Missione

Don Pizzoli: “Il missionario non è un influencer”. Al centro Parola, relazioni e comunità

foto Missio
03 Set 2024

Nella Giornata del Creato si è chiuso l’appuntamento di Assisi organizzato dall’Ufficio nazionale Cei di cooperazione missionaria tra le Chiese e la Fondazione Missio sul tema “Ai crocicchi delle strade. Andate e invitate”. Una esperienza di spiritualità missionaria molto viva per i 200 partecipanti in presenza e per gli oltre centro che hanno seguito gli interventi on line. Tra i presenti molti missionari, animatori del Centri missionari diocesani, laici, religiosi e religiosi, diversi sacerdoti; significativi gli interventi e gli incontri con l’arcivescovo di Firenze, mons. Gherardo Gambelli, con il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, mons. Domenico Sorrentino, e con mons. Michele Autuoro, vescovo ausiliare di Napoli e presidente di Missio.

foto Missio

Verso l’Ottobre missionario

Anche l’ultima tranche dei lavori si è aperta con la lectio divina della teologa Laura Verrani (nella foto), seguita da alcuni spezzoni – in anteprima assoluta – del video curato da “Luci nel mondo” per lanciare l’Ottobre missionario. La condivisione delle Giornate ha tracciato un cammino che da Assisi prosegue per l’Ottobre missionario, con alcune importanti riflessioni, messe in luce dalla sintesi tracciata da don Giuseppe Pizzoli, direttore della Fondazione Missio.

La Parola al centro. Come vivere l’animazione missionaria portando nel cuore la passione per la testimonianza evangelica? “A livello personale, dobbiamo appassionarci alla Parola di Dio – ha detto don Pizzoli –. Dobbiamo rispondere all’invito del Papa, ‘Andate e invitate’, perché abbiamo delle responsabilità personali nel compiere la nostra missione, camminando insieme alle nostre comunità”. Alla base di questo impegno bisogna superare le difficoltà dei vari contesti, cercando “di relazionarci, ascoltando le persone, impegnandoci personalmente. La missione con i social arriva fino a luoghi lontani, ma serve a portare messaggi, non è la relazione”. “La missione è una realtà dinamica che passa attraverso relazioni dirette: impariamo a valorizzare le relazioni profonde e personali”.

Comunità e celebrazione eucaristica

Il missionario – è questa la tesi – non è un influencer, è “un testimone che mette Cristo al centro della sua vita e che per questo si mette a sevizio della comunità, in relazione con le persone. “Ci sono molti gruppi, tante costellazioni – ha detto ancora Pizzoli –, ma la comunità è altro: comprende persone diverse, giovani, adulti, famiglie, anziani. Per tutti c’è un appuntamento settimanale che va al di sopra dei gruppi. La messa della domenica ha lo scopo di riunire e costituire la comunità, un momento in cui tutti devono sentirsi accolti, a casa. A livello di comunità appassioniamoci per la liturgia, che non è cerimonia ma incontro col Signore e con la comunità”.

Le Pontificie Opere missionarie

Dalla persona alla comunità, lungo la strada delle fraternità e della solidarietà l’orizzonte che si delinea è quello della Chiesa universale. L’apertura universale, ha concluso Pizzoli “non è solo fare progetti per aiutare chi è più povero. Là dove c’è il nostro missionario c’è una comunità che vive la nostra fede: creiamo la comunione oltre a pensare ai bisogni della gente. Dobbiamo sentirci parte delle Chiesa che è grande come il mondo, come animatori missionari dobbiamo essere capaci di allargare la nostra comunità. Non basta rimanere fermi ai progetti caritativi, bisogna essere animatori missionari. Le Pontificie opere missionarie-Pom sono in comunione non solo con un missionario, ma con tutte le Chiese, a partire dalle più povere. Le Pom sono il canale per garantire attraverso la raccolta nel Fondo universale di solidarietà questo concreto servizio universale”.

La “cifra” della missione. “Al centro di queste Giornate di formazione missionaria c’è la Parola. Proprio nel riferimento alla Parola vogliamo attingere spiritualità, slancio, impegno missionario”. Mons. Michele Autuoro ha commentato per il Sir i lavori svoltisi nella città di san Francesco. “Giornate di grande vivacità, con numerosi partecipanti e un bel clima positivo, di confronto. Ci siamo domandati quali siano i ‘crocicchi’ che ci attendono per l’evangelizzazione. Al contempo occorre sentirsi chiamati ai crocicchi…”.Un messaggio forte che arriva da Assisi? “Mi piace – ha affermato Autuoro – questo immergerci nella Parola, nell’umanità, in questo tempo, in questo ‘tutti’. Tutti è la cifra della missione”,un “tutti” che torna spesso nelle parole di Papa Francesco. “Essere con gli altri, per gli altri. Con Cristo, senza paura, con semplicità, nella consapevolezza che il Signore ci precede. È lui che prepara ogni appuntamento ai crocicchi, è lui che guida i nostri passi, è lui che anima ogni incontro. Dobbiamo solo lasciarci guidare dal Signore e dallo Spirito”.

Disturbi mentali

Progetto Itaca: nell’anno 2023/2024, 98 psichiatri e 21 psicologi hanno aiutato gli studenti a riconoscere i segnali di eventuali disturbi

03 Set 2024

“Nel corso dell’anno 2023/2024, 98 psichiatri e 21 psicologi, supportati da 98 volontari, hanno guidato un programma volto a offrire agli studenti strumenti concreti per riconoscere i segnali di un disturbo mentale”. Lo ricorda oggi Fondazione Progetto Itaca, impegnata nel progetto “Prevenzione nelle scuole”. Durante gli incontri, “gli studenti hanno avuto la possibilità di interagire in un ambiente sicuro e privo di giudizi, grazie alla piattaforma Mentimeter, che ha permesso loro di partecipare a sondaggi e porre domande agli esperti in forma anonima. Le video testimonianze di coetanei che hanno vissuto l’esperienza di un disturbo mentale si sono dimostrate particolarmente efficaci nel far percepire queste problematiche come comuni tra i giovani, contribuendo a superare il senso di vergogna che spesso le accompagna”.
Sebbene dai questionari nessuno studente esiterebbe a consultare un medico per un problema fisico, “persiste una significativa reticenza nel cercare aiuto per i disturbi mentali”. Tra le cause principali di questa esitazione, “gli studenti indicano la paura del giudizio degli altri, l’incertezza su chi contattare per ricevere aiuto, e la percezione di un costo troppo elevato per le cure. Inoltre, molti giovani credono ancora di poter affrontare questi problemi da soli e, quando decidono di confidarsi, preferiscono rivolgersi prima agli amici, poi ai genitori, relegando i professionisti della salute mentale a un’ultima opzione”.
Nelle città di Milano e Monza, “oltre l’80% degli studenti coinvolti si dichiara soddisfatto del progetto, considerandolo utile e formativo. Oltre il 90% dei partecipanti afferma di comprendere meglio i fattori che influenzano la salute mentale e di saper distinguere tra disagio adolescenziale e disturbo mentale, e di aver acquisito una maggiore consapevolezza su dove cercare aiuto”. Inoltre, “un significativo 90% degli studenti ha dichiarato di sentirsi più disposto e preparato ad ascoltare con empatia un amico che esprime un disturbo”.
“Nel corso degli anni, il nostro progetto ha affrontato numerose sfide, soprattutto considerando che parlare di salute mentale nelle scuole era un vero tabù. Oggi, grazie all’impegno costante dei nostri volontari e alla collaborazione con professionisti della salute mentale, abbiamo ottenuto un’attenzione sempre maggiore. La pandemia ha ulteriormente messo in luce l’importanza della salute mentale, in particolare tra gli adolescenti, e le richieste di partecipazione al progetto continuano a crescere, spesso grazie al passaparola tra dirigenti scolastici e insegnanti. In un importante passo avanti, il 5 ottobre 2023, abbiamo avuto l’opportunità di presentare il nostro progetto al Tavolo tecnico per la salute mentale presso il Ministero della Salute. L’audizione è stata accolta con grande interesse e apprezzamento, con l’espressione di numerosi incoraggiamenti a proseguire nel nostro lavoro. Questo riscontro positivo da parte delle istituzioni rafforza il nostro impegno a proseguire con determinazione nel promuovere l’importanza della salute mentale tra i giovani”, afferma Felicia Giagnotti, presidente di Fondazione Progetto Itaca.

Dipartita

Mercoledì l’ultimo saluto a padre Corrado Mappa

03 Set 2024

di Angelo Diofano

Saranno celebrati mercoledì 4 alle ore 10.30 nella chiesa di San Lorenzo Brindisi, in viale Magna Grecia, i funerali di padre Corrado Mappa, frate cappuccino, deceduto alle prime ore di stamane, martedì 3, a Casa San Paolo (Martina Franca). L’eucarestia sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, alla presenza di tutti i frati cappuccini di Puglia.

Nato il 30 marzo del 1941 a Palagianello, padre Corrado emise la professione fra i frati cappuccini il 17 dicembre settembre del 1961 e fu ordinato presbitero il 30 marzo del 1968, operando successivamente nel convento di Andria e poi in quello di San Lorenzo da Brindisi in Taranto. In quest’ultimo approdò nel 1969, mostrando una dedizione particolare nell’annuncio del vangelo e nella guida spirituale dei giovani, preparandoli in particolar modo ai sacramenti della cresima e del matrimonio e seguendo le comunità neocatecumenali.

In questi cinquantotto di sacerdozio padre Corrado si è soprattutto speso instancabilmente come confessore, annunciando la misericordia del Signore per il peccatore. Il frate cappuccino per tanti anni ha dovuto risiedere, per motivi di salute, a Casa San Paolo di Martina Franca dove ha sparso semi di consolazione a vantaggio di ospiti e personale. Inoltre ogni domenica e nelle altre ricorrenze, fino a quando le forze glielo hanno consentito, è stato possibile incontrarlo nel confessionale della San Lorenzo da Brindisi, continuando ad essere strumento della misericordia di Dio e costituendo irrinunciabile fonte di edificazione spirituale per i fedeli provenienti da ogni quartiere. D’altronde la parrocchia cappuccina in viale Magna Grecia continua a essere una delle parrocchie dov’è possibile, a qualunque ora, trovare un sacerdote disponibile per le confessioni.

Queste le parole di padre Pietro Gallone, parroco alla San Lorenzo da Brindisi: “Quando  negli ultimi giorni di agosto l’abbiamo riportato a Casa San Paolo ,dopo l’ultimo ricovero al Santissima Annunziata per enfisema polmonare, verso chiunque incontrasse ripeteva sempre il gesto benedicente, come era solito fare al termine delle confessioni. Ci è sembrato quasi l’estremo gesto di saluto e di ringraziamento verso quanti (e sono stati veramente in tanti) gli hanno voluto bene”.

La salma sarà vegliata nel salone parrocchiale dove stasera, martedì 3, alle ore 20.30 si terrà un momento di preghiera.

Festival

Venezia81: in gara “I’m Still Here” e “The Brutalist” e il duo Clooney-Pitt con “Wolfs”

03 Set 2024

di Sergio Perugini

Quinto giorno alla Mostra del Cinema con due titoli che ben promettono per il palmares. Anzitutto il brasiliano “I’m Still Here” (“Ainda estou aqui”) di Walter Salles, opera di impegno civile che esplora la piaga dei desaparecidos brasiliani negli anni ’70, attraverso la determinazione di una donna coraggiosa, Eunice Paiva, che ha speso energia, salute e gran parte della sua vita per affermare la verità sulla sparizione del marito Rubens Paiva. Un film importante, vibrante e commovente, con una prova maiuscola di Fernanda Torres. Ancora, lascia un segno anche “The Brutalist” firmato dallo statunitense Brady Corbet (“Vox Lux”): la parabola tortuosa di un architetto ebreo ungherese emigrato negli Stati Uniti nel Dopoguerra, un viaggio della speranza costellato di opportunità e amarezze, sogni di gloria e corruzione morale. Un’opera imponente per durata (215 minuti), marcata da ricercatezza visiva e forza narrativa, con le ottime interpretazioni di Adrien Brody, Felicity Jones e Guy Pearce. Infine, al Lido i divi George Clooney e Brad Pitt, interpreti del comedy thriller “Wolfs” di Jon Watts targato Apple tv+. Due sicari specializzati nel ripulire la scena del crimine si trovano coinvolti sullo stesso caso, con conseguenze tragicomiche.

“I’m Still Here”

È forse la prima vera scossa emotiva a Venezia81.Parliamo del bellissimo “I’m Still Here” (“Ainda estou aqui”) del regista brasiliano Walter Salles, autore di “Central do Brasil” (1998) e de “I diari della motocicletta” (2004). Prendendo le mosse dal libro di Marcelo Rubens Paiva, il racconto della sparizione del padre Rubens nel 1971 per mano dei militari, il regista compone un potente racconto di matrice civile che apre uno squarcio sulle drammatiche sparizioni in Brasile come i desaparecidos in Argentina. A firmare la sceneggiatura Murilo Hauser e Heitor Lorega.

La storia. Rio de Janeiro, 1971. Crescono le tensioni nel Paese, sotto le pressioni della dittatura militare. La famiglia Paiva, composta dall’ingegnere Rubens, dalla moglie Eunice e da cinque figli, viene sconvolta quando l’uomo scompare. Eunice non si dà pace, determinata a ritrovare il marito; ogni giorno incalza l’avvocato e va a caccia di prove che dimostrino l’arresto, negato dalle autorità. Uno corpo a corpo contro il muro di gomma delle istituzioni, che si protrarrà per oltre trent’anni…

I’M STILL HERE  –  Official still  – Credits: Alile Onawale

“Quando ho letto per la prima volta ‘Ainda estou aqui’ – ha dichiarato il regista – mi sono commosso profondamente. La storia dei desaparecidos, le persone strappate alle loro vite dalla dittatura brasiliana, veniva raccontata per la prima volta dal punto di vista di coloro che erano rimasti. L’esperienza di una donna, Eunice Paiva, madre di cinque figli, conteneva sia una storia di sopravvivenza al lutto sia lo specchio di una nazione ferita”.
Walter Salles firma un’opera solida e riuscita per dinamica di racconto ma anche per i temi di matrice sociale. Un film che si fa custode della memoria comune, quella delle vittime della violenza militare, delle sofferenze dei desaparecidos e dei loro familiari lasciati a tormentarsi in cerca di risposte. Il racconto, in particolare, è centrato sulla figura di Eunice Pavia, che l’attrice Fernanda Torres cesella con grande intensità e spessore, che si fa simbolo di madri, mariti, figli, genitori che hanno condotto una battaglia legale contro le istituzioni per conoscere la verità, per avere un corpo, quello del proprio caro scomparso, cui dare degna sepoltura.
“I’m Still Here” colpisce per qualità narrativa, struttura del racconto e interpretazioni; un’opera struggente che conquista e coinvolge, per non dimenticare, proprio come “Argentina, 1985” (2022) di Santiago Mitre, in gara a Venezia79.

“The Brutalist”

A Venezia è stato in gara nel 2018 con “Vox Lux”. È il regista, sceneggiatore e attore statunitense Brady Corbet, che si presenta nuovamente in Competizione con un’opera “spiazzante” per estetica, traiettoria narrativa e durata (215’): “The Brutalist”, un copione scritto a quattro mani con Mona Fastvold. Protagonisti Adrien Brody, Felicity Jones, Guy Pearce, Joe Alwyn e Stacy Martin.

PRESS_CONFERENCE_-_THE_BRUTALIST_-_Actor_Adrien_Brody__Credits_Giorgio_Zucchiatti_La_Biennale_di_Venezia-Foto_ASAC

La storia. Stati Uniti 1947, l’architetto ebreo László Tóth, proveniente dall’Ungheria, prova a ricostruirsi una nuova vita con la speranza di poter poi portare lì anche la moglie e la nipote, rimaste in Europa. László sperimenta vari lavori, spesso i più umili, trovando alloggio in strutture caritative. Senza soldi né tetto, viene notato da un influente mecenate che gli affida dei progetti per la sua abitazione…

Film stratificato, “audace”, girato in 70mm. “The Brutalist” tratteggia la parabola di un migrante europeo che prova ad abitare il sogno americano, ad aggrapparsi all’idea che nella terra “a stelle e strisce” tutto sia possibile. E all’inizio sembra andare così, con l’ascensore sociale in movimento per chi è capace di mettersi in gioco con impegno e professionalità. Ben presto però emergono tutte le ombre di una società schiava del denaro e della corruzione morale.László Tóth, fuggito dalla prigionia dei lager europei, dalla follia antisemita nazifascista, sperimenta nuovi lager, ammantati da una veste alto-borghese.
“The Brutalist” è costruito con cura visiva e narrativa, tra ricercatezza formale, meticolosa scrittura del copione, attenta alla progressione della linea di racconto e all’evoluzione dei personaggi, con una messa in scena importante e una componente musicale raffinata (Daniel Blumberg).La riuscita dell’opera, però, sconta una lunghezza eccessiva, debordante, che ne ridimensiona pathos e incisività. Adrien Brody offre una performance da premio.

“Wolfs”

Il regista-sceneggiatore statunitense Jon Watts si smarca dal territorio dell’action legato ai supereroi da fumetto – suoi gli Spider-Man “Homecoming” (2017), “Far from Home (2019) e “No Way Home” (2021) – per un progetto che accosta il thriller d’azione con dinamiche da commedia. È “Wolfs. Lupi solitari”, progetto destinato alla piattaforma Apple TV+, che punta tutto sulla reunion dei divi George Clooney e Brad Pitt, qui anche in veste di produttori.

La storia. Stati Uniti, oggi. Nel cuore della notte in un albergo lussuoso una nota procuratrice finisce coinvolta in un potenziale scandalo: esanime nel proprio letto c’è un giovane appena conosciuto. Per evitare di compromettere la sua carriera si rivolge a un numero telefonico per assoldare un “fixer”: uno professionista lucido e spietato capace di ripulire la scena del crimine. Il problema è che alla chiamata rispondono due fixer in competizione tra loro…

Wolfs – Brad_Pitt_and_George_Clooney__Credits_Sony_Pictures

“‘Wolfs’ è il mio tentativo – ha spiegato il regista – di tornare con i piedi per terra dopo sette anni passati a dondolarmi dai grattacieli e a saltare attraverso i portali del multiverso. Volevo mettere insieme quasi tutte le mie cose preferite. New York. Tutto in una notte. Trame criminali impenetrabilmente complesse. David Mamet. Buster Keaton. Neve. E soprattutto la pura gioia cinematografica di guardare due fiammeggianti stelle del cinema fronteggiarsi su uno schermo gigante”. L’obiettivo di Watts è chiaro e il risultato altrettanto: il film viaggia spedito su un binario ben rodato, incalzante e al contempo dalle battute brillanti, che coinvolge soprattutto per la performance dei veterani Clooney e Pitt.Nell’insieme il film è un racconto “sicuro”, dal facile ingaggio per lo spettatore, un thriller votato all’evasione che non promette nulla di nuovo ma sa cucinare bene i suoi ingredienti.

MediTa

Ron, Arisa e Marina Rei al MediTa 2024

03 Set 2024

Quinta edizione del MediTa, il Festival pop sinfonico del Mediterraneo in programma a Taranto nell’Oasi dei Battendieri. Tre gli eventi (uno gratuito) nella rassegna promossa dall’Orchestra della Magna Grecia in collaborazione con il Comune di Taranto e il patrocinio della Regione Puglia, Polo Arti Cultura Turismo Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura e il Ministero della Cultura.

Apre Ron, venerdì 6 settembre, con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal maestro Valter Sivilotti. A seguire, Arisa, sabato 7 settembre, con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal maestro Roberto Molinelli. Chiusura della rassegna, domenica 8 settembre con Marina Rei in versione acustica, evento gratuito con prenotazione obbligatoria. A seguire, sempre domenica, ingresso libero dalle 22.00: “I love 90”, musica selezionata da Sandro Toffi e Alex Pisconti. Inizio concerti alle 21.00 (ingresso pubblico a partire dalle 20.00). Concerti di Ron e Arisa – Settore A: 26 euro + diritti di prevendita; Settore B: 16 euro + diritti di prevendita. Biglietti online: Vivaticket. 

Il MediTa, Festival pop sinfonico del Mediterraneo, si avvale della collaborazione e del sostegno di aziende, attività e istituzioni del territorio come Banca BCC di San Marzano di San Giuseppe, Teleperformance, Varvaglione Vini, Ninfole Caffè, Programma Sviluppo, Baux cucine e Five Motors.

«Nuovo appuntamento di alto profilo artistico, il MediTa Festival – dichiara il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci – rappresenta un’opportunità straordinaria per far apprezzare ulteriormente le bellezze di una città che sta raccontando con orgoglio il suo cambiamento. Un evento che valorizza il nostro patrimonio culturale e rafforza il nostro impegno nel promuovere un turismo sostenibile, una delle priorità del nostro processo di rigenerazione urbana tracciato dal progetto “Ecosistema Taranto”».

«Il Medita Festival – è l’opinione dell’assessore alla Cultura del Comune di Taranto, Angelica Lussoso – è un viaggio emozionale attraverso generi diversi che si fondono grazie alle splendide interpretazioni di grandi artisti accompagnati dall’Orchestra della Magna Grecia. Questa manifestazione, sostenuta con entusiasmo dal Comune di Taranto, ci permette di valorizzare il nostro paesaggio e promuovere la cultura, coinvolgendo musicisti di talento e creando un’esperienza indimenticabile».

«È un MediTa Festival – dichiara Piero Romano, direttore artistico dell’Orchestra Magna Grecia – ricco di novità, dal cambio della location, dopo la meravigliosa Rotonda dl Lungomare, dove siamo stati pionieri, all’incantevole Oasi dei Battendieri, per un festival che si rinnova nella forma e nei servizi, con il fine unico di essere sempre più inclusivo ed europeo. Ed è proprio all’insegna di questa quinta edizione, rivisitata, reinterpretata, che abbiamo inteso avvalerci di artisti straordinari».

MEDITA FESTIVAL – Ron, venerdì 6 settembre; Arisa, sabato 7 settembre; Marina Rei, domenica 8 settembre (evento gratuito, prenotazione obbligatoria). Inizio spettacoli alle 21.00 (ingresso pubblico a partire dalle 20.00). Settore A: 26 euro+diritti di prevendita; Settore B: 16 euro+diritti di prevendita. Biglietti online: Vivaticket. Info: Orchestra Magna Grecia Taranto – Via Ciro Giovinazzi 28 (392.9199935): orchestramagnagrecia.it . Il MediTa Festival è presente anche su Facebook e Instagram.

Strage familiare

Strage di Paderno Dugnano, Grappone (Emdr): “Assoluta mancanza di empatia in una società indifferente e violenta”

03 Set 2024

di Giovanna Pasqualin Traversa

“Quello che emerge è soprattutto un’assoluta mancanza di empatia. Quando ci chiediamo come sia possibile sterminare la propria famiglia, questo avviene perché in personalità con disturbi schizoidi o schizofrenici si verifica proprio un deficit di empatia e una mancanza di riconoscimento delle emozioni altrui. Anche di fronte alla sofferenza dell’altro è come se il cervello andasse in tilt. Ma questo non avviene da un momento all’altro; avviene perché mancano e sono probabilmente mancati tutta una serie di elementi affettivi e relazionali che comunque predispongono a riconoscere l’altro come una persona con emozioni, pensieri, atteggiamenti anche diversi dai nostri”. Non ha dubbi Noemi Grappone, che abbiamo raggiunto all’indomani della confessione di Riccardo, il diciassettenne di Paderno Dugnano, nel Milanese, che nella notte tra sabato e domenica ha accoltellato a morte i genitori e il fratello minore. Ma al di là del caso specifico, “noi viviamo in un contesto in cui l’empatia non è consentita”, prosegue Grappone, psicologa psicoterapeuta Emdr practitioner, e membro di Emdr Italia. L’Emdr (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è uno strumento terapeutico impiegato nel trattamento di disturbi legati ad eventi stressanti e/o traumatici: violenze, incidenti, gravi lutti, guerre. “La nostra società – osserva – è improntata piuttosto alla logica dell’indifferenza, oppure della violenza e della sopraffazione dell’altro. Più che interrogarsi su che cosa sia successo, occorre riflettere sul contesto generale in cui viviamo – all’interno del quale la famiglia è una goccia – e nel quale crescono i nostri figli. Un contesto segnato da dinamiche di lotta, violenza e sopraffazione, in cui l’empatia, l’aiuto, la solidarietà vengono considerati, anziché valori, forme di debolezza”.

“Non ho un vero dialogo di nessuno, non mi sento compreso, mi sento solo anche in mezzo agli altri”, avrebbe spiegato Riccardo ai carabinieri. Una forma di disagio che non è stata intercettata?
E’ possibile, ma non conosciamo il contesto in cui è cresciuto, né la sua storia o la sua famiglia.

Da quanto si apprende dai media, il ragazzo possiede grandi abilità matematiche, tanto che la mamma diceva di lui “il mio Einstein”. E’ ipotizzabile che sia andato “in tilt” perché avvertiva su di sé eccessive pressioni e aspettative?
Magari invece coltivava interessi specifici di tipo astratto proprio per distaccarsi dal mondo reale fatto di relazioni, di amici, di affetti, di “sballi” tipici degli adolescenti. Può essere verosimile che si nascondesse dietro questi ambiti particolari per dissociarsi anche rispetto alla realtà, preferendo attività solitarie a relazioni sociali significative ed avendo poco accesso ad esperienze di piacere tipiche dell’adolescenza? Forse. Ad oggi abbiamo pochi elementi per un’analisi, rimaniamo per ora sul terreno delle supposizioni.

foto Ansa-Sir

Quali sono allora i campanelli d’allarme che i genitori, in generale, non dovrebbero sottovalutare?
Il distacco, la freddezza, la difficoltà/impossibilità dei ragazzi ad esprimere le proprie emozioni e a comprendere quelle degli altri, il rigido autocontrollo, la tendenza all’isolamento e alla chiusura in sé. Talvolta anche alcuni comportamenti bizzarri per i quali, magari, vengono evitati dai coetanei. Possono comparire anche sintomi a livello di disturbi dell’umore: fasi bipolari con allucinazioni e pensiero disorganizzato che si alternano a periodi di depressione classica. Deve mettere in allarme, in una fase come l’adolescenza in cui si basa tutto sull’interesse per il mondo esterno, la mancanza di interesse per i rapporti sociali e per attività di gruppo come fare shopping, andare ad una partita o ad un concerto. Si tratta spesso di ragazzi che, per le cosiddette “dinamiche di rango”, evitano la competizione e il confronto con gli altri rispetto ai quali si sentono o troppo superiori o nettamente inferiori.

Ma perché Riccardo ha creduto, come ha detto agli inquirenti, che uccidendo la famiglia si sarebbe liberato del suo malessere? E perché anche il fratello minore?

La mente umana cerca sempre dei colpevoli. Formarsi un’immagine di colpevole significa avere qualcuno contro cui combattere. Magari esistevano “dinamiche di rango” anche con il fratellino, ma sono sempre supposizioni. Non conosciamo la storia della famiglia, se si siano verificati cambiamenti, traumi; in questo scenario però io punterei sull’empatia. Secondo me, la chiave di lettura, come ho già detto, rimane la mancanza di empatia. Quali siano le ragioni, le interpretazioni, le speculazioni psicologiche o meno che possiamo fare, arrivare ad una strage come questa significa avere una parte di sé – la parte morale e la parte empatica – del tutto inaccessibile.

Zero empatia, quindi. Da che cosa può dipendere?
La mancanza di empatia può essere legata a fattori ambientali ma anche a componenti genetiche per le quali alcune persone potrebbero essere predisposte ad avere meno empatia di altre. E’ attraverso l’intelligenza emotiva che diventiamo capaci di riconoscere le nostre emozioni e anche quelle dell’altro, diveniamo capaci di rispecchiamento. Ma solo se questo ci viene insegnato da piccoli. Il bambino si regola fin dalla più tenera età guardando il viso della madre che gli dà la misura di quello che è “giusto o sbagliato”, che è bene o male. Attraverso il volto della madre il piccolo inizia la sua forma di emulazione emotiva. Nel momento in cui si verificano anomalie da questo punto di vista, lì inizia la difficoltà a riconoscere le emozioni dell’altro. Forse nella vita di questo ragazzo è successo qualcosa che ha mandato in tilt questo sistema di riconoscimento dell’altro. Tuttavia, al di là di ogni supposizione, per me rimane un gravissimo problema che interpella tutti noi: che cosa facciamo, come società, per promuovere l’empatia?

Popolo in festa

Cristo Spirante e Sant’Irene, è festa a contrada Carpari-Martina Franca

03 Set 2024

di Angelo Diofano

Da giovedì  5 a domenica 8 settembre verrà celebrata nella Contrada di Carpari, a Martina Franca, la festa di Sant’Irene e Cristo Spirante. “Come ogni evento religioso – dice don Francesco Imperiale, parroco al Carmine di Martina Franca (da cui dipende la chiesetta di campagna, sulla via per Noci sp 56) –  è l’occasione per vivere l’importanza del sentirsi comunità che si raccoglie intorno all’altare di Cristo per nutrirsi della Sua Parola e del Pane eucaristico con l’aiuto e l’intercessione dei santi”.

In preparazione alla festa, nei giorni 5, 6 e 7, alle ore 19.30 ci sarà la recita del santo rosario seguito alle ore 20 dalla santa messa.

Domenica 8, alle ore 11.30, santa messa con benedizione dei raccolti mentre in serata, alle ore 18.30, per le vie della contrada si snoderà la processione,accompagnata da una piccola banda musicale. Non mancherà il momento ricreativo con lo spettacolo musicale dei ‘Tiramisu live’, alle ore 21.30, e con i fuochi pirotecnici alle ore 23.30. Saranno allestiti stand per la degustazione di prodotti gastronomici.

Oratori Anspi

Il comitato zonale Anspi di Taranto alla festa degli oratori

03 Set 2024

Ha preso il via domenica 1° settembre la 42ª Rassegna nazionale “L’Oratorio in festa”, evento centrale nella vita associativa dell’Anspi. È la festa dell’estate per tutti gli oratori, che si incontrano trasformando la città di Bellaria Igea Marina a Rimini in un oratorio a cielo aperto.
Per 8 giorni questa località diventa un ponte tra strada e chiesa, un luogo dove ogni atleta, genitore o membro dello staff organizzativo, trova una seconda famiglia.

Alla Festa degli oratori il comitato zonale Anspi di Taranto sta prendendo parte attraverso una rappresentanza proveniente dall’oratorio S. Giuseppe dal Cuore Castissimo di San Giorgio Jonico e dall’oratorio San Massimiliano Kolbe di Taranto. I giovanissimi tesserati della diocesi tarantina – accompagnati da educatori ed animatori – con entusiasmo e disponibilità condividono l’esperienza avventurosa della Festa nazionale Anspi, partecipano nelle vesti degli omini gialli, così chiamati per il colore delle loro magliette, impegnati nella logistica e nella gestione dei servizi accessori, pronti a rendere la Festa un’esperienza straordinaria.

L’evento si articola in due grandi momenti: la prima fase “Gioca con il sorriso” vede protagonisti giovani e giovanissimi, la seconda fase è dedicata, invece, agli adulti.

Le prime cinque giornate di cui è protagonista il comitato zonale Anspi di Taranto sono caratterizzate da un intenso programma volto all’accoglienza dei partecipanti provenienti da tutta Italia, che si apre con la sfilata degli oratori partecipanti.

Suddivisi in varie categorie distinti per età, gli atleti si cimentano nei tornei di calcio a 5, di calcio a 7 e nei giochi di SportOratorio che mette insieme oltre al calcio, anche pallavolo, tiro con l’arco, tennis tavolo e alcune discipline di atletica leggera nonché l’attesissima e gradita novità dei tornei di e-games.

La manifestazione di Bellaria ormai da qualche anno non ha più una connotazione solo sportiva. L’evento, infatti, è arricchito da intrattenimenti serali a cui i giovanissimi di Taranto e San Giorgio prenderanno parte attivamente con una rappresentazione teatrale inclusa nel filone Pillole di Anspi di OraSpettacolo.

Gli animatori parteciperanno, inoltre, a un percorso di formazione residenziale denominato Summer school che quest’anno approfondirà i linguaggi di animazione, presenterà idee innovative per gestire un oratorio green senza trascurare l’educazione alla fede e la progettazione educativa.

Una chicca importante e graditissima riguarda infine i giovani di Taranto e San Giorgio. I partecipanti, infatti, sono seguiti, fin dai primissimi momenti della partenza da una troupe della Rai che attraverso la loro esperienza racconterà la Festa degli oratori di Bellaria attraverso un reportage che andrà in onda su Rai Gulp ad ottobre e che sarà interamente dedicato agli oratori Anspi, ai suoi animatori e ai suoi ragazzi.

I nostri ragazzi sono partiti con le valigie piene di vestiti ordinari, pensieri, voglia di mettersi in gioco, e già dai loro racconti immaginiamo che al ritorno quei bagagli saranno carichi di t-shirt gialle, gadget, sorrisi, ricordi di momenti condivisi, confronti, abbracci, lacrime, voglia di fare e consapevolezza del lavoro di squadra; ognuno, infatti, sta contribuendo senza troppe pretese a rendere la vittoria del singolo, la vittoria di tutti.

Viaggio apostolico

Papa Francesco è partito per il viaggio apostolico in Asia e Oceania

foto Vatican media-Sir
03 Set 2024

Prima di partire per il suo viaggio in Asia e Oceania, nel pomeriggio di oggi, il Papa ha incontrato a Casa Santa Marta circa una quindicina di persone senza dimora, uomini e donne, accompagnati dal card. Konrad Krajewski, elemosiniere del Santo Padre. Lo riferisce la Sala Stampa della Santa Sede. Quindi Francesco si è trasferito in auto all’aeroporto di Fiumicino alla volta di Giacarta, dove atterrerà alle 11.30 (le 6.30 ora di Roma) di domattina. Nel momento di lasciare il territorio italiano, come di consueto nei suoi viaggi apostolici, il Santo Padre ha fatto pervenire al presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, un telegramma in cui si legge: “Nel momento in cui mi accingo a compiere il viaggio apostolico in Indonesia, Papua Nuova Guinea Timor Orientale e Singapore, mosso dal desiderio di incontrare i fratelli nella fede e tutti coloro che in quelle nazioni ricche di valori umani e spirituali, sono stati testimoni di comunione solidale e di dialogo anche in tempi e situazioni segnati dalla prova, mi è gradito rivolgere a lei, signor presidente, e al caro popolo italiano l’espressione del mio beneagurante saluto che accompagno con cordiali auspici di pace e di prosperità”.

Diocesi

Il saluto della comunità di San Massimiliano Kolbe ai frati conventuali

02 Set 2024

di Angelo Diofano

Sabato sera, 31 agosto, al quartiere Paolo VI, i parrocchiani della San Massimiliano Kolbe, nel corso della santa messa, hanno salutato i frati conventuali il cui convento, dopo quarant’anni, è stato soppresso per la riorganizzazione generale a causa della diminuzione di vocazioni. Assieme al parroco padre Salvatore Santomaso e a padre Giovanni Iuliani e a padre Vittorio Ciaccia, ha concelebrato don Saverio Calabrese, vicario parrocchiale della Santa Maria del Galeso, il quale ha ricordato i tempi in cui, allora appartenente agli Oblati di Maria Immacolata, arrivarono nel quartiere i frati conventuali e la loro preziosa opera di evangelizzazione e di promozione sociale nel territorio, allora, come purtroppo ancora oggi, poverissimo. Commosso è stato anche il saluto di padre Salvatore il quale, ha riferito, non dimenticherà mai l’affetto dimostratogli dai parrocchiani che, al termine della celebrazione, si sono stretti in un commosso abbraccio attorno ai frati. A porgere il saluto ai frati, dopo la santa messa, è giunto anche il parroco della Santa Maria del Galeso, don Salvatore Magazzino.

L’indomani mattina, domenica 1 settembre, padre Salvatore e i suoi collaboratori hanno celebrato la prima messa della giornata e poi subito sono partiti per la nuova destinazione.

In serata, il nuovo parroco, mons. Renato Pizzigallo, ha presieduto la prima messa davanti ai suoi nuovi parrocchiani.

Popolo in festa

Borgo in festa per il Santissimo Crocifisso

02 Set 2024

di Angelo Diofano

Al Borgo iniziano i solenni festeggiamenti in onore del Santissimo Crocifisso a cura dell’omonima parrocchia-santuario e della confraternita a Lui intitolata.

Questa sera lunedì 2 settembre, annuncia il parroco don Andrea Mortato, “ci sarà la visita inaspettata, ma graditissima, del vescovo di Malindi (Kenya) mons. Willybard Lagho, che alle ore 19 celebrerà con noi l’eucaristia”.

Mercoledì 4 alle ore 19 durante la santa messa avrà luogo l’intronizzazione del simulacro con la successiva accensione delle luminarie allestite sul piazzale e in via De Cesare.

Dal 5 al 12 settembre, novena al Santissimo Crocifisso, con recita del rosario alle ore 18.30 e santa messa alle ore 19.

Sabato 7, sul sagrato della chiesa, alle ore 20.15, si terrà il concerto del gruppo ‘Wake Up Gospel’.

Venerdì 13, vigilia della festa, dopo la recita del santo rosario, alle ore 19 don Andrea Mortato celebrerà la santa messa con il rito di aggregazione dei nuovi confratelli e consorelle del Santissimo Crocifisso; alle ore 20.30, avrà luogo la preghiera di adorazione eucaristica ‘Una luce nella notte’.

Sabato 14, solennità del Santissimo Crocifisso, alle ore 10.30 la santa messa sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero; a mezzogiorno, la supplica; alle ore 18.30 liturgia della Parola e solenne processione con la venerata immagine e la partecipazione dei confratelli e delle consorelle per via De Cesare, via Anfiteatro, via Nitti, via Di Palma, via D’Aquino, via De Cesare con rientro in chiesa. Presterà servizio di giro e alla processione la banda musicale cittadina ‘Santa Cecilia’ diretta dal maestro Giuseppe Gregucci. Alle ore 21.30, sul sagrato, gran finale con il concerto dell’Orchestra Mancina ‘Guarda che tour 2024’.

Infine domenica 29 settembre, alle ore 19, sarà celebrata la santa messa di ringraziamento.

Per sostenere i costi relativi ai festeggiamenti  la parrocchia ha organizzato una lotteria con in palio: una crociera World Europa per due persone dal 2 al 9 dicembre a bordo di nave Msc Crociere (primo premio); una crociera per due persone dal 21 al 26 novembre a bordo di nave Msc Lirica (secondo premio); un buono viaggio dal valore di 300 euro (terzo premio). L’estrazione avverrà durante il concerto di sabato 14 settembre. I biglietti (dal costo di cinque euro) sono in vendita in parrocchia e negli esercizi indicati nell’apposita locandina.