Giubileo2025

Card. Zuppi alla veglia di preghiera per la pace: “Il Giubileo sia un’opportunità”

foto Marco Calvarese-Sir
11 Dic 2024

di Marco Calvarese

“La guerra tutto distrugge. Per questo alziamo la nostra preghiera al Signore perché venga il Natale della pace. Essere in tanti a portare la nostra invocazione, ci fa sentire il grido di tanti nomi sconosciuti agli uomini, ma tutti ricordi da Dio”: sono le parole con le quali il card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha dato inizio alla veglia di preghiera per la pace nel mondo, organizzata a Roma in piazza di Santa Maria in Trastevere dalla Comunità di Sant’Egidio, mossa dal grave allargamento dei conflitti e dall’allarmante minaccia di un confronto nucleare. “Oggi sentiamo nostra l’attesa del mondo che cerca pace e futuro – e non c’è giro senza pace – che ha bisogno del domani”, ha aggiunto il cardinale nell’omelia dell’incontro, “la guerra è la fine di tutto e per tutti, anche se pensiamo sempre che riguardi altri come la morte. La guerra non finisce se non trova pace. Non è facoltative, è vita, è la donna possibilità per vivere. E non ci si salva da soli dalla pandemia della guerra”. Una consapevolezza definita “intermittente” dal card. Zuppi, che ha portato l’esempio di quanto accaduto per la pandemia di Covid, sottolineando l’importanza della semantica e dell’utilizzo di parole che non siano pericolose, perché contengono odio e trasmettono odio. “Dovremmo esercitarci a pensare la nostra vita sempre insieme agli altri e non senza o contro”, ha proseguito parlando della follia del credere di poter giocare con la guerra, presunzione mortifica dell’uomo che si vuole fare dio, vivendo la guerra con la guerra, “la guerra travolge anche chi la usa e ancora il vincitore è sconfitto”. “Ci si salva solo assieme. La pace è stare di tutti e tutti dobbiamo costruire l’arca che ci protegge”. “Non riusciamo ad immaginare la potenza distruttiva degli ordigni nucleari, cosa significa che in pochi attimi viene sommersa la vita di milioni di persone”, le parole del cardinale, “la preghiera è che taccia il rumore della guerra, che finisca la tempesta della guerra. La preghiera è l’unica scelta perché diventa memoria, solidarietà, accoglienza, intelligenza, ferma convinzione ad accettare sempre la pace”. Una madre che non può stare tranquilla per un figlio che soffre, questa l’istinto che deve richiedere umiltà per capire e creare le condizioni di una pace sicura. “Nella tempesta sentiamo oggi il grido, il lamento, l’urlo di chi è minacciato. La loro preghiera sale a Dio, da tanti angoli dimenticati del mondo ma non da lui”, ha aggiunto sottolineando come la guerra trasforma l’uomo in un animale umano, “abbiamo fatto tutto quello che potevamo per fermare la tempesta della guerra?”. “La nostra preghiera è che sia il Giubileo un’opportunità per la pace”, rivolgendosi a tutti e alla comunità internazionale in particolare per utilizzare tutti gli strumenti, forse troppo indeboliti, “vieni Signore e insegna agli uomini la loro vera bellezza”.

Diocesi

Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 11, conferenza di Pax Christi alla Sant’Egidio

11 Dic 2024

di Angelo Diofano

Oggi pomeriggio, mercoledì 11 alle ore 18.45 Pax Christi terrà nella chiesa di Sant’Egidio, a Tramontone, una conferenza sul tema ‘L’impegno per la pace di Pax Christi’. La relazione sarà tenuta da mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi Italia e vescovo emerito di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.

In Italia Pax Christi nacque nel 1954, per desiderio di mons. Giovanni Battista Montini della Segreteria di Stato vaticana (futuro papa Paolo VI); fu incaricato di seguirne i primi passi come segretario nazionale mons. Fausto Vallainc, primo vescovo italiano ad avere la tessera di giornalista professionista, che dal ’75 all’86 fu alla guida della diocesi di Alba.
Nei primi anni l’impegno del movimento fu quello di responsabilizzare i cattolici italiani in crociate di preghiera per la pace nel mondo e divulgare l’insegnamento della Chiesa sulla Pace.
Primo presidente fu mons. Carlo Rossi, vescovo di Biella, che rimase in carica fino al 1959.  Fra i suoi successori figura mons. Tonino Bello, vescovo di Molfetta, che dal 1985 fino al 1993, anno della sua morte, fu presidente nazionale e leader carismatico non solo di Pax Christi ma di tutto il movimento pacifista in Italia.

Politica italiana

È stato approvato dal Cdm il decreto “milleproroghe”

foto Ansa-Sir
10 Dic 2024

Puntuale come ogni anno a dicembre – e in barba ai forti dubbi di costituzionalità che regolarmente lo circondano – arriva il decreto cosiddetto “milleproroghe” che, come dice il soprannome giornalistico, serve soprattutto per rinnovare i provvedimenti in scadenza a fine anno. È proprio questa finalità unitaria che rimedia in qualche modo all’estrema eterogeneità dei contenuti, vizio potenzialmente letale per un decreto-legge. Ma nel testo varato dal Consiglio dei ministri, uno zibaldone in cui c’è di tutto, compaiono elementi di notevole e non provvisoria rilevanza. Per esempio viene stabilito un condono definitivo per le multe comminate a chi non ha rispettato gli obblighi di legge relativi alla vaccinazione anti-Covid. Non è previsto il rimborso per chi ha pagato, così come invece si diceva alla vigilia della riunione del governo. In questo caso hanno pesato le ragioni di cassa perché con la legge di bilancio in dirittura d’arrivo un esborso extra avrebbe creato non pochi problemi. Un altro condono meno eclatante, ma di chirurgica precisione, è quello che riguarda i lavori della commissione Cassese sulla determinazione dei Lep, i Livelli essenziali delle prestazioni. Dopo che la Corte costituzionale nella nota sentenza sull’autonomia differenziata ha chiarito che si tratta di materia che richiede norme di rango primario e non solo amministrative, il governo avvalora nel decreto-legge il lavoro istruttorio e ricognitivo compiuto finora dalla commissione. E riporta l’operazione sotto l’ombrello del dipartimento guidato dal ministro Calderoli.

Di tutt’altro segno la proroga al primo gennaio 2026 del regime di esenzione Iva per gli enti associativi e l’estensione di un altro anno – quindi fino al 31 dicembre 2025 – dell’accesso al 5 per mille delle onlus. Slitta al 31 marzo prossimo l’obbligo per le imprese di assicurarsi contro le catastrofi naturali e viene prorogato a tutto il 2025 lo scudo penale per i medici in situazione di gravi carenze di personale, fatta eccezione di per i casi di dolo e colpa grave.

È invece contenuta in un decreto legislativo – che è ora è legge al termine del percorso di attuazione della delega al governo in materia di giustizia – la controversa norma che vieta la pubblicazione delle ordinanze che applicano tutte le “misure cautelari personali” (quindi non solo il carcere o i domiciliari come nel testo originario, ma anche l’obbligo di firma e altre meno gravi) fino alla conclusione delle indagini preliminari o al termine dell’udienza preliminare. I giornalisti, in pratica, dovranno sunteggiare le ordinanze e non riportarne i brani tra virgolette. I sostenitori della norma si rifanno alla tutela del principio della presunzione d’innocenza, mentre la Fnsi, il sindacato dei giornalisti, parla di “un bavaglio più ampio” per “impedire che i cittadini siano correttamente informati”.

Tv

Un mosaico di volti e storie di donne: Il treno dei bambini

foto Palomar Netflix
10 Dic 2024

di Sergio Perugini

Un mosaico di volti e storie di donne al cinema e su piattaforme. Donne che brillano per forza, resilienza e fragilità. Su Netflix le madri coraggio Antonietta e Derna nell’Italia della Ricostruzione, protagoniste del racconto di speranza “Il treno dei bambini”, diretto con eleganza da Cristina Comencini. A dare loro volto le ottime Serena Rossi e Barbara Ronchi. Al cinema, altre due donne segnate da tenacia e dolenza, Martha e Ingrid, protagoniste dello struggente e sfidante “La stanza accanto” di Pedro Almodóvar, Leone d’oro a Venezia81. Un dialogo intenso e raffinato tra amiche al capolinea della vita. A cesellarle le Premio Oscar Tilda Swinton e Julianne Moore. Infine, ancora su Netflix il crime puntellato da lampi di ironia nera “Black Doves” firmato Joe Barton con Keira Knightley. In una Londra invernale una ex spia, ora madre di famiglia, è richiamata forzatamente all’azione da una serie di omicidi. Miniserie fosca e sarcastica, dai produttori di “The Split” e “Gangs of London”. Per gli amanti del genere.

“Il treno dei bambini” (Netflix, 04.12

Presentato alla 19ª Festa del Cinema di Roma, arriva finalmente su Netflix “Il treno dei bambini”, che ci riporta al tempo dell’Italia nell’immediato Secondo dopoguerra, tra affanni di sopravvivenza e desideri di futuro, di riscatto. A firmare la regia è Cristina Comencini, che ritorna a dirigere con grande eleganza e incisività dopo i successi “Va’ dove ti porta il cuore” (1996) e “La bestia nel cuore (2005). L’opera prende le mosse dal romanzo omonimo di Viola Ardone (Einaudi, 2019) e il copione porta la firma della stessa Comencini insieme a Furio Andreotti, Giulia Calenda e Camille Dugay. Protagoniste Barbara Ronchi e Serena Rossi, affiancate da Christian Cervone, Antonia Truppo e Stefano Accorsi.

La storia

Napoli 1946, Antonietta e il figlio Amerigo, di otto anni, vivono con pochi mezzi nei Quartieri Spagnoli. La guerra ha messo in ginocchio tutti, e si fa fatica a trovare stimoli e speranza. Un giorno Antonietta viene a sapere che il Pci sta organizzando dei treni dei bambini diretti a Modena per far trascorrere loro l’inverno e la primavera, trovando così ristoro e opportunità di scolarizzazione. Antonietta, con non poca sofferenza, manda il suo Amerigo al Nord e di lui si prenderà cura la militante di partito Derna, ex partigiana che vive nel dolore per la perdita del proprio amore…

Il treno dei bambini. Palomar-Netflix

“Un viaggio epico – ha dichiarato la Comencini – organizzato dall’Unione Donne Italiane, che racconta un’Italia impegnata nello slancio solidale. (…) Una vicenda passata ma attualissima: un periodo in cui sembrava possibile un Paese unito”. “Il treno dei bambini” è un’opera che conquista per la forza della storia e la delicatezza dei sentimenti in campo. È il racconto di un Paese piegato dalle sofferenze economiche e sociali, che però non resta a guardare ma si adopera per rimettersi in marcia. A fare la differenza sono soprattutto le donne, che non si danno per vinte e fanno di tutto per tornare a sperare, soprattutto per le nuove generazioni. Sono le coraggiose madri del Sud, rese simbolicamente dalla figura di Antonietta, che non esitano un istante a privarsi dei propri figli pur di garantire loro un’opportunità nella vita, un’infanzia decorosa e la promessa di un futuro possibile. Madri espressione di un amore che non trattiene ma sa lasciare andare, incuranti dello strappo e del dolore. E poi ci sono le donne del Nord, colte nella figura di Derna, che si mettono in gioco per un’idea più grande: accogliere in maniera solidale.
Un racconto semplice come svolgimento ma vibrante per valori ed emozioni in campo. Una storia che brilla per solidarietà, misericordia e dolcezza, che volteggia con grande intensità grazie a due interpreti magnifiche.

 

Premio

Alla Don Bosco, cerimonia del ‘Premio A.Ge.Taranto’

10 Dic 2024

di Angelo Diofano

Si terrà venerdì 13 nella chiesa di San Giovanni Bosco alle ore 19 – dopo la celebrazione della santa messa – la cerimonia di premiazione del concorso ‘Premio A.Ge. Taranto’, bandito dall’Associazione genitori, in collaborazione con il Centro servizi per il volontariato e l’istituto comprensivo San Giovanni Bosco. L’iniziativa, giunta alla 18.ma edizione, è rivolta a tutti i tarantini e pugliesi (di nascita o ‘adozione’) senza limiti di età e si pone l’obiettivo di individuare il talento di singoli o gruppi, permettendo loro di esprimere la propria creatività anche in più generi, sotto varie forme. Questi gli ambiti del concorso: musicale (compositori, musicisti, cantanti); letterario (scrittori, giornalisti); arte visiva (pittori, scultori, fumettisti, fotografi, scenografi). Vi partecipano anche gli studenti dei corsi di laurea del dipartimento jonico e di altre sedi universitarie del polo jonico e pugliesi con le proprie tesi di laurea.

Sono numerosi gli elaborati (foto e video) pervenuti alla commissione giudicatrice che saranno utilizzati per la realizzazione dell’albo storico del premio.

Nel corso della serata (con la partecipazione del coro dell’istituto comprensivo San Giovanni Bosco, diretto dal m° Roberto Ceci) sarà assegnato il premio speciale “A.Ge. Taranto” per i tarantini e i pugliesi che si sono distinti in ambito scolastico, universitario e nel mondo del lavoro per particolari qualità scientifiche, intellettuali, artistiche, professionali, di impegno civico e negli antichi lavori e nuovi mestieri (dalla tradizione pervenute dai maestri artigiani della nostra terra scaturiscono nuove opportunità lavorative per i giovani).

La presidente A.Ge, prof.ssa Adriana Schiedi

Referenti del concorso sono: l’istituto comprensivo San Giovanni Bosco (attraverso il dirigente scolastico prof.ssa Floriana Bottiglia e l’insegnante Roberto Ceci), Anna Maria Bianchi (ideatrice e promotrice del premio), Adriana Schiedi (presidente A.Ge. Taranto), Cosimo Murianni (referente organizzativo), Nicola Duma, Anna Grasso, Wanda Castellano, Anna Masoni, Gabriella D’Andria (componenti direttivo A.Ge. Taranto).

 

Consiglio permanente Cei

Approvato lo Strumento di lavoro, frutto della prima Assemblea sinodale

foto Siciliani Gennari-Sir
10 Dic 2024

Il Consiglio episcopale permanente, riunito in sessione straordinaria a Roma, nella mattinata del 9 dicembre, sotto la guida del cardinale presidente Matteo Zuppi, ha approvato lo Strumento di lavoro, frutto della riflessione della prima Assemblea sinodale delle Chiese in Italia. Il testo – che, da un lato, racchiude la ricchezza del percorso fatto e del dialogo in Assemblea e, dall’altro, individua alcune scelte possibili a livello nazionale e locale – sarà consegnato alle diocesi nei prossimi giorni, in vista della seconda Assemblea sinodale.
Aprendo i lavori, il card. Zuppi ha ricordato che “siamo ai passi finali di un cammino che ha coinvolto le nostre comunità, a diverse velocità. Ora – ha affermato il presidente Cei – è tempo di scegliere: sono tante le attese a cui bisogna dare risposta per concretizzare quel sogno di Chiesa indicato da papa Francesco al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze. In un mondo sofferente, segnato da tante pandemie, compresa quella delle guerre, è fondamentale intercettare le domande e riappassionare”. Non a caso, lo Strumento di lavoro ha come orizzonte quello della missione nello stile della prossimità e focalizza l’attenzione sui nuovi stili di comunità, sulla formazione e sulla riforma delle strutture.
La sessione straordinaria è stata anche l’occasione per una verifica sulla Prima Assemblea sinodale, che ha riunito a Roma, nella Basilica di San Paolo fuori le mura, dal 15 al 17 novembre, oltre mille persone tra vescovi, delegati diocesani, membri del Comitato nazionale del Cammino sinodale e invitati. Si è trattato – hanno sottolineato i vescovi – di una bellissima esperienza di Chiesa, dal grande spessore ecclesiale, che ha permesso una sintesi efficace tra fede e vita.
Il Consiglio permanente, accogliendo numerose richieste pervenute dalle diocesi, ha modificato le date della seconda Assemblea sinodale prevedendo che si svolga a Roma nei giorni dal 31 marzo al 3 aprile 2025.

Francesco

Con papa Francesco davanti al presepe di Betlemme a pregare per i bambini sotto la guerra

foto Ibrahim Faltas
10 Dic 2024

di Ibrahim Faltas *

Nell’aula Paolo VI, sabato 7 dicembre, papa Francesco ha benedetto un presepe molto particolare e ricco di significato. Dalla città del Principe della Pace è arrivato in dono un presepe realizzato dagli artigiani e dal centro Piccirillo di Betlemme. Le figure della Sacra Famiglia sono state realizzate in legno d’ulivo, la grande Stella in madreperla e altri elementi con vari materiali utilizzati per l’artigianato artistico di Betlemme: ceramica, stoffa, lana.
Il Santo padre, durante l’udienza, ha rinnovato il suo appello per la ‘martoriata’ Terra santa: “Con le lacrime agli occhi eleviamo la nostra preghiera per la pace. Basta guerre, basta violenze! Sia pace in tutto il mondo e per tutti gli uomini che Dio ama”.
Dopo aver ringraziato la delegazione palestinese per la presenza e per il dono, papa Francesco si è raccolto in una preghiera intensa e silenziosa davanti al Bambino appoggiato sulla mangiatoia, per ricordare i tanti bambini che soffrono e che hanno perso la vita a causa di questa assurda guerra.

foto I. Faltas

Dopo l’incontro con il pontefice, il ministro Ramzi Khoury e lssa Kassisieh, ambasciatore palestinese alla Santa sede mi hanno chiesto di presiedere una messa per invocare la pace. Con la delegazione palestinese e i loro ospiti, ci siamo riuniti nella Cappella della Madonna degli ungheresi, cappella delle Grotte vaticane che fu benedetta da San Giovanni Paolo II nel 1980. È stata una celebrazione molto partecipata nel luogo della sepoltura di papi santi. Ha celebrato con me don Marco Formica della Segreteria di Stato. Durante l’omelia ho ricordato il profondo legame dei pontefici con la Terra santa.

In questo 2024 ricorre il 60° anniversario del pellegrinaggio di Paolo VI, che portò l’abbraccio della Chiesa di Roma alla Chiesa d’Oriente. Il suo fu il pellegrinaggio del primo Papa che visitava la Terra Santa. Fu un pellegrinaggio di pace, di unità, di solidarietà. Giovanni Paolo Il visitò la Terra Santa quasi 25 anni fa, nel marzo 2000, Anno santo intenso e particolare per la situazione socio-politica della Terra santa. Il papa santo, già malato e stanco, ha amato profondamente la Terra santa, le sue azioni di pace sono state sempre rivolte ai Luoghi Santi e alle Pietre vive che la abitano. Il mio ricordo e la mia gratitudine per san Giovanni Paolo Il sono legati alla sua telefonata che ricevetti durante l’assedio della Natività del 2002. Le sue parole di sostegno furono per noi motivo di forza e di speranza. Dopo la sua chiamata, rinnovammo il nostro impegno di francescani a custodire i Luoghi Santi ad ogni costo e ad ogni prezzo, anche della nostra stessa vita.

foto I. Faltas

Benedetto XVI arrivò in Terra Santa nel 2009. Con le Sue parole e con il Suo sguardo sereno incoraggiò le comunità cristiane locali. Incontrò le diverse Chiese di Terra santa. Dialogò con parole coraggiose con cristiani, ebrei e musulmani per cercare di comprendere la realtà di una terra alla continua ricerca della pace.
Papa Francesco è per grazia di Dio, uomo di Pace. Arrivò pellegrino in Terra santa nel maggio 2014, dieci anni fa. Nelle visite ai luoghi della storia della salvezza, portò parole e gesti di pace. La sua mano sul muro di separazione voleva essere la mano che accoglie e la mano che spinge a costruire ponti di pace e che distrugge i muri che separano. Dopo un mese, a giugno del 2014, invitò Abu Mazen e Simon Peres in Vaticano. Non era riuscito a farli incontrare a Gerusalemme e li invitò a casa sua. Li invitò a piantare un ulivo nei giardini vaticani. Fu un gesto simbolico ma che che voleva unire, attraverso due uomini, due popoli bisognosi di pace. Abbiamo pregato per la pace e perché ogni essere umano sia strumento di pace: “Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio”.

(*) vicario della Custodia di Terra Santa

Popolo in festa

Taranto celebra Santa Lucia, protettrice della vista

ph G. Leva
10 Dic 2024

di Angelo Diofano

Festeggiamenti in onore di Santa Lucia sono in corso nella chiesa intitolata alla santa, in via Millo, dove si mantiene molto intenso il culto alla protettrice della vista.
“Celebrare Santa Lucia – riferisce il parroco mons. Luca Lorusso – significa per tutti noi essere invasi dalla stessa luce divina che illuminò la santa siracusana per vivere meglio nella fede, nella speranza e nell’amore. In un mondo dove vige la sfiducia, la disperazione e l’odio fraterno, con l’aiuto della nostra Patrona vogliamo anche noi diventare ‘santuari dove gli assetati vanno a bere per continuare a camminare’ (EG 28), e per permettere così di sperimentare la forte comunione tra noi e con tutti, senza pericolo di isolamento, ma traendo forza dall’Alto e fra di noi. Che Santa Lucia ci illumini per essere sempre meglio riflesso dell’amore e della misericordia di Dio nel nostro quartiere, nella nostra città e per tutti”.

 

Il programma delle celebrazioni, che si svolge con il patrocinio del Comune, prevede per oggi, martedì 10, alle ore 18 la celebrazione eucaristica presieduta don Antonio Di Reda, cappellano dell’ospedale San Giuseppe Moscati; alle ore 19, nel cortile parrocchiale, avrà luogo la pettolata di quartiere.

Mercoledì 11, alle ore 18, santa messa di don Giuseppe D’Alessandro, parroco all’Immacolata in San Giorgio jonico; alle ore 19, incontro sul tema “Come difenderci alle truffe contro gli anziani”, con l’avvocato Francesco Fico e l’ispettore della Polizia locale Marica Gigante.

Giovedì 12, alle ore 18, santa messa presieduta da mons. Giovanni Ancona, docente di teologia alla pontificia università Urbaniana di Roma; alle ore 19, catechesi sullo sperare cristiano dal titolo “La speranza non delude”.

Venerdì 13, festa di Santa Lucia, sante messe saranno celebrate alle ore 8 (dal parroco mons. Luca Lorusso, con la partecipazione della Federottica e dei medici oftalmologi) – 10 (dal vicario parrocchiale don Federico Marino) – 11 (dal coparroco don Luigi Trivisano) ; a mezzogiorno sarà recitata la supplica alla santa. Alle ore 17 solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero con la partecipazione del Movimento apostolico ciechi.
Alle ore 18.30 uscirà la processione che percorrerà via Millo, via Cesare Battisti, via La Spezia, via Amalfi, via Crotone, via Plateja, via Zara, via Reggio Calabria, via Cagliari, via Cesare Battisti, via Lupoli, via gen. Messina. Al rientro, giochi pirotecnici. Presterà servizio la banda musicale “Santa Cecilia-Città di Taranto” che eseguirà le tradizionali pastorali natalizie tarantine.

Per partecipare alla celebrazione serale e alla processione l’Unitalsi offrirà un servizio di accompagnamento per gli anziani e i disabili.

 La festa proseguirà sabato 14 alle ore 18 con la santa messa celebrata da don Luciano Matichecchia, segretario particolare dell’arcivescovo, cui seguirà alle ore 19 con la serata con le famiglie animata dal mago Stefan, con zucchero filato, pop corn e giochi per i bambini.

 Domenica 15, durante la messa delle ore 10 presieduta dal parroco mons. Luca Lorusso, si terrà la premiazione, del concorso “Luce di Santa Lucia” (prima edizione); alle ore 19 conclusione dei festeggiamenti con il concerto natalizio del “Falanto Chorus”.

Durante ogni celebrazione ci sarà la raccolta alimentare per le famiglie bisognose del quartiere.

Avvicendamenti in diocesi

Don Alessandro Giove: “Mi hanno sorpreso la disponibilità e la generosità del cuore dei grottagliesi”

10 Dic 2024

di Silvano Trevisani

Don Alessandro Giove è l’amministratore parrocchiale che l’arcivescovo Ciro Miniero ha scelto per la parrocchia della Madonna del Carmine di Grottaglie, dopo la nomina di don Ciro Santopietro parroco di Sant’Antonio in Taranto. Nella festività dell’Immacolata don Alessandro ha celebrato la messa presentandosi ai nuovi parrocchiani, che lo avevano già conosciuto in un precedente incontro di catechesi, voluto da don Ciro. Lo abbiamo incontrato per una breve intervista.

Le vie del Signore sono misteriose. Ti ritrovi a Grottaglie come tappa della tua missione e forse non te l’aspettavi. Come hai vissuto questo passaggio?

Innanzi tutto con grande stupore e trepidazione. Perché non aspettavo minimamente né un trasferimento né tanto meno una convocazione per questa sede. L’ho accettata come una missione. D’altronde ho sempre accettato le varie responsabilità che gli arcivescovi mi hanno dato, sempre con grande disponibilità e anche prontezza. Sapendo che la Chiesa è una e noi siamo chiamati a lavorare per il Signore e la sua Chiesa senza chiuderci in orti o in orticelli. Sono arrivato e sono rimasto ancora più sorpreso per la disponibilità, la generosità del cuore di questa gente. Giovedì 21 novembre l’arcivescovo al mattino mi comunicava questo trasferimento e alla sera don Ciro, con un tratto molto delicato, mi invitata a essere presente alla catechesi degli adulti, che poi in fin dei conti è stata soprattutto una presentazione. Lietamente sorpreso di leggere sul volto della gente quel senso di gratitudine al Signore per il dono di un altro sacerdote, a sottolineare anche la ricchezza della provvidenza e la benevolenza del Signore… Però sta di fatto che un po’ di ansia ce l’ho.

Lo sapevi che questa parrocchia era un crogiolo di vocazioni sacerdotali?

Sapevo che la città di Grottaglie era una fucina di vocazioni, ma che in maniera particolare lo fosse proprio questa parrocchia no. La considero uno scrigno, quasi un forziere delle vocazioni.

Avverti anche la responsabilità di questo?

Certamente sì. Anche se ho già avuto esperienza di vocazioni nelle parrocchie in cui ho svolto il mio ministero. Una tra le figlie della carità di madre Teresa di Calcutta quando ero parroco a Faggiano, l’altra ancor prima di un francescano tra i giovani che venivano a confessarsi da me e col quale ci si intratteneva in conversazioni. Adesso la paternità spirituale è ancora più forte, più grande. Ci sono tre giovani seminaristi al seminario maggiore, dei quali i più grandi, Samuele e Roberto, ormai in dirittura d’arrivo, poi lo segue Cristian, mentre Pierpaolo è al seminario minore. Ma c’è anche un altro Pierpaolo che è tra i paolotti a Paola. Insomma: una situazione sorprendente.

Quanto è difficile oggi essere preti, ancor più per i giovani che devono fare i conti con una società ormai in gran parte scristianizzata?

Non è mai facile, ma uno dei vari segreti, a mio avviso, è dato dalla forte intimità con Cristo, se c’è questa intima relazione si ha la certezza di non naufragare anche se le tempesto non mancheranno! Poi bisogna saper fortificare la propria umanità, quindi: l’aspetto psicologico, l’aspetto affettivo. Inoltre, è necessario nutrire delle sane relazioni presbiterali perché è ricorrente il rischio, a causa degli impegni, di isolarsi. Nel momento in cui ci isoliamo possiamo essere preda di tanti lupi di cui il mondo è fatto. Preghiera e intimità con Cristo.

Diocesi

A Talsano festeggiamenti in onore di Santa Lucia

10 Dic 2024

di Angelo Diofano

A Talsano i festeggiamenti in onore di Santa Lucia sono organizzati dalla confraternita del Carmine il cui oratorio si trova nel territorio della parrocchia del Rosario.
Il triduo inizierà il 10 dicembre alle ore 18, con il rosario; ore 18.30 santa messa del padre spirituale della confraternita, don Armando Imperato.

Giovedì 12 alle ore 18.30, santa messa con la partecipazione degli ammalati dell’Unitalsi e la loro benedizione; dalle ore 17 alle ore 22, nei dintorni della chiesa, mercatini di Natale, con pettolata, degustazione e vendita di specialità gastronomiche, stand pro Terra Santa, l’immancabile Babbo Natale con la sua casetta e tanta buona musica; alle ore 19.30, su corso Vittorio Emanuele, rappresentazione dell’atto unico di Vito Sgobba (che ne cura anche la regia) dal titolo “Pulcinella Sciosciammocca: un sordo vero, l’altro abbocca!”, con gli attori della Compagnia popolare di cultura.

Venerdì 13, in mattinata, giro della banda ”Maria SS.ma Addolorata” di Talsano diretta dal m° Vito Bucci per le vie del quartiere; a mezzogiorno, supplica a Santa Lucia; alle ore 17.30 nella Chiesa del Carmine, santa messa durante la quale sarà ripetuta la benedizione degli ammalati; alle ore 18.30 circa, accompagnata dalla banda musicale, uscirà la processione per via Garibaldi, via San Francesco, via Margherita, via Donatello, via Madonna delle Grazie, corso Vittorio Emanuele, rientro nella chiesa del Carmine.
Subito dopo la processione, si terrà un concerto nella chiesa parrocchiale del Rosario, del “Falanto Chorus” diretto dal m° Nicola Luzzi.

Natale a Taranto

L’arcivescovo incontra la Cisl per lo scambio degli auguri natalizi

09 Dic 2024

Domani pomeriggio, martedì 10, alle ore 17.30, il gruppo dirigente della Cisl territoriale si riunirà nella della chiesa di Sant’Antonio (cripta di Santa Rita) per il tradizionale scambio di auguri natalizi; saranno presenti il nuovo parroco don Ciro Santopietro e l’arcivescovo mons. Ciro Miniero, che offrirà al termine una riflessione spirituale in linea con il messaggio di speranza e solidarietà tipico delle festività natalizie.

Nel suo intervento introduttivo, il segretario generale della Cisl, Gianfranco Solazzo, sottolineerà l’importanza di affrontare con unità e responsabilità le grandi transizioni economiche, produttive e sociali che stanno trasformando il territorio. “La nostra città e l’intera area necessitano di partecipazione attiva – ha dichiarato Solazzo – affinché diventino luoghi desiderabili in cui vivere, soprattutto per giovani e anziani. Vogliamo promuovere opportunità che permettano ai nostri ragazzi di costruire qui il loro futuro, senza escludere esperienze altrove, ma sempre con un legame forte con le radici”.