Francesco

Papa Francesco firma la Carta di Assisi declinata per i bambini

foto Marco Calvarese-Sir
23 Mag 2024

di Filippo Passantino

Papa Francesco ha firmato questa mattina la Carta di Assisi declinata per i bambini. Una delegazione di giornalisti, nell’ambito dell’udienza generale di oggi, è stata ricevuta dal pontefice in piazza San Pietro a pochi giorni dalla Giornata mondiale dei bambini che si svolgerà il 25 e 26 maggio. La carta, predisposta da padre Enzo Fortunato con Iside Castagnola e Roberto Natale, riprende i principi e i contenuti per una “buona comunicazione” già presenti nella Carta di Assisi promossa da Articolo21 e Tavola della pace e sottoscritta dall’ordine dei giornalisti ed altri organismi di categoria.

foto Vatican media-Sir

La delegazione che, con padre Enzo Fortunato, ha consegnato la carta a Francesco era composta da Carlo Bartoli presidente del consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti; Paola Spadari segretaria nazionale dell’ordine; Guido D’Ubaldo, presidente dell’ordine dei giornalisti del Lazio; Enzo Varagona, presidente Ucsi; Elisa Marincola portavoce di Articolo 21; Giuseppe Giulietti, coordinatore dei presìdi di Articolo 21; Iside Castagnola Art.21, avvocata esperta in diritto a tutela dei minori; Roberto Natale, Graziella Di Mambro e Antonella Napoli, del direttivo di Articolo 21; Angelo Chiorazzo della cooperativa Auxilium.
In mattinata, dopo l’udienza, padre Fortunato e la delegazione dei giornalisti hanno illustrato, nel Palazzo della canonica in Città del Vaticano, la Carta di Assisi per i bambini. “Il sostegno di Francesco per la diffusione della Carta è significativo – ha affermato padre Fortunato – ci ha incoraggiato ad andare avanti”. Per Bartoli “la Carta traduce in linguaggio semplice l’essenza dei messaggi del papa sull’informazione e la comunicazione, in particolare sulla necessità utilizzare in modo corretto il web e i social che non sono solo strumenti, ma ambienti che fanno parte della nostra vita”. Varagona ha ricordato l’impegno di Francesco sulle Comunicazioni sociali e il libro dell’Ucsi che raccoglie tutti i messaggi del santo padre sul tema ,“dal papa – ha affermato – ci è giunta una grande sostegno nel proseguire questo cammino”.

Drammi umanitari

Le organizzazioni umanitarie sulla gravissima crisi umanitaria a Rafah (Striscia di Gaza)

foto Afp-Sir
23 Mag 2024

“Noi, organizzazioni sottoscritte, ci uniamo per esprimere la nostra profonda preoccupazione per la situazione critica a Rafah, nella Striscia di Gaza. Per settimane abbiamo messo in guardia sulle conseguenze devastanti di un’offensiva militare di terra in quest’area densamente popolata, così come sulla mancanza di un piano di evacuazione praticabile per proteggere i civili e sulla mancanza di un accesso garantito ai servizi e ai beni essenziali per la loro sopravvivenza. A Gaza non c’è nessun posto sicuro dove andare. Purtroppo, la comunità internazionale non riesce a fermare questa tragedia imminente”: esordisce così un comunicato diramato da Medici senza frontiere (MSF), Save the Children, Azione contro la Fame e l’Istituto per gli studi sui conflitti e l’azione umanitaria (IECAH), 

“La recente offensiva delle forze israeliane a Rafah e la chiusura del più importante punto di passaggio per gli aiuti umanitari nel sud ha lasciato più di un milione di civili intrappolati in una situazione disperata, compresi i bambini, e ha fatto sì che più di 2.000 camion aspettassero sul lato egiziano, impossibilitati a passare.

La chiusura del valico di Rafah, unita all’inaccessibilità del valico di Kerem Salom, a causa della situazione della sicurezza, e all’impossibilità di far arrivare gli aiuti dal valico di Erez, nel nord della Striscia, verso il centro e il sud di Gaza, ha interrotto la risposta umanitaria, già estremamente limitata, peggiorando ulteriormente le precarie condizioni della popolazione civile, che da mesi si trova a dover affrontare carenza di cibo e di acqua, condizioni di alloggio precarie e servizi sanitari praticamente interrotti.

Le limitazioni alla rotazione del personale umanitario imposte dalle operazioni militari hanno comportato l’interruzione degli spostamenti delle équipe umanitarie, con il conseguente impatto sulla loro sicurezza ed efficacia nel proseguire il lavoro. Secondo le Nazioni Unite, la malnutrizione sta già mietendo vittime. La negazione dell’accesso umanitario è una violazione del Diritto internazionale umanitario e la fame non dovrebbe mai essere usata come arma di guerra.

L’ordine di evacuazione emesso dalle autorità israeliane il 6 maggio ha fatto fuggire più di 900.000 persone, secondo i dati delle Nazioni Unite, ma molte altre sono ferite o semplicemente troppo vecchie, malate o deboli per fuggire di nuovo. La concentrazione degli aiuti umanitari a Rafah è stata fondamentale per consentire l’accesso ai servizi di base, al cibo e all’acqua a decine di migliaia di persone nelle aree meridionali e centrali della Striscia di Gaza, nonostante il blocco in corso. Questo ennesimo trasferimento, nel mezzo di un conflitto in corso e senza sapere se saranno in grado di sopravvivere nella loro nuova destinazione, comporta un immenso peso psicologico ed emotivo per la popolazione, in particolare per i bambini e le persone vulnerabili. Un blocco ancora più grave degli aiuti umanitari mette a serio rischio la sopravvivenza dell’intera popolazione.

Gran parte della narrazione sugli aiuti umanitari si è concentrata sul numero di camion che attraversano il confine, sui lanci aerei o sugli ingressi via mare, che non sono altro che distrazioni progettate per creare un’illusione di aiuto, rappresentando soluzioni complesse per problemi che avrebbero una soluzione più efficace e rapida: l’apertura dei valichi di frontiera di Kerem Shalom e Rafah. Le nuove vie di comunicazione dovrebbero essere complementari alla distribuzione degli aiuti via terra, non sostituirla.

Esortiamo – scrivono le organizzazioni firmatarie – la comunità internazionale ad adottare misure immediate per proteggere i civili a Rafah e nel resto della Striscia. Ricordiamo l’obbligo delle parti di rispettare il divieto di trasferimento forzato dei civili ai sensi del Diritto Internazionale Umanitario e le garanzie di accesso della popolazione ai beni essenziali per la propria sopravvivenza. Un cessate il fuoco immediato e permanente, attuato da tutte le parti in conflitto, è fondamentale per evitare ulteriori sofferenze e perdite di vite umane e per consentire un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli in tutta la Striscia di Gaza.

Come organizzazioni impegnate a fornire assistenza umanitaria a Gaza, riaffermiamo il nostro impegno a continuare a fornire un sostegno vitale alle comunità colpite, nonostante le sfide e i rischi che dobbiamo affrontare. Il nostro personale continua a lavorare instancabilmente per fornire assistenza umanitaria a chi ne ha più bisogno, e siamo pronti ad adattarci e a rispondere alle mutevoli esigenze nel mezzo di questa crisi senza precedenti.

Chiediamo la solidarietà internazionale e un’azione urgente per porre fine alla crisi a Rafah e in tutta la Striscia di Gaza. Non possiamo permettere che questa situazione umanitaria si aggravi ulteriormente. È tempo di agire.

 

Organizzazioni firmatarie:

  • Azione contro la Fame
  • Istituto per gli studi sui conflitti e l’azione umanitaria (IECAH)
  • Medici senza frontiere (MSF)
  • Save the Children

Popolo in festa

Sull’esempio di San Girolamo, nella vicinanza agli ultimi

Domenica 26 maggio, a Statte, i festeggiamenti in onore del protettore degli orfani e della gioventù abbandonata

foto Giovanna Soldatini
23 Mag 2024

di Angelo Diofano

“Ci prepariamo domenica prossima a festeggiare il nostro piccolo grande santo. Siamo tutti invitati alla festa religiosa e civile, come grande famiglia di devoti e credenti, a questo appuntamento estivo che ci fa sentire onorati di avere in cielo un così grande amico e protettore. Vicino agli orfani, alla gioventù abbandonata e fondatore dell’ordine dei padri somaschi, San Girolamo dal Cielo benedice i suoi figli e la comunità parrocchiale a lui dedicata”: così il parroco della San Girolamo Emiliani, don Luciano Matichecchia, annuncia i festeggiamenti in onore del titolare, che avranno luogo domenica 26 maggio nella zona nuova di Statte.

Il programma della giornata prevede sante messe alle ore 8.30 e 10.30; alle ore 17 muoverà la processione, accompagnata dalla banda di Montemesola diretta dal m° Lorenzo De Felice, per via Arena di Verona, via Teatro Alhambra, via Laurenti, via Viotti, via Monteverdi, via Manelli, via Cardellicchio, via Giordano, via Lavigna, via Gabrieli, via Giordano, via Rossini, via Bellini, via Galuppi, via Albinoni, via Monteverdi con rientro in chiesa. Al rientro, alle ore 19, santa messa solenne nei giardinetti della parrocchia con la benedizione impartita con la reliquia del santo.

La festa proseguirà alle ore 20.30 nell’area sportiva parrocchiale con l’esibizione della “Iris Band” e l’esibizione dei ballerini della scuola “Jonica Studio Danza in two” di Teresa Attanasio e Vincenzo D’Alconzo. Durate la serata saranno possibili degustazioni gastronomiche.

I festeggiamenti patronali costituiscono un’opportunità di bilancio dell’anno pastorale. “Sin dalla sua istituzione, avvenuta con i padri somaschi, la parrocchia si è posta come faro di legalità e fattore di integrazione per le famiglie che nel tempo sono venute ad abitare in questa zona, adeguando la pastorale ordinaria alle necessità che via via incontravamo – dice il parroco don Luciano Matichecchia –. Molto impegno è riservato ai giovani, con attività di vario genere e pratiche sportive finalizzate alla comprensione delle regole e del rispetto dell’altro; le strutture dell’oratorio in tutto ciò sono molto d’aiuto”.

Gli abitanti del quartiere risentono in particolar modo degli effetti della crisi, in questi anni aggravata dalla situazione dello stabilimento siderurgico. “Tanti capifamiglia – continua – non hanno più un lavoro e vivono alla giornata. La parrocchia cerca di venire incontro come meglio può, anche se negli ultimi tempi le richieste di aiuto sono aumentate”.

Per quanto riguarda l’attività pastorale vera e propria, si cerca di aiutare a vivere meglio la vita di fede. “Bisogna lavorare molto perché le persone seguano un percorso formativo veramente cristiano – spiega– Cerchiamo di farlo con la vicinanza alle famiglie, approfittando delle varie opportunità che si presentano, come avviene in questi giorni del mese di maggio con la peregrinatio dell’immagine mariana nelle varie zone del quartiere”.

Eventi culturali in città

Taranto ricorda Raffaele Carrieri a quarant’anni dalla scomparsa

22 Mag 2024

di Silvano Trevisani

Conferenza di Paolo De Stefano per la Dante Alighieri

“Raffaele Carrieri poeta del Novecento” è stato il tema di un interessante incontro tenutosi del Salone delle conferenze dell’Istituto Maria Immacolata. Oratore particolarmente apprezzato: Paolo De Stefano che, con l’età, va acquisendo, oltre che autorevolezza, anche pathos narrativo. L’iniziativa è stata promossa dal comitato tarantino della Società Dante Alighieri, di cui De Stefano è presidente onorario, in collaborazione con l’Istituto comprensivo Carrieri Colombo e col Centro socio culturale La Masseria.

L’incontro è stato introdotto e coordinato da José Minervini, presidente del comitato di Taranto della Dante, particolarmente impegnata, in questi giorni, sul fronte della cultura, con iniziative di vario genere. Ricordando come nel 2024 ricorrano i quarant’anni dalla scomparsa del grande poeta, scrittore e giornalista originario di Taranto, dov’era nato nel 1905, Minervini ha sottolineato come questo appuntamento anticipi tutta una serie di eventi celebrativi già previsti nell’anno. E ha poi ricordato come l’ultima lettera di Carrieri sia stata indirizzata all’artista Giulio De Mitri, che gli aveva inviato la cartella serigrafica dell’”Omaggio a Carrieri” che alcuni artisti avevano realizzato con il coordinamento dello stesso De Mitri.

Ha fatto seguito l’intervento di saluto di Giovangualberto Carducci, dirigente scolastico dell’Istituto Carrieri Colombo, il quale ha ricordato come il circolo intitolato a Carrieri, il 23° circolo, sia stato l’ultimo istituito in città negli anni Ottanta, al termine del processo di crescita demografica ed espansione urbanistica della città. Giosuè Illume, presidente del comitato organizzatore del premio intitolato a Carrieri ha, da parte sua, ricordato gli sforzi organizzativi del comitato istitutivo del premio per tenere viva la memoria del poeta.

La relazione è stata svolta da Paolo De Stefano, che ha a lungo preparato questo intervento, approfondendo la figura e l’opera di un autore particolarmente prolifico come è stato Raffaele Carrieri. Ha raccontato la vita avventurosa del poeta che, figlio di ragazza madre, scappò di casa a tredici anni per andare in Albania e, una volta tornato, ripartì giovanissimo per prendere parte alla missione di D’Annunzio a Fiume, dove venne ferito. Vagò a lungo e soggiornò a Parigi, dove visse inizialmente una vita di stenti, ma ebbe modo ci conoscere i più grandi artisti e poeti del tempo, a cominciare da Pablo Picasso. Quindi si trasferì a Milano. Nel 1953 si aggiudicò il Premio Viareggio con la silloge “Il Trovatore”. Collocandolo storicamente in una fase storica seguita al Decadentismo e al Crepuscolarismo, giudicandolo non proprio affine all’ermetismo né alla poesia elegiaca, lo ha accostato da un lato a Ungaretti, dall’altro a Baudelaire- De Stefano ha, quindi, illustrato la sua poetica, leggendo e commentando vari brani. In particolare ha evidenziato come Carrieri abbia dedicato alcune delle sue più belle poesie alla madre. In quella che si può considerare una vera e propria poetica della madre. Tema che nella poesia era entrato solo col Romanticismo, a partire da Leopardi.

A conclusione della conferenza anche intervento Aldo Perrore, il quale ha ricordato la grande mostra dedicata a Carrieri che egli curò nel Museo nazionale nel 2006, in collaborazione con i critici Elena Pontiggia e Luigi Paolo Finizio. “Il mondo di Raffaele Carrieri. Pitture, carte, documenti”.

Politica internazionale

Morte del presidente iraniano Raisi, Politi (Ndcf): “Il funerale e la campagna elettorale diranno come reagisce il regime”

foto Afp-Sir
22 Mag 2024

Le immagini dei funerali del presidente dell’Iran, Ebrahim Raisi, e del ministro degli Esteri, Hossein Amir-Abdollahian, che si sono svolti martedì 21 a Tabriz, hanno detto molto sulla risposta del regime sull’incidente aereo, avvenuto a 600 chilometri di distanza da Teheran. Chi ha partecipato e chi ha parlato in occasione delle esequie ha svelato come chi muove i fili nel Paese stia reagendo all’accaduto. Per Alessandro Politi, direttore della Nato defense college foundation (Ndcf), oltre ai segnali legati al funerale, arriveranno poi le notizie sulla campagna elettorale che attende il Paese: “Una volta conosciuti i nomi degli scartati si capirà qualcosa in più”.
Nel frattempo, il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, ha chiesto l’arresto del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e del capo di Hamas, Yahya Sinwar, accusati di crimini di guerra e contro l’umanità. “Si tratta – commenta Politi – di un precedente giuridico che rappresenterà un caso di studio”.

L’incidente che ha portato alla morte del presidente Raisi e del ministro Abdollahian in quale contesto si inserisce?
La notizia segue un periodo di proteste prolungate e represse. Le future elezioni vedranno prima un filtro dei candidati. Il sistema politico indicherà certamente una persona che però potrebbe anche rivelarsi un riformatore inatteso, come è capitato non di rado in regimi molto controllati. Per ora, è chiaro che si cercherà una forte continuità, sebbene le fazioni interne al potere iraniano siano vive e attive. C’è una lunga scalata al potere dei pasdaran e allo stesso tempo la necessità di tirare fuori il Paese dalle sanzioni. Di sicuro, è una morte che non fa comodo al governo iraniano.

Cosa accadrà domani in Iran?
Ora è il vicepresidente, Mohammad Mokhber, a dover, entro 50 giorni, organizzare le elezioni. Va detto che in pochi si aspettano un cambiamento radicale in Iran. La questione è a livello interno: Raisi era stato eletto con una percentuale altissima di astensionismo, era un lealista della Guida suprema, Ali Khamenei. Le alternative possono essere: un chierico, che rischia però di essere un papabile prima o poi per la successione di Khamenei, un tecnocrate o un riformista che potrebbe essere scelto quale capro espiatorio perché l’economia va male. Il fatto è che stiamo assistendo, come anche in altri paesi mediorientali (indipendentemente dal sistema elettorale) ad una militarizzazione del potere e questo è un fattore negativo per l’ecosistema regionale.

Ci sono reazioni alla morte di Raisi da parte degli altri Stati, che stupiscono?
A parte le reazioni superficiali, quella più interessante è stata da parte degli Stati Uniti che hanno subito convocato il Consiglio nazionale di sicurezza. Si tratta di una reazione professionale perché i leader politici devono pensare al domani, al dopo Raisi. Non mi stupirei se il gabinetto di guerra israeliano avesse convocato anch’esso un’apposita riunione. Quello che è importante capire è dove andrà il governo iraniano, per ora, non lo sa nessuno, nemmeno a Tehran. Il funerale ci darà le prime indicazioni: in base a chi parlerà e a quali voci circoleranno nell’ambiente politico si potrà avere un’idea più chiara.

È stato annunciato l’avvio di un’indagine sull’incidente da parte di Teheran.
Sicuramente ci sarà, è interesse del governo stesso sapere. L’indagine sarà assistita dai servizi di sicurezza perché è possibile anche sia stato causato da fuoriusciti iraniani. È una situazione complicata della quale fra qualche giorno avremo qualche dato ulteriore. Poi, aperta la campagna elettorale e conosciuti i nomi degli scartati si capirà qualcosa in più. Altra cosa è l’indicazione di chi sarà il ministro degli Esteri perché per ora sarà il numero due mentre è possibile che venga scelta successivamente una persona con più peso politico. Al momento sappiamo pochissimo, il cui prodest, cioè a chi giova questo incidente, ha confini molto ampi, non semplici da definire perché ogni presidente ha sempre molti oppositori.

Nel frattempo, il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, ha chiesto l’arresto del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e del capo di Hamas, Yahya Sinwar, accusati di crimini di guerra e contro l’umanità. Netanyahuha già risposto che è un “oltraggio di proporzioni storiche”. È un terremoto anche questo?
Il fatto rappresenta un precedente importante. I crimini di guerra e contro l’umanità vanno al di là della qualità politica dell’imputato o del Paese coinvolto. Si tratta di un precedente giuridico che rappresenterà un caso studio. Dal punto di vista de jure, è un erga omnes. È un atto più che visibile per le persone di cui si chiede l’arresto ed è tutt’altro che banale. Non è detto che la Corte accoglierà la richiesta, ma indipendentemente dalle dinamiche in atto nelle varie sedi, l’atto prevede l’incriminazione di un capo di Stato. Le reazioni a caldo si spiegano, ma restano retoriche. La richiesta del procuratore è in linea con il principio giuridico erga omnes per il quale non esistono crimini di guerra giustificabili e altri no, pena il collasso della legge stessa. Il governo israeliano per la seconda volta, dopo il caso nella Corte internazionale di giustizia iniziato da Pretoria, vede messa in discussione la legalità e legittimità delle sue azioni in un’istanza giudiziaria internazionale, il che lo inquieta assai più delle tante risoluzioni in sede Onu. Ovviamente il dato politico è che, in un rule-based order, tutti, governi de jure o de facto, possono essere chiamati rispondere delle loro azioni: ci piaccia o no, un segno di cambiamento importante che ha conseguenze a largo raggio.

Eventi culturali in città

Lo storico del mondo antico, professor Luciano Canfora a Taranto, venerdì 24

22 Mag 2024

Dopo il tutto esaurito della scorsa settimana, venerdì 24 maggio, alle 18.30, torna a schiudersi l’antico chiostro del Convento di Sant’Antonio nel Borgo Umbertino di Taranto.
Il prossimo venerdì, infatti, si svolgerà il secondo appuntamento con la rassegna organizzata dalla Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, “Archeologia… un mare di emozioni”.
Le antiche mura della struttura architettonica edificata alla metà del XV secolo per volere di Giovanni Antonio Orsini del Balzo, ospiteranno per l’occasione il professor Luciano Canfora, storico del mondo antico e filologo italiano, professore emerito di filologia greca e latina all’Università Aldo Moro di Bari.
Il professore Luciano Canfora, introdotto da Francesca Poretti, presidente della delegazione tarantina dell’Associazione italiana di cultura classica, tratterà la tematica “I Greci e gli altri”: partendo dal celebre intervento di Arnaldo Momigliano “I Greci non traducevano”.
Si discuterà di questa tesi paradossale mettendola a raffronto con i dati letterari e con la mappa della colonizzazione esplorando alla maniera di Canfora ciò che collega i greci, e gli altri, a noi.
Nel corso della serata del 24 maggio sarà possibile visitare anche la mostra “Recuperati dagli abissi”, che grazie a un allestimento immersivo ed emozionale porta il visitatore fino a 780 metri di profondità, dove giace ancora il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto, a cui i reperti in esposizione fanno riferimento.
La mostra, supportata anche da installazioni tattili e di realtà virtuale, si sviluppa lungo un percorso all’interno del convento, che tra sabbia e suono del mare, porta in rassegna le splendide ceramiche di produzione conrinzia recuperate appunto dagli abissi.
La serata all’interno del chiostro del convento di Sant’Antonio avrà anche una colonna sonora, affidata per l’occasione al soprano Angela Massafra accompagnata al pianoforte da Angela Corbelli. La proposta musicale è curata dall’Associazione Guitar Artium.
L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Popolo in festa

La famiglia salesiana in festa per Maria Ausiliatrice

foto fp Occhinegro
22 Mag 2024

di Angelo Diofano

Al termine di un anno all’insegna del consueto zelo e dell’amore nell’opera di educazione, istruzione ed evangelizzazione dei giovani, la famiglia salesiana tarantina vuole offrire il suo ringraziamento a Maria Ausiliatrice.

Il triduo di preparazione ai festeggiamenti è iniziato martedì 21 maggio, con sante messe alle ore 18.30 nella chiesa di San Giovanni Bosco presiedute ogni sera da mons. Ciro Marcello Alabrese, parroco della concattedrale; al termine, in oratorio, ci saranno  eventi sportivi da vivere insieme.

Giovedì 23, alle ore 19.30, nel cortile delle Figlie di Maria Ausiliatrice, si terrà una veglia mariana presieduta dal parroco don Giovanni Monaco.

Venerdì 24, festa di Maria Ausiliatrice, in parrocchia saranno celebrate sante messe alle ore 8.30 e alle ore 9.30 (per le scuole e i corsi di formazione professionale dell’istituto) Alle ore 18.30, nel cortile dell’istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, la solenne concelebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi. Seguirà la processione con le statue di Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco che percorrerà via Marche, corso Italia, piazza Maria Ausiliatrice, via Calabria, via Pio XII, via Umbria, con ingresso per la porta Don Bosco. Quindi nell’oratorio salesiano avrà luogo “Festinsieme”, con stand gastronomici e animazione delle scuole di ballo.

Domenica 26, 14.ma edizione della ciclo passeggiata per le vie cittadine “In bici con Maria Ausiliatrice”, con raduno nell’oratorio salesiano alle ore 8.45 e arrivo nel cortile dell’istituto Maria Ausiliatrice. Quota d’iscrizione, 5 euro. La premiazione, con in palio una bici, avrà luogo dopo la santa messa vespertina.

Infine lunedì 27, alle ore 19,30, nella sala polifunzionale “Paola Adamo” avrà luogo la tavola rotonda su “Giovani e social” il cui relatore sarà mons. Emanuele Ferro, direttore del giornale diocesano Nuovo Dialogo e parroco della basilica cattedrale San Cataldo.

“Ci affidiamo a Maria Ausiliatrice, tempio dello Spirito Santo, perché possa guidare la congregazione salesiana per dare autentica testimonianza dell’amore di Dio a tutti e ai giovani in particolare”, questo è l’augurio del parroco don Giovanni Monaco a quanti parteciperanno ai festeggiamenti.

Eventi religiosi in diocesi

San Massimiliano Kolbe: annuncio di speranza nelle periferie

22 Mag 2024

di Angelo Diofano

Lunedì sera, 20 maggio, in occasione delle consuete celebrazioni del mese di maggio dedicato alla Madonna, nella memoria di Santa Maria Madre della Chiesa, segno dell’attenzione materna e della cura verso tutti unitamente al dono di sé e in preparazione alla festa di Maria Ausiliatrice invocata da San Giovanni Bosco, la comunità parrocchiale di San Massimiliano Kolbe, dei frati minori conventuali, unitamente alle Figlie di Maria Ausiliatrice, ha celebrato l’eucarestia per strada. La santa messa, presieduta dal parroco padre Salvatore Santomasi, ha avuto luogo in via Pietro Nenni, una delle zone fra le più problematiche del quartiere Paolo VI.
“Tanti – spiega padre Salvatore – hanno partecipato all’evento, soprattutto affacciandosi dalle finestre o scendendo in strada, vivendo così un momento molto bello di conoscenza del Signore, nostra speranza e vita, partecipi dell’annuncio di Gesù che ci ha salvato”.

Tutto questo, nel contesto delle celebrazioni per i quarant’anni della parrocchia e del decimo anniversario della dedicazione della nuova chiesa, quale segno del Signore che, una volta iniziata l’opera, la continua e l’accresce, nell’accoglienza dell’invito di papa Francesco che, nella Evangeli Gaudium, chiede di vivere una conversione  pastorale missionaria che non può lasciare le cose come prima.

Nei prossimi giorni i frati ritorneranno in via Nenni per continuare ad andare incontro alla gente, seguendo lo stile di una prossimità che fa gustare il dono di camminare insieme nella gioia e nella speranza.
“I frati minori conventuali – spiega padre Salvatore Santomasi – giunsero nel quartiere quarant’anni fa su invito dell’allora arcivescovo mons. Guglielmo Motolese, toccato dalla sofferenza del quartiere e cogliendo l’occasione dell’anniversario della canonizzazione di Massimiliano Kolbe. Il tutto si deve anche all’attenta opera di discernimento dell’allora nostro padre generale Lanfranco Serrini che, invece di aprire la comunità a Cerignola (dove fra l’altro esisteva già un edificio di culto) preferì inviare i frati a Taranto, in un quartiere dove non c’era nulla, sull’esempio di San Francesco che amava operare nella povertà e chiedeva ai frati di andare lì dove nessuno sarebbe voluto andare. Con tanta fatica, nell’intento di essere vicini alla gente, i miei confratelli si sono dedicati, senza risparmio di energie, al servizio di questa porzione del popolo di Dio come Chiesa in uscita, per annunciare, soprattutto con la vita, il Vangelo. E i frutti di un’ intensa opera di evangelizzazione e di vicinanza, soprattutto agli ultimi, non tardarono a maturare, tanto che mons. Benigno Luigi Papa (suo successore alla cattedra di San Cataldo, dopo mons. Salvatore De Giorgi) volle far costruire la nuova chiesa”.

Concorso

In Provincia, ha preso il via oggi, mercoledì 22, l’International Piano competition “Arcangelo Speranza”

22 Mag 2024

Ha preso il via il stamane, mercoledì 22 maggio alle ore 10, nel salone di rappresentanza della Provincia di Taranto, la 61ª edizione dell’International Piano competition “Arcangelo Speranza” di Taranto, con ben 27 concorrenti provenienti da nove differenti nazioni: Giappone, Ucraina, Repubblica di Corea, Russia, Polonia, Cina, Armenia e Israele, oltre a numerosi italiani.

Il prestigioso concorso, organizzato con il sostegno del ministero della Cultura, della Regione Puglia, della Provincia e del Comune di Taranto, si svolgerà sino a venerdì 24 maggio sotto la direzione artistica del maestro salentino Roberto Cappello. Membri della giuria internazionale sono, oltre allo stesso pianista Roberto Cappello, i pianisti Giuliano Adorno (Italia), Giuseppe Greco (Italia), Pavel Ionescu (Romania) e Daniel Rivera (Argentina).

Il Concorso pianistico internazionale, sin dalla data della sua istituzione avvenuta nel 1962, continua a rappresentare garanzia di qualità, credibilità e autorevolezza, certificate dalla rigorosa selezione dei partecipanti, dalla competenza e intransigenza dei componenti la giuria, dal successo artistico dei tanti giovani musicisti passati attraverso questa importante competizione e approdati sui palcoscenici di tutto il mondo.
Alla prova eliminatoria, alla quale si potrà assistere a partire dalle ore 10 del 22 maggio, con ingresso libero, si sono iscritti Artem Kuznestov (Russia, 34 anni),  Matteo Cannataro (Italia, 28 anni), Giuseppe Maria Nola (Italia, 21 anni), Kristina Papiieva (Ucraina, 22 anni), Jeongro Park (Korea, 35 anni), Yuval Avital (Israele, 22 anni), Artavazd Hambaryan (Armenia, 35 anni), Wenlong Jin (China, 23 anni), Giorgio Trione Bartoli (Italia, 28 anni), Hinako Inoue (Giappone, 27 anni), Misol Kim (Korea, 32 anni), Tomasz Zając (Polonia, 30 anni), Osvaldo Nicola Ettore Fatone (Italia, 29 anni), Luca Cianciotta (Italia, 29 anni), Jaeo Park (Korea, 28 anni), Hyunju Kim (Korea, 28 anni), Nahyung Kim (Korea, 27 anni), Valerio Tesoro (Italia, 23 anni), Svetlana Eminova (Russia, 30 anni), Jungmin Ha (Korea, 26 anni), Tsubasa Tatsuno (Giappone, 33 anni), Simone Ivaldi (Italia, 30 anni), Giancarlo Grande (Italia, 18 anni), Inhye Park (Korea, 29 anni), Taeeun Kim (Korea, 29 anni) e Rina Ikeda (Giappone, 29 anni).
Le prove proseguiranno giovedì 23 con le semifinali, a partire dalle ore 10.00 in poi mentre venerdì 24 maggio, con inizio alle ore 18, ci sarà la finale, cui farà seguito la cerimonia di premiazione.

Al primo classificato, al quale verrà garantito un concerto nell’ambito della prossima Stagione Concertistica degli Amici della Musica “Arcangelo Speranza” oltre che alcuni recital per diverse società di concerti italiane, sarà conferito un premio di € 4.000; al secondo un premio di € 2.000, al terzo un premio di € 1.000. Due i premi speciali attribuiti ad uno dei partecipanti alla prova finale: il primo è il Premio del pubblico “Elsa e Peppino Orlando” consistente in una donazione di € 500 offerta dalla famiglia Orlando, assegnato direttamente dal pubblico presente in sale; il secondo è una Targa offerta dagli allievi del Conservatorio “Giovanni Paisiello”. Infine al miglior esecutore di un brano di Giovanni Paisiello andrà un premio di € 300 offerto dal “Giovanni Paisiello festival”.

 

Per tutti i dettagli www.speranzacompetition.it

Ricorrenze

San Marzano festeggia Padre Pio, nel giorno del suo compleanno

22 Mag 2024

di Angelo Diofano

Nel 137.anniversario della sua nascita, venerdì 24 maggio si celebra a San Marzano la festa di San Pio da Pietrelcina, anticipata di un giorno per la concomitanza con la tradizionale funzione dei “Sette sabati” al santuario rupestre della Madonna delle Grazie. Alle ore 18.30 ci si recherà processionalmente, con il simulacro del santo, dalla chiesa madre, attraverso via Roma e via Tagliate, alla piazza San Pio, dove il parroco don Cosimo Rodia celebrerà la santa messa. Al termine la processione rientrerà in chiesa percorrendo via Marche, via Regina Elena e via Roma. Un’ulteriore nota festosa sarà apportata dalla partecipazione della banda musicale cittadina e da un piccolo spettacolo pirotecnico dopo la santa messa.

In maniera più solenne Padre Pio sarà festeggiato a San Marzano nel giorno della sua nascita al Cielo, avvenuta il 23 settembre 1968.

Letteratura

Il ministero della Cultura ha pubblicato il bando per la Capitale italiana del libro 2025

22 Mag 2024

di Giovanna Pasqualin Traversa

È stato pubblicato sul sito della direzione generale ‘Biblioteche e diritto d’autore’ del ministero della Cultura il bando per il conferimento del titolo di Capitale italiana del libro per l’anno 2025. Questo prestigioso riconoscimento sarà conferito al Comune che abbia al meglio realizzato gli obiettivi del miglioramento dell’offerta culturale, della crescita dell’inclusione sociale e del contrasto della povertà educativa, in considerazione delle esigenze della comunità locale di riferimento. Il titolo di Capitale italiana del libro è conferito per la durata di un anno.
Entro l’8 luglio 2024 i Comuni interessati possono presentare il dossier con la candidatura che sarà poi valutato da una giuria composta da 5 esperti indipendenti di chiara fama nel settore della cultura e dell’editoria. La giuria esaminerà le candidature e selezionerà fino a 10 progetti finalisti che saranno successivamente invitati ad audizioni pubbliche. Entro il 30 novembre 2024, la giuria sottoporrà al ministro Sangiuliano il progetto della città cui assegnare il titolo di Capitale italiana del libro per l’anno 2025.
La Capitale italiana del libro è stata istituita nel 2020. Ad oggi i Comuni cui è stato conferito il titolo sono Taurianova (2024), Genova (2023), Ivrea (2022), Vibo Valentia (2021) e Chiari (2020).
Per maggiori informazioni consultare il bando.