Percorsi biblici e catechesi

Percorso di catechesi

16 Dic 2024

Percorso di catechesi per la

PREPARAZIONE E CELEBRAZIONE DEL GIUBILEO 2025

A cura del Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Liturgia


1. Il Pellegrinaggio della Speranza

Brani Biblici:

Sal 121: Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?

Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra.

Is 40, 1-11: Ma quelli che sperano nel Signore riacquistano forza,

si alzano in volo come aquile; corrono e non si stancano,

camminano e non si affaticano.

 

dalla Bolla di Indizione:

Il pellegrinaggio esprime un elemento fondamentale di ogni evento giubilare. Mettersi in cammino

è tipico di chi va alla ricerca del senso della vita. […] Le chiese giubilari potranno essere oasi di

spiritualità dove ristorare il cammino della fede (n. 1).

 

dal Messaggio dell’Arcivescovo:

Il pellegrinaggio è una metafora di una vita che procede verso una meta che può trasfigurarla,

richiedendo fiducia, entusiasmo e spirito di sacrificio.

 

2. Riconciliazione: la chiave per il futuro

Brani Biblici:

Col 3,13: Mt 5,23-24: Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se qualcuno ha di che

lamentarsi di un altro; come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.

Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa

contro di te, lascia là la tua offerta davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello.

 

dalla Bolla di Indizione:

Perdonare non cambia il passato, non può modificare ciò che è già avvenuto; e, tuttavia, il perdono

può permettere di cambiare il futuro e di vivere in modo diverso, senza rancore, livore e vendetta (n. 23)

dal Messaggio dell’Arcivescovo:

Viviamo con fervore il sacramento della Riconciliazione, facendo di esso lo stile permanente della

nostra famiglia ecclesiale. […] Bisogna ritornare nel confessionale e accogliere chi ha il cuore ferito.

 

3. Comunità in Missione: riscoprire la sinodalità

Brani Biblici:
1 Cor 12,12-14: Come infatti il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo,
sebbene siano molte, sono un solo corpo, così anche Cristo.
At 2,44-47: Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune.

dalla Bolla di Indizione:
L’Anno Santo 2025 si pone in continuità con i precedenti eventi di grazia, e la comunità cristiana
deve farsi portatrice di un contenuto che va oltre i propri confini ecclesiali per toccare il cuore e la
mente di ogni persona (n. 1)

dal Messaggio dell’Arcivescovo:
La parrocchia è presenza ecclesiale nel territorio, ambito dell’ascolto della Parola e della crescita
della vita cristiana. […] È necessario un rinnovamento delle parrocchie per renderle più vicine alla
gente.

 

4. Credere per Vivere: La Fede come sostegno

Brani Biblici:
Eb 11,1: La fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.
Gv 14,1: Non sia turbato il vostro cuore; abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.

dalla Bolla di Indizione:
La speranza è anche il messaggio centrale del prossimo Giubileo, che si apre alla luce
dell’espressione di san Paolo: Speranza che non delude (n. 1).

dal Messaggio dell’Arcivescovo:
Il nostro compito è quello di far incontrare la Speranza accendendo le innumerevoli speranze degli
uomini, in un tempo in cui tanti sono sfiduciati e guardano al futuro con scetticismo.

 

5. Incontrare Cristo: la speranza nel Pane della Vita

Brani Biblici

Gv 6,35: Gesù disse loro: Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame, e chi crede
in m e non avrà mai sete.
1 Cor 11,26: Ogni volta che mangiate questo pane e bevete a questo calice, annunciate la morte
del Signore, finché egli venga.

dalla Bolla di Indizione:
Il Giubileo è un’occasione per spalancare la Porta Santa e offrire l’esperienza viva dell’amore di
Dio, che suscita nel cuore la speranza certa della salvezza in Cristo (n. 1).

dal Messaggio dell’Arcivescovo:
Dobbiamo vivere e sperimentare la comunione senza isolarci, traendo forza dall’alto e fra di noi,
affinché l’Eucaristia possa veramente diventare nutrimento per il nostro cammino.

 

6. Germogliano i semi della speranza: segni, stili, atteggiamenti giubilari

dalla Bolla di Indizione:
È necessario, quindi, porre attenzione al tanto bene che è presente nel mondo per non cadere nella
tentazione di ritenerci sopraffatti dal male e dalla violenza. Ma i segni dei tempi, che racchiudono
l’anelito del cuore umano, bisognoso della presenza salvifica di Dio, chiedono di essere trasformati
in segni di speranza (n. 7).

dal Messaggio dell’Arcivescovo:
Guardo ai numerosi segni di bene che sono presenti nella nostra arcidiocesi: la vitalità delle
parrocchie, il tesoro della devozione popolare, gli sterminati talenti che riscontriamo nelle nostre
comunità, la grande generosità e accoglienza della nostra gente.
Davanti a questa messe biondeggiante, fiduciosamente voglio aprire quest’anno pastorale con una
domanda semplice e diretta: «Chiesa di Taranto, come vuoi continuare a seguire Gesù Cristo? Vuoi
essere sua discepola guardando con speranza in avanti?». È solo dalla nostra risposta che dipendono
la bontà e i frutti del nostro cammino fin dai primi passi.

 

Proposta
Affinché il Giubileo non resti un evento celebrativo, ma sia un vero Anno di Grazia del Signore, che
produca la conversione dei cuori di ciascuno e delle comunità in quanto tali, dopo o durante il
Cammino Giubilare le comunità potranno dare vita a segni di speranza permanenti:

– intensificare la visita agli ammalati (si ricordi che in questo Giubileo, per la prima volta, si potrà
lucrare l’Indulgenza Plenaria due volte al giorno: la prima legata alla celebrazione eucaristica o ad
un pio esercizio e la seconda legata al servizio di carità) non solo da parte dei sacerdoti, dei ministri
straordinari della Comunione, ma anche da parte di membri della Comunità, per vivere una concreta
prossimità all’ammalato e alla sua famiglia;

– impegnarsi nel servizio di volontariato ai bisognosi (utilizzando le strutture esistenti: Centro
notturno di accoglienza, Mensa dei Poveri, Caritas parrocchiali…);

– creare da parte dei giovani un servizio di visita agli anziani delle parrocchie, in modo da creare
una carità intergenerazionale. I giovani sono invitati a donare il loro tempo per fare compagnia e
piccole incombenze, ma ricevono anche il dono della sapienza di vita degli anziani;

– dare vita ad una più attenta pastorale dell’accompagnamento nell’esperienza del lutto, perché
attraverso l’accompagnamento dei moribondi e delle famiglie, la celebrazione funebre e
l’elaborazione del distacco si porti la speranza cristiana;

– rilanciare il ministero della Consolazione secondo le indicazioni, a suo tempo date,
dall’Arcivescovo Benigno Luigi Papa;

– favorire ed aiutare nel compimento di gesti di riconciliazione tra quanti si sono divisi o
contrapposti nei rapporti famigliari ma anche ecclesiali;

– creare nelle parrocchie – o meglio ancora nelle vicarie – una banca del tempo, nella quale medici,
professionisti e volontari mettono parte del loro tempo a disposizione delle differenti povertà e
bisogni dei fratelli;

– i sacerdoti, che nel periodo del Giubileo garantiranno ancora più generosamente il servizio della
riconciliazione sacramentale, come penitenza potranno proporre (non imporre) proprio un’azione
tra quelle su elencate come riparazione dei peccati e segno di conversione della vita.
Se il Giubileo è tempo di vera conversione, allora esso ci chiede di apprendere uno stile di vita che
generi speranza; l’apprendimento si verifica, infatti, quando c’è un cambio di azione.

A cura del Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Liturgia

 

Natale a Taranto

Serata natalizia della confraternita dell’Addolorata

16 Dic 2024

di Angelo Diofano

La confraternita dell’Addolorata di Taranto, attraverso il priore Giancarlo Speranza Roberti, invita a partecipare martedì 17 alle ore 19.30 nella chiesa di San Domenico alla catechesi comunitaria sul Natale intitolata “Ci hai amati per primo” che sarà tenuta dal padre spirituale del sodalizio mons. Emanuele Ferro, prendendo spunto dalle parole dell’enciclica di papa Francesco “Dilexit nos”. Le riflessioni saranno intervallate da commenti musicali appropriati eseguiti dal coro “Alleluia” di San Domenico e dall’ensemble dell’Orchestra Tebaide. Al termine la confraternita offrirà una pettolata nel cortile retrostante la chiesa.

Eventi culturali in provincia

Presentato con successo il Chiostro delle arti nel convento dei padri minimi di Grottaglie

16 Dic 2024

di Silvano Trevisani

“Un luogo suggestivo ai confini del tempo dove riunirsi per darsi una possibilità”. È descritto così, in fulminea sintesi, il Chiostro delle arti, luogo fisico e immateriale al contempo che è stato presentato domenica sera. Il luogo fisico è il chiostro del convento dei paolotti di Grottaglie, luogo splendido che completa il grandioso complesso cinquecentesco, capolavoro del barocco pugliese. Quello è immateriale è il progetto per un centro di arti espressive che si propone di creare opportunità per la partecipazione e la realizzazione ad eventi culturali: teatro, canto, cinema, poesia, voce, lettura, scrittura, fotografia…

Il progetto

Il tutto nasce dall’incontro tra la disponibilità dei padri minimi di San Francesco di Paola, che nella città della ceramica gestiscono il grande complesso conventuale, rappresentata da padre Salvatore Palmino, e alcuni operatori culturali, primi fra tutti Ciro Cafforio e Alfredo Traversa.

L’incontro

Dopo settimane di incontri e un iniziale affinamento di idee, si è deciso di partire incontrando direttamente la città, attraverso tutti coloro che sono interessati alle diverse espressioni artistiche. Da qui l’idea di partire con una presentazione sui generis: invitare tutti gli interessati a incontrare gli operatori del Chiostro delle arti direttamente sul “luogo”, in una visita itinerante: una sorta di pellegrinaggio fisico e ideale tra i suggestivi luoghi che si affacciano sul chiostro, nei quali gli artisti avevano predisposto loro brevi esibizioni. Ebbene, la scommessa è stata vinta, perché un pubblico particolarmente numeroso si è presentato puntuale all’apertura del portone e ha potuto gustare, in un’atmosfera magica, in luoghi a dir poco suggestivi e certamente poco conosciuti nella loro esatta dimensione, le performance di Antonella Fanigliulo, Alfredo Traversa, Serena Verga, Pietro Annicchiarico e Valeria Quaranta. Gli artisti del Chiostro hanno sapientemente predisposto i luoghi, che sono stati riordinati e ripuliti nei giorni precedenti, offrendo a tutti i partecipanti emozioni e suggestioni sorprendenti. È poi toccato a Ciro Cafforio e padre Palmino illustrare il progetto, che è quello di organizzare sia dei laboratori formativi e di approfondimento nelle varie discipline, sia delle manifestazioni artistiche di vario genere. Un’offerta che non mancherà di sollecitare la partecipazione e la condivisione, che sono poi gli elementi costitutivi della stessa missione che i minimi di san Francesco di Paola svolgono da secoli, a Grottaglie come in tutti i luoghi di missione pastorale. E dei resto, negli anni passati si erano già svolte esperienze di comunità artistica propedeutiche a rassegne di arti visive svoltesi nel chiostro e negli ambienti circostanti.

Il futuro

Tale disponibilità non può che assecondare un bisogno di espressione artistica da parte della città e del territorio, che hanno però bisogno di una “disciplina” per essere sottratte allo spontaneismo e velleitarismo che spesso risultano controproducenti. La presenza di un sodalizio composto da persone di provata esperienza professionale sarà sicuramente una garanzia per coniugare la voglia insopprimibile di esprimere le proprie vocazioni con le dotazioni culturali e l’equilibrio che si richiedono. Nelle prossime settimane, infatti, saranno formulate le proposte formative e verranno vagliate le richieste provenienti dall’esterno.

Ecclesia

Alla Madonna della Scala, ‘La città e il Natale’

16 Dic 2024

di Angelo Diofano

Nell’ex chiesetta di Santa Maria della Scala, in via Duomo 178, sabato scorso è stata inaugurata la collettiva d’arte e mostra di presepi dal titolo ‘La città e il Natale’, alla 39.ma edizione a cura dell’associazione  culturale “Santa Maria della Scala” (presidente Michele Chiochia e direttore artistico Nicola Giudetti).
Vi partecipano gli artisti: Antonella Airò, Sara Andriolo, Oronzo Aprea, Fernando Caracuta, Renato Caracuta, Deborah Conte,  Ornella De Filippo, Raffaele Di Giorgio, Tatyana Fontana, Oscar Galasso, Maria Girardi, Nicola Giudetti, Angela Lasorella, Egidia Lentini, Matilde Lomonte, Ida Luzzi, Lina Mannara, Pasquale Moretti, Adriana Popescu, Tina Pugliese, Francesco Russo, Michele Traja.
La serata è stata presentata dal prof. Antonio Santoro, rettore accademico e storico dell’arte, con declamazione di poesie in vernacolo a cura di Amelia Ressa. Musiche tradizionali eseguite da Cinzia Pizzo e Antonello Cafagna, che venerdì 20 alle ore 20, sempre nell’ex chiesetta, si esibiranno assieme a Mario Azad Donatiello e Giù Di Meo nel concerto ‘Tarentinula Live, musica natalizia tradizionale del Sud Italia’.
Inoltre sabato 21 alle ore 18 avrà luogo ‘Natale a Tarde vecchie’, con poesie dialettali a cura di Amelia Ressa, Carmen Adamo, Giuseppe Fanigliulo e Antonio Gentile; di Cataldo Sferra, infine, sarà declamato il poema ’A Sanda Notte.
La mostra resterà aperta fino al 7 gennaio nei giorni feriali dalle ore 17 alle 20 e in quelli festivi dalle ore 10 alle 12.30 con chiusura totale nei giorni 24 e 31 dicembre.

 

Qualità della vita

Qualità della vita: Taranto molto male per impresa, lavoro, raccolta differenziata

16 Dic 2024

di Silvano Trevisani

L’annuale graduatoria della qualità della vita nelle province italiane, che il quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” propone dal 1990, rappresenta un’occasione per riflettere sull’andamento del Paese, attraverso i suoi territori. Da sempre, la classifica divide nettamente in due l’Italia: la parte alta, con le provincia in cui si vive bene, è appannaggio del Nord. La parte bassa della classifica è occupata dalle province meridionali, con lievissime eccezioni, per situazioni specifiche ma non molto significative (Cagliari è 44a, mentre Imperia è 79a). Tutti gli indicatori, riguardanti la ricchezza, gli affari e il lavoro, il turismo, e così via, premiano il Nord e questo rende ancora più inaccettabile il tentativo messo in atto dalla Lega, e sostenuto dal governo, di accentuare ancora di più le differenze attraverso l’autonomia differenziata. Che non farebbe che aggravare la situazione.

Una premessa

Detto questo, è evidente che i dati che più ci incuriosiscono sono quelli riguardanti la provincia di Taranto. Leggiamo le classifiche, consapevoli che, come spiega Michele Finizio, che guida il progetto, “la qualità della vita per ciascuno di noi è qualcosa assolutamente soggettivo; la percezione del luogo in cui viviamo è influenzata dalla nostra relazione, personale, con quello che ci sta intorno. E ciascuno di noi è portato a vedere prima ciò che non va rispetto a ciò che funziona”. Ma, aggiungeremmo noi, il discorso si accentua ancora a seconda della situazione sociale: è evidente, ad esempio, che chi amministra o gestisce istituzioni e ricchezza, è portato a esaltare le cose buone rispetto a quelle negative. Ecco, allora, che bisogna sottolineare e condividere l’intento dei compilatori, che è quello di “raccontare attraverso i numeri il Paese, i suoi divari, le sue fragilità e best practice permette di denunciare quello che manda, orientare chi decide o accendere i riflettori su certi fenomeni”.

La classifica

È per questo motivo che analizziamo i risultati ottenuti dalla provincia di Taranto che quest’anno si colloca al 94° posto, risalendo tre posizioni rispetto al 2023. Un dato che si spiega forse più con l’ulteriore accrescimento degli indicatori scelti, che fanno precipitare Isernia di ben 13 posizioni, che con mutamenti significativi. Va detto che Bari spicca tra le province meridionali: è al 65° posto, avendo risalito 4 posizioni, mentre solo Foggia fa peggio di Taranto piazzandosi al 99° posto, ma risalendo dal fondo classifica in cui era nel 2023 e scalando ben 8 posizioni.

Gli indici negativi

Taranto, lo diciamo subito, si connota negativamente almeno per tre classifiche fondamentali: l’imprenditorialità e il lavoro, la parità di genere, la raccolta differenziata. Dato quest’ultimo che era già stato rimarcato dalla precedente classifica di “Italia Oggi”. Per affari e lavoro Taranto è all’ultimo posto. È risaputo: la provincia (e la città soprattutto) non ha propensione all’impresa. Non l’aveva neppure in piena espansione industriale. E la crisi grave la si evince ancora di più dalle ore di cassa integrazione autorizzate, che la collocano al terzultimo posto: situazione inquietante proprio tenendo conto della scarsità di imprese attive. Conseguenza della scarsa imprenditorialità è anche la mancanza di posti di lavoro: una condizione che spinge ancora di più i giovani tarantini a emigrare. Male anche la classifica sulla parità di genere: siamo al 94° posto. Ancora peggio anche per numero di laureati e altri titoli terziari: siamo in fondo alla classifica, seguiti solo da Foggia, Crotone e Sud Sardegna. In questa classifica incide sicuramente anche la modesta presenza dell’università.

Giustizia e sicurezza

Migliore la situazione per giustizia e sicurezza: Taranto è 74a in lieve peggioramento. Mentre il fondo di questa classifica vede allineati: Roma, Foggia, Napoli, Milano e Firenze, ultima. Taranto, inoltre, tazionaria nella classifica di cultura e tempo libero, dove fanno peggio Lecce (che però ha una provincia enorme) e Brindisi.

Eventi a Taranto e provincia

Serata finale del Premio A.Ge. Taranto 2024

16 Dic 2024

di Angelo Diofano

Venerdì 13 sera, nella chiesa di San Giovanni Bosco ha avuto luogo la serata finale del ‘Premio A.Ge. Taranto’, giunto alla diciottesima edizione, il cui obiettivo è la valorizzazione di tarantini e pugliesi che abbiano mostrato un particolare talento in diversi settori e in varie forme.

Quest’anno il riconoscimento è stato assegnato alla cantante Zaira Maria Ceci, alla scrittrice Maria Antonietta Masella, al falegname Luciano Galante, alla speaker di Radio Cittadella Serena Mellone, alla scrittrice per bambini Lucia Fina, alla videomaker Rosarita Bottiglieri, alla ballerina Emily Greco, alla cantante Francesca Quero e alla scultrice Debora Conte.

L’iniziativa, nata da un’idea di Anna Maria Bianchi, è stata organizzata dall’A.Ge. Taranto (Associazione genitori) in collaborazione con l’istituto comprensivo “San Giovanni Bosco” e con il patrocinio del Centro servizi volontariato Taranto. Questi gli ambiti di partecipazione: musicale (compositori, musicisti, cantanti); letterario (scrittori, giornalisti); arte visiva (pittori, scultori, fumettisti, fotografi, scenografi). Vi hanno partecipato anche gli studenti dei corsi di laurea del dipartimento jonico e di altre sedi universitarie del polo jonico e pugliesi con le proprie tesi di laurea. 

Numerosi sono stati gli elaborati (foto e video) pervenuti, che saranno utilizzati per la realizzazione dell’albo storico del premio.

La cerimonia di premiazione, preceduta dalla santa messa, è stata presentata da Cosimo Murianni, vice presidente dell’associazione, con la partecipazione del coro dell’istituto comprensivo San Giovanni Bosco, diretto dal m° Roberto Ceci.

Dopo i saluti di Francesco Riondino, presidente Csv Taranto, è stato consegnato un riconoscimento alla prof.ssa Floriana Bottiglia, dirigente scolastico della San Giovanni Bosco e al prof. Ceci per il supporto all’iniziativa e per il loro impegno teso alla formazione dei giovani.

Successivamente è intervenuta la prof.ssa Adriana Schiedi, presidente di A.Ge. Taranto, che, dopo aver presentato l’associazione e le sue finalità statutarie, ha introdotto il momento delle premiazioni soffermandosi sulla natura pedagogica del premio, i cui referenti sono stati: l’istituto comprensivo San Giovanni Bosco (attraverso il dirigente scolastico prof.ssa Floriana Bottiglia e l’insegnante Roberto Ceci), Anna Maria Bianchi (ideatrice e promotrice del premio), Adriana Schiedi (presidente A.Ge. Taranto), Cosimo Murianni (referente organizzativo), Nicola Duma, Anna Grasso, Wanda Castellano, Anna Masoni, Gabriella D’Andria (componenti direttivo A.Ge. Taranto).

Tracce

Le numerosissime paure dell’Europa

foto Sir
16 Dic 2024

di Emanuele Carrieri

Il pensiero è corso a nove anni fa, quando la foto del corpo senza vita di un bimbo entrò negli occhi del mondo. Era il piccolo Alan Kurdi, che perse la vita in un naufragio di fronte alla costa turca. “Chi salva una vita salva il mondo intero”: così recita la Bibbia e il Talmud. Una verità attualissima ed eterna in un’epoca di grande progresso tecnologico ma di grave e contraddittoria involuzione di umanità, annientata nelle guerre ma anche dalla diffusione di violenze nei rapporti personali. Ciò nonostante, la vita trionfa sul male sempre, continuativamente, generandosi. Una bambina di undici anni, Yasmine, originaria della Sierra Leone, è stata tratta in salvo nel canale di Sicilia dall’imbarcazione di un’ong tedesca. La carretta del mare, sulla quale viaggiava, era partita da Sfax, in Tunisia, ma era colata a picco a metà della traversata. La piccola è l’unica sopravvissuta dell’ultimo naufragio nelle acque del mar Mediterraneo, originato da una tempesta: sono quarantacinque le persone disperse, fra cui il fratello di Yasmine che è rimasta a galla per tre giorni grazie a due camere d’aria per copertoni. Gli operatori umanitari l’hanno trovata fra le onde dopo aver sentito le sue grida in acqua, l’hanno recuperata e l’hanno trasportata a Lampedusa. Nel Mediterraneo – che secondo Giorgio La Pira era il lago di Tiberiade del nuovo universo delle nazioni – fra il 2014 e il 2023 hanno perso la vita trentamila esseri umani (sono numeri stimati dalla Organizzazione internazionale per le migrazioni) in fuga da guerre, persecuzioni e fame, così come riporta il sito del ministero dell’Interno, lo stesso dicastero che ha sanzionato, con il decreto Cutro, norme che frenano le operazioni di salvataggio da parte delle navi umanitarie. Il numero dei decessi, nel 2024, è in aumento, attestandosi sui valori del 2019 – 2021: alla fine dello scorso agosto il calcolo, minimo, è di oltre milletrecento. Queste tragedie non fanno notizia, eccetto i casi di naufragi singoli con decine di vittime, perché da gran parte dell’opinione pubblica e, quindi, dalla politica considerate cinicamente come una sorta di danno collaterale da mettere in conto, quando non in capo a chi sfida il mare alla ricerca di una vita migliore. E non fanno notizia nemmeno i quotidiani salvataggi, tanto più se avvengono grazie all’azione delle organizzazioni non governative che hanno subito perfino la vergogna di collaborazionismo con gli scafisti, accusa smontata in almeno una ventina di processi giudiziari. È vero: le ong agiscono per riempire un vuoto, in assenza di una missione europea di salvataggio, e per supplire alla diserzione di parecchi stati che non vogliono assumersi l’onere dell’accoglienza. Ma ciò che in Italia, da oltre trenta anni, è tuttora chiamata “emergenza immigrazione”, è ormai un fenomeno organico e strutturale che andrebbe regolamentato con principi e normative che tengano conto della realtà. Come? Aprendo canali regolari per chi scappa da guerre, persecuzioni e povertà e allargando le maglie per chi cerca lavoro: centoquarantamila lavoratori in un anno, secondo il parere di Confindustria, solamente per fronteggiare le esigenze di manodopera delle imprese. Secondo le cifre della Fondazione Migrantes, organismo della Cei, nel 2024 gli sbarchi in Italia sono diminuiti di oltre la metà rispetto al 2023 e i ritorni in patria sono aumentati del quindici per cento, mentre sono cresciuti del 62% i rifiuti all’asilo e alla protezione umanitaria. Non ci sono dunque emergenze, c’è il rischio che sia raso al suolo il diritto di asilo. Gli stati dell’Unione europea hanno mancato l’obiettivo di garantire l’accoglienza di sedicimila domande l’anno scorso, ferme invece ad appena quattordicimila. Il report dedicato ai richiedenti asilo e dei rifugiati dell’organismo della Cei ricorda poi che, già da vari anni, la Siria è il principale Paese di origine di chi cerca rifugio in Europa: soltanto nel 2023 oltre centottantamila richieste. In Italia quella siriana è la seconda nazione di provenienza di chi giunge attraverso l’itinerario mediterraneo, a conferma che quello Stato non era in pace, come hanno sottolineato le notizie pervenute in questi giorni da Damasco. L’Europa si è detta preoccupata per le eventuali, inimmaginabili conseguenze del colpo di stato che ha spodestato Assad e portato al potere i ribelli jihadisti, animati da dichiarate intenzioni non vendicative e non repressive che dopo andranno verificate alla prova dei fatti. Frattanto i paesi europei sono mossi da una fretta: sveltire la sospensione delle domande di asilo per i siriani. Una palese contraddizione. Proprio l’Unione europea raccomanda un atteggiamento di prudenza: i progetti di espulsioni forzate andrebbero incontro a ricorsi e gli incentivi per i rimpatri volontari rischiano di rivelarsi controproducenti e controindicati. Pensare di governare le migrazioni guidati dalla paura e dalla ricerca del consenso non comporta solo ingiustizia ma anche caos. L’Europa avrebbe bisogno di trovare e scoprire i suoi valori fondativi. Quei valori che hanno ricevuto il soffio vitale dal monachesimo benedettino. Era il quinto secolo dopo Cristo.

Sport

Support_o Taranto inarrestabile: la soddisfazione del presidente Stola

16 Dic 2024

di Paolo Arrivo

Sono il ritratto della giovinezza. Ma pure della maturità, in senso tattico atletico fisico: figure longilinee capaci di aggredire mortalmente l’avversario, alzando il pressing, quando necessario, e di scattare per ogni zona del campo giocando d’intesa e di squadra. Applicando gli schemi di William Orlando. Sono le cestiste del gruppo Under 17 della Support_o Taranto. Che stanno impressionando, a suon di vittorie, in match giocati a senso unico – tra le vittime, anche la Dinamo è stata strapazzata nel derby cittadino andato in scena al PalaMazzola. Il presidente Ciccio Stola può coccolarle insieme allo staff Support_o.

A conclusione del girone d’andata, il primo bilancio del campionato non può che essere positivo…

«Assolutamente. Abbiamo chiuso oggi il girone di andata (lunedì scorso, ndr) a punteggio pieno vincendo anche l’ultima partita con il Lecce. Al di là del risultato, la cosa più importante è vedere le ragazze crescere individualmente e come squadra cementando giorno dopo giorno il legame fra loro e i loro coach: William Orlando e Francesco Camerino».

Come si stanno comportando le altre compagini?

«Il giudizio sui gruppi della Support_o Under 15/14 e 13 è speculare a quello espresso poc’anzi. Sino ad ora non abbiamo ancora assaporato il sapore della sconfitta: in verità, confido nel farlo il meno possibile. Ogni gruppo, in base alla fascia di età, guidato da Roberta Stola e Giovanni Guida, e i due coach della 17, stanno facendo un percorso formativo sportivo e di crescita che ci lusinga, e ci riempie di orgoglio. E perché no, ci dà una spinta per proseguire nonostante le tante difficoltà che incontriamo a livello logistico in una città che poco sa offrire allo sport e ai ragazzi».

Ecco, appunto. In una città che non vuole vivere di soli ricordi, legati al grande Cras, dove il movimento cestistico è rappresentato da più società (la massima espressione è la Dinamo Nuovi Orizzonti, che gioca in serie B), a suo parere cosa manca per fare il salto di qualità?

«Sì, premesso che il movimento femminile ha nella Dinamo la massima espressione senior a Taranto, e io mi auguro che il nostro amico coach Caricasole si prenda tutte le soddisfazioni che merita, noi miriamo a essere un movimento importante a livello giovanile. E ci stiamo riuscendo grazie a chi lavora con passione ogni giorno in palestra. Noi tutti, dai dirigenti agli allenatori, facciamo la nostra parte. I risultati ottenuti a livello regionale e in tornei nazionali ai quali abbiamo partecipato ci dicono che siamo sulla strada giusta: la convocazione di quattro delle nostre atlete 2010 (Carlotta Acacia, Giorgia Cito, Serena Fardello e Giulia Nardelli, ndr) nella rappresentativa regionale al Lazio Academy cup ne è la riprova. Un risultato importante per noi e per la città di Taranto. Quanto alla sua domanda, il discorso da fare è molto ampio: come detto, viviamo in una città dove le strutture sono poche e con costi orari rilevanti, dove il privato è per lo più assente, tranne poche eccezioni di gente appassionata. Spesso inoltre, per noi addetti ai lavori, manca la mentalità di anteporre l’interesse generale a quello personale. In poche parole, a mancare da noi è la cultura dello sport inteso come elemento fondamentale per la crescita dei ragazzi e tanto altro».

Le atlete convocate nella rappresentativa regionale

Udienza con il Santo padre

Insieme illuminiamo il futuro

Questo il tema dell’udienza dell’Ail con papa Francesco. Presente anche una delegazione tarantina

16 Dic 2024

di Margherita Granaldi

In occasione dei 55 anni di attività dell’Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma), sabato 14 dicembre volontari, pazienti ematologici, cargivers, medici ed infermieri provenienti dalle 83 sezioni territoriali sparse per il nostro paese si sono radunati a Roma per ‘festeggiare’ il proprio compleanno con papa Francesco.
L’associazione, guidata dal presidente nazionale Giuseppe Toro, costituisce un importantissimo punto di riferimento per i pazienti oncoematologici e le loro famiglie nei percorsi di cura che spesso svolgono fuori regione, ma anche per il prezioso supporto alla ricerca scientifica.
Non poteva mancare la sezione Ail di Taranto, un nutrito gruppo presieduto da Patrizia Casarotti, organizzatrice di un pullman carico di umanità ed entusiasmo.

L’incontro con papa Francesco è avvenuto in una sala Nervi gremita di persone di tutte le età, soprattutto volontari, lucciole simbolo di luce e speranza, impegnate per illuminare il futuro dei pazienti e delle loro famiglie. “Insieme illuminiamo il futuro” è stato infatti lo slogan dell’evento.
Nel rimettere al centro i malati, spesso scartati “in nome dell’efficienza e della forza”, il santo Padre ha consegnato alla platea tre parole chiave che caratterizzano l’operato ed i valori su cui si fonda l’associazione, unite dalla parola “tenerezza” che fa da sfondo a tutto: “illuminare”, perché, quando tutto appare oscuro e perduto, il paziente ha bisogno di “qualcuno che porti un po’ di luce, una fiamma di speranza”;  “dono”, perché le persone che portano un po’ di luce sono donatori, testimoni di solidarietà e vicinanza in un tempo segnato dall’individualismo, ricordando che “il primo a donarsi al mondo è Dio col suo amore creatore e Gesù nella sua incarnazione”; “piazza”, perché l’Ail è presente nelle piazze, visibile per le persone che hanno bisogno, “per costruire due speranze: speranza della cura, sempre, e speranza della terapia nelle modalità più aggiornate”.
Il discorso di papa Francesco, così sentito ed accorato, ha emozionato e commosso la sala, che lo ha omaggiato con applausi, biglietti, regali e soprattutto con sguardi di tenerezza. Le sue parole così semplici e vere hanno accarezzato tutti, dai bambini agli adulti, passando per i ragazzi, ognuno col proprio sguardo rivolto al domani con speranza e fiducia.

 

Iniziative solidali

Alla parrocchia Cristo Re di Martina Franca Le scatole di Natale”

16 Dic 2024

di Angelo Diofano

È in corso alla Cristo Re di Martina Franca il progetto di prossimità ‘Le scatole di Natale’, avviato lo scorso anno e che la parrocchia francescana sposa per donare un po’ di gioia ai bambini del territorio in questo Avvento “in questo tempo strano e difficile – si legge sulla pagina facebook della parrocchia – ma pur sempre carico di speranza perché Gesù è la nostra speranza!”.

Ecco la proposta del parroco fra Paolo Lomartire: “Prendi una scatola delle scarpe e mettici dentro: una ‘𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗮𝗹𝗱𝗮’ (guanti, sciarpa, cappellino, maglione, coperta ecc.), una ‘𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗴𝗼𝗹𝗼𝘀𝗮’, (cioccolati, caramelle, biscottini ecc), un 𝗽𝗮𝘀𝘀a𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 (libro, rivista, sudoku, matite ecc.), un 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 (crema, bagno schiuma, profumo, dentifricio e spazzolino per bambini, gioiellini ecc.), un 𝗯𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶𝗹𝗲, possibilmente realizzato a mano dal vostro bambino perché le parole valgono anche più degli oggetti!”
La ‘cosa calda’ e il passatempo  possono essere anche ‘usati’ ma in buono stato.

La scatola va incartata e decorata, indicando in un angolo il destinatario del dono (bambino/a, aggiungendo la fascia d’età)
“Ovviamente – evidenzia fra Paolo – una famiglia può preparare più di una scatola e ve lo assicuro, è un’attività bellissima da far fare ai bambini per renderli partecipi dell’azione e dargli la consapevolezza di essere fortunati”.

Le scatole – che stanno giungendo numerose – possono essere portate in parrocchia fino a domenica prossima, 22 dicembre, alla messa delle ore 11, dedicata alle famiglie.
“Il gesto costa pochissimo – conclude fra Paolo -. Il tempo dedicato non è niente ma la resa e la felicità di chi riceverà in dono queste scatole sarà immensa! Facciamo un’azione bella da ricordare in questo 2024 e aiutiamo chi ne ha più bisogno a festeggiare il Mistero dell’Incarnazione con il cuore colmo di gratitudine. Come ci suggeriva San Francesco, ‘Restituiamo a Lui tutti i beni’. Grazie per quello che farete!”.

 

Natale a Taranto

La Novena di Natale in città vecchia

16 Dic 2024

di Angelo Diofano

Da questa sera, lunedì 16 dicembre, torna la tradizione della novena a Gesù Bambino nei vicoli della città vecchia, ripresa da qualche anno a cura della basilica cattedrale di San Cataldo e delle chiese e confraternite del centro storico, animata dai piccoli residenti nel quartiere e dal coro di voci bianche della cattedrale. Durante gli spostamenti i bambini porteranno in spalla l’immagine della Natività con l’accompagnamento della banda Santa Cecilia diretta dal maestro Giuseppe Gregucci.

Questo il programma della novena:
lunedì 16 dicembre, alle ore 17.15, raduno piazza Duomo per recarsi in corteo in vico Ospizio; martedì 17 dicembre, alle ore 17.15, raduno in cattedrale per poi dirigersi alla chiesa dei Santi Medici; mercoledì 18 dicembre, alle ore 17 novena al centro San Gaetano; giovedì 19 dicembre, ore 17.15, raduno al centro San Gaetano per poi dirigersi nella chiesa di San Domenico; venerdì 20 dicembre, ore 17.15, novena nella chiesa di San Giuseppe; sabato 21 dicembre, ore 17.15, raduno in San Giuseppe per recarsi nel cortile della Madonna, in via Garibaldi; domenica 22 dicembre, alle ore 10 santa messa in cattedrale con la benedizione dei Bambinelli; alle ore 18.30, in collaborazione con l’associazione Simba, concerto in cattedrale presentato da Monica Caradonna dal titolo “Una voce da Betlemme: arie di Natale per chiedere il dono della pace” con il cantante palestinese Milad Fatouleh e i bambini del coro della cattedrale, accompagnati al pianoforte da Daniele Dettoli; lunedì 23 dicembre, alle ore 17.15, raduno nella chiesa di San Giuseppe per recarsi al santuario della Madonna della Salute.
Infine martedì 24 dicembre, alle ore 6, novena nel cappellone di San Cataldo con colazione comunitaria.

Viaggio apostolico

Francesco ad Ajaccio: “Pace per tutte le terre che si affacciano sul Mediterraneo”

foto Vatican media-Sir
16 Dic 2024

“Quando la pietà popolare riesce a comunicare la fede cristiana e i valori culturali di un popolo, unendo i cuori e amalgamando una comunità, allora ne nasce un frutto importante che ricade sull’intera società, e anche sulle relazioni tra le istituzioni civili e politiche e la Chiesa”: ne è convinto papa Francesco, che ad Ajaccio ha ricevuto un’accoglienza trionfale, con centinaia di migliaia di persone che lo hanno seguito e acclamato festosamente durante il lungo tragitto che dall’aeroporto lo ha portato nel cuore della capitale della Corsica, primo pontefice a visitare l’‘ile de beautè’ al centro di quel mare ‘unico al mondo’ che è il Mediterraneo. E proprio da quel mare il Santo padre ha lanciato un ennesimo appello alla pace: “Pace per la Palestina, per Israele, per il Libano, per la Siria, per tutto il Medio Oriente! Pace nel Myanmar martoriato. E la Santa Madre di Dio ottenga la sospirata pace per il popolo ucraino e il popolo russo”.

Tra gli incontri, oltre a quello con il presidente Macron prima di ripartire per Roma, anche quello con una vecchina ultracentenaria, la più anziana dell’isola, con un cartello dove era scritta con chiarezza la sua età: 108 anni. Attraverso quella che prima si chiamava religiosità popolare, e che San Paolo VI ha ribattezzato pietà popolare, “la fede non rimane un fatto privato, che si esaurisce nel sacrario della coscienza, ma – se intende essere pienamente fedele a sé stessa – comporta un impegno e una testimonianza verso tutti, per la crescita umana, il progresso sociale e la cura del creato, nel segno della carità”, ha ricordato Francesco nel suo primo discorso, a conclusione del congresso sulla religiosità popolare nel Mediterraneo.

“La pietà popolare, le processioni e le rogazioni, le attività caritative delle confraternite, la preghiera comunitaria del santo Rosario e altre forme di devozione possono alimentare questa cittadinanza costruttiva dei cristiani”, l’omaggio del Papa: “Allo stesso tempo, sul terreno comune di questa audacia nel fare il bene, i credenti possono ritrovarsi in un cammino condiviso anche con le istituzioni laiche, civili e politiche, per lavorare insieme al servizio di ogni persona, a partire dagli ultimi, per una crescita umana integrale e la custodia di questa ‘ile de beauté’”. Pietà popolare, dunque, come ponte tra la cultura cattolica e la cultura laica, il tema al centro del viaggio apostolico di Francesco, che ha citato la “sana laicità” auspicata da Benedetto XVI per esortare a sviluppare “un concetto di laicità non statico e ingessato, ma evolutivo e dinamico, capace di adattarsi a situazioni diverse o impreviste, e di promuovere una costante collaborazione tra autorità civili ed ecclesiastiche per il bene dell’intera collettività, rimanendo ciascuno nei limiti delle proprie competenze e del proprio spazio”.
Sana laicità, infatti, “significa liberare la religione dal peso della politica e arricchire quest’ultima con gli apporti della religione, mantenendo tra loro una necessaria distanza, una chiara distinzione e la necessaria collaborazione tra le due. Una tale laicità sana garantisce alla politica di operare senza strumentalizzare la religione, e alla religione di vivere liberamente senza appesantirsi con la politica dettata dall’interesse, e qualche volta poco conforme, o addirittura contraria, alle credenze religiose. Per questo la sana laicità è necessaria, anzi indispensabile a entrambe”. “In questo modo si potranno liberare più energie e più sinergie, senza pregiudizi e senza opposizioni di principio, in un dialogo aperto, franco e fecondo”, ha commentato il Papa. “La pietà popolare, che qui in Corsica è molto radicata, fa emergere i valori della fede e, allo stesso tempo, esprime il volto, la storia e la cultura dei popoli”, ha sintetizzato Francesco incoraggiando il dialogo costante, ma senza confusione, tra il mondo religioso e quello laico, ma al tempo stesso mettendo in guardia da alcuni pericoli insiti nella religiosità popolare, primo fra tutti quello che quest’ultima venga “strumentalizzata da aggregazioni che intendono rafforzare la propria identità in modo polemico, alimentando i particolarismi, le contrapposizioni, gli atteggiamenti escludenti” . No, allora, ai “giudizi ideologici” che puntano a contrapporre cultura cristiana e cultura laica, sì invece alla capacità di “riconoscere una reciproca apertura tra questi due orizzonti: i credenti si aprono con sempre maggiore serenità alla possibilità di vivere la propria fede senza imporla, come lievito nella pasta del mondo e degli ambienti in cui vivono; i non credenti o quanti si sono allontanati dalla pratica religiosa non sono estranei alla ricerca della verità, della giustizia e della solidarietà, e spesso, pur non appartenendo ad alcuna religione, portano nel cuore una sete più grande, una domanda di senso che li conduce a interrogare il mistero della vita e a cercare valori fondamentali per il bene comune”. È in questa cornice, per Bergoglio, “che possiamo cogliere la bellezza e l’importanza della pietà popolare”.