Il Map 2024 chiude con una lectio magistralis di Massimiliano Fuksas
A seguire, finale con concerto “Grandissimo Bernstein”, eseguito dall’Orchestra della Magna Grecia diretta dal m° Piero Romano
Venerdì 14 giugno chiusura con doppio appuntamento per il MAP Festival, la rassegna di Musica Architettura e Parallelismi giunta alla quarta edizione. Alle 18.00, nella Concattedrale Gran Madre di Dio, lectio magistralis dell’architetto Massimiliano Fuksas (ingresso gratuito su prenotazione). Stesso giorno, alle 21.00, nella Terrazza della Camera di Commercio di Taranto, “Grandissimo Bernstein”, con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal m° Piero Romano (ingresso 10euro).
Fra una serie di concerti, eventi originali e di grande prestigio, a partire dal concerto all’esterno della Concattedrale diretto da Paolo Vivaldi, proseguendo con Fresu e Sosa, la conversazione con Alessandro Baricco, il concerto del Vision String Quartet, le performance di Gloria Campaner, Domenico Imparato e Azzurra Martino, il MAP chiude con due momenti molto attesi: l’incontro con l’architetto Massimiliano Fuksas e un omaggio al grande Leonard Bernstein e alle musiche di un altro grande compositore, George Gershwin.
Il MAP Festival, con la direzione artistica di Gloria Campaner e Piero Romano, iniziato lo scorso 5 giugno, è a cura dell’Orchestra della Magna Grecia, del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune di Taranto. Patrocinato dall’Ordine degli Architetti di Taranto e dall’Arcidiocesi, il MAP è realizzato anche grazie al sostegno di Banca BCC di San Marzano di San Giuseppe, Teleperformance, Varvaglione Vini, Ninfole Caffè, Programma sviluppo, Baux cucine, Five Motors.
Massimiliano Fuksas, ospite venerdì alle 18.00 (ingresso 17.30) nella Concattedrale Gran Madre di Dio di Taranto, è uno dei massimi progettisti italiani e mondiali degli ultimi decenni. Architetto di formazione, la sua attività spazia anche nei campi della progettazione urbana e del design. Laureatosi in Architettura nel ‘69 all’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, nello stesso periodo si avvicina a Bruno Zevi, che sarà un riferimento culturale importante per i primi anni della sua carriera. Da Zevi, Fuksas eredita soprattutto, scrivono i critici dell’epoca, “un approccio all’architettura eclettico, postmoderno perché privo di apriori”. Professore invitato presso l’École Spéciale d’Architecture di Parigi, l’Accademia di belle arti di Vienna, la Staatliche Akademie der Bildenden Künste di Stoccarda e la Columbia University di New York, nel 2006 riceve la Honorary Fellowship del Royal Institute of British Architects. Dirige lo Studio Fuksas con sedi a Roma, Parigi e Shenzhen.
Sempre venerdì, ma alle 21.00 (ingresso 20.30), nella Terrazza della Camera di Commercio, in programma “Grandissimo Bernstein”, concerto con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Piero Romano (ingresso 10euro).
Leonard Bernstein, direttore d’orchestra, compositore e pianista statunitense, in un sondaggio svolto tra cento famosi direttori d’orchestra e pubblicato dalla rivista “Classic Voice” nel dicembre 2011, è considerato il secondo più grande direttore d’orchestra di tutti i tempi (solo alle spalle di Carlos Kleiber). Artista di grande fama internazionale, è stato direttore dell’Orchestra filarmonica d’Israele e direttore musicale della New York Philharmonic, presidente e direttore onorario dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma.
Nel concerto, spazio alle musiche di George Gershwin, compositore, pianista e direttore d’orchestra statunitense. Considerato l’iniziatore del musical statunitense, la sua opera spazia dalla musica colta al jazz. Tra le sue opere più note: “Rapsodia in blu”, “Un americano a Parigi”, l’opera “Porgy and Bess”.
MAP FESTIVAL – “Massimiliano Fuksas, Lectio magistralis”, venerdì 14 giugno alle 18.00 (ingresso 17.30) Concattedrale Gran Madre di Dio. Ingresso gratuito su prenotazione. “Grandioso Bernstein”, venerdì 14 giugno alle 21.00 (ingresso 20.30) Terrazza della Camera di Commercio, con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Piero Romano.
Ingresso 10euro.
Biglietti online: TicketSms. Prenotazioni per gli eventi gratuiti: eventbrite.
Info: Orchestra Magna Grecia Taranto – Via Ciro Giovinazzi 28 (392.9199935)
orchestramagnagrecia.it mapfestival.it









Nell’ultima parte del suo intervento, il prof. Prenna ha ricordato i due discorsi di papa Francesco del 25 novembre 2014 rispettivamente al Parlamento Europeo e al Consiglio d’Europa. “Il papa incoraggia i parlamentari del nuovo parlamento a tornare alle ferme convinzioni dei padri fondatori, i quali desideravano un futuro basato sulla capacità di lavorare insieme, per superare le divisioni e per favorire la pace e la comunione tra tutti popoli del continente. Il papa ripone la sua fiducia nell’uomo, in quanto persona dotata di una dignità trascendente, e dice che promuovere la dignità della persona vuol dire riconoscere che la stessa possiede dei diritti inalienabili”. Il relatore ha proseguito: “Il papa incoraggia anche i membri del Consiglio d’Europa, perché dice che riconoscere in ogni essere umano la dignità, riconoscere nell’altro non un nemico ma un fratello da accogliere, è la via privilegiata per la pace. La pace è questo: un processo continuo e mai raggiunto pienamente. Questo lo compresero i padri fondatori che intuirono che la pace era un bene da conquistare quotidianamente, che esigeva assoluta vigilanza. I padri fondatori erano convinti che non si trattava di prendere possesso degli spazi e di cristallizzare i processi, ma di avviarli e di portarli avanti”.
Il prof. Alessandro Barca, ha anticipato che sarebbero state le parole di papa Francesco a costituire buona parte del suo intervento. Per iniziare, il relatore ha ripreso tre parole del santo padre: “coerenza, testimonianza e coesione”. Subito dopo ha citato ancora il papa: “Per quanto riguarda gli educatori e i formatori che, nella scuola o nei diversi centri di aggregazione infantile e giovanile, hanno l’impegnativo compito di educare i bambini e i giovani, sono chiamati ad essere consapevoli che la loro responsabilità riguarda le dimensioni morale, spirituale e sociale della persona”. Un’altra citazione di papa Francesco ha permesso al prof. Barca di approfondire il tema: “Cari studenti e cari insegnanti, voi avete messo al cuore del vostro impegno due parole chiave: pace e cura. Sono due realtà legate tra loro, la pace, infatti, non è soltanto silenzio delle armi e assenza di guerra; è un clima di benevolenza, di fiducia e di amore. Prendersi cura nasce da una società inclusiva, fondata sulla pace e sul dialogo. In questo tempo ancora segnato dalla guerra, vi chiedo di essere artigiani della pace. In una società ancora prigioniera della cultura dello scarto, vi chiedo di essere protagonisti di inclusione; in un mondo attraversato da crisi globali, vi chiedo di essere costruttori di futuro, perché la nostra casa comune diventi luogo di fraternità, di solidarietà e di pace”.
Mons. Miniero, nel ringraziare il prof. Lino Prenna e don Antonio Rubino, ha affermato che gli incontri del corso “hanno dato la possibilità a tanti di riflettere in una maniera straordinaria, suscitando in tutti desideri di bene”. Ricollegandosi a quanto anticipato dal prof. Prenna, l’arcivescovo ha così iniziato il suo intervento: “Le parole che devo commentare sono poche parole ma che ci riportano il senso della nostra esistenza: Il mio popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuri. E qui c’è tanta speranza, perché queste parole, pronunciate dal profeta, tengono presenti situazioni che non erano situazioni di pace”. Sono state illuminanti le parole dell’arcivescovo, che ha sottolineato come costruire la pace sia più fatico del fare la guerra e come la pace possa essere considerata una guerra in positivo. “Ci vuole un fuoco più potente di quello delle armi per metter la pace, perché ci vuole il cambiamento di se stessi e, se non c’è questo cambiamento e se questa guerra non la facciamo dentro di noi, non la possiamo pretendere dagli altri”. In conclusione, mons. Miniero ha voluto ancora una volta ringraziare per l’iniziativa, auspicando che gli incontri svolti “aiutino a guardare in avanti con speranza, ma tenendo il cuore ben radicato alle ragioni della storia”.
