Oratori

A gonfie vele: pronti a salpare con l’estate Anspi

foto Anspi
15 Mag 2024

Pronti a sciogliere gli ormeggi e partire – spinti dal soffio del coraggio, del divertimento, dalla determinazione di chi non si arrende davanti alle difficoltà – gli oratori Anspi vivranno i loro Grest estivi in compagnia del temerario Ulisse, personaggio molto noto, ma non sempre amato dagli studenti! E proprio l’eroe greco sarà il protagonista di questa estate nei vari oratori italiani e in quelli della nostra arcidiocesi.

L’occasione propizia per far conoscere a tutti gli animatori, responsabili e sacerdoti, il percorso dell’attività estiva Grest 2024 si è presentata sabato 11 maggio al seminario minore di Taranto dove Alessio Perniola, membro dell’equipe animatori del comitato nazionale Anspi, ha contribuito a ridestare la speranza e la gioia di saper stare insieme, introducendo il nuovo sussidio estivo “A gonfie vele”.

foto G. Leva

 

La storia trae spunto dall’“Odissea”, racconto epico di Omero. Come l’eroe greco, lontano dalla sua Itaca per decenni dopo la guerra di Troia, anche noi partiamo spesso per delle guerre che ci separano dai nostri affetti, da ciò in cui crediamo, da noi stessi. Ogni giorno, come lui, i nostri ragazzi saranno chiamati a vivere l’avventura della vita schivando pericoli, distinguendo le relazioni vere da quelle false, affrontando il rischio dello scoraggiamento e della fatica, ma anche l’ebbrezza dell’avventura e la preziosità dell’intelligenza e della conoscenza.

Perché tutto vada a gonfie vele servirà il coraggio di Ulisse davanti alle tempeste e ai venti contrari; occorrerà il suo sapersi affidare, affinché le vele si spieghino, spinte dalla certezza di essere guidate secondo un disegno più grande. Serviranno poi la fedeltà di Penelope, il puro affetto di Telemaco, ma anche gli incontri con personaggi inconsueti.

Il sussidio comprende:
– una drammatizzazione a puntate ispirata al grande poema di Omero, divisa in 20 giornate, per richiamare gli anni in cui Ulisse resta lontano da Itaca;

– giochi, attività, laboratori, divisi per fasce d’età;

– una proposta di preparazione per gli animatori;

– un percorso di spiritualità.


foto G. Leva

E poi ancora un ban e un inno originali dedicati al tema e tanti spunti per delle giornate speciali che costituiranno le tappe del viaggio verso Itaca.
Allora, cosa aspettate? Il sussidio è disponibile per tutti e ulteriori materiali a supporto di questa avventura si trovano sul sito anspiestate.it.
Pronti a salpare con noi?

Tracce

Balneari: l’Italia è fuorilegge, ma si può cambiare

14 Mag 2024

di Silvano Trevisani

Concessioni balneari: l’Italia è fuorilegge. Mentre arriva l’estate facciamo i dati con questo dato certo e incontrovertibile. È chiaro e risaputo che nel nostro Paese, che affonda le sue radici sui privilegi, l’evasione fiscale e il nepotismo, gli 8.300 chilometri di spiagge, che sono demanio dello Stato, sono stati lasciati o affidati alla gestione di privati, in genere attraverso favoritismi e clientelismi. I gestori delle 30.000 concessioni balneari, che incassano cifre da capogiro, versano canoni di affitto irrilevanti allo Stato. Basti pensare, come è stato già dimostrato nei giorni scorsi, che l’incasso di tutte le concessioni d’Italia equivale all’incasso dei fitti dei soli negozi presenti nella Galleria di Milano. Una vergogna che è stata mantenuta finora solo perché quella dei balneari è una categoria “potente”, di cui fa parte la stessa ministra del Turismo Santarché.

La direttiva europea

L’Unione Europa, attraverso una disposizione specifica, nota col nome direttiva Bolkenstein, obbliga tutti gli stati membri a indire gare d’appalto per la gestione delle spiagge, in modo tale da consentire la libera concorrenza. Ed evitare, quindi, il trascinarsi di favori ingiustificati. Il governo in carica, ma anche quelli che l’hanno preceduto, hanno tamponato attraverso lo slittamento della decisione ma il Consiglio di Stato ha definito illegittimo questo slittamento e impone al governo di indire la gare.

È logico che i gestori non vogliano mollare, meno logico è che abbiano continuato a pagare canoni ridicoli per concessioni ottenute senza alcun criterio. Sostengono, poi, di aver investito nelle strutture presenti sui loro lidi e che per questo non è giusto sfrattarli. Ma dimenticano di aggiungere che la normativa ha sempre importo di rimuovere le strutture a ogni conclusione di stagione balneare. Cosa che in genere non avviene mai. Nello stesso modo si sono protratti in Italia i privilegi che alcune categorie, come i balneari, i taxi, i mercati, gli evasori fiscali, che hanno consolidato la propria posizione spaccando l’Italia in due: da una parte i furbi, dall’altra i “poveri fessi” che con le loro tasse mantengono in piedi il paese e il benessere degli evasori.

Ma si dirà che la giustizia non può neppure fare a fette il mondo: chi ha davvero investito e per anni ha lavorato nel settore della balneazione deve pur ottenere una sorta di risarcimento. In questo caso torna interessante la proposta avanzata dal deputato pugliese Stefanazzi in merito alle proposte attualmente all’esame della Commissione Finanze di Montecitorio.

La proposta

“In primo luogo – sostiene Stefanazzi – introduciamo il principio per cui tutte le opere, amovibili e non, purché regolari, debbano essere oggetto del nuovo bando di gara e adeguatamente indennizzate in favore di chi le ha realizzate. Un indennizzo che deve essere adeguato, a carico del concessionario che subentra e, soprattutto, determinato prima dell’indizione della gara, sulla base di una perizia giurata di stima redatta da un professionista abilitato, nominato dall’amministrazione concedente. Insomma, un meccanismo che garantisce che la procedura si possa svolgere nella massima chiarezza e trasparenza per tutti.”

“In secondo luogo – continua Stefanazzi – si prevede che, qualora si tardi di oltre un anno nell’affidare ad altri la nuova concessione, sia lo Stato ad anticipare l’indennizzo al concessionario uscente, recuperandone poi i costi nell’ambito della gara per il nuovo affidamento, sempre a carico di chi subentra. Infine, si regolano due altri scenari, benché residuali”.

Ecco una buona base di partenza. Ma poi sarà sempre compito dello Stato, o degli enti locali a cui viene demandato il compito, di vigilare perché una risorsa così preziosa come le spiagge, vengano gestite con onestà e rigore. E che siano salvaguardate e curate anche le spiagge libere che in Italia sono pochissime, se si confrontano con il resto d’Europa.

Libri

Presentato nella Biblioteca Acclavio il libro di Pietro Sisto sul tarantolismo

14 Mag 2024

È stato presentato, nella Biblioteca Civica “Pietro Acclavio” di Taranto, il volume “Il morso oscuro della tarantola” di Pietro Sisto, edito dalla Progedit di Bari. All’evento, organizzato dalla Sezione tarantina della Società di storia per la Puglia, ha preso parte lo stesso autore, docente di letteratura italiana all’Università di Bari. Al saluto del direttore della Biblioteca Luigi Pignatelli e del presidente della sezione Giovangualberto Carducci, hanno fatto seguito le relazioni di Antonio Basile e Rosario Quaranta, membri della medesima Sezione.

Il tarantismo, come è noto, è stato oggetto di numerosi studi che ne hanno esaminato soprattutto gli aspetti etnoantropologici, nonché quelli coreutico–musicali e psicopatologici; Pietro Sisto nel suo intervento si è soffermato in particolare sull’interesse che il rito ha suscitato in letterati, storici, naturalisti, predicatori, viaggiatori italiani e stranieri incuriositi da una «meraviglia» così inquietante e misteriosa da dare forza alle parole e alle idee degli scrittori, da diventare metafora di adulazione e inganno, di principi e cortigiani, del peccato e del demonio, di arretratezza sociale e di erudite anticaglie. Un’immagine capace di resistere nel tempo e di andare oltre i confini regionali e nazionali, ben al di là della indimenticabile, demartiniana «Terra del rimorso».

Nel corso della presentazione coordinata dalla dott.ssa Mariolina Alfonzetti, sono stati letti da Gianfranco Guarino, nella compiaciuta attenzione dei presenti, alcuni brani significativi tratti dal “De antiquitate et varia Tarentinorum Fortuna” (1589) del massimo storico tarentino Giovan Giovane; da una “Concione” del celebre predicatore boemo Kaspar Knittel (1718); e dalle “Lezioni Accademiche” di Francesco Serao (1742).

Libri

Presentazione in concattedrale del libro “Come in uno specchio”

14 Mag 2024

“La Bibbia è il libro dei sentimenti e delle emozioni e, come in uno specchio, riflette il nostro mondo interiore e aiuta a leggerci in profondità”. Questo è il senso del libro “Come in un specchio”, edito dalla San Paolo, che l’autore Sebastiano Pinto (docente ordinario di esegesi biblica alla Facoltà Teologica Pugliese) presenterà venerdì 17 alle ore 19.30 in concattedrale. Dialogheranno con l’autore il parroco mons. Ciro Marcello Alabrese e la psicopedagogista Gabriella D’Andria; l’incontro sarà moderato dalla giornalista Gabriella Ressa.

Rassegna musicale

Paisiello Spring 2024: stasera, il concerto della pianista Chiara De Quarto

Secondo appuntamento della rassegna organizzata dagli Amici della Musica Arcangelo Speranza in collaborazione con il conservatorio “Giovanni Paisiello”

14 Mag 2024

Secondo appuntamento con il Paisiello Spring 2024, nome della rassegna organizzata dagli Amici della Musica “Arcangelo Speranza” in collaborazione con il conservatorio “Giovanni Paisiello”, con il contributo del Comune di Taranto.

Martedì 14 maggio 2024, alle ore 19, nel salone degli specchi di Palazzo di città,  nuovo appuntamento concertistico con la pianista Chiara De Quarto. Evento, questo, che rimarca, la fortissima volontà degli Amici della Musica “Arcangelo Speranza” di offrire un’opportunità di visibilità ai giovani musicisti del nostro territorio.

La De Quarto ha conseguito il diploma in pianoforte all’istituto superiore di studi musicali ‘G. Paisiello’ di Taranto sotto la guida della prof.ssa Giusy Francavilla e il diploma accademico di II livello con il maestro Pierluigi Camicia al conservatorio “Tito Schipa” di Lecce con il massimo dei voti e la lode.
Ha vinto diversi premi nell’ambito di concorsi nazionali ed internazionali, tra cui il concorso “Città di Barletta” (BAT), il concorso “Rosa Ponselle” di Matera, il concorso “Città di Bucchianico” (Ch), il concorso pianistico “Città di Rocchetta”, il concorso “Euterpe” di Corato, il “Concours musical de France”, ed è inoltre vincitrice del premio “Terme di Castrocaro” nella XIX rassegna musicale dei migliori diplomati dell’anno 2014 organizzata dall’associazione “Castrocaro Classica” e del premio “Miglior classificato di nazionalità italiana” nel concorso internazionale pianistico “Città di Acquaviva delle fonti”.
Ha partecipato a masterclass con maestri quali Benedetto Lupo, Mariangela Vacatello, Pierluigi Camicia, Lylia Zilberstein, Bruno Canino, Roberto Cappello, Michele Marvulli, Leonid Margarius. Attualmente docente di pianoforte al liceo musicale “Archita” di Taranto.

Per l’occasione eseguirà brani di Beethoven, Scriabin, Chopin, Mozart e Paisiello con il “Domine” dall’opera “I filosofi immaginari”.

 

L’ingresso ai concerti è gratuito, fino all’esaurimento dei posti disponibili. Per info contattare gli Amici della Musica allo 099.7303972 oppure il 329.3462648. www.amicidellamusicataranto.it

Cinema

“Vangelo secondo Maria”: uno sguardo attualizzante e protofemminista dal romanzo di Barbara Alberti

14 Mag 2024

di Sergio Perugini

È un’altra storia. Una rilettura della figura di Maria lontana dalle fonti bibliche, ma a partire da un romanzo di finzione firmato dalla scrittrice-sceneggiatrice Barbara Alberti (Rizzoli). Parliamo del film “Vangelo secondo Maria” di Paolo Zucca, nei cinema italiani dal 23 maggio con Vision Distribution, una produzione Sky Original, Indigo Film e La Luna. Protagonisti Benedetta Porcaroli e Alessandro Gassmann, affiancati da Lidia Vitale, Leonardo Capuano, Giulio Pranno, Fortunato Cerlino e Maurizio Lombardi. Il film prende le mosse dal romanzo della Alberti uscito nel 1979, segnato dalla cornice sociale e culturale del tempo, uno sguardo di rottura e contestazione riguardo la figura della donna, l’affermazione della sua libertà nella dimensione familiare e sociale. “Vangelo secondo Maria” – titolo allusivo, segnato da furbizia – intercetta tali temi, con un ancoraggio alla dimensione del nostro presente, raccontando il cammino di formazione della giovane Maria, accesa da un desiderio di conoscenza e scoperta del mondo, che trova in Giuseppe un alleato capace di aiutarla a rompere i rigidi schemi del tempo. Una rilettura in chiave “contestatrice” e poetica della figura di Maria, resa come un inno alla libertà, portatrice di un messaggio di femminismo anzitempo.

Maria e il sogno di Alessandria

Nazareth, Maria è una giovane in età da matrimonio. È la volontà dei genitori Gioacchino e Anna, che la vorrebbero più pacata e obbediente alle regole sociali. Maria però ha desiderio di conoscenza, sogna di recarsi ad Alessandria, per poter imparare e allargare i propri orizzonti. Per questa sua ribellione viene costretta alle nozze con Giuseppe. Tra i due nasce subito un’intesa: tra loro non ci sarà un vero matrimonio, bensì un rapporto tra maestro e discepolo. Maria vede in Giuseppe, anche per la sua età più matura, un uomo di scienza, di sapere, capace di prepararla ad affrontare il grande viaggio in solitaria verso l’Egitto. I piani della giovane vengono però sovvertiti dalla visita di un angelo, che le rivela la volontà divina: portare in grembo il figlio di Dio…

Una storia altra, lontana dall’orizzonte evangelico

Non serve scomodare la teologia, entrare nelle pieghe del film e tracciare i rimandi con il Testo Sacro. Qui al di là della cornice temporale e della scelta delle figure religiose, in primis Maria e Giuseppe, di biblico o sacro c’è ben poco. Il regista-sceneggiatore Paolo Zucca – suoi sono “L’arbitro” (2013) e “L’uomo che comprò la Luna” (2018) –, insieme all’autrice del romanzo Barbara Alberti, hanno voluto dare forma a una lettura ipotetica, mettere in campo una suggestione artistica che si muovesse sulle ascisse e le ordinate della “più grande storia mai raccontata”.
In primo piano c’è la caratterizzazione fortemente umana, dalle sfumature contemporanee, di Maria, come ragazza ribelle e accesa dal desiderio di conoscenza, che custodisce in segreto un progetto di fuga verso Alessandria, meta per abbeverarsi del sapere. Una giovane donna che non pensa minimamente al matrimonio né all’obbedienza verso i genitori Gioacchino e Anna, che nel film sono marcati con tonalità fin troppo dure e spigolose, espressione di una cultura patriarcale dominatrice e repressiva: evidente, dunque, la forzatura per spingere la riflessione sul tema del patriarcato oggigiorno al centro del dibattito. Maria sogna la libertà, pensa persino a una fuga. Quando le viene imposto il matrimonio con Giuseppe – i genitori “barattano” la giovane per poche capre –, per lei si apre un orizzonte di possibilità: conosce già l’uomo, vede in lui tratti gentili e soprattutto sapienza; accetta pertanto l’unione di buon grado, concordando però con lui un legame casto, finalizzato solo al rapporto formativo tra maestro e discepolo.
Poi nel racconto fa irruzione il sacro, l’annunciazione della volontà di Dio tramite un angelo – la raffigurazione dell’angelo è di certo uno dei passaggi in cui il film sbanda di più, perdendo pathos a favore di una scivolata macchiettistica –, ossia la rivelazione che porterà in grembo Gesù. Maria accoglie la grazia, ma nel film non l’abbandona mai il pensiero che tutto sommato non sia davvero una libera scelta. Si chiede, visto che tutto è già scritto, dove siano i confini del suo libero arbitrio. Grida, si arrabbia, sfida il Signore, mostrando tutta la ribellione di una donna (di oggi) contro imposizioni superiori.
Paolo Zucca e Barbara Alberti si “appropriano” di figure religiose, dei temi del sacro, che sono ampiamenti condivisi e conosciuti dai più, per farne una storia che sappia parlare al presente. Una storia che accosti il proto-femminismo, la costruzione della propria voce autonoma nel tessuto familiare e sociale, come pure l’edificazione di un rapporto d’amore che muova da logiche di senso e non di costrizione. A ben vedere, uno dei tratti più interessanti del film è proprio la traiettoria dell’amore tra Maria e Giuseppe: nasce come accordo di “convenienza”, per un bisogno di formazione e indipendenza, per approdare nel corso della narrazione a una dimensione di conoscenza, fiducia e tenerezza. Maria e Giuseppe costruiscono un rapporto fiduciario su cui poi sboccia un vero amore.
Se dunque la linea di racconto lascia non poco perplessi, con azzardi interpretativi discutibili, il regista Zucca dimostra però raffinatezza nella costruzione visiva, ricreando Nazareth in una Sardegna dell’entroterra aspra e incontaminata. Uno scenario che evoca la scelta compiuta cinquant’anni fa da Pier Paolo Pasolini con Matera per il suo “Vangelo secondo Matteo” (1964).

I precedenti cinematografici

L’operazione di Paolo Zucca con “Vangelo secondo Maria” non è di certo nuova né originale, ma debitrice di una riflessione ampia e consolidata nella storia del cinema. Il rapporto tra cinema e religioso, sacro, risale sin dai primi passi della settima arte. Nel corso del XX e XXI secolo numerosi sono stati i racconti, soprattutto cristologici, compiuti tra Europa e Hollywood. E il cinema si è spesso discostato dalle fonti riconosciute, dai Testi Sacri, per dare corpo anche a visioni marcate da finzione, giocate ora in chiave poetica ora provocatoria: è il caso di “Jesus Christ Superstar” (1973) di Norman Jewison dal musical di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber, come pure de “L’ultima tentazione di Cristo” (1988) di Martin Scorsese dal romanzo di Nikos Kazantzakis. E ancora, possiamo richiamare le suggestioni poetiche degli italiani Alessandro D’Alatri con “I giardini dell’Eden” (1998) e Guido Chiesa con “Io sono con te” (2010), che si sono addentrati con le loro narrazioni in anni non documentati sulla giovinezza di Gesù o l’infanzia di Maria.
L’aspetto interessante del lavoro di Zucca risiede certamente nello sforzo di “umanizzazione” della figura di Maria, di volerla rendere il più possibile terrena, imperfetta, comprensibile alla contemporaneità. Una soluzione su cui aveva scommesso anche Pasolini ne “Il Vangelo secondo Matteo”, raffigurando Maria in età adulta, quando Gesù affronta il cammino della Passione e della morte in croce, una donna anziana con i segni del tempo, vinta dal dolore. Per interpretarla scelse sua madre, Susanna, che quel dolore lo aveva conosciuto bene, perdendo un figlio, Guido, durante gli ultimi fendenti del Secondo conflitto mondiale.
“Vangelo secondo Maria” non sboccia dunque su un terreno culturale isolato, ma si riconnette a un fermento cinematografico di lungo corso. L’espediente narrativo muove di certo da istanze socioculturali, cercando di fondere carica di contestazione e dimensione poetica. Il risultato però è incerto, non pienamente convincente né condivisibile, che trova forza nella dimensione estetica messa a punto da Zucca e nell’indubbia qualità interpretativa degli attori.

Gaza sotto assedio

Guterres chiede “indagine completa” sulla morte a Gaza di un membro del personale del Dipartimento

Il segretario generale delle Nazioni Unite rinnova il suo appello urgente per un immediato cessate il fuoco umanitario e per il rilascio di tutti gli ostaggi

foto Siciliani Gennari-Sir
14 Mag 2024

Il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, “condanna tutti gli attacchi al personale delle Nazioni unite e chiede un’indagine completa”. Lo fa sapere in una nota diffusa lunedì sera Farhan Haq, vice portavoce del Segretario generale.
“Guterres – prosegue – è profondamente rattristato nell’apprendere della morte di un membro del personale del Dipartimento delle Nazioni Unite per la sicurezza e la protezione (DSS) e del ferimento di un altro membro del DSS quando il loro veicolo delle Nazioni unite è stato colpito mentre si recavano all’ospedale europeo di Rafah lunedì mattina”. Il segretario generale dell’Onu ha inviato le sue condoglianze alla famiglia del membro del personale caduto. “Poiché il conflitto a Gaza continua a mietere vittime, non solo tra i civili, ma anche tra gli operatori umanitari, il Segretario generale rinnova il suo appello urgente per un immediato cessate il fuoco umanitario e per il rilascio di tutti gli ostaggi”.

Giubileo2025

Giubileo 2025: le norme per la concessione dell’indulgenza plenaria

foto Siciliani-Gennari/Sir
14 Mag 2024

di Maria Michela Nicolais

“Tutti i fedeli veramente pentiti, escludendo qualsiasi affetto al peccato e mossi da spirito di carità e che, nel corso dell’Anno santo, purificati attraverso il sacramento della penitenza e ristorati dalla Santa Comunione, pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, dal tesoro della Chiesa potranno conseguire pienissima indulgenza, remissione e perdono dei loro peccati, da potersi applicare alle anime del Purgatorio in forma di suffragio”. È quanto si legge nelle norme per la concessione dell’indulgenza plenaria nel Giubileo ordinario del 2025, diffuse oggi dalla Penitenzieria apostolica, in cui si dispone che i fedeli potranno conseguire l’Indulgenza Giubilare concessa dal Papa “se intraprenderanno un pio pellegrinaggio verso qualsiasi luogo sacro giubilare” oppure, a Roma, raggiungendo almeno una delle quattro Basiliche papali maggiori di San Pietro in Vaticano, del Santissimo Salvatore in Laterano, di Santa Maria Maggiore, di San Paolo fuori le Mura. In Terra Santa, invece, si potrà ottenere l’indulgenza andando in almeno una delle tre basiliche: del Santo Sepolcro in Gerusalemme, della Natività in Betlemme, dell’Annunciazione in Nazareth. In altre circoscrizioni ecclesiastiche, l’indulgenza giubilare verrà concessa recandosi alla chiesa cattedrale o in altre chiese e luoghi sacri designati dall’Ordinario del luogo. “I fedeli veramente pentiti che non potranno partecipare alle solenni celebrazioni, ai pellegrinaggi e alle pie visite per gravi motivi (come anzitutto tutte le monache e i monaci di clausura, gli anziani, gli infermi, i reclusi, come pure coloro che, in ospedale o in altri luoghi di cura, prestano servizio continuativo ai malati), – si legge ancora nelle norme della Penitenzieria – conseguiranno l’Indulgenza giubilare se, uniti in spirito ai fedeli in presenza, particolarmente nei momenti in cui le parole del Sommo Pontefice o dei vescovi diocesani verranno trasmesse attraverso i mezzi di comunicazione, reciteranno nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene (ad es. nella cappella del monastero, dell’ospedale, della casa di cura, del carcere) il Padre nostro, la Professione di fede in qualsiasi forma legittima e altre preghiere conformi alle finalità dell’Anno Santo, offrendo le loro sofferenze o i disagi della propria vita”.

Durante il Giubileo ordinario 2025, l’indulgenza potrà essere conseguita anche tramite le opere di misericordia corporale (dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti) e le opere di misericordia spirituale (consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti). Allo stesso modo, i fedeli potranno conseguire l’Indulgenza giubilare – anche quotidianamente – “se si recheranno a rendere visita per un congruo tempo ai fratelli che si trovino in necessità o difficoltà (infermi, carcerati, anziani in solitudine, diversamente abili.)”. I fedeli, inoltre, potranno conseguire l’Indulgenza giubilare se parteciperanno alle Missioni popolari, a esercizi spirituali o ad incontri di formazione sui testi del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa cattolica.

Nonostante la norma secondo cui si può conseguire una sola indulgenza plenaria al giorno, “i fedeli che avranno emesso l’atto di carità a favore delle anime del Purgatorio, se si accosteranno legittimamente al sacramento della Comunione una seconda volta nello stesso giorno, potranno conseguire due volte nel medesimo giorno l’Indulgenza plenaria, applicabile soltanto ai defunti”.
Stando alle norme della Penitenzieria, l’Indulgenza plenaria giubilare si potrà ottenere “astenendosi, in spirito di penitenza, almeno durante un giorno da futili distrazioni, reali ma anche virtuali, indotte ad esempio dai media e dai social network, e da consumi superflui”.
L’indulgenza giubilare è concessa anche praticando la tradizionale astinenza del venerdì, nonché “devolvendo una proporzionata somma in denaro ai poveri; sostenendo opere di carattere religioso o sociale, in specie a favore della difesa e protezione della vita in ogni sua fase e della qualità stessa della vita, dell’infanzia abbandonata, della gioventù in difficoltà, degli anziani bisognosi o soli, dei migranti dai vari Paesi che abbandonano la loro terra alla ricerca di una vita migliore per se stessi e per le loro famiglie; dedicando una congrua parte del proprio tempo libero ad attività di volontariato, che rivestano interesse per la comunità o ad altre simili forme di personale impegno”. La Penitenzieria esorta infine tutti i sacerdoti ad offrire ai fedeli “la più ampia possibilità” di accedere al Sacramento della Riconciliazione, , con la possibilità di confessarsi anche durante le messe.

Diocesi

Monteparano, novena ai Santi Medici ricordando nonna Consiglia

14 Mag 2024

A Monteparano, dal 1924 (quest’anno è un secolo!) ben quattro generazioni si tramandano l’un l’altra un atto di devozione in onore dei Santi Medici Cosimo e Damiano. Si tratta delle famiglie Re, Teodoro, Dellisanti, Motolese che ogni anno si riuniscono in preghiera nove giorni prima della Domenica dell’Ascensione attorno all’altarino – ora anche rispettando il desiderio di nonna Consiglia – con le immagini dei santi taumaturghi allestito nella casa ormai vuota, ma arredata di tutto punto come se la nonnina fosse ancora viva. Nonna Consiglia era profondamente legata ai Santi Medici venerati nel santuario di Oria, dove ci si recava a piedi in occasione della loro festa che cade nel periodo di Pentecoste. Ed era consuetudine che in questo periodo la famiglia assieme a tutto il vicinato si ritrovasse a casa sua per la novena in loro onore, recitando il santo rosario con preghiere in dialetto ai santi guaritori, ai quali la donna affidava la protezione dei suoi cari. E oggi il testimone di questo tradizionale cenacolo di preghiera è passato alla signora Palma e a sua figlia, Tita Motolese, nota imprenditrice, che così afferma: “Ho visto un miracolo in casa mia, e la vita stessa è un miracolo che va celebrato ogni giorno”.

Il centenario di questa novena è stato celebrato domenica 12 in grande stile addobbando le immagini con drappeggi porpora e dettagli in foglia oro, con un banchetto di dolci e un pensiero per gli ospiti. La musica del violinista Francesco Greco, sensibile a queste iniziative, ha accompagnato l’intera funzione, alla quale hanno partecipato l’attenta amministrazione comunale e il parroco don Angelo Pulieri che al termine ha impartito la sua benedizione ai presenti. “Difficile da credersi – ha detto il sacerdote – ma in questo paese ci si emoziona e ci si vuole ancora bene. Andiamo via con i brividi, con tanta commozione ed il cuore che sorride. Grazie Monteparano, onore ai Santi Medici!”.

Festeggiamenti patronali

Lizzano, per la festa di San Pasquale l’impegno all’evangelizzazione

foto Salvo Lupo
14 Mag 2024

di Angelo Diofano

Si svolgono venerdì 17 e sabato 18 a Lizzano i festeggiamenti in onore del compatrono San Pasquale Baylon, che costituiscono un impegno all’evangelizzazione ispirato ai valori francescani della semplicità, dell’umiltà, della cordialità e della disponibilità verso le persone. E attorno a questo ammirevole santo dell’Eucarestia, sempre pronto a far innamorare di Dio, la comunità lizzanese si stringerà in queste giornate di festa con il solito calore.

Oltre alla tradizionale fiera per le vie centrali e a quella zootecnica nei pressi del convento, i festeggiamenti per venerdì 17 prevedono in piazza Matteotti alle ore 17 la festa della donazione del sangue a cura della Frates, della Misericordia e della Protezione Civile di Lizzano, con la presenza dell’autoemoteca; alle ore 18.30, santa messa solenne presieduta dal parroco don Pompilio Pati e animata dalla corale Santa Cecilia; alle ore 19.30, la processione con il simulacro del santo il cui rientro sarà salutato da uno spettacolo pirotecnico sul piazzale del convento; in serata si esibirà sulla cassarmonica il complesso bandistico “Città delle Grotte – Castellana” diretto dalla m. Grazia Donadei.

Sabato 18, in mattinata, allieterà le vie cittadine la banda cittadina “Giuseppe Verdi”; in serata, esibizione delle scuole di ballo “New Dance & Style” e “Scuola Bailando”, con concerto del gruppo “Usa e Jezza”. Non mancheranno le luminarie per le vie del paese e alle ore 22, nei pressi dello stadio, i fuochi pirotecnici della ditta D’Oronzo di Guagnano-Lecce.

Salute

Spesa farmaceutica, i medici a Emiliano: Taranto penalizzata

Cosimo Nume
13 Mag 2024

di Silvano Trevisani

“I direttori generali delle Asl che hanno sfondato il limite di spesa farmaceutica decadono dall’incarico, quindi verranno turnati, senza nessuna colpevolizzazione, ma evidentemente come elemento di stimolo nella realizzazione degli obiettivi che la Giunta regionale e il Dipartimento hanno loro indicato”.

È quanto aveva dichiarato, a proposito della legge specificamente approvata, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano al termine dell’incontro tenutosi, nei giorni scorsi, in presidenza con i consiglieri della maggioranza di centrosinistra sul tema della sanità.

“C’è l’obbligo costituzionale di proteggere la salute delle persone, non quello di tutelare posizioni di potere all’interno della sanità”, ha poi aggiunto, con un commento sicuramente condivisibile, Sottolineando anche gli ulteriori, importanti impegni: “migliorare la capacità di assunzione del personale; aumentare la velocità di rotazione dei dirigenti; fare in modo che ciascun paziente normalmente a carico di un centro di riferimento regionale per una malattia cronica o di lunga durata, una volta preso in carico, riceva tutte le prestazioni e le relative prenotazioni dallo stesso centro di riferimento, e non lasciando che quel paziente si rivolga al Cup da solo, creandogli gravissime difficoltà”.

Le reazioni

Fin qui dichiarazioni e buoni propositi che però riguardano da vicino, in maniera piuttosto punitiva, l’Asl di Taranto, che è una di quelle che “sfonda il tetto di spesa farmaceutica”. Già nei giorni immediatamente successivi, il consigliere Mazzarano aveva sottolineato, con una sua nota, che la specificità della situazione sanitaria ed epidemiologica di Taranto le ritagliavano una condizione particolare. Anzi, lui come altri politici rimarcavano anche l’insufficienza dell’offerta sanitaria in generale, rispetto ad altre aree della regione messe meglio per strutture e spese in generale.

I medici di Taranto

Oggi sulla vicenda interviene anche l’ordine dei medici di Taranto, attraverso una lettera indirizzata a Emiliano dal presidente provinciale Cosimo Nume (nella foto). Che riporta le preoccupazioni espresse dal consiglio dell’Ordine in merito alle “palesi incongruenze nelle valutazioni che dalle competenti Strutture regionali vengono operate nel merito della spesa farmaceutica nella Asl di Taranto”. I medici i Taranto, in primo luogo, contestano il fatto che si operi sulla basa di criteri ragionieristici invece che epidemiologici. Dai quali “emergono dati di prevalenza di patologie croniche che, se parametrate alle altre realtà regionali, vedono addirittura la provincia ionica in credito di risorse piuttosto che in eccedenza di spesa”. Si determina così un maggior impegno economico non soltanto per la farmaceutica, ma anche per l’insieme delle maggiori prestazioni sanitarie necessarie per una appropriata presa in carico dei pazienti, in particolare dei più problematici.

Protestando contro l’inadeguata considerazione di recenti decreti e tavoli di confronti, i medici di Taranto rimarcano che la città e la sua provincia, “come sicuramente Le è noto, soffrono tuttora di carenze strutturali che incidono pesantemente sull’offerta sanitaria, che mantiene livelli accettabili per la cittadinanza solo grazie al costante impegno degli operatori sanitari e degli organi strategici aziendali, ad ogni livello”.

L’ordine dei medici chiede, quindi, a Emiliano, anche nella Sua attuale qualità di responsabile della Sanità regionale, “una corretta rivisitazione dell’intera problematica, per come qui enunciata”