni, invece non ha potuto partecipare l’arcivescovo mons. Ciro Miniero a causa di ritardi nel suo ritorno da Roma, dove ha preso parte con gli altri vescovi pugliesi alla “Visita ad limina”.

Momento significativo della veglia è stato l’ascolto delle testimonianze vocazionali dei coniugi Michele e Lucia Spezziale, che operano nella parrocchia san Francesco di Assisi di Crispiano; di suor Domenica Pinto, dell’istituto del Divino Amore, impegnata pastoralmente a Monteiasi; di Giuseppe Basile, giovane accolito della parrocchia san Francesco di Assisi di Martina Franca, prossimo all’ordinazione diaconale.

Dopo la lettura di alcuni stralci dell’esortazione apostolica “Christus vivit” di papa Francesco e la proclamazione del Vangelo secondo Matteo sulla casa costruita sulla roccia, don Francesco Maranò, direttore dell’ufficio diocesano per le vocazioni, nell’omelia ha ricordato la necessità di costruire la nostra esistenza sulla roccia dell’amore di Cristo, che garantisce autentica stabilità alle nostre storie. “Penso che sia proprio questo il segreto di ogni vocazione: fidarsi di un volto, scommettere tutto su uno sguardo, aggrapparsi ad un paio di mani: il volto, lo sguardo, le mani di Gesù Risorto – ha detto –  Desideriamo vivere in modo piena la nostra vita? Stiamo osando la felicità? O magari ci capita di volare a ribasso e di accontentarci di vivacchiare più che vivere veramente?”.

“È molto facile – ha continuato – costruire la propria casa sulla sabbia dell’individualismo, dell’autoreferenzialità, del bastare a sé stessi. Molto più difficile, invece, è riuscire a scavare in profondità nelle ragioni del nostro esistere per provare a costruire sulla roccia del dono di sé, di un amore che abbia il sapore della gratuità, di un servizio che non cerchi l’esaltazione dell’ego, l’apparire, il potere. Nulla può far crollare ciò che è fondato su un tale amore perché non ci sono tempeste abbastanza forti da poter smuovere la vita di chi sceglie questa roccia”.

Prendendo spunto dal messaggio del Papa per la 61a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, don Francesco ha ricordato che lo scopo di ogni vocazione è diventare uomini e donne di speranza, fondando cioè la propria esistenza sulla roccia della risurrezione di Cristo. Questo, nella consapevolezza che ogni nostro impegno nella vocazione abbracciata non cade nel vuoto e che, nonostante i possibili fallimenti o le battute d’arresto, il bene seminato cresce in modo silenzioso ed è destinato a costruire il Regno di Dio.

“Desideriamo ringraziare il Signore – ha continuato – per il dono di tutte le vocazioni: al sacerdozio ordinato, alla vita religiosa e contemplativa, alla vita familiare, al ministero laicale e missionario. Abbiamo ascoltato con gioia le testimonianze di Michele, Lucia, suor Domenica e Giuseppe in cui abbiamo gustato la bellezza di cuori che hanno scelto di “creare casa” sulla roccia eterna dell’amore di Cristo”.

Così don Francesco ha concluso: “Apriamoci alla gioia del credere che la vocazione è una chiamata alla felicità piena che il Signore rivolge a ogni uomo indipendentemente dall’età, la cultura, il passato, la fragilità: il Signore ti sta chiamando oggi a compiere qualcosa di grande per il suo regno”.

Successivamente è stata introdotta l’icona del “Cristo che viene” davanti alla quale alla quale ognuno è stato invitato a deporre un lumino, segno dell’affidamento al Signore della propria vocazione, al fine di diventare luce per il mondo.

Quindi, dopo la recita del Padre nostro, la benedizione finale.

“Intelligenti o artificiali?”: il 7 maggio un convegno internazionale di studi nella Basilica Cattedrale

In occasione delle celebrazioni della Gionata Cataldiana della Scuola e della LVIII Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, l’arcidiocesi di Taranto, Teleperfomance Italia, il settimanale diocesano Nuovo Dialogo, l’Ufficio scolastico provinciale e tutti i partner del Comitato Festeggiamenti San Cataldo 2024

20 Apr 2024

Nella mattinata del 7 maggio 2024, in occasione delle celebrazioni della Gionata Cataldiana della Scuola e della LVIII Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, l’arcidiocesi di Taranto, Teleperfomance Italia, il settimanale diocesano Nuovo Dialogo, l’Ufficio scolastico provinciale e tutti i partner del Comitato Festeggiamenti San Cataldo 2024 organizzano nella Basilica Cattedrale di San Cataldo il convegno internazionale di studi «Intelligenti o artificiali?».

Così papa Francesco nel suo messaggio:
«L’evoluzione dei sistemi della cosiddetta “intelligenza artificiale”, sulla quale ho già riflettuto nel recente Messaggio per la Giornata mondiale della Pace, sta modificando in modo radicale anche l’informazione e la comunicazione e, attraverso di esse, alcune basi della convivenza civile. Si tratta di un cambiamento che coinvolge tutti, non solo i professionisti. L’accelerata diffusione di meravigliose invenzioni, il cui funzionamento e le cui potenzialità sono indecifrabili per la maggior parte di noi, suscita uno stupore che oscilla tra entusiasmo e disorientamento e ci pone inevitabilmente davanti a domande di fondo: cosa è dunque l’uomo, qual è la sua specificità e quale sarà il futuro di questa nostra specie chiamata homo sapiens nell’era delle intelligenze artificiali? Come possiamo rimanere pienamente umani e orientare verso il bene il cambiamento culturale in atto?».

Questo il programma:
ore 9, Accoglienza e registrazione
ore 09:30, inizio dei lavori

Saluti di monsignor Ciro Miniero, arcivescovo di Taranto
Modera Don Emanuele Ferro, direttore Ucs e di Nuovo Dialogo

Interventi:
“Restare umani al tempo dell’intelligenza artificiale”
Massimiliano Padula, docente Pontificia Università Lateranense

“L’intelligenza artificiale generativa”
Tommaso Di Noia, docente Politecnico di Bari

L’intelligenza artificiale, il lavoro e le persone al centro”
Diego Pisa, ceo Teleperformance Italy Group, Roma/Taranto

“L’intelligenza artificiale e l’arte”
Nicholas Caporusso, docente di Human-Computer Interaction, Northern Kentucky University (Usa)

“L’intelligenza artificiale e lo sport”
Mounir Zok, ceo & founder N3XT Sports, Valencia (Spagna)

Esperienze immersive:
“Caso di studio: Alla scoperta del Metaverso”
Paolo Sabatino, ceo & founder Errepi Net e Extesa, Taranto
Caso di studio: V.O.I.C.E. First
Vincenzo Giliberti, direttore Innovazione digitale, Teleperformance Italy Group, Taranto

Ore 12: conclusione dei lavori e aperitivo nel Centro San Gaetano

La partecipazione al convegno è riservata a:
– gli studenti delle quarte e quinte superiori della provincia ionica la cui adesione avverrà mediante l’ufficio scolastico con i canali indicati

Hic et Nunc

Monsignor Savino, vicepresidente Cei: la politica per il cristiano è arte mistica

19 Apr 2024

di Silvano Trevisani

Monsignor Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, è intervenuto al convegno “Servono ancora i cristiani in politica?”. Del convegno, svoltosi nella sala Resta della Cittadella delle imprese, per iniziativa di Gianni Liviano, ci siamo già occupati. Ora riportiamo di seguito l’intervista che l’arcivescovo di Cassano allo Jonio ci ha concesso.

I cristiani in politica sono ancora utili e in questo momento che il papa lancia continui appelli alla pace, non ci si dovrebbe aspettare qualcosa di più?

Non è una questione di utilità. Se interroghiamo la storia, riscontriamo tutto un pensiero di contesto democratico cito Dossetti, La Pira, o anche Lazzati: essi esprimono un pensiero politico e indubbiamente anche un agire politico dei cattolici. Il problema è che questo impegno in politica non va assolutamente vissuto con delle nostalgie verso quello che era il partito dei cattolici. I politici cattolici nella storia sono come l’anima del corpo: un principio di energia. Piuttosto: il problema è che in politica non bisogna adeguarsi alle solite logiche mondane. La politica, diceva un grande teologo, Johann Baptist Metz, la politica è “mistica arte”, quindi è servizio, un’alta forma di carità. Ci vuole, a mio avviso, una presenza dei cristiani in politica, mettendo insieme Vangelo, quindi fedeltà alla sacra scrittura, e fedeltà alla storia. Dobbiamo recuperare anche tutta l’esperienza del Concilio, mi riferisco alla costituzione “Gaudium et spes”: il cristiano gioisce con il mondo, soffre con il mondo, marcando una differenza, perché in certe posizioni non si può cedere assolutamente alle solite lobby di potere.

C’è una questione morale che sta attraversando la politica. I cristiani non ne sono esenti.

La questione morale attiene ai singoli cittadini, ma certamente chi svolge attività politica è chiamato ad esprimere ancora di più quella che è la propria responsabilità etica della propria presenza. Qui cito un autore che penso vada recuperato: Enrico Berlinguer. Egli diceva che la questione morale si pone quando i partiti, o i movimenti e le associazioni, occupano tutte le istituzioni. Rispetto a certe questioni, la politica non deve cedere assolutamente alle lusinghe del potere. Qui è in gioco una responsabilità individuale. Io dico che il cattolico in politica deve essere una stella polare perché deve sentirsi maggiormente responsabilizzato dal fatto che ha una fede, che crede, crede in Cristo e nel suo Vangelo. E il Vangelo non può esser tradito neppure in politica.

E con la guerra come la mettiamo? La politica non si sta mostrando all’altezza e le parole di Papa Francesco cadono nel vuoto.

Il problema della guerra è che ubbidisce sempre a logiche di riposizionamento geopolitico. È di fatto una questione di potere. E quando facciamo prevalere il potere, sia a livello personale, sia a livello istituzionale, sia a livello di “gruppi” succede che essa ci distrugge, ci logore, ci induce a compromettere anche le coscienze, i nostri valori e, in questo caso, anche la tradizione del pensiero cattolico democratico. Occorre uscire da questo guado.

Eventi formativi

A cura dell’Anspi, un percorso formativo per animatori d’oratorio ed educatori

19 Apr 2024

A cura del comitato zonale Anspi di Taranto si svolgerà al seminario di Poggio Galeso un percorso formativo per animatori d’oratorio ed educatori. Il corso – ormai giunto alla sua quattordicesima edizione – intende da un lato rispondere alle esigenze delle piccole e delle grandi parrocchie con una proposta formativa mirata e dall’altro vuole andare incontro alle necessità immediate degli oratori: formare animatori per i grest e i campi estivi, animare la catechesi, potenziare le competenze e le tecniche di animazione, curare l’identità e la spiritualità dell’animatore.
Il percorso formativo promuove ed incentiva la partecipazione di animatori, educatori, catechisti, religiosi, operatori pastorali, responsabili di oratori, circoli, attività estive, dirigenti e famiglie.

Patrocinano l’iniziativa la diocesi di Taranto e il servizio di pastorale giovanile.
Due gli appuntamenti in programma: il primo si svolgerà sabato 20 aprile dalle 17.00 alle 19.30 e affronterà il tema “La comunicazione efficace in oratorio”.
Nel secondo appuntamento di sabato 11 maggio dalle ore 16.30 alle ore 19.30 sarà presentata l’attività estiva Anspi 2024 «A gonfie vele! Un’estate in viaggio con Ulisse».
Ogni incontro prevede un intervento di orientamento contenutistico e una parte laboratoriale.
Al termine del corso, la cui partecipazione è gratuita, sarà possibile richie-dere un attestato o una certificazione di partecipazione al corso, valida ai fini dei crediti formativi. Per ulteriori informazioni, rivolgersi a don Ettore Tagliente, tel. 339.2052164 (donettore@tin.it).

Venti di guerra

Israele-Iran: droni israeliani sulla citta iraniana di Isfahan

19 Apr 2024

di Daniele Rocchi

La risposta di Tel Aviv all’Iran è arrivata questa mattina, 19 aprile, giorno dell’85° compleanno del Grande Ayatollah Ali Khamenei. Missili e droni israeliani hanno colpito una base militare sita nei pressi di Isfahan, in ritorsione all’attacco di sabato scorso. Da questa base, infatti, sarebbero stati lanciati i circa 300 missili verso Israele. La città iraniana è nota per la sua centrale atomica ed è anche uno scrigno di storia e di bellezze monumentali del Paese. L’Iran ha subito attivato la sua difesa aerea e, secondo le diverse agenzie di informazione iraniane, non si sarebbero registrati danni rilevanti. Gli stessi impianti nucleari sarebbero “completamente sicuri” dopo i raid, e “non è stato segnalato alcun incidente”. Conferme in questa direzione vengono direttamente anche dall’agenzia internazionale dell’energia atomica Aiea, sul profilo ufficiale dell’agenzia su X. “Il direttore generale Aiea, Rafael Grossi, continua a chiedere a tutti un’estrema moderazione e ribadisce che gli impianti nucleari non dovrebbero mai essere un obiettivo nei conflitti militari”. Stando alle prime ricostruzioni e analisi citate dalla televisione di Stato di Teheran sarebbero stati “pilotati da infiltrati all’interno dell’Iran i mini droni abbattuti dalle difese aeree a Isfahan”. Dunque “non ci sarebbero indicazioni di un attacco dall’esterno contro l’Iran”. “Mandare un segnale all’Iran che Israele ha la capacità di colpire all’interno del Paese”: questo secondo un funzionario israeliano al Washington Post l’obiettivo dell’attacco israeliano contro il territorio iraniano. Israele aveva avvertito dell’attacco Washington che, secondo funzionari americani citati da Nbc e Cnn, “non ha approvato la risposta”. L’ambasciata americana a Gerusalemme nel frattempo ha emesso un avviso di sicurezza per i dipendenti e i loro familiari, chiedendo di limitare i viaggi nelle aree di Tel Aviv, Beersheba e Gerusalemme per motivi di “cautela in seguito alle notizie dell’attacco di ritorsione all’interno dell’Iran”. Allerta di 72 ore nel Golfo Persico diramata dall’agenzia per la sicurezza marittima britannica Ukmto in seguito all’attacco israeliano in Iran: “Le imbarcazioni che stanno transitando nel Golfo Persico e nell’area occidentale dell’Oceano indiano potrebbero registrare un aumento delle attività di droni nella regione – si legge nel bollettino -. Al momento non ci sono indicazioni di mercantili nell’area. I comandanti segnalino ogni attività sospetta, e di droni, all’Ukmto”.

Sport

New Taranto in festa per la promozione: un bel segnale nel capoluogo ionico

19 Apr 2024

di Paolo Arrivo

La bella notizia. Grandiosa, anzi, quella che rappresenta un’eccezione all’interno di una stagione negli sport di squadra, fatta di sconfitte e di vittorie: tra le realtà protagoniste dello sport ionico in questa annata, spicca la New Taranto calcio a 5, che ha conquistato la promozione in serie A2 Elite. Un successo meritato per chi ha dominato questo campionato sorprendendo le avversarie del girone. Sacrosanta la festa per i ragazzi allenati da Angelo Bommino, meritevoli della massima visibilità per l’impresa compiuta. Per avere la certezza matematica del salto di categoria si è dovuto attendere l’ultima vittoria conquistata ai danni della Gear Piazza Armerina nel match giocato al PalaFerraro, domenica scorsa.

La cavalcata della New Taranto calcio a 5

Cinquanta punti in classifica. Gli stessi dell’Atletico Canicattì. Ma un ruolino di marcia migliore, fatto di 15 successi, 5 pareggi e 2 sconfitte, con la vittoria degli scontri diretti: la New Taranto non poteva che chiudere il campionato di serie A2 in testa al girone D, nel quale ha trovato collocazione. Si è andati oltre le previsioni più rosee. Perché la compagine ionica non partiva coi favori del pronostico a inizio torneo: la società aveva ambizioni alte ma non altissime, ha dichiarato in una recente intervista il capitano Gianluca Bottiglione, chiarendo che strada facendo il gruppo ha preso sempre più consapevolezza del proprio valore. Così il duello entusiasmante con Canicattì è stato vinto.

Va ricordato anche il percorso di crescita della New Taranto, avvenuto in tempo breve: il passaggio dalla serie C1 alla B nella stagione 2021/22, dalla B alla A2 nel campionato 2022/23, fino all’ultima promozione. La seconda consecutiva è un risultato di cui essere orgogliosi.

L’ultima vittoria

Il 7-1 rifilato alla Gear Piazza Armerina è stato il sigillo su una stagione straordinaria. Una partita dominata dalla compagine che si era presentata al gran completo, in salute, e carica. Per poter festeggiare sarebbe stato sufficiente terminare l’incontro con lo stesso risultato del parquet di Sammichele dove giocava Canicattì. Le ambizioni erano diverse, i valori in campo pure; ma contro la Gear, formazione che aveva già centrato l’obiettivo della salvezza, si poteva incappare nell’ansia del risultato. Nella paura della vittoria. Così non è stato per Bottiglione e compagni – a sbloccare il risultato era stato proprio il capitano tarantino nella prima frazione di gioco.

La separazione

Nelle ultime ore la società presieduta da Luca Malizia ha comunicato che le strade tra la New Taranto e Angelo Bommino si dividono. Le due parti, di comune accordo ed in assoluta sintonia, hanno stabilito di interrompere il rapporto di collaborazione. Lo stesso sodalizio rossoblu, già al lavoro per individuare la nuova guida, ha inteso ringraziare l’allenatore tarantino che ha guidato la compagine ionica nell’ultima stagione sportiva. Chiudere in questo modo non può generare rimpianti ma solo un magnifico ricordo.

Concerti a colazione

Domenica 21, Concerto a colazione con Verdi e Beethoven

19 Apr 2024

Domenica 21 aprile alle 9.30, per i “Concerti a colazione”, in programma il preludio da La Traviata di Giuseppe Verdi e la Sinfonia n. 1 di Ludwig Van Beethoven, con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal maestro Domenico Famà. Ingresso libero.

Nella realizzazione dei ‘Concerti a colazione’, a cura dell’ico Magna Grecia, del Comune di Taranto e in collaborazione con il ministero della Cultura, spicca la collaborazione di prestigiose attività e associazioni del territorio. Fra queste: “Caffè Ninfole”, “Associazione panificatori” di Taranto, “Centrale del Latte” e, in occasione del concerto di domenica 21, dei “Giardini Virgilio”, insieme liete di offrire alla cittadinanza la colazione prima del concerto.

Interessati dalla rassegna, i quartieri Tre Carrare Battisti, Paolo VI, Tamburi, Salinella, Città vecchia, Taranto 2, Italia Montegranaro e, appunto, Lama-Talsano. «Una iniziativa, quella dei “Concerti a colazione” – sottolinea il maestro Piero Romano, direttore artistico dell’Orchestra Magna Grecia – che ha l’obiettivo di creare un progetto di comunità: ritrovarsi e condividere insieme un momento di gioia e grande musica; ascoltare pagine importanti della musica classica e incontrarsi per fare insieme colazione, grazie alla sensibilità e all’intervento di attività e associazioni del territorio che prestano entusiasticamente la loro collaborazione».

Domenico Famà, direttore d’orchestra, compositore e chitarrista classico. Particolarmente apprezzato per la sua ricerca interpretativa che combina un severo rigore e la massima espressività, ha debuttato al teatro “Bellini” di Catania nel 2018, ospite in un concerto sinfonico dedicato a Mozart, Rossini, Verdi e Bellini.

Rappresentato da diverse etichette discografiche internazionali, vanta una carriera concertistica impreziosita da importanti collaborazioni. Dal 2020 è direttore musicale e artistico dell’Orchestra da camera Orfeo da lui fondata a Catania. In qualità di compositore ha scritto diverse composizioni cameristiche, raccolte nell’album “Fragments de temps” (2021). Nel 2022 ha pubblicato il suo primo album come direttore d’orchestra (“Music for strings”), mentre a fine 2023, ha prodotto un nuovo album (“Romanza”). Dal 2023 è maestro assistente di Fabrizio Maria Carminati al teatro “Bellini” di Catania, dal 2024 è, invece, membro ordinario della Sibelius Society Italia. Conduce trasmissioni musicali, scrive per diverse riviste di approfondimento culturale e dal 2023 è docente nel Conservatorio di Musica “Giovanni Paisiello” di Taranto.

“Concerti a colazione”, domenica 21 aprile ore 9.30, ingresso libero.
Info: Orchestra Magna Grecia, via Ciro Giovinazzi 28 a Taranto (392.9199935).
Sito: orchestramagnagrecia.it – Attività social su Facebook (Orchestra della Magna Grecia) e Instagram (orchestra_magna_grecia).

Festeggiamenti patronali

Torricella, festa patronale con la processione dei ‘Quattro venti’

19 Apr 2024

di Angelo Diofano

“Carissimi, l’annuale festa del nostro patrono San Marco Evangelista è per la nostra comunità di Torricella, una rinnovata occasione per vivere dei momenti comunitari di fede, devozione e aggregazione, per riscoprire le nostre tradizioni religiose e conservarle nel tempo. La grande figura di San Marco, testimone di Cristo e annunciatore del Vangelo, risvegli in noi la fede e la speranza e ci sproni a vivere la carità cristiana secondo il comandamento del Signore: ‘Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi’. Veneriamo e onoriamo il nostro Santo Patrono, invocando ancora una vota la sua benedizione e la sua protezione sulla nostra amata Torricella: sulle famiglie, sui giovani, sugli anziani e sugli ammalati”: così don Antonio Quaranta, parroco della chiesa madre, annuncia le celebrazioni patronali in onore di San Marco Evangelista, iniziati giorno 14 aprile con l’“investitura dei Capi Rione”. La partecipazione attiva e sentita degli abitanti dei cinque rioni del paese che prendono il nome dalle chiese che vi sono presenti (ultimamente si è aggiunto quello di Monacizzo) ha contribuito notevolmente al rilancio della festa, soprattutto per quanto riguarda l’addobbo delle relative strade, con la realizzazione nelle case dei vari ornamenti utilizzando materiale riciclato ed ecosostenibile in una sorta di gara per la migliore originalità. I rappresentanti rionali si misureranno anche con dei giochi che il 21 aprile avranno luogo al parco Unicef.

Fra le altre iniziative, i tornei sportivi sul campetto parrocchiale (nei giorni 22 e 23 aprile) mentre dal 23 al 24 la mostra fotografica “Sei di Torricella se…” a cura della Proloco.

Il 24 aprile, vigilia della festa, alle ore 20, ci saranno le Tavolate di San Marco a cura dei rioni e la terza edizione di ‘Torricella’ got talent’, che si terrà in piazza a cura della “Gea”.

Il 25 aprile, giorno della festa, alle ore 10.30 è prevista la santa messa con la consegna delle chiavi al santo patrono, cui seguirà la breve processione dei “Quattro venti”, abbastanza antica e diffusa anche in altri centri. Ecco come si svolge. La statua di San Marco viene portata ai quattro punti cardinali del paese (i cosiddetti “venti”) per la recita delle cosiddette rogatorie, preghiere propiziatrici per abbondanti raccolti, cui segue la benedizione della campagna, del centro abitato e del vicino mare. Originariamente questa processione era prettamente penitenziale, cui si partecipava anche scalzi. Col tempo il rito ha perso questa caratteristica acquisendo una spiccata festosità (ancor di più dopo la pandemia)  con la folta partecipazione delle famiglie al completo e dei rappresentanti dei cinque rioni, con propri stendardi, magliette e foulard.

In serata, alle ore 18, avrà luogo la solenne processione di gala che percorrerà via Rosario, via Menza, via 4 Novembre, via Carducci, via Manzoni, via Menza, via Mazzini, con sosta nella chiesa della Trinità per la santa messa. Quindi si riprenderà per via Le Grazie, via Parri, via Canale, via Mascolo, via Lombardi, via Le Grazie, piazza Umberto, via Rosario. Nel corso della processione, alle ore 20, si terrà lo spettacolo pirotecnico della ditta D’Oronzo di Guagnano.

Alle ore 21, nella piazza rallegrata dalle luminarie, si potrà assistere allo spettacolo musicale della cover band “Amici miei”.

Durante l’intera giornata del 25 aprile presterà servizio la banda ‘Giacomo Puccini’ di Sava.

Eventi formativi

Rapporto genitori-figli: incontri agli Angeli Custodi

foto: parrocchia Angeli custodi
19 Apr 2024

di Angelo Diofano

Che cosa sono le emozioni? Che tipo di emozioni proviamo? Come si sviluppano nei bambini durante la crescita? Quali sono le loro principali componenti? Come influiscono le emozioni sullo sviluppo del senso di responsabilità verso il diverso da sé e l’ambiente? Sono queste alcune delle domande cui  si cercherà di rispondere durante il ciclo di incontri in corso alla parrocchia degli Angeli Custodi (quartiere Tamburi) sul tema “Genitori e figli: avere una buona relazione con se stessi, gli altri e l’ambiente”. Questo, al fine di migliorare l’educazione, il rispetto della biodiversità e il senso di responsabilità nostra e dei nostri figli verso gli altri e l’ambiente che ci circonda.

Si è iniziato il 12 aprile con “L’ABC delle emozioni: una risorsa nella relazione genitori-figli per l’educazione e il rispetto dell’ambiente”. Prossimo incontro, il 31 maggio con “Saper dire di no! Il genitore ‘allenatore emotivo’ nella relazione coi propri figli: le emozioni e le regole’; infine, il 14 giugno si parlerà di “Lasciami volare: accompagnare i ragazzi nella crescita e nello sviluppo dell’autonomia”.

Gli incontri si tengono dalle ore 17.30 alle ore 19 a cura della dott.ssa Maria Montanaro, psicologa-psicoterapeuta di Fondazione Soleterre. attiva nella struttura complessa di pediatria e oncoematologia pediatrica dell’ospedale SS.Annunziata.