Rigenerazione sociale

Damiano Rizzi (Soleterre): “Lo psicologo di base dovrebbe essere un diritto per tutti”

17 Apr 2024

di Gigliola Alfaro

Il supporto psicologico è metà della cura nella lotta al cancro infantile: è provato che a un maggior benessere mentale corrispondano tassi di guarigione più alti. Per questa ragione Soleterre ha creato una rete di supporto psicologico alle famiglie con bambini malati di cancro e con patologie croniche affinché nessun bambino malato debba essere lasciato solo. È fondamentale, tuttavia, un impegno pubblico perché all’interno degli ospedali sia garantito a pazienti e famiglie il supporto di professionisti della salute mentale per ridurre l’impatto del tumore e delle malattie croniche in età evolutiva. La rete sarà necessaria fino a che non verranno strutturati gli psicologici in tutti i reparti pediatrici italiani e non vi sarà accesso gratuito ai servizi di supporto psicologico territoriali.
“Nel corso del 2024 abbiamo ricordato Franco Basaglia, ci rattrista vedere quanto stiamo arretrando in termini di politiche pubbliche sanitarie rispetto alle sue intuizioni. La nostra società è pronta e sta acquisendo sempre più consapevolezza circa l’importanza della salute mentale, serve che anche la politica accolga questa richiesta di attenzione e di aiuto. Lo psicologo di base dovrebbe essere un diritto per tutti, come il medico di base. Eviterebbe tante conseguenze negative dovute al mancato supporto psicologico, dal femminicidio ai problemi di sviluppo e cognitivi”, ha affermato, ieri a Roma, Damiano Rizzi, fondatore e presidente di Fondazione Soleterre, presentando il progetto della rete. “Lo psicologo è fondamentale anche nella cura del cancro infantile. È provato che a un maggior benessere mentale corrispondano tassi di guarigione più alti. Crediamo non possa esserci salute senza salute mentale e non è più accettabile che nelle diverse situazioni di bisogno occorra pagare per accedere al supporto psicologico, è una chiara e gravissima violazione dell’articolo 32 della nostra Costituzione”, ha concluso Rizzi.
Grazie al supporto informativo da Rai per la sostenibilità – esg, dal 15 al 21 aprile viene inoltre trasmessa, attraverso i canali editoriali Rai, la nuova campagna sms di Fondazione Soleterre “Una rete nazionale di supporto psicologico alle famiglie con bambini malati di cancro. Nessun bambino malato di cancro deve essere lasciato solo” per finanziare borse di studio/specializzazione per giovani psicologi all’interno dei reparti di oncologia pediatrica, con l’obiettivo di arrivare nel lungo periodo alla loro strutturazione a tempo indeterminato da parte del Ssn.

Salute

I soldi destinati a venti sanità ‘diverse’ (una per ogni regione)

foto Siciliani-Gennari/Sir
17 Apr 2024

di Nicola Salvagnin

Trecentocinquanta milioni di euro al giorno: è quanto spende lo Stato per pagare la sanità pubblica e privata. In un anno, fanno 130 miliardi di euro. Pochi? Tanti? Dipende.
Nei giorni scorsi è apparso un appello firmato da centinaia di importanti esponenti della medicina (e non solo) per sollecitare appunto lo Stato a non abbassare la guardia, a non tagliare risorse alla sanità, anzi di investirci di più. Si fanno paragoni con quanto spendono Stati affini al nostro (423 miliardi in Germania, 271 in Francia, 230 in Gran Bretagna) e chiaramente la nostra spesa appare sottodimensionata. C’è un particolare che fa lievitare la differenza: qui da noi, medici e infermieri sono pagati la metà che in certi Paesi europei; un simile riadeguamento delle retribuzioni ci farebbe tornare abbastanza in linea, ad esempio, con la Francia.
Paghiamo relativamente poco il personale sanitario perché permettiamo poi di esercitare la libera professione (intra o extra moenia) quale strumento “risarcitorio” a livello reddituale. Anche se va praticata fuori dall’orario di lavoro, che nel complessivo diventa estremamente pesante.
Ma la vera questione è quella iniziale: quei soldi investiti, invece che tanti o pochi, sono investiti bene? E qui emerge brutalmente il “problema italiano”.
I soldi arrivano dalla fiscalità generale, ma sono poi spesi dalle Regioni: 20 sanità differenti. E lo sanno tutti gli italiani che esistono sanità regionali d’eccellenza (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna…) ed altre inqualificabili. Che ci sono ospedali all’avanguardia europea e altri alla retroguardia maghrebina. Che nella stessa regione – nella stessa città – spesso si trovano punte di diamante a fianco di strutture sgarrupate. Che i carichi di lavoro sono frequentemente auto-decisi. Che certe liste di attesa sono ignobili per lunghezza. Che i pronto soccorso nella maggior parte dei casi sono da frequentare solo se veramente si ritiene di essere in punto di morte. Altrimenti ci si passerà dentro il resto dell’esistenza o giù di lì, in attesa che…
Quindi una prima considerazione: i soldi spesi per la sanità italiana sono impiegati mediamente abbastanza male. Negli ultimi decenni si è un po’ razionalizzata la rete degli ospedali, chiudendo piccole strutture sorte nella seconda metà del Novecento più per questioni campanilistiche che per razionalità di cure. I nuovi nosocomi sono realizzati come grandi “fabbriche” degli interventi operatori, mentre le lungodegenze vengono spostate fuori dagli ospedali. Il tasso di occupazione di un letto si è continuamente ridotto, il continuo estendersi della prevenzione aiuta ad affrontare il male prima che la situazione diventi più complessa.
Ma: mancano oculisti, dermatologi, radiologi, medici del pronto soccorso, soprattutto infermieri, che sono la spina dorsale della sanità e che mediamente vengono pagati poco più di un bidello. I professionisti di certe specialità preferiscono la libera professione, assai più lucrosa rispetto all’impiego in ospedale. Le sirene estere stanno attirando giovani laureati verso la Gran Bretagna o la Germania. I medici “di base” (e molto spesso pure gli specialisti) tempestano le strutture di accertamento con una marea di esami non sempre motivati se non dal: controlliamo tutto, vediamo poi cosa emerge; gli strumenti di diagnostica spesso sono vecchi, usurati, soprattutto scarsi.
Così capita che la spesa insoddisfacente, invece di essere migliorata, venga tagliata (almeno qui in Italia). Ma la questione numero uno è un’altra: si pensava che le Regioni sarebbero state molto più attente ai territori e alle loro esigenze. Esperimento quasi fallito.
Varrebbe la pena ripensare il tutto dalla radice, anche perché stanno arrivando ingenti fondi dal Pnrr per una sanità territoriale da rivoluzionare. Sul come cambiare, si apre un altro enorme capitolo, che dovrebbe interpellare le distrattissime forze politiche nel concreto e non solo nei vuoti proclami.

Serie tv

Il perimetro della giustizia

foto Sky original
17 Apr 2024

di Sergio Perugini

Luca Zingaretti lo ha detto chiaramente in conferenza stampa: “Non si tratta di un film di denuncia sulle carceri italiane. È un prison drama che ci permette di raccontare una realtà ‘costretta’, uno spazio limitato dove i conflitti tra le persone esplodono”. Parliamo della seconda stagione della serie “Il Re”, dopo il riscontro positivo della prima messa in onda nel 2022 con 8 episodi. La serie è una produzione Sky Original, The Apartment, Wildside e Zocotoco, alla regia c’è Giuseppe Gagliardi – tra i suoi lavori la trilogia su Tangentopoli “1992”, “1993” e “1994” (2015-19) e il crime “Non uccidere” (2015) –, protagonista è un ottimo Luca Zingaretti affiancato dalle valide Isabella Ragonese, Anna Bonaiuto e Barbora Bobulova. Entrano a far parte del cast: Thomas Trabacchi, Fabrizio Ferracane, Caterina Shulha e Stefano Dionisi. La serie si compone di 8 nuovi episodi rilasciati su Sky e Now dal 12 aprile.

Tutto è crollato come un castello di carte nel carcere San Michele. Il direttore Bruno Testori, noto per i suoi metodi poco ortodossi, è stato accusato dalla pm Laura Lombardo di spaccio, così perde l’incarico e finisce dietro le sbarre. Inizia una resa dei conti con i detenuti e al contempo un tentativo di riscatto per riabilitare il proprio nome e riprendersi il ruolo, il potere. Un gioco pericoloso dove entrano in scena anche i servizi segreti…

“Le pareti del San Michele – sottolinea il regista Gagliardi – si fanno sempre più strette per Bruno, un luogo che nella serie non è mai solo uno sfondo, ma una vera e propria struttura portante della trama, giacché influenza la vita dei personaggi. E anche lo stile narrativo. La macchina da presa si mette al servizio delle fragilità di Bruno, indaga il groviglio interiore dell’essere umano, prima che del personaggio”. A firmare il copione della serie “Il Re” sono Peppe Fiore, Alessandro Fabbri e Federico Gnesini. Il racconto si muove come sempre su un territorio scosceso, polarizzato tra bene e male, dove a ben vedere il male sembra possedere una forza attrattiva superiore. Bruno Testori è un uomo di giustizia che per ottenere i suoi obiettivi, regolare il piccolo mondo del San Michele, è disposto a tutto, anche a sconfinare nei territori dell’illegalità: se deve agire sporco, lo fa senza esitazione. E questo suo metodo così spregiudicato lo mette all’angolo, dietro le sbarre: lì il suo microcosmo ordinato salta e si ritrova in una giungla di sopraffazione. “Il Re. Stagione 2” conferma le sue tonalità cupe, claustrofobiche, tese a scandagliare paure e fragilità dell’umano. Bruno Testori è in cerca di riabilitazione e per riuscirci deve a sua volta dare scacco a un’altra persona, il magistrato Vittorio Mancuso (Thomas Trabacchi) accusato di omicidio e finito anche lui al San Michele. In ballo, a livello tematico, troviamo “salvezza”, verità e giustizia. Un intreccio fosco e sfidante anche dal punto di vista morale, difficile da dipanare per lo spettatore. Una serie di genere, di grande tensione, puntellata da violenza, con una buona qualità realizzativa e soprattutto interpretativa.

Eventi culturali in città

Incontro su ‘Le suppellettili preziose nell’arcidiocesi di Taranto’

17 Apr 2024

di Angelo Diofano

Nell’ambito di “Arte, fede, devozione”, il ciclo di conversazioni sul patrimonio storico-artistico e archeologico dell’arcidiocesi di Taranto, a cura del Mudi e della cooperativa Museion, giovedì 18 aprile alle ore 17.30 al Museo diocesano (vico I Seminario) Giovanni Boraccesi, studioso di oreficeria e membro del centro studi ‘Giovanni Previtali’ relazionerà su “Le suppellettili preziose nell’arcidiocesi di Taranto”.

Eventi in diocesi

“Servono ancora i cristiani in politica?”: giovedì 18 un incontro alla Camera di commercio

17 Apr 2024

Mentre con sempre maggiore facilità i leader della politica internazionale parlano della possibilità di un conflitto mondiale e l’aspettativa di futuro dell’umanità viene seriamente messa in pericolo, la politica locale racconta una ‘questione morale’ che sembra avere tanti come protagonisti, interpreti e comparse.
Le persone che si recano a votare sono sempre di meno e i giovani spesso appaiono intimoriti dal futuro e poco avvezzi a grandi ideali, sogni e valori.
La nostra è un’umanità in evidente crisi, dove la Vita stessa delle persone sembra contare molto poco e dove la cultura comunitaria, spesso enunciata, non trova corrispondenza nelle scelte reali. Da un lato i rappresentanti della destra si fanno portatori di una cultura di sovranismo e nazionalismo (e la guerra ne è la chiara conseguenza), dall’altro quelli di sinistra continuano a rivendicare diritti individuali che non sempre si sposano con la necessità di convivere con gli altri e quindi costruire comunità.

Da cristiani impegnati in politica desideriamo provare a riflettere se la cultura della pace, la centralità della persona, il rispetto delle diversità e la necessità di costruire scenari comunitari, rappresentino ancora dei valori realizzabili in politica o siano esclusivamente dei valori prepolitici validi per la vita dei singoli e non per quelle degli Stati, delle comunità locali, del mondo.
Per questa ragione abbiamo organizzato per giovedì 18 aprile alle ore 17.30 nella sala Resta della Camera di commercio, l’incontro dal titolo: “Servono ancora i cristiani in politica?”.

A confrontarsi ci saranno mons. Francesco Savino (vicepresidente della Conferenza episcopale italiana), Graziano Del Rio (già ministro della Repubblica), Ernesto Preziosi (presidente nazionale di Argomenti 2000), Paolo Ciani (segretario nazionale di Demos). Luigi Giorgi (centro don Sturzo) e Patrizia Giunti (presidente Fondazione La Pira) racconteranno due modelli a cui ispirarsi: Giorgio La Pira e Giuseppe Dossetti. L’incontro sarà introdotto da Gianni Liviano.

Cep

Il programma della terza giornata della visita ad limina dei vescovi pugliesi

17 Apr 2024

di Angelo Diofano

Prosegue la visita ad limina dei vescovi pugliesi, per consolidare il rapporto ecclesiale tra la Chiesa universale e quella particolare, attraverso la venerazione delle tombe degli apostoli Pietro e Paolo, e rafforzare la responsabilità e la comunione di ciascuno di loro con il papa, sull’esempio di San Paolo che salì a Gerusalemme «per incontrarsi con Pietro» (Gal 1,18) .

Nella prima giornata, lunedì 15, ricordiamo, il nostro arcivescovo mons. Ciro Miniero ha presieduto la celebrazione eucaristica nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Ieri, martedì 16, mons. Giorgio Ferretti, arcivescovo Metropolita di Foggia-Bovino, ha presieduto la santa messa nella Basilica di San  Giovanni in Laterano.

Il programma di oggi, mercoledì 17 aprile, prevede in mattinata la celebrazione eucaristica nella Basilica di Santa Maria Maggiore presieduta da mons. Michele Seccia, arcivescovo metropolita di Lecce. Quindi inizieranno gli incontri: quello con la segreteria generale per il sinodo sarà introdotto da mons. Leonardo D’Ascenzo, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie; quello con il dicastero per l’evangelizzazione (questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo), da mons. Giuseppe Mengoli, vescovo di San Severo; quello per la dottrina della fede, da mons. Francesco Neri, arcivescovo di Otranto; quello della comunicazione, da mons. Sabino Iannuzzi, vescovo di Castellaneta.

Giovedì 18, dopo la celebrazione eucaristica nella basilica di San Pietro, presieduta dall’arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano, ci sarà l’udienza con papa Francesco.

Archeologia

Per la giornata mondiale del fiore visite tematiche guidate al Museo nazionale archeologico

16 Apr 2024

Giovedì 18 aprile e domenica 21 aprile, in occasione della “Giornata mondiale del fiore”, il Museo archeologico nazionale di Taranto accompagna i visitatori più piccoli (dai 6 ai 12 anni) in un percorso di visita dedicato alle “Essenze divine”.

Il mondo vegetale è ben rappresentato nei reperti custoditi all’interno del MArTA – dice la direttrice del Museo tarantino, Stella Falzone – ed è la testimonianza della continua relazione tra l’uomo e l’ambiente, ma anche dell’evoluzione del paesaggio nel corso del tempo. Nel mondo greco e romano piante e fiori erano consacrati alle divinità e sottolineavano la presenza degli dei nei vari momenti della vita dell’uomo. Dal simposio alle competizioni agonistiche, dai rituali religiosi e funerari alla cosmesi e alla medicina: la quercia a Zeus, l’alloro ad Apollo, l’ulivo e il suo prezioso olio ad Atena, la vite a Dioniso.

Lungo il percorso i giovani visitatori e i loro accompagnatori potranno ammirare tra le altre cose, le foglie di edera, i pampini di vite e i fiori di papavero sui crateri di Ceglie del Campo, i motivi floreali sull’orecchino a navicella, sul diadema di Canosa e sulle corone funerarie in oro.

Una visita tematica ma anche una esperienza sensoriale, perché i visitatori, bendati, con il solo senso dell’olfatto proveranno a riconoscere le piante aromatiche e gli oli profumati (aromata) e durante un laboratorio creativo realizzeranno coroncine di fiori e foglie traendo ispirazione dai reperti osservati.

L’esperienza, dalla durata di circa un’ora e mezza, è riservata ai bambini dai 6 ai 12 anni accompagnati da un adulto. Il 18 aprile il percorso tematico è programmato per le ore 17.30, mentre il 21 aprile per le ore 11.00. Prenotazione obbligatoria al numero di telefono: 099.4532112.

L’attività sarà gratuita per i bambini, mentre il costo del biglietto di ingresso al MArTA per gli accompagnatori sarà di 10 euro, salvo le gratuità o le riduzioni previste dalla legge e dalle convenzioni.

Nella stessa giornata, in diversi orari, potranno essere prenotate visite tematiche a pagamento a cura della società Aditus concessionaria per i servizi aggiuntivi del MArTA. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito del Museo archeologico nazionale di Taranto all’indirizzo www.museotaranto.cultura.gov.it selezionando la voce “biglietteria”.

Eventi in diocesi

“Servono ancora i cristiani in politica?”: giovedì 18 un incontro alla Camera di commercio

16 Apr 2024

Mentre con sempre maggiore facilità i leader della politica internazionale parlano della possibilità di un conflitto mondiale e l’aspettativa di futuro dell’umanità viene seriamente messa in pericolo, la politica locale racconta una ‘questione morale’ che sembra avere tanti come protagonisti, interpreti e comparse.
Le persone che si recano a votare sono sempre di meno e i giovani spesso appaiono intimoriti dal futuro e poco avvezzi a grandi ideali, sogni e valori.
La nostra è un’umanità in evidente crisi, dove la Vita stessa delle persone sembra contare molto poco e dove la cultura comunitaria, spesso enunciata, non trova corrispondenza nelle scelte reali. Da un lato i rappresentanti della destra si fanno portatori di una cultura di sovranismo e nazionalismo (e la guerra ne è la chiara conseguenza), dall’altro quelli di sinistra continuano a rivendicare diritti individuali che non sempre si sposano con la necessità di convivere con gli altri e quindi costruire comunità-

Da cristiani impegnati in politica desideriamo provare a riflettere se la cultura della pace, la centralità della persona, il rispetto delle diversità e la necessità di costruire scenari comunitari, rappresentino ancora dei valori realizzabili in politica o siano esclusivamente dei valori prepolitici validi per la vita dei singoli e non per quelle degli Stati, delle comunità locali, del mondo.
Per questa ragione abbiamo organizzato per giovedì 18 aprile alle ore 17.30 nella sala Resta della Camera di commercio, l’incontro dal titolo: “Servono ancora i cristiani in politica?”.

A confrontarsi ci saranno mons. Francesco Savino (vicepresidente della Conferenza episcopale italiana), Graziano Del Rio (già ministro della Repubblica), Ernesto Preziosi (presidente nazionale di Argomenti 2000), Paolo Ciani (segretario nazionale di Demos). Luigi Giorgi (centro don Sturzo) e Patrizia Giunti (presidente Fondazione La Pira) racconteranno due modelli a cui ispirarsi: Giorgio La Pira e Giuseppe Dossetti. L’incontro sarà introdotto da Gianni Liviano.

Cinema

In uscita al cinema “Ghostbusters – Minaccia glaciale”

Columbia Pictures
16 Apr 2024

di Sergio Perugini

Quarant’anni: è il tempo trascorso dal primo, folgorante, “Ghostbusters. Acchiappafantasmi”, uscito nel 1984. Il film è uno dei titoli evocativi del decennio a marcia pop-fantastico di Hollywood, quello che ha regalo sogni ancora scintillanti: basta citare “E.T.”, “I Goonies”, “Indiana Jones” e “Star Wars”. Nei cinema dall’11 aprile è arrivato un altro capitolo della saga, che promette nuova linfa creativa ma anche un omaggio al cult anni ’80: è “Ghostbusters. Minaccia glaciale” diretto da Gil Kenan, che conta su nuove star come Paul Rudd, Carrie Coon e Finn Wolfhard insieme alle “vecchie glorie” dallo smalto mai appannato come Bill Murray, Dan Aykroyd ed Ernie Hudson.
“If There’s Something Strange / In Your Neighborhood / Who Ya Gonna Call? / Ghostbusters!”. Sono i primi versi dell’ormai celebre brano di Ray Parker Jr. che nel 1984 faceva da colonna sonora al film “Ghostbusters. Acchiappafantasmi” diretto da Ivan Reitman, su copione degli attori Dan Aykroyd e Harold Ramis. A quarant’anni di distanza, in un’operazione tra “reboot” e omaggio nostalgico, esce targato Sony Pictures “Ghostbusters. Minaccia glaciale” (“Ghostbusters: Frozen empire”) diretto da Gil Kenan e prodotto da Jason Reitman, figlio dello scomparso Ivan e già regista del capitolo “Ghostbusters: Legacy” (2021). È un film di respiro avventuroso-fantastico che riesce nella difficile operazione di preservare lo spirito dell’opera originaria e al contempo di aprirsi a un nuovo pubblico, a nuove esigenze narrative.Nel cast troviamo le stelle della Hollywood contemporanea come Paul Rudd, Carrie Coon e Finn Wolfhard (lanciato dalla serie “Stranger Things”) e Mckenna Grace insieme ai veterani Bill Murray, Dan Aykroyd, Ernie Hudson e Annie Potts.

La storia. La famiglia Spengler – Callie, Trevor, Phoebe e Gary – si trasferisce a New York, per occupare la storica sede degli Acchiappafantasmi, l’ex caserma dei pompieri. Lì ritroveranno anche i fondatori del celebre team tra cui Ray Stantz e Peter Venkman. All’orizzonte si profila una nuova, pericolosa, minaccia: da un artefatto storico riprende vita un demone che minaccia di annientare la città sotto strati di ghiaccio…

Ghostbusters: Minaccia glaciale – Columbia Pictures

Il film di Gil Kenan funziona tra spassosi richiami ai primi due titoli anni ‘80, con gli irresistibili Bill Murray, Dan Aykroyd ed Ernie Hudson ancora splendidamente in campo, e nuovi simpatici personaggi come pure accattivanti linee di racconto.Con un po’ di fatica iniziale a livello narrativo – il copione stenta un po’ a trovare il giusto passo –, progressivamente l’impianto trova ritmo, regalando una grande avventura formato famiglia, capace di conquistare nuove generazioni e dare un twist di giocosa malinconia agli spettatori della prima ora. “Ghostbusters. Minaccia glaciale” è un racconto vorticoso e divertente, per un pubblico amante del fantastico, mai sazio delle atmosfere trascinanti degli anni ’80. Una delizia brillante!

Diocesi

Quarantore alla Sant’Antonio, a Martina Franca

ph ND
16 Apr 2024

di Angelo Diofano

Da giovedì 18 a sabato 20 aprile nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio, a Martina Franca, avranno luogo le solenni Quarantore eucaristiche.

Questo il programma quotidiano. Alle ore 9, santa messa del mattino; alle ore 9.30 alle 11.30, adorazione personale; a mezzogiorno, canto del Regina Coeli e benedizione eucaristica; dalle ore 17.30 alle 19, adorazione personale; ore 19.30, santa messa vespertina.

Giovedì 18, dopo la santa messa vespertina, incontro a cura dell’Azione cattolica parrocchiale dal titolo “Varchi di luce in ogni storia di sofferenza: essere samaritani oggi”, con l’intervento dell’avv. Ada Acquaviva, assistente sociale Asl Taranto.

Venerdì 19, sempre dopo la santa messa vespertina, avrà luogo la catechesi biblica comunitaria su “Voi stessi date loro da mangiare” (Mc 6,37).

Sabato 20, dalle ore 9.30 alle 11.30, durante l’adorazione eucaristica, i sacerdoti saranno a disposizione per le confessioni. A mezzogiorno, a conclusione delle Quarantore, il parroco don Mimmo Sergio impartirà la solenne benedizione eucaristica.

Domenica 21, alle ore 19,  nella sala parrocchiale al primo piano, cineforum per le famiglie (è previsto il servizio di baby sitter per i più piccoli).

Festeggiamenti patronali

Da sabato 20, la festa patronale a San Giorgio Jonico

16 Apr 2024

di Angelo Diofano

“La festa è un’invenzione di Dio. Ricordiamo la conclusione del racconto della creazione, nel Libro della Genesi: ‘Dio nel settimo giorno portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creando (2, 2-3)’. Dio stesso ci insegna l’importanza di dedicare un tempo a contemplare e a godere di ciò che nel lavoro è stato ben fatto… La festa non è la pigrizia di starsene in poltrona e l’ebbrezza di una sciocca evasione, no, la festa è anzitutto uno sguardo amorevole e grato sul lavoro ben fatto; festeggiamo un lavoro. È il tempo di guardare i figli o i nipoti che stanno crescendo e pensare: che bello! È il tempo per guardare la nostra casa, gli amici che ospitiamo, la comunità che ci circonda e pensare: che cosa buona! Dio ha fatto così quando ha creato il mondo. E continuamente fa così, perché Dio crea sempre, anche in questo momento!…È importante fare festa. Sono momenti di familiarità nell’ingranaggio della macchina produttiva: ci fa bene!… Dunque, la festa è un prezioso regalo di Dio; un prezioso regalo che Dio ha fatto alla famiglia umana!”: con queste parole di papa Francesco pronunciate nell’udienza generale del 12 agosto del 2015, don Gianpiero Savino, parroco della chiesa madre di San Giorgio Jonico, intitolata a Santa Maria del Popolo, annuncia il programma dei festeggiamenti patronali in onore di San Giorgio Martire.

Le celebrazioni del triduo (tutte con inizio alle ore 18.30) inizieranno sabato 20 aprile con la santa messa delle cresime presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero; domenica 21 aprile, celebrerà don Angelo Baldassarre, parroco ai Santi Patroni d’Italia; lunedì 22, presiederà la celebrazione eucaristica don Giuseppe D’Alessandro, parroco all’Immacolata.

Martedì 23, solennità di San Giorgio Martire, sante messe saranno celebrate alle ore 7 e alle ore 9.30; alle ore 10.30, processione per le vie del paese accompagnata dalla Grande orchestra di fiati “Santa Cecilia-Città di Taranto” diretta dal m. Giuseppe Gregucci e dal gran complesso bandistico “A. Amico-Città di Ceglie Messapica” diretta dal m. Michele Vitale; alle ore 18, in piazza San Giorgio, solenne celebrazione eucaristica presieduta da mons. Giuseppe Russo, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.

I festeggiamenti esterni prevedono, per la parte culturale, a palazzo Albertini Caramia (via 11 Febbraio, 20) sabato 20, alle ore 19, l’inaugurazione della mostra delle opere di Vittorio Agnini, della personale della pittrice Rosaria Piccione e domenica 21 l’apertura della estemporanea di pittura “Una cartolina per San Giorgio”. Sempre domenica 21, alle ore 19 ma a palazzo Albertini-De Siati (piazza San Giorgio, 28), in programma la 25.ma edizione della rassegna d’arte visiva “Città di San Giorgio Jonico”. Tutte le mostre saranno visitabili fino al 28 aprile. Domenica 21 alle ore 19.30, nell’auditorium della chiesa madre (via Maggiore), sarà rappresentata la commedia “La fortuna con la F maiuscola” a cura della compagnia teatrale Ansi “La voce della verità”. Infine, nei giorni 22.23 e 24, dalle ore 17 alle ore 22, in piazza San Giorgio, infopoint informativo sul progetto Galattica con degustazione di dolci a cura di Acsi Laboratorio Urbano Mediterraneo.

Per la parte musicale, lunedì 22 aprile alle ore 20.30, in piazza San Giorgio, la “Drum Fest”: tutti i batteristi provenienti dalle accademie, professionisti, autodidatti o semplicemente amatori  si cimenteranno insieme nell’esecuzione di brani rock e pop.
Martedì 23, alle ore 20.30, in piazza San Giorgio, concerto della Dolphin Jazz Orchestra con Massimiliano Bucci quale conductor e la voce di Elio Arcieri; in via Diaz, alle ore 21, “Chrying Lightning”, Arctic Monkeys tribute band. Alle ore 23.30, a conclusione della serata, in zona panoramica, spettacolo pirotecnico della ditta Di Muoio di Vatolla di Perdifumo (Salerno).
Mercoledì 24, alle ore 21 in piazza San Giorgio, “Khatmandu band-tributo a Rino Gaetano”.

Infine, le manifestazioni sportive: domenica 21, dalle ore 9, con partenza dalla chiesa dei Santi Patroni, in via Giotto, “Ciclopasseggiata per San Giorgio Martire”; lunedì 22, alle ore 18, alla pista di pattinaggio, 5. Trofeo “Coppa San Giorgio Martire” di pattinaggio e corsa free style; a seguire, open day.

Non mancheranno le artistiche luminarie della ditta Memmola di Francavilla Fontana e lo spazio food a cura della Proloco e Arci Bounty Club.